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IL PAESE
Grecia in cifre

Capital: Atene

Superficie: 131.944 kmq

Abitant: 10.623.835 (luglio 2001)

Abitanti capitale: 3.096.775

Densità di popolazion: 78 ab/kmq

Religione:Greco-ortodossa, minoranze musulmane e cattoliche
Thanks to http://www.world66.com/
*********************The content is published under a creative commons licence :
http://creativecommons.org/licenses/by-sa/1.0 / ).

Olympia Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
Hermes and Dionysus

Hermes and Dionysus

Todd
The Greeks held their Olympics here in Olympia, 150 km from Athens. The Olympics were held in honour of Zeus, the main man on Mount Olympus, and the statue of Zeus in the temple of Olympia was one of the seven wonders of the world. Unfortunately, didn't survive to the present day. Artefacts from the temple can be found in the archeological museum in town, which is one of the best in Greece - and that is saying quite a lot!

____________Ancient Olympia is a large complex of temples and sports venues that is world-famous as the venue for the first Olympic Games. The site is classified by UNESCO as a World Heritage site. Admission: €3.55. Open: Apr-Oct 8am-7pm daily; Nov-Mar Mon-Fri 8am-5pm, Sat-Sun 8.30am-3pm. Tel: 0624 0 22517
Grazie a www.imondonauti.it 
_____________-Grecia

Itinerario 1


Le Isole Cicladi

Testo e foto di Flavia Daneo

Punto di partenza e arrivo:


Atene

Lunghezza:


ca. 1200 km

Durata:


10 gg.

Mezzo di trasporto:


bus locali; traghetto; auto o moto a noleggio

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


550 - 770 Euro

Le Cicladi, così chiamate per il loro disporsi a cerchio intorno a Delo, costituiscono una delle più frequentate mete turistiche internazionali, splendide con le loro abbaglianti case bianche e le innumerevoli spiagge. Per visitarle conviene darsi ai vagabondaggi e raggiungerne due o tre per volta, assaporando la diversa bellezza di ognuna.

L'itinerario proposto con partenza da Atene e ritorno ad Atene ha la durata di 10 gg. così suddivisi: 3 gg. a Mykonos, 3 gg. a Paros, 4 gg. a Santorini con possibilità di alternare la visita dei luoghi più interessanti a rilassanti pause balneari. Atene è il punto di partenza obbligato per chi dall'Italia vuole raggiungere le Cicladi vuoi con l'aereo vuoi con il traghetto (per quest'ultimo c'è anche l'alternativa di Rafina).

Primo e secondo giorno:

Atene - Mykonos
Le cupole blu di Santorini si confondono con le acque del mare
Le cupole blu di Santorini si confondono con le acque del mare

Da Atene in 45 min. di aereo o in 5 ore e mezzo di nave (rispettivamente 54,23 o 13,79 euro circa) si raggiunge Mykonos, stravagante e incontrastata regina della notte, paradiso dei gay ma anche ricca di candide chiesette (365 una per ogni giorno dell'anno). Per la visita della cittadina non è necessario seguire un itinerario prestabilito, anzi è senz'altro più affascinante vagare di vicolo in vicolo alla scoperta di sempre nuovi scorci immersi in un'architettura cicladica di rara bellezza.

Con i frequenti mezzi pubblici è possibile raggiungere tutte le più belle spiagge dell'isola mentre barche fanno la spola con quelle più appartate. Per noleggiare un motorino calcolate circa 18 euro al giorno. Mykonos è una tra le isole più care della Grecia ed è sempre molto affollata: un buon rapporto qualità-prezzo è offerto dall'Hotel Philippi, centralissimo ma tranquillo, dotato di ristorante e di un incantevole giardino (è bene prenotare con buon anticipo). Mediamente, per dormire in hotel si spendono sui 30 euro la camera; prezzi più contenuti (18 euro a persona) al Camping Paradise, attrezzato ma non pulitissimo. Per mangiare a Mykonos non c'è che l'imbarazzo della scelta ma chi decidesse di fermarsi in una delle trattorie alle spalle della fotografatissima chiesetta di Panagia Paraportiani potrà gustare il cibo in compagnia di Petros II, il pellicano che è la mascotte dell'isola. In alternativa, in alta stagione, partono da diverse città italiane voli charter diretti per le isole maggiori.

Terzo giorno:

Delo

Da Mykonos (imbarco al molo Karaoli Dimitriou; prevendita dei biglietti nelle varie agenzie oppure poco prima dell'imbarco - centro prenotazioni www.aferry.to), si raggiunge in barca Delo, isola sacra dell'antichità, terra natale di Apollo e Artemide. La visita si svolge necessariamente al mattino perché dopo le 15 non ci sono più barche che riportino a Mykonos.

L'isola, che si raggiunge in circa mezz'ora da Mykonos, si visita comodamente in poche ore; da non perdere la famosa terrazza dei leoni, le varie Case arricchite di mosaici e la salita al monte Kythnos da cui si gode una splendida vista sulle isole vicine. Si può completare il pomeriggio facendo un bagno ristoratore a Platys Gialòs o a Paradise e Super Paradise, quest'ultima spiaggia nudista dei gay.

Quarto giorno:

Paros

didascalia
Un gatto nero tra le bianche scale di
Fira (Santorini)

Da Mykonos in traghetto (8 euro circa) o aliscafo a Paros, molto più semplice e tranquilla ma abbastanza grande da consentire belle passeggiate tra macchie profumate di rosmarino. Il capoluogo è Parikia dove si trova la chiesa della Panaghia Hekatondapyliani (Nostra Signora delle Cento Porte), uno dei più importanti monumenti della cristianità ortodossa. Vicino al porto ci sono numerosi alberghi ma sono troppo rumorosi; più defilato e silenzioso, a circa 10 min. a piedi al centro, si trova l'Hotel Platanos (tel. 0284-24262; cell.0944767228, se telefonate il proprietario vi viene a prendere e vi riporta al traghetto in auto), economico e dotato di ampie e pulitissime stanze. In alternativa, al camping Parasporos si spendono circa 6 euro a persona, con possibilità di noleggiare anche la tenda a 2 euro al giorno.

A pochi passi, sul lungomare, vi sono numerosissimi ristoranti tra cui anche alcune pizzerie dove, in caso di nostalgia, si può mangiare la vera pizza italiana (prezzo medio 10-12 euro a persona). In autobus si possono raggiungere tutti i principali villaggi dell'isola, ma potete anche noleggiare un motorino a 12 euro al giorno. Nel tardo pomeriggio salite all'Agorà e raggiungete la bianca chiesetta che si affaccia sul mare da cui si gode di un romantico tramonto.

Quinto giorno:

Léfkes - Prodomos - Marpissa

Partendo la mattina da Parikia con comodi autobus (Odos Livadia, al porto) si arriva a Léfkes (12 km) da cui si diparte un'antica strada bizantina che, tra suggestivi paesaggi di campagna, porta al villaggio di Prodromos in circa 1 ora di cammino. Da qui si può raggiungere sempre a piedi Marpissa o raggiungere in bus la spiaggia di Golden Beach e le sue trasparentissime acque.

Sesto giorno:

Andiparos

Da Parikia si raggiunge (più comodamente in battello che in bus+traghetto) la vicina isola di Andiparos dove si può visitare la famosa grotta ricca di stalattiti e stalagmiti (ingresso 1,86 euro ); il tutto non richiede di più di mezza giornata. L'altra mezza giornata può essere dedicata al mare: le insenature migliori si trovano dopo il villaggio di Apàntima, nella zona meridionale dell'isola, e si raggiungono solo in moto.

Settimo-ottavo giorno:

Santorini
Veduta di Oia (Santorini)
Veduta di Oia (Santorini)

Da Paros ci si imbarca (traghetto o aliscafo giornaliero) per Santorini con scalo a Naxos e Ios. Santorini è troppo bella per essere descritta a parole e di fatto è considerata da molti la più spettacolare delle isole greche. Le bianche case di Fìra e di Oia si affacciano sulla caldera nata dallo sprofondamento dell'antica isola (Atlantide?) a seguito di una immane eruzione vulcanica. A Fira si può scendere fino a Skala e poi risalire in groppa agli asinelli che, con infinita pazienza, risalgono i numerosi gradini ma soprattutto bisogna girovagare tra le stradine a strapiombo sul mare alla ricerca di scorci sempre più straordinari. Dopo aver visto un tramonto a Fira bisogna godersi il successivo a Oia: vicino al mulino a vento si radunano centinaia di persone per assistere allo spettacolo del sole che si immerge nel mare.

Santorini è un po' meno cara di Mykonos ma, se si vuole aprire la finestra e affacciarsi sulla caldera bisogna preventivare una spesa di almeno 103,29 euro la doppia (Hotel Atlantis; Hotel Porto Fira).

Non si affaccia sul mare ma in compenso è centralissimo, silenzioso e molto più economico l'Hotel Tataki (tel. 2860-22389). Per mangiare, soprattutto la sera, conviene spendere un po' di più ma sedersi ad uno dei tanti ristoranti che si affacciano sulla caldera perché il panorama è veramente superlativo.

Nono giorno:

Akorotiri

Comodi autobus in partenza da Plateia Theotokopoulou portano all'antica Akrotiri, l'insediamento preistorico meglio conservato dell'Egeo. Da Akrotiri si raggiunge a piedi la vicina spiaggia da dove, su piccole barche, si possono raggiungere, in successione, la spiaggia Nera, la spiaggia Rossa e quella Bianca: da vedere!

Decimo giorno:

Thira

Se si vuole visitare l'antica Thira conviene raggiungerla partendo dalla spiaggia di Kamari; ci si può arrivare anche da Perissa ma la salita sotto il sole può rivelarsi un po' dura. Da Santorini, in 50 min. di aereo (62,59 euro.) si torna ad Atene.

Alcuni indirizzi utili...

:::::::::::Grecia

Itinerario 2


La Grecia classica in 10 giorni

di Flavia Daneo

Punto di partenza e arrivo:


Atene

Lunghezza:


ca. 1100-1200 km

Durata:


10 gg.

Mezzo di trasporto:


Pullman; auto a nolo

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


520 - 670 Euro

Primo, secondo e terzo giorno:

Atene

Atene, tappa obbligata per chi giunge per la prima volta in Grecia, è una città affascinante per la sua storia ma deludente per il suo aspetto di metropoli moderna, caotica e piuttosto anonima. Il nostro consiglio è di cercare di mitigare questo impatto scegliendo un albergo situato non nella città moderna ma nel pittoresco quartiere della Plaka posto ai piedi dell'Acropoli Non vi si trovano hotel di gran lusso ma alberghi abbastanza economici che offrono l'impagabile attrattiva di potersi perdere nelle stradine circostanti o di chiacchierare fino a notte fonda seduti al tavolo di una delle numerosissime taverne (Adonis Hotel, Voulis Kodrou 3, tel. 3249737, 3249741; Myrto Hotel, Nikis 40, tel. 3227237, 3227311).

