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Grazie a www.musicaperroma.it
Che cos’è…il gusto?

con
CARLO PETRINI

una produzione Fondazione Cinema per Roma
in collaborazione con Luca Sossella Editore


DOMENICA 30 MARZO TEATRO STUDIO ORE 11
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Proseguono gli incontri di Che cos’è, la rassegna che vuole disegnare una mappa dei saperi grazie agli interventi di personalità della cultura e scienziati. Per l’appuntamento del 30 marzo sarà Carlo Petrini di Slow Food ad affrontare il tema del Gusto.
Carlo Petrini è il fondatore del movimento culturale Slow Food. All’inizio di quest’anno il “The Guardian” lo ha indicato come una delle 50 personalità che «potrebbero salvare il pianeta». Petrini conduce i propri studi in sociologia presso l'Università degli studi di Trento e partecipa attivamente all'attività politica, venendo eletto consigliere per la lista de Il Manifesto al comune di Bra. Si occupa di enogastronomia dal 1977 sui principali periodici e giornali italiani e partecipa attivamente alla nascita del Gambero Rosso, inizialmente inserto mensile del Manifesto. Fonda la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, che diventerà nel luglio 1986 Arcigola, mantenendo forti legami col Gambero Rosso e con la rivista La Gola. È ideatore di importanti manifestazioni ormai di rilievo internazionale come il Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la recente manifestazione Terra Madre tenutasi a Torino nel 2004. Il 9 dicembre 1989 a Parigi viene fondato il Movimento Internazionale Slow Food. Ha curato l'edizione della Guida ai Vini del Mondo ed è stato curatore della Guida ai Vini d'Italia, tra le più prestigiose in materia. Come giornalista ha collaborato tra le altre testate con L'Unità e La Stampa; dal 2007 è una firma della Repubblica. Nel 2004 è stato inserito da «Time Magazine» tra gli "eroi del nostro tempo" nella categoria Innovator.

Luca Sossella editore ha trasformato alcuni degli incontri dello scorso anno in una piccola enciclopedia orale e portatile che raccoglie un’ampia esposizione delle competenze e dei saperi più evoluti della nostra epoca. Cinque i cd audio e dvd di Che cos’è la poesia? di Valerio Magrelli, Che cos’è la logica? di Piergiorgio Odifreddi, Che cos’è la giustizia? di Franco Corsero, Che cos’è la politica? di Walter Veltroni, Che cos’è l’architettura? di Renzo Piano. In uscita a breve: Che cos’è la follia? di Eugenio Borgna; Che cos’è il tempo? di Edoardo Boncinelli; Che cos’è una lingua? di Tullio De Mauro; Che cos’è l’universo? di Margherita Hack; Che cos’è l’economia? di Giorgio Ruffolo.
BIGLIETTO UNICO 5 EURO


INFO 06.80241281
Ufficio stampa Musica per Roma tel. 06-80241574 – 231 – 228 – 261
ufficiostampa@musicaperroma.it

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Pastasciutta
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pastasciutta&action=history

Pastasciutta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
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Un tipo di pasta molto apprezzato: i fusilli, chiamati anche eliche o celentani

Pasta fresca

La pastasciutta (conosciuta anche solo come pasta) è un alimento tipico italiano.

La pasta si ottiene dalla lavorazione di semola di grano duro mescolata con acqua, denominata pasta di pura semola, oppure di farina di grano tenero con acqua, denominata pasta comune, e lavorata in modo da ottenere differenti forme dopo asciugatura.

Esistono anche altri tipi di pasta, denominati pasta speciale, contenenti sostanze come: uova, glutine, malto.

Indice

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Origine

Il geografo di Ruggero II di Sicilia Al-Idrisi descrivendo Trabia, un paese a 30 km da Palermo, dice che la zona era ricca di molti mulini, dove si fabbricava pasta a forma di fili, e che la zona fosse molto ricca per lo sviluppato commercio della pasta che era spedita con navi che ne trasportarono abbondanti quantità in tutta l'area del Mediterraneo sia musulmano sia cristiano. In questo modo viene sfatata la leggenda che sia stato Marco Polo nel 1295 al ritorno dalla Cina ad aver introdotto in Occidente la pasta, che peraltro poco aveva a che vedere con quella di grano duro tipica del nostro paese.

