Abbazie****
www.innamorarsi.info
Google
 
Web Easyvacanze.net

  Ricette/Ricepe  
  Piatti Tipici Regionali  
Paella Tapas Pesto Panettone
Polenta Strudel Vin Brule Mozzarella di Bufala
Ricette Milanesi      
  Cucina  
  Cucina Veneta  
______Antipasti:


Le ricette

* Aringa affumicata (o scopeton) con la senape
* Capesante alla veneta
* Carciofi alla veneta
* Crostini con burro di funghi
* Frittata di radicchio
* Panada
* Patè di fegato

_______Primi Piatti


Le ricette

* Bigoli coi rovinazzi
* Bigoli con l'anara (anatra)
* Bigoli in salsa
* Bigoli in salsa d'anatra
* Casumziei Ampezzani
* Gnocchi con la fioretta
* Manai
* Minestra di fegatini
* Pasta e fasoi
* Risi e bisato
* Risi e Bisi
* Risi e Figadini
* Zuppa di trippe

______Secondi Piatti:


Le ricette

* Anatra col pien
* Anatra in salsa
* Aringhe marinate con cipolle
* Baccalà alla Vicentina
* Baccalà dorato
* Baccalà mantecato alla veneziana
* Bisato a la veneziana
* Capretto all'agordino
* Dentice saporito
* Faraona al vino rosso
* Fegato alla Veneziana
* Pastissada de manzo
* Polastro imbotio
* Polenta e Osei


_______Contorni:

Le ricette

* Asparagi alla bassanese
* Asparagi con uova al burro
* Frittelle di fiori di zucca
* Gratin polesano
* Insalata di verza ai semi di finocchio
* Macafam
* Pinza onta
* Radicchio al lardo
* Radicchio e fagioli
* Radicchio rosso alla trevigiana

________Dolci:


Le ricette

* Baicoli
* Bussola
* Crema fritta alla Veneziana
* Pandoro di verona
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikibooks.org/wiki/Libro_di_cucina/Ricette/Risi_e_bisi
Cronologia/Autori: http://it.wikibooks.org/w/index.php?title=Libro_di_cucina/Ricette/Risi_e_bisi&action=history

Libro di cucina
Ricette
Risi e bisi

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.

Libro di cucina/Ricette/Risi e bisi

Il risi e bisi è una specialità culinaria tipica della cucina vicentina che consiste in un risotto contenente dei piselli.

 

[modifica] Ingredienti

  • Riso
  • Piselli
  • Cipolla
  • Brodo
  • Vino bianco

 

[modifica] Preparazione

Si prepara il soffritto con la cipolla tritata finemente e due cucchiai d'olio; poi, quando è ben dorata si aggiunge il riso e lo si fa tostare. Una volta tostato il riso, si aggiunge il vino bianco e si lascia evaporare, continuando a mescolare e si aggiunge ogni tanto un po' di brodo bollente. Si aggiungono i piselli e si cuoce a fuoco lento, mescolando continuamente.

_________Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
 http://it.wikipedia.org/wiki/Veneto
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Veneto&action=history

Veneto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 
Nota disambigua - Se stai cercando la lingua veneta, vedi Lingua veneta.


 


 

 Regione del Veneto
Stato:  Italia
Zona: Italia nord-orientale 
Capoluogo: Venezia
Superficie: 18.264 km²
Abitanti: 4.699.950 2004 
Densità: 258 ab./km²
Province: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza
Comuni: Elenco dei 581 comuni
Presidente: Giancarlo Galan  al 4.4.05
Sito istituzionale


Il Veneto è una regione dell'Italia Nord-Orientale di 4,5 milioni di abitanti, con capoluogo Venezia. Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia), a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna.

Indice

[nascondi]

 

Geografia

 
 

Il Veneto per zone altimetriche

Il Veneto è una regione prevalentemente pianeggiante (56,4% del suo territori), ma presenta mapie zone monutuose (29,1%) e collinari (14,5%).

Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d'Italia.

Un aspetto geografico particolarmente interessante è senz'altro la Laguna di Venezia. Per quanto riguarda i fiumi, i più importanti sono a sud il Po (e il Delta del Po) e l'Adige, al centro il Brenta e a nord il Piave. A occidente c'è il Lago di Garda.

A nord-ovest ci sono le Alpi in particolar modo le Dolomiti con il ghiacciaio della Marmolada, le Prealpi venete con la Valbelluna, più a sud i Monti Lessini, l'Altopiano di Asiago.

