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____________Giordania

Itinerario 1


La Giordania in 8 gg.

di Nicoletta Ciroldi

Punto di partenza e arrivo:


Amman

Lunghezza:


1000 km circa

Durata:


8 gg.

Mezzo di trasporto:


Auto a noleggio e aereo

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


€. 680 voli inclusi (prezzi giugno 1996)

La Giordania possiede sicuramente tre luoghi che devono essere assolutamente visitati (Petra, Wadi Rum, Jerash) ma accanto a questi vi sono diversi altri siti interessanti sia dal punto di vista storico che paesaggistico. Nell'itinerario che vi proponiamo abbiamo raggiunto queste altre località che raramente vengono toccate dai turisti. Riteniamo che il mezzo sicuramente più comodo per viaggiare attraverso la Giordania, in considerazione del basso costo della benzina, sia l'auto a nolo che, se si è in tre o quattro persone, non comporta una spesa particolarmente elevata. Parte delle visite, come vedremo, possono essere effettuate in giornata utilizzando Amman come base.

Primo giorno

Roma - Amman

In aereo (Alitalia o Royal Jordanian) da Roma ad Amman e trasferimento in albergo. E' consigliabile provvedere alla prenotazione direttamente dall'Italia per non perdere tempo prezioso nella ricerca sul posto. Ad Amman è possibile trovare sistemazioni di ogni prezzo e categoria e la qualità dei servizi è più che soddisfacente. L'Hotel Carlton (00962/6/654200) è di recente costruzione, situato di fronte all'Hotel Intercontinental, ed è catalogabile nella fascia di medio prezzo (€. 42 la doppia con prima colazione inclusa). Il pomeriggio può quindi essere trascorso nella visita della città, per un primo contatto con questo meraviglioso paese e la cultura araba. Amman (l'antica Filadelfia) non è particolarmente interessante e vi è davvero poco da visitare, segnaliamo perciò: il teatro romano restaurato con accanto l'Odeon che si trovano in centro e la Cittadella situata su uno dei sette colli dove, nel cumulo di macerie, è possibile ancora distinguere i resti di costruzioni romane, bizantine e musulmane.

Secondo giorno

Jerash - Umm Qais - il Giordano

Partenza al mattino in direzione nord alla volta di Jerash dove si arriva dopo circa 50 km attraverso un paesaggio per lo più desertico. La splendida città romana di Jerash (entrata 2 dinari) è estremamente ben conservata e rappresenta il miglior esempio di città della provincia romana del Medio Oriente. Tra gli edifici ancora intatti ricordiamo principalmente il foro, dalla forma ovale piuttosto insolita, la stradacolonnata lunga ben 600 metri e con la pavimentazione originaria, il Teatro Sud, il Tetrapilo Sud.

Ci dirigiamo poi verso Umm Qais (115 km da Amman) all'estremo nord del paese dopo aver attraversato le cittadine di Ajilun e di Irbid. Umm Qais è il sito dell'antica città di Gadara (entrata 1 dinaro) una di quelle appartenenti alla Decapoli ma la sua particolarità, più che per i resti archelogici in verità poco attraenti, è rappresentata dal fatto che, trovandosi all'estremità nord, dove la Giordania confina con la Siria ed Israele, è possibile vedere il Mar di Galilea, ovvero il lago di Tiberiade, e le tristemente famose alture del Golan sulle quali nelle giornate più limpide si possono osservare le jeep di pattugliamento dell'esercito israeliano.

Ci dirigiamo adesso, nel far ritorno ad Amman, verso la valle del fiume Giordano che rappresenta la fonte principale di prodotti alimentari per la Giordania. La valle, che è parte della Rift Valley, è probabilmente l'unica zona verdeggiante e fertile dell'intero paese. Il fiume, noto tra le altre cose per aver visto battezzare San Giovanni Battista, tratteggia attualmente la linea di confine tra Giordania ed Israele. Lungo la strada che costeggia il fiume non vi sono cittadine o luoghi particolarmente interessanti a parte l'antica Pella situata su una collina prominente la valle. Anch'essa faceva parte della Decapoli, l'alleanza tra dieci città creata da Pompeo nel 64 a.c. E' possibile ammirare i resti della chiesa, del ninfeo e dell'Odeon.

Alla sera ritorno ad Amman, cena all'ottimo "Nouroz Restaurant" e pernottamento.

Terzo giorno

I castelli nel deserto

La giornata viene dedicata alla visita dei castelli del deserto ad est di Amman verso il confine con l'Iraq e l'Arabia Saudita e al bagno nel Mar Morto. Questi edifici appartengono all'epoca dei Califfi Omayyad (634-750 d.c.) e furono in realtà palazzi, caravanserragli, case di caccia, fortezze. Se ne contano circa una decina e possono essere visitati tutti in una giornata partendo e rientrando ad Amman. Abbiamo però scelto di visitare quelli che sono ritenuti i più interessanti.

A circa 60 km da Amman incontriamo Qasr Kharanah (711 d.c.) la cui struttura, dall'aspetto quadrato e massiccio con quattro torri circolari agli angoli, ne dimostra il suo antico uso come caravanserraglio.

Proseguendo per circa altri 20 km si giunge al Qasr Amra forse il più interessante e meglio conservato di tutti. Casa di caccia del Califfo Walid II ha tre ambienti rettangolari paralleli e collegati tra di loro con delle volte a botte. All'interno si possono ammirare rari esempi di affreschi islamici raffiguranti scene di caccia, nudi e rappresentazioni di mestieri artigiani.

A 105 km da Amman si trova Azraq l'unica città della regione dove visitiamo l'omonimo castello Qasr al-Azraq. E' un edificio costruito in basalto nero ed il suo aspetto attuale risale al XIII secolo. Successivamente venne usato solo da Lawrence d'Arabia durante la rivolta araba contro i turchi. Ancora oggi il guardiano è un anziano signore figlio di uno degli ufficiali di Lawrence che sarà felice di mostrarvi foto e documenti dell'epoca.

Da Azraq rientriamo verso Amman dirigendoci verso il Mar Morto. A circa 50 km a sud-est di Amman questo lago, lungo 75 km e largo fino a 16, è la più profonda depressione della terra con i suoi 392 metri sotto il livello del mare. La meta più comune è lo stabilimento Dead Sea Rest House di proprietà del governo (entrata 1 dinaro). Si trova nei pressi di Suweimeh ed offre spogliatoi, docce, bar e ristornate. L'esperienza di un bagno nel Mar Morto è una cosa unica. A causa dell'alta concentrazione salina (33%) è praticamente impossibile riuscire a nuotare e tantomeno affogare, si resta come sospesi sull'acqua piuttosto che galleggiare. Forse dopo essersi bagnati nel Mar Morto si può comprendere da dove derivi la leggenda di Gesù che camminava sulle acque.

Alla sera ritorno ad Amman, cena all'ottimo "Diplomat Restaurant" e pernottamento.

Quarto giorno

Verso Petra...

Lasciamo ora Amman alla volta di Petra e Aqaba. Vi sono due strade che si dirigono al sud del paese: la King's Highway, senz'altro più interessante e la Desert Highway sicuramente più veloce. Si possono percorrere alternativamente una o l'altra a seconda dei luoghi che si intendono visitare. La prima tappa è Madaba a circa 30 km da Amman conosciuta soprattutto per i suoi mosaici tra i quali il più famoso è senza dubbio quello del 560 d.c. che riproduce la mappa della Palestina e che si trova nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio. A circa 10 km da Madaba si trova il Monte Nebo dove si dice sia sepolto Mosè. Dalla sommità è possibile scorgere, nelle giornate limpide, il Mar Morto e sembra, addirittura, le guglie delle chiese di Gerusalemme. Anche qui è possibile ammirare degli splendidi mosaici portati alla luce dai francescani che qui hanno eretto una chiesa visitata peraltro dal Papa nel marzo 2000. Proseguendo in direzione di Kerak lungo la King's Highway si attraversa il Wadi Mujib, un canyon spettacolare con gole profonde circa mille metri. A Kerak (125 km da Amman) si può ammirare l'omonimo castello (entrata 1 dinaro) del tempo delle crociate conquistato dopo lunghe battaglie da Saladino nel 1188 d.c. Il forte situato su un'altura strategica, è parzialmente restaurato e si presenta con un intrico di stanze, gallerie e passaggi. Altro anello della catena di castelli crociati è Shobak che si incontra a circa 150 km da Kerak sempre dirigendosi verso sud. Anche questa fortezza domina dall'alto un territorio fortemente desolato e fu conquistata da Saladino nel 1189. Risulta certamente più suggestivo dall'esterno anche se, all'epoca del nostro viaggio, si stava provvedendo al restauro degli interni. A questo punto siamo in prossimità di Petra (260 km da Amman) dove si arriva verso sera in tempo per la ricerca di una sistemazione.

