Il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano
presenta la mostra
Really really simple
Richard Long, opere dal 1978 al 2002
14 aprile - 25 giugno 2006, Varese, Villa Panza
“E’ un artista che fa arte vivendo con la natura. Richard Long dedica gran
parte del suo tempo a lunghe escursioni in luoghi deserti dove la presenza
umana è assente. La solitudine della natura non è solitudine, ma la presenza
di un’entità più grande che ci ha creati e ci possiede. Il capire la nostra
appartenenza a qualcosa che non muore, che esiste per sempre, conferisce un
diverso significato alla nostra vita. Questo artista possiede la sapienza
per sfuggire a questo destino.”
Giuseppe Panza di Biumo
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è orgoglioso di presentare la mostra
Really really simple. Richard Long, opere dal 1978 al 2002: dal 14 aprile al
25 giugno saranno esposte a Villa Panza (Va), la settecentesca villa di
proprietà del FAI, sei opere appartenenti alla collezione privata di
Giuseppe Panza di Biumo, mai presentate prima pubblicamente in Italia e
un’opera della Galleria Tucci Russo (Torrepellice, Torino).
Sarà un’esposizione di opere monumentali di Richard Long, figlio ribelle
della grande tradizione inglese, sia nel forte rapporto con la natura così
come nel campo della scultura, uno dei maggiori esponenti viventi della Land
Art, movimento nato in America intorno alla seconda metà degli anni ’60, che
contraddistingue gli artisti che realizzano opere d’arte attraverso
interventi sul paesaggio naturale.
Camminando per lunghi percorsi, rigorosamente a piedi e con un
equipaggiamento essenziale, dai tardi anni sessanta l’artista ha attivato un
rapporto personale con i paesaggi che ha attraversato. Camminare è lo sforzo
fisico necessario perché l’opera abbia davvero senso: il corpo dell’artista
si pone in un dialogo ricco anche se muto con l’area in cui disegnerà.
Per la mostra sono stati scelti sette importanti pezzi che rappresentano la
più fedele testimonianza dell’operato e della poetica di Long. Si tratta di
lavori su larga scala, realizzati con i materiali naturali cari all’artista,
quali la pietra e il legno, destinati ad ambienti chiusi così come all’aria
aperta e mai presentati prima d’ora al pubblico italiano.
Le sue composizioni consistono in forme geometriche, cerchi, rettangoli,
lunghe linee. Opere di migliaia e migliaia di pietre, ciottoli e piccoli
rami, che sono stati disposti casualmente all’interno di rigidi e
precisissimi confini dimensionali: come Wood Line (1978), una lunga striscia
di 14,30 metri per 2 metri esatti, Valle Pellice Stone Circle (1989), un
cerchio del diametro di 5 metri o Meandering Line, una striscia rettangolare
lunga 47 metri e larga 70 cm. allestite seguendo le indicazioni
dell’artista, meticolosamente descritte e schematizzate in disegni
autografi.
Da notare che a ciascun materiale corrisponde sostanzialmente un viaggio e
che non può esistere un’opera se l’artista non ha vissuto un’esperienza di
intima connessione con quel luogo.
Cerchi come l’Arizona Circle (1987) o linee come la Carrara Line (1985)
esistono in quanto è esistita una Da
Cerchi come l’Arizona Circle (1987) o linee come la Carrara Line (1985)
esistono in quanto è esistita una relazione del tutto personale tra
l’artista e quel certo posto nel mondo, vicino al quale sono state esposte
di solito per la prima volta. Richard Long ha camminato nel mondo dalla
Lapponia al deserto del Sahara, portando indietro ogni sorta di materiale,
compresi acqua e cenere, che sono poi diventati parte di opere.
Grazie a un meditato percorso espositivo, ideato direttamente dall’artista,
le opere si confronteranno ora con gli spazi verdi di Villa Panza, ora con
le architetture secolari, dalle raffinate decorazioni neoclassiche del
Salone Impero alla purezza degli spazi e dei volumi dell’ottocentesca
Scuderia.
Il movimento della Land Art, di cui Richard Long è uno dei massimi
esponenti, raduna quegli artisti che realizzano interventi direttamente su
paesaggio e natura, senza con ciò creare delle alterazioni permanenti e che,
trasversalmente, toccano anche l’arte concettuale, il minimalismo, la body
art e l’arte povera. Una delle significative innovazioni di questa corrente
artistica consiste nell’aver liberato l’arte dalle convenzioni culturali che
l’avevano costretta entro le misure rigide e obbligate del quadro e
costretta in contesti chiusi quali gallerie e musei. Trattandosi di
interventi sulla natura, queste opere hanno spesso un carattere effimero e
sono destinate a ritornare a far parte di quel paesaggio da cui sono nate.
La mostra offre quindi un doppio livello di lettura: da un lato il piacere
di lasciarsi coinvolgere dall’emozione di queste opere monumentali,
dall’altro la messa a fuoco di un artista fondamentale per la storia
dell’arte della seconda metà del XX secolo.
