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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Catania Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Catania&action=history CataniaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Catania è un comune di 305.773 abitanti (circa 750.000 se si considera l'intera sua area metropolitana) della provincia di Catania. È il secondo comune della Sicilia per densità abitativa. Secondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da Katane (cioè grattugia), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge. In epoca storica, è stata distrutta ben sette volte da eruzioni vulcaniche e da terremoti. Fra questi ultimi i più catastrofici sono stati quelli del 1169 e del 1693. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità, assieme agli altri sette comuni del Val di Noto, nel 2002.
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GeografiLa fontana dell'Amenano in Piazza Duomo. Catania sorge sulla costa orientale dell'isola, a metà strada tra le città di Messina e Siracusa, ai piedi del vulcano Etna e il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania. Si affaccia sul mare Ionio con il golfo che prende il suo nome. Il territorio è prettamente pianeggiante. Il nucleo originario della città era situato su un colle che corrisponde più o meno all'odierna piazza Dante, dove sorge l'ex Monastero dei Benedettini. Per il resto, l'unico rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina. Catania è attraversata da un fiume sotterraneo, l'Amenano, e in passato vi era, poco fuori le mura a ovest, il lago di Nicito, coperto dalla colata lavica del 1669, che ha profondamente mutato l'aspetto del territorio circostante. La costa è rocciosa a nord del porto (la Scogliera, con la famosa spiaggia di San Giovanni li Cuti) e sabbiosa a sud (la Plaia).
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Storia
Catania era originariamente un insediamento siculo, rifondato come Kατάvη nel 729 a.C. da coloni greci calcidesi guidati da Tucle. Dopo la dominazione siracusana, è stata conquistata dai romani nel 263 a.C.. Alla caduta dell'Impero romano ha seguito le sorti della Sicilia, venendo conquistata prima dagli ostrogoti, poi dagli arabi, dai normanni, dagli svevi e dagli angioini. Nel 1282 passò agli aragonesi e con re Martino I di Sicilia, nel 1402, Catania divenne per un periodo capitale del Regno di Sicilia. Nel 1860 Catania entrò a far parte del Regno d'Italia.
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Evoluzione demograficaAbitanti censiti
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Economia
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La prima industrializzazioneGli Archi della Marina all'inizio del Novecento. Nel XIX secolo la Sicilia deteneva il monopolio mondiale della estrazione dello zolfo e Catania era il centro siciliano più importante della raffinazione. Quello della raffinazione dello zolfo fu l'impulso che permise di cambiare volto alla città e di industrializzarsi. Lo stesso skyline della città di fine secolo era caratterizzato da una selva di capannoni e comignoli, tanto che alcuni arrivarono a paragonare Catania alla città inglese di Manchester. Inoltre tramite lo zolfo la città iniziò ad esercitare un certo potere attrattivo nei confronti dei territori, specie in provincia di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, dove veniva estratta la materia prima. Inoltre i prezzi dello zolfo estratto, avendo l'industria cittadina il monopolio della raffinazione, venivano scelti unilateralmente e volutamente tenuti ai minimi. In questo modo si ebbe un duplice effetto: da un lato le condizioni dei minatori nei centri estrattivi erano ai limiti della schiavitù (si vedano ad esempio alcune opere scritte da Luigi Pirandello, come Ciaula scopre la luna, e Giovanni Verga, come Rosso Malpelo) dall'altro gli stessi minatori in fuga dalle miniere venivano spesso assunti come operai nelle raffinerie di Catania, che così poteva disporre di mano d'opera a basso prezzo. Le rendite della raffinazione affluivano copiose alla nobiltà cittadina, mentre larga parte della popolazione costituiva il proletariato operaio urbano nei quartieri popolari (ad esempio Cibali), tipico dei paesi industrializzati dell'Ottocento. Dal primo dopoguerra lo zolfo perse d'importanza e con esso la città che si presentava ancora economicamente arretrata (particolarmente nei quartieri popolari) e con una crisi economica che culminò nei primi anni venti con una segnata contrazione demografica, per una serie di concause che oltre di natura economica erano derivanti dal momento storico (primo dopoguerra) e dalla emergenza sanitaria dovuta alla tristemente famosa epidemia di spagnola. Così negli anni trenta (durante il regime fascista) Catania era una traquilla cittadina di provincia, con uno sviluppo incerto. Fu a partire dal secondo dopoguerra e specialmente negli anni sessanta, che si ebbe un boom di notevoli dimensioni soprattutto nel settore dell'edilizia privata.
