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http://atacama.it/birmania_informazioni.htm

La BIRMANIA: NOTIZIE UTILI


Un viaggio in Birmania presenta un aspetto culturale ed archeologico al quale si affianca la possibilità di conoscere diverse etnie. Oltre a visitare i siti archeologici, si dà ampio spazio a templi, pagode e monasteri. Un altro aspetto importante che colpisce il visitatore occidentale è il popolo, il quale nonostante abbia visto negata per anni la sua libertà, continua ad amare la vita e la sua terra. Ricordiamo che la Birmania è l’unica nazione dell’Indocina in cui governi ancora una giunta militare. È importante che il visitatore straniero rispetti le regole comportamentali locali. Vi sono ancora zone del paese che non possono essere visitate dagli stranieri, per decisione del Governo o perché non ancora collegate da strade o aeroporti. Sono disponibili guide parlanti sia inglese che italiano. La cucina presenta essenzialmente piatti orientali. Negli hotel di categoria superiore a Yangon e Mandalay vi è l’opportunità di scegliere alcuni piatti di cucina occidentale, più limitata la scelta al Lago Inle e Bagan. Durante il periodo estivo la Birmania trascorre la stagione dei monsoni con abbondanti piogge. In tali mesi alcune zone sono sconsigliate al visitatore (Bago, Golden Rock, Sandoway). Un viaggio in Myanmar è abbastanza impegnativo e richiede un minimo di spirito di adattamento. Un tour in questo Paese implica infatti diversi spostamenti sia via terra che in aereo

LINGUA
La lingua del paese è il birmano che ha una sua scrittura ed un suo alfabeto. L’inglese è la lingua straniera più diffusa.

MONETA
La moneta locale si chiama kyat (si pronuncia ciat) il cui cambio è in continuo mutamento. Consigliamo di portare contanti in dollari americani, possibilmente di vario taglio, che vengono accettati ovunque. Consigliamo inoltre di limitare al minimo il cambio in kyat in quanto è impossibile riconvertirli in dollari americani alla partenza. È di difficile uso la carta di credito, solo in hotel di lusso, così dicasi per i traveller’s cheque.

CLIMA
Il clima può essere suddiviso in tre stagioni: l’estate (da giugno ad ottobre) con clima caldo e umido caratterizzato da piogge monsoniche, l’inverno (da novembre a marzo) con clima fresco e secco che rappresenta il periodo migliore per visitare il paese, la primavera (da aprile a giugno) con un caldo notevole che può raggiungere anche i 40° gradi nella zona di Yangon e Bagan.

FUSO ORARIO
+ 5 ore e 30 minuti rispetto all’Italia (+ 4 ore e 30 minuti quando è in vigore l’ora legale).

ABBIGLIAMENTO
Non sono graditi shorts e canottiere. Nei templi è obbligatorio andare a piedi nudi (senza calze). Consigliamo di portare un paio di sandali e per la zona di Inle una giacca ed un maglioncino. Nel periodo delle piogge non bisogna dimenticare un impermeabile. È importantissimo portarsi una torcia per eventuali black out di corrente. Munirsi inoltre di repellente per zanzare.

DOCUMENTI E VISTI
È necessario il passaporto con una validità non inferiore a sei mesi e con almeno due pagine libere. È richiesto il visto consolare che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma. Si devono fornire al nostro ufficio due fotografie, il passaporto e un modulo compilato almeno tre settimane prima della partenza (il costo del visto è e 52). Importantissimo: per i giornalisti occorre un visto speciale. Se un giornalista si reca in Birmania per turismo conviene che si dichiari “impiegato” per evitare qualsiasi tipo di problema all’entrata.

VACCINAZIONI
Non è obbligatoria nessuna vaccinazione. Consigliata quella antitifica e la profilassi antimalarica.

DOGANA/ACQUISTI
La Birmania è famosa per le pietre preziose, per l’argento e per gli oggetti di legno laccato. È proibito esportare qualsiasi antichità. Al momento della partenza da Yangon bisognerà consegnare all’ufficiale doganale il certificato d’esportazione per i gioielli, pietre preziose ed argenterie, acquistate in loco così come la dichiarazione doganale fatta all’arrivo per valuta e gioielli portati dall’Italia.

