|
|
| Link Sponsorizzati |
| Easyvacanze | ||
| Guida Viaggi | ||
| Itinerari | ||
| Asia |
| Bali |
| Bali Events | Bali Nightlife |
| Indonesia |
| Bali | Flores komodo | Giava | Kalimantan | Lombok |
| Moluku | Papua Ovest | Sulawesi | Sumatra | Bangkok |
| Pattaya | Phuket | |||
| Bali Nightlife |
| Link Sponsorizzati |
| Grazie a
www.imondonauti.it Bandiera Indonesia Guida BALI Testi di Flavia Daneo - Foto di Bananiele Pescatori al tramonto davanti alla spiaggia di Kuta Resort sul Lago Toba Delle oltre 13000 isole che formano la Repubblica Indonesiana Bali è senz'altro la più famosa non solo per lo splendore della sua natura tropicale e per le sue incantevoli spiagge, ma anche per le sue manifestazioni artistiche e culturali e per la serena sacralità che tutto pervade. Secondo una leggenda indù a Bali trovarono rifugio gli dei in fuga da Giava e ancor oggi questa palpabile convivenza con l'invisibile fa dell'isola una meta affascinante ed indimenticabile. Inizio guida Il Paese Bali in cifre Capoluogo Denpasar Superficie 5632 kmq Abitanti 3.375.900 (2005) Abitanti capoluogo 511.000 circa (978.5000 area metropolitana) Densità di popolazione 532.6 ab./kmq Religione Induista, musulmana, cattolica, protestante Geografia e territorio Mappa Indonesia Click per ingrandire Bali appartiene alle isole della Sonda ed è separata da Giava da uno stretto largo appena 1,5 km. E' attraversata da est a ovest da una lunga catena di vulcani quattro dei quali ancora in piena attività; tra questi sono le due vette principali del Gunung Adung alto 3142 m e del Gunung Batur (1594 m) ai cui piedi si stende il lago Batur. Da questo e dagli altri laghi, formatisi in seguito a successive glaciazioni, si diramano i fiumi che fertilizzano le pianure del sud. La fascia costiera settentrionale, molto più stretta di quella meridionale, è bagnata dal Mar di Giava, quella meridionale è bagnata invece dalle acque dell'Oceano Indiano. Popolazione La popolazione autoctona dell'isola è costituita dai Bali Aga cui successivamente si sono aggiunti i Giavanesi mentre una certa importanza ha rivestito l'apporto cinese, soprattutto lungo la costa settentrionale. Più recentemente si sono stabiliti sull'isola Maduresi, Bugis discendenti dei pirati della Malesia, Sasak provenienti da Lombok, Timoresi, Sumatrani, Batak e Indiani. La maggior parte della popolazione vive nei villaggi di pianura del centro-sud dell'isola. Dopo il boom turistico si è insediata a Bali anche una piccola comunità di occidentali occupata soprattutto nel settore turistico. Clima Gamelan: orchestra tradizionale balinese Gamelan: orchestra tradizionale balinese composta da strumenti a percussione - ©Bananiele Bali, come il resto dell'Indonesia, è caratterizzata da condizioni climatiche tropicali. Il monsone invernale domina da novembre a marzo (stagione delle piogge) ed è caratterizzato da venti deboli e da un clima soffocante. La stagione secca va da aprile a ottobre ed è caratterizzata da forti venti di sud-est che apportano frescura. Le precipitazioni sono di circa 180 cm nelle pianure del centro-sud con una media di 200 giorni di pioggia all'anno mentre la parte orientale dell'isola e la costa settentrionale sono molto più asciutte. La temperatura varia tra i 15° e i 32 °C. a seconda della stagione e dell'altitudine. Condizionata dall'elevata umidità, la diminuzione della temperatura in montagna è relativamente modesta mentre può scendere sensibilmente durante la notte. Il sole sorge alle 6 e tramonta alle 18 tutto l'anno. Ora Al suo arrivo a Bali il viaggiatore italiano deve spostare avanti di 7 ore il proprio orologio (quando in Italia dono le 12 a Bali sono le 19), di 6 ore quando in Italia è in vigore l'ora legale. Lingua Lingua ufficiale a Bali come in tutta l'Indonesia è il bahasa indonesia, sorto dall'esigenza di dare una lingua unitaria e nazionale al Paese. La situazione linguistica di Bali è però alquanto più complessa perché al bahasa ufficiale e al malese introdotto dalle autorità dopo l'occupazione olandese, si affianca la lingua popolare originale parlata da tutti quotidianamente (bahasa bali) e che è diversa a seconda della classe sociale di appartenenza. C'è una "lingua alta" parlata dai membri delle classi superiori e che presenta affinità con il giavanese e una "lingua bassa" parlata dal popolo e appartenente al gruppo linguistico malese-polinesiano. Non si tratta di dialetti diversi di una stessa lingua ma proprio di due lingue differenti; ciò significa che quando persone di rango diverso parlano tra loro possono anche non capirsi, nel qual caso si usa una "lingua media o di cortesia" ossia una fusione tra "lingua alta" e "lingua bassa". Esiste a Bali una quarta lingua, il kawi, derivante dall'antico giavanese; usata dagli scrittori e dai poeti questa lingua letteraria non dev'essere letta, ma cantata e recitata. Negli inni sacri i sacerdoti usano una particolare forma di sanscrito, la lingua degli dei. Religione Bali è il centro più importante dell'induismo in Indonesia. Trapiantata a Bali, la religione indù si fuse con gli elementi sociali e culturali originari dell'isola e si sviluppò fino a diventare un miscuglio di induismo, buddismo e animismo originario indigeno. In sostanza, tutto si basa sulla credenza che l'isola sia di proprietà del dio supremo Ida Sang Hyang Widhi Wasa che l'ha affidata alle cure del popolo balinese e su un culto degli antenati per cui il fondatore defunto di un villaggio viene adorato come un dio di quella comunità. Queste e altre credenze e pratiche furono trasformate dai balinesi in un tipo di culto del tutto originale che esiste solo a Bali e, parzialmente, nella vicina Lombok. A seguito dell'immigrazione di etnie provenienti dalle varie isole dell'arcipelago, a Bali vi sono attualmente minoranze di musulmani (Giavanesi, Sasak, Bugis), cattolici e protestanti (Timoresi e Sumatrani Batak). Storia L'antica storia di Bali è di difficile ricostruzione almeno fino al IX sec., quando inizia la supremazia di Giava su Bali. La dominazione giavanese durò 4 secoli, poi Bali riacquistò la propria indipendenza fino al 1343 quando le truppe del re Radjasanagara sottomisero nuovamente l'isola al dominio di Giava. Anche l'aristocrazia giavanese dovette però sottomettersi, nel 1639, al sultano di Mataram che invase l'isola mentre l'Islam penetrava sempre più nelle isole maggiori dell'arcipelago. Solo Bali mantenne la propria autonomia culturale e religiosa conquistando quell'impronta originale che ancor oggi conserva. Nel 1597 sbarcò nell'isola la prima spedizione olandese ma solo nel 1906, dopo una strenua lotta, i balinesi furono costretti a capitolare mentre l'isola passava sotto il dominio dell'Olanda. Nel XX sec. Bali seguì passo passo le vicende storiche dell'Indonesia di cui entrò a far parte mantenendo una certa autonomia (governo locale e statuto speciale). Nel 1965-66, in seguito al tentato colpo di stato contro Sukarno attribuito ai comunisti, l'esercito indonesiano attaccò e colpì il partito comunista indonesiano e a Bali si contarono 80-100.000 morti. Nel 1967 salì al potere il generale Suharto mentre a Bali, dopo un breve intermezzo giavanese, il governo tornò in mano a un balinese, Ida Bagus Mantra che sviluppò arti e turismo. Attuale governatore dell'isola è Ida Bagus Oka . Costituzione Risaie coltivate a terrazze Risaie coltivate a terrazze - ©Bananiele Dal 1958 Bali è una provincia distinta dell'Indonesia e, in quanto tale, ha un proprio governatore. Dopo un breve intermezzo giavanese (1967-1978) il governo dell'isola tornò in mano a un balinese, il brahmano Ida Bagus Mantra che promosse le arti locali e sviluppò il turismo. Nel 1987 a Ida Bagus Mantra successe Ida Bagus Oka. Amministrativamente l'isola è divisa in 8 distretti delimitati essenzialmente dai confini degli antichi regni balinesi Situazione politica Bali fa parte dell'Indonesia e pertanto dipende dal governo centrale indonesiano con il quale cerca di non creare particolari tensioni e contrasti. Attuale Presidente del Paese e capo del governo è Abdurrahman Wahid che sta sviluppando una politica volta alla ricerca del compromesso e della riconciliazione. La situazione politica balinese è calma se confrontata a quella di altre zone del Paese particolarmente tesa a causa di forti tendenze separatiste; l'unico motivo di scontro è dato dall'opposizione di parte della popolazione balinese all'insediamento di villaggi turistici di lusso che snaturano la bellezza e la religiosità dei luoghi. Economia L'agricoltura, che in passato ricopriva un ruolo importante nell'economia balinese, è in fase di progressiva trasformazione: la coltivazione e produzione del riso continua a diminuire, mentre le coltivazioni ortofrutticole aumentano i loro prodotti così come in aumento è l'industria agroalimentare e la pesca (tonno). L'industria riveste ancora un ruolo marginale mentre in pieno sviluppo è l'artigianato nelle sue molteplici forme e soprattutto il turismo esploso alla fine degli anni Ottanta. Festival e tradizioni popolari Risaie coltivate a terrazze Il Barong, mitica creatura metà cane e metà leone, protagonista della danza omonima, viene trasportato durante una cerimonia - ©Bananiele A Bali festività e cerimonie religiose sono numerosissime durante tutto l'arco dell'anno. In genere le cerimonie più importanti si tengono due volte al mese: la notte di luna piena e quella di luna nuova; sono sempre molto pittoresche ma non tutte sono occasioni di festa. Qui di seguito si ricordano solo alcune occasioni di festa: Nyepi o giorno del silenzio (novilunio di marzo o aprile) la cui vigilia è invece caratterizzata da un clima quasi carnevalesco; Purnama Kedasa (plenilunio che segue Nyepi; feste a Besakih e al Pura Batur che durano 11 giorni); Gulungan, una specie di Natale balinese che dura 10 giorni durante i quali si organizzano processioni, si suonano i gamelan, si eseguono