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http://www.imondonauti.it/asia/guida_giordania.htm Giordania (1 voto) Autori: Nicola Piffanelli Foto: Ettore Thaon Aggiornamenti di: Ettore Thaon ultimo aggiornamento: 31/8/2010 © Ettore Thaon / iMondonauti.it Giordania, uno stato con un nome recente, creato alla fine della seconda guerra mondiale dalle potenze vincitrici del conflitto, soprattutto Francia ed Inghilterra, ma con alle spalle una delle civiltà più antiche del mondo. Geograficamente situata tra il Mediterraneo e il deserto Arabico, la Giordania ha da sempre rappresentato il corridoio naturale per gli spostamenti dall'Africa orientale all'Asia ed Europa, facendo in modo che un po' tutte le grandi civiltà del passato, dai greci ai romani, dagli assiri ai babilonesi, dagli egizi agli arabi, fino ai crociati e ai turchi, transitassero su questo territorio, patria dei beduini del deserto. Qui il cristianesimo ha dominato dal IV al VII sec. d.C. prima di lasciare il posto all'Islam, dopo decenni di battaglie, ed è a questi luoghi che spesso la Bibbia si riferisce, nella sua narrazione. Notizie pratiche su cosa vedere: Itinerari consigliati e raccontati La Giordania in 8 giorni racconta il tuo itinerario in questo Paese Burocrazia e sanità in breve Visto Turistico Necessario (ottenibile all'arrivo) Passaporto Necessario, con validità di almeno 6 mesi dalla data di entrata Vaccino Febbre Gialla Necessaria se si proviene da paesi infetti Profilassi Antimalarica Non necessaria Vaccino Epatite A Consigliato Vaccino Epatite B Consigliato Vaccino Antitifico Consigliato Burocrazia e visti Il passaporto è obbligatorio per entrare in Giordania e deve essere valido almeno per 6 mesi oltre la data d'ingresso nel Paese. Gli italiani che entrano in Giordania possono ottenere il visto, che dura 15 gg., direttamente alla frontiera (escluso il transito del King Hussein Bridge) o agli aeroporti Amman e Aqaba. Il costo è di 10 JOD. In alternativa, è possibile procurarsi il visto prima della partenza presso l'Ambasciata giordana a Roma o presso i Consolati. Occorre presentare il passaporto in originale, una fotografia formato tessera e la compilazione in originale di un apposito modulo. Il visto turistico individuale è valido per 1 ingresso e dev'essere utilizzato entro 3 mesi dalla data del rilascio. E' possibile anche ottenere un visto per 2 ingressi ma, in questo caso, difficilmente lo si ottiene individuale: bisogna presentare il passaporto e una lettera dell'agenzia con il programma dettagliato del viaggio. In particolare, per coloro che arrivano direttamente ad Aqaba o per coloro che, entrati da un qualsiasi posto di frontiera, si rechino ad Aqaba entro 48 ore dall'arrivo, il visto è gratuito altrimenti costa 10 JOD (circa 12 euro). Il consiglio che danno le stesse autorità consolari giordane è di partire già con il visto in quanto all'aeroporto potrebbero esserci lunghe attese per l'ottenimento e soprattutto perché, se si arriva di notte, bisogna attendere la mattina successiva per ottenerlo. Vaccinazioni Per entrare in Giordania non sono richieste vaccinazioni particolari tuttavia qualche precauzione è consigliabile prenderla. La nazione giordana non è a rischio di malaria mentre il vaccino contro l'epatite A e l'antitifica sono caldamente consigliati. Consigliabile per chi si ferma a lungo la vaccinazione contro l'epatite di tipo B. Per i viaggiatori provenienti da Paesi a rischio febbre gialla, sarà necessario al momento dell'entrata, mostrare il documento che ne comprova l'avvenuta vaccinazione. Ora La Giordania è 2 ore avanti rispetto all'Italia, 1 ora quando da noi è in vigore l'orario legale (quando ad Amman sono le 12.00, in Italia sono le 10.00). Quando andare I due periodi migliori per visitare la Giordania sono l'autunno (da settembre a novembre) e la primavera (tra marzo e maggio). In questo periodo le temperature sono gradevoli ed i venti non troppo freddi, ma alcune zone del Paese sono piacevoli da visitare anche in altri periodi dell'anno. I mesi con il maggior flusso turistico sono luglio ed agosto. In questo periodo le temperature superano anche i 40°C e recarsi nelle zone aride come il deserto del Wadi Rum richiede uno sforzo fisico notevole. La Valle del Giordano è travolta da un umidità soffocante mentre la città di Petra, vista la sua posizione favorevole a 800 m d'altezza, può essere visitata anche d'estate cercando in ogni caso di evitare le ore più calde. Anche