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Libro di cucina
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Libro di cucina
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per 4 persone
Se la fonduta appare troppo liquida è possibile aggiungere poca farina (1/2 cucchiaino) o un po' d'olio per raddensare.
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Libro di cucina
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La scelta è piuttosto ampia, ma vi sono alcuni vegetali tradizionalmente famosi e consigliabili, quali (per ordine di importanza) il cardo , il topinambur, i peperoni, i ravanelli, il cavolo verza, la rapa.
La ricetta dei vecchi tempi consisteva nel togliere "l'anima" all'aglio quindi affettarlo sottilmente in un tegame di terracotta.
Quindi si copriva il tutto con buon olio di oliva ( nel 1900 l'extra vergine nelle case popolari non era conosciuto) e burro in eguali quantità e si aggiungevano acciughe dissalate (mondandole solo usando l'aceto di vino rosso fatto in casa, e non l'acqua) in ragione di 50 gr a testa.
Il tegame lo si poneva nell'angolo della stufa a legna "putagè" meno caldo in modo che il tutto appena appena sfrigolasse e la cottura si protraeva per alcune ore fino quando le fettine d'aglio risultavano brunite ma morbidissime al palato.
L'abilità della cuoca era di non sottoporre a maggior calore, in quanto se l'aglio bruciava la bagna cauda diveniva amara e non più commestibile.
La famiglia si poneva quindi attorno al tavolo con il tegame al centro su un mattone refrattario (quelli usati per ricostruire il focolare della stufa) scaldato sulla stufa stessa, e tutti si intingeva nella stesso (alla maniera della bourguignonne) le varie verdure, dove non mancava il cardo gobbo, i peperoni macerati sotto la "graspa" cioè tralci/vinacce come residuo della pigiatura di vendemmia, i "tupinabò" (topinambur), la verza, il cuore del sedano, l'insalata belga, cipolle cotte al forno.
1. Per rendere meno pesante l'effetto dell'aglio, le varianti più diffuse contemplano l'utilizzo di latte o panna, in aggiunta all'olio, alle acciughe e all'aglio. La vera ricetta della bagna cauda, tuttavia, non contempla alcun latticino. Varianti molto più rare contemplano formaggi maggiormente stagionati, come il Castelmagno.
2. Un' altra possibile variante della ricetta è:
1- calcolare 1 o 2 teste d'aglio a persona
2- sbucciare e tagliare grossolanamente gli spicchi
3- mettere l'aglio tagliato in una pentola e ricoprire il tutto con panna acida o latte (nel primo caso rimane
più pesante, ma a nche molto più gustosa)
4- lasciar tutto a macerare per almeno 24 ore
5- cuocere a fuoco molto lento insieme ad una manciata di acciughe
6- servire
La verdura principe da attingere nella bagna è il cardo. A Nizza Monferrato questo ortaggio, per superare la rigidità dell'inverno, viene parzialmente sotterrato; in questo modo la pianta, nel tentativo di cercare la luce, si curva verso l'alto assumendo la caratteristica forma gobba. Questo trattamento permette alla pianta di superare le rigidità dell'inverno e, in particolare, rende il gambo bianco, più tenero e delicato al palato. Nel saluzzese, invece, il cardo viene impacchettato con pesanti fogli di carta legati intorno strettamente: la pianta assume così un aspetto diritto, bianco e tenero.
Altre verdure da attingere possono essere i porri e le mele.
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StoriaAbitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero, la regione, la regione divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oldone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano.Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo,in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni Venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni Cinquanta),la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e delll'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare,all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni Cinquanta e Sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione
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Luoghi di interesse storico e culturale
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Galleria immagini
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GeografiaIl Piemonte per zone altimetriche Il territorio della regione è prevalentemente montuoso, 43,3%, ma estese sono anche le zone collinari, che ne rappresentano il 30,3% del territorio, e quelle di pianura (26,4%).