Dopo le mostre dedicate a Dan Flavin (2004) e a Lawrence Carroll (2005), il
FAI prosegue a Villa Panza la ricognizione di grandi artisti contemporanei
che Giuseppe Panza di Biumo, uno dei maggiori esperti internazionali, ha
raccolto nella sua lunga “carriera” di collezionista e mecenate. Come è
avvenuto con moltissimi altri artisti stranieri, Giuseppe Panza è uno dei
primi collezionisti europei ad apprezzare l’arte di Long, acquistando
numerose opere dell’artista inglese e non lasciandosi scoraggiare né dalle
impegnative dimensioni dei lavori né dalla difficoltà espositiva.
L’esposizione è curata da Giuseppe Panza di Biumo e Lucia Borromeo.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di Nescafé, Pirelli RE,
Prada, con il patrocinio di Provincia di Varese – Preziosità da Vivere e con
il patrocinio dell’Università dell’Insubria.
Orario della mostra a Villa Panza:
10 –18 (tutti i giorni escluso i lunedì non festivi). Ultimo ingresso ore
17.30.
Ingresso (comprendente mostra, Villa e Collezione Permanente): adulti 9
euro, ridotti (bambini 4-12 anni e studenti fino a 26 anni) 5 euro.
Per informazioni: FAI. Villa Panza. Varese. Tel. 0332/283960. E-mail:
faibiumo@fondoambiente.it
Servizi per il pubblico a Villa Panza:
Book-shop; Visite guidate (su prenotazione); Caffetteria (per prenotazioni
393/3356567); Parcheggio interno.
CINQUE PER MILLE AL FAI. UN AIUTO CHE NON COSTA NULLA.
Da oggi è possibile destinare al FAI il cinque per mille delle imposte
dovute allo Stato, senza alcun onere da parte del cittadino. Nella spazio
dedicato alla scelta per la destinazione del cinque per mille sulla
dichiarazione dei redditi è necessario firmare nel riquadro “Sostegno del
volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle
associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni” e
inserire il codice fiscale del FAI 80102030154.
Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito
www.fondoambiente.it
Aprile, 2006
_______________Servizi per il pubblico a Villa Panza:
Book-shop; Visite guidate (su prenotazione); Caffetteria con possibilità di
brunch (sabato e domenica); Parcheggio interno e nei pressi della Villa
RICHARD GALLIANO
PIAZZOLLA FOREVER
il più grande fisarmonicista del mondo
Domenica 27 novembre 2005 – ore 21.00
Palermo, Teatro Massimo, Piazza Verdi
________________________CONTINUANO LE PREVENDITE
Domenica 27 novembre al Teatro Massimo di Palermo Richard Galliano si
esibirà in un concerto straordinario a favore del FAI – Fondo per l’Ambiente
Italiano, per sostenere la Fondazione nella sua attività di salvaguardia
dello straordinario patrimonio culturale italiano.
Il concerto è reso possibile grazie al contributo di Pietro Barbaro,
Fondazione Falck, SIBA S.p.A. Milano, Caronte&Tourist.
Richard Galliano, grande virtuoso della fisarmonica e del bandaneon, sarà
impegnato in un concerto impetuoso e ricco di emozioni, dedicato al
repertorio del compositore argentino Astor Piazzola: una musica molto
difficile da proporre che richiede una tecnica perfetta e allo stesso tempo
senso del ritmo, della danza. dell’improvvisazione. Una performance musicale
originale ricca di swing, tango, tradizione mediterranea, jazz e musica
afro.
Un concerto estremamente vario, pensato dal FAI con lo scopo di coinvolgere
un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo. Assistere ai concerti del FAI
significa non solo sostenere con il proprio contributo la Fondazione nel
restaurare, conservare e custodire le proprietà aperte al pubblico, ma
significa anche aderire alla sua filosofia: l’arte e l’amore per il bello
come occasioni di incontro e di intenso coinvolgimento, di promozione della
cultura per tutti e a tutti i livelli. Il ricavato del concerto verrà
utilizzato per sostenere la gestione dei beni posti sotto la tutela del FAI.
Con il patrocinio e il contributo di Regione Siciliana, Assessorato Beni
Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzion Dipartimento beni Culturali,
Ambientali e E.P. e il patrocinio di Città di Palermo, Capitale
dell’Euromediterraneo.
Si ringrazia la Fondazione Teatro Massimo per la preziosa collaborazione.
