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Lingua:

Fiume
 
CROAZIA
Superficie:
56.540 Kmq
Popolazione:
Circa: 4 milioni
Capitale:
Zagabria
Lingua:
Croato
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Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.orgFiume_%28Croazia

Fiume (Croazia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Fiume (in croato Rijeka, nei dialetti locali croati Rika e Reka, in friulano Sant Vît di Flum o Flum dal Cjarnâr (in breve Flum), in ungherese Fiume, in sloveno Reka, in tedesco Sankt Veit am Flaum, in latino Tarsatica, successivamente Vitopolis e Flumen). È il principale porto della Croazia, situato nel Golfo del Quarnero, una rientranza del Mare Adriatico. Ha 154.043 abitanti (2005), ed è la terza città della Croazia. È il capoluogo della Contea litoraneo-montana (Primorsko-goranska Županija), sede universitaria e arcivescovile.

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Fium
Nome ufficiale: Rijeka
Stato: Croazia
Regione: Contea litoraneo-montana
Latitudine:  45° 20' N
Longitudine:  14° 23' E
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 44 km²
Popolazione:
 - Totale
 -
Densità
(2005)
154.043 ab.
ab./
km²
CAP: 51000
Pref. tel: 051
Sito istituzionale

 

Indice

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[modifica] Storia

 

[modifica] Dai Romani agli Asburgo

Il posto dell'odierna città era anticamente abitato dalla tribù illirica dei Liburni: conquistato dalle legioni dell'Impero Romano nel 60 a.C. fu fondato il municipio con il nome di Tarsatica. L'antica Tarsatica fu conquistata nel 600 circa dai Croati che nei pressi della foce del fiume Rječina (Eneo o Fiumara in italiano e Fiumara in fiumano, il dialetto della lingua veneta parlato dai fiumani di etnia italiana) fondarono un borgo detto Rijeka. La città passò sotto il successivo controllo franco, croato e del vescovo di Pola dal 1000: in questo periodo la città si governò da comune autonomo raggiungendo una notevole prosperità commerciale favorendo anche l'immigrazione di mercanti italiani. Fiume poi diventò ungherese prima di finire all'Austria degli Asburgo nel 1471. Nel XVII secolo il commercio fiumano si estese sino in Puglia quindi aumentò l'immigrazione marchigiana e veneta. La Repubblica di Venezia, che fu una forza importante nella zona, non ne ebbe mai il controllo ma la distrusse due volte. Tra le tante lingue parlate in città si usò, sino la fine della seconda guerra mondiale, il fiumano, ossia il veneziano "de mar", del quale esiste anche un dizionario fiumano/italiano ed è una lingua tuttora parlata in prevalenza dai fiumani ultracinquantenni poiché le generazioni successive, quando usano l'idioma materno, tendono a servirsi prevalentemente dell'Italiano comune. Ma la lingua originale di Fiume, che ne implica la sua latinità originaria era il quarnerino, dialetto della lingua friulana, parlato fino a pochi decenni orsono.

Torre civica

Costituita come porto franco nel 1719, Fiume passò durante il XVIII e il XIX secolo da mano austriaca a francese, di nuovo austriaca, quindi croata ed ungherese sinché venne unita a quest'ultimo regno per la terza e ultima volta nel 1870.

Il notevole sviluppo portuale, l'espansione generale dei commerci internazionali, il collegamento della città (1873) alle ferrovie austriache e ungheresi, contribuirono alla rapida crescita demografica: dai 21.000 abitanti del 1880 ai 50.000 del 1910.

 

[modifica] La prima guerra mondiale e la questione di Fiume

La sconfitta dell'Impero Austro-Ungarico nella prima guerra mondiale e la sua conseguente disintegrazione portarono alla costituzione di due amministrazioni rivali (italiana e croata), in quanto sia l'Italia sia il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (la futura Jugoslavia) rivendicavano la sovranità sulla città.

Dopo una breve occupazione italiana, una forza internazionale anglo-franco-statunitense occupò la città (novembre 1918) quindi il suo futuro venne discusso alla conferenza di pace di Parigi (1919).

L'Italia avanzava le sue pretese sulla base del fatto che gli Italiani erano in maggioranza all'interno della città, anche se erano una lieve minoranza nel territorio. Tra le minoranze i Croati rappresentavano quella più significativa mentre erano lievemente in maggioranza nell'area circostante, compresa la vicina città di Sušak (in italiano Sussak, oggi parte integrante di Fiume/Rijeka).