Nella pianura veneta sono presenti i maggiori rilievi collinari dell'intera Pianura Padana: i Colli Euganei, che si ergono, nettamente isolati, a sud-ovest di Padova, seguiti, a poca distanza, dai Colli Berici (a sud di Vicenza).

 

Storia

Abitata già nella preistoria, fu dapprima insediamento degli Euganei, in seguito del popolo dei Paleoveneti.

La storia del Veneto è unita a quella della più vasta regione del Nord-est dell'Italia, situata tra il confine del Mare Adriatico e tutta la catena delle Alpi Orientali, che comprende Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In epoca storica a partire dal I sec. a.C. fece parte dell'Impero Romano come Regio X Venetia et Histria.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, fu invasa da orde di popoli di origine barbarica (Goti, Eruli, Unni e Longobardi quest'ultima invasione è descritta da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum). Tra il VI e l'VIII secolo si ebbe una divisione sempre più netta tra la Venetia interna, sotto il dominio longobardo e la Venetia maritima dipendente dall'impero bizantino e dall'esarcato di Ravenna. Gran parte delle popolazioni e le autorità religiose si trasferirono dalle città dell'interno ai centri lagunari (Grado, Torcello, Caorle, oltre alle oggi scomparse Malamocco e Civitas Nova o Heraclea). Con la conquista longobarda di Ravenna alla metà dell'VIII secolo, il territorio lagunare acquista una sempre maggiore indipendenza dall'impero bizantino di cui rimane formalmente dipendente. Dal trasferimento della sede del dux bizantino da Civitas Nova sulla terraferma, a Malamocco, nelle isole lagunari (e da qui agli inizi dell'VIII secolo a "Rivoalto", l'attuale Rialto), prende origine la città di Venezia.

Per approfondire, vedi la voce Storia di Venezia.

Venezia, grazie alle immense fortune ricavate attraverso i suoi commerci marittimi e terrestri con tutto il mondo allora conosciuto, divenne la più potente tra le quattro Repubbliche marinare della penisola italica, che si contendevano il dominio commerciale delle rotte del Mediterraneo. Espandendo il suo dominio sui territori circostanti, attorno al 1400, costituì uno stato, la Serenissima Repubblica, i cui confini si estesero oltre quelli dell'antica regio romana, comprendendo parte della Lombardia, l'Istria, la Dalmazia, e vari teritori d'Oltremare.

Alla fine del XVIII secolo la Serenissima Repubblica, ormai in declino, fu invasa da Napoleone Bonaparte e da questi ceduta, dopo una serie di saccheggi e di scontri sanguinosi (Pasque Veronesi) all'Austria in cambio del Belgio. La Repubblica fu divisa in più parti dall'Austria, le singole parti furono delle semplici province dell'impero Austriaco, senza funzioni di Stato. Il governo austriaco fu in generale benevolo, amministrazione abbastanza efficiente ed onesta, cercò di realizzare un certo benessere per i suoi sudditi, ma non molto liberale. La parte corrispondente all'incirca all'attuale Regione Veneto, rimase così per circa 60 anni, come parte del Regno Lombardo-Veneto, sotto la dominazione dell'Impero Austro-Ungarico. Partecipò ai moti risorgimentali con l'eroica ribellione e resistenza di Venezia del 1848-1849.

In seguito alla guerra Austro-Prussiana del 1866, battaglia di Sadowa, l'Austria fu sconfitta e dovette cedere il Veneto a Napoleone III. Il trattato di pace di Vienna firmato il 3 ottobre 1866 disponeva testualmente che la cessione del Veneto (con Mantova e Udine) dovesse aversi sotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate. Napoleone III procedette all'organizzazione di un plebiscito, in onorevole ottemperanza del trattato di pace, tuttavia fu soggetto a forti pressione da parte di casa Savoia, affinché cedesse anzitempo le fortezze ed il controllo militare della regione in anticipo sull'esito del plebiscito ed anche alla stessa organizzazione del plebiscito. Il conte di GRAMONT, cui fu affidato provvisoriamente il territorio del Veneto attuale, più Mantova e Pordenone-Udine, cercò di rispettare l'impegno. Le pressioni di casa Savoia furono tali che alla fine Napoleone III ordinò al conte di Gramont di ritirarsi e di consegnare le fortezze e di lasciar occupare il Veneto alle truppe di casa Savoia. Così il plebiscito fu organizzato da casa Savoia, che lo organizzò in modo da non dover contrattare nulla con i Veneti, che persero così l'ultimo sprazzo di autonomia e libertà. Il Plebiscito era necessario a formalizzare - secondo gli accordi precedenti allo scoppio della guerra - la già prevista annessione del Veneto al Regno d'Italia. L'accesso alle operazioni di voto, come per altri plebisciti dell'epoca (ad esempio: quello svolto per l'annessione di Nizza alla Francia, escluse le donne e fu limitato per censo: interessò pertanto solo una parte minoritaria della popolazione (meno di 650.000 votanti su un totale di 2.603.009 residenti). Il risultato (646.789 sì; 69 no; 567 voti nulli), rispecchiò l'assoluta mancanza di segretezza nel voto e di trasparenza nelle conseguenti operazioni di scrutinio. In tal modo, la sostanziale sconfitta militare del Regno d'Italia nella Terza guerra di indipendenza italiana del 1866 si trasformò in un successo politico per casa Savoia.