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La "Milano del Sud"Lo sviluppo degli anni sessanta raggiunse un livello tale che Catania fu definita la "Milano del Sud". Le cause di questa vigorosa crescita economica furono dovute all'espansione dell'edilizia in città, ma anche al settore agricolo e, in special modo, quello della agrumicoltura nella vicina piana di Catania. Questa crescita economica provocò un copioso flusso migratorio dalla stessa provincia e da quelle vicine (in particolare da Enna, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa), culminato nel 1971 quandò la popolazione superò i 400.000 residenti. Lo sviluppo economico fece gola a particolari lobby affaristiche e permise alla mafia - che sino ad allora era rimasta praticamente ai margini della vita cittadina - di infiltrarsi nel tessuto sociale e produttivo con effetti che si sarebbero visti negli anni seguenti. A partire dagli anni settanta, infatti, iniziò una spietata guerra di mafia fra i clan dei "Santapaola" e dei "Cursoti" per il controllo del territorio. Questa faida ebbe il suo apice negli anni ottanta, quando in un anno avvenivano anche più di cento omicidi. Testimone e poi vittima di quella mattanza fu, tra gli altri, il giornalista Pippo Fava.
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I cavalieri dell'apocalisse mafiosaGiuseppe Fava. L'economia cittadina alla fine degli anni settanta era in mano ai quattro cavalieri del lavoro Carmelo Costanzo, Gaetano Graci, Francesco Finocchiaro e Mario Rendo. Questi imprenditori, arrivati a Catania solo nel secondo dopoguerra ed a seguito del flusso migratorio dei disperati che dai centri minori dell'isola cercavano di trovare fortuna in città, avevano grosse attività che vertevano principalmente nell'edilizia e specialmente negli appalti pubblici in Sicilia, come in tutta Italia (specie Milano e Roma), oltre ad attività in Europa (sia ad ovest che nell'est "comunista") e persino nelle Americhe (Stati Uniti, Argentina e Brasile). Inoltre i cavalieri affiancavano all'edilizia attività in diversi settori fra cui il commercio (supermercati "3A"), la televisione ("Telecolor" e "Video 3"), il turismo (il complesso "La Perla Jonica", il "lido Ciclopi", l'"hotel Timeo" di Taormina), il credito (la "Banca agricola etnea"), l'agricoltura, in diversi altri ambiti sino ad essere mecenati e presidenti di fondazioni benefiche e di ricerca. Fava, descrivendo l'intreccio di interessi economico-politico-mafiosi che vigeva in città, citò questi imprenditori come i «quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa». Proprio de «i Cavalieri» avrebbe parlato anche il pentito Antonino Calderone. Nel 1984 Pippo Fava veniva assassinato e con lui scompariva l'unica importante voce "contro" la mafie e quel particolare sistema, quando quasi tutti negavano il problema mafioso e descrivevano le faide adducendo a «questione private» (non a caso il quotidiano La Sicilia fra le polemiche parlò molto banalmente di «questioni di natura privata» alla base dell'agguato Fava). Sulle seguenti indagini - svolte in un clima surreale - il sottosegretario alla Pubblica Istruzione durante l'ultimo governo Spadolini, Antonino Drago diceva: «bisogna chiudere presto le indagini altrimenti i cavalieri se ne andranno». Ciò lascia intuire come l'intreccio di interessi economici che ruotava attorno ai cavalieri fosse molto importante, da non intaccare.