l'inverno, se si escludono le zone di Amman e Petra dove è anche possibile qualche nevicata, può essere un periodo piacevole per recarsi nei territori più a sud, nei dintorni di Aqaba e del Mar Rosso. Quanto stare Petra "il Siq" Il tempo minimo per visitare la Giordania è una settimana. Quasi tutti i viaggi organizzati rispettano un itinerario che, nell'arco dei 7 giorni, tocca i principali punti d'interesse del Paese che sono Amman, Jerash, Madaba, Karak, Petra e il deserto di Wadi Rum. Altri tour durano anche 15 gg.e comprendono, oltre alla Giordania, l'estensione nella vicina Siria. L'ideale sarebbe poter usufruire di almeno due settimane: questo vi permetterebbe, oltre alla visita delle località sopra riportate, anche qualche escursione in luoghi che di solito non sono raggiunti dai viaggi con formula all inclusive. La visita ad una delle riserve nazionali del Paese, le escursioni o le arrampicate nel Wadi Rum, lo snorkelling ad Aqaba, la visita dei i siti più remoti come il castello di Shobak o di Machaerus, meritano senz'altro un prolungamento del viaggio all'interno dei confini giordani. Da mettere in valigia Il vostro bagaglio per la Giordania dipende dal periodo in cui avete intenzione di andarci. Alcune cose è in ogni caso sempre meglio averle, indipendentemente dalla stagione che avete scelto. Una farmacia da viaggio, il sacco lenzuolo, adattatori per articoli elettrici, un coltello multiuso, una torcia elettrica, alcuni lucchetti e un paio d'asciugamani sono un sicuro investimento per affrontare senza problemi qualsiasi tipo di situazione sul territorio giordano indipendentemente dal fatto che siate viaggiatori con lo zaino in spalla o turisti più convenzionali. In estate è assolutamente necessario munirsi di cappello, occhiali da sole e creme solari e, se avete intenzione di campeggiare nel deserto del Wadi Rum, anche di qualche capo caldo poiché di notte fa abbastanza freddo in qualsiasi periodo dell'anno. Durante la stagione invernale una giacca a vento per ripararsi dal vento e dalla pioggia è utilissima specialmente nella parte nord del Paese dove il clima è spesso inclemente. Nei rimanenti periodi dell'anno non dimenticate di portare con voi un paio di pantaloni leggeri, pantaloni corti, qualche maglietta e camicia, scarpe robuste per le camminate, sandali e ciabatte di gomma. Elettricità In Giordania il voltaggio è di 220 volt, le prese di corrente sono di tipo europeo a doppio ingresso, ma in alcune zone meridionali, come ad esempio ad Aqaba, si trovano spesso quelle a tre spinotti di tipo inglese. Consigliabile quindi munirsi di un adattatore prima della partenza. É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane. In questo paese ( Giordania) abbiamo un voltaggio di 220 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese: Europea a 2 poli Britannica vecchio tipo a 3 poli Tedesca a due poli con contatti di terra laterali Britannica a 3 poli Svizzera a 3 poli Indirizzi utili Burocrazia e Visti Ambasciata di Giordania in Italia Via G. De Marchi 1/B, Roma tel: 0686205303, fax: 068606122 altre informazioni utili: www.it.visitjordan.com Ambasciata italiana ad Amman 5/7 Hafiz Ibrahim Street, Jabal al-Weibdeh, P.O. B, Amman tel: +962-6-4638185, fax: +962-6- 4659730 tel 2: +962-6-4636413, tel 3: cell. emergenze (+962) 79 5586420 posta elettronica: info.amman@esteri.it sito web: www.ambamman.esteri.it/ Consolato giordano in Italia Via del Carmine 31, Torino tel: 011-4310310, fax: 011-5212453 Consolato onorario in Italia Via Fieno 3, Milano tel: 02-8692903, fax: 02-8692850 Turismo e Cultura Jordan Tourism Bureau 4th Circle Duty Free Palace, P.O. Box 830688, Amman tel: 6-5678294, fax: 6-5678295 sito web: www.see-jordan.com/ Ufficio del turismo giordano in Italia Corso Marconi 33, Torino tel: 800-339198, fax: 011-6680785 sito web: www.quigiordania.it/ Sanità e Sicurezza Ospedale Italiano ad Amman al-Muhajreen, 3rd Circle, Amman tel: 6-777101 tel 2: 6-777102, tel 3: 6-777103 Polizia tel: 191 Pronto soccorso tel: 192 Come arrivare
