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Malattie diffuse

AIDS
Colera
Dengue
Diarrea e dissenteria
Difterite
Ebola
Encefalite balise
Encefalite da zecche
Epatiti
Febbre della Rift Valley
Febbre gialla
Febbre tifoide
Filaria
Giardia
Laishmaniosi
Malaria
Malattia del sonno
Malattia di Chagas
Malattia di Lyme
Meningite meningococcica
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Morsi e punture
Sanguisughe e zecche
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Malattie diffuse


_________AIDS

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) o Sindrome da immunodeficenza acquisita, è la forma terminale della malattia provocata dallo HIV (Human Immunodeficiency Virus) o virus dell'immunodeficenza umana.

L'AIDS è un grosso problema per molti Paesi nel mondo: ogni esposizione a sangue, prodotti del sangue, liquido seminale e fluidi corporei può mettere in pericolo di contagio.

La malattia può essere trasmessa, oltre che per trasfusioni di sangue e rapporti sessuali a rischio, anche per agopuntura, tatuaggi e piercing. Se vi trovate in condizioni igienico sanitarie precarie ed avete bisogno di una iniezione assicuratevi che l'ago e la siringa siano sterili.

Al momento non esiste alcun vaccino per la malattia.

________Colera


Il colera è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Vibrio cholerae.

I vibrioni del colera sono diversi e si distinguono in base al sierogruppo, biotipo e sierotipo cui appartengono.

Quello maggiormente responsabile della malattia nell'uomo è il Vibrio cholerae sierogruppo 01, biotipo El Tor, sierotipo Ogawa.

I sintomi della malattia, che ha un periodo di incubazione di 1-5 giorni, sono diarrea improvvisa e intensa con scariche sempre più liquide e incolori, e conseguente ingente perdita di liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito che aggrava lo stato di disidratazione.

Il paziente è ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o addirittura assente (anuria).

Se non interviene la cura reidratante, si ha shock irreversibile e morte.

A volte però la malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi benigna.

Essa è comunque sempre grave quando interessa i bambini, in quanto in questi l'equilibrio idrico ed elettrolitico è molto delicato.

L'infezione si contrae con gli alimenti o le bevande inquinati. Gli alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare e il pesce, ingeriti senza adeguata cottura, la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le bevande prodotte con acqua inquinata. La trasmissione avviene in condizioni di scarsa igiene (carenze del sistema di depurazione dei liquami o di potabilizzazione dell'acqua) in cui il vibrione, eliminato con le feci, può arrivare all'uomo sano, attraverso gli alimenti e le bevande.

Più rara, ma possibile, la trasmissione da malato a sano nelle condizioni di scadente igiene personale.L



La prevenzione, per chi viaggia in Paesi a rischio, si basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso di bevande sicure (imbottigliate o in lattina).

L'acqua da bere può essere bollita o trattata con disinfettante a base di cloro (es. Steridrolo, Amuchina, Euclorina). Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze igieniche.

Per la prevenzione esiste anche un vaccino: in genere però la vaccinazione non è consigliata, quando ci si reca in Paesi a rischio, tenuto conto della bassa percentuale di protezione che essa offre e delle notevoli controindicazioni.

Può essere consigliata in casi particolari: è opportuno quindi chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.



Attualmente nessun Paese richiede il certificato di vaccinazione anticolerica ai viaggiatori internazionali.


_________Dengue

E' una malattia di origine virale.

Esistono almeno 4 tipi di virus del Dengue che vengono trasmessi mediante la puntura della femmina della zanzara della specie Aedes aegypti.

Anche la specie Aedes albopictus (zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore.

I sintomi sono febbre alta, mal di testa frontale, dolori alle articolazioni e ai muscoli. A volte c'è vomito, nausea ed eruzioni sulla pelle del torace, delle braccia, delle gambe ed anche del volto.

Molti casi sono così lievi da non essere facilmente riconoscibili, ma può presentarsi anche nella forma emorragica che è molto più grave.

Il Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno.