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La caduta dei cavalieriIl sistema affaristico del cosiddetto "Caso Catania" proseguì praticamente indisturbato sino ai primi anni novanta, quando a seguito di un appalto per un centro fieristico in viale Africa si sarebbe "scoperto" un giro di centinaia di miliardi di tangenti pagati dal cavaliere Finocchiaro ai politici più in vista in città. Aperta una finestra e tolta la rete di protezione che favoriva quel sistema, uno alla volta caddero gli altri tre gruppi i Costanzo, i Rendo ed i Graci, travolti da altri scandali inoltre a cadere fu l'intera classe politica. Da quel periodo Catania entrò prima in crisi, soffrendo la caduta dei gruppi dei cavalieri, che causarono la perdita del posto di lavoro per migliaia di lavoratori. La città reagì successivamente ed ebbe un sobbalzo, o come detto da alcuni una "primavera", quando fiorirono iniziative economiche e culturali. La città fu rivitalizzata ed abbellita in alcune zone, e si iniziò a puntare anche sul turismo.
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Le tangenti del GaribaldiNegli anni novanta scoppiò un altro caso di tangenti legato alla realizzazione del nuovo Ospedale Garibaldi e che portò oltre all'inchiesta sull'impresa aggiudicataria l'appalto alla richiesta di autorizzazione d'arresto del senatore Giuseppe Firrarello (poi respinta), ed all'arresto di Nuccio Cusumano (sottosegretario di governo), Giuseppe Castiglione (vicepresidente della Regione Siciliana) per concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d'asta. Paradossalmente la prima gara era stata vinta proprio dai cavalieri Costanzo - ma revocata per eccesso di ribasso, l'opera venne affidata ai nuovi appaltatori. I politici arrestati sarebbero stati poi assolti nel 2004 dal tribunale di Catania.
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L'economia catanese oggiOggi i maggiori interessi economici sono nelle mani di Ennio Virlinzi, di Sebastiano Scuto, di Antonino Pulvirenti e di Mario Ciancio Sanfilippo e diversi altri e l'economia non è più concentrata come al tempo dei cavalieri. Si deve notare tuttavia come il settore dei mass media sia eccessivamente concentrato nelle mani di Ciancio (si ricordi che egli possiede La Sicilia, Antenna Sicilia, Video3, Telecolor e RadioSis ed altre). L'economia della città soffre di scarsa imprenditorialità, mancata aggregazione dei settori produttivi, scarso rispetto per il lavoro, criminalità organizzata, immobilismo. Tuttavia, il tessuto economico della città appare vitale in alcuni settori come quello della piccola industria, del commercio, dei servizi, del turismo e, sebbene attualmente in calo, è tuttora trainante il settore della produzione tecnologica (con la STMicroelectronics) e farmaceutica.
