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http://www.imondonauti.it/africa/guida_tanzania.htm Tanzania (nessun voto) Autori: www.iMondonauti.it Aggiornamenti di: Fabio Bertasi, Gian Andrea Pagnoni ultimo aggiornamento: 22/11/2010 Situata appena sotto l'equatore, la Tanzania è il Paese più grande dell'Africa orientale ed è una delle destinazioni più affascinanti del continente africano. I cataloghi delle agenzie di viaggi promuovono località di fama mondiale: le pianure del Serengeti, il cratere di Ngorongoro, il Kilimangiaro, la vetta più alta d'Africa, sempre incappucciato di neve e Zanzibar, con le idilliache spiagge incorniciate di palme e Stone Town, capitale storica dell'isola. Ma la Tanzania non offre solo i luoghi di maggior richiamo. Quasi ovunque s'incontrano animali selvatici e panorami suggestivi: dai picchi di origine vulcanica ricoperti di foresta, alla polverosa savana popolata da elefanti, antilopi, leoni, leopardi e ghepardi. La Tanzania è uno dei quattro Paesi con la più alta diversità naturalistica della terra: possiede una vasta gamma di specie ornitologiche (si contano circa 1500 specie), la più ampia popolazione di grandi mammiferi del continente e tre quarti delle specie botaniche presenti in Africa orientale. Se si aggiungono il grande numero di etnie del paese, le passeggiate fantastiche e altre attività, quali lo snorkeling e le immersioni, ci si rende conto che un viaggio in Tanzania può diventare un'esperienza straordinaria. Grazie alla sua grande eterogeneità, il principale patrimonio della Tanzania consiste nella sua gente: amichevole, accogliente, orgogliosa ma non pretenziosa e tuttavia riservata. Dovunque si trovino, i turisti vengono trattati con calore e cortesia straordinari ed è facile stringere amicizie. L'etnia più conosciuta è quella dei Maasai, pastori seminomadi che vivono nella regione a nord dei grandi parchi, ma in Tanzania vivono almeno 127 altre etnie, forse non tutte altrettanto vistose quanto i guerrieri Maasai dai mantelli rossi e le lunghe lance, ma con tradizioni, storia, consuetudini, credenze e musica altrettanto ricche. Nonostante le devastazioni del colonialismo, della modernità e della cristianizzazione, molte tradizioni sono riuscite a sopravvivere. Per molti anni solo chi non aveva limiti di tempo ha avuto il privilegio di poter conoscere a fondo questi popoli, tuttavia, a partire dal 1995 un programma di turismo culturale che ha riscosso molto successo ha creato nuove basi volte a consentire ai turisti, anche quelli con poco tempo o pochi soldi, di fare un'esperienza diretta della vita locale in maniera intima e, inevitabilmente, affascinante. Gnu, scimmie, antilopi, leoni, ghepardi, coccodrilli, gazzelle, fenicotteri: tutti questi animali sono stati sterminati dai 'grandi cacciatori bianchi', che oggi li puntano con le macchine fotografiche anziché i fucili. Nazione povera, dal punto di vista economico, e afflitta da vicini turbolenti e da regimi coloniali opportunisti, la Tanzania offre tuttavia alcuni angoli di natura tra i più belli del continente. I suoi famosi parchi, come il Serengeti e il Mt Kilimanjaro o lo splendido cratere di Ngorongoro, rendono parecchie località di questo Paese, altrimenti scialbe, delle mete allettanti. E poi c'è la sensualissima appendice del Paese, Zanzibar, una delle tante isole che si trovano al largo della costa, che fu un importante centro per il commercio delle spezie e che oggigiorno trasuda letteralmente aromi esotici. Notizie pratiche su cosa vedere: Itinerari consigliati e raccontati Ancora non ci sono itinerari associati a questa guida. racconta il tuo itinerario in questo Paese Burocrazia e sanità in breve Visto Turistico Passaporto Vaccino Febbre Gialla Profilassi Antimalarica Vaccino Epatite A Vaccino Epatite B Vaccino Antitifico Burocrazia e visti E' necessario il passaporto. Il visto d'ingresso è necessario, da richiedere prima della partenza presso l'Ambasciata della Tanzania a Roma o presso il Consolato di Tanzania a Milano. L'application form può essere ricavata dal sito web www.tanzania-gov.it. Coloro che non potessero richiedere il visto in Italia possono ottenerlo all'arrivo nel Paese presso i tre aeroporti internazionali della Tanzania (Dar es Salaam, Kilimanjaro e Zanzibar) al costo di 50 USD. Si richiama l'attenzione sul divieto assoluto di effettuare qualsiasi attività lavorativa se muniti di solo visto turistico; sono frequenti i casi d'arresto e di richieste di denaro nei confronti di connazionali sorpresi dalla polizia in possesso di visti che non consentono lo svolgimento di attività lavorative o commerciali, anche volontarie. Tutti gli animali sono sottoposti ad un controllo e ad un periodo di quarantena. Gatti e cani devono essere stati vaccinati contro la rabbia e devono essere accompagnati da un certificato medico di idoneità sanitaria. Gli effetti personali come vestiario, scarpe, oggetti da bagno, apparecchi foto, videocamere, binocoli etc. possono essere importati in franchigia. Tutti gli articoli importati devono essere dichiarati e la loro quantità e valore devono essere specificati. Può essere richiesta una dichiarazione scritta (modulo No. C 19). Gli articoli sportivi vanno dichiarati: può essere richiesta una dichiarazione scritta. Per importare armi da fuoco e munizioni è necessario un permesso preventivo richiesto presso la polizia. Piante e prodotti per piante devono essere accompagnati da un certificato fitosanitario. È da notare che la Tanzania è membro della convenzione "CITES" sul commercio internazionale delle specie faunistiche e floreali in via di estinzione. (Informazioni: The Commissioner Customs and Excise Department, Tanzania Revenue Authority Headquarters, P.O. Box 9053, Dar Er Salaam, Tel. +255 22 212 7783/4/6/8. Sito web: http:\www.tra.go.tz). Vaccinazioni La malaria è endemica e si consiglia di intraprendere la relativa profilassi. Consigliate le vaccinazioni contro l'epatite A e B. La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria solo per chi proviene da zone infette. Ora Sono 2 ore in più rispetto all'Italia (ora solare), 1 ora in più quando vige l'ora legale. Quando andare Il clima della Tanzania si può suddividere in due stagioni piovose e due stagioni secche. La costa e le regioni lacustri sono quasi sempre calde e umide; le regioni montane godono di un clima più temperato; l'altopiano semi-arido è caldo e secco. La stagione turistica si adegua allo schema delle piogge: l'afflusso turistico maggiore è tra dicembre e febbraio (quando il clima caldissimo e asciutto è considerato il più piacevole dell'anno) e, in minor misura, luglio e agosto. Viaggiare durante la stagione secca presenta un certo numero di vantaggi, non ultima la possibilità di spostarsi attraverso il Paese, visto che durante la stagione delle piogge molte strade diventano inaccessibili. La stagione secca è, inoltre, migliore per l'avvistamento degli animali, che tendono a concentrarsi nei pressi delle scarse fonti d'acqua. Luglio e agosto sono probabilmente i mesi in assoluto migliori per avvistare gli animali. Da ottobre a gennaio (novembre in particolar modo) offrono acque trasparenti, ideali per lo snorkeling e le immersioni. Per visitare il Serengeti nel suo momento migliore sarà invece meglio evitare la stagione secca, poiché in questo periodo praticamente tutti gli animali del Paese 'vanno in vacanza' in Kenya. La stagione delle piogge però, ad eccezione del periodo da marzo a maggio, durante i quali le possibilità di spostarsi sono decisamente limitate, non dovrebbero scoraggiare: la pioggia cade solo per brevi periodi al pomeriggio o verso sera e il paesaggio è straordinariamente verde e fresco anche se il cielo è carico di nuvole. Ci sono anche degli ulteriori vantaggi: pochi turisti, prezzi degli alloggi più bassi e, in generale, la gente del luogo ha più tempo da mettere a disposizione. Il mese del Ramadan non ha che effetti limitatissimi se si viaggia nel continente, ma non è il periodo migliore per visitare Zanzibar perché molte attività sono più rallentate e molti ristoranti sono chiusi. Se viaggiate nelle regioni umide (specialmente lungo la costa meridionale) preparatevi a dover affrontare dei disagi perché molte strade possono essere impraticabili per il fango. Quanto stare Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Da mettere in valigia Per i safari evitate indumenti che non siano color sabbia, kaki o verde. Cappello di tela, camicia a maniche lunghe, gilè e pantaloni con tasche (gli short non proteggono le gambe), maglione e giacca a vento (di notte fa freddo). Scarpe alte e robuste. Utile un buon binocolo. Durante