E' diffusa in centro e sud America, Africa subsahariana, India, Indocina e sud-est asiatico.

Non c'è una cura specifica per il Dengue e non esiste un vaccino.

Il viaggiatore che si reca nelle zone a rischio dovrebbe evitare le punture di zanzare applicando repellenti sulla pelle, indossando vestiario che copra le braccia e le gambe, dormendo in locali forniti di zanzariere o di aria condizionata. Deve ricordare di avvertire il proprio medico circa il viaggio fatto in caso si manifesti febbre nelle prime 2 settimane dopo il ritorno.

In caso di Dengue o di Dengue emorragica non usare Aspirina ma Tachipirina.

________Diarrea e dissenteria


E' uno dei disturbi più frequenti nei viaggiatori, un problema che prima o poi deve affrontare la stragrande maggioranza di coloro che viaggiano in Paesi dove l'igiene non è sempre ai massimi livelli.

Il rischio di contrarre la cosiddetta diarrea del viaggiatore è infatti moderato nei Paesi dell'Europa mediterranea, del Medio Oriente, in Cina, Russia e Sudafrica; alto nel resto dell'Africa, in America Latina e nella maggior parte dell'Asia (dove si arriva talvolta a raggiungere il 90% di rischio).



La diarrea si manifesta con scariche intestinali di feci molto liquide, spesso ripetute nell'arco della giornata ed accompagnate da dolori addominali, talvolta da febbre e vomito.

Generalmente è causata da fenomeni banali (es. eccessi alimentari, semplice cambiamento di clima, affaticamento o tensione nervosa), ma può essere anche il segnale di un'infezione intestinale.

La trasmissione dei virus, ma soprattutto batteri, avviene per via alimentare attraverso l'ingestione di acqua o cibi infetti. Per prevenire l'infezione è quindi necessario seguire alcune semplici norme: evitare di bere l'acqua che esce dal rubinetto (anche per lavarsi i denti) e bere acqua bollita o imbottigliata, evitare il ghiaccio e i gelati artigianali, non mangiare verdura o frutta che non si possa sbucciare personalmente, evitare i pesci e i crostacei o la carne non perfettamente cotta, evitare anche buona parte dei cibi che si possono comperare nei mercatini lungo le strade, ma anche quelli dei buffet (dove spesso restano esposti per ore senza alcuna protezione).

Per la diarrea senza complicazioni, il pericolo maggiore è dato dalla disidratazione: è importante quindi assumere continuamente liquidi - particolarmente i bambini piccoli - che rimpiazzino quelli perduti. Per questo non bisogna arrivare a sentire lo stimolo della sete e nemmeno avere le urine troppo gialle.

Per la diarrea pesante è importante assumere anche frutta o reintegratori salini. In tutti i casi bene controllare la qualità dell'acqua e degli alimenti in modo da non peggiorare la situazione.

Se la situazione diventa irresistibile è opportuno assumere antidiarroici.

Oggi è in commercio un nuovo vaccino (Dukoral) che copre in percentuale molto alta sia dal rischio colera che dalla cosiddetta diarrea del viaggiatore. Il nuovo vaccino si assume oralmente con un bicchiere d'acqua: due dosi da assumere ad una settimana di distanza una dall'altra completando il ciclo possibilmente una settimana prima della potenziale esposizione all'infezione.

Può essere somministrato anche alle donne in gravidanza e ai bambini sopra ai 2 anni (tra i 2 e i 6 anni di età sono indicate 3 dosi).



La diarrea, nella maggior parte dei casi un disturbo passeggero, può essere un sintomo della dissenteria amebica, una malattia causata da un parassita, l'ameba, graduale nei sintomi con crampi addominali ed eventualmente vomito; la febbre può non essere presente.

Molto importante in questo caso la consultazione di medici specialisti perchè la malattia persiste finchè non viene curata con farmaci specifici. Il trattamento è lo stesso della giardia.


___________Difterite

La difterite è una malattia infettiva, causata da un batterio e localizzata a livello delle mucose delle prime vie respiratorie, dove il bacillo giunge con l'inspirazione di secrezioni del naso e della faringe dei malati o di portatori: è facilmente diffuso con la saliva, starnuto e tosse.