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I poli economiciLa città oggi dispone di alcuni poli di attività economica importante come il centro commerciale di Misterbianco, il, recentissimo, centro commerciale Etnapolis di Valcorrente, ritenuto da molti il più grosso del sud Italia, e un agglomerato industriale e commerciale a Piano Tavola spaziante dalla produzione elettromeccanica a quella alimentare. Le attività industriali piu' importanti sono invece concentrate a sud della città, nella zona industriale di Pantano d'Arci costituita nell'immediato dopoguerra, dove ha sede anche il polo tecnologico (definito da alcuni "Etna Valley" per alcune affinità con la più ben nota "Silicon Valley" americana) che comprendono i settori farmacetico, elettronico, informatico, agro-alimentare, meccanico con alcuni punti d'eccellenza. Nella zona industriale si trova anche un incubatore d'imprese (Business Innovation Center - BiC, controllata da "Sviluppo Italia") che svolge la funzione di consulenza e supporto alle iniziative economiche ed accoglie diverse iniziative impreditoriali. Al Bic si affiancano e, in alcuni casi, vengono a sovrapporsi altre agenzie pubbliche come il bureau "InvestiaCatania" altra agenzia di sviluppo finanziata questa volta dal comune. Sempre nella parte sud della città ha sede il mercato ortofrutticolo, uno dei più importanti del meridione ed in attesa di venire trasferito nei più idonei locali in via di realizzazione nell'agro della piana di Catania. Il settore agricolo appare in genere in declino - a causa della diminuzione delle rendite agricole e della concorrenza degli altri produttori esteri. Il centro città ha invece funzione preminentemente burocratica, direzionale e commerciale. Si attende l'inaugurazione della nuova aerostazione dell'Aeroporto di Catania-Fontanarossa come momento importante per il prossimo sviluppo economico dell'intera area orientale della Sicilia. Anche la recente promozione del Catania Calcio in serie A, viene salutata da molti come una importante occasione di marketing territoriale e di immagine che potrebbe influire positivamente sullo sviluppo economico dell'indotto in città. La popolazione residente è in calo dagli anni '70 ma ciò è dovuto alle tipiche dinamiche di urbanizzazione delle aree metropolitane. Lo sviluppo della citta ha infatti trovato sfogo nella periferia che è cresciuta, in alcuni casi in modo poco ordinato in altri più razionale ed è aumentato di conseguenza il pendolarismo con la città, che infatti soffre per un eccessivo traffico urbano.
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La mafia oggiLa cappa mafiosa, mai annullata, è ancora il più grosso freno all'economia ed allo sviluppo. Il clan dei "Santapaola", uscito vincente dalla faida mafiosa degli anni ottanta gestisce il potere criminale in città, in alcuni casi con altri clan. Il clan, diretto dagli ergastolani Aldo Ercolano e Nitto Santapaola (sottoposti a regime di carcare duro - ex art.41bis), ha anche mutato anche politica: non più omicidi, bombe o altre mosse che possano attirare l'attenzione dello stato o dei media ma un controllo capillare tramite intimidazioni.
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AmbienteL'altissimo numero di autoveicoli circolanti in città, dovuto allo scarso uso che i catanesi fanno dei mezzi pubblici anche se efficienti e moderni come la metropolitana, unito alla endemica carenza di verde pubblico e al basso numero di parchi (sono quattro quelli di una certa importanza: il Giardino Bellini, detto " a villa", il Giardino Pacini detto "Villa varagghi", il Parco Gioeni e il Parco Giovanni Falcone) rendono la città molto inquinata durante l'inverno e decisamente più calda rispetto alla periferia in estate. Il territorio del comune di Catania comprende una parte della Piana di Catania, una tra le più estese aree coltivate della Sicilia, la cui zona terminale in prossimità del mare, costituisce l'Oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2000 ettari istituita nel 1984. L'Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell'isola, che vi termina il suo corso. Un altro fiume da ricordare è l'Amenano, un tempo visibile, poi seppellito da un'eruzione dell'Etna, che ora scorre sotto la superficie della città rendendosi visibile solo all'Acqua o linzolu, una artistica fontana in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la Piazza del Duomo.