Dall'aeroporto internazionale di Atene prendete l'autobus che porta in centro e scendete a Syntagma, attraversate Leof. Amalias e la parallela Odos Filelinon e, fatti altri pochi passi, vi troverete nel cuore della Plaka. Limitandosi ai monumenti di maggior interesse la visita di Atene può essere così articolata: il primo giorno l'Acropoli (Partenone, Propilei, Eretteo, Teatro di Dionisio, Odeon di Erode Attico e Agorà, centro della vita pubblica dell'antica polis ; il secondo giorno il Museo Nazionale con la sua splendida raccolta di arte classica , la porta di Adriano e l'Olimpieion (tempio di Zeus Olimpior); usciti dal Museo e dopo aver mangiato, alle 15 di ogni giorno davanti al Parlamento c'è il cambio della guardia degli euzones; il terzo giorno Capo Sounio con il tempio di Poseidone che sorge in splendida posizione sulla punta estrema dell'Attica (km 64; bus in due ore e mezza da Atene, 3,25 euro).

Quarto giorno:

Atene-Corinto

Da Atene ci si immette nella comoda autostrada che porta a Corinto (circa 76 km; 1 ora e mezzo di autobus, 4,65 euro). A due passi dall'autostrada si fa tappa per vedere le navi che passano attraverso il famoso canale, capolavoro d'ingegneria realizzato nel 1893 nonostante già Nerone avesse tentato l'impresa nel 67 d.C. A 7 km a sud ovest della città moderna si visitano gli scavi con l'Agorà e ciò che resta del tempio di Apollo mentre, arroccato su uno sperone di roccia, l'Acrocorinto offre allo sguardo un panorama indimenticabile. Si può pernottare all'hotel Ephira (Ethnikis Antistaseos 52, tel.24021, circa 34,09 euro la doppia) che offre un buon rapporto qualità-prezzo.

Quinto giorno:

Corinto-Micene-Nauplia

Da Corinto a Micene (km 50, in 45 min. di autobus, 2,01 euro), dove la leggenda diventa storia e si respira ancor oggi un clima di tragedia (Tesoro di Atreo, Acropoli). Nel pomeriggio si raggiunge Epidauro con il suo splendido teatro, il meglio conservato della Grecia e dotato di un'acustica perfetta (50 km). Si pernotta a Nauplia, una delle più belle città greche, affacciata sul Golfo Saronico (km 28 in 30 min. di autobus, 1,24 euro circa; Hotel Acropol, V. Olgas 9, tel. 17796 oppure Hotel Byron, Kapodistriou, tel. 22351, 30,99 - 55,78 euro la doppia).

Sesto giorno:

Nauplia-Sparta-Mystràs

Da Nauplia dopo solo 5 km si sosta a Tirinto dalle ciclopiche mura, non per nulla città natale di Ercole. Da qui inizia la discesa verso sud attraverso l'Argolide, l'Arcadia e la Laconia. L'itinerario più breve passa per Tripoli per raggiungere Sparta, di cui non è rimasto quasi nulla ma dove si può pernottare (60 km, 1 ora e un quarto di bus, circa 3,10 euro; Hotel Cecil, Palaelogou 125, tel. 24980; Hotel Menelaion, Palaeologou 91, tel. 22161, 24,79 - 43,38 euro). A 5 km da Sparta si trova la spettacolare città mediovale di Mystràs, ora abbandonata, alla cui visita si può dedicare il pomeriggio e la mattina del giorno successivo.

Settimo giorno:

Mystràs-Olimpia

Si sale verso la dolce Elide per raggiungere, volendo, il tempio di Basse. Il primo impatto è un po' deludente a causa dell'enorme tendone che lo ricopre per consentire i lavori di restauro e di consolidamento della struttura; una volta sotto si capisce però perchè questo edificio sia stato posto sotto l'egida dell'Unesco come bene inalienabile dell'umanità. Da qui si raggiunge Olimpia (km 67) con i resti del tempio di Zeus, del ginnasio, dell'ippodromo e dello stadio. Imperdibile il Museo dove si conserva, tra l'altro, la decorazione del tempio di Zeus.

Ottavo giorno:

Olimpia-Delfi

Completata la visita di Olimpia si intraprende la strada del ritorno. Da Olimpia a Rio, villaggio sulla costa settentrionale del Peloponneso da cui parte il traghetto che, in 15 min., attraversa i 2 km (Piccoli Dardanelli) che ci separano da Andirio, sulla costa dell'Etolia da dove si prosegue per Delfi (circa 230 km complessivi). A Delfi vi sono numerosissimi alberghi; l'Hotel Hermes offre in più un panorama fantastico sul Golfo di Corinto (tel. 82318, circa 37,18 euro la doppia).

Nono-decimo giorno:

Delfi-Atene

A Delfi, il più grande centro di pellegrinaggio dell'antichità, sede del Santuario di Apollo , richiede una sosta di almeno una giornata per visitare senza affanni tutto il sito archeologico. Sulla via del ritorno si può fare tappa al monastero di Ossios Loukas (37 km) che custodisce mosaici tra i più belli del Paese e a Dafnì (9 km da Atene) il cui monastero è uno degli esempi più significativi di arte bizantina di tutta la Grecia.

:::::::::::Grecia

Itinerario 3


Rodi... in lungo e in largo

Testo e foto di Maurizio Fabbri

Punto di partenza e arrivo:


Tolos (km 6 dall'areoporto)

Lunghezza:


ca. 1515 km

Durata:


13 gg.

Mezzo di trasporto:


auto a noleggio

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


1450 euro (comprensivo di volo aereo)

Dopoaver vagabondato per quasi tutte le isoleCicladi, lambitola Grecia continentale e scopertoCreta, mancava soloil Dodecaneso...E quale isola se non Rodi, la maggiore dell'arcipelago più vicino alla costa turca, poteva soddisfare questo desiderio? Scelta azzeccata visto che Rodi possiede tutte le caratteristiche in grado di soddisfare le diverse esigenzedi ogni viaggiatore: sole, mare, storia, verdi pinete, alte e aspre montagne, spiagge lunghe e solitarie oppure attrezzate e popolate, località tranquille e remote e/o paesichiassosi e pieni di vita. Unmicrocosmo completo che non lascia indifferenti e non vi deluderà.

Primo giorno:

Tolos - Petaloudes - Kameiros - Skala Kamirou - Kalavarda - Tolos (km 85 circa)
Rodi, uno scorcio della citta vecchia
Rodi, uno scorcio della citta vecchia -
©MaurizioFabbri

Lasciato l'aeroporto, che si trova a Paradissi, seguendo la strada principale che percorre la costa orientale dell'isola in meno di 15 minuti si raggiunge Tolos, posto a 1 km da Theologos e a soli 22 km dalla città di Rodi. Qui abbiamo affittato un appartamento (450 euro per due settimane) che mediamente è composto da una camera ampia con due letti singoli, angolo cottura con frigo, un balcone grande con tavolino e sedie, un bagno piccolo, ma con acqua calda sempre presente. La zona è quella che fu interessata dal primo impulso turistico avuto dall'isola negli anni '70 e che vide il sorgere di un numero impressionante di grandi hotel che si susseguono lungo la costa da Kritika, subito fuori Rodi città, all'inizio della baia di Trianta sino a Tolos. Questo tratto di costa però non é per nulla bello: é battuto infatti dal meltemi che soffia da ovest senza sosta, e il mare é sempre mosso. La spiaggia, di sabbia e ghiaia, é stretta e poco piacevole alla vista. Il turismo, esclusivamente inglese.

Come prima escursione scegliamo Petaloudes, dove si trova la famosa "valle delle farfalle". Per raggiungerla si segue la strada principale verso Paradissi e dopo 3 km si svolta a destra in direzione Petaloudes; superati i paesi di Kato Kalamonas e Kalamonas, piccoli e insignificanti, si arriva alla valle delle farfalle, dopo 7 km di strada. La "valle" (ingresso 3 euro) non é altro che una piccola gola solcata da un ruscello su un lato della quale é stato ricavato un sentiero artificiale con scalini, parapetti e punti sosta. L'impatto visivo é carino, ma si ha l'impressione di trovarsi nel classico "specchio per allodole" per turisti... anche se le farfalle ci sono davvero e sono moltissime, tutte uguali, con il loro mantello nero e rosso, puntinato di bianco. Attenzione, sono soprattutto nella parte bassa del sentiero, molto meno in quella alta. Quindi, se decidete di visitare Petaloudes, percorrete il sentiero per intero: se partite dall'alto, sappiate che, al disotto della strada oltre il bar, c'é l'ingresso alla parte bassa della "valle", la migliore, e non bisogna pagare di nuovo, basta far vedere il biglietto acquistato per visitare la parte superiore. La visita dura circa un'ora e, se decidete di farla, cercate di arrivare presto al mattino, verso le 09.00, quando ancora non c'é molta gente, in modo da godervi il luogo da soli.

Ritornati sulla strada costiera imbocchiamo la strada in direzione sud per raggiungere Kameiros e visitare le rovine della città antica. Seguendo la costa si superano i paesi di Soroni, Fanes e Kalavarda; 3 km dopo si trova ben segnalata la deviazione a sinistra per l'antica Kameiros; ancora 1 km e si giunge in uno spiazzo che funge da parcheggio, alle porte del sito archeologico (biglietto di entrata, 4 euro). Il sito é molto ben tenuto ed é evidentissima la pianta della vecchia città di Kameiros soprattutto dalla collina che la sovrasta e che garantisce un pittoresco colpo d'occhio sulle rovine, offrendo come sfondo il mare e la vicina costa turca.

Si riprende la strada costiera e si prosegue verso sud per 15 km sino a raggiungere Skala Kamirou, paesino da dove partono i traghetti per Chalki, piccola isola che può regalare agli amanti della tranquillità una giornata piacevolissima. Infatti nell'isola non ci sono bus, nè macchine per spostarsi dal piccolo ormeggio intorno al quale sorge il paese abitato dai pescatori e dalle loro famiglie: per raggiungere le spiagge bisogna fare affidamento solo sulle proprie gambe! (orari: tutti i giorni per Chalki partenza alle 14.30 e ritorno il giorno successivo con partenza da Chalki alle 06.00; la domenica invece è possibile fare un tour giornaliero con partenza alle 09.00 e ritorno da Chalki alle 17.00; durata della navigazione circa 1 h e 30 min.). A ridosso del porticciolo di Skala Kamirou ci sono due ristoranti, praticamente l'uno di fronte all'altro, che come specialità offrono pesce, ma i prezzi sembrano tutt'altro che convenienti. Se si vuole mangiare del buon pesce fresco e saporito ad un prezzo ragionevole (circa 20 euro a persona) bisogna andare invece al Ristorante Macedonia che si trova sulla strada principale, proprio di fronte alla deviazione per Skala Kamirou.

