|
| Bergamo | Brescia | Como | Cremona | Lecco Disco | Brescia |
| Monza | Milano | Mantova | Pavia | Sondrio Disco | Varese |
| Biassono |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Biassono Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Biassono&action=history BiassonoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Questa voce fa parte dei
comuni della regione Lombardia ancora da sviluppare:
ampliala seguendo le linee guida del
progetto Comuni.
Biassono è un comune di 11.029 abitanti della provincia di Milano.
[modifica] StemmaLo stemma comunale nasce nel 1928 riprendendo quasi integralmente il blasone dei Crevenna.
[modifica] StoriaIntroduzione Le più antiche testimonianze di Biassono sono riferibili al X-IX secolo a.c. tra l'età del bronzo e quella del ferro ed i reperti celtici, rinvenuti durante gli scavi presso la Cascina Marianna, ne sono testimonianza. Altri scavi, effettuati dal 1890 ai giorni nostri, dimostrano l'antichità dell'insediamento abitativo. Numerosi ritrovamenti, una necropoli ed un sepolcro romano con numerose monete e reperti archeologici, venuti alla luce in occasione di numerosi scavi effettuati nel territorio Biassonese dal 1850 ai giorni nostri, dimostrano l'antichità dell'insediamento abitativo. Va ricordato il ritrovamento di una cisterna romana e la conduttura idraulica di pregevole costruzione in località Sant'Andrea. Ε' certo che in epoca romana tutto il territorio di Biassono doveva essere abitato; durante l'Alto Medioevo (VI-VII sec.d.C.) ebbe rilievo per la posizione strategica al centro di un nodo stradale simile a quello attuale con ad Ovest Desium (Desio), a Nord Summus Vicus e Alliate (Sovico e Agliate), a Est Xernium e Lesmium (Gerno e Lesmo), a Sud-Est Coliate-Villola-Vicus Mercatus (San Giorgio-Villasanta-Vimercate), a Sud Vedanum e Modicia (Vedano e Monza). Biassono fu evidentemente sede di un castello munito di cinta difensiva ed il termine proviene probabilmente da Blasonium, complementare di Vicus, Oppidum (Vicus Blasonium, Oppidum Blasonium, vale a dire appunto: la fortezza dei Blasioni). Del XIII sec. sono le prime testimonianze monumentali tuttora esistenti come l'edificio romanico nella corte del Monastero mentre numerose sono le tracce del tardomedioevo e del rinascimento (XIV-XVI sec.), come archi, capitelli e colonne.
In Biassono viene ricordato per la fondazione di un ospedale per i pellegrini, che la tradizione popolare indica trovarsi nell'antica casa colonica detta "Monastero". La sua personalità si fece notare durante la carestia e la pestilenza (anno 874), quando l'Arcivescovo visitò gli appestati nutrendoli con le proprie mani, amministrando i sacramenti, ed esortando il clero a seguire il suo esempio. La sua imbarazzante personalità finì per inimicarsi i vertici della chiesa tanto che il pontefice Papa Giovanni VIII, nel sinodo di Roma (a.879), gli comminò la scomunica con la destituzione dall'investitura episcopale, mai tradotta in realtà e revocata nell'880 per la conciliazione seguita all'elezione imperiale di Carlo III, Sacro Romano Imperatore (detto Carlo il Grosso).Morì nell'881 e le sue spoglie furono accolte nella basilica di S.Ambrogio. Il "burgus" Le contese tra Della Torre e Visconti segnarono un triste periodo per Biassono, occupato dalle milizie di Galeazzo Visconti il quale, delineando i nuovi confini della podesteria di Milano (12 nov.1385), vi comprese la pieve di Desio, escludendo però alcuni territori tra i quali Biassono, che conservò il vigente titolo onorifico di "burgus". I Verri e la villa. Famiglia milanese, quella dei Verri, i cui componenti si distinsero nel secolo XVIII quali esponenti dell'illuminismo lombardo. Visse a Biassono conferendogli lustro e notorietà. Il conte Gabriele Verri, giureconsulto, presidente del Senato Milanese, generale del duca di Savoia, ideò ai primi del 1700, la costruzione del Palazzo (o Villa) Verri, attuale sede degli uffici comunali. Il fratello monsignor Antonio, Canonico e Primicerio del Duomo di Milano, provvide a far ampliare e restaurare la villa. L'edificio, aderente allo stile del barocchetto lombardo, fu arricchito nel 1749 da affreschi dei fratelli Galliari, andati purtroppo distrutti durante ulteriori interventi di modifica. La facciata principale era quella che oggi dà sulla Via Verri, rivolta verso il centro dell'abitato. L'attuale ingresso del comune che, con un giardino fronteggia la strada provinciale, era la facciata retrostante. Ospiti illustri frequentarono la Villa; si possono ricordare Paolo Frisi, il Giuseppe Parini e Cesare Beccaria. Dei figli del conte Gabriele si ricordano principalmente Pietro (Milano 1728-1797), studioso di economia, insigne storico, che fondò con Cesare Beccaria "Il Caffè", il primo giornale italiano. Alessandro fu apprezzato per aver dimorato in Biassono e per aver introdotto nuove tecniche agrarie ed aver iniziato la coltivazione dei gelsi per l'allevamento dei bachi da seta. Queste iniziative gli favorirono probabilmente l'intitolazione del Museo Civico.
Biassono è inoltre uno dei comuni noti per circondare l'Autodromo Nazionale di Monza, dove ogni anno si svolge il Gran Premio d'Italia di Formula 1. Al comune di Biassono è anche dedicata una delle curve del famoso tracciato brianzolo.
[modifica] Musei[modifica] Altri links
Sindaco: Angelo Piero
Malegori (Lega)
dal 29/05/2006 Consiglio Comunale scadenza: primavera 2011
[modifica] Evoluzione demografica[modifica] Bibliografia
Lo stemma del Comune di Biassono
di Gianfranco Pertot |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||