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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Trentino-Alto_Adige Cronologia/Autori:http://it.wikipedia.org/=Trentino-Alto_Adige&action=history Trentino-Alto Adige Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Trentino-Alto Adige(in tedesco Trentino-Südtirol) è una regione dell'Italia nord-orientale di 0,9 milioni di abitanti, con capoluogo Trento e formata da due regioni storico-culturali e amministrative, l'Alto Adige a nord, corrispondente alla provincia autonoma di Bolzano ed il Trentino a sud, corrispondente alla provincia autonoma di Trento. Confina a nord con l'Austria (Tirolo e Salisburghese), a sud ed est col Veneto ed a sud e ovest con la Lombardia, a ovest con la Svizzera (Canton Grigioni). Per effetto del secondo statuto speciale entrato in vigore nel 1972 il nome ufficiale della regione è Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il primo statuto, del 1948, assegnava alla regione il nome bilingue Trentino-Alto Adige/Tiroler Etschland (Terra tirolese dell'Adige). La legge di modifica costituzionale nr. 3 del 18 ottobre 2001 ha costituzionalizzato la dizione del 1972 (vedi l'articolo 116 della Costituzione).
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Storia
Fino al 1919 la regione fu parte integrante della contea del Tirolo e quindi dell'Impero Asburgico. Storicamente la regione aveva costituito un unicum amministrativo/geografico con la sua parte settentrionale (attualmente costituente il Land austriaco Tirol). Le spinte risorgimentali-irredentiste che si svilupparono in Italia durante il corso del XIX secolo sfociarono nell'annessione della regione all'Italia. Nei secoli XIX e XX, fino alla fine della Prima guerra mondiale (4 novembre 1918), il territorio era parte dell'Impero Austro-Ungarico. Il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione al Regno d'Italia. Tale annessione sanci' lo smembramento dell'antica contea tirolese e l'accorpamento di popolazioni di lingua tedesca al Regno d'Italia. Dopo la fine della Grande Guerra, che aveva visto i soldati Trentini impegnati prevalentemente sui fronti orientali dell'impero austro-ungarico, ma anche contro le truppe italiane, il subentrato governo fascista perseguì una politica di assimilazione della minoranza di lingua tedesca e ladina, ed una progressiva italianizzazione dell'intera regione ex-tirolese. I comuni ladini di Livinallongo del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo furono smembrati dal contesto regionale ed accorpati alla provincia veneta di Belluno. Vennero inoltre abolite le scuole di lingua tedesca in Alto Adige. Nel 1939, in ottemperanza all'accordo Italo-Tedesco sulle opzioni, la stragrande maggioranza dei residenti altoatesini di lingua tedesca si dichiarò favorevole ad emigrare verso i territori del Terzo Reich. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale intervenne però a rallentare le operazioni di esodo. A seguito dell'armistizio firmato dall'Italia con gli alleati, la regione venne di fatto annessa al Terzo Reich. Dal 1943 al 1945 venne praticamente ristabilita l'integrità territoriale tirolese che era stata frantumata nel 1918. Il governo della Repubblica Sociale Italiana non aveva praticamente giurisdizione sui territori della regione (che venne estesa a comprendere anche il Bellunese). L'area venne ufficialmente nominata Area di Operazioni Alpenvorland, con capoluogo Bolzano. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale ed anche a seguito a manifestazioni popolari che reclamavano il distacco della regione dall'Italia, al Trentino-Alto Adige venne formalmente e costituzionalmente riconosciuta un'autonomia speciale. Inizialmente l'autonomia era prevista solo per l'Alto Adige, ma De Gasperi (essendo tra l'altro trentino), la allargò ai suoi conterranei, creando sulle ceneri della Venezia Tridentina la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige. L' autonomia speciale della Regione risale al Trattato di Parigi che mise fine alla Seconda guerra mondiale e in particolare all'accordo siglato tra De Gasperi, per il governo di Roma, e Karl Gruber, per il governo di Vienna (Accordo De Gasperi-Gruber). A seguito di nuove trattative tra Italia e Austria, rese necessarie dall' insoddisfazione del gruppo tedesco (culminata nel terrorismo del BAS), fu siglato il cosiddetto "Pacchetto" e nel 1972 entrò in vigore il nuovo Statuto regionale, che privilegia l'autonomia delle province. Trentino e Alto Adige formano con il Land austriaco del Tirolo una Euroregione (Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino).