TASSE AEROPORTUALI
10 USD da pagarsi alla partenza dal paese.

ASSISTENZA LOCALE
L’assistenza è prestata dal nostro corrispondente locale che dispone di personale parlante italiano.
http://atacama.it/atacama_birmania/birmania_localita.htm


La BIRMANIA e le località


La Birmania è il Paese più vasto del Sud-Est asiatico: misura 676.552 kmq (è grande il doppio della Germania) ed è popolata da circa 46 milioni di abitanti. È divisa a metà in tutta la sua estensione dall’Irrawaddy, fiume che sgorga dal Tibet e sfocia nell’Oceano Indiano, dopo un percorso di 2.000 chilometri. Il suo territorio è molto vario, e comprende colline, ampie pianure nell’area centrale, montagne al nord, fra cui ricordiamo Hkakabo Razi, che con i suoi 5882 m risulta essere il monte più alto del Sud-Est asiatico. I villaggi e le pagode sono sorti naturalmente nelle zone più ospitali, e particolarmente nelle pianure e lungo il corso del fiume Irrawaddy. Il fiume gode infatti di grande fertilità dalla fonte alla foce e proprio per questo ospita più dei due terzi dell’intera popolazione del Paese. Il clima presenta notevoli diversità fra nord e sud: nell’area settentrionale, dove i monti Pegu si propongono come un’efficace barriera ai Monsoni, le precipitazioni si limitano ai 600 mm anni; nell’area meridionale la pioggia raggiunge invece i 3.000 mm l’anno. I due diversi regimi pluviali creano condizioni diversificate sia a livello di habitat naturale che di tradizioni agricole. Nelle zone di alta montagna prevalgono le estensioni di conifere e querce (la vegetazione tipica delle zone temperate), mentre in quelle più a sud s’impongono la foresta tropicale e la giungla con varie essenze: bambù, mango, palme, piante resinose. Dal punto di vista agricolo, occorre ricordare che nei territori del sud si coltiva quasi esclusivamente riso, mentre al nord prevalgono le colture di miglio, sesamo, cotone, legumi. Assai ricca e varia è la fauna: nel corso della nostra vacanza potremmo facilmente avvistare in varie aree del territorio scimmie, bufali e buoi selvatici. Le foreste accolgono invece tigri, leopardi, cervi, daini, sciacalli e orsi tibetani. Si potranno ammirare rinoceronti e alligatori, in compagnia di qualche elefante, lungo i corsi d’acqua. Nelle aree tropicali vivono piccoli e coloratissimi pappagalli. L’oceano Indiano, infine, ospita un’ampia varietà di pesci e crostacei. Solo recentemente il Paese si è aperto al turismo ed è oggi visitabile per gran parte del suo territorio. Dal punto di vista storico, la Birmania è stata soggetta a continue trasformazioni ed ha accolto un grande numero di etnie: ancora oggi ne ospita ben 135 che, pur nella loro diversità, convivono in buona armonia. Dal 1886 al 1948 la Birmania è stata colonia inglese. Dal 1989 il Paese ha cambiato nome – non più Birmania ma Myanmar – e molte sue denominazioni geografiche: così la capitale non si chiama più Rangoon ma Yangon, il suo fiume più importante non più Irrawaddy ma Ayeyarwady, e così via. Circa il 90% della popolazione birmana è buddhista: una fede intensamente vissuta e che accompagna l’esistenza di un birmano dalla nascita alla morte. La cultura, le arti e l’architettura, in questo senso, devono essere intese come una diretta emanazione della fede buddhista (proprio agli architetti birmani si deve attribuire il merito di aver realizzato un nuovo stile di costruzione religiosa: le loro pagode, metafora del creato, si sono diffuse in tutto il Sudest asiatico). Anche le feste tradizionali risentono di questa particolare ispirazione religiosa e seguono il calendario lunare. Sono perciò mobili e ogni mese ha le sue feste, soprattutto nelle fasi di luna piena. Ricordiamo, a questo proposito, le feste delle pagode, che iniziano a gennaio e terminano al volgere dell’estate; le feste del raccolto che si tengono nei villaggi di campagna nel mese di febbraio; la festa dell’acqua, che dura tre giorni e si svolge generalmente in aprile (per i giovani birmani è come il nostro carnevale: s’incontrano per strada, si divertono e scherzano usando l’acqua al posto dei coriandoli); nel mese di luglio c’è la suggestiva festa delle luci per ricordare il ritorno di Buddha dalla casa dei Deva, gli dei hindu minori: le case vengono illuminate, si canta e si balla; a novembre, nella notte di luna piena, si tengono gare di tessitura fra le ragazze da marito e a Yangon si svolgono tornei fra i quartieri; dicembre, infine, è il mese delle feste dei nat (gli spiriti che accompagnano, nel bene e nel male, la vita degli uomini e della natura): a loro si presentano offerte danzando davanti all’altare.


