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Alessandria Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Situated 95 m. above sea level on the right bank of the Tanaro, slightly above its confluence with the Bormida, at the junction of important lines of communication between the Po Valley and Liguria. Formed in the 12th century through the union of several pre-existing centres, it took this name in 1168 (in honour of Pope Alexander III) when it joined the Lombard League. It formed part of the Duchy of Milan from 1348 to 1524 and remained in the hands of the Spanish until 1706, before passing to the Savoys and then to the Kingdom of Sardinia. |
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| Many times destroyed, the Cittadella (fortress), part of the ancient
fortifications, and built in 1728 by Vittorio Amedeo II, is still standing;
towards the end of last century, the town began to expand outside its walls. Monuments: The neo-classical cathedral, the churches of Santa Maria del Carmine and Santa Maria di Castello and the Palazzo della Prefettura, designed by Benedetto Alfieri. Alessandria is an important market for agricultural and animal products with active food (confectionery), garment (hats), chemical, engineering, footwear and wood industries. Events: Alessandria's Gastronomical Autumn (September-October), Madonnina dei Centauri International Gathering (July), International Classical Guitar Competition (biennial). Famous People: Giorgio Merula (humanist, 1430-1494), Guglielmo Caccia known as `Moncalvo' (artist, 1565-1625), Urbano Rattazzi (politician, 1808-1873). Cultural Institutions: Museo and Pinacoteca Civica (civic museum and art gallery), Conservatorio Vivaldi (conservatory), Teatro Municipale Virginia Marini (municipal theatre), Museo del Cappello (hat museum). In the Province: Acqui Terme (thermal springs, archeological museum, Cavalcata Aleramica at the end of May), Casale Monferrato (wine trade), Tortona, Novi Ligure, Valenza (goldsmiths), Vignale Monferrato (dance festival). |
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Grazie a
http://www.paesionline.it/ Lista discoteche Alessandria Discoteca Babaissa Discoclub Borghetto Borbera AL www.theclubevent.com 475471164 Discoteca Empire Gavi AL 338.3500351 Discoteca It.Cafè Pozzolo Formigaro AL www.it-cafe.it 0143.478028 Discoteca Luna Rossa Bosco Marengo AL www.lunarossadisco.com 0131.298319 Discoteca Sottosopra Alessandria AL 0131.222815 Fellini Discotheque Via G. Gallilei, 715057 Tortona (AL) |
| Ristorante AL NUMERO UNO Alessandria via Canina 1 Ristorante ANTICA OSTERIA DI NONNO CARLO Montechiaro d' Acqui via delle Scuole Ristorante BEL SOGGIORNO Cremolino Via Umberto I Ristorante BELLA NAPOLI 2 ALESSANDRIA Via Bergamo Ristorante Ca'del Vein-da Pinuccio Acqui Terme via Mazzini Ristorante Cacciatori Cartosio via Moreno Ristorante CACCIATORI Denice Piazza Castello Ristorante CANTINE DEL GAVI Gavi via Mameli Ristorante CAPPELLO Acqui Terme strada Visone Ristorante CASTELLO DI SAN GIORGIO San Giorgio Monferrato via Cavalli d'olivola Ristorante CORONA-FORLINO Novi Ligure corso R. Marenco Ristorante DA GIUSEPPE Montemarzino via IV Novembre Ristorante Da Manuela Isola Sant'Antonio via Po,31 Ristorante Enoteca Osteria La Curia Acqui terme via alla bollente Ristorante FATTORE Novi Ligure via Cassano Ristorante GAGLIAUDO Alessandria via Schiavina |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandria Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alessandria&action=history AlessandriaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alessandria [a-les-sàn-dria] (Lissandria in piemontese) (Lissändria in dialetto alessandrino) è un comune del Piemonte, il terzo della regione per popolazione dopo Torino e Novara; è capoluogo dell'omonima provincia. Sorge nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, la città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario con scalo di smistamento di testa, situato nel sud-ovest della stazione viaggiatori.