danze rituali; una solenne processione con offerte chiude i festeggiamenti. Per i balinesi sono grandi occasioni di festa anche i momenti fondamentali della vita di una persona: nascita, primi passi del bimbo, limatura dei denti, matrimonio, cremazione. Se si ha la fortuna di essere invitati ad assistere ad uno di questi riti di passaggio è bene vestirsi con cura e ricordarsi di portare un piccolo dono. Da metà giugno a metà settembre si tiene a Denpasar il Pesta Seni, un festival delle arti con mostre, musica e danze. Negli alberghi e nei ristoranti si tengono spesso spettacoli di danze balinesi (barong, kecak, legong) non sempre di alto livello. Links * www.italconsbali.com n lingua italiana; informazioni aggiornate e notizie pratiche * www.indonesia-tourisminfo.com in lingua inglese; informazioni turistiche generali. * www.bali.it in lingua italiana; informazioni turistiche generali * www.indo.comin lingua inglese; notizie ed attraenti immagini di Bali e dell'Indonesia in generale. * www.bali-paradise.comin lingua inglese Guide * Indonesia - Torino, Edt, 2005Ricca di informazioni e notizie pratiche, indispensabile al viaggiatore indipendente. * Bali - (Libri per viaggiare), Milano,TCI, 1996Ricca di informazioni e di suggerimenti utili * Bali e Lombok - Torino, Edt, 2005 Indispensabile per chi ama programmare da solo i propri viaggi Inizio guida Prima del viaggio Burocrazia e sanità in cifre Visto Obbligatorio Passaporto Valido per sei mesi dopo la data di uscita Febbre gialla Obbligatoria per chi proviene da paesi infetti Profilassi antimalarica Consigliata Vaccino Epatite A ed antitifico Consigliati Vaccino Epatite B Consigliato per chi sosta a lungo Quando andare Il periodo migliore per un viaggio a Bali va da aprile a ottobre ossia durante la stagione secca, quando le piogge sono scarse. Da novembre a marzo è invece l'epoca delle piogge che però non sono così continue ed abbondanti come in altri paesi tropicali. E' questo anche il periodo più caldo con temperature che non oltrepassano di molto i 30° C. L'alta stagione turistica va da luglio ad agosto per gli europei, da dicembre a gennaio per gli australiani mentre gli indonesiani preferiscono dicembre, luglio e fine del Ramadan. Burocrazia e visti Per entrare a Bali e quindi in Indonesia, il viaggiatore italiano dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese. Il visto è obbligatorio e può essere richiesto all'Ambasciata indonesiana in Italia (38 euro): ne dovranno essere in possesso sia i passeggeri di voli speciali non di linea, sia coloro che viaggiano per affari; gli altri turisti possono ottenere il visto turistico con validità di 1 mese anche al loro arrivo in aeroporto (25 euro). Si raccomanda di non superare il periodo di permanenza previsto dal visto per non incorrere in pesanti sanzioni. Telefono La giornata volge al termine. E' tempo per i balinesi di ritirare le barche La giornata volge al termine. E' tempo per i balinesi di ritirare le barche - ©Bananiele Per telefonare dall'Italia a Bali bisogna digitare lo 0062 (codice internazionale indonesiano) seguito dal 361 (codice di Bali) e dal numero telefonico che interessa (es.0062-361-12345678). Per telefonare da Bali in Italia bisogna comporre il 39 preceduto dallo 001 e seguito dal numero dell'abbonato (es. 001-39-0612345678). Vaccinazioni Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che intenda recarsi a Bali. Se si proviene da zone infette è obbligatoria quella contro la febbre gialla. Consigliata è la vaccinazione antitifica e quella contro l'epatite A e B (quest'ultima solo se si intende soggiornare a lungo nel Paese). A Bali le zone paludose sono rare, ma esiste pericolo di malaria tutto l'anno fatta eccezione per le grandi città e le principali località turistiche. Da mettere in valigia Abbigliamento comodo e informale in cotone, scarpe comode e sandali, scarpette di gomma per non tagliarsi con i coralli, cappello, occhiali da sole e crema solare, quanto può essere necessario ad un soggiorno marino, farmacia da viaggio. Elettricità L'elettricità varia tra i 220 e i 240 volt ma il collegamento è di qualità mediocre (asciugacapelli e ferri da stiro in genere non funzionano). In alcuni piccoli centri la corrente è a 110 volt. Quanto costa Le agenzie di viaggio propongono pacchetti "all inclusive" a Bali a un prezzo medio di 850-1100 euro per 10 gg. di soggiorno. Per i viaggiatori indipendenti: volo aereo 620 euro; pernottamento medio 35-45.000 rupie la camera doppia ; pasto medio 2000 rupie; noleggio auto 30-50 dollari al giorno, circa 10 per il noleggio di una moto; benzina 700-920 rupie per litro. Indirizzi utili fino qui Indirizzi utili burocrazia Ambasciata e Consolato d’Indonesia in Italia Via Campania 55, Roma, tel. 06-4200911, 06-42010941 Consolato onorario d’Indonesia Via Roma 28, Trieste, tel. 04-0361320 Consolato onorario d’Indonesia Via Fieschi 3/19, Genova, tel. 01-0583531 Consolato onorario d’Indonesia Via Ponte di Tappia 47, Napoli, tel. 08-15519694 Vice-Consolato italiano a Bali sig. Giuseppe Confessa, Lotus Enterprise Building, Jl.By-Pass Ngurah Rai, Jimbaran, Denpasar, tel. 361-701005, 710505; cellulare 08-123904471; www.italconsbali.com Ambasciata d’Italia in Indonesia Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat 10310, tel. 021-337445; fax 337422; www.italambjkt.or.id Sezione consolare Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat, tel. 021-323490 Indirizzi utili turismo e cultura Informazioni locali tel. 108 Istituto italiano di cultura l. Jalan Cokroaminoto 117, Jakarta, tel. 021-3927531 Ministero del Turismo e Arti indonesiane www.indonesia.tourisminfo.com Assistenza in lingua straniera Jakarta, tel. 021-4896558 Aeroporto tel. 361-751011 Indirizzi utili sicurezza Polizia tel. 110 Pattuglia volante tel. 751-111 Vigili del fuoco tel. 113 Emergenze tel. 112 Indirizzi utili sanità Ambulanza tel. 118 o 227911, 227915 ext.11 Croce rossa indonesiana tel. 226465 Sanglah General Hospital (Rumah Sakit Umum Pusat Sanglar),Jl. Kesehatan Selatan 1, Sanglah, Denpasar, tel. 227911,227912, 227913, 227915 (è presente la camera di decompressione) Kuta Clinic (touristic clinic), Jl. Raya Kuta 100X, Kuta, tel. 751311, 753268 Nusa Dua Medical Service BTDC, Nusa Dua, tel. 361- 771118, 772118 Nusa Dua Clinic Jl. Pratama, 81 A-B, Nusa Dua, tel. 361-771324 Ubud Clinic Jl. Raya Ubud 36, Camphuan, tel. 361-974911 P.T. Bali Turis Internasional Assistama Jl. Bypass Ngurah Rai 24X, Kuta, tel. 361-755768 (evacuazione medica di emergenza) Evacuazione medica dell'Areoporto internazionale Ngurah Rai Airport Bali, PT. JAS-Mr. Mardhana, tel. 361-751011 ext. 1120, 75230 Medical & Emergency Centre (BIMC) tel. 361-761263; www.bimcbali.com Inizio guida Il viaggio Quanto stare E' difficile resistere al fascino che sprigiona Bali per cui coloro che decidessero di restarci pochi giorni potrebbero rimpiangere di non aver programmato una permanenza più lunga. Una visita abbastanza accurata dei luoghi più importanti dell'isola richiede un soggiorno di almeno 15 gg. mentre 1 settimana consente di entrare in contatto con la ricchezza del patrimonio culturale e artistico balinese. Come arrivare Meta di turismo internazionale, Bali è raggiungibile dall'Italia con voli aerei della Garuda Indonesia (www.garuda-indonesia.com) che collegano Roma con Denpasar via Bangkok; collegano Bali anche Air France, Cathay Pacific, KLM, Lufthansa, Singapore Airlines e Thai. Da Jakarta è possibile arrivare a Bali sia in aereo (www.airasia.com; circa 25 euro il costo del volo fino a Denpasar) sia con un viaggio giornaliero di circa 40 ore in autobus (Sari Express); altri collegamenti con partenza da Jogja e da Surabaja. L'isola di Giava è collegata a quella di Bali anche da un servizio di traghetti che partono da Ketapang-Banguwangi (Giava) e arrivano a Gilimanuk (Bali) da cui poi si prosegue in autobus per Denpasar; il viaggio dura complessivamente circa 3 ore e il biglietto di sola andata costa circa 1000 rupie. Tasse di ingresso e di imbarco La tassa di imbarco è di 100.000 rupie per i voli internazionali e di 10.000 rupie per i voli nazionali da pagarsi in valuta locale direttamente in aeroporto. Gli importi indicati sono soggetti a variazioni senza preavviso. Cosa vedere e cosa fare Il Tempio Tanah Lot al tramonto Il Tempio Tanah Lot al tramonto - ©Bananiele Sebbene Bali sia famosa per le sue spiagge, le famose località di Kuta, Legian e Sanur sono diventate rumorose, sporche e piene di gente per cui, se potete, soggiornatevi giusto quel che basta e poi trovatevi un villaggio tranquillo da cui partire alla scoperta dell'isola. Da non perdere: il tempio Pura Luhur Uluwatu, arroccato in cima a una scogliera nelle vicinaze di Kuta, il Pura Tanah Lot in riva al mare e il Pura Luhur Batukau; la zona di Jatiluwih dove si trova uno dei più bei paesaggi a risaie terrazzate di Bali; la strada che da Batubulan sale a Batuan, cuore dell'artigianato balinese; Ubud con i suoi pittori naif, i dintorni archeologici con la grotta dell'elefante e il tempio di Bangli; il tempio di Besakih, l'antica capitale di Klungkung e gli splendidi dipinti di Bale Kambang e Bale Kerta Gosa, la grotta dei pipistrelli di Goa Lawah; la zona settentrionale dell'isola con i grandi laghi, le montagne, i vulcani, le spiagge di Singaraja. Spesso la sera è possibile assistere a qualche spettacolo di musica o di danza balinese mentre è sempre bene informarsi presso i centri informazioni o gli alberghi se sono previste feste nei dintorni. Chi preferisce dedicarsi esclusivamente a una vacanza balneare può scegliere tra immersioni subacquee, surf, jet ski, sci nautico, paracadutismo al traino, windsurf, pesca d'altura. Gli sportivi potranno giocare a golf, andare a cavallo, fare rafting, escursioni a piedi o in mountain bike. Dormire A Bali la scelta di alloggio è ampia e varia, l'unica difficoltà può venire dall'eccessivo numero