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Alberobello Travel Guide
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Trulli with magic signs on the roofs, Alberobello

Trulli with magic signs on the roofs, Alberobello

Ingvar
At first sight, you might think that you ended up in a fairytale and that within ample seconds, several dwarfs and elfs will come out of the white washed little houses with their cone-shaped roofs. When you come to think about it, you know that you’ve arrived in Alberobella.

The historical centre with its ‘trulli’ (as the houses are called, sing. 'trullo') has been declared a UNESCO World Heritage Site. The trulli are old, round buildings of limestone blocks built without mortar (but mortar has usually been added more recently in inhabited trulli). The conical roofs are made up of flat stones ('chianche'). Today one can still visit the little houses set amidst almonds and olive trees and see people making ceramics according to the way it used to be done some 500 years ago.

Marvellous, unique and typical of the Bari and Otranto province, but why? Some say that the counts of the area forced the colonists to make dry dwellings that could be easily pulled down in case one of the tax inspectors would come over to collect the money from permanent dwellers. Another version is that because one only had to pay for permanent houses, the white stone on top of the roof could be easily removed as to show to the inspector that the house hadn’s been finished yet. The same white pinnacles that might either mark the hand of the builder of the house, have been fallen out of the sky as a sign of the (worshipped) sun or simply look good as the finishing touch on the roof. Historians and archaeologists, however, consider this type of building to be of Neolithic origin and reminiscences of simple huts.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Alberobello
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alberobello&action=history

Alberobello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 Alberobello
Stato:  Italia
Regione:  Puglia
Provincia:  Bari
Coordinate:
Latitudine: 40° 47′ 0′′ N
Longitudine: 17° 14′ 0′′ E
Altitudine: 428 m s.l.m.
Superficie: 40 km²
Abitanti:
10.930 31-12-04
Densità: 271 ab./km²
Frazioni: Coreggia 
Comuni contigui: Castellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci
CAP: 70011
Pref. tel: 080
Codice ISTAT: 072003
Codice catasto: A149 
Nome abitanti: alberobellesi - selvesi 
Santo patrono: Santi Cosma e Damiano 
Giorno festivo: 27 settembre 
Sito istituzionale
 Visita il Portale Italia

Alberobello è un comune di 10.930 abitanti in provincia di Bari.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni, chiamate trulli, dichiarati patrimonio dell'umanità dell'UNESCO

Indice

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[modifica] Cenni storici

Le origini della cittadina risalgono alla seconda metà del XVI secolo, quando, piccolo feudo sotto il dominio degli Acquaviva, conti di Conversano, cominciò a popolarsi di contadini che resero la selva (così denominata) fertile. I conti autorizzarono i coloni a costruire le abitazioni a secco, in modo da poter essere dirute in caso d'ispezione regia, poiché la nascita di un agglomerato urbano esigeva il pagamento del tributo secondo la prammatica de baronibus; con l'astuta proposta si evitava il balzello.

Correva l'anno 1797 e un gruppo di coraggiosi alberobellesi, stanco della precaria condizione, si recò a Taranto per chiedere ausilio al re Ferdinando IV di Borbone che ascoltò e promise.

Il 27 maggio 1797 il re emanò un decreto con il quale il piccolo villaggio divenne libero.

 

[modifica] I rioni

I rioni più caratteristici, al centro di Alberobello, sono:

  • il rione Monti;
  • il rione Aia Piccola.

In queste zone tutte le costruzioni rimandano alla tipica struttura del trullo e sono adibite ad abitazioni, negozi, bar, ristoranti.
Ogni trullo è formato solitamente da un vano centrale a pianta quadrata, che comunica per mezzo di arcate con la cucina e altre stanze. Molti dei trulli possono essere visitati dal pubblico.

Il rione Monti e stato dichiarato "monumento nazionale" nel 1910.
Qui su una superficie di 15 ettari si trovano più di mille trulli.

La denominazione del rione Aia Piccola è da ricercarsi nell'usanza che un tempo veniva fatta dell'aia pubblica all'interno del rione, dove si eseguiva la trebbiatura e la pulitura del grano. Nell'aia era effetuata inoltre la pesatura delle decime dovute dai contadini ai conti di Conversano.

 

[modifica] Cultura

 

[modifica] I trulli

I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi. La loro forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.
 

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano.
In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.
 

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra i tetti dei trulli spesso assumono un significato religioso; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, in quanto per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano.

 

[modifica] Il trullo sovrano

Il trullo più alto del paese è chiamato Trullo Sovrano. Fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del Settecento, questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia.

 

[modifica] La Chiesa di Sant'Antonio

Sulla sommità del rione Monti si trova la chiesa di Sant'Antonio, anch'essa a modi trullo.
Fu edificata tra il 1926 e il 1927 su un terreno donato da una cittadina di Alberobello ai sacerdoti Guanelliani.
La cupola è a forma di trullo e si integra perfettamente con gli edifici circostanti.
La chiesa è a croce greca. La cupola è alta 21 metri. La chiesa ha subito un completo restauro nel 2004 che l'ha riportata agli antichi splendori.

 

[modifica] Artigianato

Diversi i prodotti ed i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti.

Proposte fisse, ormai da decenni, volte al fine di non perdere la memoria delle tradizioni popolari, sono la rievocazione storica (in cui si ricorda la cacciata del conte), il presepe vivente (durante il quale la parrocchia di Sant'Antonio propone temi di riflessione, insieme ad uno spaccato della vita paesana del secolo scorso).

 

[modifica] Evoluzione demografica

 

[modifica] Galleria fotografica

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Altri progetti

 

[modifica] Collegamenti esterni

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