Storia [modifica]
La fondazione e l'assedio [modifica]
Orologio di piazza Garibaldi
La città nacque nella seconda metà del XII secolo con il nome di Civitas Nova su un nucleo urbano già esistente costituito dall'antico borgo di Rovereto con l'aiuto dei feudi vicini di Marengo, Borgoglio, Gamondio, Solero, Villa del Foro, Oviglio e Quargnento, che intendevano ribellarsi degli Aleramici, allora signori del Monferrato. In questo le popolazioni furono supportate dai comuni della Lega Lombarda, in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato del Barbarossa. La città fu fondata ufficialmente nel 1168 e in quell'anno assunse il nome attuale in onore di Papa Alessandro III, ampio sostenitore in quel periodo delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero. Il 29 ottobre 1174 Alessandria, che contava circa 8.000 abitanti, subì un attacco delle forze imperiali che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì Santo, con la resa degli uomini del Barbarossa, attaccati e colti impreparati dagli alessandrini mentre erano intenti a scavare un tunnel per fare irruzione all'interno della città; una tradizione vuole invece, che a salvare la città fosse stato uno stratagemma ideato dall'anziano Gagliaudo. Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell'Impero, la città assunse il nome di Cesarea mantenendolo però per un breve periodo. Nel 1198 divenne libero comune. Fu intorno al 1220 che Francesco d'Assisi, diretto in Francia, si fermò nei pressi di Alessandria dove ammaestrò una lupa che terrorizzava la popolazione: un bassorilievo che ritrae questo episodio è conservato ancora oggi all'interno della Cattedrale.
La città nel Medioevo [modifica]Per oltre due secoli Alessandria mantenne la condizione di libero comune entrando in conflitto con le vicine Casale, che era ancora parte del Marchesato del Monferrato, con Asti e con Pavia, le quali temevano una sua possibile espansione. Alessandria era ottimamente fortificata: per i suoi tetti e per le sue robuste mura, costruiti con semplice paglia e fango, fu a lungo conosciuta nel Nord-Italia come Alessandria della Paglia. Finì poi per allearsi con Vercelli e soprattutto, con Milano, alla quale legò nei secoli successivi le sue sorti. Nel 1215 le tre città attaccarono e distrussero Casale. Anche Alessandria, città tradizionalmente militare, conobbe il Monachesimo: ebbe particolare rilevanza il Movimento degli Umiliati, Ordine riconosciuto proprio da Papa Alessandro III, che introdusse in città nuove tecniche per la lavorazione dei tessuti e in particolare, della lana. Nel 1316 le famiglie guelfe e ghibelline, preoccupate dalle continue lotte contro il Monferrato ed Asti, scelsero di mettere la città sotto la protezione dei Visconti che, nel 1348 la inglobarono tra i propri territori. Successivamente Alessandria appoggiò i Visconti nella guerra contro la Francia ed entrò a far parte del Ducato di Milano sotto il dominio di Gian Galeazzo. Alla morte di quest'ultimo nel 1402, il Ducato fu attaccato dai casalesi di Facino Cane che conquistò dunque Alessandria nel 1404. La città e il Ducato comunque ritornarono ai Visconti quando la vedova di quest'ultimo, Beatrice di Tenda, sposò Filippo Maria.
Alessandria sotto il Ducato di Milano [modifica]
Via Milano, la Sinagoga
Successivamente la città seguì le sorti del Ducato di Milano, passando agli Sforza a metà del XV secolo; in questo periodo cadde dapprima più volte vittima delle invasioni dei francesi, successivamente dal 1535, finì sotto il dominio spagnolo e vi rimase per tutto il XVII secolo, diventando un importante nodo commerciale tra Genova e la Lombardia. Nel 1707 fu conquistata dal Principe Eugenio, finendo così, dopo i trattati di Utrecht del 1713, nelle mani di Savoia, sotto il Piemonte: Vittorio Amedeo II, considerata la posizione strategica della città, ne riorganizzò la vita politica, istituendo il ruolo del Governatore, e le strutture militari, per aggiornarle agli ultimi sviluppi della fortificazione alla moderna, costruendovi una enorme Cittadella che causò l'abbandono e la distruzione di un intero sobborgo della città, Bergolium (Bogoglio). In questo periodo il numero dei cittadini salì a circa 15.000 unità. Alla fine del secolo l'intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte e se già dopo l'armistizio di Cherasco l'influenza dell'imperatore corso era tangibile, nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe transalpine), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo. Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30 maggio di quello stesso anno, dopo i trattati di Parigi, entrò a far parte del Regno di Sardegna in quanto fu restituita ai Savoia. Tutte le successive dominazioni si presero cura soprattutto della Cittadella, ingrandendone le opere esterne.