I bacilli della difterite, pur rimanendo fermi nelle prime vie respiratorie, emettono tossine che colpiscono reni, nervi e cuore.

Questa malattia colpisce soprattutto i bambini, ma anche gli adulti.

Il periodo di incubazione è di 2-7 giorni, dopo i quali si rende nota con un'infiammazione della mucosa colpita.

La zona dove il bacillo si è stabilito si arrossa, si gonfia, è dolente e si copre di una patina biancastra che diventa sempre più spessa e dura da asportare. Compaiono febbre, indebolimento, gonfiore delle ghiandole linfatiche che circondano la lesione.

Vi sono varie forme dì difterite, indicate secondo l'organo originariamente colpito: il naso, le tonsille o la laringe.

La laringite difterica, nota col nome di Croup, è particolarmente grave, perchè porta all'asfissia per occlusione del passaggio dell'aria nella laringe.

Malattia un tempo molto diffusa e pericolosa, oggi l'introduzione del vaccino antidifterico ha risolto il problema.

La vaccinazione in Italia è obbligatoria per i bambini in età prescolastica.

La presenza della malattia va, per legge, denunciata all'autorità Sanitaria e necessita di un rigoroso isolamento dei malati che dura fino a 3 settimane dopo la guarigione e dopo almeno 2 tamponi negativi.

Il vaccino è di solito associato al vaccino antitetanico.

In generale la vaccinazione non va fatta a soggetti con malattie febbrili in corso.

Controindicazione assoluta è invece l'allergia accertata al vaccino.

La sieropositività per HIV, in assenza di patologie in atto, non controindica la vaccinazione.

Ai viaggiatori adulti che si recano in Paesi a rischio è consigliato un richiamo.


_____________Ebola


E' una malattia causata da un virus che si trasmette da un individuo malato ad uno sano attraverso il sangue, le secrezioni, il trapianto di organi o i rapporti sessuali.

Casi di contagio si sono verificati tra persone venute in contatto con scimpanzè infetti.

La malattia ha un'altissima mortalità (50-90% dei malati).

Dopo un periodo di incubazione di 2-21 giorni, la malattia si manifesta con rapida insorgenza di febbre, dolori muscolari, stato di prostrazione, mal di testa, mal di gola. In seguito insorgono: vomito, diarrea, eruzioni sulla pelle, emorragie interne ed esterne e complicazioni a carico dei reni e del fegato.

Tutti i casi di febbre di Ebola sono stati riscontrati in Africa (Sudan, Zaire, Costa d'Avorio).

Una delle ultime epidemie si è verificata in Gabon nel 1996. Nel 2000 un'epidemia si è verificata in Uganda.

Non esiste una cura specifica nè un vaccino.

Il rischio per i viaggiatori internazionali che si dirigono nei Paesi in cui esistono focolai epidemici è trascurabile.

Coloro invece che si recano ad assistere i malati (personale medico o infermieristico, missionari) devono fare massima attenzione.


__________Encefalite balise


Infezione al cervello di tipo virale causata da un virus del genere Flavivirus e trasmessa da zanzare dele genere Culex.

Diffusa in molti Paesi dell'Asia e dell'Estremo Oriente (India, Nepal, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia, Cina, Giappone, Corea), dove si manifesta soprattutto nel periodo estivo-autunnale. In altri Paesi del sud-est asiatico (Indocina, Malesia, Filippine, Singapore, Sri Lanka e Taiwan) si può sviluppare nella stagione delle piogge.

La maggior parte delle infezioni avviene in aree rurali dato che il virus è ospitato da maiali e uccelli limicoli.



I sintomi sono febbre, mal di testa e alterazione della conoscenza.