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GeografiaIl Trentino Alto Adige per zone altimetriche Il Trentino Alto Adige è una ergione completamente montuosa.
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AmministrazioneIl Trentino-Alto Adige / Südtirol è una regione a statuto speciale. Le sue due province, Trentino (prov.di Trento) e Alto Adige/Südtirol (prov. di Bolzano) sono le uniche due province italiane che godono di uno statuto di autonomia. Le due autonomie provinciali sono sviluppate in modo tale che di fatto contano più della regione stessa: specifiche norme, basate sul titolo V della Costituzione (anche prima delle modifiche), prevedono che vengano trattate alla stregua di regioni, tant'è che partecipano anche alla Conferenza Stato - Regioni, la cui denominazione ufficiale è, per l'appunto, Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Il torrente Aurino nella valle Aurina Dalle ultime elezioni amministrative i cittadini non eleggono più il consiglio regionale dal quale si formeranno poi i due consigli provinciali, ma viceversa. Ossia gli elettori voteranno il rinnovo del proprio consiglio (sistema proporzionale in Alto Adige, sistema maggioritario con premio di maggioranza in Trentino), che insieme formeranno quello regionale. Novità è anche quella del sistema della "presidenza a rotazione": la regione avrà nel corso di una legislatura due presidenti, che sono in pratica i presidenti delle due Province Autonome. Nel caso della corrente legislatura il primo ad aver assunto la carica di "presidente della regione" è quello al tempo stesso della Provincia Autonoma di Bolzano, il dottor Luis Durnwalder (il primo presidente regionale di lingua tedesca o in ogni caso dell'Alto Adige, carica assunta sempre da italiani del Trentino), mentre nelle seconda parte della stessa ha preso il suo posto il trentino Lorenzo Dellai. Lo stesso sistema di rotazione vale anche per la presidenza del consiglio regionale. Nella prima metà di legislatura il consiglio e la giunta regionale si riunisce a Trento, mentre prosegue nella seconda a Bolzano. Di fatto il ruolo di Trento-capoluogo regionale si può definire puramente formale. Entrambe le città capoluogo hanno dal punto di vista politico-amministrativo un'eguale importanza. Dallo Stato Italiano le due province autonome sono considerate alla stregua di regioni: nel previsto futuro senato federale, infatti, ciascuna delle due province avrà lo stesso numero di senatori di una regione. Inoltre il governo intrattiene rapporti separati con le due province: in regione infatti vi sono due Commissariati del Governo, uno a Bolzano per l'Alto Adige e uno a Trento per il Trentino.
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Gruppi linguisticiIn Trentino-Alto Adige sono presenti tre gruppi linguistici:
Il Trentino è quasi completamente italofono, con comunità storiche germanofone (Mocheni e Cimbri), mentre l'Alto Adige è a maggioranza germanofona, con una forte minoranza italofona, che ha anche rasentato il 35%, per attestarsi oggi sul 25%. In Trentino-Alto Adige è presente la minoranza linguistica dei Ladini. La cosiddetta Ladinia, che si estende anche in territorio veneto, comprende 5 vallate: Val Gardena (BZ), Val Badia (BZ), Val di Fassa (TN), Livinallongo del Col di Lana (BL) e Ampezzo (BL). Ad Ampezzo peró il ladino non viene quasi piú parlato (o è in ogni caso molto influenzato dal veneto). Val Badia e Val Gardena sono completamente ladine. Il ladino è una vera e propria lingua neolatina. Ogni vallata possiede la propria variante ladina, spesso molto differenti tra loro. Questo è stato un grosso ostacolo per lo sviluppo culturale e linguistico al di fuori dei propri confini: per questo si è pensato di creare una lingua standard ("ladino standard") sul modello del romancio nel Cantone svizzero dei Grigioni, che riunisse gli aspetti più simili delle parlate ladine.