A ovest e a nord il Piemonte è circondato dalle Alpi, a sud dall'Appennino, a est dalla pianura padana. È attraversato dal fiume Po. A ovest il Piemonte confina con la Francia, a nord con la Valle d'Aosta, e con la Svizzera (in corrispondenza delle province di Vercelli e di Verbania), a est con Lombardia ed Emilia Romagna, a sud con la Liguria. Il Piemonte è la seconda regione italiana per estensione, dopo la Sicilia. Altri importanti fiumi sono:
Il Piemonte, seconda regione per estensione dopo la Sicilia, è costituito schematicamente dalla parte superiore del bacino idrografico del Po, il più grande fiume italiano che nasce dal Monviso. Il Po raccoglie tutte le acque provenienti dal semicerchio di Montagne (Alpi e Appennino) che circonda la regione su tre lati. Dalle vette più alte il paesaggio digrada nelle colline, e infine nell'alta e poi bassa Pianura Padana. Il confine tra la prima e la seconda è caratterizzato dalle risorgive, fonti che arricchiscono d'acqua i fiumi e alimentano una fitta rete di canali d'irrigazione. Il Lago Maggiore e la linea dei fiumi Ticino-Sesia separano il Piemonte dalla Lombardia. Il paesaggio ha quindi aspetti contrastanti: si passa dalle aspre vette del massiccio del Monte Rosa e del Gran Paradiso (Parco Nazionale), alle umide risaie del Vercellese; dai dolci pendii collinari delle Langhe e del Monferrato, alla pianura, spesso inquinata, costellata di aziende agricole e industriali.
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NaturaNella regione ci sono 193.000 ettari di aree protette, pari al 7,6% della superficie totale, per un totale di 56 parchi e riserve regionali, due parchi nazionali Gran Paradiso e Val Grande, il Parco Regionale dei Laghi di Avigliana ed un parco provinciale del lago di Candia. Particolarmente rilevante l'impegno ambientale profuso nella tutela della fascia fluviale del Po che è stato il primo ad essere realizzato.
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DemografiaBanca dati regionale (pubblico accesso)
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EconomiaLa Regione Piemonte è uno dei membri del consorzio TOP-IX. La Regione Piemonte è una regione a bassa natalità con antica tradizione industriale.La sua manodopera è composta prevalentemente da immigrati veneti e meridionali e per molto tempo l'industria è stata il motore economico regionale.I prodotti agricoli coltivati sono cereali,patate,ortaggi,barbabietole da zucchero,frutta ,pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la coltivazione della vite.L'allevamento è concentrato su bovini e suini,trainante il settore meccanico,seguono quello automobilistico dominato dalla FIAT,il tessile e il turismo alpino.
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Cultura
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AmministrazioniLe province piemontesi
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Scheda RegioneSuperficie: 25.399 Km² Abitanti: 4.231.000 Densità: 167 ab/Km² Capoluogo: Torino (862.000 ab.) Capoluoghi di provincia: Alessandria 85.200 ab., Asti 71.500 ab., Biella 46.400 ab., Cuneo 54.600 ab., Novara 101.200 ab., Verbania 30.100 ab., Vercelli 44.900 ab. Altri comuni: Moncalieri 53.600 ab., Rivoli 49.900 ab., Nichelino 48.000 ab., Collegno 47.200 ab., Settimo Torinese 47.000 ab., Grugliasco 38.600 ab., Venaria 35.600 ab., Casale Monferrato 35.100 ab., Pinerolo 33.900 ab., Chieri 33.100 ab., Alba 29.800 ab., Bra 28.300 ab., Novi Ligure 27.300 ab., Carmagnola 25.200 ab., Tortona 25.200 ab. Confini: Svizzera e Valle d'Aosta a NORD, Francia a OVEST, Liguria a SUD, Emilia-Romagna e Lombardia a EST Monti principali: Monte Rosa 4634 m, Gran Paradiso 4061 m Fiumi principali: Po 652 Km, Tanaro 276 Km, Ticino 248 Km, Dora Baltea 160 Km, Agogna 140 Km, Sesia 138 Km, Dora Riparia 125 Km, Stura di Demonte 111 Km Laghi principali: Lago Maggiore 212 Km² (superficie totale), Lago d'Orta 18,2 Km², Lago di Viverone 5,8 Km², Lago di Mergozzo 1,85 Km²
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Voci correlate
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Collegamenti esterniSito Ufficiale della Regione Piemonte
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