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| Cagliari Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see A panorama over the city A panorama over the city Stephanie Butts Cagliari is the biggest town of the island and has been its capital since Roman times. For many travelers it is their arrival point in Sardinia - there are ferry services to Naples, Sicily, Civitavecchia and other towns. The old city centre is protected by a set of Pisan fortifications and it can be explored on foot easily. Important sights are the Bastione San Remy on the Piazza Costituzione, a great bastion which gives you access to the old city and from where you have a great view over the harbour, the 13th century Cathedral on Piazza Palazzo end a few old towers such as the Torre San Pancrazio and the Torre dell'Elefante which form part of the defensive structures of the city. |
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| Outside of the old city centre the main sight is the San Saturnino Church.
This is the oldest Christian church on the island dating all the way from
the 5-th century. It's on the Via Dante. _______Getting There Edit This [Add Global transport mode] By Air Edit This Daily flights from most big Italian cities arrive at Cagliari airport, some 15 minutes out of twon on the Lagoon called the Stagno di Cagliari. michele: a type: general World66 rating: [rate it] Ferry Edit This The port lies right in the city centre. Overnight ferrys take you to Civitavecchia, Genoa, Livorno, Naples and Sicily. There are also less frequent lines to Tunis in Tunisia. If you are taking a car in the summer month, it is essential to book in advance. type: general World66 rating: [rate it] |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Cagliari Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cagliari&action=history CagliariDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vista nottur
[modifica] GeografiaCagliari è situata nella zona meridionale della Sardegna. La circondano a sud il Golfo degli Angeli, ad est i monti dei Sette Fratelli, a ovest i monti del Sulcis e a nord la pianura del Campidano.
[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti
Panorama di Cagliari
[modifica] StoriaIl nome di Cagliari (anticamente Karalis) è di origine e significato incerti, forse collegabile alla radice mediterranea *carra, 'pietra'. La città era stata abitata fin dall'età nuragica da tribù sarde. I Fenici, che colonizzarono la Sardegna nei secoli intorno alla fondazione di Roma, si stanziarono all'imboccatura dello stagno di Santa Gilla. Passata ai Cartaginesi nel V secolo a.C., la città conobbe un rapido sviluppo, testimoniato tra l'altro dalle necropoli di Tuvixeddu e Bonaria: questi furono gli estremi dell'espansione urbana di quei secoli, che vide l'abbandono degli insediamenti nuragici sui colli e il concentrarsi lungo la costa dell'abitato, che assumeva un carattere decisamente mediterraneo. Il centro cittadino fortificato era nel sito oggi occupato dal quartiere della Marina, affiancato dall'area sacra nell'attuale zona di Stampace, e chiuso tra i due quartieri portuali delle zone di Sant'Avendrace e di Bonaria. Divenuta il centro principale dell'isola, ormai completamente punicizzata, passò ai Romani, con tutta la Sardegna e la Corsica, nel 238 a.C., all'indomani della I guerra punica. Nei secoli successivi la Karalis romana mantenne il suo ruolo di metropoli sarda, e nel 48 a.C., sotto Cesare, divenne il primo municipio della provincia. L'aspetto dell'abitato non sembra essere cambiato molto durante la lunga dominazione romana, di cui sono notevoli resti l'anfiteatro e le ville suburbane note come la Villa di Tigellio. Caduta alla metà del V secolo sotto l'occupazione dei Vandali d'Africa, conquistata da Giustiniano sul finire dello stesso secolo, Kalaris (come si chiamava allora) entrò nel sistema amministrativo