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| Croazia Islands |
| Isola di Krk | Divertimento e vita notturna in Croazia | Spiagge |
Croazia
Campeggi |
| Dalmazia | Istria | Zagabria | Ragusa | Rovigno |
| Hvar | Spalato |
| CROAZIA Superficie: 56.540 Kmq Popolazione: Circa: 4 milioni Capitale: Zagabria Lingua: Croato |
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| Itinerario 1 Una settimana nell'isola di Cherso Testo e foto di Davide Gaglio Punto di partenza e arrivo: Porozina-Merag/Porozina Durata: 7 gg. Mezzo di trasporto: automobile Difficoltà: nessuna Prezzo: 200-250 euro circa (alloggio in tenda) didascalia didascalia L’isola di Cherso, situata tra l'Istria e l'isola di Krk, è una splendida e tranquilla isola al centro della regione croata del Quarnaro. Lunga 68 km, nella parte settentrionale è ricoperta da vaste pinete e foreste di querce poi, man mano che si procede verso sud, il paesaggio si trasforma in ambiente di macchia mediterranea caratterizzato dalla presenza di muretti a secco. La zona più a sud è invece quasi steppica con presenza di prati aridi e vaste zone rocciose e brulle. Per raggiungere Cherso proveniendo dall'Italia bisogna attraversare l’Istria oppure uscire dal valico di Pesek e seguire la strada verso Fiume (Rijeka) fino al paese di Opatija dove si gira a destra e si segue la costa fino al bivio a sinistra per Brastova. Da Brastova parte ogni ora un traghetto con trasporto auto (costo: 13 kune) che approda a Porozina da dove parte l’unica strada che attraversa per il lungo l’isola di Cherso. In alternativa, altri traghetti partono da Valbiska (isola di Krk). L’isola di Cherso merita più di una settimana di visita, ma in sette giorni riuscirete a visitare i posti più belli e rappresentativi di questa splendida isola. Per ridurre al massimo i costi alloggeremo in tenda, tra natura incontaminata, spiagge isolate e tranquille e un mare cristallino ricco di fauna marina. Primo giorno: Porozina - Beli (km 15 circa) Scesi dal traghetto a Porozina imbocchiamo la strada che attraversa tutta l’isola superando il paese di Dragozetici; dopo circa 10 km si raggiunge il bivio che porta a Beli. Il bivio si trova in alto su un crinale, in un posto meraviglioso dove merita fare una sosta. La strada per Beli prosegue con una lunga e stretta lingua di asfalto in discesa. Raggiunto il paesino di Beli ci si accorgerà subito della tranquillità che regna in tutta l’isola. Lasciata la macchina al paese si scende verso la spiaggetta, meta meritata dopo il lungo viaggio. didascalia didascalia A Beli si trova il Centro di recupero dei grifoni (Eko Zenter) dedicato alla conservazione e tutela dell’habitat di questi splendidi avvoltoi. In seguito ad un progetto che ha visto la liberazione di numerosi grifoni, oggi la popolazione (che si riproduce regolarmente) è costituita da 140 rapaci. La visita al centro costa 20 kune e inizia con una mostra che spiega la loro biologia e le loro abitudini. Dietro al Centro si può visitare una voliera dove si possono ammirare 4 o 5 esemplari di grifoni; l’ingresso comprende anche l’accesso ai sentieri di 5, 6 e 7 km che si snodano intorno al complesso dando la possibilità di scoprire i fitti boschi a ridosso della costa dove è possibile incontrare animali selvatici e osservare le splendide coste dell’isola di Krk poco distante. L’Auto-camp “Brajdi na moru” si trova alle spalle della spiaggetta ed è l’unico campeggio presente in tutta la zona settentrionale; in alternativa è possibile affittare una stanza presso privati a poco prezzo (circa 40 euro la doppia) ma si rischia di trovare i pochi posti letto a disposizione già occupati. Secondo giorno: Beli - Cres (Cherso) (km 15 circa) Da Beli si ripercorre la strada fino al bivio e si procede per altri 12 km fino alla città più importante dell’isola chiamata, non a caso, Cherso. Cherso è una pigra cittadina inondata dal sole. Sul lungomare ci sono delle case a terrazza color pastello, passeggiando per le vie si vedono tracce del dominio di Venezia tra cui gli stemmi delle potenti famiglie venete. Dal