Proposta di modifica
Propongo di spostare questo paragrafo altrove (ad esempio, in una nuova voce sulla Sinagoga di Alessandria), in quanto non fa strettamente riferimento alla storia della città. --(Murray) Gli ebrei ottennero facoltà dai duchi di Milano di stabilirsi nella città di Alessandria sul principio del XIII secolo: vi fondarono con l'andare del tempo una sinagoga diretta da un rabbino indipendente e capo dell'Università stabilita in questa città. Così una vaga tradizione fa risalire a quest'epoca la loro venuta in quanto assenti documenti storici che lo possano provare con certezza. Quel che è certo è che in Alessandria come a
Casale Monferrato, così come in piccoli altri centri
monferrini come
Fubine
e
Moncalvo, come ben documentato dallo storico
Aldo Perosino, esistevano famiglie ebree prima della famosa cacciata
degli ebrei
dalla
Spagna per opera del famoso
Torquemada nel
1492. A
Fubine,
importante centro
monferrino adagiato sulle colline tra Alessandria e
Casale Monferrato, in regione Valmezzana c'era una cascina abitata
da una famiglia di
ebrei,
appunto la Cascina Valmezzana, così denominata perché posta in una mezza
valle e che esiste ancora a
Fubine.
Fin dall'epoca
napoleonica, quando gli
israeliti
furono chiamati a
Parigi
per il
Sinedrio, fu discussa la questione della possidenza. L'avvocato
Francesco Gambini sconsigliava che gli
ebrei
dovessero possedere terre. Questa sua dottrina compendiò nel libro: "l'ebreo
possidente"(Asti,
Paglieri, 1815). In un'altra opera dal titolo "La cittadinanza
giudaica
in Europa
"voleva dimostrare che gli
ebrei non
avrebbero mai potuto affratellarsi con gli altri membri dell'umana
famiglia, confortando il suo assunto con le istituzioni
talmudiche
e coi precetti dell'esperienza. Egli stesso però chiamava la questione
esaminata da lui un problema dell'avvenire. Gli fu risposto con un altro
libro : "Origini delle interdizioni
giudaiche".
Passò del tempo. Il 29 marzo
1848, re
Carlo Alberto chiamava gli
israeliti
subalpini a far parte dei diritti civili e politici. I
cristiani facevano plauso, fra cui è degno di ricordo
Massimo d'Azeglio e il
teologo
canonico Gatti pubblicava "l'emancipazione degli
israeliti". Chiosando la frase del filosofo
George Santayana, "Quelli che ignorano il passato sono condannati a
ripeterlo", si potrebbe dire che le vicende della comunità ebraica di
Alessandria dall'arrivo in città di Abramo figlio di Giuseppe Vitali de'
Sacerdoti nel
1490 sino all'epoca presente, sia anch'essa nell'ottica di evitare
di compiere in futuro gli errori del passato. La storia della comunità
ebraica di Alessandria, come di tutte le altre comunità sparse sulla
penisola italiana, ha lasciato molte tracce. La
Sinagoga di Alessandria, è situata a pochi metri da piazzetta della
Lega Lombarda, in via Milano, l'antica contrada degli
ebrei. Il
ghetto
che fu decretato dal governatore
spagnolo
fin dal 1585,
rinnovato in epoca
napoleonica, è riconoscibile ancora oggi dagli stretti androni di
alcuni palazzi delle vie adiacenti il
Tempio.
Quest'ultimo, aperto nel
1871 e
costruito su progetto dell'architetto
Giovanni Roveda, ha una facciata in stile neo-gotico
e un'ampia sala con due
matronei. Non è aperto alle visite. Non poco interesse artistico e
storico riveste il cimitero israelitico alle spalle del cimitero urbano.