La costa tra Paradissi e Kalavarda non é nulla di particolare: stretta, ciottolosa, maltenuta e con il mare sempre mosso. Qualche km prima del paese di Kalavarda la costa é lievemente migliore: a ridosso della stretta spiaggia ci sono dei piccoli alberi, che oltre a garantire un'ombra naturale, rendono più pittoresco l'impatto visivo. La spiaggia é di sabbia, ma molto stretta e siccome di notte é continuamente bagnata dal mare, é umida. L'acqua é chiara, anche se ci sono a riva molte alghe, mentre più avanti é di un azzurro intenso: comunque nulla di particolare! Tornati a Tolos ceniamo alla "Taverna To Petrino": i tavoli sono sotto un porticato ricoperto di canne, in un contesto grazioso arricchito da uno stile da vecchia locanda greca. I piatti serviti sono abbondanti, ben cucinati e buoni, il servizio e il prezzo ottimi (6-7 euro a persona).

Secondo giorno:

Tolos - Panagia Tsampica - Tsampica Beach - Arhangelos - Stegna - Tolos (km 88 circa)

Partenza alla volta della costa orientale imboccando la strada costiera in direzione sud verso Soroni. Terminato l'abitato di Soroni si svolta a sin. verso l'interno dell'isola, seguendo le indicazioni per Dimylia ed Eleoussa. La strada é molto bella, immersa completamente nella pineta e mostra un'isola ricca di verde, di vegetazione e rigogliosa. Si sente un intenso odore di resina oltre ad una tanto agognata frescura. La strada comincia a salire lievemente e dopo 4 km si giunge al monastero di Syla, che il 27 luglio si anima per una grandiosa festa.

Altri 5 km e si arriva a Dymilia, piccolo paese che si sviluppa ai lati della strada principale; fatti altri 2 km ecco Eleoussa, dove si trova la deviazione per Profitis Ilias. Eleoussa é un bel paese con due ristoranti, una grande piazza in cui si fronteggiano la stazione di polizia e una graziosa chiesa cattolico-ortodossa e un'immensa fontana circolare. Si prosegue verso la costa orientale seguendo le indicazioni per Archipoli mentre la strada comincia a scendere. Superata l'insignificante Archipoli e fatti altri 5 km si trova sulla destra la deviazione per Epta Piges, le sette sorgenti.

Altri 3 km e finalmente si incontra la strada principale che percorre la costa orientale in località Kolimpia; prendendo a destra, verso il sud dell'isola, dopo solo 2 km si incontra sulla sinistra la deviazione per il monastero di Tsampica: la strada da asfaltata diventa "cementata", nel senso che é costituita da una stretta e sconnessa striscia di cemento, che si arrampica per 1,8 km sulle pendici della montagna in cima alla quale é posto il monastero. Un sentiero, che parte poco più avanti, porta sin dentro al monastero. Gli isolani sono molto devoti alla Beata Vergine di Tsampica a cui la tradizione vuole che si rivolgano le donne per ottenere la grazia di un nascituro. Il monastero, tuttavia, é ben poca cosa: é costituito infatti da una piccola cappella nella quale si trova l'icona della Beata Vergina di Tsampica, l'unica in cui il piccolo Gesù é raffigurato al centro, tra le braccia della Madonna, e non in braccio come in tutte le altre icone. La cosa bella di Panagia Tsampica é comunque la splendida vista panoramica che si gode dall'alto: a sinistra la vista spazia sulla spiaggia di Kolimpia e su tutta la baia di Afantou, a destra sulla splendida spiaggia di sabbia dorata di Tsampica.

Raggiungere la spiaggia é veramente facile, basta infatti riprendere la strada principale verso sud e dopo 300-400 m si trova a sin. l'indicazione per Tsampica beach. Sul primo tratto di spiaggia che si incontra ci sono ombrelloni e lettini, ma in fondo a destra c'é un ampio tratto completamente libero (possibilità di mangiare uno spuntino nei bar). La spiaggia é veramente bella, lunga e larga con la classica forma a mezza luna e composta interamente di sabbia dorata. L'acqua é limpidissima e di un brillante colore verde.

Lasciata Tsampika ci dirigiamo verso Arhangelos situato 3 km più a su, paese carino famoso per le ceramiche e i tappeti tessuti a mano. Da vedere c'é la bella chiesa ortodossa, posta nella zona alta, che ha un magnifico campanile bianco tutto lavorato e un giardino con alberi e panche a l'ombra, dove riposare al fresco. Ritornati verso il centro del paese, prima di raggiungerlo una deviazione a destra conduce a Stegna, sulla baia di Arhangelos. Il paese é carino, con locali e ristoranti, ma la spiaggia non é niente di particolare. Tornati a Kolimpia si ripercorrono a ritroso i 27 km che separano Tolos dalla costa orientale.

Terzo giorno:

Tolos - Castello di Kritinia - Siana - Castello di Monolithos - Prassonissi - Plimmiry - Tolos (km 194 circa)
La lunga baia di Apolakkia, offre un mare dai colori intensi e
La lunga baia di Apolakkia, offre un mare dai colori intensi e
incredibilmente belli - ©MaurizioFabbri

Partenza verso il sud dell'isola, ma seguendo la costa occidentale. La spiaggia é molto frastagliata, estremamente corta e soprattutto di ghiaia; per molti tratti é a ridosso della strada, praticamente deserta e il mare é mosso e, anche se di un bel colore azzurro pastello, appare poco pratico per potersi bagnare. Superato Skala Kamirou e fatti altri 2 km, sulla destra si incontra la deviazione per il castello di Kritinia (fortezza medievale di Kastellos), costruito dai Cavalieri nel 16° sec. per proteggere la costa occidentale dell'isola. L'esterno sembra in buono stato, sono presenti tutte le mura perimetrali, mentre l'interno é assai spoglio e di fatto quello che resta sono solo le mura. La vista che si gode dall'alto del colle é molto bella: a destra si domina la costa occidentale sino a Kalavarda, con Capo Kopria in primo piano, mentre di fronte sono ben visibili le isole di Marry, Strongyli, Tragoussa e, più defilata, la grande Alimia. A sinistra si scorge invece la baia di Glyfada. Tutto intorno la vegetazione é molto rigogliosa con predominanza di conifere e altri arbusti sempreverdi. Ritornati sulla strada principale si prosegue verso sud alla volta di Monolithos, dove si trova un'altra fortezza suggestiva a picco sul mare.

Superata la piccola cittadina di Kritinia, che possiede una graziosa chiesetta, si seguono le indicazioni per Siana caratterizzata da una bella piazza: sul lato destro si affacciano due ristoranti, su quello sinistro una graziosa chiesetta cattolico ortodossa. (Di fronte a quest'ultima, lungo la strada principale ci sono, uno di fila all'altro, due negozi che vendono i caratteristici tappeti di cotone tessuti con il telaio a mano: contrattando un po' si portano via per 10 euro).

Fatti altri 5 km si giunge a Monolithos: subito dopo essere entrati nell'abitato si trova, sulla destra, la deviazione per il castello. Percorsi altri 2 km lo si scorge dalla strada apprezzandone la straordinaria architettura. Per accedere alla fortezza (ingresso gratuito) basta seguire il piccolo sentiero, con tanto di scalini, che parte proprio dai bordi della strada. E' incredibile, possente e fiera, ma ancora più impressionante é il colpo d'occhio che offre sulla costa: a destra si scorge nitidamente la baia di Kimarassi, di fronte Capo Ag. Georgios con l'inconfondibile isoletta e a sinistra la lunga baia di Apolakkia. I colori sono intensi e profondi. Il mare é blu, ma verso la costa diviene di un azzurro vivo mentre tutto intorno domina il verde della pineta, fitta ed ininterrotta. Ritornati verso Monolithos si supera Apolakkia e si prende a destra seguendo le indicazioni per Kattavia: ad una curva si trova il ristorante Chisama dove si può pranzare sui tavolini all'aperto sotto un pergolato di vimini, piatti abbondanti e prezzi normali, splendida vista sulla baia!

Dopo pranzo si riparte alla volta di Prassonissi, la punta estrema dell'isola: la strada corre per ben 10 km costeggiando il mare e il panorama è una delizia per gli occhi. Percorsi altri 3 km si imbocca la deviazione per Prassonissi: si prende a destra, si percorrono altri 5 km e dopo aver scollinato ecco di fronte a noi lo stretto e lungo istmo di sabbia che collega Rodi alla piccola e deserta isola di Prassonissi. Qui si incontrano e fronteggiano i due mari: quello mosso della costa occidentale e quello calmo della costa orientale. La spiaggia é di sabbia bruna abbastanza grossa e l'acqua cristallina e di colore verde; l'unico neo é il vento, che soffia fortissimo, scaraventando addosso sabbia e ancora sabbia. Ritornati sulla strada principale si prende a destra, verso Kattavia (1 km), villaggio semplice e fuori dalle rotte turistiche. Da Kattavia ci si dirige verso Plymmiri. La spiaggia é a destra: una lunghissima baia praticamente deserta composta esclusivamente da ghiaia. E' perfetta per prendere la tintarella prima di intraprendere il ritorno a Tolos.

Quarto giorno:

Tolos - Kolympia - Epta Piges - Saint Nectarius - Tolos (km 70 circa)
Tra Arhipoli e Epta Piges si trova la bella chiesa ortodossa
Tra Arhipoli e Epta Piges si trova la bella chiesa ortodossa
di Saint Nectarius - ©MaurizioFabbri

Via verso la costa orientale attraverso la "solita" strada, quella che tocca Dymilla, Eleoussa, Archipoli e Epta Piges. Giunti all'incrocio con la strada principale della costa orientale decidiamo di dare un'occhiata alla vicina baia di Afantou. Svoltati quindi a sinistra, si percorrono 5 km e, dopo aver superato la deviazione che indica Afantou centro, sulla destra si trova quella per la spiaggia. Altri 800 m ed eccoci sulla strada che costeggia la baia di Afantou, lunghissima e ben attrezzata. Il mare é celeste e calmissimo, una tavola piatta; la spiaggia é di ciottoli e sabbia.

Si ritorna sulla strada principale e fatti 5 km verso sud si svolta a sin. in direzione Kolympia; altri 2 km e si arriva in riva al mare, dopo aver attraversato il centro del paese che sembrerebbe estremamente turistico.Giunta sul mare la strada si biforca e le indicazioni recano scritto su entrambi i lati "beach": a sinistra si trova la parte di spiaggia che, in sostanza, é la parte finale della Baia di Afantou, a destra, invece, superato Capo Vagia si trovano due baie, separate tra loro da scogli. A sinistra, dopo una piccola discesa di una ventina di metri, superato un rudimentale campo da basket, si trova la prima baia: piccolina, stretta e di sabbia, una perfetta mezza luna che purtroppo é completamente occupata dagli ombrelloni e dai lettini posti probabilmente dal bar che si trova a ridosso. Una piccola discesa che dà accesso alla seconda baia, molto più ampia e lunga, ma completamente di ciottoli e costellata lungo tutto il suo perimetro da residenze e villaggi.