Costo dei biglietti:
Platea: € 45,00 (aderenti FAI € 40,00); Palchi Centrali: € 35,00 (aderenti
FAI € 30,00)
Palchi Laterali: € 30,00 (aderenti FAI € 25,00)
Loggione numerato: € 15,00 (aderenti FAI € 10,00); Loggione non numerato: €
7,00 (aderenti FAI € 5,00)
Per informazioni e prenotazioni:
Biglietteria Teatro Massimo: Numero verde 800655858 – telefono 091/6053555
Segreteria Regionale FAI Sicilia – telefono 091/6161010
Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito: www.fondoambiente.it
__________________Richard Galliano
Erede diretto di Astor Piazzola, Richard Galliano interpreta, compone e
orchestra una musica derivata dal genere “musette”, nella quale si mescolano
in modo apparentemente casuale reminiscenze swing, marcati echi di tango
grazie alla fondamentale lezione del grande maestro (con il quale Galliano
ha approfondito sia il suo già notevolissimo bagaglio tecnico, sia gli studi
armonici e di composizione, e con il quale ha anche inciso un fortunato CD),
giri di valzer dei bistrot parigini, ballads di Bill Evans, improvvisazioni
di Keith Jarrett e la lezione nera di Parker e Coltrane. Il tutto con un
compiaciuto gusto cromatico che riporta alla migliore tradizione francese da
Couperin a Debussy e soprattutto a Ravel. Galliano, francese della Costa
Azzurra ma di origini italiane, assurto in pochissimi anni ai vertici
mondiali del jazz, é il principale artefice del rilancio a tutto campo della
fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive.
I grandi meriti di Galliano sono dunque l'originalità, l'avere saputo cioè
sintetizzare tutte queste esperienze musicali in una nuova musica europea,
fatta di improvvisazione jazzistica e di tradizione mediterranea, e l'avere
consentito alla fisarmonica (nella sua variante francese a tasti,
l'accordeon) ed al bandoneon di assurgere al ruolo di protagonisti nello
scenario jazzistico contemporaneo; strumenti scomodi che hanno avuto sempre
vita difficile nel jazz e nella musica colta.
La fisarmonica è stata relegata per decenni tra i ranghi della musica
popolare più scadente. Ed è un peccato perchè quel suo tipico colore di
struggente malinconia si presterebbe magnificamente a disegnare le atmosfere
del blues. Nelle mani di Galliano poi la popolare fisarmonica acquista ora
la policromia di un’orchestra, ora il raccolto timbro di un intimismo di
natura cameristica. Le collaborazioni discografiche e concertistiche di
Galliano sono molteplici: da Juliette Greco a Claude Nougaro, da Ron Carter
(con il quale ha inciso lo splendido “Panamanattan”) a Chet Baker, da Enrico
Rava a Martial Solal, da Miroslav Vitous a Charlie Haden, da Trilok Gurtu al
grande Astor Piazzolla cui ha dedicato uno splendido album.
Musicista dell'anno in Francia nel 1991, vincitore del premio "La Victorie
de la Musique". Dal 1994 incide per l’etichetta francese DREYFUS. Si è
esibito in solo e come ospite nel gruppo di Joe Zawinul a Umbria Jazz Winter
95 e Umbria Jazz 96 e poi nelle ultime due edizioni di U.J. Winter, prima in
duo con Charlie Haden e poi con il New York Tango Quartet, suscitando in
entrambi i casi, unanimi ed entusiastici consensi di pubblico e di critica.
Ha partecipato a numerosi altri festival internazionali tra cui Antibes,
Vienna, Houston, New York, Melbourne, Pechino, Shanghai. Ha partecipato a
tre ultime edizioni del Montreal Jazz Festival: nel ‘97 da solo, nel ‘98 con
cinque diversi progetti e nel ‘99 in trio con George Mraz e Al Foster. Ha
vinto il premio “La Victoire de la musique” per il miglior disco Jazz 96 con
“New York Tango” inciso con Bireli Lagrene, George Mraz e Al Foster. Con
l’album “Blow Up” (in duo con Michel Portal) ha vinto il referendum della
rivista italiana specializzata MUSICA JAZZ nella categoria “miglior disco
internazionale”, ha di nuovo vinto il premio “Victoria de la musique” per il
1997 e il premio della critica “Boris Vian” 1997. Nel ‘99, con il disco
“French Touch” ha vinto di nuovo il referendum di MUSICA JAZZ nella
categoria “miglior disco internazionale”. Ha poi inciso “Passatori” con “I
solisti dell’ORT”, lo straordinario ensemble di musica classica di Firenze.
Nell’autunno 2001 ha compiuto un lungo tour europeo con il suo gruppo
“americano” con musicisti del calibro di Gil Goldstein, Mark Feldman, Scott
Colley e Clarence Penn. Nel novembre 2001 è stato pubblicato il CD “Face To
Face” per la Dreyfus inciso in duo con l’organista Eddy Louiss.
Dopo il lavoro in onore di Piazzolla, eseguito in settetto dal vivo al
festival di Willisau “Piazzolla Forever”, è uscito a febbraio 2005 per la
Dreyfus il suo ultimo cd “Ruby, My Dear” in trio con Larry Grenadier al
contrabbasso e Clarence Penn alla batteria.
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