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Arte e monumenti
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Il periodo romanL'Odeon. Del periodo greco e della dominazione romana a Catania rimangono pochissime tracce e reperti a causa dei disastrosi terremoti che hanno raso al suolo la città e delle ricostruzioni successive che spesso hanno ricoperto con costruzioni di scarso valore architettonico anche alcune precedenti di pregio. Inoltre non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Il Teatro (del II secolo), l’Odeon (III secolo), l’Anfiteatro (II secolo a.C.), le Terme dell'Indirizzo, le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, i resti di un acquedotto presso il parco Gioieni e alcuni edifici funerari sono tutti i resti attualmente visibili della Catania romana. Il teatro romano e l'odeon sono stati restaurati negli ultimi anni e sono comodamente visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visitabili dal 1907 (anno in cui sono stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro. Probabilmente anche u Liotru, il simbolo della città, è stato costruito in epoca romana. È un manufatto di pietra lavica porosa, che raffigura un elefante. È sormontato da un obelisco egiziano in marmo bianco. È situato al centro di Piazza Duomo. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome Eliodoro, personaggio legato alla storia della statua. Inoltre, sono state prodotte a Catania una serie di monete, che comprende bellissimi conì, da quelli arcaici, con Nike e Zeus in trono, fino a quelli dei grandi incisori Eveneto, Eraclide e Procle, con testa di Apollo.
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Il periodo normanno-svevoDel periodo normanno si conservano principalmente le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassa-reliquaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo. Del periodo svevo (XIII secolo) è il portale della Chiesa di Sant'Agata al Carcere (in via Cappuccini) e il federiciano castello Ursino (ricostruito e restaurato, è ora sede del Museo civico: raccolte Biscari e dei benedettini) coevo del più famoso castello pugliese di Castel del Monte.
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Il periodo spagnoloDella dominazione aragonese rimane la Chiesa di Santa Maria di Gesù, nella piazza omonima, costruita nel Cinquecento e ristrutturata nel Settecento. Nel 1558 si è iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe stata affiancata la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutti dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 si iniziò la ricostruzione che non sarebbe stata mai più portata a termine. Le cosiddette mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono iniziate nel XVI secolo ma vennero praticamente ricostruite dopo il terremoto.
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Il periodo barocL'eruzione del 1669 che investì la città (tela di Giacinto Platania, sagrestia della Cattedrale di Catania). Catania è stata ampiamente distrutta nel 1169 e nel 1693 dai terremoti. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili terremoti. Anche le distruzioni del centro urbano a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa. Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie all'opera dell'architetto Giovan Battista Vaccarini, che ha dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo di Benedetto e Girolamo Palazzott La Chiesa di San Benedetto. Un raro esempio di unità architettonica è la via dei Crociferi, forse, la strada più bella della Catania settecentesca. Essa ha inizio in Piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di barocco. Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben tre chiese.La prima è la Chiesa di San Benedetto collegata al convento delle suore benedettine dall'arco omonimo che sovrappassa la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la Chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, oggi sede dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne ed arcate. Difronte al Collegio è ubicata la Chiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo. In fondo alla via è ubicata Villa Cerami, che è sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Catania Fontana dell'elefant
Via Etnea. Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:
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La via EtneaLa via Etnea è il salotto della città. Attraversa Catania da sud a nord partendo dalla Piazza del Duomo ed arrivando, dopo circa 3 km, al Tondo Gioieni. Il suo andamento dritto come una spada, ha come prospettiva la sagoma incombente dell'Etna. Parte dalla piazza del Duomo e dopo circa 100 m raggiunge la piazza Università. In essa si affacciano il palazzo dell'Università e palazzo Sangiuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei con allegorie di quattro antiche leggende catanesi: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta. Più avanti si incontra la Basilica Collegiata e quindi si incrocia la via di Sangiuliano, ovvero i Quattro Canti come detto dai catanesi. Proseguendo si raggiunge la Chiesa dei Minoriti prima di arrivare in piazza Stesicoro. Qui si trovano il monumento a Vincenzo Bellini e gli scavi dell'Anfiteatro Romano situati a circa 10 m sotto il livello stradale. Si procede quindi fino alla Villa Bellini, classico giardino all'italiana, che costituisce il polmone verde della Catania settecentesca. Si prosegue quindi verso piazza Cavour, il Borgo per i catanesi, dove si trova la fontana della dea Cerere in marmo bianco.
