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Libro di cucina
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Libro di cucina
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Per 6 persone:
Mescolare la farina con il latte e 2 dl d'acqua; aggiungere lo zucchero e un pizzico di sale; amalgamare bene il composto e farlo riposare per 30 minuti. Ungere di olio una teglia bassa e piuttosto larga, versare dentro il composto, aggiungere un filo di olio sulla superficie e cuocerlo in forno caldo a 200° per 10 minuti. Spolverizzare sopra le noci e i pinoli, mentre è ancora nel forno e proseguire la cottura per altri 20 minuti circa, fino a quando non si sarà formata una crosticina croccante. Una volta tolto dal forno, adagiare il castagnaccio su un piatto da portata. Servire con ricotta o miele di castagno.
Con 250 grammi di farina di castagne si può preparare un tortino per circa 4 persone. Versare dell'acqua in una terrina con la farina (alcune varianti usano anche il latte), in una quantità da rendere l'impasto fluido ma non liquido, tale che resti attaccato allo strumento che si usa per impastare (un mestolo o una forchetta) una palla di impasto se sollevato, ma abbastanza fluido da poter essere versato.
Aggiungere quindi abbondante olio di oliva, circa tre-quattro cucchiai, e l'uvetta, precedentemente ammorbidita una mezz'ora in acqua, con la frutta secca. La versione di base del castagnaccio si può fare anche senza queste farciture, ma il sapore del dolce sarà molto rustico. Non è previsto l'impiego di zucchero ed in genere è l'uva sultanina che addolcisce il sapore.
Oliare bene una teglia e rovesciarvi l'impasto. Mettere qualche rametto di rosmarino lavato e, molto importante per impedire l'eccessivo seccaggio del dolce in forno, oliare di nuovo la superficie del castagnaccio con abbondante olio extravergine.
La torta va cotta circa 30 minuti in forno a 180 gradi, ma sarà comunque l'esperienza diretta a valutare l'esatta cottura. Un espediente molto semplice è quello di bucare il dolce con uno stuzzicadenti: se sollevandolo restano attaccati granelli di impasto significa che dentro la torta non è ancora cotta e l'impasto è ancora piuttosto fluido perché crudo.
Si serve calda, accompagnata semmai dalla ricotta, che in genere si mette sul dolce solo nel proprio piatto.
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Per circa 6 persone:
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Posta nell'Italia centrale, confina a nord-ovest con la Liguria, a nord con l'Emilia-Romagna, a est con le Marche e l'Umbria, a sud con il Lazio. Ad Ovest i suoi 320 km di costa sono bagnati dal Mar Ligure e dal Mar Tirreno. La Toscana amministra anche le isole dell'Arcipelago Toscano, fra cui la principale è Isola d'Elba.
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GeografiaLa Toscana zone altimetriche Il territorio toscano è per la maggior parte collinare, 66,5%; comprende alcune pianure ( circa l'8,4% del territorio ) e importanti massicci montuosi ( il 25,1% della regione).
Sia a nord che a est la Toscana è circondata dagli Appennini, ma il territorio è prevalentemente collinare. Gli altri rilievi importanti della regione sono le Colline del Chianti, che addolciscono le campagne tra Siena e Firenze, le Colline Metallifere, che separano l'entroterra meridionale pisano dalla Maremma, i Monti Pisani tra Pisa e Lucca, il Monte Amiata, antico vulcano ormai spento che svetta tra le province di Siena e Grosseto, e il Pratomagno, che è quasi completamente circondato dall'Arno e divide la parte appenninica dell'aretino, il Casentino, dal Valdarno superiore fiorentino e aretino. Il fiume principale è l'Arno.
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Territori
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Transporti
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Aeroporti
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StoriaCosimo I de' Medici, Granduca di Toscana Quali siano stati i primi uomini che abitarono la Toscana, non lo sappiamo. Le prime tracce certe della loro presenza nella regione, si hanno nel secondo millennio a.C.: quello dell'età del bronzo e del ferro. Di quel periodo sono stati ritrovati, in varie zone della Toscana resti di villaggi, costruiti principalmente su palafitte, con alcuni oggetti e suppellettili che testimoniano l'esigenza di una vita sociale già abbastanza organizzata. Fra il decimo e l'ottavo secolo a.C., l'età del ferro trova la sua massima espressione nella civiltà villanoviana, che ha preso il nome da Villanova, un insediamento di grande interesse archeologico, dove sono state trovate lance, spade, pettini e gioielli di ogni tipo. Una dimostrazione dei progressi che erano stati fatti nell'estrazione e nella Iavorazione dei metalli, di cui era particolarmente ricco il sottosuolo della regione. Verso l'ottavo secolo prima di Cristo appaiono le prime testimonianze della presenza, in tutto il territorio dell'Italia Centrale, di un popolo misterioso e straordinario: gli Etruschi. Da essi la Regione prese il norne di Etruria, Tuscia per i Romani e successivamente Tuscania e Toscana. La loro provenienza è ancora un mistero per gli storici, anche se l'ipotesi che fossero originari della Libia, in Asia Minore, appare la più credibile e la più verosimile; anche perche, usi, costumi ed espressioni artistiche rivelano senza dubbio tracce evidenti di una civiltà orientaleggiante. Attorno al sestosecolo a.C., gli Etruschi raggiunsero il culmine della loro potenza, con possedimenti che andavano dalla Pianura Padana alla Campania. Costruirono strade, bonificarono paludi ed edificarono