Abbazie***
/Punto d'incontro
Google
 
Web Easyvacanze.net

Pola/Pula Fiume Zara Parenzo  
CROAZIA
Superficie:
56.540 Kmq
Popolazione:
Circa: 4 milioni
Capitale:
Zagabria
Lingua:
Croato
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_istriana
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Regione_istriana&action=history

Regione istriana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Regione istriana
Nome ufficiale: Istarska županija
Regione Istriana
Stato: Croazia
Capoluogo: Pisino
Superficie: 2.813 km²
Popolazione:
 - Totale
 -
Densità
(2001)
206.344 ab.
73,35 ab./
km²

La Regione istriana (croato: Istarska županija) è la regione più occidentale della Croazia. Essa occupa l'omonima penisola bagnata dall'Adriatico e confina a nord con la Slovenia. Per la presenza della minoranza etnica italiana, assume uno statuto bilingue. Sede dell'Assemblea della Regione istriana è Pisino, mentre sede del governo (Giunta e Presidente della Regione) è Pola. Le sedute solenni dell'Assemblea (dette Dieta Istriana) si tengono usualmente a Parenzo, mentre uffici e assessorati sono presenti oltre che a Pisino e Pola, ad Albona, Parenzo e Rovigno.

Indice

[nascondi]

[modifica] Popolazione

Suddivisione della popolazione secondo le nazionalità (dati secondo il censimento del 2001):

  • 148.328 (71,88 %) croati
  • 14.284 (9,63 %) italiani su 70.000 abitanti in Croazia
  • 6.613 (3,20 %) serbi
  • 3.077 (1,49 %) bosniaci
  • 2.032 (0,98 %) albanesi
  • 2.020 (0,98 %) sloveni
  • 8.865 (4,30 %) altro (n.d., "istriani", ecc.)

 

[modifica] Città e comuni

La Regione istriana è divisa in 10 città e 29 comuni, qui sotto elencati (fra parentesi il dato relativo al censimento della popolazione del 2001). L'asterisco (*) contraddistingue i comuni che hanno una denominazione ufficiale bilingue (italiana e croata).

 

[modifica] città

 

[modifica] comuni

 

[modifica] Collegamenti esterni

  Regioni della Croazia  
Međimurje | Regione raguseo-narentana | Regione istriana | Regione spalatino-dalmata | Vukovar-Sirmia | Sebenico-Tenin | Osijek-Baranja | Regione zaratina | Brod-Posavina | Požega-Slavonia | Virovitica-Podravina | Lika-Segna | Regione litoraneo-montana | Bjelovar-Bilogora | Koprivnica-Križevci | Varasdino | Karlovac | Sisak-Moslavina | Krapina-Zagorje | Zagabria | Zagabria città
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Istria
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Istria"
Cronologia: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Istria&action=history 

http://it.wikipedia.org/wiki/Istria

Istria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 

Mappa dell'Istria

 

Stemma dell'Istria, oggi parte dell'emblema croato

L'Istria (in croato e in sloveno Istra) è la più grande penisola del Mare Adriatico (superficie: circa 3.500 km2).

La maggior parte dell'Istria appartiene attualmente alla Croazia. Una piccola parte, che comprende le città costiere di Isola d'Istria (Izola), Portorose (Portorož), Pirano (Piran) e Capodistria (Koper), rientra invece nel territorio della Slovenia. Una parte ancora più piccola della penisola (limitata all'incirca al territorio del comune di Muggia) e di San Dorligo della Valle/Dolina si trova in territorio italiano.

La costa occidentale dell'Istria è lunga 242,5 km e con le isole 327,5 km. La costa orientale è lunga 202,6 km e con gli isolotti raggiunge i 212,4 km. La lunghezza totale della costa è 445,1 km (la costa frastagliata è lunga il doppio della rete stradale).

Indice

[nascondi]

 

Città

Città importanti dell'Istria sono:

Importanti sono anche le piccole città di Colmo (Hum) e Rozzo (Roč).

 

Storia

 

L'Istria preromana e romana

Il nome deriva dalla tribù illirica degli Histri, che Strabone menzionò come abitanti di questa regione. I Romani li descrissero come una tribù feroce di pirati dell'Illiria, protetta dalla difficoltà di navigazione delle loro coste rocciose. Occorsero ai romani due campagne militari per soggiogarli nel 177 a.C..