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Il periodo contemporaneoNel 1890 venne inaugurato il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, in piazza Vincenzo Bellini. Negli anni trenta a Catania vennero costruiti il Palazzo di Giustizia e la fontana de I Malavoglia. Nel 1961 Luigi Piccinato diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso universitario della Cittadella, che oggi è una delle assi portanti dell'Università.
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Cultura
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Personalità illustriSicuramente figli illustri, che hanno reso grande Catania nel mondo, sono il compositore Vincenzo Bellini, lo scrittore Giovanni Verga e il poeta Mario Rapisardi. Il primo è stato autore di opere immortali come La sonnambula, Norma e I puritani. Il secondo ha inaugurato il verismo in Italia e ha scritto i romanzi I Malavoglia e Mastro-don Gesualdo. Il terzo è stato uno degli autori più attivi a cavallo tra Ottocento e Novecento e a lui è dedicato uno dei più importanti viali della città. Altri catanesi di rilevanza sono:
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ReligioneLa tradizione attesta la presenza della prima comunità cristiana a Catania sin dal I secolo con l'invio, da parte di San Pietro, del vescovo Berillo, ciò fa di Catania la più antica comunità cristiana della Sicilia. La vara di Sant'Agata. Patrona della città è Sant'Agata, alla quale viene ogni anno dedicata una grandiosa festa lunga tre giorni (dal 3 al 5 febbraio). In quei tre giorni la città dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa, misto di devozione e di folklore, che attira ogni anno sino a un milione di persone, tra devoti e curiosi.
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Santi e beati
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LeggendeLa storia di Catania è arricchita da quattro leggende che sono state rappresentate nei quattro lampioni di Piazza Università realizzati da Mimmo Maria Lazzaro e Domenico Tudisco agli inizi del Novecento: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta.
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IstruzioneLa facciata dell'ex convento dei Benedettini, che ospita le facoltà di Lettere e Filosofia e Lingue e Letterature Straniere. L'Università degli studi di Catania, fondata nel 1434, è la più antica della Sicilia. È una delle più grandi del Sud Italia, con quasi 70.000 iscritti divisi in dodici facoltà. Inoltre Catania è sede della Scuola Superiore, uno dei cinque centri d'eccellenza per universitari in Italia.
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Musei e bibliotecheLa biblioteca Ursino-Recupero. Catania ospita appena cinque musei stabili: quello del Castello Ursino, l'Emilio Greco, il museo dell'Orto Botanico, il Museo Civico Belliniano (presso la casa di Vincenzo Bellini) e la Casa Museo di Giovanni Verga. Esistono inoltre due musei privati: il Museo Paleontologico dell'Accademia Federiciana (istituito nel 1996 da Fortunato Orazio Signorello, accoglie fossili provenienti da ogni parte del mondo risalenti ad un arco di tempo compreso tra il Siluriano, 435-395 milioni di anni fa, e il Neozoico: 2-1,5 milioni di anni fa) e il Museo di sculture in pietra lavica "Valenziano Santangelo". Infine, al Centro Fieristico le Ciminiere, ex industria oggi completamente ristrutturata, si svolgono manifestazioni e mostre periodiche, organizzate principalmente dalla Provincia di Catania. Le biblioteche di Catania sono: la Biblioteca universitaria e Ventimilliana (aperta al pubblico nel 1755; dal secolo scorso conserva il fondo del vescovo Salvatore Ventimiglia, che vi mantiene una sua unità); la biblioteca dell'Accademia Gioenia di scienze naturali; quella della sezione catanese della Deputazione di storia patria; le Biblioteche riunite Civica-Ursino Recupero.
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MusicaCarmen Consoli. Il rilancio culturale della città è passato anche per la musica. Dagli anni settanta-ottanta, sono sorti decine di nuovi cantautori e gruppi musicali, che hanno rilanciato l'immagine della città in Italia. Primo tra tutti Franco Battiato, le cui sperimentazioni musicali hanno influenzato molti altri autori. Poi i Denovo di Mario Venuti, Carmen Consoli, lanciata dalla casa di produzione di Francesco Virlinzi, Fiorello, i Sugarfree e molti altri autori minori. Importante è stato anche il lavoro di cantanti popolari come BriganTony, i Brigantini, i Lautari e Giuseppe Castiglia.