bizantino come sede del preside, funzionario imperiale a capo di tutta la Sardegna, e sottoposto all'esarco d'Africa. Con la divisione dell'isola nei quattro giudicati, la città, da secoli in fortissima recessione –come del resto gran parte dell'Europa– e ormai ridotta al borgo di Santa Igia o Santa Gilla, rimase a capo del giudicato che ne prese il nome. Intanto aveva subito secoli di incursioni saracene, contrastate dal principio dell'XI secolo con l'aiuto delle potenze navali di Pisa e Genova. È nota la progressiva ingerenza che le due città marinare esercitarono da allora sulla Sardegna. Il Giudicato cagliaritano, fin dalle sue più antiche attestazioni, rientrò nell'orbita dei Pisani, che finirono coll'impadronirsi del titolo giudicale con Guglielmo di Lacon-Massa (1187). Dopo meno di trent'anni, nel 1215, di fronte alla possibilità di un'alleanza tra la nuova giudicessa Benedetta e Genova, il pisano Lamberto Visconti ottenne con la minaccia delle armi la cessione del colle che sarebbe stato detto di Castello: infatti, quasi a guardia della capitale giudicale, vi venne presto costruita una città fortificata interamente pisana: il Castellum Castri de Kallari. Essa era destinata a divenire la nuova capitale, quando nel 1258 i Pisani, ormai forti della loro rocca, palesata la loro intenzione non solo di governare di fatto il giudicato, ma di conquistarlo, rasero al suolo Santa Gilla. Da allora il Castellum Castri fu identificato con la stessa Cagliari, come mostra ancora l'attuale nome sardo della città: Casteddu. Nondimeno attorno ad esso si formarono i sobborghi di Bagnaia –oggi detta Marina–, zona portuale regolata dal Breve del porto di Cagliari; della fortificata Stampace (toponimo che si riscontra anche a Pisa); e infine di Villanova; in queste appendici trovarono asilo i Sardi, esclusi dal Castello, che aveva invece un ordinamento comunale, regolato dal Breue Castelli Castri de Kallari, e dipendeva direttamente da Pisa.
La torre del T-Hotel, il più alto edificio presente a Cagliari
Non passarono cent'anni, e la storia si ripeté. Questa volta furono gli Aragonesi che, nella loro guerra di conquista della Sardegna, assediando Cagliari, edificarono una loro roccaforte su un altro colle, ancora più meridionale: quello di Bonaria. Essi tuttavia non distrussero la città nemica, come avevano fatto i Pisani con Santa Gilla; ma anzi, ottenuta la vittoria, lasciarono il Castello infeudato a Pisa. I Toscani però non sopportavano la concorrenza del nuovo borgo aragonese di Bonaria, col suo fiorente porto: ripresero le armi, e furono costretti ad abbandonare per sempre la città. Sotto la dominazione iberica Caller, città reale non sottomessa a un feudatario, tornò ad essere la capitale della Sardegna riunificata, e fu sede del viceré. Il Castello continuò ad essere interdetto ai Sardi, ma fu fortificata anche Bagnaia, dagli Aragonesi chiamata Llapola (pola significa 'marina' in latino medievale; la lappula o leppula portus Bagnarie dei documenti medievali sembra essere stato un luogo o un oggetto posto nel porto di Cagliari, il cui nome fu eseteso al quartiere). La vita intellettuale fu relativamente vivace, e nel XVII secolo venne fondata l'università. Tuttavia pian piano la città, pur fortemente ispanizzata, cominciò a provare una certa insofferenza per la dominazione coloniale: sentimento che culminò nell'assassinio del viceré Camarassa (1666). Così nel 1708 i Cagliaritani non opposero resistenza all'assedio anglo-olandese, che pose fine all'età spagnola. Dopo la breve parentesi austriaca (1712-'18) e l'effimera occupazione del cardinale Alberoni, che cercava di riconquistare la Sardegna agli Spagnoli, Cagliari passò con tutta l'isola sotto il dominio sabaudo (1720). L'età di riforme che seguì in tutta Europa vide un relativo rilancio della città, con la riorganizzazione dell'università e dell’ospedale, la creazione