di turisti soprattutto in alta stagione. Si può dormire negli hotel di lusso delle maggiori località turistiche (circa 165 dollari di media fino a un max di 2000 dollari), in alberghi di media categoria (20-110 dollari la camera doppia), nei losmen quasi sempre tenuti da famiglie oppure essere ospitati dagli abitanti di qualche villaggio nel qual caso non si paga nulla ma ci si sdebita regalando qualcosa di proprio. Mangiare Non ci sono difficoltà per mangiare a Bali: ristoranti e warung (bancarelle che offrono una cucina casalinga) si trovano ovunque e sono di livello più che accettabile. I ristoranti offrono i numerosissimi piatti della cucina balinese, molto speziata e saporita, ma diffusa è pure la cucina internazionale e si trovano anche ristoranti italiani gestiti da connazionali (prezzo medio 42.000-60.000 rupie). Attenzione se scegliete pesce: generalmente le bilance in cui lo pesano per determinare il prezzo prima di servirvelo sono tarate per eccesso e quindi il peso finale sarà superiore a quanto effettivamente è sul piatto della bilancia. Il consiglio è di mettere nel piatto il pesce che avete scelto e di contrattarne il prezzo indipendentemente dal peso. Nei warung si sceglie tra i cibi esposti, il piatto si compone in genere di un piatto unico e i prezzi sono generalmente tre volte inferiori di quelli praticati dai ristoranti turistici. Piatti tipici balinesi sono il porcellino da latte cotto al forno (da ordinare con 1 giorno di anticipo), rane fritte, anatra e pollo farcito e arrostito, involtini di riso; ottimi il pesce e i frutti di mare, straordinaria e coloratissima la frutta tropicale. Posta e telefono Gli uffici postali sono contrassegnati da piccole insegne arancioni a lettere bianche KP&G, restano aperti dal lunedì al giovedì con orario 8-14, venerdì con orario 8-12, sabato 8-13. L'ufficio delle Poste centrali si trova a Denpasar (Jl. Raya Puputan, Renon, orario 7.30-20.30, dom. 8-20). La corrispondenza inviata in Italia tramite le poste nazionali indonesiane impiega dai 5 ai 15 giorni; è possibile spedire celermente posta e documenti importanti tramite corrieri postali internazionali. Diffusi gli internet point. Per telefonare da Bali in Italia bisogna comporre lo 001 seguito dal 39 e dal numero dell'abbonato. Si può telefonare dai telefoni pubblici sia utilizzando quelli a monete che quelli a scheda; le schede telefoniche sono in vendita negli uffici appositi e in alcuni negozi e costituiscono il mezzo più economico per telefonare (circa 1 euro/min.); tariffe più elevate invece nei grandi alberghi (1,70 euro/min.). Per le chiamate interne è necessario comporre lo 0 davanti al prefisso della località. Telefonare dai cellulari è carissimo (circa 6 euro/min.) Moneta, carta di credito e cambio Bambini fanno il bagno in un giorno di festa Bambini fanno il bagno in un giorno di festa presso le "piscine" delle Tombe Reali - ©Bananiele L'unità monetaria di Bali è la rupia indonesiana (1 euro = 12.388,6 rupie; 1 $ = 10.214 rupie). Il dollaro è la moneta più facilmente convertibile sempre che le banconote non siano troppo usurate o macchiate nel qual caso possono essere anche rifiutate; non sono accettate nemmeno le banconote anteriori al 2001 e i biglietti da 50 dollari di determinate serie. Gli euro hanno tassi di cambio più favorevoli nei tagli da 50 o 100 euro. Talvolta si cambia meglio il dollaro, talvolta l'euro: molto dipende dal cambio giornaliero e dalle oscillazioni delle due monete. Le banche sono aperte da lunedì a venerdì con orario 8-14; al sabato e alla domenica restano chiuse. Gli uffici di cambio autorizzati offrono, nelle regioni più turistiche, tassi competitivi; gli sportelli osservano orari diversi e sono aperti fino alle 18, domenica inclusa. I tassi praticati dagli hotel sono invece in genere poco convenienti. Le carte di credito sono accettate negli esercizi turistici. Spostarsi Bali è dotata di una buona rete stradale che si irradia a stella da Denpasar e consente di visitarla agevolmente anche in considerazione del fatto che le distanze non sono eccessive e i mezzi pubblici sono numerosi. I villaggi balinesi sono collegati tra loro da autobus, molto economici ma altrettanto malandati e lenti, e dai bemo, minibus altrettanto economici (i prezzi, che variano a seconda della distanza da percorrere, sono indicati sulle fiancate dei veicoli). I bemo si possono anche noleggiare per l'intera giornata (a circa 22.000 rupie) e costano circa la metà di quanto è richiesto per il noleggio giornaliero di un taxi. Se optate per quest'ultimi diffidate di quelli con la scritta Taksi e optate piuttosto per quelli del Blue bird group (con il simbolo dell'airone). Il noleggio di un'auto rappresenta una buona soluzione sempre che si presti la massima attenzione alla guida: a Bali infatti la circolazione è caotica e le regole stradali non vengono rispettate. Un'auto a noleggio con autista costa circa 25-30 euro al giorno, 50 euro se volete anche una guida parlante italiano, un po' meno se si opta per un fuoristrada senza autista. La guida è a sinistra e bisogna essere in possesso di patente di guida internazionale che abiliti anche alla guida di veicoli a due ruote. In assenza di tale patente si può richiedere alle competenti autorità indonesiane il rilascio di un permesso di guida provvisorio della validità di 1 mese. La benzina costa 700-920 rupie al litro. Costi contenuti ha il noleggio di una moto (circa 10 dollari al giorno con assicurazione) mentre ideale per esplorare i dintorni di qualche villaggio è la bicicletta (ricordarsi che raramente le strade sono in piano). I principali porti di Bali sono collegati tra loro da imbarcazioni private e piroscafi della compagnia indonesiana PELNI (porto di Benoa, tel. 228962); vi sono anche traghettiche collegano Bali a Nusa Penida e a Lombok. Sanità Al fine di evitare spiacevoli episodi di gastroenterite è sempre bene rispettare le più elementari norme di igiene: bere acqua imbottigliata, lavare la verdura e sbucciare la frutta; prestare la massima attenzione se si mangiano frutti di mare. Sebbene la situazione sanitaria a Bali sia andata migliorando, i servizi sanitari e i farmaci reperibili sono limitati; si consiglia pertanto di stipulare, prima della partenza un'assicurazione privata che preveda in caso di emergenza il trasporto in Europa o a Singapore. Un trasporto medico senza assicurazione è molto caro (dai 2500 dollari in su) senza contare le complicazioni burocratiche. Negli ultimi mesi sono stati segnalati casi di encefalite acuta in zone non meglio precisate di Bali. Poiché tale malattia si diffonde facilmente e si contrae per via faringea ed aerea si consiglia di non sottovalutare situazioni rapidamente ed altamente febbrili e di contattare subito un medico. Un elenco di medici è comunque disponibile per ogni necessità presso il Vice Consolato italiano. Bali è tra le regioni indonesiane più toccate dall'AIDS per cui è consigliabile prendere adeguate precauzioni. Disabili A Bali, purtroppo, non c'è ancora alcuna attenzione particolare per i disabili. Le barriere architettoniche sono numerose e difficilmente si trovano rampe o possibilità di accesso facilitato. E' anche molto difficile trovare una sistemazione alberghiera nella fascia media. Sicurezza Anche se la situazione politica e sociale dell'Indonesia è alquanto instabile, l'isola di Bali è considerata sicura. Purtroppo, in seguito all'attentato terroristico del 12.10.02, il Ministero degli esteri italiano sconsiglia i viaggi per turismo nell'isola. Si ricorda che la legge indonesiana equipara penalmente chi fa uso e chi commercia sostanze stupefacenti e prevede pene fino a 20 anni di reclusione. Comportamenti Il Tempio Tanah Lot al tramonto I templi di Mengwi dal numero di tetti sovrapposti proporzionale all'importanza - ©Bananiele Benché i comportamenti degli occidentali vengano entro certi limiti tollerati è bene conoscere alcune regole di "buona educazione" balinese: mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate; non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe, rimanere in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto toccare la testa dei bambini (la testa infatti è la parte più importante del corpo perché è in essa che entra la divinità che porta la vita). Per accedere ai templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano; i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa. Curiosità Tutti i villaggi balinesi hanno almeno tre templi: il Pura Puseh ossia l'antico tempio della comunità da cui trae origine il villaggio, il Pura Desa dove si svolgono le cerimonie collettive della comunità e il Pura Dalam, il tempio dei morti consacrato alle divinità della morte e della cremazione. Oltre a questi vi sono molti altri tipi di templi tanto che si calcola che a Bali vi siano 4 templi ogni chilometro quadrato. Quello che non tutti sanno è che si può capire a quale divinità è dedicato il tempio contandone il numero dei tetti, sempre dispari. Solamente Shiva, che a Bali è particolarmente venerato, ha undici tetti, il massimo. Nove tetti sono per il dio del lago, sette per gli dei della prosperità e del riso, cinque per il dio del mare, tre per la Trimurti ossia Brama, Shiva e Vishnu, uno per gli antenati. Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2005 |
|