La baia, che ha sulla destra il massiccio sul quale troneggia Panagia Tsampica, é battuta da un leggero vento e l'acqua é stupenda: cristallina e trasparente verso riva, di un azzurro profondo più al largo. Diventa subito profonda e non è affatto fredda.

Riprendiamo la strada verso Tolos facendo però sosta a Epta Piges, le sette sorgenti (2 km); la stretta lingua di cemento che segue si erpica all'interno della pineta per 800 m e termina in un ampio spiazzo adiacente ad un bar che ha numerosi tavolini posti sulla sponda di un piccolo torrente all'ombra delle conifere. Questa é la "famosa" Epta Piges! Tutto si risolve nel piccolo ponte di fianco al bar dal quale si vedono le sette sorgenti; io, però, ne ho contate solo quattro! Epta Piges dà l'idea dell'attrazione costruita per i turisti. Si può considerare esclusivamente un buon diversivo alla spiaggia, verso fine giornata quando, annoiati dal sole e dal caldo, si vuole bere qualcosa nel fresco della pineta.

Ci rimettiamo in marcia verso casa, ma dopo altri 4,2 km facciamo un'altra sosta a Saint Nectarius, una graziosa chiesa ortodossa posta alle pendici di un alto colle. Per cenare puntiamo su Paradissi (4 km): qui ci sono due ristoranti ma è possibile ordinare delle squisite gyros ben farcite di tsatsiki, pomodoro, cipolla e prezzemolo, abbondanti di carne e con qualche patata fritta da Xepi: costo 1,30 euro... il paradiso! Questo idillio purtroppo é interrotto troppo spesso dagli aerei che decollano da Rodi: la pista dell'aeroporto é infatti proprio qui dietro!

Quinto giorno:

Tolos - Castello di Feraklos - Agia Agathi - Psinthos (km 100 circa)
La baia di Malona, al centro della quale, su un colle, si
La baia di Malona, al centro della quale, su un colle, si
trovano le rovine del castello di Feraklos - ©MaurizioFabbri

Partenza alla volta di Haraci, sulla costa occidentale: superato Arhangelos e il bivio per Malona, la strada comincia a salire e dopo la curva, dall'alto, si scorge la baia di Charaki. Terminata la discesa, sulla sinistra si trova la deviazione per Haraci, che chiaramente imbocchiamo; altri 800 m e sempre sulla sinistra notiamo la deviazione per Agia Agathi, più nota come "Gold Beach" e il castello di Feraklos. Si prosegue a piedi lungo la strada sterrata, che comincia a salire verso il colle dove, ben visibili, sono le rovine del castello. La strada sterrata diviene ben presto sentiero; ci si arrampica, nel vero senso della parola, lungo il colle, anche se l'ascesa è facilitata dal posizionamento delle pietre che creano dei rudimentali scalini e si giunge in cima, all'interno del castello di cui resta ben poco.

Comunque la vista che si gode é molto bella: da una parte si domina il piccolo centro di Haraci, di cui é possibile ammirare la perfetta baia concentrica e quasi completamente chiusa, più oltre la lunga baia di Charaki e di Kalathos e sul fondo, perso nella foschia, Lindos. Dalla parte opposta invece si vede molto bene Agia Agathi e la sua spiaggia di sabbia dorata e si capisce perché la chiamino Gold beach! La sabbia é di un beige molto scuro e l'acqua limpidissima e cristallina, una piscina a cielo aperto con pesci di varie forme, dimensioni e colori. Riprendiamo la strada di casa...

Per rompere la monotonia dello spostamento, superato Saint Nectarius, si può imboccare a destra la deviazione per Psinthos. La strada é segnalata come asfaltata, ma dell'asfalto rimane ben poco...Il panorama é bello: una continua pineta, non sembra neanche di essere su un'isola... Finalmente si arriva a Psinthos, piccolo paese con una grande e bella piazza, su cui si affacciano diversi ristoranti e dove convergono tutte le strade che portano qui. Infatti appena superatala, la strada si biforca: a destra si va in direzione di Rodi, a sinistra verso Petaloudes. Di ritorno a Tolos si può decidere di cenare a Theologos, alla Taverna Drossia dove si mangia molto e bene e si spende poco! Ve la consiglio, anzi stra-consiglio!

Sesto giorno:

Tolos - Kalathos - Baia di Vlicha - Baia di Agia Ioannis - Tolos (km 114 circa)

Partenza alla volta di Kalathos, località a 10 km da Lindos. Giunti sulla strada principale della costa orientale, si prende verso destra dirigendosi a sud in direzione Lindos; si superano Arhangelos e Charaki, quindi fatti altri 5 km si arriva a Kalathos. La spiaggia di Kalathos é di sabbia e ghiaia ed é la continuazione naturale della lunga baia di Charaki; il mare, neanche a dirlo, é azzurro, ma di un azzurro scuro, intenso e profondo.

Più avanti, sul versante nord di capo Agia Aimilianos, c'é la piccola baia di Vlicha che dovrebbe essere più caratteristica: si ritorna quindi sulla strada principale e si prende a sinistra per Lindos; dopo circa 1,5 km si trova la deviazione per Vlicha beach, altri 800 m e si è sul mare. La baia é abbastanza lunga con alle spalle vari villaggi e hotel; é di ghiaia e presenta tre file di ombrelloni. Fortunatamente é anche larga, quindi nei 10 metri che separano la prima fila di ombrelloni dal mare ci si può tranquillamente sistemare, cosa che fanno in molti visto che un ombrellone e due lettini costano 7 euro al giorno! L'acqua é cristallina ed ha un colore verde tenue per poi divenire, più al largo, blu scuro.

Dirigendosi poi a sud, la strada sale sulle pendici di Capo Aimilianos e dall'alto si ha un ottimo colpo d'occhio sull'intera baia di Vlicha, Kalathos e la baia di Charaki. Appena scollinato e fatte altre due curve, si arriva a un punto di vista privilegiato: consente di ammirare infatti in tutta la sua bellezza Lindos, con il caratteristico paesino di case bianche a ridosso dell'imponente fortezza e sulla sinistra, in basso, una delle sue due baie, la più ampia, con un mare azzurro pastello.

Proseguendo oltre il promontorio c'è una baia, stranamente non segnalata, fra Lindos e Capo Lardos (unica costruzione presente é il Residence Lindos Memories da cui parte una strada piastrellata che porta alla spiaggia). La spiaggia è costituita di sabbia e ghiaia fine, non é troppo larga ed é lunga circa 300 m. L'acqua ha dei colori incredibili: verso riva é verde brillante, a causa dei numerosi scogli presenti, ma più al largo é di un blu intenso nel quale si aprono delle vere e proprie chiazze turchesi in corrispondenza del fondale sabbioso. Incomprensibile come un posto di tale bellezza non venga segnalato; la spiaggia infatti é deserta e credo che chi venga qui, non lo faccia con intento, ma ci capiti per caso...

Al calar della sera si ritorna a Tolos.

Settimo giorno:

Tolos - Lindos - Pefki - Lardos - Tolos (km 130 circa)

La meta odierna è Lindos: partendo la Tolos in mezz'ora si raggiunge la parte opposta dell'isola e, incontrata la strada principale della costa orientale, dopo 26 km si arriva a Lindos: tempo impiegato 45 minuti. Puntiamo sulla fortezza: circa 1 km di passeggiata lungo un pendio non troppo scosceso e comunque ben percorribile visto che per 2/3 é all'interno del paese e nell'ultima parte il sentiero é ben segnato e tenuto (se proprio non si sopporta camminare, allora si può ricorrere agli asinelli: appena entrati in paese, sulla destra si trova il punto di partenza di questi "poveri" animali che per tutto il giorno portano i turisti alla fortezza; costo del trasporto: 4 euro).

In poco meno di 10 minuti si giunge all'entrata della fortezza (ingresso 6 euro). L'area intorno all'acropoli fu portata alla luce nei primi anni del 1900 dai danesi che ritrovarono, e si portarono via, uno dei reperti più importanti conosciuto col nome di Cronaca del Tempio di Atena da Lindos: si tratta di due lastre di marmo con iscrizioni di Timochide, sacerdote di Atena, datate 99 a.C. che ora sono in bella mostra al museo di Copenhagen! L'acropoli, disposta su quattro diversi livelli, si erge su una roccia triangolare, più larga e bassa sul lato nord e più alta e stretta su quello sud. Tutto intorno si erge la muraglia costruita dai cavalieri che, a differenza delle antiche mura originarie, impedisce di vedere le costruzioni che ci sono all'interno.
La splendida fortezza-acropoli di Lindos domina il piccolo paese di
La splendida fortezza-acropoli di Lindos domina il piccolo paese di
case bianche - ©MaurizioFabbri

L'atmosfera è stana, quasi magica... Sembra di trovarsi in un grande set cinematografico: l'unica cosa che tiene attaccati alla realtà sono i rumori del paese sottostante che si stende come un lenzuolo bianco, intatto e non deturpato da alcuna costruzione moderna. Il governo greco ha infatti vietato qualsiasi tipo di speculazione edilizia e se si vuole dormire qui bisogna prendere in affitto le camere che gli abitanti mettono a disposizione dei turisti, che non sono nè poche, nè a buon prezzo. In lontananza (e parzialmente coperta dal corpo centrale del castello dei Cavalieri) si vede la baia più grande di Lindos mentre sul retro, dal Tempio di Atena, si apre completamente alla vista la piccola baia di San Paolo, il porticciolo di Lindos ricavato in un anfratto naturale circolare, quasi completamente chiuso.

Tornati in paese ci dirigiamo verso la spiaggia: é stretta e lunga circa 200 m, ma la cosa peggiore sono gli eccessivi ombrelloni! Il mare in compenso é molto bello, calmo e liscio come una tavola, cristallino e azzurro tenue. Verso mezzogiorno ci si avvia verso il cuore del paese: i vicoli sono completamente tappezzati di merce che non varia poi molto da un esercizio all'altro. Fondamentalmente vendono tutti le stesse cose: paccottaglia per turisti, cara e poco caratteristica... Anche i locali e i ristoranti sono moltissimi, si ha l'imbarazzo della scelta, ma i prezzi sono molto più alti del solito. E' difficile trovare Lindos non invasa dai turisti e quindi, per cercare un po' di più calma ci dirigiamo verso Pefki (4 km).

Superato Capo Ioannis, troviamo una bella località balneare che non ha niente da invidiare a Lindos, se non la fortezza... Si percorre la strada che porta in paese scorrendo un'interminabile fila di ristoranti, negozi, bar e locali. Ogni cinquanta metri sulla destra si incontra una traversa che va verso il mare. Si può ritornare sulla strada principale e proseguire verso sud; dopo 3 km si incontra il bivio per Gennadi e Kattavia e, pur se in piccolo e leggermente sbiadita, l'indicazione per Lardos beach. Non é niente di particolare, anzi sicuramente il tratto di costa meno attraente visto sino ad ora con sabbia e ciottoli e l'acqua che, pur avendo un colore verde brillante, non é completamente limpida.