Il Risorgimento e l'Unità d'Italia [modifica]
Il tram a vapore in piazza Garibaldi - Anno 1905
circa - Collezione Tony Frisina - Alessandria
Alessandria - Lo Stabilimento Borsalino - 1910-'15
circa - Collezione Tony Frisina - Alessandria
Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale e fu proprio dalla città piemontese che partirono i moti del marzo 1821; per questo, diversi cittadini che avevano aderito alla Giovine Italia vennero sottoposti a processi sommari e condannati per cospirazione: ne rimase vittima anche il patriota Andrea Vochieri, nel 1833. Nell'ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l'astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto sindaco della città l'orologiaio Paolo Sacco. La nascita delle Ferrovie e l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell'Ottocento trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, al centro di Torino, Milano e Genova, in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico, che portò alla riurbanizzazione e all'espansione del territorio cittadino, e un importante sviluppo nell'industria, testimoniato dal successo di aziende come l'industria di cosmetici Paglieri, la Cicli Maino, soprattutto, la Borsalino, la cui produzione di caratteristici cappelli in feltro diventò famosa in tutto il mondo.
Durante il Fascismo e la seconda guerra mondiale [modifica]
Il fiume Tanaro
Alessandria, la Galleria Guerci - Il salotto
ultracentenario nel cuore della città
Sotto il Fascismo Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono eretti importanti edifici pubblici opere architettoniche, come il Dispensario Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle Poste, decorato dai mosaici di Gino Severini. Nel corso della seconda guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti aerei: il 30 aprile 1944 le bombe colpirono il quartiere popolare Cristo, facendo 239 morti e centinaia di feriti, distruggendo il Teatro Municipale; nelle notti d'estate, poi, nacque il mito di "Pippo", un aereo utilizzato per la ricognizione, il cui rumore assordante terrorizzava il Nord Italia. A giugno furono distrutti i ponti sul Tanaro e sulla Bormida. Un altro bombardamento, il 5 aprile 1945, fece 160 morti, tra i quali 40 bambini dell'asilo infantile "Maria Ausiliatrice" di via Gagliaudo. A causa dei bombardamenti aerei morirono più di 500 cittadini, circa l'un per cento della popolazione: i tedeschi si arresero il 29 aprile; Tra il 1943 e il 1944, 27 ebrei alessandrini furono arrestati ad opera della Repubblica Sociale Italiana e trasferiti nel campo di concentramento di Fossoli. La Sinagoga di Alessandria fu saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti nel dicembre del 1943.
Il dopoguerra [modifica]Nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti del Nord-Italia, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si dffuse nel Settentrione nel corso degli anni sessanta con il boom economico, conoscendo anche l'immigrazione della gente proveniente dalle regioni del Sud e arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970; successivamente, quando gli effetti del boom economico rientrarono, Alessandria conobbe un calo demografico. La città venne anche scossa dai fatti di cronaca a sfondo politico che insanguinarono l'Italia degli anni settanta: il 9 e il 10 maggio 1974, una rivolta interna al carcere si risolse tragicamente, con 7 persone morte e 14 ferite: quest'episodio fu ricordato come la "Strage di Alessandria". Inoltre, fu in una cascina nei pressi della città piemontese che si tennero le prime riunioni del gruppo delle Brigate Rosse ed ebbe luogo il sequestro Gancia. Il 6 novembre 1994 la città attirò l'attenzione delle cronache nazionali a seguito di una violentissima alluvione che la investì per buona parte sommergendo ampie zone resindenziali (specialmente i quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San Michele) e varie frazioni. L'alluvione, che fu causata dallo straripamento del fiume Tanaro, provocò anche la morte di undici persone oltre a danni ingentissimi sia alle abitazioni private che alla struttura economica cittadina. Nel 1998 diventò sede, assieme a Novara e Vercelli, dell'Università degli studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".
Personalità legate ad Alessandria [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]Abitan
Monumenti [modifica]
Palazzi del centro cittadino.