 

Il Medioevo

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, l'Istria venne saccheggiata dai Goti e dai Longobardi, quindi passò sotto il controllo di Bisanzio (538) e in questo periodo storico si sviluppò un dialetto ladino parlato dagli abitanti della Istria settentrionale (nell'Istria meridionale si sviluppò l'Istrioto. La zona istriana fu annessa al Regno Franco da Pipino III (789) diventando una Marca quindi successivamente controllata dai duchi di Merano, dal duca di Baviera, dai duchi di Carinzia e dal patriarca di Aquileia. Nel 933, con la pace di Rialto, Venezia ottenne un primo riconoscimento del diritto di navigare e commerciare lungo le coste istriane: in questo periodo storico popoli italici si trasferirono sulla costa della zona e vi furono alcuni insediamenti di popoli slavi nella parte interna istriana.

 

Dominazione veneziana

 

Mappa dei domini veneziani

L'Istria divenne quasi tutta territorio della Repubblica di Venezia dal 1420 fino alla sua caduta ad opera di Napoleone nel 1797.

Durante il periodo veneziano l'Istria fu periodicamente devastata da guerre e pestilenze; per tale motivo la Repubblica di Venezia ripopolò l'interno della regione con coloni di diverse etnie slave (oltre che greci e albanesi), trasferiti dagli altri suoi possedimenti. L'Istria assunse così la sua caratteristica composizione etnica, con la costa e i centri urbani di lingua italiana e le campagne abitate in netta prevalenza da slavi.

 

Periodo napoleonico

A seguito del trattato di Campoformio l'Istria assiema a tutto il territorio della Repubblica di Venezia fu ceduta agli Asburgo d'Austria. Dal 1805 al 1813 fu sotto alla diretta dominazione di Napoleone. Dal 1805 al 1808 fece parte del Regno d'Italia napoleonico, in seguito delle Provincie illiriche direttamente annesse all'Impero francese.

 

Dominazione asburgica

Nel 1814 l'Istria tornò sotto la dominazione degli Asburgo. Nel 1825 l'Impero austriaco costituì la provincia istriana, che nel 1861 divenne autonoma con propria dieta a Capodistria (Marchesato d'Istria).

Durante la dominazione asburgica l'Istria era abitata da italiani, croati, sloveni e gruppi minori di valacchi/istro-rumeni e serbi.

Secondo il censimento austriaco del 1910, su un totale di 404.309 abitanti dell'Istria, si ebbe la seguente ripartizione:

  • 168.116 (41.6%) parlavano croato o serbo
  • 147.416 (36.5%) parlavano italiano
  • 55.365 (13.7%) parlavano sloveno
  • 13.279 (3.3%) parlavano tedesco
  • 882 (0.2%) parlavano romeno
  • 2.116 (0.5%) parlavano altre lingue
  • 17.135 (4.2%) erano cittadini stranieri a cui non era stato chiesta la lingua madre (molti di loro erano cittadini italiani).

Nel XIX secolo si svilupparono i movimenti nazionali italiano, croato e sloveno. Con la nascita di questi movimenti cominciarono i primi attriti fra gli italiani da una parte e gli slavi dall'altra, in quanto ciascun gruppo ambiva alll'annessione della regione alla rispettiva madrepatria.

Essendo una delle terre reclamate dall'irredentismo italiano, il governo Austro-ungarico incoraggiò l'immigrazione di ulteriori slavi nella regione per contrastare il nazionalismo degli italiani.

Importante fu il trasferimento da Venezia a Pola, della principale base della Marina Austriaca. Tale decisione fu presa e seguito della insurrezione di Venezia nel 1848-49. In pochi anni Pola ebbe uno sviluppo tumultuosa, passando da poche centinaia di abitanti ai 30-40.000 di fine '800.

Notevoli furono i benefici sull'economia della penisola, che, negli ultimi anni del dominio asburgico prosperò, grazie anche al turismo balneare proveniente dalle regioni dell'Impero.

 

La prima e la seconda guerra mondiale

A seguito della vittoria italiana nella prima guerra mondiale con il trattato di Versailles (1919) e il trattato di Rapallo (1920) divenne parte dell'Italia. Con l'avvento del fascismo cominciò una politica d'italianizzazione forzata. Durante la seconda guerra mondiale a causa dell'occupazione della Jugoslavia da parte delle potenze dell'Asse le relazioni fra italiani e slavi peggiorarono ulteriormente.

L'8 settembre del 1943 il Regno d'Italia capitolò e l'esercito italiano si disfece. La regione fu occupata per un breve periodo dai partigiani titini, fu quindi occupata dai tedeschi che la annessero al Terzo Reich all'interno del cosiddetto Adriatisches Kustenland. Nell'aprile e maggio del 1945 l'Istria fu rioccupata dai partigiani titini.