Ritorno a Tolos.

Ottavo giorno:

Tolos - Kiotari - Gennadi - Vati - Tolos (km 160 circa)

Da Tolos si parte alla volta di Gennadi, paese che si trova a sud della costa orientale dell'isola. Invece della "solita strada" questa volta seguiamo un nuovo percorso: si supera Soroni e si arriva alle porte di Kalavarda, prendendo a sin. in direzione Salakos. La strada si allontana dalla costa e comincia a salire; dopo 7 km si incontrano le prime case di Salakos, piccolo centro ben curato e accogliente, almeno all'apparenza.

Lasciato il paese, la strada continua per altri 5 km salendo le pendici occidentali del monte Ilias e lasciando intravedere a tratti la costa sottostante. Si giunge quindi ad un bivio: a destra si va verso Emponas, a sinistra verso Profitis Ilias. I seguenti 5 km che conducono sino al paese di Profitis Ilias sono, per il panorama che regalano, eccezionali, incredibili e particolarissimi. La strada sale al centro della montagna tra piccole e continue curve nel bel mezzo di un vero e proprio bosco di conifere, pini e abeti. Una vegetazione incredibilmente florida e bella ci inghiotte e di colpo diventiamo anche noi parte di questa pineta fittissima in cui i raggi del sole filtrano a fatica e soltanto a tratti, creando un crepuscolo di luce che rende pieno di fascino questo spostamento.

Si prosegue, lasciandosi alle spalle Profitis Ilias, verso Eleoussa dove ci si ricollega all'ultimo tratto della "solita" strada che porta alla costa orientale. Si superano Kolimpia, Kalathos, Pylonas e Lardos, Pefki per giungere a Gennadi la cui attrazione principale è la grande e bella chiesa di San Giorgio. La baia di Gennadi é lunga e ininterrotta, costituita di sabbia e ghiaia e con diversi punti in cui ci sono ombrelloni alternati ad ampi spazi deserti in cui regna la quiete e la tranquillità. Carina anche la spiaggia di Kiotari (5,5 km) la cui acqua ha un acceso colore verde ed è molto limpida. Tutto sommato un bel posticino... Si può pranzare al vicino Ristorante Stefano: il pesce é carissimo a discapito delle numerose barche che si trovano nel piccolo porticciolo e che presuppongono la presenza di numerosi pescatori; le altre pietanze sono nella norma e le porzioni abbondanti e buone.

Per tornare a Tolos, invece di ripercorrere a ritroso la strada da cui siamo arrivati ritorniamo a Gennadi dove, prima di entrare nell'abitato, giriamo a destra verso l'interno in direzione Vati che si raggiunge dopo 7 km. Si prosegue per Apolakkia: altri 10 km di strada interna per passare nuovamente attraverso Monolithos, Siana e Kritinia, costeggiando prima il massiccio dell'Akramytis e poi quello dell'Attaviros.

Nono giorno:

Tolos - Rodi - Felirimos - Baia di Trianta - Ialyssos - Tolos (km 70 circa)
Le rovine di quello che una volta fu un elegante centro
Le rovine di quello che una volta fu un elegante centro
termale a Kallitheae - ©MaurizioFabbri

Da Tolos si risale verso nord e, superato l'aeroporto, si seguono le indicazioni per Rodi. La strada abbandona la costa e piega verso destra: é una sorta di superstrada, scorrevole, rettilinea e veloce che consente di evitare il caos dei paesi affacciati sulla baia di Trianta. In circa 15 minuti si arriva in città.

Le mura di Rodi sono già uno spettacolo: imponenti e massicce. In alcuni punti sono spesse 12 m e il fossato arriva a 21 m di larghezza. Se ciò stupisce, quello che si trova al loro interno é qualcosa di unico e indescrivibile... La città vecchia infatti é un vortice di vicoli e piccole stradine che si intrecciano tra loro in un enorme labirinto con un fascino inconsueto e particolarissimo. Perdersi e ritrovarsi al suo interno é una vera e propria gioia... Tutte le costruzioni sono in sasso e sono le stesse, spesso fedelmente ristrutturate, di 6 secoli fa. La città medievale, detta Kastro, é suddivisa in due settori: quello nord, che comprendeva l'acropoli interna e il Castello dei Cavalieri, detto Collacchio, e quello sud, la Chora, più vasto, dove abitava il popolo. Molteplici sono i monumenti interessanti e degni di nota che si trovano a Rodi e si incontrano facilmente passeggiando per la città (su tutti ricordo il Palazzo del Gran Maestrio orario:9-19, lun.12.30-19, chiuso la dom.). E non dimenticate di andare a vedere le due colonne che delimitano l'ingresso al porto, sulla cima delle quali svettano le statue del Cervo e della Cerva, simboli della città: qui infatti la tradizione colloca il mitologico colosso di Rodi. Rodi é fantastica, incredibile, bella e affascinante; ci si può tranquillamente passare un'intera giornata, tanti sono i monumenti che possiede. Anzi forse non é affatto sbagliato pensare che sia tutto l'insieme un'enorme monumento, che é arrivato intatto sino a noi...

Lasciamo Rodi costeggiando il porto, passiamo di fronte all'acquario e torniamo indietro seguendo le indicazioni per Ialyssos. Superiamo Kritika e Ixia, costeggiando la baia di Trianta e dopo 8 km entriamo nell'abitato di Ialyssos. Un cartello indica la deviazione per il colle di Filirimos, dove si trova l'acropoli di Ialyssos. La strada, 5 km in tutto, va verso l'interno e per i primi 3 km resta pianeggiante, poi comincia a salire, con vari tornanti, in mezzo ad un bosco di pini, per giungere in cima al colle dove, di fronte ad un ampio parcheggio, c'é l'ingresso all'acropoli. Fatta una breve salita si giunge alla piccola chiesa di Panagia Filerimou, carina e strana al tempo stesso. Dal colle si gode di un bellsssimo panorama: di fronte c'é la baia di Trianta e lo sguardo segue l'orizzonte, da Rodi a Kremastì! Ritorno a Tolos.

Decimo giorno:

Tolos - Terme di Kallithea - Tolos (km 70 circa)

Le terme di Kallithea sono poste all'inizio della costa orientale, a 15 km da Rodi città. Per raggiungerle si ripercorre la superstrada per Rodi, ma arrivati al semaforo che di fatto ne sancisce la fine, invece di girare a sinistra, verso la città, si prende a destra verso Faliraki, cuore del nuovo sviluppo turistico dell'isola. Imboccata la strada costiera, ritornando verso il capoluogo e fatti 6 km, sulla destra, si trova la deviazione per Kallithea.

L'entrata alle vecchie terme é gratuita, anche perché sono state abbandonate e solo ultimamente si sono fatti dei lavori per poterle recuperare. L'interno é fortunatamente ancora salvo e garantisce un po' di quella caratteristica atmosfera che doveva respirarsi al suo interno nei momenti di massimo splendore. Il resto della struttura é completamente in rovina e aggirarsi per quelli che erano gli spogliatoi e i padiglioni laterali sembra un viaggio all'interno di una città fantasma. Tuttavia ciò che resta consente di farsi un'idea della bellezza e del fascino che questo luogo doveva avere, quando dalle sue fonti sgorgava un'acqua dalle qualità terapeutiche. L'insenatura su cui si affacciano le terme ha un'acqua limpida e di colore verde; anche qui é pieno di lettini e volendo si può rimanere per trascorrere una tranquilla giornata al sole. Dalla parte opposta, proprio sotto il parcheggio da cui parte il breve sentiero che consente di accedervi, c'è un'altra spiaggia. L'acqua é limpidissima e di un colore verde acceso. Sulla sinistra, all'inizio della spiaggia, si trova una taverna con diversi tavolini posti sotto un pergolato coperto d'edera, dove si può pranzare. In serata ritorno a Tolos.

Undicesimo giorno:

Tolos - Capo Ladikò - Baia di Anthony Quinn - Trogonou - Tolos (km 85 circa)
La splendida veduta dalla fortezza di Monolithos
La splendida veduta dalla fortezza di Monolithos -
©MaurizioFabbri

Si ripercorre la strada che consente di arrivare dalla parte opposta dell'isola e, giunti a Faliraki, si prosegue verso sud. Percorso poco più di 1 km, sulla sinistra si trova la deviazione per Ladikò e la baia di Anthony Quinn. La strada sale per 500 m, quindi ridiscende per circa 200 m e si biforca: prendendo a destra si scende per altri 150 m arrivando a ridosso della baia di Capo Ladikò dove si trova una piccola e stretta spiaggia di sabbia e ghiaia occupata completamente da ombrelloni e lettini, alle spalle della quale c'é una taverna.

Andando a sinistra, invece, la strada continua per circa 200 m terminando in uno spiazzo sterrato che funge da parcheggio per coloro che vogliono scendere alla baia di Anthony Quinn (il nome deriva dal fatto che il governo, ai tempi del film "Zorba il greco" aveva regalato la baia al popolare attore; alcuni anni dopo però, cambiato il governo, lo stato si riprese il regalo! L'attore non si rassegnò all'idea di perdere questo piccolo angolo incontaminato e aprì un contenzioso legale che ancora oggi si trascina senza giungere ad una soluzione) oppure al porticciolo di Capo Ladikò, costituito da una banchina in cemento sulla quale sono disposti ombrelloni e lettini.

La Baia é dotata di una spiaggia ridottissima ma in compenso l'acqua é straordinaria, limpidissima e di un colore particolare che va dal verde all'azzurro tenue. Purtroppo, data la sua notorietà, si riempie subito e in breve tempo ci si trova in un carnaio. 1,5 km più a sud c'è un'altra spiaggia, Trogonou beach, tratto iniziale della lunga baia di Afantou. La spiaggia é interamente composta da ciottoli grossi, bianchi, levigati e arrotondati, che caratterizzano anche il fondale circostante. L'acqua é molto bella, limpida e di un colore verde intenso nei primi 10-15 metri mentre diventa lentamente blu scuro più al largo.

Ritorno a Tolos.

Dodicesimo giorno:

Tolos - Trogonou - Tolos (km 80 circa)

La baia di Afantou ci ha lasciato soddisfatti e visto che riteniamo meriti molto di più di qualche ora rubata alla fine di una giornata, decidiamo di dedicarle interamente il nostro penultimo giorno a Rodi. Ci dirigiamo quindi verso Trogonou beach per sistemarci proprio all'estremità sinistra della spiaggia dove c'é una sorta di grotta, molto affascinante, sotto la quale disporsi.