http://www.imondonauti.it/asia/guida_indonesia.htm Indonesia (nessun voto) Autori: www.iMondonauti.it L'Indonesia è terra di molte verità e molte contraddizioni. Paese di sconvolgente e primitiva bellezza vede convivere tra i suoi confini vulcani attivi e tribù rimaste all'età della pietra, enormi risorse naturali e straordinarie diversità storiche, artistiche e culturali. Giava e Sulawesi, Sumatra e Bali, Lombok, Flores-Komodo e Papua Ovest, ogni isola è diversa dalle altre ma al tempo stesso parte di un Paese scosso da profonde tensioni e ben lontano dallo stereotipato modello tipo depliant turistico con popolazioni perennemente intente a sorridere e danzare per rallegrare il viaggiatore straniero. L'Indonesia è una nazione ancor oggi alla ricerca della sua identità il che rappresenta un ulteriore invito a conoscere meglio questo affascinante Paese. Notizie pratiche su cosa vedere: Itinerari consigliati e raccontati Indonesia: nel segno della mescolanza Sumatra Nord racconta il tuo itinerario in questo Paese Burocrazia e sanità in breve Visto Turistico Obbligatorio Passaporto Valido per sei mesi dopo la data di uscita Vaccino Febbre Gialla Obbligatoria per chi proviene da paesi infetti Profilassi Antimalarica Consigliata Vaccino Epatite A Consigliato Vaccino Epatite B Consigliato per chi sosta a lungo Vaccino Antitifico Consigliato Burocrazia e visti Per entrare in Indonesia il viaggiatore italiano dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese e del biglietto aereo di andata e ritorno. Il visto è obbligatorio. Può essere richiesto prima della partenza all'Ambasciata indonesiana in Italia (USD 38, validità 60 gg.) oppure direttamente al momento dell’arrivo nel Paese (costo 10 USD per soggiorni di max 6 notti; 25 USD per soggiorni di max 30 giorni, non rinnovabile. E’ però possibile uscire e rientrare immediatamente nel Paese richiedendo un nuovo visto). Oltre i 30 gg. non è prevista alcuna proroga del visto, salvo casi eccezionali. Si raccomanda di non superare il periodo di permanenza previsto dal visto per non incorrere in pesanti sanzioni. Vaccinazioni Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che intenda recarsi in Indonesia; se si proviene da zone infette è invece obbligatoria quella contro la febbre gialla. Consigliata è la vaccinazione antitifica e quella contro l'epatite A e B (quest'ultima solo se si intende soggiornare a lungo nel Paese; 5-20% di portatori del virus HBV). Nell'intero Paese e durante tutto l'anno esiste pericolo di malaria, fatta eccezione per le grandi città e le principali località turistiche di Giava e Bali. E' segnalata forte resistenza del Plasmodium falciparum alla clorochina e resistenza alla sulfadossina/pirimetamina. Ora L'Indonesia è attraversata da tre fusi orari ed è quindi suddivisa in tre zone orarie: Sumatra, Giava e Kalimantan occidentale e centrale hanno 6 ore in più rispetto all'Italia; Nusa Tenggara, Kalimantan orientale e meridionale, Bali, Lombok e Sulawesi 7 ore; Molucche e Irian Jaya 8 ore (1 ora in meno quando in Italia è in vigore l'ora legale). Quando andare Il periodo migliore per visitare gran parte dell'Indonesia va da maggio ad ottobre anche se un minore afflusso di turisti si ha soprattutto nei mesi di maggio-giugno e settembre-ottobre. (L'alta stagione turistica va da luglio ad agosto per gli europei, da dicembre a gennaio per gli australiani mentre gli indonesiani preferiscono dicembre, luglio e fine del Ramadan). Da ottobre ad aprile è la stagione delle piogge caratterizzata da improvvisi scrosci tropicali; in alcune zone piove invece quasi senza interruzione (Maluku) e viaggiare può diventare più problematico. Quanto stare In considerazione dei tempi di viaggio necessari per raggiungere l'Indonesia, della vastità del Paese e della profonda diversità che distingue un'isola dall'altra è necessario partire avendo già fatto una scelta realistica di cosa vedere in base al tempo, ai soldi e alle forze a disposizione. Se si decide di dedicarsi al mare e al relax, 8-10 gg.possono andare benissimo, ma per un viaggiatore che desideri entrare un minimo nella realtà del Paese non sono ipotizzabili meno di 3 settimane di soggiorno. E' possibile in tal modo visitare l'area archeologica del Borobudur e di Prambanan, il Dieng Plateau, Solo e il tempio di Candi Sukuh, la zona del vulcano Bromo e incamminarsi sulla via di Bali, oppure dedicare 1 settimana alla visita di Giava (Yogjakarta e dintorni), 1 settimana a quella di Sulawesi (villaggi Toraja) e un'altra a quella di Bali. In 4-5 settimane si possono approfondire molti aspetti di questo multiforme Paese e chi ha la possibilità di soggiornare per un periodo maggiore avrà sempre l'occasione di affrontare itinerari diversi ed estremamente interessanti (artistici, archeologici, culturali, naturalistici, etnologici). Da mettere in valigia Abbigliamento comodo e informale in cotone, qualche capo più pesante se si visitano le regioni montuose dell'interno, scarpe comode e sandali, cappello, occhiali da sole e crema solare, ombrello, farmacia da viaggio, una zanzariera, un adattatore e una torcia elettrica, alcune foto formato tessera. Elettricità In Indonesia l'energia elettrica è a 220 volt, ma esistono ancora villaggi con corrente a 110 volt. Le prese sono generalmente a due fori rotondi e spesso sono prive del collegamento a terra. E' bene portare con sé un adattatore e una torcia elettrica perché in campagna l'elettricità viene spesso a mancare. É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane. In questo paese ( Indonesia) abbiamo un voltaggio di 127/220 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese: Europea a 2 poli Francese a 2 poli con contatto di terra femmina Tedesca a due poli con contatti di terra laterali Indirizzi utili Burocrazia e Visti Corrispondente consolare a Padang sig.ra Maria Felisia, Jl. Hayam Wuruk 22/4, Padang, tel: 0751-31013 tel 2: cellulare 0811663836 Ambasciata d'Italia in Indonesia Jalan Diponegoro 45, 10310 Jakarta Pusat tel: 31937445, fax: 31937422 tel 2: cell. di servizio: 0815 1811344 sito web: www.italambjkt.or.id/ altre informazioni utili: per chi telefona dall'Italia anteporre ai numeri lo 0062 e omettere lo 0 Ambasciata e Consolato d'Indonesia in Italia Via Campania 55, Roma tel: 06-4200911 tel 2: 06-42011498, tel 3: 06-42014186 sito web: www.indonesianembassy.com/ Consolato onorario d'Indonesia Via V. Monti 33, Milano tel: 0299990024 Consolato onorario d'Indonesia Via Roma 8, Genova tel: 010-6404375 Consolato onorario d'Indonesia Via Incoronata 20, Napoli tel: 08-15519694 Consolato onorario d'Indonesia Via Cognetti 31, Bari tel: 080-5237108 Corrispondente consolare a Dili Suor Letizia Soldi, Susteran Kanossian Becora, Kotak Pos tel: 6729390 tel 2: 67322663 Corrispondente consolare a Sulawesi sig. Fabrizio Tonucci, Balambano, Soroako (Sulawesi sud) tel: 021-5705434 tel 2: 021-5705437, tel 3: cellulare 0873685100640 Sezione consolare Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat tel: 021-323490, fax: 021-337422 Turismo e Cultura Automobile Club (Ikatan Motor Indonesia) Tennis Stadium Right Wing, Senayan, Jakarta tel: 021-5712032 Alitalia Arcade hotel Indonesia, Jalan Thamrin, Jakarta tel: 021-31904133 Assistenza in lingua straniera Jakarta tel: 021-4896558 Indonesia Tourism Promotion Board (ITPB) Wisma Nugra Santana Building, 9th Floor Jalan Jend, Jakarta tel: 21-5704879 sito web: www.tourismindonesia.com/ Istituto italiano di cultura Jl. Jalan Cokroaminoto 117, Jakarta tel: 021-3927531 sito web: www.itacultjkt.or.id/ Jakarta City Government Tourist Office Jl. Kuningan Barat 2, Jakarta tel: 021- 5205455; 021- 5251369 tel 2: 021- 5209671; 021-5251073, tel 3: 021- 5250738 Sanità e Sicurezza Alarm Center tel: 021-7506001 Polizia Comando e Centro di Controllo Operativo, Jakarta tel: 021-5234005 tel 2: 021-5707998 Rumah Sakit Angkatan Laut (Ospedale della Marina militare) Jl. Gadung 1, Surabaya (Giava orient) tel: 031-838153, fax: 031-837511 altre informazioni utili: presente camera di decompressione SOS Medika Clinic Jl. Puri Sakti 10, Cipete, Jakarta Selatan tel: 021-7505980 Tim Sar Jakarta tel: 021-5501111 altre informazioni utili: per soccorsi urgenti in tutta l'Indonesia e per rintracciare persone; per le altre città il relativo numero di telefono si trova sulla prima pagina dell'elenco telefonico alla voce SAR Come arrivare Il modo più comodo e veloce per arrivare in Indonesia è naturalmente l'aereo. La compagnia di bandiera Garuda (www.garuda-indonesia.com) offre voli da Roma a Jakarta via Kuala Lumpur mentre Alitalia (www.alitalia.it) fa scalo a Francoforte. Volano su Jakarta anche molte altre compagnie aeree tra cui Thai (via Bangkok), Singapore Airlines (via Singapore), Malaysia Airlines (via Kuala Lumpur); la durata del viaggio varia tra le 15 ore e 50 minuti e le quasi 19 ore. E' possibile volare anche da Roma a Denpasar (Bali). L'unica frontiera via terra dell'Indonesia è quella di Entikong, fra Kalimantan e Sarawak. Per chi proprio lo desideri vi è la possibilità di arrivare in Indonesia con una nave da carico proveniente da Londra, Rotterdam o Anversa (Polish Ocean Lines, Ost-West- Strasse 59, 2000 Hamburg Sud, Germany); il viaggio dura da uno a due mesi. Tasse di ingresso-imbarco Per voli internazionali le tasse aeroportuali ammontano a 23 euro in entrata, 100.000 rupie in uscita. Per i voli nazionali le tasse sono di 20.000 rupie da pagarsi in valuta locale direttamente in aeroporto (30.000 rupie nella trata Bali/Lombok). Gli importi indicati sono soggetti a variazioni senza preavviso. Cosa vedere e cosa fare BALI: Delle oltre 13000 isole che formano la Repubblica Indonesiana Bali è senz'altro la più famosa non solo per lo splendore della sua natura tropicale e per le sue incantevoli spiagge, ma anche per le sue manifestazioni artistiche e culturali e per la serena sacralità che tutto pervade. Secondo una leggenda indù a Bali trovarono rifugio gli dei in fuga da Giava e ancor oggi questa palpabile convivenza con l'invisibile fa dell'isola una meta affascinante ed indimenticabile. GIAVA: Yogjakarta è il punto di partenza ideale per la visita al tempio buddhista di Borobudur, il monumento più celebre dell'Indonesia, al santuario buddhista candi Mendut, al complesso religioso induista di Prambanan e a quello buddista di Sewu; interessanti i templi del Dieng plateau cui si giunge attraversando splendidi paesaggi caratterizzati da risaie e terrazzamenti edalla vista su due dei più