 

Il dopoguerra

Dopo la fine della seconda guerra mondiale con il trattato di Parigi (1947), l'Istria venne assegnata alla Jugoslavia, con l'eccezione della parte nord occidentale, che formava la Zona B del Territorio Libero di Trieste. La zona B rimase sotto amministrazione Jugoslava e dopo la dissoluzione del Territorio Libero di Trieste nel 1954(memorandum di Londra), fu di fatto incorporata alla Jugoslavia. Tale annessione fu ufficializzata col trattato di Osimo (1975). Solo la piccola città di Muggia, facente parte della Zone A, rimase all’Italia.

Durante e poco dopo la seconda guerra mondiale un gran numero di Italiani fu ucciso nel massacro delle foibe, sia in Istria che nel Carso triestino. Negli anni del dopoguerra il terrore provocato dal massacro, seguito da una dura repressione delle autorità Jugoslave, provoco la fuga di quasi tutti gli Italiani. Nel 1956, quando l’ultima ondata dell’esodo fu completata, l’Istria aveva perduto metà della sua popolazione e una gran parte della sua identità sociale e culturale.

Il dramma degli italiani dell’Istria fu fortemente visibile nell’esodo da Pola. Fra il dicembre del 1946 e il settembre del 1947, la città fu abbandonata da 28.000 dei suoi 32.000 abitanti. Molti di loro partirono in conseguenza della firma del trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947, che cedette Pola alla Jugoslavia. In uno struggente impeto di disperazione, alcuni esuli giunseero a disseppellire dai cimiteri i propri morti, portandoli sé. L'esodo da Pola, l'unico esodo organizzato dall'Istria , ebbe una vasta eco sulla stampa internazionale.

Dopo l'esodo , le aree rimaste spopolate furono ripoplate con croati, sloveni e un minor numero di altre nazionalità Jugoslave, come serbi e montenegrini.

Nel 1991 la Slovenia e la Croazia dichiararono l'indipendenza, rompendo così la plurisecolare unità politica dell'Istria.

 

La comunità italiana in Istria

Nel drammatico contesto storico della fine della II guerra mondiale, nella regione triestina, istriana, fiumana e dalmata 4.000-17.000 persone vennero uccise (ma sul numero effettivo della vittime vi sono aspri dibattiti). A causa del terrore provocato dai massacri e delle vessazioni del governo jugoslavo, circa il 90% della popolazione italiana lasciò la propria terra. Le stime dei profughi variano dalle 200.000 alle 350.000 persone (comprese Fiume e la Dalmazia). Per commemorare questi drammatici eventi dal 2005 è stato istituito in Italia un Giorno del ricordo il 10 febbraio (anniversario della ratifica del trattato di pace).

Fra gli esuli istriani divenuti famosi si ricordano:

Nel 1954, l'Esodo era pressoché concluso e le persecuzioni cessarono. Agli italiani superstiti furono a quel punto concesse delle tutele. In molte città dell'Istria fu introdotto il bilinguismo (sloveno-italiano o croato-italiano); la bandiera della comunità italiana (il tricolore italiano con la stella rossa ) poté essere esposto sugli edifici pubblici e nelle cerimonie. Agli italiani fu concesso di avere propri periodici e una propria radiotelevisione; venne inoltre garantito il diritto a ricevere l'istruzione nella propria lingua.

Dopo la disintegrazione della Jugoslavia, la Slovenia indipendente confermò senza problemi le medesime tutele. In Croazia, a causa della recrudescenza del nazionalismo fomentato dal partito nazionalista (HDZ) di Franjo Tuđman (artefice dell'indipendenza), vi furono numerosi tentativi per limitare i diritti degli italiani e le specificità dell'Istria. Gli istriani di ogni etnia reagirono fondando la Dieta Democratica Istriana, un partito multietnico che si batté per un'autonomia dell'Istria nell'ambito della Croazia. Con la sconfitta del partito nazionalista croato, vennero finalmente riconosciute agli italiani le tutele di cui già godevano sotto la Jugoslavia.

 

Etnia

Come accade in molte regioni di confine, i concetti di etnia e di nazionalità mostrano i loro limiti quando vengono applicati nella regione giuliana (comprendente Trieste, Gorizia, Istria e Fiume). Spesso si usano i termini "Italiano", "Croato" e "Sloveno" per descrivere l'appartenenza etnica dei giuliani. Nella realtà questi aggettivi sono molto sfumati e sono spesso solo dei sentimenti di appartenenza, che possono esistere anche in assenza degli attributi linguistici, culturali e storici. Talvolta sono il risultato di una scelta personale: per fare un esemepio il celebre patriota triestino Guglielmo Oberdan, era di famiglia slovena e si chiamava Oberdank. Si riscontrano molti casi di famiglie che si sono spezzate in rami "italiani" e "slavi" (anche a livello di fratelli e cugini) a seconda delle vicende personali.