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http://atacama.it/giordania_info.htm GIORDANIA Informazioni utili INFORMAZIONI GIORDANIALa Giordania confina a nord con la Siria, a nord-est con l'Iraq, a est e a sud con l'Arabia Saudita e a ovest con Israele. Si può suddividere la Giordania in tre zone climatiche ben distinte: la fertile Valle del Giordano che corre lungo la parte occidentale del paese; l'altopiano della Transgiordania, dove si trova la maggior parte delle città; il deserto della Transgiordania, che si allunga a est verso la Siria, l'Iraq e l'Arabia Saudita. La Giordania è un paese piuttosto piccolo, con una curiosa linea di confine a est che sembra quasi un singulto: si narra che il confine orientale fu tracciato da Winston Churchill al termine di un lauto pasto... Le foreste di pini del nord cedono progressivamente il passo alle colline coltivate della Valle del Giordano, dove predominano il cedro, l'ulivo e l'eucalipto. Verso sud, in direzione del Mar Morto, la vegetazione non sopravvive e il paesaggio è dominato da pianori di fango e sale. Nelle regioni desertiche del paese si incontra la tipica fauna del deserto: cammelli, volpi del deserto, topi della sabbia, lepri e topi delle piramidi, mentre nelle colline a nord-est del Mar Morto ci sono cinghiali, tassi e capre. La Giordania è conosciuta per la fauna marina, e il Golfo di Aqaba ha un'enorme varietà di pesci tropicali e di coralli. La più grande riserva naturale del paese è la Shaumari Wildlife Reserve, a est, dove gazzelle e orici, una volta diffusi in tutto il paese, sono stati reintrodotti. Il clima varia considerevolmente da una parte all'altra del paese. La Valle del Giordano in estate può essere incredibilmente calda (in genere intorno ai 40°C), mentre ad Amman e a Petra in inverno ogni tanto nevica. La zona dell'altopiano in genere è calda e secca, con temperature che fluttuano da un minimo di 20°C a un massimo di 30°C, mentre nel deserto si soffrono notevoli sbalzi di temperatura: caldo secco frammezzato da venti freddi provenienti dall'Asia centrale. I DOCUMENTI: E' richiesto il passaporto con almeno 6 mesi di validità dalla data di partenza. E' necessario il visto d'ingresso turistico che può essere ottenuto semplicemente acquistandolo presso gli appositi sportelli dell'aeroporto giordano d'arrivo. I VOLI: Sono operati dalla Royal Jordanian Airilines, compagnia di bandiera, con Air Bus 320 che al momento della stesura di questo catalogo collegano Milano e Roma ad Amman ogni giovedì e domenica. FUSO ORARIO: Lancette avanti di un'ora tutto l'anno poiché anche la Giordania adotta l'ora legale nello stesso periodo. CLIMA: Calde e secche le estati con temperature fino ai 49° gradi nella Valle del Giordano, più miti ad Amman e Petra. Le precipitazioni sono trascurabili, gli inverni sono brevi ma freddi e in qualche caso si registrano nevicate anche a Petra. ABBIGLIAMENTO: Comodo e informale. Per le visite in città, specie per i luoghi di culto, un abbigliamento appropriato è indispensabile (calzini, abiti con maniche e pantaloni lunghi). Una giacca a vento è sempre consigliata, l'inverno un abbigliamento pesate ed adeguato. LINGUA: La lingua ufficiale è l'arabo. MONETA: Dinaro giordano. ELETTRICITA': Tensione a 220 volts. TELEFONO: Per chiamare l'Italia: 0039 seguito dal prefisso della città con lo 0 e dal numero. Le chiamate internazionali dagli alberghi costano notevolmente di più rispetto a quelle effettuate da un telefono a scheda. TRASPORTI: Autobus, taxi collettivi sono frequenti ed economici. Ci sono autobus di linea che collegano Amman con le principali città del Paese. I voli interni operano da Amman ad Aqaba. VACCINAZIONI: Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria. E' bene portarsi una piccola ed essenziale dotazione di medicinali utili e quelli per uso personale. MANCE: Sono gradite e consigliate per guide e autisti. Nei tour di 8 giorni le guide chiedono al termine circa 40euro per persona. SHOPPING: Liuti arabi, oggetti in legno di noce, le pipe ad acqua (narghilè), il copricapo arabo o keffiyah e le bottigliette di sabbia colorata di Petra. I souvenir che trovate non hanno i prezzi migliori del Medio Oriente e molti sono importati dall'Egitto e dalla Siria. Vi sono catene di negozi che vendono souvenir fatti a mano, soprattutto da donne, di alta qualità i cui profitti vanno a organizzazioni di beneficenza per proteggere l'ambiente e migliorare la condizione della donna. FOTO E VIDEO: Pellicole sono facilmente reperibili. E' proibito fotografare aree strategiche come aeroporti ed edifici pubblici. Le persone non gradiscono essere fotografate, vi preghiamo di usare buon senso. CUCINA: Le insalate e le salse sono fantastiche. Ottima la carne di pollo e manzo. Humus, purea di ceci, kebab. Una specialità beduina è il mensaf: letto di riso e pinoli su cui viene adagiato l'agnello. I dolci sono una