Il dominio di casa Savoia non fu proficuo sotto l'aspetto economico, la pressione fiscale maggiore di quella austriaca, i servizi inferiori, e la burocrazia meno valida della proverbiale burocrazia austriaca. Alla perdita dei mercati dell'Europa centrale seguì un periodo di crisi economica. Dopo l'annessione al Regno d'Italia e sino alla I guerra mondiale ebbe luogo una intensa emigrazione dal Veneto, particolarmente verso Argentina, Uruguay e Brasile. Durante la I guerra mondiale parte del territorio subì gravi danni.

Il fenomeno dell'emigrazione riprese nel primo dopoguerra, diretto in massima parte verso gli stessi Paesi dell'America Latina che avevano ricevuto le precedenti ondate migratorie provenienti dal Veneto. Fu una emigrazione un poco meglio organizzata.

La II Guerra Mondiale apportò nuove distruzioni, soprattutto a causa dei bombardamenti aerei (particolarmente feroce quello che colpì e rase al suolo gran parte di Treviso). A guerra finita, riprese l'emigrazione che interessò, oltre ad Argentina, Uruguay e Brasile, Venezuela, Colombia, Stati Uniti, Canada e Australia. Flussi migratori a breve termine si ebbero inoltre verso il Belgio, la Francia e la Germania. Si calcola che ci siano nel mondo circa 9 milioni di oriundi veneti.

A partire dagli anni ottanta del XX secolo l'emigrazione si esaurì e, da allora, il Veneto è divenuto terra d'immigrazione. Molti dei nuovi arrivati sono in realtà cittadini italiani, emigrati negli anni duri, che ritornano ai loro paesi; talvolta essi parlano una versione del loro dialetto più arcaica di quella ora utilizzata nel Veneto. Nelle ultime elezioni i cittadini italiani residenti all'estero hanno potuto votare.

L'imponente aumento del livello medio di istruzione scolastica nel Veneto ha creato una consistente sottooccupazione intellettuale, con lavori provvisori inadeguati a molti giovani laureati, che non gradiscono più molti lavori. Si ha quindi il fenomeno di una certa disoccupazione nelle categorie colte e di una certa necessità di immigrazione per certi lavori semplici.

 

Galleria immagini

 

Inquadramento Amministrativo

Dal 1946 il Veneto è una regione della Repubblica Italiana. Nel 1971, approvando con legge costituzionale lo Statuto [1] della regione Veneto, il Parlamento italiano ha riconosciuto agli abitanti della regione la definizione di «popolo» (l'unica altra regione con questa peculiarità è la Sardegna).

Tuttavia questa definizione di popolo rimase senza effetto reale; il Veneto non riuscì mai a raggiungere lo statuto di Regione Autonoma. Ultimamente (2006) sono stati effettuati vari referendum, con esito positivo, da parte di comuni confinanti con le più fortunate Regioni del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, per ottenere il passaggio dalla Regione Veneto alle più fortunate regioni autonome confinanti. Il procedimento costituzionale richiede che i referendum con esito positivo vengano esaminati per l'approvazione finale dal parlamento nazionale. Questi referendum sono ora di competenza del parlamento appena eletto (Aprile 2006).

 

Amministrazioni

 

Le province venete

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

  Italia | Provincie della regione Veneto  
Belluno | Padova | Rovigo | Treviso | Venezia | Verona | Vicenza
  Regioni d'Italia  
Abruzzo | Basilicata | Calabria | Campania | Emilia-Romagna | Friuli-Venezia Giulia | Lazio | Liguria | Lombardia | Marche | Molise | Piemonte | Puglia | Sardegna | Sicilia | Toscana | Trentino-Alto Adige | Umbria | Valle d'Aosta | Veneto