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Gli abitanti e il corretto uso degli aggettiviQuando ci si riferisce a qualcosa del Trentino-Alto Adige bisogna fare attenzione alla zona alla quale si sta parlando. Spesso i media italiani parlano di "Trentino" riferendosi alla regione, anche se si tratta di avvenimenti accaduti in Alto Adige (p.es. "...a Silandro, in Trentino... / ...l'Adige nasce in Trentino..."), quelli tedeschi o slavi fanno riferimento a "Sudtirolo" per ciò che accade anche in Trentino, oppure usano entrambi (p.es. "...das Adamellogebirge in Südtirol... / ...der Südtiroler Levicosee im Trentino... / ...južnotirolsko glavno mesto Bocen v Trentino..."). In realtà sarebbe corretto e rispettoso della realtà regionale verificare a quale dei due territori ci si sta riferendo, evitando così errori. Per gli abitanti e ciò che è del Trentino si deve usare l'aggettivo o il sostantivo "trentino" (o "tridentino" se riferito alla storia o alla Chiesa, p.es. "il Concilio Tridentino"), per gli abitanti e ciò che è dell'Alto Adige si deve usare o "altoatesino" (soprattutto se riferito ad abitanti di madrelingua italiana o al territorio, p.es. "il capoluogo altoatesino") o "sudtirolese" (soprattutto se riferito ad abitanti di madrelingua tedesca o alla cultura e storia locali, p.es. "la cucina sudtirolese"). Solo durante il fascismo per "tridentino" ci si riferiva agli abitanti e a ciò che si riferiva all'intera regione, da "Venezia Tridentina", il nome col quale veniva chiamato il Trentino-Alto Adige. Tuttavia l'inserimento della regione, ma soprattutto dell'Alto Adige, nell'area storico-geografica delle "Tre Venezie", non era altro che una mossa attuata dal fascismo per rendere la regione più unita e per rendere più "italiana" la provincia di Bolzano. Dopo la seconda guerra mondiale la regione assunse il nome attuale (in tedesco venne chiamata "Trentino-Tiroler Etschland", ovvero "Trentino-terra tirolese dell'Adige"), quindi divenne "Trentino-Südtirol" nel 1972.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
________________________http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27Alto_Adige Storia dell'Alto AdigeDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Questo articolo si occupa della storia dell'Alto Adige attuale ovvero provincia autonoma di Bolzano.
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Dall'epoca romana al 1919Nel 15 a.C., con la conquista romana ad opera di Druso, inizia la storia di questa regione. Il territorio originariamente diviso tra i municipi di Agonto, Coira e Trento, venne in epoca alto-medioevale occupato da Longobardi (Salorno), Alemanni (Venosta) e Bavari (da Bolzano al Brennero). Fu quindi diviso tra il Regno d'Italia (Marca di Trento, che comprendeva le contee di Bolzano e di Venosta) e l'Impero Franco (Ducato di Baviera, che comprendeva le contee di Valle Norica e Val Pusteria); questo confine venne riaffermato nel 1027, dall'Imperatore Enrico IV del Sacro Romano Impero, tra il Principato Vescovile di Trento e la Contea Vescovile di Bressanone (Principato dal 1091). La colonizzazione baiuvara iniziata nel VI secolo si accentuò nel XIII e XIV secolo; all'inizio del Rinascimento tutto il territorio a est di Bolzano, tra Bolzano e Merano e le valli a monte di Bolzano erano ormai compattamente baiuvare; romane rimanevano la Val Venosta, e le valli dolomitiche. Il Territorio ospitò la culla di poeti importanti per lo sviluppo della lingua tedesca come Walther von der Vogelweide (non accertato) e Oswald von Wolkenstein. Sul finire del medioevo si rafforzarono alcuni feudatari, in particolare i Gorizia (von Görz) come Conti di Tirolo a cui subentrarono (per la donazione di Margherita di Tirolo-Gorizia) gli Asburgo con Rodolfo IV d' Asburgo nel 1363. Nel 1803 (Trattato di Luneville) con la secolarizzazione dei Principati di Bressanone e di Trento, tutto l'Alto Adige è di sovranità asburgica che estende così la sua autorità su Bressanone, Brunico, Chiusa e Alta Badia. In seguito i territori vennero ceduti (Trattato di Presburgo, 1805) al Regno di Baviera che li aggregò nel dipartimento dell'Isarco; il trattato prevedeva (art. 7) la possibilità di una correzione del territorio a favore del Regno d'Italia. Temporaneamente il Tirolo cadde nelle mani delle truppe francesi di Napoleone e dei suoi alleati bavaresi. Il tragico eroe della lotta armata contro gli invasori, Andreas Hofer, fucilato a Mantova, continua ad essere il personaggio più popolare di tutto il Tirolo. Spesso il suo irredentismo viene proiettato in tempi più recenti. L'inno del Tirolo è una canzone che parla di Hofer martire a Mantova. Il termine Alto Adige è stato coniato in questo periodo, quando il Regno d'Italia voluto da Napoleone arrivava a comprendere il Trentino e parte dell'attuale Alto Adige (fino alla zona di Bolzano).