gli spostamenti in jeep tenete a portata di mano del burro di cacao per le labbra e della crema solare per proteggere la pelle. Elettricità Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane. In questo paese ( Tanzania) abbiamo un voltaggio di 230 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese: Britannica vecchio tipo a 3 poli Britannica a 3 poli Indirizzi utili Burocrazia e Visti Ambasciata italiana Lugalo road, Plot 316, Dar-es-Salaam tel: +255 22 2115935, fax: +255 22 2115938 tel 2: +255 22 2123010 numero di cellulare: +255 754 777701 (emergenze) posta elettronica: cons.dar@esteri.it Sanità e Sicurezza Pronto soccorso Mnazi Mmoja Hospital Dar-es-Salaam tel: 24 2230713 Come arrivare Non è possibile raggiungere il Paese direttamente dall'Italia, esistono comunque collegamenti con alcuni stati d'Europa. L'aereoporto più utilizzato per chi arriva in Tanzania è quello di Dar es Salaam ma ci sono voli internazionali anche per gli aeroporti Kilimangiaro, vicino ad Arusha e per Zanzibar. Molte linee aeree servono la Tanzania ad esempio: Air Tanzania, Aeroflot, Air Zimbabwe, Lufthansa, Air France, British Airways, Egypt Airway, Ethiopian Airline, Gulf Air, Kenya Airways,KLM, Royal Swazi, Swiss Air, Alliance Air and Zambia Airways. Via terra, sia in auto che in treno, ci sono buono collegamenti con il Kenya, Ruanda e Uganda. Ci sono tre linee ferroviarie: la linea Nord-Centrale e le due linee Tazara. I treni sono comodi e sicuri. Con il treno è possibile l'entrata in Tanzania solo dallo Zambia con la Ferrovia Tanzam. Gli autobus in servizio tra il Ruanda e l'Uganda non sono del tutto affidabili, ma offrono comunque un servizio discreto. La Tanzania è raggiungibile dal lago Tanganyika, dal lago Victoria e dall'Oceano Indiano. La nave MV Liemba ha servizi regolari fra il Burundi e lo Zambia attraverso il lago Tanganyika fino a Kigoma. Il lago Victoria offre servizi fra Mwanza e Bukoba in Tanzania e Port Bell in Uganda. Dall'Oceano Indiano è possibile raggiungere Dar es Salaam e Mombasa, in Kenya, via nave. È possibile spostarsi in dhow (sambuco) tra Mombasa, Pemba e Zanzibar ma attualmente le partenze non sono molto frequenti. Tasse di ingresso-imbarco Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Cosa vedere e cosa fare Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Dar es Salaam Dar es Salaam è la città più importante della Tanzania. Il 'Porto della pace' sorse come villaggio di pescatori verso la metà dell'Ottocento quando il sultano di Zanzibar decise di trasformare la laguna interna (ovvero l'attuale porto) in un approdo sicuro e in un centro di commerci. Oggi questa città è una metropoli brulicante di attività con 2.489.800 abitanti e il luogo in cui i dhow arabi si confondono con le gigantesche navi che solcano gli oceani. Come in molte altre città africane non mancano vistosi contrasti tra i vari quartieri di Dar es Salaam ma, per quanto le animate vie centrali attorno al caratteristico Mercato Kariakoo e alla torre dell'orologio non possano essere più diverse dai viali alberati dei quartieri governativi a nord, pure non esistono dei veri e propri bassifondi. L'atmosfera di questa città è accogliente, con un vago sentore di salmastro, un'inebriante mistura di culture diverse e, soprattutto, nessuno degli aspetti spiacevoli di Nairobi. Il Museo Nazionale di Dar è situato nei pressi dei Giardini Botanici, in centro. Questo museo ospita alcune importanti collezioni archeologiche, tra cui spiccano i fossili di Zinjanthropus (Australopiteco dalla robusta mandibola) e illustra la sordida storia della tratta degli schiavi di Zanzibar. A una decina di chilometri dal centro, il Village Museum merita anch'esso una visita: si tratta di un villaggio con abitazioni autentiche, caratteristiche di varie regioni della Tanzania. Nel villaggio, durante il fine settimana, si può assistere a spettacoli di danze tradizionali. La Oyster Bay è uno splendido (per il momento) tratto di costa tropicale dove si trova la spiaggia più vicina alla città. Tenete presente che può essere difficile trovare una camera a Dar es Salaam perch`, sebbene in questa città non manchino gli alberghi, sembra che siano sempre tutti al completo - cosa che vale per ogni genere di alloggio, dai più economici a quelli di lusso. Quindi non vi conviene scartare una stanza soltanto perch` non vi piacciono le tendine: prendetela, invece, e cercatevi qualcos'altro più tardi, con comodo. Questa città è anche il principale aeroporto della Tanzania per gli arrivi internazionali e vi si trovano moltissimi uffici delle varie compagnie aeree. Il treno Tazara fa servizio tra Dar es Salaam e Kapiri Mposhi (Zambia). Gli autobus diretti alle principali località del Paese partono da diverse fermate in città dal momento che non esiste un'autostazione centrale. Kilimanjaro Vulcano dalle forme quasi perfette che si staglia a picco sulle remote pianure nord-orientali della Tanzania, il Kilimanjaro offre uno dei panorami più grandiosi dell'Africa. Perennemente innevato e non ancora del tutto spento, questo vulcano di 5895 m è la vetta più alta del continente: dalle fattorie delle pianure si sale tra la lussureggiante vegetazione della foresta pluviale fino ai prati alpini per raggiungere infine, attraverso uno spoglio paesaggio lunare, le due cime gemelle. La foresta pluviale ospita molti animali, tra cui elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi e scimmie e ci si può anche imbattere in mandrie di antilopi alcine nella sella tra le cime Mawenzi e Kibo. Conquistare la vetta e attendere il sorgere dell'alba, mentre lo sguardo spazia a perdita d'occhio sulla savana, è il sogno di ogni viaggiatore. La scalata dei 5895 m di questo monolite, però, non è certamente una scampagnata domenicale. Moltissimi minibus raggiungono tutti i giorni il principale sentiero escursionistico, partendo da Moshi (sulla strada statale) e fermandosi all'inizio del percorso presso Marangu. Latopiano Makonde Pochi viaggiatori visitano la parte sud-orientale della Tanzania nei pressi del confine con il Mozambico, da dove provengono le celebri sculture makonde (copiate dagli artigiani di tutta l'Africa orientale): è una regione veramente splendida ma chi intende raggiungerla dovrà mettere in preventivo alcuni cambi di autobus e vari pernottamenti lungo il tragitto, anche se i mezzi pubblici che servono questa zona sono numerosi. La prima tappa di questo itinerario si compie in autobus e comprende il tratto da Mbeya a Njombe, una delle regioni più alte e fredde del Paese; quindi si prosegue per la chiassosa cittadina di Songea, e oltre ancora fino ai remoti villaggi di Tunduru e Masai, situati nel Makonde Plateau. C'è inoltre un regolare servizio di traghetti tra Dar es Salaam e Mtwara, nei pressi dell'altopiano. Mikumi National Park Il parco offre la possibilità di vedere leoni, zebre, ippopotami, giraffe, impala, volatili selvaggi e facoceri. Un luogo popolarissimo per i visitatori è Kikaboga Hippo Pool. Sebbene il periodo migliore per visitare Mikumi sia da dicembre a marzo, gli animali popolano il cratere per tutto l'anno. Ngoro ngoro Si tratta della più imponente caldera vulcanica al mondo. Alcuni scienziati sostengono che, prima dell'eruzione, sarebbe stata più alta del Kilimanjaro, cima più alta dell'Africa. Ricoprendo circa 260 kmq, il cratere, profondo 600 m, è rifugio permanente per più di 30.000 animali ed è uno dei pochissimi luoghi d'Africa in cui è possibile osservare i cinque grandi d'Africa (leone, leopardo, rinoceronte, bufalo ed elefante ) nel corso di una mattinata o di un pomeriggio di safari. La notte ai limiti del cratere ( 2400 m) - dove sono situati i lodge - può essere anche molto fredda. I Masai portano le greggi a pascolare in queste zone, e non è raro vedere le greggi masai accanto ai bufali, ed in vicinanza, a poche centinaia di metri, i leoni. Nel cratere dimorano circa 100 leoni, e più o meno venti rinoceronti. La spettacolare foresta di Lerai è uno dei luoghi migliori per poter osservare i leopardi. Il panorama offerto dal cratere del Ngorongoro può non essere particolarmente suggestivo dalla cima ma, scendendo lungo i sentieri che attraversano la fittissima giungla, cambierete senz'altro opinione. Questo cratere è stato paragonato all'Arca di Noé e al Giardino dell'Eden ma, rispetto a quelli, ha il vantaggio di esistere tuttora. Lo stesso Noé resterebbe perplesso davanti all'attuale declino della fauna di questa regione, ma non avrebbe comunque difficoltà a trovare leoni, elefanti, rinoceronti, bufali e molti altri erbivori delle pianure come gnu, gazzelle di Thomson, zebre e antilopi dei canneti, oltre