Durante la festa di Borgo Rovereto
Il centro della città è caratterizzato dalla vastità di Piazza della Libertà, piazza d'armi voluta da Napoleone e ottenuta mediante la demolizione dell'antica cattedrale (1803), della quale sono stati recentemente portati alla luce i resti delle fondamenta. Al centro di essa sorge la statua di Urbano Rattazzi, opera di Ferruccio Pozzato, che sostituisce la fusione più antica di Giulio Monteverde, demolita per ricavarne metallo nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Vi si affacciano inoltre sullo spazio pubblico: il Palazzo del Municipio o Palazzo Rosso (dal colore della facciata, XVIII secolo) dotato di un particolare orologio a tre quadranti (da notare sulla sommità il galletto sottratto dagli alessandrini ai casalesi nel 1225); Palazzo Ghilini, oggi sede della provincia e della Prefettura, progettato da Benedetto Alfieri nel 1733, di pregevoli forme barocche, considerato il più bello e monumentale della città; Palazzo delle poste (1939-1941) di stile schiettamente razionalista, con un bel mosaico lungo 38 metri di Gino Severini; Palazzo Cuttica di Cassine, futura sede del Museo Civico. Quasi adiacente a piazza della Libertà è la raccolta piazza del Duomo dove sorge la nuova Cattedrale neoclassica del (1810-1849) che conserva al suo interno la statua lignea della Madonna della Salve; sul lato sinistro della facciata spicca Gagliaudo che regge una formaggetta lodigiana, scultura romana raffigurante l'eroe alessandrino che secondo la leggenda si distinse nel corso dell'assedio del Barbarossa. Da notare sul fianco destro della Cattedrale l'altissimo e imponente campanile goticheggiante costruito negli anni '30 del novecento che, con i suoi 106 metri di altezza è il secondo più alto d'Italia dopo il Torrazzo di Cremona. Altra chiesa di notevole interesse è Santa Maria di Castello (XV secolo), la più antica della città, situata presso l'antico borgo Rovereto e che fonde nella sua struttura stili di epoche diverse, come quello tardo - romanico della costruzione con il portale rinascimentale e, al suo interno, diverse opere di epoche successive (il crocefisso, l'altare, la fonte battesimale, la sacrestia); inoltre nei sotterranei, da qualche tempo riaperti al pubblico, si possono osservare i resti di 2 precedenti chiese. Nonostante una fase di decadenza, negli ultimi anni sono stati notevoli i lavori di ristrutturazione. Altri monumenti degni di nota sono: Palazzo Guasco
situato nella via omonima, dalla bella facciata barocco-piemontese, oggi
sede di Assessorati provinciali. In attesa di restauro alcuni saloni del
Palazzo che conservano la struttura architettonica Settecentesca. Sulla sponda sinistra del Tanaro sorge la Cittadella, imponente costruzione militare innalzata su progetto di Ignazio Bertola, una delle principali al mondo per importanza. La costruzione, voluta dai Savoia nel XVIII secolo, comportò l'evacuazione e la demolizione dell'intero quartiere di Borgoglio. Di proprietà del Demanio Militare, è visitabile solo in rare occasioni: è a pianta stellare, con sei baluardi attorniati da fossati. Di notevole interesse architettonico-militare il quartiere militare con gli edifici Settecenteschi e Ottocenteschi. Di prossima riapertura il Museo Civico nella nuova sede di palazzo Cuttica, che conserva tra l'altro, due arazzi fiamminghi di pregevole fattura, un interessante polittico di Gandolfino da Roreto, i paramenti sacri di papa Pio V e i corali destinati al convento di Santa Croce di Bosco Marengo da lui stesso ordinati.
Frazioni [modifica](n. abitanti aggiornati al censimento 2001)
Persone [modifica]
Città gemellate [modifica]Alessandria è gemellata con:
La
Provincia di Alessandria è inoltre gemellata dal
2003 con la
Provincia di Pistoia,
Amministrazione comunale [modifica]
Sindaco:
Piercarlo Fabbio (FI)
dal 29/05/2007 (1° mandato)
Eventi [modifica]
Rievocazione Storica della Battaglia di Marengo [modifica]Rievocazione della famosa Battaglia di Marengo vinta da Napoleone a Spinetta il 14 giugno del 1800. Battaglioni di austriaci, francesi e italiani, provenienti da tutta Europa, tornano a fronteggiarsi in uno scontro che sembra sospeso nel tempo. Manifestazioni, incontri e mostre trovano spazio in città e al Castello di Marengo. Periodo: prima metà di giugno.