passione giordana specie con il miele e lo sciroppo. RAMADAN: E' il nono mese del calendario islamico durante il quale i musulmani digiunano dall'alba al tramonto. I siti archeologici e i ristoranti sono comunque sempre aperti agli stranieri che sono invitati a tenere un comportamento rispettoso. SERVIZI EXTRA: Servizi e strutture che siano considerati dal cliente come requisito essenziale per l'effettuazione del proprio viaggio, dovranno essere richieste per iscritto all'atto della prenotazione e confermate dall'organizzatore del viaggio. In mancanza non verranno accolte eventuali contestazioni. Comunicazione obbligatoria ai sensi dell'articolo 17 della legge n. 38/2006 - La legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all'estero. LE LOCALITA' Amman Affonda le sue radici nella storia: l’antica Rabbath Ammon citata nell’Antico Testamento risale al 3500 a.C. e, sotto il regno Tolemaico, venne ribattezzata con il nome più conosciuto di Filadelfia fino ad arrivare al nome odierno con il quale, nel 1950, divenne capitale del regno Hascemita. Fu costruita su sette colli come Roma, ma oggi grazie al suo sviluppo la città si estende su diciannove jebel (colli). Amman vive secondo un ritmo lento, scandito dalle contrattazioni nei mercati, dalle preghiere nelle moschee che si elevano dai minareti e dagli incontri delle genti nei caffè locali davanti ai narghilè. I castelli del deserto Nel deserto a est di Amman si trovano antichi castelli, forti e caravanserragli fatti erigere dai califfi Omayyadi di Damasco nel VII e VIII secolo: Amra, il castello meglio conservato ed il più interessante, presenta mirabili affreschi e mosaici; Azraq, forte in basalto nero, utilizzato sin dai tempi dei Romani, divenne il quartier generale di Lawrence d’Arabia durante il periodo della rivolta araba contro i turchi (1917); Kharanah, palazzo edificato nel 711 d.C. con propositi difensivi. Jerash L’antica Gerasa, che si trova a soli 48 km da Amman, fu fondata da Alessandro Magno nel 330 a.C. È un sito archeologico di rara bellezza; paragonata a Pompei per l’ottimo stato di conservazione delle sue rovine. Una passeggiata per Jerash è un viaggio a ritroso nel tempo. Ajlun L’imponente castello di Qala’at ar-Rabatd, esempio dell’architettura militare islamica, si sviluppa in un dedalo di torri, gallerie, stanze. È situato in posizione strategica in cima alla collina, a 1.270 m di altitudine e domina la valle del Giordano. Costruito nel 1184 da un nipote di Saladino, venne distrutto dai Mongoli nel 1260 e successivamente ricostruito dai Mamelucchi. Madaba Situata a 30 km da Amman, è la prima città che si incontra lungo l’antica Via dei Re. Fatta erigere nell’850 a.C. Madaba è conosciuta come la città dei mosaici che si possono ammirare in varie chiese e case. Il mosaico più interessante è custodito nella chiesa greco-ortodossa dedicata a San Giorgio. Questo capolavoro che risale al 560 d.C. e che in origine misurava circa 25 m per 5, fatto con 5 milioni di tessere di pietra colorata, rappresenta una dettagliata carta geografica della Palestina e del Basso Egitto. Monte Nebo A dieci minuti da Madaba si trova il Monte Nebo, posto sul margine di uno spettacolare altipiano dal quale durante le giornate limpide si possono vedere il Mar Morto e addirittura le guglie della chiesa di Gerusalemme. É il luogo più venerato della Giordania, dove sorge il monumento in ricordo di Mosè che qui, secondo la tradizione, morì e fu sepolto. Kerak - Shobak Sulla sommità di un altipiano a 1.071 m sul livello del mare, appare la maestosa città fortificata di Kerak. La fortezza di Kerak fu costruita nel 1132 per ordine di Re Baldovino I poiché l’altopiano risultava strategicamente importante per le segnalazioni trovandosi a metà strada tra Gerusalemme e l’altra fortezza crociata di Shobak. Dopo aver resistito per anni agli attacchi degli eserciti arabi, nel 1189 fu conquistata dalle truppe di Saladino. L’edificio è imponente e vale la pena percorrere i lunghi corridoi, le torri, le grandi stanze, i passaggi segreti, immaginando come doveva essere la vita dei nobili feudatari. Petra La storia di Petra è avvolta in parte da un alone di mistero ma è ben conosciuta la sua grande importanza per il commercio con le vie carovaniere. Scoperta solamente nel 1812, oggi è sicuramente una delle più belle meraviglie al mondo. Una volta percorso il Siq, un canyon di arenaria, l’affascinante città nabatea si apre a noi in tutta la sua