YANGON


YANGON ,ex Rangoon, capitale della Birmania dal 1885, si trova sul fiume Yangon a 30 km dal Mar delle Andamane. Abitata da circa 5 milioni di abitanti, è una città ricca di contrasti e colori, che non mancherà di stupirvi. I grandi viali alberati a 3 corsie, relativamente poco trafficati, vanno restringendosi nella zona del centro dove negli stretti ed affollati vicoli tra risciò, biciclette, case da tè e mercatini, vive una moltitudine di gente di razze diverse, dagli indiani dalla pelle scura ai cinesi dai visi chiari, e tutti convivono pacificamente con i loro diversi usi e costumi. Alla moschea è affiancata la pagoda, alla chiesa cattolica il tempio hindù. I bei palazzi in stile vittoriano del centro, le ville coloniali, i palazzi cinesi a Chinatown, il porto fluviale, ed i 2 idilliaci laghi rigogliosi di vegetazione tropicale, contribuiscono a dare un’atmosfera tutta particolare alla città rendendola una della capitali più affascinanti del sud-est asiatico. Non manca di meravigliare il fatto che qui la popolazione usi comunemente il longyi, il tipico sarong locale, e che le donne, sempre sorridenti, coi capelli lunghi e l’immancabile ombrellino, utilizzino una polvere vegetale biancastra sul viso per proteggersi dal sole. Sulla collina che domina la città, svetta luccicante d’oro la grande pagoda Shwedagon, simile ad una gigantesca campana dorata, meraviglioso simbolo del Paese e straordinario esempio di architettura religiosa, considerato tra i più belli della terra. Ha un perimetro di 450 metri, ed è attorniata da numerosi templi e pagode più piccole. La pagoda è alta 90 metri ed il globo d’oro della cupola che si eleva sullo stupa centrale incorpora 4351 diamanti dal peso di 1800 carati totali, sormontati da un un unico diamante di 76 carati. Ma Shwedagon è soprattutto la gente, che qui si riunisce per pregare e meditare, per incontrarsi e passeggiare. Tra i monumenti più importanti che possiamo visitare a Yangon: il grande Buddha sdraiato, alto 20 metri e lungo 70, la pagoda ottagonale Sule al centro città circondata da piccoli negozi, la pagoda Bothataung sul porto ricoperta da un mosaico di vetri colorati, e l’importante Museo Nazionale. Essendo questo Paese produttore dei famosi rubini birmani, non può mancare la sosta ad una gioielleria autorizzata dal Governo.