Lo scenario é incredibile: di fronte, a pochi metri, il mare col suo continuo andirivieni, a destra tutta la lunga baia di Afantou, sopra la scogliera (tra l'altro, l'ombra della grotta consente di ripararsi dai raggi del sole che, verso mezzogiorno, si fanno sentire)! Per mangiare vi sono alcune taverne: la prima che si incontra, posta a ridosso del gruppo di ombrelloni bianchi, é carina, pulita e stranamente vuota: è infatti riservata ai militari e alle loro famiglie che qui hanno la loro spiaggia privata. La taverna successiva, quella che porta il nome della spiaggia, poche decine di metri più avanti, ha prezzi abbordabili anche per il pesce, le porzioni sono abbondanti e tutto é buono e ben cucinato.

Ritorno a Tolos.

Tredicesimo giorno:

Tolos - Rodi - Tolos (km 50 circa)

Trascorrere un'altra giornata girovagando per l'affascinante Rodi può essere una valida alternativa a una giornata in spiaggia nel caso siate sazi di sole e mare. Potete dedicare un po' di tempo al Museo archeologico che occupa l'antico Ospedale dei Cavalieri, splendido edificio del XV sec., e visitare, nella città nuova, l'Acropoli con lo stadio, il teatro e il Tempio di Apollo Pizio. Da qui si gode una vista magnifica e, se vi arrivate nel tardo pomeriggio, anche degli splendidi tramonti.

:::::::::::::Grecia

Itinerario 4


A zonzo tra le isole del Dodecanneso: Kos, Patmos, Lipsi, Leros

di Flavia Daneo

Punto di partenza :


Kos

Punto di arrivo:


Leros

Durata:


10 gg.

Mezzo di trasporto:


bus locali; bicicletta o moto a noleggio

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


400 euro

Mete preferite da migliaia di turisti, le isole greche offrono, nella maggior parte dei casi, una doppia opportunità: unire lo svago alla cultura. Non solo mare e belle spiagge quindi, ma anche suggestive rovine antiche, monasteri e borghi marinari. Il giro qui proposto vuole essere un invito e una traccia per partire alla scoperta di alcune delle 200 isole greche sparse nel mar Egeo davanti alle coste meridionali turche. La scelta è del tutto personale così come la decisione di visitare un luogo anzichè un altro: è ovvio quindi, che avendo maggiore disponibilità di tempo, ognuno potrà allungare a proprio piacimento il soggiorno nelle varie isole e nelle diverse località di mare.

Primo giorno:

Kos

A Kos si arriva comodamente dall'Italia con voli charter diretti (periodo estivo) o con regolari voli di linea dell'Olympic Airways che, plurisettimanalmente, collega Atene con l'isola (55 min. di volo). In coincidenza con l'arrivo del volo, dall'aeroporto partono bus pubblici che collegano alcune località dell'isola per terminare la loro corsa a Kos città (3 euro a persona) dove troverete ad aspettarvi numerosi proprietari di domatia pronti ad offrirvi le loro camere (circa 35 euro la camera doppia). Stessa cosa se arriverete al porto con il traghetto che collega il Pireo all'isola. Tenete presente che Kos ha in genere prezzi più cari rispetto ad altre isole dell'Egeo.

Secondo giorno:

Kos città - Aklepeion - Kos città (8 km)

Situata a pochissima distanza dalla costa turca (tanto che giornalmente si effettuano mini crociere giornaliere a Bodrum, Turchia), l'isola di Kos è meta di un turismo giovane, con tanta voglia di divertirsi e di fare amicizia. A Kos il personaggio più famoso è Ippocrate,il fondatore della scienza medica. Ippocrate professava nell'Asklepeion e quindi, la prima meta è proprio questo luogo che si trova appena 4 km a sud ovest di Kos città. Vi sono numerose corse di autobus che portano al sito, ma il nostro consiglio è di noleggiare una bicicletta in uno dei numerosi negozi di noleggio (belle e quasi nuove mountain bike al prezzo di 2,5-3 euro al giorno) e di arrivare all'Asklepeion pedalando. Il percorso è molto facile anche se alcune salite possono far sudare un po'. Le rovine dell'Aklepeion (biglietto di ingresso 4 euro) sono distribuite su tre livelli e sono inserite in un ambiente suggestivo. Dalla sommità si gode di un bellissimo panorama su Kos città e sulle coste turche che da qui distano una manciata di km. Al ritorno ci si può fermare a mangiare nel villaggio di Platanos, che si attraversa. Nella piazzetta infatti si aprono alcune taverne che propongono piatti della cucina greco-turca.

Nel pomeriggio si può proseguire con la visita di Kos città e visitare il Castello dei Cavalieri di Rodi, ancora imponente, le moschee di Deftedar e di Hadji Hassan, dietro ai resti dell'antica Agorà, la piazzetta con il platano centenario, piuttosto malridotto, dove la leggenda vuole che Ippocrate tenesse le sue lezioni, gli scavi occidentali, con interessanti resti di edifici affrescati e decorati da mosaici in buone condizioni.

Terzo giorno:

Kos città - Paradise beach - Agios Stefanos - Kos città (80 km circa)

Un bus che parte daKos cittàporta verso la baia di Kefalos dove si trovano le spiagge più rinomate dell'isola (40 min. circa, 2.80 euro). La prima è la più famosa: Paradise beach che, sinceramente, ci ha deluso non poco. La spiaggia è di sabbia , ci sono ombrelloni e lettini a pagamento, un bar-ristorante dove fare uno spuntino, ma nulla di eccezionale. Il nostro consiglio è quindi quello di proseguire lungo la strada e scendere poco oltre, ad Agios Stefanos. Dalla strada principale un breve sentiero porta alla spiaggia. Qui, la spiaggia che si stende ai piedi delle rovine della basilica paleocristiana di Aghios Nikolaus, consente di raggiungere a nuoto l'isola di Agios Stefanos e di arrampicarsi fino all'omonima chiesetta, tutta bianca e azzurra (consigliabili le scarpette da scoglio sia per avvicinarsi all'isola, sia per salire il rapido sentiero che porta alla chiesetta). Il panorama è gradevole e alcuni alberi consentono di ripararsi all'ombra nei momenti più caldi della giornata.

Quarto giorno:

Kos-Patmos

Numerosi sono i battelli che da Kos portano a Patmos (in catamarano in 2 ore, costo 20 euro; soste a Kalymnos e Leros), la più settentrionale delle isole del Dodecanneso. A Patmos l'atmosfera che si respira è ben diversa da quella di Kos: più spirituale e sofisticata, memore ancora, forse, dei viaggiatori del Grand Tour, che qui approdavano, o di Chatwin che vi amava trascorrere intense giornate. I battelli approdano a Skala, il capoluogo, distesa intorno a un'ampia baia. Sebbene al vostro arrivo veniate assaliti, come al solito, dai padroni delle varie domatia, noi vi consigliamo di proseguire verso destra, lungo il lungomare, fino all'imbocco della strada per Kambos: qui si trova la casa di Susanna Gambieraki (tel. 2247033030-32422, cell.6974566996), simpatica e gentilissima patmiota che affitta camere doppie (30 euro) o appartamentini per 2-4 persone (35 euro). La vista che si gode da qui è davvero molto bella, sia su Skala che sulla Chora con relativo monastero. In alternativa, a pochi passi dal molo trovate il decadente Hotel Rex e, poco oltre, il migliore Hotel Galini (tel. 31240; 30 euro la camera doppia). Per mangiare non c'è che l'imbarazzo della scelta: sempre a Skala, buoni piatti di pesce con un buon rapporto qualità-prezzo da Ostria Ouzeri, sul lungo porto (9-10 euro a persona circa; lo distinguete perchè sul tetto ha una piccola barca da pesca illuminata). In alternativa potete salire a Chora e cenare da Vangelis, in piazzetta oppure nel bellissimo giardino fiorito.

Quinto giorno:

Skala - Chora - Grikos

L'imbocco della strada per Chora è alle spalle del molo. Vi sono numerose corse di bus (1 euro) che portano fino al Monastero bizantino con fermata anche alla Grotta dell'Apocalisse, ma noi suggeriamo di salire a piedi seguendo l'antica strada bizantina con il fondo di grosse pietre: è senz'altro più suggestiva e permette di sostare per godersi gli splendidi panorami di sempre maggior respiro man mano che si sale. La salita fino al Monastero dell'Apocalisse dura circa 20 min.; qui si trova la famosa Grotta dove l'apostolo S. Giovanni ebbe l'ispirazione a scrivere l'Apocalisse. Si prosegue ancora lungo la strada bizantina per un'altra mezz'ora per giungere a Chora, su cui incombe la possente mole del Monastero di San Giovanni Teologo, quasi una fortezza, vero centro e baluardo di fede, fondato nel 1088 dal beato Christodoulos. Il Monastero (mattino 8-13; pom. 16-18 solo due giorni la settimana ) è interessante per gli affreschi bizantini che decorano le sue cappelle, per il ricco Museo e per capire come vive ancor oggi la comunità monastica che lo abita. Da non perdersi una passeggiata per le silenziose strette stradine della Chora, con le case imbiancate a calce e i cortili dove esplodono le bungavillee, ricca di scorci caratteristici e panoramici, vero paradiso per fotografi in cerca del particolare pittoresco.

Terminata la visita di Chora si può riprendere il bus proveniente da Skala e proseguire per la piacevole spiaggia in ciottoli di Petra, dalle acque trasparentissime color acquamarina. Per raggiungerla basta camminare per una decina di minuti dal capolinea diGrikos lungo il mare, oltrepassando una piccola laguna interna di acque stagnanti. Il ritorno a Skala avviene sempre in bus (1 euro).

Sesto giorno:

Skala - Kambos - Livadou - Livadi Geranou - Capo Geranou - Skala

La spiaggia più famosa di Patmos è quella di Psili Amos raggiungibile in barca da Skala con gite giornaliere o in motorino o, ancora, a piedi. Secondo molti è un po' sopravvalutata sia perchè la sabbia non è pulitissima, sia perchè è piuttosto ventosa, cosa che non rende rilassante nè prendere il sole nè godersi il bagno in quanto il mare è molto spesso mosso. In alternativa ci sono state consigliate le spiagge a nord di Skala e, in particolare, quelle di Livadou e Livadi Geranou. Per raggiungerle, se non avete un mezzo proprio (moto a partire da 15 euro al giorno), potete prendere il bus che da Skala porta a Kambos (1 euro) dove fa capolinea. Kambos ha una piccola spiaggia affollata attrezzata con sdraio e ombrelloni e diverse barche ormeggiate: proseguite lungo la strada fino al punto dove un cartello stradale vi indica le spiagge di Lampi, sulla sinistra, e di Vagia e Livadi Geranou sulla destra. Fatta una breve salita proseguite ancora sulla sinistra lungo la strada asfaltata che si addentra in un paesaggio piacevole di campi e colline e proseguite per circa 35-40 min. finchè, dall'alto, non scorgerete un promontorio di roccia che si immerge nel mare con, alla sua destra, due splendide calette di piccoli ciottoli ombreggiate da tamerici. Questa è la spiaggia di Livadou (per raggiungerla, prendere il sentiero che scende a fianco di un piccolo bar_ristorante), dalle acque calme e trasparentissime. Quando siamo andati noi, ci saranno state al massimo cinque persone! Risalito il sentiero, potete proseguire per un centinaio di metri fino alla spiaggia successiva di Livadi Geranou, più ampia e più affollata, anche questa con acque trasparentissime, e sovrastata da un piccolo ristorante dove poter fare uno spuntino ( pesce più contorni 10 euro circa). Di fronte sorge una piccola isola raggiungibile a nuoto. Se avete un motorino o un auto, potete proseguire ancora verso Capo Geranou e arrivare nei pressi della chiesetta della Panagia. Ai suoi piedi una splendida spiaggetta di piccoli ciottoli, sabbia fine e splendide acque, con pesciolini argentei che arrivano praticamente a riva. Un vero paradiso (qui addirittura c'eravamo solo noi!).