lungomare, Riva Creskih Kapetana, la città vecchia si estende verso l’interno fino ad Aprilia XX Setaliste, e racchiude la maggior parte dei monumenti e delle chiese. Proseguendo lungo la baia per circa 1 km troverete le spiagge rocciose; lì è ubicato un buon campeggio chiamato “Kovacine” dove trascorrere la notte. In tutti i campeggi dell’isola i prezzi dei campeggi sono pressoché uguali, circa 30 euro di spesa per due persone con tenda. Terzo giorno: Cherso - Orlec - Valun (km 15 circa) didascalia didascalia Da Cherso, continuando verso sud per circa 8 km, si raggiunge un bivio; girando sulla destra si arriva a Valun mentre, se si vuole proseguire, si raggiunge presto un altro bivio in direzione Orlec. Prima di raggiungere Valun vale la pena di spendere un po’ di tempo nei dintorni di Orlec. Il paesino è immerso nel nulla, sembra che lì il tempo si sia fermato da 50 anni. Dopo pochi chilometri si raggiunge la costa orientale dell’isola caratterizzata da falesie e costoni rocciosi dove è facile avvistare i grifoni. Dal posteggio parte una stradina ripida che scende verso una piccola spiaggetta isolata e tranquilla. Ritornando al bivio per Valun si percorre una strada tortuosa ma che regala paesaggi costieri mozzafiatoe, dopo circa 3 km, si giunge a Valun. Questo piccolo borgo, situato a 15 km sud-ovest di Cherso, è annidato ai piedi di scoscesi dirupi ed è circondato da spiagge di ghiaia. Nei periodi di alta stagione, entrare con la macchina in paese ha un costo di poche kune al fine di tutelare la tranquillità del luogo e dare un piccolo sostegno alla popolazione, povera e isolata. Il paese è disseminato da idilliache calette: a 700 m dal paese vi è una spiaggia dorata con acqua trasparente, a ridosso della spiaggia un bel bosco di conifere e, dall’estremo sinistro della spiaggia, parte un percorso in mezzo al bosco, ricco di muretti a secco, che raggiunge altre zone ideali per la balneazione. Dall’altro lato, a ridosso del paese, parte un sentiero che conduce a un’altra spiaggia e al campeggio “Zdovica” dove è possibile trascorrere la notte. Vicino al mare alcuni ristoranti servono piatti di pesce e di pasta alla clientela che, seduta ai tavoli di legno, si gode la vista della tranquilla insenatura. Riuscirete ad alzarvi da tavoli sazi, dopo un bel menù di carne o di pesce spendendo non più di 15 euro a testa. Quarto giorno: Valun - Martinsciaca (km 15 circa) Paesaggio notturno di fronte a Cherso Paesaggio notturno di fronte a Cherso Lasciamo Valun nella sua idilliaca tranquillità e torniamo al bivio con la strada principale per raggiungere un’altra baia ben più turistica, quella di Martinscica. Lungo la strada si potrà ammirare il lago di Vransko, ma non provate a deviare verso stradine che portano al lago visto che non esistono strade praticabili che vi arrivano e inoltre, così come in molti altri laghi croati, è vietato il transito presso queste zone. Dopo circa 10 km dal bivio voltate a sinistra, attraverserete il paesino di Stivan e, dopo pochi chilometri, raggiungerete Martinscica. Il paese si estende lungo la costa, è ricco di chiese e monumenti da visitare. Un grandissimo campeggio (Auto-camp “Slatina”) è locato alle spalle del porticciolo; di fronte al campeggio vi è una grande baia di ciottoli da cui si può ammirare la piccola isola di Zeca. Quinto giorno: Martinscica - Stiva - Ustrine (km 13 circa) Dal paesino di Stiva, vicino Martinscica, parte un sentiero percorribile a piedi che porta a Ustrine. Il percorso è lungo poco meno di 6 km (si sconsiglia percorrerlo nelle ore più calde della giornata); si può lasciare tranquillamente la macchina a Stiva, l’unico problema sarà poi andarla a riprendere. Se non avete voglia di camminare riprendete la strada principale e, dopo aver superato il bivio per Belej, raggiungerete una deviazione per Ustrine. Il paesino, piccolissimo e poco popolato, è ubicato su una scogliera a strapiombo sul mare. Per raggiungere la spiaggia si deve percorrere una ripidissima stradina: è meglio percorrerla a piedi anche se qualcuno, pur di non farsi una bella