grandi vulcani spenti dell'isola; nei dintorni di Surabayasi visitano la riserva Bromo Tengger, straordinaria zona vulcanica, i templi di Malang e il tempio di Panatarn, il più grande e importante di Giava dopo il Borobudur. KALIMANTAN (Borneo): una delle regioni meno visitate dell'Indonesia con una fauna insolita (orangutan, gibboni, macachi, coccodrilli, farfalle giganti, buceri), una flora spettacolare e popolazioni e culture uniche (dayak). KOMODO (Flores): famosa per i varani, mostruosi rettili lunghi 3-4 metri. I luoghi migliori per osservarli sono la valle Poreng e Banu Nggulung. PAPUA OVEST: offre montagne spettacolari e una giungla incontaminata, una ricchissima fauna (compresi i rari uccelli del paradiso) e l'opportunità di entrare in contatto con popolazioni primitive come gli Asmat e i Dani. Nello Papua Ovest si trovano alcune delle poche zone ancora inesplorate del mondo. LOMBOK: isola vicino a Bali (la si può raggiungere in aereo o via mare) altrettanto bella. Splendida la vista che si gode dal vulcano Rintani sulla caldera con il lago Segara Anak, color verde smeraldo. Interessante la visita alle popolazioni Sasak che abitano a oriente dell'isola. MALUKU (Molucche): nell'arcipelago delle Molucche, l'isola di Ambon, quelladi Seram, di Halmahera e quella di Saparua hanno magnifiche spiagge, antiche fortezze e graziosi villaggi. Le isole Banda sono forse le isole più belle con magnifiche fortezze, favolose spiagge e splendidi vulcani. SULAWESI (Celebes): si visitano gli spettacolari villaggi Toraja dalle superbe abitazioni con i tetti arditamente arcuati sul fronte anteriore e con le pareti dipinte a molti colori. Di fronte alle abitazioni sorgono i depositi del riso, spesso più sontuosi delle stesse case. Tipici villaggi Toraja sono Mende, Marante, Nanggala, Siguntu. Londa e Lemo sono invece due località dove, tra alte rocce ricche di cavità, hanno sede le tombe toraja; affacciati a una veranda o a un balcone di legno sporgono i tau-tau, manichini di legno a grandezza naturale che hanno il compito di proteggere i morti dagli spiriti maligni. Estremamente interessanti le cerimonie funebri tradizionali. L'isola è famosa anche per le spiagge e le barriere coralline stupende (Palau Bunaken, isole Togian). SUMATRA: il lago Toba e il lago Maninjau offrono alcuni dei panorami più affascinanti e spettacolari dell'isola; in mezzo al lago Toba è l'isola di Samosir, centro dei Batak di cui si visitano i villaggi; Bukittinggi è una cittadina coloniale famosa per il suo mercato e lo zoo dove si trovano splendidi esemplari della fauna dell'isola; chi non ha difficoltà ad affrontare qualche disagio può visitare l'isola di Nias a 125 km dalla costa di Sumatra in cui tutto, dai giganteschi monumenti megalitici alle mura ciclopiche, pare affondato nella preistoria; stupendi anche i numerosi villaggi; estremamente interessante dal punto di vista etnologico l'isola di Siberut abitata dai tatuati mentawaiani che abitano su palafitte. Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere: Itinerari consigliati e raccontati Indonesia: nel segno della mescolanza Sumatra Nord racconta il tuo itinerario in questo Paese Come spostarsi Voli interni Una vasta rete di voli interni consente di raggiungere anche le zone più remote dell'arcipelago indonesiano. Le compagnie aeree più importanti che effettuano i collegamenti interni sono Garuda (www.garuda-indonesia.com), Merpati (www.merpati.co.id), Bouraq Airlines (www.bouraq.com), Silk Air (www.silkair.com), Lion Air (www.lionair.co.id) e Mandala Airlines (www.mandalaair.com). Interessante anche la compagnia di voli low cost Adam Air (www.flyadamair.com). Garuda offre una tessera Visit Indonesia che, a un prezzo assai conveniente soprattutto per chi ha intenzione di spingersi verso Irian Yaja, Malaku o Sulawesi, permette di effettuare un minimo di tre voli interni. Mezzi pubblici Pratici anche i minibus pubblici che percorrono linee fisse a tariffe fisse o trattabili per i tragitti più lunghi. I minibus si possono anche noleggiare: trasportano generalmente fino a 12 persone, quindi sono l'ideale per piccoli gruppi e il costo del noleggio è calcolato moltiplicando per 12 la tariffa individuale della corsa (al giorno si possono calcolare circa 60.000 rupie con autista, benzina a parte). Speciali minibus turistici collegano le località di maggior interesse turistico; comodi e rapidi prelevano i viaggiatori direttamente all'albergo. Nel sud di Sumatra e a Giava una valida alternativa all'autobus è offerta dal treno che collega le città maggiori e raggiunge anche il porto dei traghetti per Bali. Su tutte le altre isole la ferrovia non esiste. Per spostarsi in città e fare escursioni nei dintorni non c'è che l'imbarazzo della scelta: taxi, bemo (vetture a 3-4 ruote che trasportano fino a 10 persone), opelet (taxicollettivi), dokar (carretti a cavalli), becak (risciò a pedali o a motore) sono alcuni dei mezzi pubblici più comuni che circolano lungo le trafficatissime vie indonesiane. Mezzi a noleggio Chi vuole viaggiare in piena autonomia può noleggiare un'auto o una moto. Le tariffe variano a seconda delle zone e del tipo di veicolo noleggiato; in genere si può calcolare un costo di 10-13.000 rupie al giorno per la moto e di 250.000-300.000 rupie al giorno con autista per l'auto (a Bali il costo diminuisce sensibilmente). Altri mezzi Traghetti regolari (Pelni Lines, Jalan Angkasa 18, Jakarta, tel. 021-4211921; www.pelni.com) collegano Sumatra e Giava, Giava e Bali e quasi tutte le isole del Nusa Tenggara. Navi mercantili o passeggeri raggiungono i porti più piccoli e lontani: i prezzi si possono contrattare anche a bordo ma bisogna avere altissime capacità di adattamento. E' sempre possibile noleggiare barche da pesca per raggiungere le isolette più vicine. Patente La guida è a sinistra ed è necessario essere in possesso della patente di guida internazionale (in alternativa è possibile richiedere presso le autorità di polizia locali una patente di guida, per auto o moto, della durata provvisoria di 1 mese previo superamento di esame teorico e pratico). Carburante La benzina costa 700-920 rupie al litro. Dormire In Indonesia non esistono problemi per dormire. La scelta spazia dagli alberghi di lusso che si trovano nelle grandi città o in quelle più turistiche (oltre 110 dollari la camera doppia) ad alberghi più economici ma abbastanza confortevoli e puliti (20-30 dollari), ad alberghi molto economici (losmen), tipici alberghi indonesiani puliti ma spartani frequentati dalla gente del luogo, alle guest houses (wisma) un po' più confortevoli e costose dei losmen (2-5 dollari). Si raccomandadi non lasciare valori, effetti e documenti in custodia nelle cassette di sicurezza degli alberghi (soprattutto in quelli minori) senza aver compilato un elenco degli effetti depositati. Anche nei villaggi meno turistici, dove può essere difficile trovare un losmen, è sempre possibile trovare da dormire rivolgendosi al capo villaggio che provvederà a trovare un alloggio, magari a casa sua. La sistemazione è generalmente gratuita nel qual caso è buona educazione contraccambiare con qualcosa di proprio o lasciando un piccolo compenso (5000 rupie circa). In alcune città indonesiane è possibile dormire negli ostelli della gioventù (Indonesian Youth Hotel Association, Jl. Tambak 2, Jnkopak Building, Jakarta), soluzione non molto sfruttata vista la ricchissima gamma di soluzioni economiche alternative. Mangiare La cucina indonesiana, ricca di numerose varianti, non solo muta di isola in isola, ma anche di regione in regione; molto speziata, va dai semplici cibi indigeni ai raffinati e complicati piatti giavanesi e cinesi. Nelle città principali si trova da mangiare di tutto, ovunque, a qualsiasi ora e a prezzi convenienti. I ristoranti si distinguono in: rumah makan, ristoranti di alto livello, spesso cinesi, dove si può trovare anche la cucina internazionale (dai 10 dollari in su ); rumah makan tiong hoa tipici ristoranti dove si gusta la cucina classica cinese a prezzi medi (2-5 dollari ); rumah makan padang, punti di ristoro numerosi e popolari, offrono piatti indonesiani che vengono portati tutti contemporaneamente sul tavolo e si paga solo quello che si mangia (1-2 dollari ), gerobak, ristorantini ambulanti che offrono spiedini e verdure, warung, banchetti che propongono piatti unici a prezzi economici. Moneta e carte di credito La moneta ufficiale è la rupia indonesiana. Il dollaro è la moneta più facilmente convertibile sempre che le banconote non siano troppo usurate o macchiate nel qual caso possono essere anche rifiutate; non sono accettate nemmeno le banconote anteriori al 2001 e i biglietti da 50 dollari di determinate serie. Gli euro hanno tassi di cambio più favorevoli nei tagli da 50 o 100 euro. Talvolta si cambia meglio il dollaro, talvolta l'euro: molto dipende dal cambio giornaliero e dalle oscillazioni delle due monete. Le banche sono aperte da lunedì a giovedì con orario 8-15, al sabato 8-12, chiuse la domenica. Gli uffici di cambio autorizzati offrono, nelle regioni più turistiche, tassi competitivi; gli sportelli osservano orari diversi e sono aperti fino alle 18, domenica inclusa. I tassi praticati dagli hotel sono invece in genere poco convenienti. Le carte di credito sono accettate negli esercizi turistici e consentono di prelevare contanti presso alcune banche. Se le usate siate comunque prudenti e soprattutto non perdete mai di vista la vostra carta perché sono in costante aumento le truffe ai danni dei malcapitati possessori. Cambio attuale: 1 Euro = 11.994,70 Rupia Indonesiana 1 USD = 9.066,97 Rupia Indonesiana dati aggiornati al 28/11/11 Posta e telefono Gli uffici postali restano aperti dal lunedì al giovedì con orario 8-14, il venerdì fino alle 11 e il sabato fino alle 13. Nelle città maggiori le poste centrali sono aperte più a lungo e offrono i servizi essenziali anche