Quinto giorno

Petra

Intera giornata dedicata alla visita di Petra (in greco roccia). E' consigliabile, se si hanno a disposizione alcuni giorni in più, di trascorrere almeno due giorni nel sito, sia per concedersi una visita più accurata e meno frenetica sia per ammortizzare l'alto costo d'ingresso (€. 24 un giorno; €. 34 due giorni). Esplorare questa antica capitale del regno Nabateo (VI secolo a.c.) completamente intagliata nell'arenaria rossa è un'emozione unica che sicuramente vale l'intero viaggio. Si consiglia vivamente di attrezzarsi con comode scarpe da trekking e borraccia per l'acqua perché la visita occupa l'intera giornata e si snoda lungo percorsi accidentati e spesso in salita. I momenti migliori per cogliere la bellezza dei colori delle roccie sono al mattino presto e al tramonto. Le sistemazioni alberghiere a Wadi Musa, piccolo centro cresciuto in funzione del sito, sono innumerevoli e di qualsiasi categoria e prezzo.
Cena (ottima) e pernottamento presso l'Al-Anbat Hotel.

Sesto giorno

Il Wadi Rum

Lasciamo a malincuore Petra e dopo circa 60 km giungiamo all'entrata del Wadi Rum il deserto giordano reso famoso nei primi anni del secolo dalle imprese di Lawrence d'Arabia. Le possibilità di escursione in jeep sono diverse da tour di poche ore all'intera giornata. Questo, è però uno dei paesaggi desertici più spettacolari al mondo fatto di sabbia rossa e bizzarre formazioni rocciose, un posto da non perdere e quindi vi consigliamo di pernottare almeno una notte. Non ci sono alberghi ma si può dormire nella Rest House governativa oppure organizzarsi con una agenzia direttamente da Amman che si occuperà del tour in jeep con autista, della cena e del pernottamento in una tenda beduina.

Settimo giorno

Il Mar Rosso

Alla mattina presto, con colori e luci diverse, ancora un piccolo giro nel Wadi Rum e poi verso Aqaba (100 km dal Wadi Rum) ed il Mar Rosso. Qui ci rilassiamo e passiamo la giornata in spiaggia in uno dei tanti stabilimenti balneari. Aqaba è una città moderna che non offre particolari richiami se non il mare cristallino ricco di fauna marina. Si possono effettuare gite in barca dal fondo di vetro oppure gli appassionati possono organizzare immersioni subacquee. Interessante potrebbe risultare la visita all'Isola del Faraone, in acque egiziane, dove sorge un castello dei crociati. La sera si può mangiare ottimo pesce, ci sono diversi ristoranti, tra i quali consigliamo il "Captain's Restaurant|". Pernottamento all'hotel Nairoukh 2.

Ottavo giorno

Aqaba - Amman - Roma

Alla mattina lasciamo la macchina all'aeroporto di Aqaba e con volo di linea interno torniamo ad Amman dove ci aspetta il nostro volo di ritorno a Roma.
Altre notizie

Potendo disporre di qualche giorno di permanenza in più si possono visitare alcune riserve naturali che negli ultimi anni, grazie all'impegno della regina Noor, sono state create. La più vecchia ed interessante è senza dubbio la Riserva di Shaumari (info 00962-6-53379327), vicino ad Azraq, dove si può ammirare l'orice arabo, da cui discende la leggenda dell'unicorno, e l'onagro della Siria. In un paesaggio di dune sabbiose e rocce nella Riserva di Dana, a sud di Amman sulla strada dei Re, si possono incontrare la volpe di bradfor, la volpe rossa e grigia, la iena striata e una colonia di caracul, i gatti selvatici dai ciuffi bianche e neri sulle orecchie (info RSNC 00962-6-5337931).
Links

www.mota.gov.jo sito ufficiale del Ministero del Turismo, tratta di storia e aspetti della nazione.

www.tourism.com.jo sito dell'Ufficio turistico.

www.see-jordan.com altro sito dell'Uffico del Turismo
www.kinghussein.gov.jo sito dedicato a Re Hussein
www.kinhabdullah.jo sito del re Abdullah

Alcuni indirizzi utili...


Guatemala e Belize

Itinerario 1


25 giorni tra Guatemala e Belize

di Marco Tartaglia

Punto di partenza e arrivo :


Guatemala City

Lunghezza:


2000 km ca.

Durata:


25 giorni

Mezzo di trasporto:


Mezzi locali

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


1100 Euro ca. + 500 Euro per le immersioni

Il Guatemala è un Paese bellissimo e interessante per i suoi mille volti: la coloniale Antigua, il mistico lago di Atitlàn, la cultura maya di Tikal, la caraibica Livingston, i colori ed i profumi di Chichicastenango: ce n’è davvero per tutti i gusti! Il Belize ha uno splendido mare per chi vuole fare immersioni (pesci colorati, barriera fantastica, mare mozzafiato) ma non va affatto bene per chi vuole fare spiaggia, semplicemente perché le spiagge non ci sono in quanto le coste e le isole sono ricoperte di mangrovie, alberi che invadono il bagnasciuga con le loro radici rendendo la riva una laguna. Inoltre, il Belize è molto caro, al contrario del Guatemala. Se volete unire alle bellezze del Guatemala delle splendide immersioni va bene il Belize, ma se volete spiagge tropicali dovete spostarvi in Messico.

Primo giorno:

Guatemala City - Antigua

Fuori dall’aeroporto aspetta una fila di taxi che vi porterà dove vorrete. Vi consiglio di saltare completamente Guatemala City (detta Guate), poiché è una grande città, sporca, caotica, pericolosa e senza nulla di interessante. Noi ci siamo fatti portare direttamente ad Antigua (30 km, circa un’ora di viaggio, $ 25).

Secondo-quarto giorno:

Antigua

Antigua è una città coloniale ricca di fascino, circondata da vulcani inattivi e distrutta dai terremoti innumerevoli volte (l’ultima nel 1783). Le chiese sono ancora diroccate, le case coloniali, restaurate, sono oggi splendidi bar, ristoranti, alberghi o negozi. Chi non ci è stato non può immaginare le emozioni di assaporare un thè in un cortile coloniale. Poi c’è Parque Central, con i suoi portici, i suoi palazzi, i suoi giardini; il mercato, il mercato artigianale coperto, uno dei migliori del Guatemala (contrattare è d'obbligo: non pagate mai più di un terzo di quello che vi chiedono!), le case colorate, i laboratori di giada (occhio ai falsi!), i vulcani.

Vi sono tre vulcani intorno ad Antigua, ed una collina chiamata Cerro de la Cruz (collina della Croce) raggiungibile con una passeggiata di 30 min.: offre una stupenda vista sulla città e sui vulcani che la circondano. La gita si fa scortati dalla polizia Municipal (più per prudenza che per reale pericolo, credo). La sede della Polizia Municipal è adiacente al Parque Central; bisogna prenotarsi in anticipo per l’escursione delle 10.00 o delle 15.00. Il servizio di scorta è totalmente gratuito. Anche la visita ai vulcani Agua e Fuego è fattibile con la scorta della Polizia, ma a mio avviso conviene ammirarli dal Cerro de la Cruz. Infine si può fare una visita al Cimitero Monumentale: si fa scortati ma non ne vale la pena.

Per pernottare a prezzi economici non c'è che l'imbarazzo della scelta. Si può optare per l' Hotel Posada San Pedro (tel. 502-832.359. Bello, accogliente, un po’caro, circa 340 quezal a camera doppia) o per la Casa de Santa Lucia n.2, ancora più conveniente (171 quezal la camera, circa 23 euro, pulita, spartana, con un terrazzo sul tetto da cui si possono ammirare i vulcani che circondano Antigua.

Per la colazione (abbondante!), non compresa nel prezzo della camera, si spendono da 15 a 20 quezal ; pranzo per strada 3-5 quezal, cena al ristorante 40 quezal.
(NB: abbiamo mangiato di tutto, anche frutta per strada e bevuto solo acqua confezionata senza avere alcun problema intestinale!)

Quinto giorno:

Antigua – Panajachel – Lago di Atitlan (km 80)

Partenza in pullman alle 6,30 (35 qz.), splendidi panorami lungo il viaggio attraverso gli altipiani (altitudine media 1500 m, sedetevi sul lato sinistro se riuscite), arrivo al lago dopo 4 ore. Panajachel è un paesino sulla riva del lago di Atitlan, un lago bellissimo a 1500 m circondato da tre vulcani. In mattinata risaliamo a Sololà (8 km. in bus locale) per vedere il mercato. Pomeriggio a zonzo per Panajachel: mercato artigianale e bancarelle ovunque. Vi si possono acquistare oggetti di artigianato in legno, le famose maschere maya, amache, stoffe coloratissime con cui realizzano abiti, tovaglie, tovagliette americane ecc.