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TeatroCatania è la città a più alta densità teatrale della Sicilia. Molteplici le compagnie teatrali che vi operano, sia professionali che amatoriali. Il più importante teatro della città è il Teatro Massimo Bellini, costruito dall'architetto Carlo Sada alla fine del secolo XIX ed inaugurato nel 1890. Oggi è un teatro lirico di tradizione, vanta un'orchestra sinfonica ed un coro stabile ed è sede di stagione operistica e concertistica. Da alcuni anni dispone della sala del Teatro Sangiorgi che viene utilizzata per attivtà minori e per prove di spettacoli. Molto attivi sono inoltre il Teatro Stabile di cui è direttore artistico Pippo Baudo e il Teatro Metropolitan, nonché il Piccolo Teatro di Gianni Salvo.
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Radio, riviste e televisioniCatania è sede del quotidiano siciliano, La Sicilia il secondo dell'isola, delle emittenti televisive Antenna Sicilia, Telecolor, Video 3, La F e D Television e le emittenti radiofoniche Telecolor, Video 3, Radio Sis e Radio Catania. In passato, era la sede anche delle riviste I Siciliani, Il Corriere di Sicilia e Espresso Sera e del canale televisivo Teletna. Oggi quasi tutti i mass media della città sono in mano a Mario Ciancio Sanfilippo ritenuto il maggiore editore del sud Italia.
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CinemaAngelo Musco. L'industria cinematografia non si è sviluppata a Catania. Solo recentemente la Catania Film Commission e l'Etna Film Commission, uffici rispettivamente del Comune e della Provincia, si occupano di favorire le produzioni cinematografiche in città. Inoltre, solo pochi film sono stati girati nel capoluogo etneo. Questa è la breve lista:
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Sport
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Impianti sportiviLo stadio Angelo Massimino. Il principale impianto sportivo catanese è lo stadio Angelo Massimino, situato nel quartiere di Cibali. È lo stadio di calcio e ospita anche la pista di atletica leggera rifatta in occasione delle Universiadi del 1997. È stato in passato un campo di rugby (oggi le squadre di questo sport giocano allo Stadio Santa Maria Goretti). Nella sua struttura è compreso anche un campo di pallavolo e di pallacanestro (il PalaSpedini). Tra gli altri impianti, si ricordano il PalaCatania, che è uno dei palazzetti più moderni dell'isola, il PalaGalermo, il PalaNitta e la piscina di Nesima.
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Società sportiveLa squadra più seguita è il Calcio Catania. Nei primi anni sessanta, sotto la presidenza di Ignazio Marcoccio e la guida tecnica del catanese Carmelo Di Bella, il Catania disputò sei campionati consecutivi in Serie A ottenendo tre ottavi posti. Alla fine del campionato di calcio di Serie B 2005-2006, guidata dall'allenatore Pasquale Marino viene promossa in Serie A classificandosi al secondo posto dietro l'Atalanta. La squadra più blasonata è invece quella femminile di pallanuoto, l'Orizzonte Geymonat Catania, che ha un palmares impressionante: 15 scudetti e 8 Coppe Campioni. Seguono il Cus Catania di hockey femminile (6 scudetti su prato e 6 indoor), la Jolly Componibili Catania di calcio femminile, la Paoletti Catania di pallavolo maschile e l'Alidea Catania di pallavolo femminile (1 scudetto a testa). La coppia di pallavoliste Manuela Malerba e Margherita Chiavaro ha vinto uno scudetto di beach volley, mentre il Catania Beach Soccer ha conquistato due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Infine, la Romolo Murri Catania ha vinto un campionato italiano maschile indoor di cricket e la Polisportiva Cirnechi Catania ha vinto gli unici due campionati femminili dello stesso sport fin qui disputati. Inoltre vantano tradizioni storiche, oltre ad ottimi piazzamenti nelle massime serie, l'Amatori Catania (rugby), il Nuoto Catania (pallanuoto maschile) e gli Elephants Catania (football americano). Tra le altre squadre si ricorda quella di pallacanestro della Virtus Catania Basket.