maestosità e immediatamente si scopre il motivo per il quale questo sito interamente scavato nella roccia viene chiamato la città rosa. Per prima appare la Tesoreria Al Khazneh, la cui facciata è larga 30 m e alta 43 m: è il monumento più imponente, ispirato all’architettura ellenica classica. Fu scavata durante il primo secolo a.C. come tomba per un re Nabateo; la facciata è riccamente decorata con sculture rappresentanti figure mitologiche e divinità nabatee. Proseguendo lungo la Via delle Facciate, costituita da una fila di case (tombe) con decorazioni elaborate probabilmente di origine assira, si giunge al Teatro, costruito originariamente dai nabatei, fu ampliato ed utilizzato dai romani. Successivamente si percorre la via Colonnata, il cuore di Petra, un tempo mercato, fiancheggiata da negozi e case. Percorrendo un erto sentiero molto suggestivo si sale al Monastero (Al Deir); situato al termine di una scalinata di 800 gradini tagliati nella roccia, fu utilizzato dal VI secolo in poi, durante l’epoca bizantina, come monastero e alcune croci furono dipinte sul muro. Beida Le rovine dell’antico villaggio di Al Beidha risalgono a circa 9000 anni fa e sono assieme a Gerico, uno dei siti archeologici più antichi del Medio Oriente. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di 6 diversi livelli di abitazioni neolitiche e di un livello sottostante riferibile al Mesolitico. Al di fuori del centro urbano è stata trovata la necropoli con le tombe rupestri dei nabatei. Wadi Rum È il mitico deserto di Lawrence d’Arabia. Pur non essendo un vero e proprio deserto di dune, ha un fascino veramente straordinario grazie alle meravigliose colorazioni che il paesaggio assume: qui infatti la sabbia ha delle particolari sfumature rosse dovute alla presenza di rocce di arenaria che a causa dell’erosione del vento hanno acquistato forme veramente curiose. E proprio su alcune di queste rocce possiamo trovare delle importanti incisioni di epoca nabatea. Aqaba: L’unico accesso della Giordania al mare, sorge in un anfiteatro naturale ai piedi delle montagne ed è lambita da un mare dalle acque limpidissime e sempre calde prive però della barriera corallina e della fauna tipiche del Mar Rosso. È probabilmente la città biblica di Eloth situata vicino alle miniere di rame di re Salomone. Divenne importante centro nabateo e dopo il 106 d.C. fu utilizzata dai Romani come emporio sulla via delle spezie; durante la conquista araba diventò una tappa obbligata per i pellegrini che si recavano alla Mecca e restò comunque una città sonnolenta fino al 1917, quando il colonnello Lawrence con i suoi beduini la liberarono dai turchi. Mar Morto Questo specchio argenteo è in realtà un grande lago salato posizionato 390 m sotto il livello del mare e deve il suo nome alla totale assenza di vita nelle sue acque: non vi sono né pesci, né molluschi, né coralli, a causa dell’alta concentrazione di sale presente nelle sue acque; in arabo il Mar Morto è chiamato “Bahr Lut” che significa “il mare di Lot”. Il Mar Morto offre un’occasione di bagno davvero insolita: l’elevata densità dell’acqua fa sì che un corpo galleggi di più ed è quindi piacevolissimo stare comodamente sdraiati sul dorso a leggere un libro. Questo mare è apprezzato soprattutto per le qualità curative ed i suoi fanghi sono ottimi coadiuvanti di bellezza. |
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GIORDANIA Le Località LE LOCALITA' DELLA GIORDANIA AMMAN Passeggiando nei quartieri residenziali e commerciali della capitale giordana, si potrebbe pensare di essere in una qualunque grande città europea o americana.L’Amman moderna, quella che si espande a vista d’occhio sotto la spinta di un paese in continuo sviluppo, è infatti interamente concepita su modelli occidentali. Naturalmente, c’è anche l’altra Amman, quella che meglio rispecchia l’anima tradizionale del paese, con il suo brulichio di persone, il suo souk, le sue mille botteghe. Apparentemente – e architettonicamente – il contrasto è netto, eppure si ha la sensazione che ad Amman tradizione e modernità convivano molto meglio che in altre metropoli asiatiche o africane. Costruita inizialmente su sette colli come Roma – ora con il suo milione di abitanti si sviluppa su diciannove – Amman risale probabilmente al 1200 a.C. La città, chiamata Rabbath in tempi biblici e Philadelphia sotto i Tolomei, acquistò notevole importanza nel periodo romano, quando entrò a far parte della Lega delle