Pernottiamo nel villaggio, all'Hotel Utz-Jay, un insieme di capanne intorno ad un giardino (hotel Utz-Jay, 5° calle 2-50, zona 2, Panajachel, tel.762-1358, costo 171 quezal a camera doppia, circa 22 euro). Il fatto che manchi la luce per alcune ore e che si usino solo le candele non fa che aumentare la poesia intorno a noi! Evitate i ristorantini in riva al lago: costano molto di più di quelli nell’interno.

Sesto giorno:

Lago di Atitlan (giro in barca)

Il giro in barca può essere prenotato la sera precedente: basta andare sul molo o in riva al lago e sarete avvicinati da alcuni giovani indigeni che cercheranno di vendervi il biglietto per la barca più bella, più comoda e per il giro più esclusivo (in realtà sono tutti uguali e costano 50 quezal a testa). Il giorno dopo la barca vi porta da Panajachel a San Pedro, sull’altro lato del lago, poi a Santiago e poi a San Antonio. I tre paesini sono sulla riva del lago, molto pittoreschi, ricchi di gente, attività rurali, mercati, colori, odori. Un sogno! In tutto il lago vi è un’atmosfera rilassante, sembra di tornare indietro nel tempo.

Settimo giorno:

Panajachel – Chichicastenango – Panajachel (km 120)

Appuntamento irrinunciabile: il mercato di Chichicastenango, più comodamente Chichi (leggi cici), il più grande e colorato del Centroamerica, dall’alba alle 14 di tutti i giovedì e di tutte le domeniche. Non posso descriverlo: bisogna vederlo. C’è di tutto, ci sono tutti i colori dell’arcobaleno, tutti gli odori, i sapori, gli oggetti, i mestieri… tutto! Compresa una valanga di souvenir di ogni tipo, tessuti, oggetti in legno ecc. da portare in Italia per sé e per parenti ed amici. Gli acquisti migliori si fanno qui, al mercato dell’artigianato di Panajachel e al mercato dell’artigianato ad Antigua. Chichicastenango è una piccola cittadina fatta di case basse e vie ortogonali. Il mercato invade la piazza centrale fin sui gradini della chiesa e tutte le vie limitrofe. Visitate la chiesa, e accanto ad essa, il piccolo museo che racconta la storia di queste terre e di questa gente. Voi ne capirete un po’ di più e essi saranno felici che vi siate interessati a loro.

Attenzione: l’ultimo bus pubblico per tornare a Panajachel parte alle 14.00: non perdetelo!

Ottavo-nono giorno:

Panajachel –Antigua - Copan - Chiquimula (km 400)

A Panajachel ci sono molte piccole agenzie di viaggio. Ne scegliamo una ed acquistiamo un pacchetto che comprende il viaggio fino ad Antigua in bus, il pernottamento e poi alle 4.00 la partenza in minibus (9 posti) per Copan, in Honduras, nonché il viaggio di ritorno fino a Chiquimula.

Si parte da Panajachel alla volta di Copan, sito archeologico maya famoso per le stele che vi sono conservate. Considerato il costo, il tempo e quello che il sito offre… ve lo sconsigliamo. Tikal è mille volte più bello, ricco, affascinante. Comunque, partiamo da Panajachel nel tardo pomeriggio in minibus fino ad Antigua (circa tre ore di viaggio); pernottiamo ad Antigua, ripartiamo alle 4 del mattino e viaggio fino a Copan dove arriviamo intorno alle 11,00, circa dopo un’ora abbondante di attese inutili al confine. Visita al sito di Copan ove si possono osservare alcune stele molto interessanti, alcuni templi ben conservati posizionati in una valle pianeggiante e verde ed un interessante museo. Il tutto per 20 dollari a testa, 40 gradi, e un’umidità folle). Ripartiamo per Chiquimula dove arriviamo nel pomeriggio verso le 16. Costo dei mezzi di trasporto, interamente pagati all’ agenzia di Panajachel, circa 35 dollari a testa (datemi retta, non ne vale la pena, specie se avete pochi giorni a disposizione).

Pernottamento a Chiquimula (la più brutta città del mondo) presso l’Hotel Posada Perla de Oriente (25$ la doppia con aria condizionata) che ha il vantaggio di essere molto vicino alla stazione dei bus per Puerto Barrios

Decimo giorno:

Chiquimula - Puerto Barrios - Livingston (km 192)

In bus locali fino a Puerto Barrios (costo 25 quezal, 4 ore e ½ con partenze dalle 4 a.m.), vecchio porto guatemalteco, oggi paese dimenticato da Dio, poi in barca fino a Livingston (altri 25 qz, e altra ora e mezza).

Livingston è un tipico paese caraibico, popolazione prevalentemente nera, totalmente allegra e a tempo di musica: un altro salto fuori dal nostro mondo, affascinante! Non c’è nulla di particolare da visitare, se non l’insieme del villaggio fatto di capanne di legno coloratissime su palafitte, la gente di colore allegra e vivace, la musica che pervade ogni luogo: sembra di stare in Giamaica!

Decidiamo di pernottare alla Rigoletto Guest House, due semplici camere con ventilatore, pulite, a 10 dollari a camera , gestite da due persone squisite. C’è anche un piccolo giardino che si affaccia sul Rio Dulce dove viene servita la colazione. Inoltre il padrone di casa organizza escursioni sul Rio Dulce, fino a Rio Dulce (city). Per arrivare al Rigoletto, quando scendete dalla barca che vi porta a Livingston svoltate a sinistra e proseguite per circa 300 m. Se volete qualcosa di più confortevole proseguite per altri 300 m fino all'Hotel Casa Rosada dove sono disponibili anche alcuni bungalows a 18 dollari a notte. Cena a base di pesce 90 qz., cioè 9 euro! Anche la Casa Rosada organizza escursioni sul Rio Dulce, oltre alla Playa Blanca ed altri posti intorno.

Undicesimo giorno:

Livingston

Decidiamo di fermarci a Livingston e di effettuare una bella l’escursione in barca (costo 90 quezal) alla Playa Blanca, spiaggia meravigliosa di sabbia candida come la neve con palme, amache a disposizione. Sarebbe un paradiso se non fosse che l’acqua del mare è molto torbida, come in tutta la zona. Passerete qui mezza giornata a poltrire. Il pranzo al sacco è compreso. La Playa Blanca si raggiunge seguendo la costa verso il Belize, superando la foce di un fiume, il Rio Cocoli, e milioni di mangrovie. Al ritorno si penetra per un tratto lungo la foce del Rio Cocoli, sempre tra le mangrovie, fino ad arrivare in un’ansa dove i più fortunati avranno l’occasione di salutare i lamantini che vivono in queste acque.

Dodicesimo giorno:

Livingston - Rio Dulce - Flores (2 ore e ½ di barca + 200 km di bus in 5 ore)

Imperdibile la risalita del Rio Dulce: Il Rio Dulce è un fiume che collega il mare alla città di Rio Dulce, su un lago, roccaforte degli spagnoli al tempo della colonizzazione. Il fiume da diversi anni è parco naturale protetto ed è popolato da migliaia di uccelli di specie diverse che si fanno ammirare ora in volo, ora adagiati sull’acqua, ora appollaiati a centinaia su alberi della giungla che costeggiano il fiume per tutta la sua lunghezza. La flora non è da meno con splendide e colorate piante acquatiche che ricoprono quasi interi tratti di fiume lungo il quale si incontrano pescatori con la lenza, ma anche con fiocine rudimentali o reti lanciate a mano come lazi per cavalli.

Durante il viaggio, che si fa a bordo di una lancia (dura 2 ore e mezza, costa 75 quezal, e può essere prenotato alla Casa Rosada o al Rigoletto) c’è anche la possibilità di fermarsi in una specie di centro culturale, costruito in mezzo alla giungla, che raccoglie i prodotti artigianali costruiti dagli abitanti dei villaggi sperduti nella giungla e li vende agli avventori. Con il ricavato forniscono ai villaggi medicine e istruzione. Il centro è gestito da volontari, sia centroamericani che europei. Una volta tanto è possibile fare un acquisto intelligente e aiutare chi è meno fortunato di noi.

Arriviamo a Rio Dulce alle 13 e prendiamo il bus diretto di linea per Flores (50 quezal; ci sono anche bus privati, un po’ più veloci e più cari). Dormiamo in un albergo in Calle Union per 80 quezal la doppia. Non ricordo il nome dell’albergo, tuttavia quando il bus arriva a Flores sarete avvicinati da diversi giovani procacciatori d’affari che vi proporranno hotel, escursioni a Tikal e saranno pronti a soddisfare ogni vostra necessità (contrattate!). Il nostro si chiamava Enrique, faceva capo all’agenzia San Juan di Flores (tel. 8161635). Per i più diffidenti ci sono anche agenzie ufficiali a cui rivolgersi, che poi sono quelle che mandano i ragazzini ad abbordarvi sul bus.