alla domenica; conviene imbucare personalmente la propria corrispondenza negli uffici postali dopo essersi fatti annullare l'affrancatura. Esistono anche agenzie di recapito private che danno un servizio efficiente a tariffe un po' più alte rispetto a quelle pubbliche. Per telefonare dall'Italia in Indonesia bisogna digitare lo 0062 (codice internazionale indonesiano) seguito dal numero telefonico che interessa. Per telefonare dall'Indonesia in Italia bisogna comporre il 39 preceduto dallo 001 e seguito dal numero dell'abbonato (es. 001-39-0612345678). Per chiamate nazionali in Indonesia digitare lo 0 e poi il prefisso della città seguito dal numero desiderato. Gli uffici telefonici pubblici in genere sono sempre aperti e consentono anche di fare chiamate a carico del destinatario; le agenzie di telecomunicazioni private (Wartel, Warpostal, Warparpostel) costano un po' di più ma in genere sono più efficienti (orario 7-24). I telefoni cellulari GSM funzionano senza problemi. Sanità Al fine di evitare malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua è bene rispettare le più elementari norme sanitarie ed igieniche: bere solo acqua imbottigliata, non mangiare verdura cruda e sbucciare la frutta, prestare attenzione ai frutti di mare (possono manifestarsi colera e altre diarree acquose, dissenterie amebiche e bacillari, febbre tifoide, epatite A ed E). Le filarosi sono endemiche in gran parte delle zone rurali del Paese. Possono verificarsi epidemie di dengue, anche di tipo emorragico, tanto nelle zone urbane che rurali mentre casi di febbre fluviale del Giappone sono stati segnalati nelle zone disboscate della maggior parte dell'Indonesia. Fate attenzione ai morsi di serpente e agli animali rabidi. Sicurezza Sebbene la tensione degli ambienti islamici indonesiani contro l'intervento americano in Afghanistan stia diminuendo, restano possibili manifestazioni di piazza con eventuali violenze contro cittadini stranieri soprattutto a Jakarta e nell'isola di Giava. Più in generale, data l'instabilità che ancora caratterizza la situazione politica e sociale dell'Indonesia si raccomanda di evitare assembramenti di persone, dimostrazioni e luoghi in cui si svolgono manifestazioni di protesta e di prestare particolare attenzione in vicinanza di ambasciate e uffici pubblici. L'Ambasciata italiana consiglia di segnalare sempre la propria presenza in Indonesia indirizzando alla medesima Ambasciata un fax con generalità e numeri telefonici. Sconsiglia inoltre viaggi nelle seguenti zone considerate a rischio: Timor, Molucche, Aceh (Sumatra), Sumatra sud occidentale, Kalimantan, Sulawesi (Celebes) centrale, Iran Jaya. Cautela è raccomandata a Lombok (dove si sono segnalati episodi di attività criminale), a Jakarta dove si sono recentemente verificati diversi attacchi di attivisti musulmani a chiese cattoliche, pubs e discoteche frequentate da stranieri nonchè un generale aumento degli episodi di criminalità, e nelle acque dello Stretto di Malacca per i frequenti episodi di pirateria. In generale è bene ricordare che, se si affrontano itinerari impegnativi al di fuori dei normali circuiti turistici, è prudente informare circa la propria destinazione e gli orari di arrivo previsti; se possibile conviene viaggiare in convoglio e portare con sé un telefono cellulare. Uso e commercio di droghe sono equiparati penalmente e la legge indonesiana prevede per i trasgressori anche la pena di morte. Pene severissime anche per abusi sessuali ai danni di minori. Comportamenti Benché i comportamenti degli occidentali vengano entro certi limiti tollerati è bene conoscere alcune regole di buona educazione indonesiana: mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate. Non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe, rimanere in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto toccare la testa dei bambini (la testa infatti è la parte più importante del corpo perché è in essa che entra la divinità che porta la vita). Per accedere ai templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano; i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa. Da ultimo un invito: contrattate sempre gli acquisti e, se raggiungete un accordo, comprate e non tiratevi indietro: è molto offensivo fare altrimenti, se volete solo perdere tempo o divertirvi lasciate perdere e fate qualcosa d'altro. Viaggiare con bambini Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Viaggiatori disabili Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Curiosità Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Guide e libri Link utili www.Indonesia-tourisminfo.com in lingua inglese, informazioni turistiche generali cerchi altri siti utili? cerca tra i links! Il paese in cifre Capitale Jakarta Superficie 1.919.440 kmq Popolazione 241.937.870 (luglio 2005) Densità 111 ab./kmq. (Giava oltre 800 ab./kmq) Religione Musulmana, cristiana, induista Geografia e territorio Visualizzazione ingrandita della mappa L'Indonesia è formata dal più grande arcipelago del mondo, 13677 isole di varia dimensione di cui circa 6000 abitate. Le isole maggiori sono Giava, Sumatra, Kalimantan, Sulawesi (o Celebes) e Papua Ovest mentre una trentina sono gli arcipelaghi minori. Complessivamente il territorio indonesiano è di 1.919.440 kmq. di cui 1.826.440kmq. terrestri e 93.000 kmq. acquei. Il territorio indonesiano si estende per quasi 5000 km da ovest verso est tra la penisola di Malacca e l'Australia dividendo l'Oceano Pacifico da quello Indiano; unici confini terrestri sono la Malesia e il Papua Nuova Guinea. Il paesaggio dell'Indonesia è caratterizzato da una linea continua di vulcani, in parte attivi e in parte estinti, che corre lungo la costa occidentale di Sumatra per proseguire attraverso Giava, Bali e Nusa Tenggara per poi girare lungo le isole Banda del Maluku e terminare nel Sulawesi nord-orientale. Alle catene montuose corrispondono in mare profonde fosse oceaniche. Le isole della Sonda si affacciano a sud sulla fossa della Sonda (-7455 m) mentre a nord il Mare di Giava non supera mai profondità di circa 200 m; ad est degli stretti di Lomboke di Makassar, e quindi in tutto il settore in cui sono le isole della Sonda, di Banda e le Molucche, il fondo marino presenta improvvise grandi profondità che contrastano con secche, scogliere e isolotti distribuiti nelle vicinanze. Il fiume più lungo è il Kapuas (km 1150) che scorre nel Borneo, dove si trovano anche il Barito e il Mahakam. Il lago più grande del Paese è quello di Toba nel settore settentrionale di Sumatra; a Celebes si trovano i laghi Towuti e Poso. Ecologia e ambiente Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Clima Situata all'equatore, l'Indonesia ha un clima caldo umido con temperature medie di circa 28°C tutto l'anno. Vi sono due stagioni distinte: quella secca che va da aprile ad ottobre e quella monsonica che va da novembre a marzo con piogge prevalenti in gennaio e febbraio. La differente altitudine e l'enorme estensione dell'arcipelago influiscono notevolmente sulle caratteristiche del clima: sopra i 1000 m la temperatura non è mai molto elevata e di notte fa freddo. In genere il clima tende ad essere più caldo e umido di giorno e più temperato la notte. Popolazione I gruppi etnici presenti in Indonesia sono circa 300 e questo dato basta a far capire come nel Paese vivano popolazioni molto differanti tra loro, ognuna con lingua e cultura proprie. La maggioranza degli indonesiani appartiene al ceppo malese (90%) e discende da quei popoli che, migrando dalla Cina e dall'Indocina, occuparono in ondate successive le fertili terre dell'Asia insulare. Il secondo gruppo per importanza è quello melanesiano stanziato nell'Indonesia orientale. Giavanesi e balinesi sono gruppi compatti e con caratteristiche peculiari, i cinesi (2%) rappresentano una minoranza piuttosto influente. Molte sono le tribù che vivono isolate all'interno del Paese come ad es. i papua dani (Papua Ovest), i dayak (Borneo), i badui (Java), i kubu (Sumatra). La popolazione dell'Indonesia si concentra in particolare a Giava che è una delle regioni più popolate del mondo e nelle grandi città, con una densità di abitanti superiore agli 800 abitanti per kmq; nel resto dell'Indonesia la popolazione è distribuita in modo molto diseguale. Circa il 70% degli indonesiani ha meno di 30 anni mentre il tasso di crescita resta alto nonostante le campagne di controllo demografico intraprese dal governo. Lingua Lingua ufficiale dell'Indonesia è il bahasa Indonesia , sorto dall'esigenza di dare una lingua nazionale ed unitaria al Paese. Insegnata a scuola e utilizzata in uffici e atti ufficiali non è ancora entrata nell'uso comune di tutti i popoli indonesiani che preferiscono parlare i loro dialetti. Molto diffusi sono il giavanese parlato dal 45% della popolazione, il sundanese (14%), il madurese e il malese (7,5%); le lingue europee più diffuse sono l'inglese e il tedesco. Religione In Indonesia la religione più diffusa è quella musulmana (88%) che ha sostituito l'induismo ancora praticato nel Paese, soprattutto a Bali (2%). Abbastanza numerosi sono i cristiani, in particolare protestanti (5%) e cattolici romani (3%). I buddhisti rappresentano l'1% della popolazione (cinesi) mentre ancora praticate sono le religioni di tipo animista. Storia Il rinvenimento a Giava di resti di Pithecanthropus fa dell'Indonesia una delle culle dell'umanità. Nel IV-III millennio a.C. giunse in Indonesia una prima ondata migratoria di popolazioni provenienti dall'India e dalla Birmania mentre una seconda ondata sarebbe giunta dalla Cina meridionale e dall'Indocina. A partire dal VII sec. a.C. è comunque documentata la presenza di società sviluppate e complesse. Prima potenza commerciale e marittima dell'Indonesia fu il regno hindo-buddhista di Sriwijaya sorto a Sumatra (VII sec. d.C.); più tardi (VIII-X sec.) cominciarono ad affermarsi a Giava