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Dopo il 1919Al termine della Prima guerra mondiale, l'Italia ricevette il territorio del Tirolo fino al confine naturale delimitato dalle Alpi, come previsto dall' Accordo di Londra, suggellato dal Trattato di Saint-Germain, oltre al piccolo territorio di San Candido, percorso dalla Drava. Nel periodo 1918-1919 venne incluso nel governatorato della Venezia Tridentina e dopo l'annessione (1919) costituito in provincia (1926). Prima della guerra solo il 3% della popolazione dell'Alto Adige si dichiarava di madrelingua italiana, anche se è difficile disporre di dati credibili perché allora, in occasione dei censimenti, molti italiani si dichiaravano tedeschi per convenienza (il gruppo tedesco era più autorevole e rispettato, aveva scuole, istituzioni culturali ecc. che agli italiani mancavano) e perché gli italiani dell'Alto Adige avevano subito nel corso dell'Ottocento un intenso processo di germanizzazione, come dimostrano i molti cognomi italiani di famiglie germanofone. Una parte degli italiani era immigrata dal Trentino a causa della disoccupazione. Anche molti dei toponimi italiani di oggi non esistevano prima dell'annessione. Essi vennero elaborati da Ettore Tolomei, che si era dedicato alla ricerca (con metodi non sempre scientifici) di nomi italiani da attribuire a torrenti, colli, località, frazioni, che erano conosciuti da alcuni secoli solo con un nome tedesco; lavoro che culminò nel 1916, quando venne incaricato di compilare un Prontuario dei nomi locali dell'Alto Adige per "dimostrare" l'appartenenza della regione all'Italia. Dal 1926 l'Alto Adige fu sottoposto al tentativo di italianizzazione da parte del regime fascista, che favorì l'immigrazione da altre regioni d'Italia e tentò pervicacemente di imporre l'uso diffuso della lingua italiana, introducendo l'insegnamento monolinguistico italiano nelle scuole, cosa che non solo provocò proteste e rancori da parte degli altoatesini di lingua tedesca ma anche l'insegnamento nella clandestinità delle scuole nelle catacombe. Nel frattempo tuttavia l'avvicinamento fra Hitler e Mussolini e l'annessione dell'Austria al Terzo Reich facevano sperare agli altoatesini di lingua tedesca che presto avrebbero seguito il destino austriaco. Speranze presto deluse: nel 1939 un accordo fra il regime nazista e quello fascista, interessati per motivi diversi ad allontanare il maggior numero possibile di tedeschi dalla zona, portò alle cosiddette Opzioni, in cui buona parte degli altoatesini di lingua tedesca, a fronte sia delle pressioni fasciste sia della propaganda filonazista del Völkischer Kampfring Südtirols (Vks), scelsero di emigrare verso il Terzo Reich (volevano andare in Austria ma finirono in primo luogo nelle terre conquistate all'Est: Polonia, Boemia, Moravia), lacerando intere famiglie tra Dableiber (coloro che decisero di non tradire la loro terra) e Optanten (che decisero di non tradire la loro identità culturale tedesca). Decine di migliaia di Optanten emigrarono fino al 1943, soprattutto semplici lavoratori. I contadini, vendevano le loro case all'"Ente per le tre Venezie". Più di un terzo di loro ritornò dopo la guerra. Dopo l'8 settembre 1943, l'Alto Adige fu direttamente governato dalle autorità naziste nell'ambito della "Operationszone Alpenvorland" - "Zona di operazioni delle Prealpi", sostanzialmente, se non giuridicamente, annessa al Terzo Reich (periodo dei cosiddetti 600 giorni). I militari altoatesini di lingua tedesca confluirono per lo più nella Wehrmacht; un piccolo gruppo fu arruolato nelle SS e nella Gestapo e non pochi volontari collaborarono alle persecuzioni contro gli ebrei (fu decimata la comunità di Merano) e alla caccia ai soldati italiani sbandati dopo l'8 settembre. A Bolzano sorse anche un campo di concentramento "di transito" (Durchgangslager) attraverso il quale passarono migliaia di vittime destinate ai campi di sterminio oltrebrennero. Altri campi minori sorsero nei dintorni del capoluogo. La resistenza era rappresentata da tre gruppi con legami molto deboli: il CNL (guidato fino alla morte da Manlio Longon), l'Andreas-Hofer-Bund formato da Dableiber come Friedl Volgger, Josef Mayr Nusser e Erich Amonn e alcuni disertori che preferirono la clandestinità alla guerra.