a migliaia di fenicotteri che sguazzano nelle acque poco profonde del Magadi, il lago salato in fondo al cratere. Il cratere si raggiunge prendendo un autobus privato da Arusha (sulla strada principale), che vi porterà almeno fino a Karatu, ma oltre questa località può essere difficile trovare altri mezzi di trasporto. Fino a Karatu si spingono anche moltissimi camion. Ruaha National Park Ruaha National Park: 10.300 kmq, è il secondo parco più esteso della Tanzania, situato nella Tanzania Centrale, 128 km a ovest di Iringa. Secondo unicamente a Katavi con la sua atmosfera di ineguagliabile selvaticità, ma di gran lunga più accessibile, Ruaha protegge un largo fronte di territorio semi-arido ed aspro, caratteristico della Tanzania centrale. La sua sorgente di vita è rappresentata dal fiume Grande Ruaha, che scorre lungo i confini orientali, divenendo un torrente alluvionale nei periodi delle piogge, che si disperde in preziosi stagni circondati da sabbia fine e ghiaia. Selous game reserve Questo vasto e sperduto angolo di natura selvaggia è stato definito la più grande riserva faunistica del mondo (54.600 kmq). Praticamente intatta, sembra ospitare (secondo le stime ufficiali) la più grande concentrazione del pianeta di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e licaoni, oltre a numerosi leoni, rinoceronti e antilopi e a migliaia di splendide specie di uccelli. Una delle principali attrazioni del luogo è l'enorme fiume Rufiji, e all'estremità settentrionale della riserva troverete il lodge di Stiegler's Gorge, una gola attraversata da una teleferica. Il mezzo di trasporto più comodo per raggiungere Selous è il volo diretto da Dar es Salaam, mentre via terra non ci sono autobus ed è praticamente impossibile fare l'autostop. Soltanto la linea ferroviaria Tazara si spinge fino a Fuga, al limitare della riserva. Serengeti Il Serengeti, che si estende su di una superficie di 14.763 kmq, è il parco più famoso della Tanzania, dove potrete farvi un'idea di come doveva essere l'Africa occidentale prima dell'arrivo dei 'grandi cacciatori bianchi'. L'insensato sterminio degli animali delle pianure iniziò negli ultimi anni dell'Ottocento, ma anche in tempi più recenti i cacciatori di trofei e i contrabbandieri in cerca di avorio hanno continuato il massacro. Nelle sconfinate pianure del parco, quasi del tutto prive di alberi, vivono milioni di ungulati in costante movimento alla ricerca di pascoli, sotto lo sguardo rapace di ogni sorta di predatori: è veramente uno degli spettacoli più incredibili a cui si possa assistere e il numero di animali coinvolti in questa migrazione sfida l'immaginazione umana. Gli gnu svolgono un ruolo importante in questa strabiliante migrazione annuale, ma il Serengeti è famoso anche per i leoni, i ghepardi e le giraffe. Non dimenticatevi il binocolo. Probabilmente il periodo migliore per osservarli è da dicembre a maggio. Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere: Itinerari consigliati e raccontati Ancora non ci sono itinerari associati a questa guida. racconta il tuo itinerario in questo Paese Come spostarsi Voli interni La Air Tanzania, la compagnia di bandiera, serve la maggior parte delle rotte interne ma ha una flotta non propriamente all'avanguardia. Le principali città risultano comunque regolarmente collegate. Diverse aerolinee private fanno servizio con piccoli velivoli sulle rotte principali, su quelle secondarie e anche per i parchi nazionali e le riserve di Serengeti, Selous, Ruaha e per l'isola di Rubondo. Mezzi pubblici Praticamente ovunque sono disponibili gli autobus urbani (dala-dala). Ovviamente ci sono delle linee e degli orari, ma raramente vengono rispettati. Le grandi città sono tutte collegate con autobus che sono generalmente poco costosi. Il servizio degli autobus è buono e copre tutte le grandi distanze. Vi sono due tipi di autobus, quelli di lusso e quelli economici, ma la differenza è minima anche se quelli di lusso sono più affidabili in termini di qualità ed orari. Anche la rete ferroviaria raggiunge le località principali del Paese. Mezzi a noleggio Guidare un veicolo in questo Paese significa adeguare la velocità alle condizioni delle strade: fuori dai centri abitati non c'è molto traffico, quindi il peggior nemico degli automobilisti è il manto stradale pieno di buche. L'illuminazione è molto scarsa ed è quindi sconsigliato di guidare di notte sia per evitare buche nell'asfalto sia per il pericolo di incidenti con animali selvatici. Altri mezzi Patente Per guidare in Tanzania serve la patente internazionale (modello Convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968). Il conduttore di un veicolo immatricolato all'estero deve sottoscrivere una assicurazione di responsabilità civile. Carburante Dormire Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Mangiare Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Moneta e carte di credito Gli euro e i dollari sono ugualmente accettati e convertibili in valuta locale presso i numerosi Uffici di cambio. Le banche principali con servizio bancomat sono: Barclays, NBC, Standard Chartered Bank. Le carte di credito accettate nei principali alberghi sono la Visa, la Master Card e la Diners Club; spesso, su ogni acquisto, viene applicata una commissione del 5-10%. Cambio attuale: 1 Euro = 2.239,67 Scellino Tanzania 1 USD = 1.693,00 Scellino Tanzania dati aggiornati al 28/11/11 Posta e telefono Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Sanità Il sistema sanitario locale è carente per quanto riguarda il personale, le attrezzature mediche e la disponibilità di farmaci specifici. La situazione sanitaria è particolarmente grave all’interno del Paese. Sono presenti malattie come: colera, tifo, paratifo, epatiti virali A, B, C, tetano, bilarzia (si raccomanda, pertanto, di non effettuare la balneazione in laghi o fiumi). L’Aids è molto diffuso ed è la seconda causa di morte dopo la malaria (si stima che il 12% della popolazione sia sieropositiva). Per questo motivo le trasfusioni di sangue non sono sicure e sono quindi da evitare se non in caso di strettissima necessità. Un’eventuale evacuazione sanitaria d’urgenza è possibile solo in aereo da Dar es Salaam o Zanzibar per l’Europa, per il Kenia o per il Sud Africa. Si ricorda che, per incidenti che dovessero verificarsi all’interno del Paese, i rischi sono elevati, date le difficoltà di comunicazione e di trasporto. Si consiglia pertanto, prima di intraprendere il viaggio, di stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre la copertura delle spese mediche, anche un eventuale rimpatrio e/o trasferimento sanitario d’emergenza o il trasferimento in altro Paese. Durante il viaggio è opportuno acquistare bevande in contenitori sigillati; trattare l’acqua per uso alimentare (bollitura per oltre venti minuti, filtrazione e decantazione); evitare verdura e frutti di mare se non cotti o lavati con acqua di cui si è controllata l'origine, evitare di aggiungere ghiaccio nelle bevande se di questo non si conosce l'acqua di origine; consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea). Alle persone che intendono recarsi ad alta quota sul Kilimanjaro si ricorda che non c’è possibilità di utilizzare bombole d’ossigeno e manca un pronto soccorso attrezzato. Pertanto, a causa del notevole impegno fisico richiesto dal lungo itinerario, solo le persone fisicamente molto in forma e solo previo parere di un medico dovrebbero effettuare l'escursione alle quote oltre i 4.000 m. Attenzione all'attività sportiva subacquea: a Dar es Salaam non sono disponibili camere iperbariche. Sicurezza La Tanzania è uno dei Paesi africani più sicuri, ma non dobbiamo dimenticare che si è in un Paese del terzo mondo e, senza un'approfondita conoscenza del Paese, è consigliabile spostarsi in compagnia di persone che conoscono i luoghi e la lingua. Zone a rischio da evitare: la regione di Kigoma, ovest di Kagera e la zona di Kariakoo. Vanno evitate anche le aree a nord e a nord-ovest del Paese nei pressi dei campi profughi e confinanti con il Ruanda, il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo, a causa della presenza di bande armate. Sono in aumento in tutto il Paese rapine ed episodi di criminalità nonostante le Autorità locali abbiano intensificato le misure di sicurezza. A Dar es Salaam si consiglia di non mostrare oggetti di valore, cellulari o portafogli soprattutto se si cammina a piedi nelle zone del centro. Cautela nelle piagge libere, luoghi isolati, principali strade di collegamento tra i grandi centri urbani ed in particolare la strada di collegamento Arusha-Nairobi. Nei mezzi di trasporto