Nel contesto istriano, la parola "italiano" può riguardare sia un discendente di quegli italiani meridionali trasferitisi durante il fascismo, sia un autoctono di dialetto veneto o istrioto. In quest'ultimo gruppi erano inclusi anche i discendenti di quei contadini slavi che adottarono la lingua e la cultura della borghesia italiana quando dalle campagna rurale si trasferirono nelle città.

Discorsi analoghi possono essere fatti per gli slavi, le cui origini sono anche più variegate.

Ignorando questa situazione, le diverse potenze nazionali hanno sempre censito gli istriani solo in base alla parlata.

Andando incontro alla vera natura dell'Istria, molti istriani tendono oggi a considerarsi semplicemente "istriani", senza nessun altro ulteriore sentimento nazionale. È diffuso a tutti i livelli un sentimento di insofferenza verso il governo centrale di Zagabria e di "diversità" rispetto al resto della Croazia.

 

Dialetti

Gli Italiani d'Istria parlano due distinti dialetti autoctoni: l'istroveneto e l'istrioto, entrambi presenti da prima della dominazione veneziana (malgrado molti pensino il contrario).

Fra i croati istriani è prevalentemente usato il dialetto ciaciavo e in minor misura lo stokavo

 

Istrorumeni

Nell'Istria interna sopravvive una minuscola comunità di Istrorumeni, i Ciribiri nella piana dell'Arsa e i Cicci a Seiane/Žejane (Cicceria), discendenti dei rumeno-valacchi, un tempo molto più numerosi, insediatisi in questi territori nel tardo Medioevo. Al giorno d'oggi, purtroppo, la loro lingua e cultura e la loro stessa identità nazionale sono a serissimo rischio d'estinzione causa il secolare processo di assimilazione all'etnia croata e slovena (processo di slavizzazione, per lo più naturale), ma anche a causa dello scarso interesse e della mancanza di tutela da parte delle istituzioni.

 

Informazioni generali

 

Contea Istriana (Croazia)

  • Posizione: la Regione Istriana è la contea più ad ovest della Croazia.
  • Superficie: 2.820 km2
  • Numero di abitanti: 206.344 (censimento 2001)
  • Fiumi: Dragogna (Dragonja), Quieto (Mirna), e Arsa (Raša)
  • Centro amministrativo: Pisino (Pazin), 9.000 abitanti
  • Centro economico: Pola (Pula), 59.000 abitanti
  • Lingue ufficiali: croata, italiana
  • Lingue materne: 183.636 serbocroata (89,00%), 15.867 italiana (7,71%), 1.894 slovena (0,92%), 1.877 albanese (0,91%), 655 sconosciuta (-) (censimento 2001)
  • Composizione etnica: 148.328 croati (71,88%), 14.284 italiani (6,92%), 6.613 serbi (3,20%), 3.077 bosniaci (1,49%); 8.865 istriani (4,30%), 13.113 non dichiarati (6,35%) (censimento 2001)
  • Denaro: la valuta nazionale è la kuna croata (kn).

 

Contea litoraneo-montana (Croazia) - solo la parte istriana

  • Divisione amministrativa: comuni di Abbazia (Opatija), Laurana (Lovran), Mattuglie (Matulji), e Val Santamarina (Mošćenička Draga)
  • Superficie: 310 km2
  • Numero di abitanti: 28.891 (censimento 2001)
  • Lingua ufficiale: croata ed italiana
  • Lingue materne: 27.440 serbocroata (95,29%), 554 slovena (1,93%), 278 italiana (0,97%), 125 sconosciuta (-) (censimento 2001)
  • Composizione etnica: 25.398 croati (88,33%), 657 serbi (2,28%), 556 sloveni (1,93%), 287 italiani (1,00%), 1.032 non dichiarati (3,59%) (censimento 2001)
  • Denaro: la valuta nazionale è la kuna croata (kn).

 

Istria slovena (Slovenia)

  • Divisione amministrativa: comuni di Capodistria (Koper), Isola d'Istria (Izola) e Pirano (Piran)
  • Superficie: 384 km2
  • Numero di abitanti: 78.846 (censimento 2002)
  • Lingue ufficiali: slovena, italiana
  • Lingue materne: 56.482 slovena (75,13%), 13.579 serbocroata (18,08%), 2.853 italiana (3,80%), 3.669 sconosciuta (-)
  • Composizione etnica: sloveni (68,4%), croati (4,8%), serbi (3,4%), bosniaci (2,5%), italiani (2,3%), istriani (1,5%), albanesi (0,6%), altri (18,0%) (censimento 2002)
  • Denaro: la valuta nazionale è il tallero (tolar).