 

Pasta fresca

 
 

Macchina "tirapasta"

La pasta fresca in genere è una pasta all'uovo preparata artigianalmente o tradizionalmente in famiglia, con impasto di farina e uova fresche, stesa in sfoglia e tagliata in differenti forme (ad esempio tagliatelle). Questo tipo di pasta può essere farcita (pasta ripiena) come ad esempio i tortellini.

Ingredienti per una pasta all'uovo (4 persone):

  • 300 g farina (di grano tenero o con una piccola percentuale di grano duro)
  • 3 uova
Preparazione
versare la farina a fontana su una spianatoia, aggiungere le uova, impastare prima lentamente con l'aiuto di una forchetta e poi energicamente a lungo (fino a 20'), coprire e far riposare per mezz'ora, stendere con l'aiuto di un mattarello e tagliare secondo le forme desiderate.

È possibile aiutarsi a stendere la pasta in sfoglia, in alternativa al mattarello, con l'aiuto di una macchina apposita.

 

Produzione industriale

 
 

Trafilazione della pasta

I processi principali della produzione della pasta sono:

  • Macinazione del frumento
  • Impasto e gramolatura
La semola si impasta con acqua, in modo da legare l'amido ed il glutine; l'impasto viene poi amalgamato e omogeneizzato con una macchina chiamata gramola
  • Trafilazione
L'impasto viene poi estruso attraverso una trafilatrice, che ne imprime la forma desiderata.
  • Essiccamento
A seconda dei tipi la pasta viene essiccata mediante aria calda, con tempi e procedimenti diversi. Per legge l'umidità finale non può superare il 12,5%
  • Raffreddamento e confezionamento

 

Cottura

La pasta deve essere cotta in acqua, prevedendo 1 litro per ogni 100 grammi di pasta, e deve essere gettata in acqua quando questa ha già raggiunto l'ebollizione ed è stata preventivamente salata con circa 5 gr di sale da cucina per ogni litro.

È necessario mescolare per evitare che la pasta formi blocchi compatti. La fiamma deve essere mantenuta sempre molto forte. La cottura deve durare da 3 a 25 minuti, a seconda della dimensione dei pezzi di pasta. L'esatta durata della cottura influenza in modo notevole la digeribilità dell'alimento, per consuetudine si usa dire che a fine cottura deve essere "al dente".

Nella variante in brodo (usata spesso per le paste fresche, a volte ripiene (ad esempio i tortellini) prevede la cottura in un brodo di carne o vegetale, prodotto con sostanze naturali oppure con dadi concentrati confezionati dall'industria alimentare.

Può essere condita in vari modi: al sugo, al ragù, al pesto, al burro, al tonno, ecc. Alcuni formati si prestano ad essere consumati anche freddi, conditi a piacere.

Il metodo adottato per vatutare la qualità della pasta di grano duro, è la misurazione del grado di trasparenza dell'acqua di cottura.

 

Elenco dei tipi di pasta

 
 

"Maccheroni, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, io me te magno.", Sordi in Un americano a Roma mentre mangia degli spaghetti.

Segue un elenco di vari tipi di pasta (secca, fresca e ripiena):

  • Anelli
  • Abachini
  • Agnolotti
  • Barbine
  • Bavette, Bavettine
  • Bigoli
  • Bucatini
  • Campanelle
  • Canalini
  • Cannelloni
  • Capellini, Capelli d'Angelo
  • Cappelletti
  • Casarecce
  • Casoncelli
  • Castellane
  • Cataneselle
  • Cavatelli
  • Celentani
  • Chifferi
  • Chitarrine
  • Conchiglie
  • Cocci di Sicilia
  • Conchiglioni
  • Corallini
  • Cotelli, Cavatappi
  • Creste di Gallo
  • Cavalline
  • Ditali, Ditalini, Ditaloni
  • Eliche
  • Fagottini
  • Farfalle, Farfalline, Farfalloni
  • Fettuccine
  • Filini
  • Fisarmoniche
  • Fregnacce
  • Fusilli
  • Garganelli
  • Gemelli
  • Girandole
  • Girandole
  • Gnocchi, Gnocchetti
  • Gobbetti
  • Gramigna
  • Grattini, Grattoni
  • Lancette
  • Lasagne, Lasagnette
  • Linguine
  • Limoncini
  • Maccheroni, Maccheroncini
  • Mafaldine
  • Maltagliati
  • Maniche, Mezze maniche
  • Mezzelune
  • Midolline
  • Orecchiette
  • Paccheri
  • Pappardelle
  • Penne
  • Pici
  • Pireneri
  • Pipe, Pipette Rigate
  • Puntine
  • Pizzoccheri
  • Quadretti
  • Ravioli
  • Reginette
  • Riccioli
  • Ricciutelle
  • Rigatoni
  • Risi, Risoni
  • Rotelle, Ruote
  • Sedani, Sedanini
  • Sorprese
  • Sospetti
  • Spaccatelle
  • Spaghetti, Spaghettini, Spaghettoni
  • Spighe
  • Stelle, Stelline
  • Strangozzi
  • Stringoli
  • Strozzapreti
  • Tagliatelle
  • Taglierini
  • Tagliolini
  • Tempestine
  • Torchietti
  • Tortellini
  • Tortelloni
  • Tortiglioni
  • Tripolini
  • Trenette
  • Vermicelli, Vermicellini
  • Ziti, Zitoni