passeggiata, rischia di far fondere il motore della propria auto. La camminata dura non più di 20 minuti ma, anche se il ritorno durerà il doppio dovendo superare un dislivello di circa 200 m, lo sforzo sarà ricompensato dalla bellezza della caletta che si raggiunge alla fine della stradina. Quarto-quinto giorno: Ustrine - Osor (km 6 circa) Lasciamo Ustrine nel pomeriggio del quarto giorno per osservare lo splendido tramonto dall’alto del borgo, poi riprendiamo la strada principale per continuare verso sud in direzione Osor; qui passeremo la notte nel campeggio di “Bijar” oppure presso l’Auto-camp “Preko mosta”. L'isola di Cherso è separata dall’isola di Losinj da un canale lungo 11 m; il ponte girevole che le collega viene fatto ruotare due volte al giorno per consentire il passaggio delle navi dal Canale di Losinski al Golfo del Quarnaro e viceversa. Durante il periodo medievale grazie alla presenza del canale, che si ritiene sia stato scavato dai romani, Osor fu in grado di controllare una rotta marittima di cruciale importanza. Oggi sta rinascendo nelle vesti di città-museo, ricca di chiese e strade che dalla quattrocentesca zona centrale si dirigono verso la campagna. Nella piazza principale e in altre piazze minori si possono ammirare pregevoli sculture moderne e, durante le Serate Musicali del periodo estivo, vengono a suonare nelle chiese cittadine musicisti da tutta la Croazia.. Da Osor si possono raggiungere dei bei posti dove andare a fare il bagno o fare snorkeling. Al di fuori del centro abitato, oltre il monastero francescano, si aprono infatti invitanti calette. Inoltre, oltrepassando il canale e seguendo la strada che costeggia la costa, si possono raggiungere le numerose spiagge della ben più turistica isola di Losinj. Per lasciare l’isola avete due possibilità: - potete prendere il traghetto da Merag (ritornando verso nord si svolta a destra, al bivio poco dopo la cittadina di Cherso); l’attraversamento dello Srednja passage vi permetterà di raggiungere l’isola di Krk (connessa alla terraferma da un lungo ponte) presso la località di Valbiska; - se invece volete tornare in Istria per raggiungere velocemente l’Italia, da Osor dovrete riattraversare i 68 km verso nord ritornando a Porozina, imbarcarvi nuovamente sul traghetto e tornare a Brestova. |
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Croazia Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Croazia è uno stato (56.542 km², 4.496.248 abitanti, capitale Zagabria) dell'Europa meridionale. Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, a est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è bagnata dal mare Adriatico. La Repubblica di Croazia è una democrazia parlamentare. La sua lingua ufficiale è il croato.
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Storia
La Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era uno dei 51 stati membri che nel 1945 diedero vita all'ONU. Con l'indipendenza, la Croazia vi aderisce come Stato membro nel 1992.
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GeografiaLa Croazia è collocata tra l'Europa centrale, meridionale e orientale, avendo una forma che può ricordare un boomerang o uno sperone. Il clima va dal continentale al mediterraneo:
Il terreno è variegato, e presenta:
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Monti principali
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Fiumi principali
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Laghi principali
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Isole principaliLa Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui 67 abitate.
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Parchi nazionaliIn Croazia ci sono sette parchi nazionali
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Fari in CroaziaLa Croazia è anche famosa per i suoi fari, molti dei quali possono essere anche visitati.
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Suddivisione amministrativaLa Croazia è divisa in 20 contee (županije), mentre la capitale Zagabria costituisce una propria entità.