Decapoli, un’alleanza politica e commerciale fra dieci città romane di quell’area.A questa fase della sua storia risalgono la maggior parte degli edifici di interesse archeologico tutti situati nella Cittadella, l’area più antica e teatro di continui lavori di scavo e di restauro. Fra le rovine più importanti, il Tempio di Ercole costruito nel 166 d.C. sotto Marco Aurelio e l’imponente Palazzo Omayyade (720 d.C.), testimonianza dell’omonima dinastia. Merita sicuramente una visita l’antico centro della città con il Teatro Romano che poteva ospitare fino a 6000 spettatori, il souk e la grande Piazza degli Hashemiti, classico luogo di ritrovo soprattutto nelle serate di bella stagione. JERASH Il suo momento d’oro iniziò con la conquista romana (63 a.C.), ma l’antica Gerasa era sicuramente già abitata da qualche millennio, come testimonia il ritrovamento di resti risalenti all’età del bronzo.Favorita dalla fertilità del terreno e dalla posizione privilegiata sulle rotte commerciali dei Nabatei, la città divenne in breve una delle più ricche di tutto l’Impero, una vera metropoli dell’antichità con splendidi monumenti e visitata con tutti gli onori dallo stesso imperatore Adriano. Caduta in declino con la conquista islamica e colpita da una serie di disastrosi terremoti nell’VIII secolo, Jerash, come la chiamarono i dominatori arabi, si ridusse a un oscuro villaggio per poi sparire praticamente nel nulla. Fu solo all’inizio del XIX secolo che un viaggiatore tedesco ne individuò le rovine, riportate però alla luce solo nel 1925. I resti visibili sono solo una parte dell’antica città, ma custodiscono comunque vestigia di grande interesse e molto ben conservate. Fra queste, il monumentale Arco di Adriano costruito nel 129 d.C. per festeggiare l’arrivo dell’imperatore e che oggi accoglie i visitatori all’entrata della città, la spettacolare Piazza Ovale, di forma ellittica e interamente circondata da uno zoccolo su cui poggiano colonne in stile ionico del I secolo d.C., il Cardo Massimo, arteria principale della città e centro della sua intensa vita culturale e commerciale. Di grande fascino il Tempio di Artemide, uno dei più belli e imponenti di tutto il sito. AJLUN John Burkhardt, l’archeologo svizzero che individuò nel 1812 le rovine di Petra, giunse nel castello arabo di al-Rabadh ad Ajlun e lo trovò abitato da una famiglia. E’ la prova che questo castello, spesso erroneamente scambiato per una fortezza crociata, non ha mai cessato di avere una sua funzione nel corso della storia. Fatto costruire da Saladino nel 1183 nel villaggio di Ajlun, che significa ‘piccolo luogo rotondo’, a pochi chilometri a nord di Amman, il castello ha subito, come di regola da queste parti, svariate vicissitudini storiche e architettoniche, con ampliamenti, distruzioni (la più clamorosa ad opera dei Mongoli nella seconda metà del XIII secolo) e ricostruzioni. Pesantemente danneggiato da due terremoti, nel 1837 e nel 1927, è stato restaurato e parzialmente ricostruito in anni più recenti. MONTE NEBO Destinato a non entrare nella terra promessa verso cui aveva guidato il suo popolo per 40 anni, Mosè dovette accontentarsi di ammirarla da lontano per poi morire serenamente. Il luogo da cui avvenne la visione si chiamava Pisgah e la sua localizzazione si dice fosse sul Monte Nebo, il punto più alto della catena dei Monti Moabiti.Il Monte Nebo,nome derivato probabilmente da un’antica divinità babilonese, viene ampiamente descritto nei testi biblici proprio come il luogo della morte e della sepoltura di Mosè ed è stato fin dall’antichità centro di culto e meta di pellegrinaggi. Il monumento di principale interesse, oltre alle rovine di due chiese bizantine nei pressi delle cosiddette Fonti di Mosè, è la chiesa che sorge sui resti di edifici costruiti fra il IV e il VII secolo d.C. Più volte ampliata e rimaneggiata nei secoli con aggiunte e sovrapposizioni, la chiesa è attualmente posta sotto la tutela della Custodia Francescana di Terra Santa cui venne affidata nel 1932 dal re Abdullah.Scavi e ricerche stanno riportando in luce molte delle strutture più antiche dell’edificio, in particolare i bellissimi mosaici che sono poi oggetto di un accurato lavoro di restauro. MAR MORTO Percorrendo la bellissima strada costiera che affianca la riva orientale, quella giordana, del Mar Morto, non si può non restare colpiti dal succedersi quasi ininterrotto delle grandi scogliere biancheggianti di sale. Equamente diviso fra Giordania