grandi città, come Tarquinia, Chiusi, Vulci, Vetulonia, Veio, Volsini e Volterra. II livello di civiltà raggiunto da questo grande popolo è testimoniato dagli eccezionali reperti archeologici, sparsi in un territorio vastissimo e ritrovati nelle tombe - di ogni tipo e dimensione - delle necropoli, straordinarie ed incredibili città dei morti. Nel terzo secolo a.C., gli Etruschi furono sconfitti dalla potenza militare di Roma, e dopo un primo periodo di prosperità, dovuto allo sviluppo dell'artigianato, dell'estrazione e della lavorazione del ferro, dei commerci, tutta la regione decadde economicamente, culturalmente e socialmente. Nel 180 a.C.i Romani, per disporre della Liguria nella loro conquista della Gallia, dovettero deportare 47.000 Liguri Apuani, irriducibili ribelli, confinandoli nell'area Sannitica compresa tra Benevento e Campobasso. Durante la dominazione longobarda, la città più importante divenne Lucca, e la Toscana assunse prima il nome di ducato, poi di contea e successivamente di Marchesato di Lucca. Nel secolo Xl il Marchesato passò agli Attoni, grandi feudatari che possedevano i domini di Canossa, Modena, Reggio Emilia e Mantova. A quella famiglia apparteneva la famosa Contessa Matilde, nel cui castello avvenne l'incontro fra il Papa Gregorio VII e l'Imperatore di Germania, Enrico IV. Attorno al XII secolo inizia il periodo dei Liberi Comuni. Nascono le prime forme di democrazia partecipativa e le associazioni di arti e mestieri, che fecero della Toscana un irripetibile esempio di autonomia culturale, sociale ed economica. Fra le citta della regione primeggiò Firenze. Prima con Dante e Giotto nel '300, poi, nel '400 con altri grandi artisti, la Toscana, ed in particolare Firenze, diedero il loro determinante contributo al Rinascimento Italiano. Nel periodo rinascirnentale predomina a Firenze la famiglia dei Medici. Giovanni di Bicci, Cosimo e Lorenzo, furono uomini astuti, intelligenti e saggi. La Toscana venne governata dai Medici fino al 1757, quando la dinastia si estinse con Giangastone. Il Granducato di Toscana passò sotto il dominio di una famigIia austriaca, i Lorena, che governò fino al 1859. I Lorena, specialmente Pietro Leopoldo, che fece risanare gran parte della Maremma, furono principi liberali e contribuirono a fare della Toscana una delle regioni più ricche d'Italia. Durante il periodo napoleonico, e nel primo periodo del Risorgimento Italiano, in Toscana trovarono asilo politico patrioti e scrittori. Il passaggio tra il Granducato e lo Stato unitario italiano avvenne in seguito ad un plebiscito popolare che sanzionò, il 15 marzo 1860, la riunione della regione al Piemonte, e quindi al Regno d'Italia. In attesa del trasferimento della capitale a Roma, cosa che avvenne nel 1870, Firenze ospitò il governo della nazione per cinque anni, diventando il centro, oltre che della cultura, della politica italiana. La storia della Toscana si identifica, da questo momento, con quella dello Stato Italiano, di cui fa parte, pur conservando una sua specificita, che la distingue dalle altre regioni.
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Storia amministrativaLl'ex Granducato di Toscana era stato suddiviso nei "compartimenti" di Firenze, Lucca, Arezzo, Siena, Pisa,Grosseto e Livorno. Ne faceva parte anche la cosiddetta Romagna Toscana mentre ne erano escluse la Lunigiana e l'Alta Garfagnana,. Dal censimento del 1871 la provincia di Massa-Carrara viene considerata come provincia toscana e non più emiliana. Nel 1923 vennero distaccati dalla provincia di Massa-Carrara i comuni di Rocchetta di Vara e Calice al Cornoviglio (ceduti alla provincia della Spezia in Liguria) Nello stesso anno viene distaccato dalla provincia di Firenze il circondario di Rocca San Casciano, la cosiddetta Romagna Toscana che passò alla provincia di Forlì in Emilia Romagna (comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto)
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Popolazione delle maggiori città
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Galleria immagini
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Distribuzione del reddito per provinciaValore aggiunto per abitante (in migliaia di euro)
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Cultura, arte e scienza
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Personalità di origine toscana (in ordine alfabetico)
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CucinaIl cacciucco alla livornese
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EconomiaLa regione è conosciuta nel mondo grazie alle molte opere d'arte e al Chianti, uno dei vini più famosi d' Italia. Da non dimenticare i numerosi allevamenti di bovini e la produzione d'olio d'oliva. Il turismo si riversa soprattutto nelle città d'arte, sulla costa e nelle isole. Importanti sono anche le cave di marmo in Versilia, Garfagnana e nelle Alpi Apuane.
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Patrimoni dell'umanità UNESCO
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Presidenti della Giunta regionale e della Regione
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Amministrazioni
Il Parlamento regionale degli studenti è un organo creato nel 2001 dalla Regione Toscana in collaborazione con la IRRE Toscana e il ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca. È formato da 60 studenti provenienti da tutte le province toscane ed ha come compito quello di garantire i diritti agli studenti avendo come interfaccia il Consiglio regionale toscano.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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