 

Istria Italiana

 

Comune di San Dorligo della Valle/Dolina

  • Numero di abitanti: 6.025 (Anagrafe Comunale 31.12.2004)
  • Lingue ufficiali: italiano, sloveno
  • Gruppi linguistici d'appartenenza: 4.009 sloveni (70,5%), 1.659 italiani (29,2%), 15 altri (0,3%) (censimento 1971, popolazione 5.683)

 

Comune di Muggia

  • Numero di abitanti: 13.208 (Anagrafe Comunale 31.12.2004)
  • Lingua ufficiale: italiana
  • Gruppi linguistici d'appartenenza: 12.424 italiani (94,8%), 623 sloveni (4,8%), 57 altri (0,4%) (censimento 1971, popolazione 13.104)

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Istria
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Istria&action=history

Istria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Coordinate: 45°15′40″N 13°54′16″E / 45.26111, 13.90444

Nota disambigua – Se stai cercando altri significati del termine Istria, vedi Istria (disambigua).
Mappa dell'Istria
L'Istria italiana fino al 1947

L'Istria (in croato ed in sloveno Istra) è la più grande penisola del Mare Adriatico (superficie: circa 3.600 km²). Il nome derivebbe dall'antico popolo degli Istri o dal latino Hister, cioè Danubio, a indicarla come regione del confine danubiano.

La maggior parte dell'Istria appartiene attualmente alla Croazia. Una piccola parte, che comprende le città costiere di Isola d'Istria (Izola), Portorose (Portorož), Pirano (Piran) e Capodistria (Koper), rientra invece nel territorio della Slovenia. Una parte minima della penisola (limitata all'incirca ai territori del comune di Muggia e di San Dorligo della Valle/Dolina) si trova in territorio italiano.

La costa occidentale dell'Istria è lunga 242,5 km e con le isole 327,5 km. La costa orientale è lunga 202,6 km e con gli isolotti raggiunge i 212,4 km. La lunghezza totale della costa è 445,1 km (la costa frastagliata è lunga il doppio della rete stradale).

Indice

[nascondi]

 

Città e comuni [modifica]

I dati sono relativi, per la Croazia, al censimento ufficiale del 2001, per la Slovenia, a quello relativo all'anno 2002. Nei comuni contrassegnati da un asterisco (*) vige il bilinguismo ufficiale italiano/croato, in quelli con due asterischi (**) vige il bilinguismo ufficiale italiano/sloveno.

Comune   Nome croato/sloveno   Stato   Abitanti   Madrelingua italiana  Madreligua croata/slovena 
Albona, città Labin bandiere Croazia 12426 03.09% 92.62%
Buie, città (*) Buje bandiere Croazia 5340 39.66% 53.76%
Cittanova, città (*) Novigrad bandiere Croazia 4002 15.32% 77.59%
Dignano, città (*) Vodnjan bandiere Croazia 5651 19.93% 73.16%
Parenzo, città (*) Poreč bandiere Croazia 17460 06.42% 87.12%
Pinguente, città Buzet bandiere Croazia 6059 00.87% 96.63%
Pisino, città Pazin bandiere Croazia 9227 01.21% 97.56%
Pola, città (*) Pula bandiere Croazia 58594 04.87% 88.38%
Rovigno, città (*) Rovinj bandiere Croazia 14234 10.81% 81.85%
Umago, città (*) Umag bandiere Croazia 12901 20.70% 72.87%
Valle d'Istria (*) Bale bandiere Croazia 1047 22.54% 75.36%
Barbana d'Istria Barban bandiere Croazia 2802 00.39% 99.21%
Verteneglio (*) Brtonigla bandiere Croazia 1579 41.29% 52.83%
Cerreto Cerovlje bandiere Croazia 1745 00.46% 99.31%
Fasana (*) Fažana bandiere Croazia 3050 04.66% 90.75%
Gallignana Gračišće bandiere Croazia 1433 00.28% 99.16%
Grisignana (*) Grožnjan bandiere Croazia 785 66.11% 29.17%
Canfanaro Kanfanar bandiere Croazia 1457 01.51% 96.23%
Caroiba Karojba bandiere Croazia 1489 00.94% 97.99%
Castellier-Santa Domenica (*) Kaštelir-Labinci