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Dal 1945 al 1972Nell'immediato dopoguerra (1945-1946) numerosi Altoatesini speravano che la provincia tornasse all'Austria, ma le vicende internazionali (specie in Istria) convinsero il governo De Gasperi a giungere all'Accordo di Parigi, stipulato il 5 settembre 1946 tra lo stesso Alcide De Gasperi e Karl Gruber (1909-1994), ministro degli esteri austriaco (essendo l'Austria un paese privo di sovranità, sotto occupazione quadripartita, che aveva prodotto l'istigatore del conflitto mondiale Hitler e partecipato allo sterminio degli ebrei). Con lo Statuto speciale del 1948 si concedeva un' ampia autonomia amministrativa alla Regione Trentino-Alto Adige, fu affermato il bilinguismo italiano/tedesco, furono istituite scuole in lingua tedesca, venne introdotta la toponomastica bilingue. L' accordo De Gasperi-Gruber prevedeva poi la possibilità del rientro degli optanti purché non compromessi con il regime nazista. Il trattato, mai ratificato dall'Austria, fu ritenuto insoddisfacente dagli altoatesini di lingua tedesca, che non vedevano di buon occhio l'arrivo di italofoni immigrati dalle zone più depresse del paese, attirati dalle sovvenzioni e dall'industrializzazione. Negli anni cinquanta si organizzò un movimento terrorista clandestino mirante alla riunificazione del Tirolo, il BAS (comitato per la liberazione del Sudtirolo). Negli anni sessanta si verificarono numerosi attentati dinamitardi a cui le forze dell'ordine, ed in particolare i Carabinieri risposero duramente. Ci furono diverse denunce per casi di tortura che avrebbero anche portato, secondo i denuncianti, alla morte di tre persone. Il relativo processo si concluse con la confutazione delle accuse: otto Carabinieri furono prosciolti, due amnistiati. Gli attentati continuarono fino ai primi anni settanta, con strascichi fino agli anni ottanta. Bilancio: trentadue anni di guerriglia, dal 20 settembre del 1956 al 30 ottobre del 1988. 361 attentati con esplosivi, raffiche di mitra, persino mine antiuomo. 21 morti, di cui 15 membri delle forze dell'ordine, due cittadini comuni e quattro terroristi, dilaniati dagli ordigni che stavano predisponendo. 57 feriti: 24 fra le forze dell'ordine, 33 privati cittadini. A parte episodi a carattere sostanzialmente goliardico da parte ad es. dell'API (Associazione protezione italiani), la popolazione di lingua italiana non rispose mai alla violenza con la violenza. Il trattato italo-austriaco del 1946 fu la base della risoluzione 1497 delle Nazioni Unite (1960) che invitava urgentemente i due paesi a riprenderei negoziati con l'obiettivo di trovare una soluzione di tutte le controversie concernenti l'attuazione dell'accordo di Parigi del 5 settembre 1946, in quanto il governo italiano di fatto non applicava completamente quegli accordi, se non in minima misura.