Tredicesimo giorno:

Flores – Tikal – Flores (km 120)

Andateci prima che potete: scoprirete il fascino delle piramidi maya che si stagliano nel cielo, sorgendo dalla fitta giungla che vi circonda, nella solitudine e nel silenzio, prima che arrivi la folla dei turisti. Indimenticabile.

Scarpe buone, acqua e buoni muscoli, ma lo spettacolo che si vede dalla cima delle piramidi, al di sopra della giungla pluviale è unico! Il vantaggio di andarci prestissimo è che non eviterete soltanto fiumane di turisti, ma anche un caldo umido difficilmente sopportabile. Il modo più comodo e veloce per arrivare a Tikal è uno dei soliti minibus a 9 posti, con biglietti acquistabili in agenzia o presso uno dei ragazzi che vi avranno avvicinato al vostro arrivo a Flores (che poi sono mandati da un’agenzia). Ci vuole un’ora per arrivare a Tikal (prezzo del bus a/r 200 qz; ingresso a Tikal 50 quezal).

Tikal è fantastica! Si cammina in mezzo ad una giungla fittissima, incontrando alberi secolari, e sacri, alti 50 m (cioè quanto un palazzo di 15 piani). All’improvviso di fronte a voi si scorge qualcosa e d’un tratto compare una piramide alta 50, 60, 70 m, una più bella dell’altra. Ci potete salire sopra (prudenza!) e ammirare dall’alto il tetto della giungla interrotto solo dalle piramidi che si innalzano verso il cielo. Intorno a voi il silenzio è interrotto solo dall’urlo delle scimmie e dal ruggito dei giaguari che, in lontananza, ci ricordano che siamo ospiti e non padroni della giungla. Prima di ripartire visitate il Museo della ceramica e quello del sito archeologico, che mostra l’immenso lavoro fatto in condizioni proibitive dagli archeologi per riportare alla luce le piramidi che avete appena ammirato. Un consiglio: c’è un bar solo all’ingresso, quindi portatevi dietro dell’acqua.

Quattordicesimo giorno:

Flores – Belize City – Caye Coulker (km 220 circa)

Partiamo da Flores alle 5 del mattino con un il bus di una compagnia privata che collega Flores con Belize City, acquistato in agenzia e arriviamo a Belize City alle 11,30 (20 dollari a/r ma il ritorno a Flores costa meno se lo acquistate a Belize City) e poi in barca fino a Caye Coulker (15 dollari beliziani).

Dal Quindicesimo al ventiquattresimo giorno:

Caye Coulker

Nove giorni su un’isoletta caraibica, Caye Coulker, senza automobili, senza nulla che non sia sabbia, palme, mare, coralli, pesci, capanne, sole ed immersioni.
Come ho detto il Belize è caro, merita se fate immersioni, ma evitatelo se volete fare spiaggia. Da riva il sole si prende dai pontili fatti apposta e il mare vicino riva è basso e torbido. Ovunque trovate barche che vi portano alla barriera, ma costano un po’ e poi non potete mica stare in barca tutto il giorno!

Caye Coulker è un’isoletta lunga un paio di chilometri e larga trecento metri, divisa in due pochi anni fa da un tremendo uragano. Il braccio di mare che separa le due metà è detto Split. Una delle due parti è disabitata; nella parte abitata ci sono due strade che corrono parallele in riva al mare, sterrate, lungo le quali si incontrano i pochi alberghi, le case, i negozi, bar e ristoranti. In riva allo Split c’è un piccolo bar che prepara al tramonto cocktail indimenticabili. Mangerete pesce a volontà, cucinato o alla griglia, berrete la birra locale e farete lunghe passeggiate sulle strade senza automobili (non esistono auto a Caye Coulker). Non ci sono discoteche o particolari attività di vita notturna. Se amate il casino, le discoteche, le automobili ecc. andate sulla vicina Isola di San Pedro (Ambergrise): avrete tutto questo, ma anche là il mare sotto costa non è un granché. Tutto costa molto più che in Guatemala. I prezzi sono quasi europei, per il fatto che sono isole frequentate dagli americani in luglio e agosto.

Abbiamo dormito in una casetta costruita su palafitte affittata da una signora inglese che vive a Caye Coulker, trovata cercando su internet in un internet-point di Livingston e prenotata telefonicamente.
IMMERSIONI:

Si fanno delle belle immersioni tra grossi pesci e spugne enormi, squali, razze, mante, carangidi. Il corallo non è colorato come quello del Mar Rosso o dell’Estremo Oriente. L’immersione più famosa è quella al Blue Hole: un buco blu profondo centinaia di metri, largo poche decine, che dal centro di un atollo sprofonda ad imbuto nel vuoto . E’ una sensazione stranissima ed entusiasmante scenderci dentro. A 42 m di profondità si vedono le stalattiti e stalagmiti di una grotta che un tempo era fuori dall’acqua...e se siete fortunati come noi, sarete accompagnati da un branco di una dozzina di squali grigi che ci guardavano incuriositi. Ci sono tre diving e tutti organizzano escursioni di una giornata che prevede due o tre immersioni, pranzo compreso. Costano un sacco di soldi, a seconda della distanza: da 120 dollari beliziani (60 dollari USA) quelle più vicine a 190 dollari beliziani (95 dollari USA) quella del Blue Hole che comprende tre immersioni, il pranzo, un’escursione in una bella isola privata con una riserva di uccelli interessante. Cara ma ne vale la pena.

Venticinquesimo giorno:

Caye Coulker – Belize City – Flores -Guatemala City (km 500 circa)

Nel pomeriggio lasciamo Caye Coulker per intraprendere il lungo viaggio di ritorno con in tasca il biglietto già pagato a Flores: in barca fino a Belize City, poi in bus fino a Flores dove abbiamo il tempo di passeggiare per le vie di questa cittadina molto graziosa, circondata dal lago de Peten Itzà e di cenare, prima di prendere l’autobus diretto-notturno-con aria condizionata e toilette (non funzionante) per Guatemala City dove arriviamo alle 6 del mattino. Ripartiamo subito per Antigua con la macchina che ci aspetta alla stazione dei bus di Guatemala City (pagata a Flores). Da quando abbiamo lasciato Caye Coulker sono passate circa 24 ore. Siamo stanchi ma non distrutti, e felici per tutto quello che abbiamo visto. Se volete rendere il ritorno meno scomodo da Flores potete prendere l’aereo fino a Città del Guatemala.

Al mattino ultimo minibus da Antigua a Guatemala city con destinazione aeroporto: ultima sorpresa, lasciare l’aeroporto di Città del Guatemala costa 30 $ a testa: ricordatevi di averli in tasca.
Grazie  a www.imondonauti.it
Guida GIORDANIA

A cura di Nicola Piffanelli - Foto di Caterina D'Ancona
Petra, El Khazneh
Petra, El Khazneh

Giordania, uno stato con un nome recente, creato alla fine della seconda guerra mondiale dalle potenze vincitrici del conflitto, soprattutto Francia ed Inghilterra, ma con alle spalle una delle civiltà più antiche del mondo. Geograficamente situata tra il Mediterraneo e il deserto Arabico, la Giordania ha da sempre rappresentato il corridoio naturale per gli spostamenti dall'Africa orientale all'Asia ed Europa, facendo in modo che un po' tutte le grandi civiltà del passato, dai greci ai romani, dagli assiri ai babilonesi, dagli egizi agli arabi, fino ai crociati e ai turchi, transitassero su questo territorio, patria dei beduini del deserto. Qui il cristianesimo ha dominato dal IV al VII sec. d.C. prima di lasciare il posto all'Islam, dopo decenni di battaglie, ed è a questi luoghi che spesso la Bibbia si riferisce, nella sua narrazione.
Inizio guida

Il Paese

Giordania in cifre

Capitale


Amman

Superficie


89.213 kmq

Abitanti


5.759.732 (luglio 2005)