Concorso Internazionale di Chitarra Classica "Michele Pittaluga" [modifica]
40° Concorso di Chitarra Classica "Michele Pittaluga"
(1/3)
Alessandria - Corso Roma - Settembre 2007 -
Una vetrina di farmacia in occasione del 40° Concorso di
Chitarra Classica "Michele Pittaluga"
Fraskettando SkaBluesJazz Festival [modifica]
Logo della manifestazione
È l'appuntamento musicale dell'estate organizzato dal Circolo Culturale "Il Ghilino", associazione che da alcuni anni si occupa di promozione culturale ed organizzazione di eventi e manifestazioni. Nel 1999 venne proposta la prima edizione di "Fraskettando", evento musicale nato per rivitalizzare i sobborghi della Fraschetta e per dare l'opportunità alle giovani band emergenti di esibirsi su un palcoscenico; ebbe un discreto successo e venne riproposto l'anno successivo. Accantonato per alcuni anni per motivi organizzativi, viene ora nuovamente riproposto con un progetto più ambizioso e rivisto nei contenuti e nell'immagine sottoforma di festival Teatro della manifestazione è stata, in passato, la piazza principale di un piccolo sobborgo del Comune di Alessandria nella zona circoscrizionale Fraschetta: San Giuliano Nuovo. La piazza è stata recentemente ristrutturata, trasformata in un luogo accogliente ed idonea a contenere eventi culturali. Fraskettando SkaBluesJazz Festival, ora ospitato all'interno del Parco del Castello di Marengo, vuole essere un punto di partenza per realizzare un progetto le cui finalità siano quelle di promuovere la cultura e la musica, soprattutto, nelle loro diverse espressioni. Ecco alcuni artisti che hanno partecipato: The Blues Brothers Band, Eddie Floyd, Taj Mahal, Al Di Meola, Mario Biondi, Soft Machine, Mick Abrahams & Clive Bunker, Rezophonic, Roy Paci & Aretuska, Persiana Jones, Statuto. Periodo: primo fine settimana di luglio.
Motoraduno internazionale [modifica]Motoraduno internazionale Madonnina dei Centauri, in collaborazione con il comune di Castellazzo Bormida Periodo: seconda domenica di luglio.
Salone del biscotto piemontese [modifica]
Salone del Biscotto Piemontese - Edizione 2007
(1/6)
La Cerimonia d'apertura
Il Salone del Biscotto Piemontese è la principale manifestazione regionale del settore. La terza edizione della rassegna ha avuto luogo, come nel 2006, presso la ex "Caserma Sebastiano Valfrè". L'evento è dedicato alla scoperta dei sapori del Piemonte attraverso l'opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone oltre cinquanta espositori hanno distribuito e offerto assaggi ai visitatori. Nell'ambito della terza rassegna dolciaria si sono susseguiti talk show dedicati ai dolci piemontesi. Tra gli ospiti hanno partecipato Iginio Massari, pasticcere e Paolo Massobrio, giornalista enogastronomico. Il Salone è organizzato dalla Provincia di Alessandria in collaborazione con la Regione Piemonte, le Province di Cuneo, Novara, Torino, Vercelli e il Comune di Alessandria. Seconda edizione Alessandria 2006. Terza edizione Alessandria - 12, 13, 14 Ottobre 2007.
Alè Chocolate [modifica]Manifestazione organizzata dal Comune di Alessandria in collaborazione con diversi Enti ed Associazioni, per promuovere e rilanciare il cioccolato dell'industria dolciaria e dell'artigianato locale. L'obiettivo della festa è quello di interessare il maggior numero di visitatori e rilanciare lo sviluppo del settore ormai secolare per questa provincia. Eventi collaterali di notevole interesse sono stati la mostra di sculture di cioccolato presso il Palazzo Asperia (della Camera di Commercio) e i massaggi al cioccolato, eseguiti a scopo dimostrativo da personale esperto e con la partecipazione di graziose modelle. Alè Chocolate diventerà un appuntamanto fisso annuale. Prima edizione Ottobre 2007.