Settimo giorno:

Patmos - Lipsi

Numerose corse giornaliere collegano Patmos alla piccola isola di Lipsi (raggiungibile in aliscafo in 25 min.; biglietto 8,40 euro). Lipsi è situata a 12 km a est di Patmos ed è apprezzata da coloro che amano fuggire dalla "pazza folla" perchè è senz'altro meno affollata di tante altre isole dell'Egeo. L'aliscafo vi sbarca a Lipsi città, grazioso villaggio che si stende intorno al porto. Come al solito, al momento del vostro sbarco, verrete quasi assaliti dai proprietari delle varie domatia, alcune delle quali si affacciano proprio sul molo (Galini, tel. 41212; Panorama, tel. 41235). Noi abbiamo optato questa volta per l'Hotel Afrodite (tel. 41100, ampia e pulitissima camera doppia con bagno e angolo cucina a 30 euro) perchè posizionato a due passi da una splendida piccola baia di sabbia fine con acque che vanno dal trasparente più assoluto al verde, all'azzurro e al blu; lo trovate a due passi dal molo, sulla destra, dopo aver fatto una brevissima salita a fianco del locale The Cave). D'obbligo una visita al paese per poi imboccare, sulla destra, una comoda strada asfaltata che porta, in circa mezz'ora di passeggiata, alla spiaggia di ciottoli di Hohlakoura. Il mare è sempre trasparentissimo, ma la spiaggia di ciottoli davvero limitata. Poco oltre le spiagge di Xirokampos e di Tourkomina. Per cenare la scelta è davvero ampia: noi abbiamo provato in paese il piccolo ristorante gestito da un italiano, La Nave, ma sinceramente non ci ha colpito in modo particolare; e il Calypso, sul lungoporto. I prezzi sono sempre sulla media (10-12 euro).

Ottavo giorno:

Macronissi - Aspronissi - Tiganakia - Arki - Marathi

Un consiglio: non perdete la gita di un giorno alle cinque isole! Si parte dal molo di Lipsi la mattina alle 10 per fare ritorno verso le 18; noi ci siamo imbarcati sulla Rena II, una barca nera stabile e comoda sulla cui coperta sdraiarsi a prendere il sole durante la navigazione (costo 10 euro). La prima tappa è Macronissi: la barca getta l'ancora di fronte a una grotta naturale che si può attraversare a nuoto: l'acqua è trasparentissima e il mare davvero una meraviglia! Si prosegue per Aspronissi che deve il suo nome al colore bianco delle sue rocce e, di conseguenza, della sua spiaggetta. Qui i colori del mare sono da Maldive! Nella mezz'oretta che viene concessa per fare il bagno par quasi, mentre ci si riposa sulla spiaggetta di ciottoli, di essere Calypso in attesa del ritorno di Ulisse (il nome di Lipsi deriva appunto da quello mitico di Calypso). E davvero spettacolare vedere poi il contrasto che le scogliere bianche fanno stagliandosi contro il mare azzurro intenso! Ancora un tratto di navigazione e si arriva nella baia di Tiganakia con un mare da favola. Qui l'acqua è un po' più fredda, forse a causa delle correnti, ma il mare è talmente straordinario che è un delitto non approfittarne. Ancora navigazione e breve tappa nella minuscola Arki, quattro case che si affacciano su un porticciolo dove i pescatori stanno aggiustando le loro reti. Tappa successiva Marathi dove la barca getta l'ancora per una sosta più lunga: qui infatti ci sono alcune taverne dove poter gustare il calamaro ripieno di formaggio o, in alternativa, una spiaggia di sabbia dove potersi sdraiare a prendere il sole o a fare il bagno nelle basse e trasparenti acque. Volendo c'è anche il tempo di addentrarsi nell'isola e andare in esplorazione di questo piccolo paradiso.

Nono giorno:

Lipsi - Platys Gialos - Leros

La caratteristica di Lipsi è che tutte le sue spiagge sono raggiungibili comodamente a piedi con passaggiate al massimo di un oretta. Noi abbiamo deciso di andare a Platys Gialos (ci si può arrivare anche con il bus che parte ogni ora da Plateia Nikiforias) lungo la strada che parte a fianco dell'Hotel Afrodite. Platys Gialos è la spiaggia più famosa dell' isola ed è situata in una baia a nord di Lipsi città. La spiaggia non è particolarmente ampia e non è nemmeno ben tenuta (mozziconi di sigaretta a centinaia); lungo la spiaggia scorazza un gruppetto di anatre che all'inizio possono anche divertire, ma alla lunga possono diventare fastidiose visto che gironzolano a pochi centimetri da te e non sai mai che reazione possano avere. Il mare è effettivamente bello: la sabbia digrada dolcemente e l'acqua assume colorazioni che vanno dal trasparente all'azzurro intenso, al verde, a seconda del variare della luce. Si può pranzare alla Taverna O Platys Gialos con circa 10 euro. Nel pomeriggio partenza per Leros in catamarano (euro 9,60): le corse giornaliere sono diverse e traversata davvero breve (20 min.). A Leros si sbarca ad Agia Marina: troverete delle domatia anche al porto, ma forse vi conviene optare per Alinda, paese turistico situato 4 km oltre, dove la scelta è senz'altro più ampia. Attenzione: nonostante le nostre richieste sembra che a Leros non esista un servizio pubblico di bus, pertanto sarete costretti a prendere un taxi (fino ad Alinda 4 euro). Noi abbiamo pernottato a Diamantis Studios (25 euro la doppia con uso cucina e bella terrazza), ma pochi metri prima potete anche provare all'Hotel Gianna o, poco oltre, scegliere tra sistemazioni anche più dispendiose. Per mangiare, sul lungomare ci sono diverse taverne e i prezzi sono in linea con quelli soliti (10-12 euro). Ad Agios Marina ci sentiamo di consigliare la taverna ouzeri Nero Milos (tel. 24894) situata a fianco del suggestivo mulino sull'acqua: con 10-15 euro si mangia bene in un ambiente suggestivo e seguiti dal disponibilissimo proprietario.

Decimo giorno:

Leros.

A Leros non c'è moltissimo da vedere: il capoluogo Platanos è praticamente una continuazione del porto di Agios Marina ed è sovrastato da un imponente castello raggiungibile salendo 370 gradini o, in alternativa, percorrendo anche a piedi circa 2 km di strada asfaltata. Lungo questa strada, poco oltre l'imbocco della deviazione per Panteli, c'è anche una bella panoramica dei vecchi mulini che si snodano lungo la cresta di una piccola collina. Ad Alinda, sul lungomare, potete noleggiare motorini (Moto land, tel. 24584; 6-9 euro al giorno) o biciclette (3-4 euro al giorno) con cui raggiungere la caratteristica chiesetta di Agios Isidoros che sorge su un'isoletta collegata alla terraferma da una strada sopraelevata. Per arrivarci, da Alinda imboccate la strada che porta all'aeroporto per poi svoltare a sin. al primo bivio (4 km circa). Da Leros ripartiamo per Atene in aereo: ancora una volta bisogna andarci in taxi, visto che bus non ce ne sono proprio (8 euro da Alinda).
::::::::::Grecia

Itinerario 5


Alla scoperta di Santorini:

al di là delle spiagge

Testo e foto di Kamar

Punto di partenza e arrivo:


Atene

Durata:


7 gg.

Mezzo di trasporto:


mezzi locali

Difficoltà:


nessuna

Spesa:


550 - 770 Euro

Primo giorno:

Italia - Atene - Santorini (aereo)
Le caratteristiche cupole blu di Santorini
Le caratteristiche cupole blu di Santorini

Partenza da Roma con volo Aegean (www.aegean.com) su Atene. Il volo per Santorini partirà dopo 5 ore, per cui ne approfitto per fare un breve giro ad Atene, una toccata e fuga in quanto occorrono circa 40 minuti per arrivare nel centro città.

Atene sembra interessante ma non c’e’ tempo per visitare la zona archeologica: sarà per un prossimo giro.

Il volo per Santorini dura circa 40 minuti. Con un taxi raggiungo l’hotel (Nissos Thira), molto comodo in quanto si trova nel centro di Thira e a 2 minuti dalla Bus station.

Faccio un giro per Thira, è sera e mi trovo immersa in un mare di gente e negozietti. Il primo impatto non è dei migliori, ma sicuramente è un'impressione dovuta alla stanchezza.

Secondo giorno:

Thira - Firostefani - Imerovigli - Thira

Mi sveglio presto e ne approfitto per visitare Thira, incantevole con poche persone in giro.

Thira è a picco sul mare, con un paesaggio incredibile, si scorgono gli isolotti di Volcano e Thirassia.

Le case sembrano aggrappate alla montagna, tra un susseguirsi di vicoli. Si arriva così alla piazza dove c’e’ la grande chiesa Panaghia, con molti archi e un campanile imponente. Dall’ altro lato della piazza la caldera.

Tornando per i vicoli si arriva alla donkey station, la strada dei muli che, con circa 600 gradini, arriva fino al vecchio porto di Thira. Qua la gente del posto noleggia il mulo per andare o tornare dal vecchio porto, un mezzo alternativo alla teleferica.

Proseguo per la zona cattolica di Thira, con le sue chiese a cupola, visito il convento e la chiesa dei Domenicani, poi il museo Meragon Gyzi.

Proseguo per il vicolo principale che costeggia il mare e, dopo circa 1 km, mi trovo a Firostefani. Anche qui il paesaggio è come a Thira : case bianche e blu aggrappate alla montagna, bellissimo.

Nella piazza del paese c’è la chiesa di Haghios Gherasimos, con i cipressi. Mi perdo tra vicoli e violetti scoprendo gli angoli nascosti di Firostefani.

Proseguo lungo la stradina che collega Thira a Firostefani e Imeroglivi, e incontro il monastero di Haghios Nikolas.

Eccomi a Imerovigli, mi sono fatta una bella passeggiata kilometrica senza neanche accorgermene. Da qui, la vista sulla caldera e’ impressionante.

Da Imerovigli parte il sentiero che porta a Skaros, il rudere di un castello, ma non vado, le mie gambe iniziano a protestare.

Torno a Thira con il bus e Thira di notte è ancora più bella e viva: negozi, pubs, ristoranti, musica, gente dappertutto: impossibile non vivere Thira.