Abitanti capitale


2.085.000

Religione


musulmani sunniti
Geografia e territorio

Click per ingrandire

Il piccolo territorio del Paese, situato su un area totale di 89.213 kmq (88.884 kmq. di terra e 329 kmq occupati dalle acque), si può facilmente dividere in tre zone o regioni principali: la Valle del Giordano, l'altopiano della Transgiordania e il deserto. Poverissima d'acqua, la Giordania ha il suo unico fiume nel Giordano che , lungo 215 km, scorre incassato tra i monti della Palestina e quelli della Transgiordania nella parte ovest della nazione. La fertile vallata si estende fino a sud attraversando la depressione più profonda della terra, quella del Mar Morto, e proseguendo fino al Golfo d'Aqaba nel Mar Rosso. L'altopiano della Transgiordania corrisponde alla zona dove sono situati i principali centri urbani, Amman, Zarqua, Irbid, e Karak, ed è il luogo di maggior interesse turistico vista la presenza dei più importanti siti archeologici come Petra, Jerash, Karak e Madaba. La regione desertica occupa circa i due terzi del Paese, si estende ad est del territorio e più giù, fino a sud nella zona del Wadi Rum, dove si trova anche la cima più alta della Giordania, il Jebel Rum alto 1754 m.
Popolazione

La popolazione della Giordania è composta per il 99% da arabi molti dei quali (circa il 60%) sono Palestinesi, provenienti dalla Cisgiordania come profughi durante le guerre del 1948 e 1967. A questi si aggiungono piccole minoranze di circassi, emigrati dal Caucaso durante le campagne di conquista della Russia zarista nel XIX sec., ma sono presenti pure piccole comunità di armeni, turchi e curdi. Il 72% dei giordani vive nelle aree urbane delle grosse città come la capitale Amman, nella vicina Zarqa o ad Irbid, la seconda città come dimensioni. All'urbanesimo caotico della regione nord occidentale si contrappone la spopolata e vasta zona desertica occupata dalle tribù di beduini oggi stimati intorno a 40.000 persone, dediti in parte al nomadismo, portatori di valori di tipo cavalleresco e motivo d'orgoglio del popolo giordano.
Clima
Il deserto del Wadi Rum
Il deserto del Wadi Rum

Il clima è di tipo mediterraneo nelle regioni ad ovest e nord ovest della Valle del Giordano, con inverni freddi e umidi ed estati calde e asciutte, in grado di raggiungere temperature che superano i 35°C. In questa zona del Paese la neve, durante il periodo invernale, può fare la sua comparsa e comunque le precipitazioni piovose raggiungono anche i 600 mm annui. Diversa è la situazione nelle regioni desertiche del sud e del sud-est dove il clima è prevalentemente arido. Le precipitazioni sono scarse, inferiori ai 50 mm, e ad estati bollenti con temperature che superano spesso i 40°C si alternano venti freddi provenienti dall'Asia durante il periodo invernale. Il tasso d'umidità varia dal 74% d'Amman al 44% di Aqaba in inverno, mentre d'estate si registra il 59% d'Amman contro solamente il 34% di Aqaba.
Ora

La Giordania è 2 ore avanti rispetto all'Italia, 1 ora quando da noi è in vigore l'orario legale (quando ad Amman sono le 12.00, in Italia sono le 10.00).
Lingua

La lingua ufficiale della Giordania è l'arabo, ma l'inglese è molto diffuso e parlato in maniera accettabile da un gran numero di persone. Le indicazioni stradali sono in inglese; nelle località turistiche qualcuno parla italiano, francese e tedesco, e sarà ben lieto di comunicare con voi con lo scopo di fare un po' d'esercizio.
Religione

La popolazione giordana è essenzialmente musulmano sunnita (96%) mentre i cristiani sono greco-ortodossi e greco-cattolici (oggi ridotti a circa il 4% in seguito all'emigrazione verso gli Stati Uniti ed il Canada e al minor tasso di natalità).
Storia
Jerash
Jerash

Le prime tracce di presenze umane nel territorio corrispondente all'attuale Giordania si hanno nella preistoria, grazie ad alcuni manufatti e frammenti di teschi di Homo erectus risalenti a 1.700.000-600.000 anni fa. Del periodo calcolitico, corrispondente al 4500-3000 a.C., sono stati ritrovati resti d'insediamenti umani ancora privi di mura difensive e le prime tecniche di fusione di minerali di rame. L'età del bronzo vede, nella Valle di Giordano, la comparsa delle prime tribù semitiche dedite all'agricoltura, e la nascita d'insediamenti difesi da mura; è inoltre durante questo periodo che si registrano le prime presenze di un popolo di lingua ebraica, dal termine habiru vale a dire forestiero, gli israeliti.

L'età del ferro, il periodo di cui parla diffusamente la Bibbia, porta l'invasione dei filistei, provenienti da Creta, e ai primi confronti con gli israeliti, che mantennero il loro dominio sulle terre della Cisgiordania lasciando ai filistei il controllo della costa. Sempre in questo periodo si verificano nuove invasioni di un popolo proveniente dalla Mesopotamia, gli assiri, e successivamente dei persiani, fino all'arrivo dei macedoni di Alessandro il Grande che conquistò la Giordania durante la campagna militare del 333 a.C. Dieci anni più tardi, alla sua morte, l'Impero di Alessandro fu suddiviso tra i suoi generali, mentre nella Giordania meridionale una tribù di origine nomade, i nabatei, dopo la fondazione della loro capitale Petra, ebbero un ruolo influente nel commercio delle spezie tra Arabia e Mediterraneo, ma non furono mai un vero e proprio Impero tanto che alla morte del loro ultimo re, Rabbel II, avvenuta nel 106 d.C., furono incorporati nell'Impero romano. Successivamente i sasanidi, provenienti dalla Persia, e i bizantini conquistarono i territori giordani fino a quando, alla morte del profeta Maometto, i musulmani iniziarono i primi scontri con l'impero bizantino. Nel 636, sotto la guida di Abu Bakr, le tribù arabe sconfissero l'esercito bizantino definitivamente e, nel 640, respinsero gli ultimi tentativi di resistenza dei sasanidi completando la conversione dei territori all'Islam.

Nel 1095 il papa Urbano II, stanco delle continue distruzioni nella città santa di Gerusalemme da parte araba, proclamò la prima crociata. Conquistata Gerusalemme nel 1099, i crociati ebbero il controllo della maggior parte della Giordania fino a quando, nel 1171, Yusuf ibn Ayyub Salah, meglio conosciuto come Saladino, respinse i crociati dalla Palestina riappropriandosi di Gerusalemme. Alla sua morte, dispute tra i successori causarono lo sfaldamento in piccoli principati. In tale occasione si distinsero i mamelucchi, una casta militare d'origine circassa, facilitando la penetrazione dei turchi ottomani presenti sui territori fino all'inizio della Prima Guerra Mondiale.

La guerra si concluse con la disgregazione dell'Impero ottomano, e le potenze vincitrici, Francia ma soprattutto Gran Bretagna, diedero l'amministrazione della Transgiordania ad un fedele alleato, lo sceicco Abdullah, che nella guerra aveva avuto un ruolo importante schierandosi con le forze alleate. Dopo un paio di anni, con la rinuncia della Gran Bretagna al mandato sulla Palestina e la creazione dello stato ebraico di Israele, la Giordania si trovò coinvolta in una guerra a fianco di Egitto, Siria, Libano ed Iraq, come membro della Lega Araba. I tentativi di negoziato per una risoluzione del conflitto tra il futuro primo ministro israeliano Golda Meir e re Abdullah naufragarono nonostante la disponibilità del re giordano, tanto che egli stesso fu assassinato da estremisti palestinesi nel 1951.

Alla sua morte il trono passò al nipote Hussein nel 1953. Dopo aver licenziato gli ufficiali inglesi che Londra aveva messo a capo dell'Armata Araba, Hussein cercò di inserire ai posti di comando figure giordane, ma fu coinvolto nel 1967 in una delle peggiori disfatte per gli arabi, guerra conclusasi con la perdita della Cisgiordania, Gaza, Golan, Gerusalemme est, i luoghi santi e il Sinai. Impegnato per ben 46 anni nel dialogo con Israele, sfidando anche numerosi attentati organizzati da estremisti arabi, Hussein si spense nel 1999 lasciando il trono al figlio e attuale sovrano Abdullah bin al Hussein.
Costituzione

Il Paese, indipendente dal 25 maggio del 1946 col nome di Transgiordania, assume quello di Regno Hashemita del Giordano o Giordania nel 1949. Monarchia costituzionale, il potere legislativo spetta al re che può nominare e destituire i giudici, approva gli emendamenti della costituzione, dichiara la guerra ed è il comandante delle forze armate. L'attuale re è Abdallah bin al Hussein in carica dal 9 febbraio 1999. L'altro organo cui spettano i poteri legislativi è l'Assemblea Nazionale formata dalla Camera dei Deputati (composta di 80 membri eletti da tutti i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni d'età) e dal Senato ( di cui fanno parte 40 membri designati dal re). Il Consiglio dei ministri nominati dal re o dal primo ministro è responsabile della politica generale e del coordinamento del lavoro dei vari ministeri. La Costituzione è datata 8 gennaio 1952, e prevede elezioni ogni quattro anni. Lo Stato è diviso in 12 province (muhafazat): Ajlun; Al'Aqabah; Al Balqa'; Al Karak; Al Mafraq; Amman; At Tafilah, Az Zarqa'; Irbid; Jarash; Ma'an; Madaba.
Situazione politica