 

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Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Formaggio
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Formaggio&action=history

Formaggio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
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Una serie di formaggi

 

La tipica mozzarella italiana

Stagionatura del Parmigiano reggiano

Il formaggio è un derivato del latte, ottenuto facendone precipitare la caseina.

Per produrre il formaggio, il latte viene versato in una caldaia aperta, dove è riscaldato a 25-33 °C; poi si aggiunge il caglio, un composto enzimatico estratto dallo stomaco dei mammiferi lattanti.

Il caglio è in grado di scindere in molti frammenti la caseina presente nel latte, e di far quindi coagulare le particelle della massa grassa non più solubile nell'acqua, che precipitano sul fondo formando una massa pastosa detta cagliata. Dalla cagliata si ottengono i vari tipi di formaggi:

  • Formaggi freschi, ottenuti rompendo la cagliata in frammenti grossi, che vengono spremuti e impastati; il contenuto di acqua resta elevato: i formaggi così ottenuti devono essere consumati subito oppure conservati in frigorifero (stracchino, mozzarella, mascarpone...).
  • Formaggi semiduri, ottenuti rompendo la cagliata in frammenti abbastanza piccoli, che vengono compressi e lasciati stagionare (provolone, caciocavallo...).
  • Formaggi duri, ottenuti rompendo la cagliata in frammenti molto piccoli, che vengono cotti a 50-60 °C e rimescolati in continuazione; l'impasto che si ottiene viene compresso, salato e lasciato stagionare per un periodo variabile da qualche mese (pecorino, emmental) a qualche anno (grana padano, parmigiano reggiano...).

Il formaggio può essere consumato fresco o dopo stagionatura.

 

Tipi di formaggi italiani

Nota: si veda anche la "categoria formaggi".

Formaggi locali:

Val Brandet - Valtellina casera

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Formaggio

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Una serie di formaggi

 

La tipica mozzarella italiana

Stagionatura del Parmigiano reggiano

Il formaggio è un derivato del latte, ottenuto facendone precipitare la caseina.

Per produrre il formaggio, il latte viene versato in una caldaia aperta, dove è riscaldato a 25-33 °C; poi si aggiunge il caglio, un composto enzimatico estratto dallo stomaco dei mammiferi lattanti.

Il caglio è in grado di scindere in molti frammenti la caseina presente nel latte, e di far quindi coagulare le particelle della massa grassa non più solubile nell'acqua, che precipitano sul fondo formando una massa pastosa detta cagliata. Dalla cagliata si ottengono i vari tipi di formaggi:

  • Formaggi freschi, ottenuti rompendo la cagliata in frammenti grossi, che vengono spremuti e impastati; il contenuto di acqua resta elevato: i formaggi così ottenuti devono essere consumati subito oppure conservati in frigorifero (stracchino, mozzarella, mascarpone...).
  • Formaggi semiduri, ottenuti rompendo la cagliata in frammenti abbastanza piccoli, che vengono compressi e lasciati stagionare (provolone, caciocavallo...).
  • Formaggi duri, ottenuti rompendo la cagliata in frammenti molto piccoli, che vengono cotti a 50-60 °C e rimescolati in continuazione; l'impasto che si ottiene viene compresso, salato e lasciato stagionare per un periodo variabile da qualche mese (pecorino, emmental) a qualche anno (grana padano, parmigiano reggiano...).

Il formaggio può essere consumato fresco o dopo stagionatura.

 

Tipi di formaggi italiani

Nota: si veda anche la "categoria formaggi".

Formaggi locali:

Val Brandet - Valtellina casera

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