e Israele, il Mar Morto deve notoriamente il suo nome all’apparente mancanza di ogni forma di vita e alla fortissima depressione in cui è immerso (400 metri sotto il livello del mare, il punto più ‘basso’ di tutta la terra). In realtà non è proprio così, visto che numerosi microrganismi vi hanno trovato proprio il loro habitat ideale, ma certamente la vita visibile è del tutto assente. Al contrario, attorno alle sue rive la vita dell’uomo è sempre stata piuttosto vivace. Oltre a essere stato celebrato e frequentato fin dall’antichità per le proprietà salutari delle sue acque, il Mar Morto ha sempre visto attorno a sé un gran movimento di uomini, soprattutto pellegrini di tutte le religioni diretti nei vari luoghi sacri di cui la zona è particolarmente ricca. Ridotto nella sua estensione a causa del prelevamento di acque del Giordano che ne fanno sia Giordani che Israeliani, il Mar Morto e la zona circostante presentano luoghi e panorami di grande fascino. Nei pressi della riva giordana, sormontata da montagne calcaree di color aragosta, si trovano alcune suggestive località: l’oasi di ‘Ain al-Zara alimentata da oltre quaranta sorgenti calde, la cosiddetta grotta di Lot, dove il personaggio biblico avrebbe trovato rifugio dopo la distruzione di Sodoma e Gomorra e la necropoli di Bab ad-Dhra, la più importante finora conosciuta di tutto il Medio Oriente. Comunque, provate a nuotare in questo mare, sarà un’interessantissima esperienza: a causa dell’elevata salinità che è circa quattro volte quella di un altro qualsiasi mare, sicuramente non andrete ‘a fondo’. MADABA Chiamata la ‘città dei mosaici’ per la grande quantità di reperti che custodisce e che ha progressivamente rivelato ad archeologi e restauratori, Madaba, a 30 km da Amman sulla famosa “Via dei Re”, ha goduto di un lungo periodo di prosperità a partire dal XIII sec a.C., età cui risalgono le prime menzioni della città.Colpita da un devastante terremoto nell’VIII secolo d.C., Madaba scomparve progressivamente dalle mappe per essere riscoperta e riportata alla luce solo alla fine del XIX secolo. Il mosaico più celebre è sicuramente la ‘Mappa di Palestina’ nella chiesa ortodossa di San Giorgio, costruita nel 1896 sulle fondamenta di un’antica chiesa bizantina risalente probabilmente al V secolo.Databile attorno al VI secolo d.C., la ‘Mappa di Palestina’, con la sua rappresentazione delle 150 località abitate dalle 12 tribù d’Israele, è un suggestivo esempio di geografia biblica e ha anche permesso agli studiosi di individuare siti e località fino ad allora ignorate. Fra i tanti luoghi di interesse storico e archeologico della città, il Palazzo Burnt, un’antica residenza bizantina, la Chiesa dei Martiri, la Chiesa della Vergine Maria e la Chiesa degli Apostoli, naturalmente tutte ricche di mosaici. PELLA E UMM-QAIS I primi a darle un nome accertato furono i Cananei che la chiamarono Pihilu – diventato poi Pella nel periodo romano e bizantino – ma è ormai certo che la località era abitata da tempi molto più antichi, al punto che alcuni ritrovamenti farebbero retrodatare l’insediamento primitivo addirittura a 17.000 anni fa. Oggi Fahl, questo il nome attuale della città a un centinaio di chilometri a Nord-Ovest di Amman, è il principale sito archeologico della Valle del Giordano e uno dei più importanti di tutta la Giordania, anche se i numerosi scavi in corso permettono di visitarne solo una parte limitata. Se la maggior parte delle strutture visibili risale al periodo romano, bizantino e islamico, sono stati comunque effettuati ritrovamenti che portano molto più lontano, fino al periodo paleolitico.Fra i monumenti più significativi della zona archeologica, la chiesa occidentale risalente al VI secolo e la chiesa orientale del V secolo, i bagni di età romana e quella che doveva essere probabilmente la cattedrale della città, del IV secolo. Appartenente come Jerash e Pella alla Lega delle Decapoli e situata in una splendida posizione che domina la Valle del Giordano e il Lago di Tiberiade, l’antica Gadara, oggi Umm Qais, fu probabilmente fondata in età ellenistica. Sede di una celebre scuola di filosofia, poesia e musica, la città era nota per la sua vivace vita culturale e artistica e per l’intensa attività commerciale che le assicurava prosperità e benessere. I due grandi teatri e le terme testimoniano la sensibilità artistica e la raffinatezza dei suoi antichi abitanti. KERAK Il coraggio, e in verità anche la ferocia, di