Per approfondire, vedi la voce Stato libero di Fiume.
Teatro Nazionale Croato HNK Ivan pl.Zajc, sede del Dramma Italiano

[modifica] Reggenza Italiana del Carnaro e annessione all'Italia

I negoziati si interruppero bruscamente con la presa della città, il 12 settembre 1919, da parte di una forza irregolare di nazionalisti italiani composta da circa 9.000 cosiddetti legionari, guidati dal celebre poeta Gabriele d'Annunzio, i quali fondarono uno Stato definito Reggenza Italiana del Carnaro.
L'ispirazione ideologica nazionalista di tale Stato lo ha fatto considerare da alcune correnti storiografiche come un possibile modello di riferimento per il regime fascista in Italia, che riprese alcuni dei suoi aspetti. Alcuni storici sostengono che i primi ad adottare il saluto romano furono proprio l'immaginifico scrittore e i suoi seguaci a Fiume; l'italianità della città era rivendicata con orgoglio dagli stessi abitanti, i quali erano per la maggior parte italiani (46,9%, per la lingua usata, nei risultati del censimento austriaco alla vigilia della guerra; il restante 53,1% era diviso in varie etnie).

Correnti storiografiche piú recenti e più approfondite (Francescangeli, Salaris, ...) rivalutano invece il contenuto Libertario e Democratico della Libera Repubblica di Fiume, la cui costituzione fu redatta da Alceste De Ambris, sindacalista rivoluzionario e sarebbe più avanzata in senso democratico e progressista della stessa Costituzione Italiana. Lo stesso Lenin appoggiò la Reggenza dannunziana, vedendo nel suo capo un possibile capo rivoluzionario per le masse italiane oppresse (la fonte piú sicura di questo dato storico è la rivista dei bersaglieri Fiamme Cremisi). L'appoggio leninista venne ricambiato: la Reggenza del Carnaro fu infatti il primo Stato al Mondo a riconoscere l'Unione Sovietica. Occorre anche ricordare che il mercantile Persia con 1300 tonnellate di armamenti da portare ai controrivoluzionari russi fu abbordato dal capitano Giulietti e "gli uscocchi" di d'Annunzio e fu dirottato a Fiume, accolto dal d'Annunzio stesso con tutti gli onori.

Il fascismo s'impossessò del mito e del simbolismo di Fiume, come si impossessò dei simboli degli Arditi d'Italia (certo una frangia confluì nei fascisti ma indubbiamente fu assai minoritaria, anche se ovviamente più celebrata ed osannata, vista la vittoria del fascismo). Ma Fiume fu anche il brodo di coltura dove si formarono gli Arditi del Popolo.

Con il ritorno al governo in Italia del socialista Giovanni Giolitti, nel giugno 1920, l'atteggiamento ufficiale dell'Italia nei confronti dello Stato costituitosi a Fiume si indurì. Il 12 novembre, Italia e Jugoslavia conclusero il Trattato di Rapallo, che faceva di Fiume uno Stato indipendente, secondo un regime accettabile a entrambe le parti, stabilendo quindi la libera elezione di un'assemblea costituente della città stato.

La risposta di d'Annunzio fu stravagante: la sua dichiarazione di guerra all'Italia provocò un bombardamento, da parte delle Forze Armate italiane, che lo indusse a consegnare la città alla fine dell'anno; la battaglia dei legionari italiani contro i governativi italiani, comandati dal generale Enrico Caviglia, iniziò il 24 dicembre e durò cinque giorni definiti dallo stesso Vate il Natale di Sangue; alla fine si contarono decine di morti tra militari e civili oltre numerosi feriti. Le truppe italiane entrarono in Fiume nel gennaio 1921.

L'elezione dell'assemblea costituente diede agli autonomisti il 65% dei voti quindi l'8 ottobre fu composto un governo presieduto da Riccardo Zanella che tuttavia non fu in grado di por fine alla contesa. Un tentativo di presa del potere da parte di nazionalisti italiani venne represso dall'intervento del competente questore reale italiano e una breve occupazione da parte di fascisti locali, nel marzo 1922, finì con una terza occupazione militare italiana. Sette mesi dopo a Roma Benito Mussolini diventò capo del governo. L'Italia s'avviava verso il regime fascista, il 3 novembre gli squadristi occuparono la città senza scontrarsi con i militari italiani.

Un periodo di acrimonia diplomatica si chiuse con il Trattato di Roma (27 gennaio 1924), che assegnò Fiume all'Italia e Sušak con altre frazioni alla Jugoslavia, con un'amministrazione portuale congiunta. La formale annessione italiana (16 marzo 1924) inaugurò 20 anni di governo italiano della provincia del Carnaro, seguiti da 20 mesi di occupazione militare nazista. Il confine fu portato all'Eneo.