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Dopo il 1972: Storia recenteDopo dodici anni di discussione, nel 1972 il territorio ottenne dal governo italiano un'amplissima e ricchissima autonomia (secondo la quale dispone del 90% delle tasse pagate in provincia e di altri introiti, che portano il totale ad oltre il 110% delle imposte riscosse), con l'entrata in vigore del nuovo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige, che conferisce le maggiori competenze e risorse alle due province. Nel 1992 si considera concluso il Pacchetto (insieme delle norme d'Autonomia, concordate tra l'Austria e l'Italia). Punto centrale sono l'obbligo del bilinguismo per tutti i dipendenti pubblici e la proporzionale etnica (le assunzioni pubbliche sono distribuite in proporzione alla consistenza dei gruppi linguistici e delle persone mistilingui o di altre lingue aggregate ad uno dei tre gruppi linguistici). A parte rare eccezioni (Libera Università, la scuola ladina e alcune scuole private) tutte le scuole, in base allo statuto d'autonomia, sono separate per gruppi linguistici. Negli ultimi anni del XX secolo e nei primi del XXI si è assistito alla diffusione di un progressivo disagio nella popolazione di lingua italiana, che è in progressivo calo (è scesa dal 35% al 25% circa). A causa del crollo del Patto di Varsavia, dell'ingresso dell'Austria nell'Unione Europea e della sua adesione al trattato di Schengen, si è verificato il trasferimento un consistente numero di militari dell'esercito (che avevano la residenza in Alto Adige) dalla frontiera altoatesina verso altre regioni d'Italia, il che ha contribuito a questo fenomeno. Alcuni osservatori denunciano lo stato di sostanziale subalternità cui è da anni costretto il gruppo italiano, quasi sempre lontano delle posizioni di maggior rilievo politico e sociale. Si aggiunga che al bilinguismo formale italiano-tedesco corrisponde un trilinguismo di fatto, italiano-tedesco-dialetto sudtirolese, quest'ultimo di difficile comprensione per gli stessi tedeschi, svizzeri germanofoni e austriaci non tirolesi. Dagli anni novanta si è intensificata la discussione sul passato nazista e fascista. La discussione presenta ancora qualche problema, come ha mostrato l'esito del recente referendum su Piazza della Pace a Bolzano svoltosi il 6 ottobre 2002, in cui prevalse (62% contro 38%) la decisione di ripristinare il nome Piazza della Vittoria. La piazza è fra l'altro corredata di un imponente monumento di costruzione fascista, ornato di fasci littori, che ricorda la vittoria italiana nella Grande guerra. Negli anni novanta alcuni esponenti più liberali della cultura e della politica altoatesina di lingua tedesca hanno sentito il bisogno di un approfondimento e di un'analisi storica sull'adesione a volte entusiastica dei loro padri e nonni alle ideologie del Terzo Reich e alle dottrine pangermaniste. Tuttavia si può rilevare che anche tra i germanofoni vi è spesso la tendenza a nascondere o a minimizzare le evidenti simpatie naziste di molti altoatesini di lingua tedesca negli anni trenta e quaranta; anzi Andreas Pöder, consigliere provinciale dell'Union für Südtirol, partito con simpatie separatiste, è coinvolto nelle indagini della magistratura contro i neonazisti del Südtiroler Kameradschaftsring . Per quanto concerne la toponomastica, al fine di trovare una soluzione condivisa è stato creato un comitato paritetico con il compito di elaborare una norma di attuazione in materia. La toponomastica elaborata da Ettore Tolomei è l'unica ufficialmente vigente, dovendo i toponimi tedeschi essere accertati e poi approvati da una legge provinciale, ai sensi dello Statuto del Trentino-Alto Adige. Il bilinguismo dei toponimi vale anche per quei comuni della montagna dove l'appartenenza al gruppo tedesco supera il 98%. L'Alto Adige è stato nel gennaio 2006 al centro di un incidente diplomatico tra Italia e Austria. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi cancellò la visita ufficiale a Vienna a quanto pare a seguito di iniziative volte a inserire, in una prospettata riforma della Costituzione austriaca, norme che dichiarino esplicitamente la funzione di tutela dell' Alto Adige da parte dello Stato austriaco e il diritto all'autodeterminazione. 113 sindaci altoatesini su 116 firmarono una petizione in favore delle proposte di modifica della costituzione austriaca. Un fatto gravissimo, visto che i sindaci sono ufficiali dello Stato italiano e rappresentano anche gli altoatesini di lingua italiana. Il Presidente della Provincia Durnwalder minimizzò: pur essendo d'accordo sul contenuto della petizione, era un'iniziativa inopportuna, vista l'imminenza delle elezioni. L'azione dei sindaci altoatesini fu molto criticata sia dall'allora Governo Berlusconi, sia dall'Unione di centrosinistra, che anzi pensò di rompere l'alleanza con la SVP. Che tanti fantasmi si aggirino ancora a guastare i rapporti tra gruppi linguistici in Alto Adige anche da parte italiana risulta evidente da un episodio ancora più recente, vale a dire le molte polemiche che taluni media italiani hanno scatenato nei confronti di Gerhard Plankensteiner, vincitore della medaglia di bronzo per l'Italia alle Olimpiadi invernali di Torino, accusato di non conoscere l'inno di Mameli. |
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