dell'archivio di Stato e della biblioteca universitaria, di una scuola di chirurgia e della stamperia reale. Anche i Piemontesi furono tuttavia non ben tollerati, e quando, dopo che Cagliari aveva stavolta resistito con vigore all'assedio navale dei Francesi rivoluzionarii (1793) (nota: nella zona del bastione di san remì è ancora possibile vedere le palle di cannone francesi usate per adornarne i palazzi, chiamate le bordate di Napoleone inquanto egli fece parte dell'assedio navale prestando servizio come tenente di artiglieria), i Sardi videro rifiutare la loro richiesta di una maggiore autonomia e del rispetto degli antichi privilegii, la città insorse (27 aprile 1794) e cacciò temporaneamente i Piemontesi; ma la rivolta, pur propagatasi subito al resto dell'isola, dove prese una piega antifeudale, fu alla fine soffocata. Cagliari, risottomessa, ospitò addirittura, nel palazzo reale (oggi detto spesso Viceregio), la corte sabauda, cacciata da Torino da quei Francesi che non avevano potuto conquistare la Sardegna. Nella prima metà dell'Ottocento, l'età d'oro della cultura sarda, si registrò il declino dell'aristocrazia feudale a favore di un'aristocrazia culturale che, con l'abolizione del feudalesimo e la concessione dello Statuto Albertino (1848), divenne la classe dirigente. Con le nuove tecniche belliche a Cagliari, privata del ruolo di piazzaforte all'indomani dell'unità italiana, furono abbattute le mura, e si posero le basi per la grande espansione dell'ultimo secolo.Nel XX secolo, Cagliari subì numerosi bombardamenti.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
L'Anfiteatro Romano
Oltre al museo archeologico nazionale, il più importante al mondo per la civiltà nuragica e ricco anche di collezioni fenicio-puniche, si segnalano l'anfiteatro romano, del II secolo; la basilica di S. Saturnino, la più antica chiesa della Sardegna di cui si abbia notizia, fondata nel V secolo e rimaneggiata in età romanica, oggi in parte distrutta e sconsacrata; il quartiere fortificato di Castello, che fino alla seconda guerra mondiale, fu la residenza dei nobili. Da visitare sono anche i quartieri di Stampace, Marina e Villanova. Il primo era il quartiere dei borghesi e dei mercanti, il secondo era il quartiere dei pescatori e marinai, il terzo quello dei pastori e dei contadini.
[modifica] Trasporti
[modifica] Cultura
[modifica] LinguaLa lingua autoctona di Cagliari è il sardo (sardu), e in particolare il suo dialetto meridionale, il campidanese (campidanesu), nella sua variante cagliaritana (casteddaiu). Sebbene la lingua sarda si stia perdendo poco a poco, le scuole sarde si stanno aggiornando per integrare nella didattica scolastica lo studio del sardo.
[modifica] EventiIl 1 maggio si celebra un evento religioso e culturale di grande importanza nella Sardegna: la sagra di Sant'Efisio, una processione annuale che si svolge per sciogliere il voto fatto dai Cagliaritani durante l'epidemia di peste del 1656. Per l'occasione, nel capoluogo si riversano molti gruppi folcloristici dell'isola, che partecipano alla sfilata in costume che precede il cocchio con l'effigie del santo.Inoltre in quei giorni si svolge la fiera campionaria. Il Patrono della città è San Saturnino, che si festeggia il 30 ottobre.
[modifica] Musei
[modifica] Monumenti
Il Bastione di S.Remy
[modifica] Nei dintorniGli stagni di Santa Gilla (4000 ettari di superficie in origine ora ridotti a 1300) a ovest e Molentargius a est (17,6 km²), riconosciuti zone umide protette, offrono asilo a notevoli colonie di fenicotteri che da anni vi nidificano, creando un ambiente simile a quello della Camargue francese.
[modifica] Sport
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco:
Emilio Floris dal 11-12/06/2006 [modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti[modifica] Collegamenti esterni |
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