L'attuale re Abdullah II, è in carica pro tempore in quanto dovrà cedere la corona al fratellastro Hamzah, designato dallo scomparso re Hussein come suo erede al trono. Abdullah II si sta impegnando nel non facile compito di portare avanti il progetto politico del padre che per ben 46 anni, quasi l'intero arco dell'indipendenza della Giordania, ha cercato di mantenere un equilibrio nel Paese pur in mezzo alle molte guerre che hanno colpito il Medio Oriente.
Economia

La Giordania è un piccolo paese arabo con scarse risorse idriche e senza petrolio, ancora fortemente arretrato, tanto che necessita d'ingenti aiuti finanziari da parte soprattutto degli stati arabi produttori di petrolio. Il problema dei profughi palestinesi immigrati dal 1948, e la guerra del Golfo del 1990-91, hanno ulteriormente contribuito ad impoverire l'economia del Paese tanto che ancora oggi il 30% della popolazione vive sotto la linea di povertà. Prima della guerra un quarto degli scambi commerciali della Giordania avveniva con l'Iraq il che la dice lunga sul danno commerciale che la nazione ha dovuto sostenere ultimamente.

L'agricoltura è a carattere di sola sussistenza poiché solo il 4,2% del territorio è coltivabile (in pratica l'area ad est del Mar Morto e la Valle del Giordano). L'industria occupa il 25% dei settori produttivi e comprende risorse minerarie, in particolare cospicui giacimenti di fosfati che sono l'unico bene esportato, raffinerie di petrolio e piccole fabbriche a conduzione artigianale occupate nella trasformazione dei prodotti agricoli e nella lavorazione della lana. Dal 1994 il turismo rappresenta, dopo l'industria, la maggior entrata economica del Paese tanto da costituire il 10% del PIL. Per quanto riguarda il commercio la Giordania deve importare quasi tutto il necessario, dalle materie prime agli autoveicoli, dai generi alimentari ai prodotti chimici.
Festival e tradizioni popolari

In Giordania non sono molte le manifestazioni tradizionali che possono interessare il visitatore occidentale. Una, in ogni caso, per chi si trovasse in viaggio durante i mesi di luglio ed agosto è di sicuro interesse. Stiamo parlando del Festival d'arte e di cultura di Jerash, una rassegna di spettacoli teatrali, danze e concerti che costituisce un appuntamento irrinunciabile per molti giordani e turisti stranieri (www.jerashfestival.com.jo). Una manifestazione che può invece interessare tutti gli sportivi è la Coppa del Deserto, una maratona che nel mese di novembre si tiene nello spettacolare deserto del Wadi Rum, sulle orme di Lawrence d'Arabia. Le rimanenti tradizioni popolari sono costituite dal ricordo dei principali avvenimenti legati alla cultura islamica, e spesso non saranno di particolare interesse per il turista.

Le festività nazionali più importanti sono: 1° gennaio Capodanno; 30 gennaio Compleanno del re; 22 marzo Giornata della Lega Araba; Venerdì Santo; 1° maggio Festa dei Lavoratori; 25 maggio Festa dell'Indipendenza; 25 dicembre Natale.
Links

* www.jordan-online.com offre ottime informazioni di carattere generale
* www.tourism.jo
info sulle mete turistiche della Giordania

Guide

* Giordania 4 ed.- EDT , 2003
Ottima ed indispensabile, per il viaggiatore in libertà.
* Giordania -Touring Club Italiano
Veramente bella ed esauriente da un punto di vista culturale, ha anche una breve sezione dedicata alle informazioni di base, per un viaggio in Giordania.

Inizio guida

Prima del viaggio

Burocrazia e sanità in cifre

Visto


Ottenibile all'arrivo

Passaporto


Valido per almeno 6 mesi dall'arrivo in Giordania

Febbre gialla


Solo per i viaggiatori provenienti da zone infette

Profilassi antimalarica


Non occorre

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare

I due periodi migliori per visitare la Giordania sono l'autunno (da settembre a novembre) e la primavera (tra marzo e maggio). In questo periodo le temperature sono gradevoli ed i venti non troppo freddi, ma alcune zone del Paese sono piacevoli da visitare anche in altri periodi dell'anno. I mesi con il maggior flusso turistico sono luglio ed agosto. In questo periodo le temperature superano anche i 40°C e recarsi nelle zone aride come il deserto del Wadi Rum richiede uno sforzo fisico notevole. La Valle del Giordano è travolta da un umidità soffocante mentre la città di Petra, vista la sua posizione favorevole a 800 m d'altezza, può essere visitata anche d'estate cercando in ogni caso di evitare le ore più calde. Anche l'inverno, se si escludono le zone di Amman e Petra dove è anche possibile qualche nevicata, può essere un periodo piacevole per recarsi nei territori più a sud, nei dintorni di Aqaba e del Mar Rosso.
Burocrazia e visti

Il passaporto è obbligatorio per entrare in Giordania e deve essere valido almeno per 6 mesi oltre la data d'ingresso nel Paese. Gli italiani che entrano in Giordania possono ottenere il visto, che dura 15 gg., direttamente alla frontiera (escluso il transito del King Hussein Bridge) o agli aeroporti Amman e Aqaba. In particolare, per coloro che arrivano direttamente ad Aqaba o per coloro che, entrati da un qualsiasi posto di frontiera, si rechino ad Aqaba entro 48 ore dall'arrivo, il visto è gratuito altrimenti costa 10 JOD (circa 12 euro). In alternativa, è possibile procurarsi il visto prima della partenza presso l'Ambasciata giordana a Roma o presso i Consolati.

Occorre presentare il passaporto in originale, una fotografia formato tessera e la compilazione in originale di un apposito modulo. Il visto turistico individuale è valido per 1 ingresso e dev'essre utilizzato entro 3 mesi dalla data del rilascio. E' possibile anche ottenere un visto per 2 ingressi ma, in questo caso, difficilmente lo si ottiene individuale: bisogna presentare il passaporto e una lettera dell'agenzia con il programma dettagliato del viaggio. Il consiglio che danno le stesse autorità consolari giordane è di partire già con il visto in quanto all'aeroporto potrebbero esserci lunghe attese per l'ottenimento e soprattutto perchè, se si arriva di notte, bisogna attendere la mattina successiva per ottenerlo.
Telefono

Il codice internazionale per la Giordania è 00962 seguito dal prefisso della località prescelta senza lo zero e dal numero desiderato; quello per l'Italia è lo 0039.
Vaccinazioni

Per entrare in Giordania non sono richieste vaccinazioni particolari tuttavia qualche precauzione è consigliabile prenderla. La nazione giordana non è a rischio di malaria mentre il vaccino contro l'epatite A e l'antitifica sono caldamente consigliati. Per i viaggiatori provenienti da Paesi a rischio febbre gialla, sarà necessario al momento dell'entrata, mostrare il documento che ne comprova l'avvenuta vaccinazione. Consigliabile per chi si ferma a lungo la vaccinazione contro l'epatite di tipo B.
Da mettere in valigia

Il vostro bagaglio per la Giordania dipende dal periodo in cui avete intenzione di andarci. Alcune cose è in ogni caso sempre meglio averle, indipendentemente dalla stagione che avete scelto. Una farmacia da viaggio, il sacco lenzuolo, un sacco a pelo, adattatori per articoli elettrici, un coltello multiuso, una torcia elettrica, alcuni lucchetti e un paio d'asciugamani sono un sicuro investimento per affrontare senza problemi qualsiasi tipo di situazione sul territorio giordano indipendentemente dal fatto che siate viaggiatori con lo zaino in spalla o turisti più convenzionali. In estate è assolutamente necessario munirsi di cappello, occhiali da sole e creme solari e, se avete intenzione di campeggiare nel deserto del Wadi Rum, anche di qualche capo caldo poiché di notte fa abbastanza freddo in qualsiasi periodo dell'anno. Durante la stagione invernale una giacca a vento per ripararsi dal vento e dalla pioggia è utilissima specialmente nella parte nord del Paese dove il clima è spesso inclemente. Nei rimanenti periodi dell'anno non dimenticate di portare con voi un paio di pantaloni leggeri, pantaloni corti, qualche maglietta e camicia, scarpe robuste per le camminate, sandali e ciabatte di gomma.
Elettricità

In Giordania il voltaggio è di 220 volt, le prese di corrente sono di tipo europeo a doppio ingresso, ma in alcune zone meridionali, come ad esempio ad Aqaba, si trovano spesso quelle a tre spinotti di tipo inglese. Consigliabile quindi munirsi di un adattatore prima della partenza.
Quanto costa

Un volo aereo da Roma per Amman costa € 300 -360. Un viaggio tutto incluso della durata di 8 giorni in periodo d'alta stagione costa circa € 1100: include il volo a/r, buoni alberghi di categoria standard, escursioni e guida in italiano. Per il viaggiatore indipendente si possono trovare alloggi veramente a buon mercato: i più economici non costano più di € 5 a notte, ma per trovare qualcosa di più decente bisogna pagare da 9 a 15 euro nella fascia economica, mentre 20 -25 euro sono la cifra richiesta per una buona camera doppia, tranquilla, con bagno ed acqua calda. Un pasto costa in media € 3-5 bevande escluse. Il noleggio di un'autovettura è piuttosto caro, intorno a 50 euro al giorno, assicurazioni comprese; se si desidera avere un autista il prezzo è di circa 30 euro al giorno in più .
Indirizzi utili

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata giordana in Italia


Via G. De Marchi 1/B, Roma, tel.0686205303; fax 068606122.