 

[modifica] L'annessione alla Jugoslavia

L'epilogo della seconda guerra mondiale vide ancora una volta il destino della città determinato da una combinazione di forza e diplomazia. Questa volta le truppe jugoslave avanzarono ai primi di maggio del 1945 fino a Trieste, Fiume fu presa il 3 maggio, quindi la situazione fu formalizzata dal Trattato di Pace di Parigi dalle forze alleate il 10 febbraio 1947: i diplomatici presero atto dello stato di fatto. Nel giugno 1991, in seguito alla guerra e secessione della Jugoslavia, Fiume divenne croata. Da Fiume scappò la maggioranza della popolazione, in prevalenza italiana, per paura delle violenze slavo-comuniste. L'esodo si concluse negli anni '50.

 

[modifica] Personaggi illustri

Tra i fiumani importanti si ricordano:

 

[modifica] La popolazione

All'ultimo censimento del 2001, la maggioranza della popolazione si è dichiarata croata con l'80,39%. Il 4,76% (6850 persone) della popolazione si è dichiarata di nazionalità italiana (i fiumani, da distinguere dai riječani, ossia i cittadini di origine croata o slava in generale). I serbi rappresentano il 6,21% dei residenti. L'1,45% si è dichiarato "altro" e gli indecisi sono ben il 5,02%. Altri gruppi nazionali rilevanti sono i bosniaci (1,37%) e gli sloveni (1,09%). Gli altri gruppi etnici sono presenti in numero meno rilevante. È importante il fatto che molti dei locali, i quali in precedenza si erano dichiarati serbi, dopo il 1991 hanno iniziato a dichiararsi italiani.

 

[modifica] Gli Italiani

Nel 1910 la maggioranza degli abitanti del comune era di etnia italiana, 24.212 cittadini, seguiti dalle minoranze croata ed ungherese. Con l'annessione alla Jugoslavia la popolazione italiana della città ha scelto in gran parte la dolorosa via dell'esodo e si è sparpagliata in tutta l'Italia (soprattutto a Trieste, Venezia, Roma, Genova) e oltre oceano (Australia, Canada, Argentina, Uruguay). Tra le persone nate a Fiume, che si sono distinte dopo l'esodo, ricordiamo il politico Leo Valiani, gli atleti Abdon Pamich (marciatore), Ezio Loik, Antonio Vojak, i fratelli Mario Varglien e Giovanni Varglien, Marcello Mihalich e Giovanni Udovicich (calciatori), Gianni Cucelli e Orlando Sirola (tennisti), la regista Luciana d'Asnasch Veschi, la scrittrice Marisa Madieri, il poeta Valentino Zeichen.

A cavallo tra il 1946 e il 1948 Fiume fu la città maggiormente interessata dall'arrivo nella Jugoslavia di Tito di alcune migliaia di emigranti italiani, perlopiù lavoratori dei cantieri navali di Monfalcone e Trieste che vi si trasferirono principalmente per motivazioni ideali e politiche, contribuendo come operai specializzati e tecnici al rilancio del cantiere navale Maggio(3 Maj).

Oggi la Comunità degl'Italiani di Fiume comprende quasi 7.000 persone e ha sede nell'antico Palazzo Modello (un edificio monumentale che in origine era la sede del Circolo degli ufficiali della Marina austroungarica), a pochi passi dalla Torre Civica, uno dei simboli storici della città. Gli Italiani rappresentano quasi il 5% della popolazione totale di Fiume. La Comunità degli Italiani di Fiume (CI di Fiume) è guidata dalla presidente Agnese Superina (neo-eletta dopo le elezioni del 11/06/06); presidente della Giunta Esecutiva della CI è divenuto invece Roberto Palisca. A Fiume ha sede pure la casa editrice EDIT proprietaria del quotidiano in lingua italiana La Voce del Popolo, del quindicinale Panorama, del periodico per ragazzi "Arcobaleno" (ex Il Pioniere) e della rivista culturale Battana. L'EDIT pubblica, inoltre, i libri di testo destinati alle scuole italiane di Croazia e Slovenia e libri di autori italiani residenti in Croazia e Slovenia. A Fiume esistono quattro scuole elementari (otto anni dell'obbligo) ed una scuola media superiore italiane, rispettivamente la SEI Dolac, la SEI San Nicolò (ex Mario Gennari), la SEI Gelsi, la SEI Belvedere e l'SMSI di Fiume (conosciuta da tutti in città con il nome di "Liceo"). All'SMSI gli alunni possono scegliere quattro indirizzi di studio: ginnasio generale, ginnasio matematico, ginnasio turistico (tutti corsi quadriennali) o scuola commerciale (corso triennale). Presso le scuole italiane le lezioni di tutte le materie, ad eccezione della lingua croata, vengono svolte in lingua italiana. Nell'ambito dell'insegnamento della lingua inglese le traduzioni vengono fatte dall'inglese all'italiano e viceversa dall'italiano all'inglese (la stessa prassi vale anche nel caso dell'insegnamento del francese, del tedesco e del latino).