Necessario il ricovero ospedaliero per una corretta diagnosi e trattamento, la malattia può essere molto pericolosa. Nella maggioranza dei casi, l'infezione nell'uomo decorre in modo silente e si risolve senza alcun sintomo; in altri casi la malattia si presenta con sintomi di una grave encefalite che può portare a morte fino al 30% delle persone colpite o, nei sopravvissuti, determinare delle conseguenze permanenti a carico del sistema nervoso centrale.

Il rischio per il viaggiatore è generalmente molto basso; esso può sussistere per coloro che si dirigono nelle zone rurali dei Paesi a rischio e vi soggiornano nel periodo estivo-autunnale (zone temperate), o nel periodo delle piogge (zone tropicali), per diverse settimane. Il rischio è ancora maggiore per coloro che vanno in zone coltivate a risaia o in prossimità di allevamenti di maiali.

La prevenzione generica si basa sulla lotta alle punture di zanzara: repellenti sulla pelle, abiti idonei e con maniche lunghe, insetticidi negli ambienti in cui si soggiorna, zanzariere.

La prevenzione specifica, nei casi in cui è realmente indicata, può essere fatta, su consiglio del medico, con la vaccinazione.

L'indicazione alla vaccinazione esiste per i soggetti che soggiornano per periodi lunghi (oltre 1 mese), in zone rurali del sud-est asiatico (India, Indonesia, Indocina) o, meno frequentemente, in Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea).

Devono essere somministrate 2-3 dosi a distanza di 1-2 settimane, più un richiamo ogni 1-4 anni, per via sottocutanea. Il vaccino è controindicato in soggetti con malattie acute in atto di tipo febbrile, con malattie renali, cardiache o epatiche con neoplasie o leucemie; non va somministrato a soggetti con ipereattività allergica ed alle donne in gravidanza.

Ai bambini al di sotto dei 3 anni va somministrata una dose pari alla metà di quella degli adulti.

L'immunità si raggiunge dopo 2 settimane.


__________Encefalite da zecche

L'encefalite europea da zecche o meningoencefalite difasica è una malattia di origine virale trasmessa con la puntura della classica zecca (Ixodes ricinus) diffusa in molti paesi dell'Europa centrale, in parte della Scandinavia e nei paesi dell'ex Unione Sovietica. In Italia è segnalata in alcune aree del nord-est.

Il virus responsabile della malattia appartiene al gruppo B dei Flavivirus.

La trasmissione del virus può avvenire anche attraverso le uova di zecca mediante il latte non pastorizzato di animali infetti (mucche, pecore e capre).

Dopo un periodo di incubazione di 1-2 settimane la malattia esordisce con febbre e una sintomatologia di tipo influenzale. Segue un intervallo di 1-3 giorni senza sintomi e infine una fase con sintomi neurologici di encefalite: vertigini, tremori, cefalea. In alcuni casi si possono avere sequele neuropsichiche.

La mortalità è di circa l'1%. Non esiste una cura efficace con farmaci.

La prevenzione si basa su: educazione sanitaria dei viaggiatori che si recano in zone boschive a rischio, lotta alle punture di zecche mediante repellenti da applicare sulle parti scoperte degli arti, e l'uso di vestiario adatto, pastorizzazione del latte, vaccinazione.

Il vaccino va somministrato in 3 dosi: la seconda dose a distanza di 1-3 mesi dalla prima e la terza dose a distanza di 9-12 mesi dalla seconda. Per alcune categorie più esposte è raccomandato anche un richiamo ogni 3-5 anni. Gammaglobuline: sono disponibili in alcuni Paesi e possono essere somministrate, in alcuni casi, a soggetti non vaccinati.

________Epatiti

L'epatite virale è una malattia diffusa nel mondo e i virus responsabili oggi conosciuti sono numerosi.

Anche in Italia il fenomeno ha una sua consistenza.

La disponibilità di vaccini sia contro l'epatite A che contro l'epatite B hanno portato un notevole de.. leggi il resto...
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Febbre della Rift Valley



La febbre di Rift Valley è una malattia di natura virale che interessa soprattutto gli animali, ma che talvolta colpisce l'uomo.

La malattia fu individuata per la prima volta nella valle del Rift, in Kenia, nel 1930, durante un'epidemia fra gli ovini.