la dinastia buddhista Sailendra e quella induista di Mataram (stupa di Borobudur e complesso religioso di Prambanan). Uno dei più grandi stati indonesiani dell'antichità fu quello di Majapahit (XIII-XIV sec.) che giunse al suo massimo splendore sotto il primo ministro Gajah Mada. Tra il XV e il XVI sec. l'Islam divenne la religione ufficiale dell'Indonesia sovrapponendosi all'induismo mentre il centro del potere si spostò verso i regni di Melaka (Malacca), Makassar e Gowa (Sulawesi). Nel XVI sec. comparvero gli europei: portoghesi, inglesi, spagnoli ed olandesi; questi ultimi conquistarono il monopolio del commercio delle spezie cacciando i loro rivali europei e diventando un vero e proprio impero coloniale. Dal 1596 al 1945, anno dell'indipendenza dell'Indonesia, il dominio olandese sfruttò a fondo le risorse del Paese diventando una delle maggiori potenze coloniali del mondo. Durante i primi anni del 1900 i movimenti nazionali indipendentisti si moltiplicarono e continuarono a svilupparsi anche durante il periodo dell'occupazione balise (1942-1945). Proclamata l'indipendenza nel 1945, dopo un periodo di instabilità politica l'Indonesia proclamò Sukarno quale suo Presidente. Sukarno in breve tempo assunse il potere assoluto inaugurando un'era di burrascoso nazionalismo e rivelandosi incapace di migliorare le condizioni economiche del Paese. Nel 1965, a seguito di un tentativo di golpe attribuito ai comunisti, un'ondata di anticomunismo spazzò l'Indonesia provocando centinaia di migliaia di morti. Ciò favorì la caduta di Sukarno e l'avvento del generale Suharto che diede avvio a una nuova stabilità politica con un governo che poggiava solidamente sul potere militare. L'alto livello di corruzione del Paese e le sempre maggiori tensioni politiche interne culminarono nella rivolta degli studenti indonesiani del maggio 1999 e nelle successive dimissioni di Suharto. Nuovo presidente diventò Habibie che promise minore corruzione e maggiori riforme; tardando ad arrivare entrambe, a seguito di una nuova ondata di proteste fu eletto quarto Presidente dell'Indonesia Abdurrahman Wahid che propose una politica di compromesso e riconciliazione. Attuale Presidente è S.B. Yudhoyono. Costituzione L'indipendenza dell'Indonesia, proclamata il 17 agosto 1945, non fu inizialmente riconosciuta dagli olandesi e solo il 27 dicembre 1949 l'Indonesia diventò legalmente indipendente dall'Olanda dopooltre 300 anni di dominazione straniera. Repubblica presidenziale, l'Indonesia ha quale attuale Presidente S.B. Yudhoyono che è anche capo del governo. Presidente e vice presidente sono eletti dall'Assemblea Consultativa del Popolo ogni 5 anni. Il Governo è unicamerale ed è formato da 500 membri. Amministrativamente l'Indonesia è divisa in 23 province e in 2 regioni speciali. Situazione politica L'alto livello di corruzione del Paese e le sempre maggiori tensioni politiche interne culminarono nella rivolta degli studenti indonesiani del maggio 1999 e nelle successive dimissioni del generale Suharto che aveva governato l'Indonesia per più di un trentennio. Nuovo presidente diventò il vicepresidente Habibie che promise minore corruzione e maggiori riforme; tardando ad arrivare entrambe, a seguito di una nuova ondata di proteste venne eletto quale quarto Presidente dell'Indonesia Abdurrahman Wahid, meglio conosciuto come Gus Dur, che propose una politica di compromesso e riconciliazione. Destituito nell’estate 2001 al suo posto è stata nominata la vice presidente, figlia dell’ex-presidente Sukarno, Megawati Sukarnoputri mentre nel 2004 è stato eletto S.B. Yudhoyono. Per l’Indonesia è un periodo di grande instabilità politica: scoppiano violenze a Timor Est tra fazioni favorevoli all’indipendenza di Timor e altre favorevoli alla sua unione all’Indonesia (Timor Est diventa indipendente nell’ottobre 1999). La rivolta si estende a Maluku e attualmente la situazione rimane tesa a causa di movimenti separatisti in Papua, Kalimantan centrale e Aceh (Sumatra) e di scontri a sfondo etnico-religioso. Grossi problemi interni stanno creando anche i molti profughi che affluiscono a Sulawesi e in altre zone dell’Indonesia e che non sono bene accetti dalle popolazioni locali. Economia Nonostante l'Indonesia vanti uno degli sviluppi economici più rapidi del mondo essa rimane uno dei paesi più poveri del sud-est asiatico in quanto la rapidità dello sviluppo non basta a sostenere l'altissimo incremento demografico. Dotato di enormi quantità di materie prime il Paese ha visto sviluppare solo le infrastrutture necessarie a favorire le esportazioni mentre ben pochi investimenti hanno toccato l'industria di base e quella manifatturiera. I punti forti dell'economia indonesiana sono il petrolio e il gas naturale mentre altri prodotti importanti sono legname, stagno, carbone, rame e bauxite. Altro settore trainante è l'agricoltura nel quale è impegnato il 50% della popolazione attiva e grazie al quale l'Indonesia si trova, per ben 20 prodotti, nella classifica dei maggiori produttori mondiali: caucciù, copra, noci di cocco, patate dolci, riso, banane, soia, palma da olio, manioca, tè, arachidi, caffè, cereali, pesca ecc.. Negli ultimi anni sono state potenziate le cooperative artigiane e le società a capitale misto il che ha permesso il decollo di alcune industrie e del settore turistico, in forte crescita. Purtroppo nel mondo indonesiano degli affari prosperano incompetenza e corruzione, male endemico del paese, che vanno di pari passo con alti tassi di interesse, forte inflazione e altrettanto forte debito estero. Ciò nonostante il futuro economico dell'Indonesia sembra orientato ad un costante miglioramento. Festival e tradizioni A causa delle molteplici religioni professate nel Paese, in Indonesia sono festività nazionali le maggiori ricorrenze cristiane, musulmane, buddiste e indù. In date fisse cadono il Capodanno (1gennaio), Kartini day (21 aprile), l'Ascensione di Cristo (24 maggio), la Giornata dell'Indipendenza (17 agosto) e il Natale (25 dicembre). Cadono in date variabili di anno in anno le seguenti feste: Ascensione del profeta Maometto, Fine del Ramadan, Festa del sacrificio di Abramo, Capodanno islamico, Anniversario della nascita del profeta Maometto (feste musulmane); Venerdì Santo (festa cristiana); Nyepi o Capodanno balinese (festa induista); Giorno di Waisak o Commemorazione della nascita, illuminazione e morte di Buddha (festa buddhista). Molteplici sono le feste, cerimonie e spettacoli che si svolgono in ogni regione indonesiana. Tra le più importanti ricordiamo: Labuhan (Parang Kusumo, Puncak Gunung derapi, Yogjakarta) offerte rituali e solenni sfilate con costumi sontuosi a Yogjakarta; Sesami Mahesa Lawung (Surakarta, Giava) offerte e sacrifici di bufali (febbraio); Sea Festival (Pelabuhanratu, Giava) sacrifici di bufali, danze tradizionali, concerti di gamelan e canti (aprile); Festival del Borobudur (Giava) dieci giorni di festeggiamenti con teatro delle obre, esibizioni di danzatori e musicisti, artigianato locale; Horas festival (Sumatra) con gare di cavalli e di barche sul lago Toba (maggio); Festival del lago Toba (Prapat, Sumatra) con esposizioni dell’artigianato batak; Ya’howu festival (Nias) occasione unica per vedere gli antichi costumi di battaglia dei niassesi (giugno); Festival di Bunaken (Sulawesi) con rappresentazioni teatrali dell’originalissima tradizione locale; Mejuah-Juah Festival (Karo, Sumatra) cerimonie religiose, danze e musiche, danze tipiche anche a Aceh e a Sulawesi; Combattimento dei bufali (Bukittinggi, Sumatra) (luglio); Kerapan sapi (Mandra, Giava) corse di buoi e tori; Gare con canoe (Pacu Jalur, Taluk Kuantan e Indragiri Hulu, Riau); Funerali toraja (Sulawesi) (agosto); Festival Kraton, Yogyakarta e Solo (Giava) con gruppi artistici e folkloristici; Festival di Erau (Tenggarong, Kalimantan) con danze e giochi tradizionali (settembre); Selamatan Suran (Balekambang, Giava) danze e musiche (ottobre); Rondang Bintang Festival (Pematang Purba, Sumatra) danze e bellissimi costumi tradizionali; Kesodo (Monte Bromo, Giava) antica cerimonia propiziatoria con offerte votive (dicembre). |
| Thanks to
http://www.facebook.com/Costasur
Guia de viajes - http://www.costasur.com/ |
| Bali, Indonesia Bali es una Isla de Indonesia, es una isla ubicada entre las islas de Java y de Lombock, pero ante todo, Bali es un destino turístico mundial, al que año tras año acuden turistas europeos y americanos, así como asiáticos. Sus playas paradisiacas son su seña de identidad, el gamelán su cultura. Es una isla mayoritariamente hindú, si bien hay que destacar también una pequeña proporción de musulmanes, sobretodo en la costa. La Isla de Bali, de 3 millones de habitantes, se ubica en el Archipiélago de la Sonda, y se ubica a escasos 3 kilómetros de la Isla de Java. Su cota más alta la representa el Monte Agung, de 3,142 metros de altura, un monte que es un volcán que entró por última vez en erupción en el año 1963. |
|
Puerto de Singaraja, Denpasar, Sinur y
Ubud son sus ciudades principales, ciudades cada una de ellas con sus
características, la de Ubud, por ejemplo, su arte, ya que está considerada
como la capital cultural de Bali, y destino de numerosos artistas a nivel
internacional. |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Bali Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bali&action=history BaliDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La posizione di Bali in Indonesia (in verde)
Il tempio "Petilan Pengerebongan"
Bali è un'isola dell'Indonesia, con una superficie di 5.561 km² e una popolazione di 3.151.000 abitanti (2005). Fa parte dell'arcipelago delle Isole della Sonda minori ed è separata dall'isola di Giava dallo stretto di Bali. Amministrativamente è una provincia dell'Indonesia, con capoluogo Denpasar, ed è l'unica a maggioranza induista. Bali è la più importante meta turistica indonesiana.