Ambasciata italiana ad Amman


5/7 Hafiz Ibrahim Street, Jabal al-Weibdeh, Amman, tel.6-4638185, 4636413;

Consolato giordano in Italia


Via del Carmine 31, Torino, tel.0114310310; fax 0115212453.

Consolato onorario in Italia


Via Fieno 3, Milano, tel.028692903; fax 028692903.

Indirizzi utili turismo e cultura

Ufficio del turismo giordano in Italia


Corso Marconi 33, Torino, tel.800-339198; fax 011-6680785; www.quigiordania.it

Via Salaino, Milano, tel. 800 339198, fax 43400136

Jordan Tourism Bureau
3rd Circle Jabal, Amman, tel. 6-4603360; www.see-jordan.com
Indirizzi utili sicurezza

Polizia


tel.191/192
Indirizzi utili sanità

Pronto soccorso


tel.193

Ospedale Italiano ad Amman


al-Muhajreen, 3rd Circle, tel.777101, 777102, 777103
Inizio guida

Il viaggio
Quanto stare

Il tempo minimo per visitare la Giordania è una settimana. Quasi tutti i viaggi organizzati rispettano un itinerario che, nell'arco dei 7 giorni, tocca i principali punti d'interesse del Paese che sono Amman, Jerash, Madaba, Karak, Petra e il deserto di Wadi Rum. Altri tour durano anche quindici giorni e comprendono, oltre alla Giordania, l'estensione nella vicina Siria. L'ideale sarebbe poter usufruire di almeno due settimane: questo vi permetterebbe, oltre alla visita delle località sopra riportate, anche qualche escursione in luoghi che di solito non sono raggiunti dai viaggi con formula "all inclusive". La visita ad una delle riserve nazionali del Paese, le escursioni o le arrampicate nel Wadi Rum, lo snorkeling ad Aqaba, la visita dei i siti più remoti come il castello di Shobak o di Machaerus, meritano senz'altro un prolungamento del viaggio all'interno dei confini giordani.
Come arrivare

Partenza da: Expedia Travel
Destinazione:
Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA)

Ulteriori opzioni di ricerca

Il modo più veloce per raggiungere la Giordania dall'Italia è, ovviamente, l'aereo. La compagnia di bandiera giordana Royal Jordanian Airways (Via Barberini 50, Roma tel. 06478701; www.rja.com.jo) offre collegamenti plurisettimanali Roma-Amman, alcuni diretti, altri con scalo; da Milano partono invece 2 voli la settimana. Un'alternativa interessante la offre la compagnia turca Turkish Airlines con voli giornalieri per Amman, con scalo e cambio d'aereo ad Istanbul. Altre flotte aeree come Air France, Austrian Airlines, Cyprus Airways, Egyptair, Olympic Airways raggiungono la Giordania dall'Italia con scali nelle rispettive capitali, ma è meglio tenerle in considerazione solamente in caso di offerte vantaggiose da un punto di vista economico, o nei periodi d'alta stagione, quando trovare un volo risulta più difficoltoso. Il viaggio di raggiungimento della Giordania potrebbe essere, in questi casi, molto più lungo delle normali tre ore e mezza richieste con voli Jordanian.

Via terra la Giordania è raggiungibile attraversando le frontiere siriana e israeliana. In Siria il punto di frontiera migliore per chi viaggia con mezzi propri è a Der’a/Ramtha, l'altro è Nasib/Jabir. Dalla Palestina si può entrare in Giordania attraverso il King Hussein Bridge (dom.-giov. 8-17) o lo Sheikh Hussein Bridge (dom.-giov. 8-20, ven.-sab. 8-17) mentre da Israele il posto di frontiera è Wadi Araba (dom-giov. 7-21). Chi entra con la propria auto deve essere in possesso del passaporto e del visto, del libretto di circolazione intestato al conducente del mezzo, della patente internazionale e del carnet de douane; al momento dell'entrata dovrà stipulare un'assicurazione temporanea per sè e per l'auto e pagare una tassa di 10 JOD. Via mare è possibile raggiungere il porto giordano di Aqaba dall’Egitto (Nuweiba) tramite catamarani o traghetti giornalieri (i biglietti devono essere pagati in dollari). Il viaggio dura 1 ora con il catamarano, 3 ore con il traghetto.
Tasse di ingresso e di imbarco

Nessuna tassa di imbarco è dovuta.
Cosa vedere e cosa fare
Quasr Harana
Quasr Harana

Un viaggio in Giordania inizia sempre da Amman, antica capitale del regno ammonita. La città offre la visita alla Cittadella che racchiude dentro il proprio recinto il Museo archeologico, una chiesa bizantina e le terrazze del palazzo omayyade, ma forse il monumento più interessante è l'antico teatro romano. Da Amman si possono in giornata organizzare escursioni a Jerash, uno dei siti romani più grandiosi dell'intero Medio Oriente o raggiungere Ajlun dove ammirare l'unico castello fortificato arabo della Giordania, il Qala'at ar-Rabad, costruito nel XII sec. da un generale di Saladino. La parte est del Paese è famosa per la presenza di numerosi altri castelli nel deserto tra i quali si ricorda Qasr al-Azraq, noto per aver avuto tra i suoi inquilini Lawrence d'Arabia, oppure Qusayr Amra, uno dei meglio conservati, o ancora Qasr Kharana .

Spostandosi verso sud si raggiunge il Mar Morto situato 400 m sotto il livello del mare e conosciuto per la forte concentrazione salina e le sue virtù terapeutiche. Nei pressi è situato il Monte Nebo, il luogo da cui Mosé vide la Terra Promessa.

Proseguendo verso la parte meridionale della nazione si imbocca la King's Highway, e lasciata Madaba famosa per i suoi mosaici, si può raggiungere Karak, una delle più importanti fortezze crociate del XII sec. la cui rocca offre una vista fino a Gerusalemme, per poi rimettersi in marcia alla volta di Petra, l'antica capitale del regno nabateo e, non a torto, principale fonte di richiamo turistico della Giordania. La parte dell'estremo sud del Paese offre al viaggiatore la visita allo spettacolare deserto del Wadi Rum mentre Aqaba costituisce lo sbocco della Giordania sul Mar Rosso e l'occasione per farsi un bagno ed ammirare la barriera corallina.

Per chi fosse interessato ai musei nella città di Irbid, a nord ovest di Amman, il Museo della cultura tradizionale giordana, della Yarmouk University, è da considerarsi il migliore di tutto il Paese. Per chi ama la natura, almeno due riserve meritano di essere prese in seria considerazione per una visita: la prima è la riserva naturalistica di Dana, a sud di Amman sulla strada dei Re, mentre quella di Shaumari, vicino a Al-Azraq, oltre ad essere la più vecchia oasi naturale della Giordania, ha da offrire in appena 22 kmq viste veramente uniche per specie d'animali rare, come l'orice arabo (a cui è ispirato l'unicorno).
Dormire

Al viaggiatore con lo zaino in spalla bisogna subito far presente che in Giordania esistono ostelli solo in alcune località (Aquaba, Ajloun, Balga, Kerak, Tafilah). Gli alberghi che applicano tariffe medie si trovano ad Amman, nei pressi di Petra a Wadi Mousa, e ad Aqaba. Offrono sistemazioni in camere doppie con bagno a cifre che si aggirano su 85 JOD, ma comunque è sempre meglio contrattare il prezzo dovuto. Sempre in queste località esistono alberghi a prezzi elevati ma bisogna essere disposti a pagare qualcosa come 115 JOD e oltre a notte per una camera doppia. In alternativa, un alberghetto economico chiede per una camera doppia dai 50 ai 60 JOD (www.johotels.com ).
Mangiare

Il modo migliore per chi veramente ha intenzione di mangiare in economia è quello di fermarsi nei chioschi dei suq arabi dove, con cifre irrisorie anche inferiori a € 1,5, si possono acquistare falefel o shawarma. Il primo è una focaccia di pane arabo arrotolata e ripiena di polpettine di legumi fritti, pomodoro, menta, una spruzzata di tahina (una pasta di semi di sesamo) o di una salsa di yogurt. La shawarma è un panino ripieno di striscioline di carne d'agnello e pollo cotte allo spiedo.