Il virus appartiene al genere Phlebovirus e alla famiglia dei Bunyaviridae e viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Aedes, generalmente a bovini, ovini, caprini.

L'infezione per l'uomo avviene sia con la puntura di zanzare infette che mediante il contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali o di pazienti infetti.

Negli animali la malattia può avere un'alta mortalità e ha un'alta incidenza di aborto.

Dopo un periodo di incubazione di 2-6 giorni si ha comparsa rapida di sintomi simili all'influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari e mal di schiena. In una percentuale più bassa si manifestano quadri clinici diversi e più gravi quali: retiniti emorragiche che esitano in parziale perdita della vista, sindromi neurologiche quali meningoencefalite e sindromi emorragiche con vomito, diarrea ematica, petecchie sulla pelle, itterizia. La mortalità è più elevata nei pazienti con sindrome emorragica (circa il 50%). In totale la mortalità è però inferiore all'1% dei casi.

Non esiste una terapia specifica, ma solo una terapia sintomatica e di supporto.

La prevenzione si basa su programmi di vaccinazione degli animali e sulla prevenzione dalle punture di insetto.

Esistono due tipi di vaccino per uso veterinario, per l'uomo è stato approntato un vaccino inattivato, ma esso non è ancora disponibile.

Misure di prevenzione sono: evitare il contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali o persone infetti, lotta alla puntura delle zanzare.


_________Febbre gialla

Malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia dei Flavivirus, il quale viene trasmesso all'uomo dalla puntura di zanzare della specie Aedes aegypti.

Il periodo di incubazione, dopo la puntura della zanzara, è di 3-6 giorni.

I sintomi della febbre gialla sono: brividi, febbre, mal di testa, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito appare una leucopenia ed emorragie. L'ittero, inizialmente modesto, si intensifica gradualmente.

La malattia può evolvere con sintomi di albuminuria e, in casi gravi, anuria.

La trasmissione del virus, può avvenire mediante il cosiddetto ciclo della giungla e il ciclo urbano.

Il ciclo della giungla (cosiddetto perché l'habitat specifico è la giungla) si verifica tra zanzare e alcuni primati. Quando l'uomo viene punto, nella giungla, da tali zanzare infette, può innescare il ciclo urbano se, spostandosi in zone urbane, viene punto dalle zanzare di tipo domestico (Aedes aegypti).

La prevenzione è basata su: 1) lotta alle punture delle zanzare mediante insetticidi, repellenti sulla pelle, zanzariere, abbigliamento adeguato; 2) vaccinazione.



Diffusione e vaccinazione

La vaccinazione antiamarillica contro la febbre gialla è consigliata a tutti i viaggiatori che si recano nei Paesi dell'Africa sub-sahariana e nei Paesi che si affacciano sul bacino amazzonico.

Nei pazienti non vaccinati la mortalità può essere superiore al 50%.

La vaccinazione è obbligatoria per coloro che partono dall'Italia e si dirigono verso i seguenti Paesi: Benin, Burkina Faso, Camerun, Congo, Costa d'Avorio, Gabon, Ghana, Guyana Francese, Liberia, Mali, Niger, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Togo, Repubblica Democratica del Congo. Per la Mauritania, l'obbligo sussiste qualora vi si soggiorni per oltre 2 settimane.

Molti Paesi richiedono un certificato di vaccinazione per viaggiatori che provengono da zone infette; indicazioni specifiche sono riportate nei singoli Paesi nella sezione Vaccinazione delle guide.

Il vaccino è costituito da una sospensione di virus viventi attenuati del ceppo 17 D.

Si somministra per via sottocutanea in un'unica dose.

La vaccinazione antiamarillica è controindicata in soggetti con allergie verso le proteine dell'uovo, malattie neurologiche, malattie infettive in atto, insufficienza renale, malattie del sistema immunitario, immunosoppressione, cardiopatie scompensate, gravidanza, età inferiore ai 6 mesi.

L'immunità ha una durata di 10 anni.