[modifica] Storia
Templi a Mengwi / Taman Ayun
[modifica] PreistoriaLa presenza umana nell'isola risale alla preistoria. Alcuni reperti risalenti al 3000 a.C., ritrovati nei dintorni del villaggio di Cekik nella parte ovest dell'isola, testimoniano l'insediamento di popolazioni migrate in tempi preistorici dal continente asiatico. Le prime traccie storiche identificate nell'isola sono cocci con iscrizioni braminiche, databili intorno al I secolo a.C., che testimoniano l'arrivo di popolazioni indù nell'isola. Tra i più antichi documenti scritti ritrovati a Bali vi è la "carta di Blanjoung", redatta in sanscrito e risalente al 913 d.C., che menziona il sovrano Sri Kesari Warmadewa e il luogo «Walidwipa». Un'iscrizione del 1041 incisa su di una pietra ritrovata a Giava (detta "Pietra di Calcutta" in quanto conservata al Museo Indiano di Calcutta) riporta la genealogia del re Airlangga, figlio del principe balinese Udayana. In questo lungo periodo di tempo venne sviluppato il sistema di irrigazione subak per la coltivazione del riso. Risalgono a questo periodo, inoltre, alcune tradizioni religiose e culturali che esistono tuttora. Nel 1343 l'Impero Majapahit, che era insediato nella parte orientale di Giava, fondò una colonia a Bali. L'isola venne nuovamente menzionata su testi giavanesi tra il 1059 e il 1205 nel Nagarakertagama, poema epico scritto nel 1365 sotto il regno del re Hayam Wuruk dell'Impero Majapahit (1350-1389). All'inizio del XVI secolo, con il declino dell'impero e la successiva occupazione di Giava da parte delle truppe del re musulmano di Demak, vi fu un esodo di artisti, religiosi ed intellettuali verso la colonia balinese.
[modifica] L'arrivo degli EuropeiDopo che una nave portoghese aveva sostato presso la costa di Bukit nel 1585, l'esploratore olandese Cornelis de Houtman sbarcò nel 1597 stabilendo il primo contatto con l'occidente. Gli europei non riuscirono però a stabilire una loro presenza come avevano fatto in molte altre isole dell'arcipelago. Negli anni 1620-1630, il principe Blambangan, di fronte alla minaccia del sultano Agung di Mataram, chiese aiuto alla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, ma gli venne rifiutato. Blambangan si rivolse quindi al Dewa Agung (re) di Gelgel di Bali, e le forze balinesi sconfissero il sultano Agung nel 1635. Bali non partecipò direttamente ai traffici commerciali che animavano l'arcipelago, ma divenne un esportatrice di cotone, riso, bestiame e selvaggina. La fondazione di Batavia (l'odierna Jakarta) da parte della compagnia olandese nel 1619 e l'apertura del mercato degli schiavi fu un'occasione per i principi balinesi di vendere i loro prigionieri di guerra, fatto che acuì i conflitti interni tra i principati locali. Dopo il 1660, Ki Gusti Ngurah Panji Sakti fondò il regno di Buleleng nel settentrione dell'isola. La dinastia di Gelgel estese il suo dominio sul regno di Klungkung, i cui re, che conservavano il titolo di Dewa Agung, vennero considerati la linea più nobile di Bali. Nella zona orientale, il regno di Karangasem a partire dal 1680 intraprese la conquista dell'isola di Lombok, affrontando gli eserciti di Gowa e di Sumbawa. Buleleng conquistò Blambangan nel 1697. Intorno al 1700, il regno di Mengwi dominava il sud di Bali. Mengwi tolse Blambangan a Buleleng diventando il re più potente dell'isola. Per tre volte (nel 1714, 1726 e 1729), dei re balinesi sferrarono delle offensive verso la parte occidentale di Giava per poter visitare i territori dell'Impero Majapahit di cui si sentivano i discendenti. I re di Mengwi spesero molte risorse per mantenere la sovranità su Blambangan, ma quei regnanti si convertirono all'islam nel 1770 e si allearono con la compagnia olandese. Interessati a ridurre l'influenza balinese su Giava, gli olandesi fecero scomparire l'ultimo stato induista. Alla fine del XVIII secolo, nessun regno balinese era in grado di dominare l'insieme delle isole come aveva fatto Gelgel prima del 1650. Gli olandesi non si interessarono a Bali fino all'inizio del XIX secolo. In quel periodo, l'economia dell'isola era basata essenzialmente sul commercio degli schiavi e l'aristocrazia balinese ne vendeva oltre 2.000 ogni anno, in cambio di armi e oppio di cui vi era un grande consumo. Si dovette attendere il 1840 perché gli olandesi, approfittando delle rivalità tra i regni balinesi, riuscissero con un'operazione congiunta navale e terrestre ad occupare prima la regione di Sanur e poi Despasar. Gli eserciti balinesi, inferiori sia per numero che per armamenti, lanciarono un definitivo attacco suicida (puputan) che si stima sia costato oltre 4.000 vittime. Il dominio olandese dell'isola, comunque, esercitò sempre un'influenza lieve, consentendo che permanesse il controllo locale sulla religione e la cultura. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bali venne occupata dai Giapponesi. Durante tale occupazione, l'ufficiale balinese Gusti Ngurah Rai organizzò un 'esercito di liberazione'. A seguito della resa del Giappone dell'agosto 1945, i Paesi Bassi ripristinarono in Indonesia, e quindi anche a Bali, il governo coloniale esistente prima della guerra. I ribelli balinesi si opposero utilizzando le armi abbandonate dai giapponesi. Il 20 novembre 1946 il colonnello ventinovenne Gusti Ngurah Rai scagliò le forze ribelli nella Battaglia di Marga, contro le truppe olandesi. L'esercito balinese venne completamente annientato e terminò così ogni ulteriore resistenza. Nello stesso anno gli olandesi, rispondendo alla creazione della Repubblica di Indonesia capeggiata da Sukarno e Hatta, proclamarono la Repubblica dell'Est Indonesia e Bali divenne uno dei 13 distretti del nuovo stato.
[modifica] L'indipendenzaIl 29 dicembre 1949 i Paesi Bassi riconobbero l'indipendenza della Repubblica degli Stati Uniti di Indonesia e nel 1956 Bali rinunciò all'unione con i Paesi Bassi divenendo ufficialmente una provincia dell'Indonesia. Nel 1963 l'eruzione del Monte Agung provocò la morte di migliaia di persone, ingenerando una crisi economica che costrinse molti abitanti a trasferirsi in altre zone dell'Indonesia. Nel 1965, in seguito ad un fallito colpo di stato a Giacarta contro il governo nazionale, in tutte le regioni indonesiane, tra cui a Bali, si verificarono uccisioni di simpatizzanti e (a volte presunti) membri del PKI, il Partito Comunista di Indonesia. Benché non esistano riscontri ufficiali, si reputa che le squadre della morte, appoggiate dal generale Soeharto, uccisero oltre 100.000 balinesi. Il 12 ottobre 2002, un attacco terroristico compiuto con un'auto bomba in un locale di Kuta ha ucciso 202 persone, prevalentemente turisti stranieri. Il 1 ottobre 2005 un secondo attacco terroristico contro turisti avvenuto nei pressi della Baia di Jimbaran ha causato decine di vittime.
[modifica] GeografiaBali si trova circa 8° a sud dell'equatore ed è divisa dall'isola di Giava da un canale largo circa 2 miglia nautiche. L'isola, di forma romboidale, misura approssimativamente 153 km da est a ovest e 112 km da nord a sud. La costa orientale ed il centro sono montagnose, mentre verso sud il terreno forma una piana alluvionale, solcata da fiumi che disseccano durante la stagione secca e esondano nel periodo delle piogge. Il rilievo più elevato è il Monte Agung (3.142 m), che si trova presso la costa orientale ed è un vulcano attivo la cui ultima eruzione risale al marzo 1963. Anche il Monte Batur (1.717 m), al centro dell'isola, è un vulcano attivo: si ritiene che un'eruzione di quest'ultimo avvenuta circa 30.000 anni fa sia stata la più violenta e catastrofica eruzione avvenuta sulla terra. Le strade principali dell'isola percorrono la costa o la tagliano da nord a sud, seguendo le creste delle catene montuose. Non sono presenti ferrovie. Le città principali dell'isola sono:
[modifica] AmministrazioneLa provincia di Bali è divisa in kabupaten (dipartimenti), che corrispondono ai regni esistenti nell'isola all'arrivo degli olandesi:
(dove non indicato, il capoluogo è la città omonima)
[modifica] EconomiaFino agli anni '70, l'economia dell'isola era prevalentemente basata sull'agricoltura. In seguito Bali ha conosciuto uno sviluppo turistico, proveniente in prevalenza dall'Australia e dall'Europa, che ha fatto sì che il turismo sia diventato la risorsa economica preminente, anche se i due attentati del 2002 e del 2005 hanno provocato un sensibile calo delle presenze. Nonostante questo, la maggioranza della popolazione lavora nel settore agricolo, che produce principalmente riso ma anche frutta e verdura, cacao, caffé, té, caucciù, tabacco e spezie, ed anche la pesca è un'attività importante. Infine, Bali è famosa per il suo artigianato: l'intaglio della pietra e del legno, la lavorazione dell'argento e la produzione di stoffe, tra cui il famoso batik. Il turismo è concentrato prevalentemente nella pianura meridionale, dove sorgono le località di Kuta, Sanur, Jimbaran, Seminyak e il nuovo insediamento di Nusa Dua. Vicino a Jimbaran, sull'istmo che collega la parte più meridionale dell'isola, sorge l'aeroporto internazionale Ngurah Rai.
[modifica] Religione
Tempio di Tanah Lot
Secondo le statistiche ufficiali (nelle quali non sono compresi gli immigrati da altre zone dell'Indonesia) il 92% della popolazione aderisce all'Induismo Balinese, combinazione di credenze locali e influenza dell'induismo del sud est asiatico. Altre religioni presenti sono l'Islam (5,7%), il Cristianesimo (1,4%) e il Buddismo (0,6%).
[modifica] LinguaIl Bahasa Indonesia e la lingua balinese sono le lingue parlate universalmente dalla popolazione, insieme all'inglese che è la prima lingua straniera conosciuta. Oltre a queste lingue, esistono anche numerosi dialetti indigeni, diversificati anche all'interno di comunità ristrette a causa della tradizionale suddivisione in caste e in clan della popolazione, che va tuttavia perdendo importanza.
[modifica] CulturaBali è famosa per la sua cultura artistica e pittura, scultura e intaglio del legno sono attività artistiche molto sviluppate. La musica tradizionale balinese, il gamelan, così come le danze tradizionali quali il legong, il barong e il kecak, godono anch'esse di grande seguito nella popolazione. Seguendo la tradizione induista, i balinesi cremano i loro morti. Questa circostanza è l'occasione di una celebrazione che diviene in tutto e per tutto una festa popolare, con una processione all'interno della città, musica di gamelan, offerte di varia natura depositate sul catafalco del defunto, in un'atmosfera gioiosa. La vita dell'isola è scandita anche da innumerevoli altre cerimonie che, seguendo solitamente il calendario balinese di 210 giorni, sembrano imprevedibili agli occhi dei turisti occidentali. Celebrazioni e feste vengono svolte per innumerevoli dei e negli anniversari di ognuno degli oltre 20.000 templi dell'isola. |