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CittàPiccoli natanti lungo la costa della Croazia Articolo principale: Elenco di città della Croazia La Croazia conta ufficialmente 123 città (grad) e 424 municipalità (općina). Le città principali sono:
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Cultura
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Eventi culturali
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PoliticaSin dall'adozione della sua Costituzione nel 1990, la Croazia è sempre stata una democrazia parlamentare. Il presidente della repubblica (Predsjednik Republike) è il capo dello Stato e viene eletto ogni cinque anni. Oltre a essere il capo dell'esercito, il presidente propone il Primo Ministro, nominato comunque col consenso del parlamento. Il parlamento croato (Hrvatski Sabor) è un organismo legislativo unicamerale con 160 rappresentanti, eletti dal popolo per periodi di quattro anni. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali--dal 15 gennaio al 15 luglio, e dal 15 settembre al 15 dicembre. Il governo (Vlada) ha il suo capo nella persona del primo ministro, il quale ha due vice primi ministri e 14 ministri veri e propri, con mansioni relative a particolari settori o attività. Il ramo operativo del governo si occupa di proporre le leggi e del bilancio, del potere esecutivo, nonché della politica interna ed estera del Paese. La Croazia ha un sistema giuridico consistente in: Corte Suprema, tribunali delle varie contee, e tribunali di città. La Corte Costituzionale si occupa di questioni relative alla Costituzione.
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EconomiaL'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2004 era di 11.200 dollari americani, pari al 41,6% della media UE. L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni Ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni, poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra). Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione Europea, la quale rappresenta il suo principale partner commericiale. Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.
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DemografiaI Croati (in lingua croata Hrvati) appartengono alla famiglia dei popoli slavi. Esistono indizi che fanno credere che siano di origini persiane (odierno Iran). Dopo aver popolato l'area dell'attuale Ucraina, i Croati sono giunti nell'odierna Croazia attorno al VII secolo d.C.. Comunità croate autoctone vivono pure in Bosnia ed Erzegovina, Austria, Ungheria, Slovenia, Serbia (Vojvodina), Montenegro (Bocche di Cattaro) e in Italia (i croati del Molise). La popolazione croata nell'ultimo decennio ha conosciuto una fase di stasi, se non di vero declino. Il tasso di crescita della popolazione è molto basso, se non addirittura negativo (tra il +1% e il -1%). L'aspettativa di vita alla nascita è di circa 75 anni, il tasso di alfabetizzazione è attorno al 98,5%. Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,6%). Fra le minoranze vi sono serbi (4,5%), bosgnacchi (i cittadini bosniaci di fede musulmana) (0,5%), ungheresi (0.4%) e circa 35.000 italiani (ovvero lo 0,8%) sparsi tra Fiume, Istria, Moslavina e Dalmazia, quello che è rimasto di una presenza italiana millenaria prevalente nei territori appartenenti alla regione fisica italiana (Istria, Fiume, Isole del Quarnero, Arcipelago di Pelagosta), sulla costa Dalmata (Zara, Spalato, Cattaro) e sulle sue isole (Curzola, Lissa, Pago) fino alla fine della seconda guerra mondiale. La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islamismo sunnita (1,3%). La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino. Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano in Istria) sono parlate come prima lingua da meno del 5% della popolazione. Il santo patrono dei Croati è San Giuseppe.
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I Croati nel mondo
Musica e balli popolari
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Cucina
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Piatti AntichiGastronomia Croata La cucina croata è molto variopinta ed è proprio per questo, conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali. Le sue radici le ha già nel periodo pre-slavo ed antico. La differenza nella scelta degli ingredienti e della preparazione di essi viene accentuata soprattutto se si paragona la parte continentale con quella marittima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina pre-slava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungherese, viennese e turca. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri e più tardi anche dalle cucine italiana e francese.
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BandieraLa bandiera nazionale croata è un tricolore con 3 bande orizzontali di uguali dimensioni rosso-bianco-blu (i colori panslavi, che compaiono anche sulle bandiere di altre repubbliche del'ex-Jugoslavia, ma arrangiati in diverso ordine). Al centro c'è lo stemma di stato, uno scudo a scacchi rossi e bianchi debordante la fascia bianca, con il primo scacco rosso, sormontato da una corona costituita da 5 scudetti in rappresentanza delle regioni storiche della Croazia: Croazia antica (regione di Zagabria), Ragusa, Dalmazia, Istria e Slavonia, Proporzioni 1:2. Introdotta l’8 ottobre 1991, ha sostituito la precedente bandiera della Repubblica Socialista di Croazia, (Socijalisticka Republika Hrvatska 1963-1990), identica come disposizione dei colori e proporzioni ma caricata al centro di una stella rossa fimbriata in oro a ricordo della lotta partigiana
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Collegamenti esterni
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