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Manifestazioni sportiveCatania è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
Fra le classiche dello sport catanese, la più nota a livello internazionale, è il Trofeo Sant'Agata di corsa su strada che ha sempre richiamato un folto gruppo di partecipanti al più alto livello. Catania (congiuntamente a Palermo e Messina) è stata la sede delle Universiadi del 1997 e vi si è svolta la manifestazione di chiusura. Nel 2003 Catania è stata la sede dei Giochi Mondiali Militari e nel 2006 ha ospitato il Campionato Europeo di hockey su prato.
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AtletiI principali sportivi nati a Catania sono:
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Trasporti e mobilitàLa stazione Borgo della metropolitana di Catania. La città è servita da un porto commerciale e da uno turistico e da pesca ad Ognina, da tre stazioni ferroviarie statali, Catania Centrale, Catania Acquicella, Catania Bicocca e una fermata, Catania Ognina (linee Messina-Siracusa, Catania-Gela, Catania-Palermo) e dalla Ferrovia Circumetnea, linea ferroviaria a scartamento ridotto che in 110 km effettua il periplo dell'Etna raggiungendo i 976 mt s.l.m. per poi ritornare alla costa a Giarre-Riposto. Dal 1999 è attivo il primo tronco della Metropolitana di Catania fra le stazioni del Borgo e Porto, lungo circa 3,8 Km. L'Aeroporto di Catania-Fontanarossa è il quinto aeroporto italiano per numero di passeggeri ed il primo scalo del mezzogiorno. La viabilità di attraversamento è costituita dalla tangenziale (prosecuzione dell'Autostrada A18 Messina-Catania) che corre accanto alla città da nord a sud per 30 km in direzione di Siracusa, e della circonvallazione, in corso di adeguamento strutturale, che la attraversa tutta in direzione est-ovest in posizione mediana. Dal 2006 è stato avviato a Catania ed è in corso di realizzazione un ambizioso quanto discusso progetto urbanistico che prevede la riqualificazione urbana di alcune aree, fra cui il lungomare (la antica "passeggiata a mare" dei catanesi), le piazze principali e la parziale pedonalizzazione della centralissima via Etnea, il miglioramento delle vie di attraversamento e la costruzione di alcuni grossi parcheggi multipiano sotterranei.
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Mercati e mercatiniUno dei posti più caratteristici della Catania popolare è il mercato del pesce della Pescheria (Catania) sempre rutilante di colori, voci e odori. Altro mercato molto caratteristico è quello di piazza Carlo Alberto, detto in catanese A fera o luni. Nella stessa piazza tutte le domeniche si tiene un importante "mercato delle pulci". Un altro mercato di "bric a brac" è aperto la domenica sotto gli archi della "marina" nei pressi della Villa Pacini.
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Amministrazione comunale
Sindaco:
Umberto Scapagnini (Forza
Italia) dal 18/05/2005, secondo mandato
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Città gemellateNello sport: Nella religione:
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MunicipalitàNel 1971 il comune diede avvio al decentramento amministrativo della città dividendola in 26 quartieri che facevano capo ad altrettante parrocchie. Il 26 giugno 1978 i quartieri (ribattezzati circoscrizioni) furono ridotti a 17 e nel novembre 1995 ulteriormente diminuiti fino ai 10 attuali, che prendono il nome di municipalità di quartiere. Le municipalità di Catania.
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Bibliografia
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Altri progetti
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