Rinaldo De Chatillon e dei suoi soldati non riuscirono a piegare la determinazione di Saladino, che nel 1187, dopo un assedio durato otto mesi, riuscì ad espugnare una fortezza apparentemente imprendibile come quella di Kerak.Anche se il nome di Kerak è in gran parte legato a questa fortezza, la città ha una storia molto più antica che parte dall’età del Ferro, quando era capitale del regno moabita. Oggi è una cittadina dedita soprattutto ai commerci ed è possibile trovare nelle sue vie negozi e botteghe di merci di ogni genere, soprattutto frutta e verdura. Di grande fascino la visita della fortezza, con le sue mura possenti che ancor oggi incutono un senso di timore al visitatore e ben giustificano la sua fama di imprendibilità, con le sue lunghe gallerie dai soffitti di pietra e le sue grandi stanze e sale a volta. WADI RUM Nonostante il paesaggio faccia pensare a un posto assolutamente ignorato dagli uomini, questo deserto roccioso di arenaria, granito e basalto, questa spettrale distesa di rocce e di sabbia dai colori mutevoli, è stato, proprio per la sua posizione strategica fra Arabia ed Egitto,percorso da popolazioni che vivevano di intensi traffici commerciali e che hanno lasciato un po’ ovunque i loro segni. Dalle migliaia di iscrizioni sulle pareti rocciose risalenti a tremila anni fa e che indicano pozzi d’acqua e percorsi,alle dighe, le cisterne e i luoghi di culto lasciati dai Nabatei nel III e IV secolo d.C., infinite sono le tracce di attività e di vita in un luogo che apparentemente ne è la negazione. Teatro delle mitiche imprese di Lawrence d’Arabia, il deserto del Wadi Rum lascia un segno indelebile nel visitatore. AQABA Soleggiata, orlata di palme, lambita dalle acque del golfo omonimo, rinfrescata da una persistente brezza proveniente da Nord e circondata da montagne che cambiano colore con il trascorrere delle ore, Aqaba vi accoglie con i suoi inverni miti e le attrezzature per tutti gli sport acquatici, dalla pesca allo sci d’acqua al wind-surf. Aqaba è il luogo per i subacquei, ma anche con una semplice maschera ed un boccaglio potrete ammirare le innumerevoli specie di coralli e di pesci. Gli appassionati di storia troveranno in questi luoghi testimonianze degli insediamenti umani di almeno 5500 anni, derivanti dalla strategica posizione di Aqaba, crocevia fra le rotte terrestri e marine dell’Asia, Africa ed Europa. Oggi Aqaba è conosciuta come uno dei più importanti porti commerciali dell’area con intenso traffico marittimo, testimoniato dalla costante presenza di navi in rada nella baia antistante, non avendo tutelato in modo adeguato l’ambiente ai fini turistici. PETRA Petra è un luogo splendido, misterioso e sempre entusiasmante. Dichiarata dall’UNESCO “patrimonio universale dell’umanità”, Petra è meta incessante di visitatori, esperti come semplici curiosi, richiamati dall’eccezionalità dei ritrovamenti. Costruita probabilmente intorno al III secolo a.C., fu capitale dei Nabatei,una popolazione di ricchissimi commercianti arabi vissuta fra il I secolo a.C. e il IV d.C..Dopo avere raggiunto il suo massimo splendore nel I secolo d.C.,Petra cadde progressivamente in declino nel periodo islamico anche se mantenne per un certo periodo il suo ruolo di centro carovaniero. Individuate nel 1812 da Burkhardt, le rovine della città furono portate alla luce solo a partire dal 1924,ma scoperte e ritrovamenti continuano tuttora. Protetta per secoli da una catena montuosa difficilmente penetrabile,accessibile soltanto attraverso una fessura fra le montagne nota come il siq,Petra offre al visitatore una quantità straordinaria di tesori archeologici. Scavata nella roccia con tecniche di costruzione che stupiscono per la loro perfezione tecnica e che permisero ai Nabatei di risolvere anche l’importante problema dell’approvvigionamento dell’acqua (di cui la zona è molto povera), Petra affascina anche il visitatore più frettoloso con le sue imperdibili vestigia. Fra queste, il Tesoro, in arabo al-Kazne, così chiamato dai beduini che credevano che l’urna posta sull’imponente facciata, larga 30 metri e alta 43, contenesse i tesori di un faraone, il Sacrificio o al-Mazbah,un santuario all’aperto su un’altura di 1035 metri di cui resta l’ara sacrificale e che offre una visione spettacolare sul resto della città e il Monastero o ad-Deir,il monumento più grande di Petra, una struttura che colpisce per la sua maestosità, con una facciata monumentale e un portone di 8 metri. |