Una particolarità di numerosi italiani autoctoni di Fiume, come nel resto dell'Istria e della Dalmazia, è l'avere cognomi che finiscono in "-ch", da pronunciarsi come una c dolce.

Le testimonianze dell'italianità della città di Fiume residuano anche nell'inno della sua squadra di calcio (HNK Rijeka): anche se l'inno è in croato, una delle strofe inizia con le parole Forza Fiume, in italiano, e le stesse parole Forza Fiume possono essere lette su alcuni striscioni dei tifosi della squadra.

Nel 2003 Papa Giovanni Paolo II durante la sua terza visita pastorale in Croazia (si trattò del 100.esimo viaggio del Santo Padre all'estero), risiedette a Fiume. Durante la celebrazione della messa svoltasi nell'ampio piazzale in Delta (tra il Canale morto e la Fiumara (o Eneo)), Karol Wojtyla si rivolse in italiano alla comunità autoctona, davanti ad una folla oceanica.

Fiume ha dato i natali a Danilo Zolo, importante giurista italiano.

 

[modifica] Storia dell'industria fiumana

 

[modifica] La storia del gas a Fiume

Il 1.mo agosto del 1852 a Fiume vennero accesi 226 lampioni alimentati a gas. Nello stesso anno nel rione di Scoietto (oggi Skoljić) fu realizzata la prima officina del gas del capoluogo del Quarnero. L'impianto venne trasferito nel 1874 nel rione di Mlaka (considerato all'epoca molto distante dal centro abitato), dove è rimasto fino alla fine del 2006. Nel 1923 il sistema della produzione del gas e della sua distribuzione si sviluppò e assunse la forma che quasi invariata si è mantenuta fino ad oggi. In quel periodo il gas iniziò ad essere utilizzato prevalentemente per la preparazione dei cibi e in misura sempre più ridotta per l'illuminazione. L'ultimo lampione a gas della città fu spento nel 1939. Nel 1995 il cossidetto gas cittadino o gas città inizò ad essere rimpiazato dal gas misto, una fase intermediaria necessaria all'introduzione del metano. Il 27 novembre del 2006 l'officina del gas per la produzione di gas città è stata disativata. Un importante impulso alla mettanizzazione della città si verificò nel 2003 quando la Città diede il proprio assenso all'aumento di capitale della società municipalizzata Energo S.r.l., un'operazione da 12 milioni di euro. Dal 2003 al 2006 sono stati realizzati 136 chilometri di gasdotti urbani (il costo dei lavori è stato di circa 101 milioni di kune, circa 13,8 milioni di euro). Alla fine del 2006 i consumatori di gas erano 16.500.

 

[modifica] Gemellaggi

Fiume è gemellata con:

 

[modifica] I sindaci di Fiume del secondo dopoguerra

  • Petar Klausberger (dal 1948 al 1952)
  • Edo Jardas (dal 1952 al 1955)
  • Nikola Pavletić (dal 1962 al 1965 e dal 1974 al 1978)
  • Dragutin Haramija (dal 1965 al 1969)
  • Neda Andrić (dal 1969 al 1974)
  • Vilim Mulc (dal 1978 al 1982)
  • Sergije Lukaš (1982)
  • Josip Štefan (dal 1982 al 1984)
  • Ivan Brnelić (dal 1984 al 1985)
  • Zdravko Saršon (dal 1985 al 1987)
  • Željko Lužavec (dal 1988 al 1990 e dal 1990 al 1993)
  • Slavko Linić (dal 1993 al 1997 e dal 1997 al 2000)
  • Vojko Obersnel (attuale sindaco, in carica dal 2000)

 

[modifica] Ricorrenze e date significative per la città

  • 6 giugno 1659, l'imperatore Leopoldo I conferisce a Fiume il diritto di fregiarsi dell'acquila bicipite (simbolo arladico degli Asburgo) come stemma cittadino.
  • 23 aprile 1779, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria conferisce a Fiume lo status di Corpus Separatum.
  • 12 novembre 1920, viene proclamato il "Libero stato di Fiume" - la sua bandiera venne issata davanti alla sede della Lega delle Nazioni.
  • 3 marzo 1945, i partigiani italiani e croati liberano Fiume dalla presenza nazista (data celebrata a livello cittadino).
  • 10 febbario 1947, Fiume e Sussak vengono fuse in un'unica città: l'odierna Rijeka
  • 15 giugno, festa di San Vito, il Santo patrono della città (celebrata a livello cittadino).

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Altri progetti

 

[modifica] Collegamenti esterni