BAGAN


BAGAN: immaginate una pianura di circa 40 km quadrati dove sorgono più di 2000 tra templi e pagode, di diverse fogge grandi ed imponenti, o piccoli ed aggraziati, solitari o raggruppati. E a sfondo di questo fantastico scenario il placido e possente Irrawaddy. Questa è lo spettacolo che offre ai visitatori Bagan, una delle meraviglie del mondo, e sicuramente una delle località più importanti di tutta l’Asia. Durante il periodo in cui Bagan fu capitale del Paese, dal sec. 11º fino al 14º vi fu un grande fervore religioso che portò all’edificazione di quasi 5000 templi. Purtroppo molti furono distrutti durante un terremoto che colpì questa area nel 1975. Oggi si calcola che ne rimangano circa 2000, molti in buono stato, mentre alcuni conservano anche importanti affreschi all’interno. Il clima secco e arido ha certamente contribuito a preservare gli antichi templi. Uno dei templi più suggestivi e amati dai turisti è Ananda risalente al 1100, voluto dal re Kyanzittha. Costruito con bianche guglie a voler simboleggiare le montagne Himalayane, ospita all’interno 4 statue di Buddha in piedi, alte 9 metri. È un magnifico esempio dell’arte Mon, e presenta la struttura a croce greca. La pagoda Shwezigon, dallo stupa dorato, è anche molto importante perchè è il prototipo architettonico di tutte le successive pagode in Birmania. Il tempio Gubyaukgyi in stile indiano, la pagoda di Manuha con le 3 statue di Buddha seduto enormi che sembrano imprigionate in stanze troppo strette, sono altri importanti monumenti da visitare. Interessante la fabbrica della lacca dove si vedrà l’antico metodo di lavorazione che utilizza bambù e crine di cavallo, e si potrà ammirare l’esposizione di magnifici oggetti d’arredamento. Indimenticabile il tramonto dall’alto di una pagoda, sulla piana di Bagan. Si vedranno i templi tingersi delle varie colorazioni del sole che cala, mentre nel silenzio rotto solo dallo spirare del vento sembra che il tempo si sia fermato e si sia portati in qualche dimensione magica.

MANDALAY


MANDALAY fu l’ultima capitale della Birmania prima della colonizzazione inglese. Fondata nel 1857 dal re Mindon è considerata la culla della cultura e del buddhismo del Paese, essendo qui i più importanti monasteri e oltre il 60% dei monaci. La città è situata sulle rive dell’Irrawaddy, nel centro della zona “arida” della Birmania. Dista circa un’ora dall’aeroporto. La città in sè è abbastanza moderna, e trafficata. Da visitare la pagoda Mahamuni dove si trova la grande statua del Buddha seduto proveniente dallo stato del Rakhine (confini col Bangladesh). Questa statua è ricoperta di sfoglie d’oro applicate dai fedeli per devozione. All’esterno della pagoda si trova un pittoresco mercato religioso. Dalla collina di Mandalay si gode il panorama su tutta la città. Ultima testimonianza degli splendori del regno, il Monastero Shwenandaw, detto il Palazzo d’oro, dai bellissimi intarsi di legno. I dintorni di Mandalay sono anche assai interessanti: l’antica capitale Amarapura (la città “immortale”) a 11 km da Mandalay, fu fondata nel 1783, ricorda un villaggio di altri tempi, e ospita il monastero Mahagandayon, il più grande del Paese, importante centro di studi sul buddhismo, dove vivono quasi 1000 monaci. Là vicino il ponte Ubein, tutto in legno di tek lungo più di 1 km si estende sopra un lago che è in secca durante la stagione invernale. La sponda del fiume Irrawaddy è abitata da comunità di pescatori. Si possono vedere i grandi tronchi di tek per le costruzioni galleggiare lungo la corrente e venir tirati a riva usando i bufali. Mandalay è anche un famoso centro di produzione artigianale: magnifici arazzi fatti a mano, sete, lavorazione dell’argento e dell’oro.