Sport [modifica]
Ciclismo [modifica]La città ha una grande tradizione ciclistica: Il primo velocipede venne portato in Italia proprio ad Alessandria dall'industriale birraio Carlo Michel, proveniente dalla Esposizione Internazionale di Parigi del 1867. Nel 1876 il numero degli appassionati al nuovo mezzo di locomozione era così cresciuto da consigliare la costituzione di una Società Velocipedistica poi C.V.A. (Circolo Velocipedisti Alessandrino). Venne organizzato il Gran Premio Città di Alessandria e numerose corse su pista. La nuova pista con curve rialzate venne costruita nel 1890 a Porta Savona. In seguito al piano regolatore dei primi anni del '900 la pista venne eliminata. Rimase però, all'intero quartiere, il nome "Pista". Ad Alessandria crebbero grandissimi campioni come Costante Girardengo, Fausto Coppi e Giorgio Zancanaro. Diverse tappe del Giro d'Italia iniziarono o si conclusero ad Alessandria.
Calcio [modifica]
Stemma dell'U.S. Alessandria.
Alessandria fu una delle prime città a vedere la nascita di squadre calcistiche già sul finire del XIX secolo. La maggiore squadra di calcio cittadina è l'U.S. Alessandria, nata nel 1912, dalla caratteristica maglia grigia. Gioca le sue partite casalinghe allo Stadio "Giuseppe Moccagatta", in Spalto Rovereto. Attualmente la squadra, dopo un periodo economicamente poco felice, si trova in Serie D, ma vanta un passato onorevole: tra le altre cose, sfiorò la vittoria dello scudetto nel 1927-28 e partecipò, nel 1929-30, al primo campionato di Serie A, giungendo sesta; nel vivaio della squadra crebbero campioni come i campioni del mondo Luigi Bertolini e Giovanni Ferrari, oltre al Pallone d'oro Gianni Rivera. Alessandria ha anche una squadra di calcio femminile, che milita attualmente nel campionato di Serie A2.
Pallavolo [modifica]Alessandria ha conosciuto un buon periodo anche in un altro sport, la pallavolo: nei primi anni '50, la Borsalino Pallavolo sfiorò più volte la conquista del campionato maschile. Anche la squadra femminile, la Saves mancò di poco lo scudetto.
Pallacanestro [modifica]La Delta Copra, squadra di basket femminile, nel 2002 partecipò all'Eurocoppa (pallacanestro femminile), diventando così la prima squadra di Alessandria a disputare una competizione europea. La storia della società si concluse però nel 2004, con il fallimento. La società condotta dall'allora presidente avv. Claudio Del Nevo scale le classifiche prima regionali poi nazionali conseguendo, in pochi anni, le promozioni nei campionati di promozione, serie C, serie B, serie A2, approdando nella massima serie. L'abbinamento con il marchio Copra ha portato alla conquista dell'Europa dove la compagine alessandrina è giunta fino ai quartidi finale. Uscito di scena lo storico presidente Del Nevo, la gestione della società è stata assunta dai fratelli Guido e Gigi Damato ma le sorti della società si sono estinte la'nno successivo con la retrocessione in A2.
Rugby [modifica]La squadra di rugby del dopolavoro ferroviario ora milita nel campionato di serie C con la storica maglia grigia sponsorizzata dalla "Centrale del Latte di Alessandria e Asti"; le giovanili Under-15 sono arrivate lo scorso campionato alla fase interregionale tra Liguria e Piemonte.
Football americano [modifica]
Istruzione-Elenco scuole [modifica]
Scuole Elementari Pubbliche [modifica]
Scuole Elementari Private [modifica]
Scuole Medie Inferiori [modifica]
Scuole Medie Inferiori Private [modifica]
Scuole Medie Superiori [modifica]
Galleria fotografica [modifica]
Bibliografia [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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