Una cena in un ristorantino ha prezzi che possono variare da 3 a 5 euro ed costituisce l'occasione giusta per scoprire la cucina giordana. Come mezzeh, traducibili in antipasti, si può gustare una sorta di paté di ceci chiamato humus, onnipresente su tutte le tavole, un po' come d'altra parte la tahina. I borek sono gustose sfogliate calde ripiene di formaggio, i kibbeh polpettine d'agnello accompagnate da pinoli e grano saraceno mentre lo shinklish è un piatto di saporito formaggio di capra servito insieme a timo, pezzetti di pomodoro, paprika e condito con olio d'oliva. Da provare anche le ottime melanzane o zucchine ripiene di carne (mashi) e, tra le insalate, il fattoush composto di prezzemolo, insalata novella e cipolle dolci. Per gli amanti della carne, l'agnello costituisce l'alimento principale della cucina con i tradizionali kebab, spiedini alla brace accompagnati da verdure. Merita un assaggio anche il kofta, una sorta di salsiccia con carne macinata e spezie.

Il pane arabo è delizioso; si può provare quello ricoperto di zatar, un misto di timo e sesamo, oppure il sumaq condito con olio d'oliva. Aqaba, sarà uno dei pochi posti dove riuscirete a mangiare dell'ottimo pesce, da provare gli astici locali. Se invece volete concedervi qualcosa di più costoso, Amman ma anche altre città come Jerash, Madaba o Aqaba hanno da offrire numerosi ristoranti, sia di cucina tradizionale che d'altri paesi, ma qui i prezzi possono variare da 15 a 30 euro bevande comprese.
Posta e telefono

I servizi postali in Giordania funzionano bene. Di solito gli uffici postali rimangono aperti tutti i giorni dalle 7 alle 19 durante il periodo estivo, e dalle 8 alle 17 in inverno, osservando come giorno di chiusura il venerdì. I francobolli possono essere acquistati direttamente negli uffici postali, oppure negli alberghi ed in molti negozi di souvenir. Il tempo medio di arrivo per la posta spedita dalla Giordania all'Italia è di una decina di giorni.

La rete telefonica della Giordania è gestita da due società private, la JJP e l' ALO. Per telefonare si può scegliere tra l'accedere ad un posto telefonico privato, effettuare chiamate dagli alberghi (più care) o dai negozi oppure comperare una scheda telefonica ed usufruire degli apparecchi distribuiti sul territorio nazionale dalle due compagnie sopra menzionate (le cui schede telefoniche non sono intercambiabili). Le schede sono facilmente reperibili nei negozi: per le chiamate internazionali acquistate schede da JD 10 o JD 15, per le telefonate interne sono disponibili schede da JD 2/3. Per chiamare l'Italia si deve digitare lo 0039 seguito dal numero dell’abbonato. La Giordania è coperta dalla rete GSM per la telefonia mobile.
Moneta, carta di credito e cambio

La moneta della Giordania è il dinaro (JOD), suddiviso in 1000 fil. Esistono monete da 50, 100, 250, 500 fil e da 1 dinaro, mentre le banconote hanno tagli da JOD 0,500, 1, 5, 10 e 20. Il cambio si mantiene stabile intorno a circa 0,85 euro per 1 JOD (1 USD = 0,71 JOD).

Le banche offrono buoni tassi di cambio rispetto ai cambiavalute per quanto riguarda il denaro contante mentre, se si tratta di travellers' cheque, applicano commissioni elevate, intorno al 10%. Le banche sono aperte dalla domenica al giovedì con orario 8.30- 12.30 e 16-18, inverno 15.30-17.30; gli uffici di cambio privati hanno orari di apertura più lunghi, in genere dalle 9 alle 21. La carta di credito più diffusa è la Visa, ma anche con altre carte come Mastercard, Cirrus, Plus e American Express è possibile eseguire pagamenti in negozi ed alberghi, oppure prelevare contante in banca o tramite sportelli automatici.
Spostarsi

La Giordania è una nazione molto piccola, basti pensare che percorrerla da nord a sud, in pratica dal confine con la Siria a quello con l'Arabia Saudita, sono sufficienti appena cinque ore di viaggio in auto. Gli unici voli interni sono quelli che collegano Amman ad Aqaba effettuati dalla Royal Wings (www.royalwings.com). I mezzi più usati negli spostamenti risultano quindi essere gli autobus, i minibus pubblici, i taxi collettivi (bianchi) e i taxi privati (gialli). Minibus: non ci sono orari ufficiali e si parte quando il mezzo è pieno. Poichè i minibus non hanno bagagliaio, il bagaglio si deve tenere a bordo (quindi, se ingombrante, si paga il biglietto anche per il sedile eventualmente occupato dallo zaino). Mentre attendete il passaggio del minibus i taxisti del luogo tenteranno di convincervi che nessun mezzo raggiunge la destinazione che vi interessa... fate finta di niente e continuate ad attendere. Diverse compagnie private di pullman dotati di aria condizionata (Jett, 6-5664146; Alpha, tel. 6-5826301) gestiscono ottimi servizi di collegamento tra le principali località turistiche.

La rete ferroviaria pubblica è pressochè inesistente: tre volte alla settimana è possibile viaggiare tra Damasco e Amman a bordo di vecchi vagoni trainati da motrice diesel (info 6-4895413). Noleggiare un automobile non è sempre la scelta migliore sia da un punto di vista economico che della sicurezza stradale. Le strade sono comunque buone, la guida è a destra, le indicazioni stradali in arabo e inglese e ogni località turistica è praticamente raggiungibile in circa 4 ore di viaggio da Amman. Consigliabile effettuare il rifornimento della benzina prima di intraprendere lunghi viaggi. La benzina verde costa 0,545 JOD al litro.

Sanità

L'acqua del rubinetto in Giordania si può bere, ma non nella Valle del Giordano dove la dissenteria è un problema. E' sempre consigliabile però bere acqua imbottigliata o comunque sterilizzata, non mangiare verdura cruda e solo frutta che potete sbucciare personalmente. Provvedete a stipulare un'assicurazione sanitaria prima della partenza e, in caso di malattie o ferimenti, contattate l'Ambasciata Italiana o rivolgetevi ad un albergo a cinque stelle: sapranno sicuramente mettervi in contatto con personale qualificato a risolvere i vostri problemi.

Se si fa uso di farmaci particolari, è meglio portarsene una scorta da casa, visto che in Giordania non tutte le medicine sono di facile reperibilità.
Sicurezza

La Giordania è una nazione che non presenta particolari problemi da un punto di vista della sicurezza. I furti, e più in generale i crimini, sono facilmente evitabili semplicemente adottando elementari misure di precauzione. Gli alberghi sono luoghi sicuri; unici fastidi possono essere costituiti dai continui apprezzamenti o molestie che donne in viaggio senza accompagnatori maschili possono ricevere dai cittadini giordani. Non concedere troppa confidenza a sconosciuti e indossare abiti adeguati saranno di sicuro aiuto.

Per reati sessuali contro minori è prevista la condanna a morte.
Comportamenti

La Giordania, anche se tra tutti i Paesi arabi è forse il più occidentalizzato, rimane pur sempre una nazione mussulmana, pertanto un abbigliamento decoroso è caldamente consigliato. Per chi ama scattare fotografie è sempre meglio chiedere prima il permesso non dimenticando che le donne non si possono fotografare in quanto di fronte al visitatore straniero devono tenere un atteggiamento molto riservato. Rispettate l'intimità del popolo beduino: se si dovesse aver l'occasione di visitare una loro tenda durante un'escursione, ricordate che alla presenza di un'offerta di cibo si dovrà attingere da un unico piatto, ed esclusivamente con la mano destra. Durante il Ramadan evitate, in presenza di mussulmani, di mangiare, fumare e bere alcolici.
Curiosità

Il Mar Morto o Al-Bahr al-Mayit come é chiamato dagli abitanti locali, riveste una certa importanza per l'utilizzo dei fanghi ricchi di minerali adatti alla cura di molte malattie della pelle, mentre l'acqua ha effetti benefici per chi ha problemi circolatori o di artriti. Nella zona sono sorti diversi centri specializzati in questo tipo di cure, oltre ad alberghi attrezzati per ospitare la sempre più numerosa affluenza di turisti non solo dediti alle cure termali.