collettivo, nei centri urbani, nelle zone commerciali e nelle banche sono frequenti ifurti. Durante le visite nelle savana è opportuno verificare che le guide siano munite di radio. L' uso e/o lo spaccio di droghe (leggere o pesanti) è duramente represso dalla polizia, che dispone di informatori ovunque. Le condanne inflitte dai tribunali per reati di droga sono pesanti ed i controlli della polizia negli alberghi sono frequenti. All'aeroporto, anche i bagagli dei viaggiatori della sala VIP possono essere ispezionati. La legge locale per abusi o violenze nei confronti dei minorenni è rigidissima. Le condanne per violenza e pedofilia comportano pene da 20 anni fino all'ergastolo. La stampa riporta tali notizie con grande evidenza. Va ricordato che coloro che commettono all'estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese. Curiosità Si trova in Tanzania la costruzione umana più antica. Si tratta di un cerchio di pietre ritrovato nella Gola di Olduvai; pare sia la base di una capanna e risalirebbe a 1,8 milioni di anni fa. Il paese in cifre Capitale Dodoma (capitale e sede del Parlamento), Dar es Salaam (capitale economica) Superficie 945.087 kmq Popolazione 38.139.640 abitanti (2007) Densità 43 abitanti/kmq Religione 35% musulmana, 35% credenze e culti indigeni, 30% cristiana, Geografia e territorio Visualizzazione ingrandita della mappa La Tanzania confina a nord con Kenya e Uganda, a est con l'Oceano Indiano, a sud con Zambia, Malawi e Mozambico, a ovest con Ruanda Burundi e Repubblica Democratica del Congo. Terra di pianure, laghi e monti con una stretta e bassa fascia costiera, la Tanzania è il Paese più esteso dell'Africa orientale. Il territorio è quasi interamente costituito da un altopiano, in parte semi-desertico e in altre zone coperto dalla savana e da radi arbusti. Le montagne più alte della Tanzania - il Meru (4556 m) e il Kilimanjaro (che è la cima più elevata dell'Africa con i suoi 5895 m) - sono situate nella regione nord-orientale, lungo il confine con il Kenya. A nord e a ovest si trovano invece i grandi laghi Vittoria e Tanganica. Un altro lago è il Natron, con acque saline, situato nella Rift Valley africana vicino al confine keniota. L'isola di Zanzibar si trova nell'Oceano Indiano, nei pressi della costa della Tanzania. Ecologia e ambiente Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Clima Nonostante il Paese si trovi nella fascia equatoriale (tra 1° e 12° latitudine sud), il clima della Tanzania è di tipo tropicale, con stagioni alternate influenzate dagli alisei e soprattutto dai monsoni, e lievi escursioni termiche annue. Agli alisei si deve fondamentalmente la stagione piovosa propria dell'inverno australe (precipitazioni tra marzo e maggio), mentre i monsoni sono responsabili di una seconda stagione piovosa tra ottobre e dicembre. Asciutte e calde sono le stagioni intermedie, tra giugno e settembre e tra gennaio e febbraio. Dalla costa alle zone interne più elevate, mitigate dall'altitudine, si assiste ad una diminuzione della temperatura media (a Dar es Salaam e a Tabora, a 1.265 m, le medie sono rispettivamente: a gennaio di 28°C e 22 °C, a luglio di 23°C e 21°C). Sugli altipiani si possono avere escursioni termiche tra giorno e notte anche di 10°C. Sugli altipiani la quantità delle precipitazioni è assai variabile in funzione dell'altitudine e dell'esposizione. Si hanno così contrasti netti (dai 1200 mm ai 600 mm di precipitazioni annui) tra i versanti elevati ed esposti ad est alle influenze monsoniche e le sottostanti depressioni: tipico il caso del Kilimangiaro, con versanti lussureggianti e vegetazione a macchia tra foreste pluviali e coltivi ad alta densità di popolazione che degradano verso la sottostante savana semiarida dei Masai, sfruttata solo dalla pastorizia. La fascia costiera lungo l'Oceano Indiano e le isole al largo della costa (Pemba, Zanzibar e Mafia) hanno invece un clima caldissimo, umido e tropicale, mitigato dalle brezze marine. Popolazione La penetrazione e la diffusione di popolazioni bantoidi (oggi maggioritarie), avvenute per gradi e a piccoli gruppi, sembra iniziare già a partire dal I millennio a.C., ma solo dal IV sec. d.C. si può parlare di una cospicua presenza bantoide nel territorio. Essa si rafforza successivamente e nei secoli XV-XVI si ha un consolidamento di quei grandi e piccoli gruppi umani che ancor oggi formano il 90% dell'ossatura etnica del Paese (bantu) oggi rappresentata soprattutto dalle etnie Kikuyu, Hehe, Sukuma e i Nyamwezi. La fascia costiera ha caratteristiche peculiari, regione molto permeabile e antica area di traffici commerciali è stata soggetta a immigrazioni di genti non africane (in particolare arabi e asiatici). Se nell'entroterra domina il gruppo bantu, nelle savane settentrionali, al confine con il Kenya, si sono insediati gruppi pastorali nilotocamitici le cui etnie dominanti sono quelle dei Masai e dei Luo. Nei secoli successivi, per effetto della colonizzazione e della tratta degli schiavi, l'insediamento ha subito sensibili modificazioni e degradazioni, ma non ha sostanzialmente mutato la distribuzione dei vari gruppi etnici. L'area costiera, inserita nel contesto economico e culturale dell'Oceano Indiano, si distinse dalla parte interna, rimasta profondamente africana. La popolazione è molto più eterogenea e i caratteri tipicamente africani sono dovuti alle importazioni conseguenti al commercio degli schiavi utilizzati qui nelle piantagioni. I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar (arabi, asiatici ed europei soprattutto britannici) costituiscono l'1% della popolazione. Si stima che risiedano in Tanzania 70.000 arabi, 50.000 asiatici e 10.000 europei. Oltre l'80% della popolazione abita in zone rurali e più della metà della popolazione ha meno di 20 anni. L’area a maggiore densità è la fertile regione del Kilimangiaro, mentre gli aridi altipiani centrali (savana) hanno un insediamento a villaggio tradizionale. Lingua Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Religione Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Storia La Gola dell'Olduvai (Tanzania nord orientale) ha recentemente rivelato i resti di un nostro antico progenitore, l'Homo erectus. Ma a parte questo aspetto dell'evoluzione umana, ben poco si conosce in realtà della preistoria recente di questo Paese. Sulla costa, la penetrazione commerciale araba inizia già nell'VIII sec., ma solo nei secoli X e XI si consolida attraverso la creazione di basi commerciali, tra cui Zanzibar, Tanga, Bagamoyo, Kilwa, che diventeranno veri e propri sultanati. I primi documenti scritti risalgono al 1800, quando le tribù guerriere masai migrarono dal Kenya alla Tanzania. Mentre la regione costiera assisteva da tempo alle scaramucce marittime tra portoghesi e mercanti arabi, verso la metà del XVIII sec. i mercanti arabi e i negrieri trovarono il coraggio di avventurarsi in territorio masai, nel selvaggio entroterra del Paese. I primi esploratori europei giunsero nella regione verso la metà dell'Ottocento: i più celebri furono Stanley e Livingstone. Alle soglie del XX sec. i tedeschi diedero inizio alla colonizzazione del Tanganyika (come si chiamava allora l'entroterra della Tanzania) costruendo la linea ferroviaria e avviando un'intensa attività commerciale e, se non fosse stato per la fastidiosa piccola mosca tsetse, questa regione sarebbe stata trasformata in un enorme pascolo a vantaggio della madrepatria. La sconfitta in guerra rese ancora più difficile la posizione dei tedeschi e poco tempo dopo la Lega delle Nazioni affidò il territorio alla Gran Bretagna. Gli inglesi, intanto, si erano già impadroniti della vicina isola di Zanzibar, ponendo fine al secolare dominio dei mercanti arabi. I movimenti nazionalisti apparsi dopo la seconda guerra mondiale diventarono attivi soltanto con la fondazione del Tanganyika African National Union (TANU), nel 1954, da parte di Julius Nyerere. Il Tanganyika ottenne l'indipendenza nel 1961 con Nyerere come primo presidente e considerato il padre della patria, mentre Zanzibar restò sottomessa agli inglesi ancora per due anni per essere poi unita al continente e alla vicina isola di Pemba. L'unione di Tanganika e Zanzibar portò alla nasicta della Tanzania. Ma l'unità del Paese e il suo carismatico primo presidente non furono sufficienti a far fronte alla grave carenza di risorse della Tanzania. Nyerere aveva riposto tutte le sue speranze nel socialismo radicale, un ideale davvero audace soprattutto considerando la propaganda anticomunista di potenziali elargitori di aiuti economici come gli Stati Uniti. Grazie alle riforme del leader, sostenute dai cinesi, l'economia fu nazionalizzata, così come numerose proprietà in affitto, e le classi abbienti vennero pesantemente tassate nel tentativo di ridistribuire le ricchezze del Paese. I primi anni Sessanta videro la Tanzania, il Kenya e l'Uganda unite in una tanto ambiziosa quanto complessa coalizione economica che gestiva in comune la compagnia aerea, le infrastrutture per le telecomunicazioni, i trasporti e le dogane. Le valute dei tre Paesi erano facilmente convertibili e la popolazione aveva libertà di movimento tra le frontiere. Le prevedibili divergenze politiche tra i tre stati misero però in crisi questo accordo iniziale (1977). Molti fattori hanno contribuito ai problemi della moderna Tanzania, una delle nazioni più povere del mondo. L'annessione di Zanzibar, un tempo tra i Paesi più ricchi dell'Africa, e l'avere adottato un sistema politico pluripartitico non permisero di promuovere sufficiente stabilità (per gli standard occidentali). Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il Chama Cha Mapinduzi (CCM) vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo). Durante la presidenza di Benjamin Mkapa si è dovuta affrontare l'ondata di profughi ruandesi in fuga dai combattimenti che infuriavano nel loro Paese. Alla fine del 1996 il governo Mkapa rilasciò una dichiarazione ufficiale, appoggiata dalle Nazioni Unite, in cui sosteneva che i profughi ruandesi stavano per lasciare la Tanzania ma migliaia di persone vi sono tuttora presenti. Nell'agosto del 1998 alcuni terroristi fecero esplodere una bomba nelle ambasciate statunitensi di Dar es Salaam e di Nairobi, uccidendo più di 250 persone e ferendone oltre 5000. Queste tensioni non hanno certamente aiutato il Paese, già destabilizzato dai perduranti dissapori tra le varie tribù (soprattutto i chagga che vivono nella regione del Kilimanjaro). Anche se non pare probabile che la Tanzania debba soccombere ai conflitti tribali che hanno devastato il Ruanda e il Kenya negli ultimissimi anni, la paralisi politica e le profonde divergenze tra le minoranze sono destinate a turbare il Paese ancora per molto tempo. Il partito di governo (CCM), ha una posizione dominante anche a Zanzibar. Il dialogo per permettere all'opposizione (il Civil United Front, CUF) di avere una più ampia partecipazione nel governo procede con alterne fortune, e spesso riesplodono le tensioni. Nel maggio 2003, le elezioni supplettive a Zanzibar (ricordiamo che l'isola di Pemba dell'arcipelago di Zanzibar è una roccaforte del CUF) sono state turbate dall'esclusione di sei candidati del CUF dalle liste elettorali e, sebbene non vi siano stati scontri violenti, è restato nell'opposizione il sospetto che il partito di governo abbia esercitato pressioni per escludere dei rivali. Nel marzo 2004 sono esplosi ordigni rudimentali nel corso di manifestazioni non autorizzate di giovani estremisti islamici in contrasto con le posizioni filoccidentali del governo locale, troppo aperto al turismo. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995, del 2000 e del 2005. Il 20 dicembre 2005 diventa presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete. Costituzione Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito. Situazione politica Dal 1977 al 1992 il Paese è stato retto dal partito unico Chama cha Mapinduzi (CCM, Partito della Rivoluzione), guidato dal "padre della patria" Julius Nyerere. Il movimento è di ispirazione socialista e nasce dalla fusione dei fronti di liberazione nazionali del Tanganika e di Zanzibar. Nyerere lascia il potere nel 1985. Nell'ottobre del 1995 termina il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il CCM vince le elezioni e il 23 novembre 1995 insedia Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo); il Presidente viene riconfermato nel 2000. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995 e del 2000. Il 20 dicembre 2005 diventa presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete (musulmano) che nomina primo ministro Edward Ngoyayi Lowassa. Economia La Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo. Il reddito annuo pro capite è di circa 220$. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 $ al giorno. Negli ultimi anni si è tuttavia registrata una crescita contenuta ma costante permessa dalla stabilità politica. Il 60% della popolazione è privo dell'elettricità e il 40% dell'acqua potabile. L'economia dipende in gran parte dall'agricoltura, che pesa per circa 60% del PIL, costituisce l'85% delle esportazioni e impiega il 80% della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i campi coltivati al 4% del territorio. L'industria pesa circa il 10% del PIL ed è prevalentemente limitata alla trasformazione dei prodotti agricoli. La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e bilateral donors hanno fornito fondi per risollevare la deteriorata infrastruttura economica della Tanzania. Le grandi risorse naturali come giacimenti d'oro e i parchi nazionali non sono sfruttate appieno e creano poco reddito. La crescita degli anni 1991-99 ha generato un aumento della produzione industriale e un sostanziale incremento dell'output di minerali trainato dall'oro. Recenti riforme del sistema bancario hanno favorito la crescita degli investimenti. Il bilancio dello stato è gravato da un onerosissmo debito pubblico che limita la possibilità di attuare riforme strutturali. |
| http://atacama.it/africa_australe_informazioni_tanzania.htm
Tanzania Informazioni utili e località Informazioni utili GEOGRAFIA: La Tanzania si trova nell’Africa Orientale, confina a Nord con il Kenya e l’Uganda, a Ovest con il Ruanda, il Burundi, e il Congo (Zaire), a Sud con lo Zambia, il Malawi e il Mozambico. Ha un ampio tratto di costa lungo l’Oceano Indiano. Nel territorio sono comprese numerose isole, di cui le principali sono Zanzibar, Pemba e Mafia. La maggior parte del territorio è costituito da un’ampia sezione dell’altopiano est-africano. A Sud si hanno i monti Kipengere che raggiungono quasi i 3000 metri. Nella zona settentrionale si trova il Ngorongoro con uno dei crateri più grandi del mondo (40 km di diametro) e il Kilimangiaro, la vetta più alta del continente 5895 metri. Nella regione nord-orientale l’altopiano digrada verso il Lago Vittoria. Ad Ovest il fiume Congo con il Lago Tanganica, a Nord-Ovest il Nilo con il Lago Vittoria e a Sud-Ovest lo Zambesi con il Lago Malawi (ex Niassa). CLIMA: La Tanzania presenta un clima gradevole tutto l’anno. La posizione geografica appena a sud dell’Equatore fa sì che non ci siano stagioni distinte eppure, a causa delle differenze di altitudine, si verifica una notevole escursione termica fra il giorno e la notte e molto diverse sono le condizioni da una zona all’altra. Di solito la costa gode di un clima caldo e umido mentre il Nord (zona di Arusha) è sempre fresco per via dell’altitudine. Se si dovesse generalizzare potremmo dire che nei mesi tra dicembre e marzo (estate tanzaniana) prevale il caldo secco durante il giorno e le serate sono fresche con poca umidità. Aprile e maggio normalmente sono il periodo delle piogge (forti e intermittenti), tuttavia negli ultimi anni c’e’ stata più acqua a gennaio che non ad aprile-maggio. Nei mesi tra giugno e agosto (inverno tanzaniano) le temperature si abbassano il clima è secco e il Paese è verde. Il periodo settembre-novembre corrisponde alla “primavera” quindi le giornate sono più calde e possono esserci acquazzoni (di solito brevi). FOTOGRAFIA: Non esistono limitazioni per cineprese, apparecchi fotografici di qualsiasi tipo o videocamere. Si raccomanda vivamente di portare con sé un buon numero di pellicole e pile di scorta dato che sono di difficile reperimento in Tanzania. Si consiglia di portare alcuni rullini ASA1000 per la fotografia notturna in quanto è strettamente vietato usare il flash con gli animali e di utilizzare sacchetti di plastica per la protezione degli apparecchi dalla sabbia. Per chi avesse il problema di ricaricare le batterie della videocamera, o necessitasse di corrente elettrica, vi facciamo notare che le prese di corrente sono differenti dalle nostre e dovrete quindi procurarvi una spina universale e/o un carica batteria che utilizzi l’accendisigaro dell’auto. Ricordiamo che nella maggioranza dei paesi africani è tassativamente proibito fotografare i seguenti soggetti: aeroporti, installazioni e automezzi militari, edifici governativi, ponti, militari in divisa. Per sicurezza vi consigliamo di chiedere all'accompagnatore, all'inizio del viaggio, il comportamento da adottare riguardo alla fotografia. Può essere molto utile avere con sé un binocolo e un teleobiettivo di almeno 200-300mm. FORMALITA’ PER L’ESPATRIO: Passaporto individuale valido per almeno 6 mesi dalla data di partenza. Per l'ingresso in Tanzania è richiesto un visto che viene rilasciato dalle autorità competenti prima della partenza dall’Italia previa compilazione di modulo, invio foto e pagamento dei diritti dovuti (lo si può ottenere anche all’arrivo sul posto a 50 USD ma consigliamo di farlo prima della partenza). E’ possibile ottenere solo il visto “single entry” quindi se si lascia il Paese anche solo per un giorno per recarsi in Rwanda o in Kenya o in Mozambico e poi si rientra in Tanzania, allora è necessario ricomperare un secondo visto alla frontiera. Per il rilascio del visto non sono richiesti certificati di vaccinazione internazionale a meno che non si sia stati in Paesi considerati a rischio negli ultimi 6 mesi. Ogni partecipante è tenuto a controllare personalmente la validità del proprio passaporto (che non deve scadere entro sei mesi dalla data di partenza), la presenza di almeno due pagine libere e la validità della marca da bollo. Si consiglia di avere sempre con sé una copia conforme all’originale del passaporto e di tenerla separata dal documento. VALUTA E NORME VALUTARIE: La valuta in corso è lo scellino tanzaniano. Si consiglia di munirsi di dollari americani, USD, (gli EURO sono accettati ma spesso il cambio è leggermente peggiore) soprattutto di piccolo taglio (10, 20, 50 US$). Si ricorda che i dollari emessi prima del 1995 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni. Il cambio si effettua negli hotel, negli uffici autorizzati e nelle banche ma spesso è possibile pagare gli acquisti anche in US$ o Euro. Si consiglia di cambiare poco per volta perché riconvertire in valuta forte può essere complicato (tenere copia delle ricevute di cambio). L'utilizzo delle Carte di Credito internazionali è possibile solo nelle grandi città e nei grandi alberghi/lodge, tuttavia i tempi possono essere lunghi e può essere applicata una commissione extra. Non sono accettate le carte di credito “Electron”. Per quanto riguarda l'ammontare di valuta da portare durante il viaggio bisogna prevedere una spesa di circa USD 100-200 non calcolando le tasse di ingresso ai parchi, gli acquisti di souvenir personali, le mance e le eventuali escursioni facoltative. DISPOSIZIONI SANITARIE: Non è richiesta alcuna vaccinazione. Sono tuttavia vivamente consigliate la vaccinazione contro la febbre gialla (vale 10 anni e deve essere fatta almeno 2 settimane prima della partenza) e la profilassi antimalarica, che deve essere iniziata una settimana prima dell'arrivo sul posto e proseguita per 4 settimane dopo il rientro. Raccomandiamo in ogni modo di rivolgersi al proprio Ufficio d'Igiene Provinciale per informazioni più dettagliate. Si raccomanda di portare con sé nel bagaglio a mano le medicine di uso personale. Consigliati collirio ed antidiarroici. LINGUA: Le lingue ufficiali sono il Kiswahili e l’inglese ma moltissimi sono le lingue tribali parlate nel Paese. Il Kiswahili è la lingua nata sulla costa dall’unione di una base strutturale bantù con elementi arabi e, nella parlata moderna, è caratterizzata da numerosi prestiti e calchi inglesi e tedeschi. TELEFONO: Per telefonare dall'Italia il prefisso è 00255. Per telefonare in Italia dalla Tanzania il prefisso internazionale è 0039. Durante il safari non sarà sempre possibile telefonare, mentre sarà facilissimo ed immediato chiamare dalle città. Esiste copertura per i cellulari GSM in quasi tutto il territorio, tranne alcune zone all’interno dei parchi. FUSO ORARIO: Durante l’ora solare in Italia in Tanzania si è avanti di due ore. Durante l’ora legale in Italia in Tanzania si è solo avanti di un ora. Località Dar es Salaam Dar es Salaam è la città più importante della Tanzania. Il 'Porto della pace' sorse come villaggio di pescatori verso la metà dell'Ottocento, quando il sultano di Zanzibar decise di trasformare la laguna interna (ovvero l'attuale porto) in un approdo sicuro e in un centro di commerci. Oggi questa città è una metropoli brulicante di attività con 2.489.800 abitanti e i dhow arabi si confondono con le gigantesche navi che solcano gli oceani. Come in molte altre città africane non mancano vistosi contrasti tra i vari quartieri di Dar es Salaam, ma, per quanto le animate vie centrali attorno al caratteristico Mercato Kariakoo e alla torre dell'orologio non potrebbero essere più diverse dai viali alberati dei quartieri governativi a nord, pure non esistono dei veri e propri bassifondi. L'atmosfera di questa città è accogliente, con un vago sentore di salmastro, un'inebriante mistura di culture diverse e, soprattutto, nessuno degli aspetti spiacevoli di Nairobi. Il Museo Nazionale di Dar è situato nei pressi dei Giardini Botanici, in centro. Questo museo ospita alcune importanti collezioni archeologiche, tra cui spiccano i fossili di Zinjanthropus (Australopiteco dalla robusta mandibola) e illustra la sordida storia della tratta degli schiavi di Zanzibar. A una decina di chilometri dal centro, il Village Museum merita anch'esso una visita: si tratta di un villaggio con abitazioni autentiche, caratteristiche di varie regioni della Tanzania. Nel villaggio, durante il fine settimana, si può assistere a spettacoli di danze tradizionali. La Oyster Bay è uno splendido (per il momento) tratto di costa tropicale dove si trova la spiaggia più vicina alla città. Tenete presente che può essere difficile trovare una camera a Dar es Salaam perché, seppure in questa città non manchino gli alberghi, sembra che siano sempre tutti al completo - cosa che vale per ogni genere di alloggio, dai più economici a quelli di lusso. Quindi non vi conviene scartare una stanza soltanto perché non vi piacciono le tendine: prendetela, invece, e cercatevi qualcos'altro più tardi, con comodo. Questa città è anche il principale aeroporto della Tanzania per gli arrivi internazionali e vi si trovano moltissimi uffici delle varie compagnie aeree. Il treno TAZARA fa servizio tra Dar es Salaam e Kapiri Mposhi (Zambia). Gli autobus diretti alle principali località del paese partono da diverse fermate in città, dal momento che non esiste un'autostazione centrale. Mt Kilimanjaro National Park Vulcano dalle forme quasi perfette, che si staglia a picco sulle remote pianure nord-orientali della Tanzania, il mt Kilimanjaro offre uno dei panorami più grandiosi dell'Africa. Perennemente innevato e non ancora del tutto spento, questo vulcano di 5895 m è la vetta più alta del continente: dalle fattorie delle pianure si sale tra la lussureggiante vegetazione della foresta pluviale fino ai prati alpini per raggiungere infine, attraverso uno spoglio paesaggio lunare, le due cime gemelle. La foresta pluviale ospita molti animali, tra cui elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi e scimmie e ci si può anche imbattere in mandrie di antilopi alcine nella sella tra le cime Mawenzi e Kibo. Conquistare la vetta e attendere il sorgere dell'alba, mentre lo sguardo spazia a perdita d'occhio sulla savana, è il sogno di ogni viaggiatore; la scalata dei 5895 m di questo monolite, però, non è certamente una scampagnata domenicale. Moltissimi minibus raggiungono tutti i giorni il principale sentiero escursionistico, partendo da Moshi (sulla strada statale) e fermandosi all'inizio del percorso presso Marangu. Serengeti National Park Il Serengeti, che si estende su di una superficie di 14.763 kmq, è il parco più famoso della Tanzania, dove potrete farvi un'idea di come doveva essere l'Africa occidentale prima dell'arrivo dei 'grandi cacciatori bianchi'. L'insensato sterminio degli animali delle pianure iniziò negli ultimi anni dell'Ottocento, ma anche in tempi più recenti i cacciatori di trofei e i contrabbandieri in cerca di avorio hanno continuato il massacro. Nelle sconfinate pianure del parco, quasi del tutto prive di alberi, vivono milioni di ungulati in costante movimento alla ricerca di pascoli, sotto lo sguardo rapace di ogni sorta di predatori: è veramente uno degli spettacoli più incredibili a cui si possa assistere e il numero di animali coinvolti in questa migrazione sfida l'immaginazione umana. Gli gnu svolgono un ruolo importante in questa strabiliante migrazione annuale, ma il Serengeti è famoso anche per i leoni, i ghepardi e le giraffe. Non dimenticatevi il binocolo! Ngorongoro Conservation Area Il panorama offerto dal Cratere del Ngorongoro, largo 20 km e alto 600 metri e situato nella regione nord-orientale del paese, può non essere particolarmente suggestivo dalla cima ma, scendendo lungo i sentieri che attraversano la fittissima giungla, cambierete senz'altro opinione. Questo cratere è stato paragonato all'Arca di Noé e al Giardino dell'Eden ma, rispetto a quelli, ha il vantaggio di esistere tuttora. Lo stesso Noé resterebbe perplesso davanti all'attuale declino della fauna di questa regione, ma non avrebbe comunque difficoltà a trovare leoni, elefanti, rinoceronti, bufali e molti altri erbivori delle pianure come gnu, gazzelle di Thomson, zebre e antilopi dei canneti, oltre a migliaia di fenicotteri che sguazzano nelle acque poco profonde del Magadi, il lago salato in fondo al cratere. Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarle con il loro bestiame. Il cratere si raggiunge prendendo un autobus privato da Arusha (sulla strada principale), che vi porterà almeno fino a Karatu, ma oltre questa località può essere difficile trovare altri mezzi di trasporto. Fino a Karatu si spingono anche moltissimi camion. Selous Game Reserve Questo vasto e sperduto angolo di natura selvaggia è stato definito la più grande riserva faunistica del mondo (54.600 kmq). Praticamente intatta, sembra ospitare (secondo le stime ufficiali) la più grande concentrazione del pianeta di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e licaoni, oltre a numerosi leoni, rinoceronti e antilopi e a migliaia di splendide specie di uccelli. Una delle principali attrazioni del luogo è l'enorme fiume Rufiji, e all'estremità settentrionale della riserva troverete il lodge di Stiegler's Gorge, una gola attraversata da una teleferica. Il mezzo di trasporto più comodo per raggiungere Selous è il volo diretto da Dar es Salaam, mentre via terra non ci sono autobus ed è praticamente impossibile fare l'autostop; soltanto la linea ferroviaria TAZARA si spinge fino a Fuga, al limitare della riserva. Lago Manyara Parco Nazionale Questo bellissimo parco nazionale si sviluppa su una stretta striscia di terra compresa tra la scarpata della Rift Valley e il lago dalle acque relativamente basse. Una decina di fiumi scendono dalla scarpata e dividono il parco in ecosistemi alquanto diversi fra loro. A nord c’è una foresta densa, poi savana arborea con acacie contorte e palme, quindi savana arbustiva con combretti e commifore, infine savana piana a meridione vicino alle sorgenti di acqua solforosa di Maji Moto. Sul lago c’è una notevole varietà di uccelli che popolano la sponda orientale e in acqua una moltitudine di ippopotami. In questo parco è frequente vedere i leoni riposarsi sui rami alti delle acacie. Riducono così facendo il fastidio dei moscerini che vengono disturbati dal vento. La coesistenza di habitat diversi favorisce la presenza di animali delle specie più varie: dagli elefanti ai leoni alle migliaia di uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri rosa, che vengono a riprodursi sulle sponde del lago. La barriera della Great Rift Valley con i suoi rilievi fa da sfondo a un paesaggio che sembra creato apposta per un set cinematografico. Lago Natron Nel lago Natron nidifica il piccolo e grande fenicottero rosa. Il cratere è interamente circondato da un’area di circa 10 km di diametro di soda bianca dove i raggi del sole riflettono e il caldo è intenso. All’orizzonte si intravedono boschetti di acacie. Il lago fu scoperto da un geologo inglese ed è senza meno il più spettacolare della Rift Valley: sorgenti calde a 50° sgorgano dai bordi del lago producendo microscopiche alghe che sono il nutrimento di una grande quantità di uccelli, fra i quali i fenicotteri rosa. Il Lago Eyasi e le tribù dei Datoga e degli Hadzabe Il lago Eyasi è dentro alla scarpata della Rift Valley, è asciutto, ricco di incrostazioni di carbonato di sodio, ed è l’area dove vivono le tribù degli Datoga e degli Hadzabe. Lo stile di vita degli Hadzabe assomiglia molto a quello dei Boscimani del Botswana: vivono in capanne di fango circolari, sono coperti da pelli di animali e cacciano con l’arco e le frecce. Si nutrono anche di radici, tuberi e frutti selvatici, conducendo uno stile di vita come si viveva 10.000 anni fa. I Datoga sono i nemici storici dei Masai, sono alti e longilinei e vestono con gli abiti e i colori dei Masai: come loro emigrarono dalle aree attorno al Nilo alla ricerca di pascoli per il bestiame, spingendosi fino in questa zona in Tanzania, ma arrivarono centinaia di anni prima dei Masai, per questo sono nemici poichè da secoli si contendono i pascoli. Godono di reputazione di coraggiosi guerrieri essendo parenti dei Danakil dell’Etiopia del sud, ma oggi sono pacifici e vivono dedicandosi totalmente al loro bestiame. La Gola di Olduvai La Gola di Olduvai si impose all’attenzione del mondo nel 1959 quando i coniugi Leakey scoprirono alcuni frammenti fossili del cranio di uno degli antenati dell’homo sapiens, risalenti a quasi 2 milioni di anni fa: grazie a questo e ad altri ritrovamenti, essi ipotizzarono l’esistenza di un’altra specie di ominidi che chiamarono homo abilis. I coniugi sostennero che altre due specie conosciute, l’australopithecus africanus e l’australopithecus robustus, si sarebbero estinte e l’homo abilis avrebbe dato origine all’umanità attuale. La teoria è tutt’ora oggetto di dibattito. In seguito, nel 1979, Mary Leakey scoprì presso Laetoli delle orme prodotte, forse, da un uomo, un bambino ed una donna che pare risalgano a tre milioni e mezzo di anni fa e che, appartenendo a creature in grado di camminare erette, indussero a considerare la nascita dell’uomo come un fenomeno molto più antico di quanto non si fosse mai supposto. La gola è un luogo di culto per chi vuole vedere la zona dove, si pensa, vivessero i primi uomini. |
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La Repubblica Unita di Tanzania (Jamhuri ya Muungano wa Tanzania in Swahili) è uno stato della costa orientale dell'Africa centrale. Confina con il Kenya e l'Uganda a nord, con il Rwanda, il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo a ovest, e a sud con Zambia, Malawi e Mozambico. A est confina con l'Oceano Indiano. Dar es Salaam è la capitale e la città più grande; Dodoma, posta nel centro della Tanzania è stata designata come nuova capitale negli anni Settanta anche se di fatto il trasferimento della capitale è in una situazione di stallo.
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StoriaL'area, denominata Tanganica, fu colonia tedesca dagli anni 1880 al 1919. Fu territorio amministrato dal Regno Unito sotto mandato della Società delle Nazioni e poi sotto amministrazione fiduciaria dell'ONU dal 1919 al 1961. Il 26 aprile 1964 Tanganika e Zanzibar si fusero dando vita alla Repubblica Unita di Tanzania. Il Tanganika ottenne l'indipendenza nel 1961 e si costituì in repubblica nell'anno seguente; Zanzibar, indipendente nel 1963, divenne una repubblica popolare dopo la rivoluzione del 12 gennaio1964. La Costituzione federale riconosce ampia autonomia all'isola di Zanzibar, che è dotata di propri Presidente, Parlamento, Costituzione, sistema giudiziario e bandiera. Dopo decenni di stabilità istituzionale, dal 2001 sono in atto spinte secessioniste da parte di Zanzibar che minano l'unità del Paese. La crisi si origina in seguito alla denuncia da parte del CUF, il principale partito di Zanzibar di irregolarità nelle elezioni politiche, vinte dall'ex partito unico CCM anche nell'isola. Le manifestazioni dell'opposizione vennero represse nel sangue dal governo centrale. Recentemente, la crisi si è acuita in seguito da un lato alla decisione del Parlamento di Zanzibar di varare norme restrittive in merito all'impiego di manodopera non solo straniera ma anche del Tanganika nell'isola, la richiesta dell'affiliazione alla FIFA ed alla discussione e dall'altro di una riforma elettorale che priverebbe del diritto di voto il principale leader dell'opposizione. L'attacco di Al Qaeda all'ambasciata americana di Dar es Saalam del 1999 provoca 10 vittime e oltre 100 feriti.
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PoliticaDal 1977 al 1992 il Paese è stato retto dal partito unico Chama cha Mapinduzi (CCM), guidato dal "padre della patria" Julius Nyerere. Il movimento è di ispirazione socialista e nasce dalla fusione dei fronti di liberazione nazionali del Tanganika e di Zanzibar. Nyerere lascia il potere nel 1985. Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il CCM vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo); il Presidente venne riconfermato nel 2000. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995 e del 2000. Nell'ottobre 2005 si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento e del Presidente della Repubblica, alle quali, dopo due mandati, Benjamin Mkapa non può ricandidarsi. Attualmente il CCM detiene 244 seggi su 296.