LAGO INLE


LAGO INLE, nello Stato Shan, uno dei più bei richiami naturali della Birmania: vi incanterà con i suoi paesaggi idilliaci. Situato a 1330 metri di altezza, è lungo 22 km e largo 11. Le sue acque molto calme e punteggiate da ninfee e gigli d’acqua, e dai famosi orti galleggianti, dove gli industriosi Intha, che popolano questa zona, sono riusciti a coltivare: pomodori,cipolle, cavoli, meloni, papaya e banane. Piccole canoe scivolano sulle acque, mentre i pescatori remano con la gamba e utilizzano reti coniche per la pesca, nel silenzio rotto solo dal richiamo dei gabbiani. Alte montagne verdeggianti racchiudono il lago, sulle cui rive si trovano 17 villaggi su palafitte. La città principale è Nyaungshwe e sorge sulle sponde del lago. È raggiungibile in un’ora e mezza di macchina dall’aeroporto di Heho. Durante l’escursione del lago in motolancia si effettueranno diverse soste tra cui: il monastero Nga Pe Chaung, tutto in legno, su palafitte in mezzo al lago, dove i monaci hanno addestrato dei gatti a saltare nel cerchio, e la pagoda Phaung Dawoo, dalla cupola dorata, che si erge su una grande piattaforma in mezzo al lago. Lì sorge un piccolo villaggio interamente su palafitte collegato da una rete di ponticelli e di passaggi, molto pittoresco.

THATON


Molto tempo prima dell'ascesa di Bagan, fioriva in quest'area un regno mon che intratteneva rapporti commerciali persino con la lontana Cambogia. Attualmente rimane ben poco dell'antica città: sono ancora visibili tracce della possente cinta muraria e sopravvivono alcune interessanti pagode. Il centro, ricco di alberi frondosi, è un piacevole miscuglio di edifici in stile coloniale e dimore dai tetti spioventi. Una pittoresca rete di canali irriga i campi di riso e i frutteti. Thaton sorge sulla strada principale e sulla linea ferroviaria tra Bago e Mawlamyine. Nei pressi della città si trova Taikkala, che ospita tracce di roccaforti ormai in rovina e un'antica pagoda.

KENGTUNG


Kengtung (Kyaingtong) In un remoto angolo orientale dello stato Shan sorge il tranquillo e storico cuore della cultura dello stato di Khün. Costruita intorno a un laghetto e punteggiata da antichi templi buddhisti ed edifici coloniali britannici ormai fatiscenti, Kengtung è forse la più pittoresca cittadina dello stato Shan. Se si tiene conto del fatto che si trova in una delle più inaccessibili e disabitate vallate del Myanmar, l'apertura al turismo di Kengtung, avvenuta nel 1993, venne accolta con grande sorpresa. L'accesso è difficile ed è garantito esclusivamente da alcuni voli che decollano dalle zone interne del paese o tramite un impervio percorso via terra da Tachilek. Oltre ad ammirare i templi e i monasteri della zona, è divertente visitare il mercato dei bufali che si tiene nella periferia ovest della cittadina. Si tratta di un mercato quotidiano, simile a una rivendita di macchine usate, dove i venditori esaltano i pregi dei loro animali mentre gli acquirenti ne rilevano i difetti. Dopo aver finalmente stabilito il prezzo e aver pagato il pattuito, il nuovo proprietario se ne va trascinando il suo bufalo per il naso.

MRAUK


Mrauk U (Myohaung) Immersa in una giungla lussureggiante e circondata da un dolce paesaggio collinare, nei pressi del confine con il Bangladesh, Mrauk U è raggiungibile solo via battello ed è assai lontana dai soliti itinerari turistici. Vale la pena di ammirare gli edifici e le opere d'arte in stile arakanese, nonché le rovine dei templi buddhisti. Tra le vestigia che rivestono un certo interesse segnaliamo la Pagoda 80.000 (così chiamata dopo il rinvenimento in questo sito di 80.000 immagini di Buddha) e una sala per le ordinazioni religiose. Mrauk U è raggiungibile da Sittwe, nel Myanmar occidentale.

BAGO


Bago (Pega) Durante la dinastia mon, Bago era una città favolosa, un importante porto marittimo e la capitale del Basso Myanmar. Fu distrutta dai birmani nel 1757 e parzialmente ricostruita nei primi anni del XIX secolo. La deviazione del corso del fiume Bago sottrasse alla città lo sbocco al mare, segnandone il definitivo declino. Luoghi interessanti da visitare sono la Pagoda Shwemawdaw, che domina la città, la Pagoda Hintha Gone e la statua del Buddha sdraiato lunga 55 m, chiamata Shwethalyaung Buddha.