Muoversi a Santorini con i mezzi locali è facilissimo in quanto la rete dei bus è molto ben organizzata. Dalla bus station, nel centro di Thira, partono costantemente bus ogni 30 minuti per le varie località dell’ isola e si possono fare tappe intermedie. Le line dei bus sono verso : porto, aeroporto, Akrotiri, Kamari, Perissa,Perivolos, Mololithos.

In alternativa è comodo anche il noleggio scooter e quad: ovunque si trova dove noleggiare un mezzo.

Quanto al noleggio auto, ci sono buoni prezzi, ma le distanze tra le varie località non sono notevoli e le strade sono buone, per cui credo che non sia strettamente necessario.

Terzo giorno:

Thira - Akrotiri - Pyrgos - Perissa - Thira

Partenza al mattino con il bus per Akrotiri, zona di scavi archeologici. Mi fermo a visitare il paese con le strette stradine e un bel panorama dalla parte opposta sulla caldera.

Naturalmente il prossimo bus per gli scavi è dopo 1 ora, per cui mi faccio una bella passeggiata di 1 km e….brutta sorpresa….gli scavi sono chiusi! Pazienza, mi accontento e vado a visitare la white beach e la red beach, molto suggestive.

Proseguo con il bus per Pyrgos, paese nell’ entroterra di Santorini. Arrivata a Pyrgos, dalla piazzetta si vede il villaggio che si erge in alto, tutto bianco e blu, con cupole e campanili da restare senza parole.

Stretti vicoli e scalini si intersecano tra loro in un silenzio irreale. Dalla sommità di Pyrgos si vede Santorini ai tuoi piedi. In cima alla collina ci sono le rovine di un castello medievale, che visito .

Tra le case del paese risaltano le cupole delle chiese tra cui quella di Theotokaki. E’ incredibile quanto sia bello questo posto...

Dopo aver visitato tutti gli angoli di Pyrgos proseguo per Perissa, ma prima mi fermo ancora un attimo nella piazzetta ad osservare questo magnifico villaggio.

Arrivata a Perissa trovo il classico posto di mare, con sabbia scura, ombrelli di paglia, negozietti. Perissa e’ circondata da alte montagne che si tuffano nel mare, molto bello il paesaggio ma sono interessata maggiormente alla chiesa, la sola cosa interessante da visitare.

Quarto giorno:

Thira - Ia - Thira

didascalia

Giornata intera dedicata a Ia. Arrivo e mi trovo sommersa in una marea di persone: la cosa non mi piace molto, mi scoraggio. La stradina e’ stretta e riesce persino difficile camminare tra la ressa di gente.

Riesco ad arrivare alla piazza di Ia, dove c’è una grande chiesa, è domenica e c’è pure la messa per cui come non visitarla ?

Anche qua case colorate, cupole, paesaggio incredibile. Giro tra i vicoli che sembrano portare da nessuna parte mentre poi ti ritrovi davanti a uno spelndido scorcio paesaggistico, a una casa. Al termine ci sono le rovine del castello Apanomeria con splendida vista sui mulini e sulla caldera.

Tornando alla piazza di Ia e proseguendo verso sinistra si arriva in un’ altra piazza dove, dopo aver oltrepassato un’ arco, si ergono due chiese. Da questo luogo è possibile avere una vista stupenda su Imerovigli.

Arriva la sera ed è incredibile quante persone si ammassino lungo i punti panoramici aspettando il tramonto, che si conclude poi con un applauso. La cosa è toccante.

Ia è molto bella, forse il paese più bello di Santorini, ma veramente ti fà dire Oia, Oia, in quanto è molto cara, a differenza di Thira che ha prezzi accettabili.

Quinto giorno:

Thira

Sono indecisa su cosa fare oggi, per cui vado al vecchio porto, questa volta usando la teleferica.

Trovo il tour in barca della caldera a 20 euro, a differenza delle agenzie locali che lo vendono a 35.

La prima tappa del giro in barca e’ a Nea Kameni, ossia Vulcano. La formazione lavica è incredibile, rocce nere che si ammassano sul suolo, una terra grigio/nera, mancanza di vegetazione. Un percorso di circa 30 minuti porta all’ interno di Nea Kameni, il cratere del vulcano. Ci sono specie di canyon di lava, crateri, un paesaggio surreale. Inoltre, da quassù si gode una vista stupenda su Santorini.

Proseguiamo il giro a Palea Kameni con sosta nella baia per fare una nuotata nelle acque calde e colorate di giallo/rosso a causa dello zolfo presente.

Proseguiamo poi per Thirassia e arriviamo al piccolo porto dove ci sono vari ristoranti nei quali si mangia dell’ottimo pesce.

Il paese di Thirassia, si trova sulla sommità della montagna ed anche qua, per arrivarci, c’è una luna scalinata come a Thira e Ia, per cui anche qui serve il mulo o una bella e un po' faticosa passeggiata.

Sesto giorno:

Thera - Karterado - Messaria - Kamari - Thera

Oggi vado alla scoperta di Karterado, paesino vicino a Thira, dove non ho trovato una forte affluenza turistica.

Gli stretti vicoli, tra bianco e blu, portano alla chiesa Analisi, color ocra e con due campanili. Proseguendo, si giunge alla chiesa di Haghios Nikolas, con le palme, e infine alla chiesa Theotoko.

Karterado è molto piccola, si può proseguire per la spiaggia, ma la cosa non mi interessa.

Proseguo invece per Messaria, a circa 4 km da Thira. Mi colpisce vedere diverse chiese vicine tra loro e resto senza parole quando arrivo a visitarle. La chiesa di Haghios Spyridonas è tutta bianca, con un campanile diverso dalle solite chiese. Mi colpisce particolarmente la chiesa di Haghios Dimitrios, con la cupola tutta bianca e una facciata diversa dalle altre chiese in quanto sembra un mosaico.

Anche a Messaria non ci sono turisti, un peccato perdere queste meraviglie nascoste di Santorini.

Proseguo per Kamari, località di mare, con una spiaggia sassosa e nera. Sicuramente altre isole della Grecia hanno spiagge migliori, con acque cristalline.

Settimo giorno:

Thera - Vothonas - Thera

Ultimo giorno di permanenza a Santorini, per cui provo a scoprire un’ ultima località: Vothonas, che si trova a circa 2 km da Messaria.

Il paese è piccolo e non ha nulla di interessante se non la chiesa di Panaghia Svergina e Panaghia Trypas che sembrano essere inabissate nel paese.

Torno a Thira e ne approfitto per fare qualche acquisto e poi un’ultimo saluto a Ia che finalmente mi regala la possibilità di visitarla con poca gente in giro assaporandone per l’ ultima volta il tramonto.
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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Grecia

Cronologia: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Grecia&action=history 

La Grecia (in greco : Ελλάδα,oppure: Ελλάς, Hellas), nome ufficiale Repubblica Ellenica (in greco: Ελληνική Δημοκρατία, Ellinikí Dimokratía), è uno stato europeo situato nel Mare Mediterraneo nell'estremo Sud della penisola balcanica ed è considerata la culla della democrazia, del pensiero e della civiltà occidentale. Confina a Nord con Albania, FYROM e Bulgaria e con la Turchia nel Nord-Est. Giovane democrazia, la Grecia è riuscita ad entrare nell'Ue nel 1981, ad adottare l'Euro nel 2001 e ad ospitare le Olimpiadi estive di Atene 2004.

Indice

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Etimologia

Il nome ufficiale della Grecia in lingua greca è Ελλάς = Ellás /e̞ˈlas/. Tale nome è reso in italiano con ‘Hellas’ seguendo le antiche convenzioni politoniche. Meno formalmente, ma più comunemente, è chiamata Ελλάδα = Elláḏa /e̞ˈlaða/. Nel mito antico, l'eponimo Hellen era l'antenato di tutti i greci. Il termine utilizzato nelle lingue europee (italiano: Grecia, inglese: Greece, francese: Grèce, tedesco: Griechenland, russo: Греция,serbo-croato: Grčka, ...) deriva da una radice diversa, Γραικός = Graikos (attraverso il latino Graecus) che, secondo Aristotele, era un antico nome per designare i greci.

Nelle lingue mediorientali, invece, ( turco Yunanistan, arabo يونان, ebraico יוון, persiano antico Yaunâ) si utilizza la radice Ιωνία = Ionia.

 

Bandiera

Le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale:"Libertà o Morte". La croce simboleggia il trionfo del cristianesimo sull'oppressore turco.

 

Storia

Ai primissimi abitanti della Grecia viene dato spesso il nome di Pelasgi, il "popolo del mare". Questi erano stati cacciati verso sud, da invasori nordici durante le loro migrazioni. Nel corso di ondate successive occuparono la penisola greca e si sparsero nelle isole dell'arcipelago.
I nuovi abitanti, arrivati tra il 3200 a.C., portarono con se la lingua indoeuropea, che, fondendosi con i dialetti cretesi, diede luogo alla lingua greca.

 

Storia dell'Antica Grecia

Per approfondire, vedi la voce Grecia antica.

 

Colonie greche in Italia

Per approfondire, vedi la voce Magna Grecia.

 

Storia della Grecia moderna

Per approfondire, vedi la voce Grecia moderna.

 

Storia della Grecia contemporanea

Per approfondire, vedi la voce Grecia Contemporanea.

 

Geografia

 

Immagine satellitare della Grecia

  • Superfice:131.957 kmq
  • 15.021 kmq di coste e 1.500 isole.(106.778 Kmq. terraferma - 25.166 Kmq isole - pianura 20%).

La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la Repubblica di Macedonia e la Bulgaria e a Nord-Est con la Turchia. La lunghezza totale dei confini terrestri è di 1.215,5 Km. La Grecia è formata dalla parte finale della penisola balcanica e da 2000 isole situate nei mari Ionio ed Egeo. Lo stato greco si affaccia interamente sul mare e non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa. La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali la penisola Calcidica,dell'Attica e del Peloponesso. La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature,tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina (divisi dall' Istmo di Corinto),Patrasso,Salonicco,Messenia,Laconia,Argolide,Cassandra,Hagiu òruse diOrfani. La costa ionica è bassa e paludosa. Quelle egee e meridionali,invece sono alte e rocciose. Le isole greche si dividono in arcipelaghi, quali quello delle Isole ionie(Corfù,Zante,Leucas,Itaca e Cefalonia) a sud Creta-la più grande -;nell'Egeo;Eubea vicino all'Attica ,le Sporadi settentrionali e meridionali, le Grandi Egee (Lemnos,Lesbos,Kios Samos e Rodi)di fronte alle coste della Turchia

 

isola di Idra

L'entroterra è montagnoso all'80% con una catena- il Pindo- prolungamento delle Alpi dinariche che nasce in Albania e si staglia in direzione sud-est,e la catena dei Rodopi posta nel Nord-est che si staglia da Ovest ad'Est divisi