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GeografiaLa Tanzania è montuosa nella zona nordorientale; vi si trovano il monte Kilimanjaro, la montagna più alta di tutto il continente africano, e le Pare Mountains. A nord e a ovest si trovano invece i grandi laghi Vittoria e Tanganika. La parte centrale del Paese comprende un grande altopiano, mentre la parte orientale è calda e umida. L'isola di Zanzibar si trova nell'Oceano Indiano, nei pressi della costa della Tanzania.
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Parchi nazionaliFra le riserve naturali più celebri della Tanzania si contano il Serengeti National Park, la riserva naturale di Ngorongoro, il Tarangire National Park, il Lake Manyara National Park, la riserva del Selous, il Kilimanjaro National Park e il Ruaha National Park.
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EconomiaLa Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo. Il reddito annuo pro capite è di circa 220$. Il 60% della popolazione è privo dell'elettricità e il 40% dell'acqua potabile. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 $ al giorno. Negli ultimi anni si è tuttavia registrata una crescita contenuta ma costante permessa dalla stabilità politica. L'economia dipende in gran parte dall'agricoltura, che pesa per circa 60% del PIL, costituisce l'85% delle esportazioni e impiega il 80% della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i campi coltivati al 4% del territorio. L'industria pesa circa il 10% del PIL ed è prevalentemente limitata alla trasformazione dei prodotti agricoli . La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e bilateral donors hanno fornito fondi per risollevare la deteriorata infrastruttura economica della Tanzania. Le grandi risorse naturali come giacimenti d'oro e i parchi nazionali non sono sfruttate appieno e generano poco reddito. La crescita degli anni 1991-99 ha generato un aumento della produzione industriale e un sostanziale incremento dell'output di minerali trainato dall'oro. Recenti riforme del sistema bancario hanno favorito la crescita degli investimenti. Il bilancio dello stato è gravato da un onerosissmo debito pubblico, che limita la possibilità di attuare riforme strutturali.
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DemografiaLa densità della popolazione varia da una persona per chilometro quadrato nelle regioni aride a 51 per chilometro quadrato negli altipiani ricchi d'acqua dell'entroterra fino ai 134 per chilometro quadro di Zanzibar. Più dell'80% della popolazione abita in zone rurali. La maggioranza degli abitanti, comprese le tribù Hehe, Sukuma e i Nyamwezi, sono di origine Bantu. Gruppi di etnia Nilota e di origine simile comprendono i nomadi Masai e i Luo entrambe i quali sono presenti numerosi nel confinante Kenya. Due piccoli gruppi parlano una lingua di famiglia Khoisan tipica dei Boscimani e Khoikhoi. Persone che parlano Cushitic originarie degli altopiani etiopi risiedono in alcune aree della Tanzania. La maggior parte della popolazione africana dell'isola di Zanzibar è originaria della terraferma tranne un gruppo, gli Shirazi le cui origini sono state fatte risalire ai primi coloni persiani dell'isola. I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar costituiscono l'1% della popolazione. Si stima che risiedano in Tanzania 70.000 Arabi 50.000 Asiatici e 10.000 Europei. Ogni guppo etnico ha la propria lingua ma la lingua nazionale è lo Swahili, una lingua di origine Bantu con forti influenze arabe. Come gran parte dei Paesi africani, la Tanzania è afflitta dall'epidemia dell'AIDS. Va registrato a tale proposito una riduzione del contagio dal 10% al 7% della popolazione, con una forte penetrazione nella classe d'età tra i 20 e i 34 anni, ma marginale tra i più giovani. Il governo ha attuato un piano di prevenzione.
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RegioniLo stato di Tanzania è diviso in 25 regioni: Arusha, Dar es Salaam, Dodoma, Iringa, Kagera, Kigoma, Kilimanjaro, Lindi, Mara, Mbeya, Morogoro, Mtwara, Mwanza, Pemba Nord, Pemba Sud, Pwani, Rukwa, Ruvuma, Shinyanga, Singida, Tabora, Tanga, Zanzibar Centro/Sud, Zanzibar Nord, Zanzibar Città/ovest
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Collegamenti esterni
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| Tanzania Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see OLD DISPENSARY OLD DISPENSARY yona maro Tanzania is one of the most enchanting countries in eastern Africa. Its majestic national parks are a paradise for wild-life lovers and if that's not your thing then you have a wealth of other choices to choose from - from scaling the slopes of the incredible Mt Kilimanjaro to exploring the seductive island of Zanzibar. Tanzania is truly a country not to be missed. |
| Most of the known history of Tanganyika before 1964 concerns the coastal area, although the interior has a number of important prehistoric sites, including the Olduvai Gorge. Trading contacts between Arabia and the East African coast existed by the 1st century AD, and there are indications of connections with India. The coastal trading centres were mainly Arab settlements, and relations between the Arabs and their African neighbours appear to have been fairly friendly. |
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After the arrival of the Portuguese in
the late 15th century, the position of the Arabs was gradually undermined,
but the Portuguese made little attempt to penetrate into the interior. They
lost their foothold north of the Ruvuma River early in the 18th century as a
result of an alliance between the coastal Arabs and the ruler of Muscat on
the Arabian Peninsula. |
| Kondoa Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Haubi badlands, Kondoa Haubi badlands, Kondoa Ingvar Kondoa (or Kondoa-Irangi) is a small town along the old caravan route from the Indian Ocean to Lake Tanganyika. A still existing artesic water source here provided the caravans with good and plenty of water. Today the main communication route is north-south, from Arusha to Dodoma, a road that looks impressive on the map, being a section of the old Cape-Cairo highway. In reality the road is in poor condition and difficult during rains. It is supposed to become asphalted before the end of 2006. A 3 km long road from the main road leads westwards into town crossing the Kondoa River on a narrow bridge. (Don’t take photographs of the bridge, as you are likely to be seen from the police station close by.) The town consists of dusty streets and low buildings, only few being two-storeyed. Polite children will greet the European visitor “Good morning, teacher!” any time of the day. There is nothing special to see, but the friendly tranquility that the visitor is met with among its predominantly Moslem inhabitants makes it worth while to stay there a day or two. The spiced coffee served in a kiosk at the bus stand can be recommended. <A TARGET="_blank" __LongTerm__ SRC="http://m1.2mdn.net/1297440/bs_bette_300x250_1_15k.jpg" BORDER=0></A> Ten or fifteen years ago it was a rare event to come across a bottle of beer in town, but times are changing. Today there are several bars and simple restaurants, some of them quite nice. Remnant buildings from the German time can be seen east of the bridge, now used by the district administration. The post office, the most impressive building in town, is in the same area. A bank office can also be found there, and with some luck and plenty of time it may be possible to change money. The earlier extremely erratic electric power supply has improved dramatically with the connection of Kondoa to the national grid. The telephone exchange is still manual (unless recently changed). The town is the economic centre in the Irangi Hills, which has a blend of several ethnic groups. The dominant group today is the Irangi agriculturalists. Of particular interest is the Sandawe, a remnant of the ancient San (bushman) peoples that are today mainly found in the Kalahari. Sandawe artists have produced many rock paintings, the oldest believed to be 20-30 000 years old. Some of these are shown to visitors. To see them one has first to travel northwards about 30 km (i.e. 40-60 minutes, depending on weather) along the main road to the village of Kolo. There the representative of the Department of Antiquities has to be approached to get a permit and a guide, both of which are compulsory. The Irangi Hills are also infamous for their severe soil erosion. Some badlands can be seen from the main road. An area with gullies huge enough to be considered a tourist attraction can be seen at the village Haubi. To reach there, turn east at the village Gubali onto a road only negotiable with a Landrover or similar. If you get stuck, ask for help from the fathers at the Haubi catholic mission. Moslem visitors will feel at home in Kondoa. A big new mosque was erected some years ago. Christian congregations mainly consist of immigrants and government officials. At Haubi there is an impressive Catholic establishment. ________Getting There Edit This There are bus connections from Arusha and Babati arriving in Kondoa from the north, and from Dar es Salaam and Dodoma, arriving from the south. Travelers from Arusha to Dodoma or vice versa often have to stay the night in Kondoa and change buses there. During heavy rains the buses may have to be canceled or may get stuck along the road. Travelers from the west can use a direct road from Singida, but during the rainy season it is advisable to go through Babati or Dodoma instead. There is also a road from Tanga across the Maasai plains, with a not quite reliable bus service. The bus stand is at the central market square. A cross-country vehicle can make the 160 km disance from Dodoma in about three and a half hours during the dry season. During the rainy season the time is totally unpredictable. |