___________Febbre tifoide

E' una malattia batterica che coinvolge l'intero organismo (sistemica) caratterizzata da esordio insidioso, febbre elevata, cefalea, malessere generale, anoressia (mancanza di appetito), rallentamento delle pulsazioni (bradicardia relativa), esantema papuloso localizzato al tronco, tosse secca e disturbi gastrointestinali (costipazione o diarrea).

L'infezione può decorrere in forma sub-clinica. E' frequente la possibilità dell'instaurarsi dello stato di portatore cronico, che può essere anche molto prolungato nel tempo.



La febbre tifoide, anche detta tifo addominale, è provocata da un batterio, la Salmonella typhi, appartenente al numerosissimo genere Salmonella di cui fanno parte anche le S. paratyphi A e B, responsabili dei paratifi e le cosiddette salmonelle minori, responsabili di infezioni e tossinfezioni a trasmissione alimentare.

Come si trasmette

La febbre tifoide rientra nell'ambito delle malattie a trasmissione fecale-orale; può quindi essere contratta in seguito all'ingestione di acqua o alimenti (mitili, frutta, verdura, latte non pastorizzato) contaminati da materiali fecali contenenti Salmonelle.

Le Salmonelle sono dotate di una notevole resistenza nell'ambiente esterno, soprattutto se contenute in materiali organici e possono persistere per mesi nei liquami e nel fango; resistono a lungo anche nell'acqua e nel ghiaccio.

Gli insetti, in particolar modo le mosche, possono fungere da vettori passivi dei germi patogeni.

L'uomo, malato o portatore, è l'unica sorgente di infezione.

Periodo di incubazione

Il periodo di incubazione può variare da 3 giorni a 3 mesi a seconda della dose infettante, ma abitualmente è di 1-3 settimane.

Periodo di contagiosità

I pazienti affetti da febbre tifoide sono infettanti fintanto che S. typhi è presente nelle feci, ovvero dalla prima settimana di malattia per tutta la durata della convalescenza.

Il 2-5% dei pazienti diviene portatore cronico, potendo eliminare le salmonelle del tifo per molti mesi e, in casi estremi, per anni.

Come si previene

Come per tutte le malattie a trasmissione fecale, lo scrupoloso rispetto di elementari norme igieniche è fondamentale, a livello individuale, per la prevenzione della febbre tifoide (vedere a fondo pagina le 10 regole d'oro).

A livello collettivo la prevenzione delle malattie a trasmissione fecale-orale si realizza attraverso il corretto smaltimento ed allontanamento dei rifiuti solidi e liquidi e la disponibilità di acqua per uso umano sicura e controllata.

Le salmonelle delle tifo presentano una notevole resistenza nell'ambiente esterno ma sono comunque sensibili all'azione dei comuni disinfettanti.

Una buona soluzione disinfettante ad uso domestico può essere ottenuta diluendo 1 cucchiaio da tavola di comune varechina in 1 litro d'acqua. La soluzione così ottenuta può essere utilizzata per la disinfezione di posate, stoviglie ed altri utensili, di servizi igienici e di biancheria. Può essere usata anche per disinfettare frutta e verdura da consumare crude, che dovranno successivamente essere abbondantemente risciacquate con acqua sicura (bollita o altrimenti disinfettata).

La comune varechina può essere usata anche per disinfettare l'acqua da bere: in questo caso, per evitare sapori sgradevoli, il quantitativo da usare è un cucchiaino da tè in un litro d'acqua. La soluzione così preparata deve essere lasciata riposare per circa un'ora prima del consumo.

In commercio sono disponibili preparati già pronti per la disinfezione in ambito domestico di acqua e altri potenziali veicoli di infezione.

Nei confronti della febbre tifoide sono disponibili diversi vaccini contenenti germi uccisi, da somministrare per via intramuscolare (due dosi a distanza di un mese), germi viventi attenuati, da somministrare per via orale (tre capsule da assumere a giorni alterni) e vaccini contenenti l'antigene polisaccaridico Vi della S. typhi, da somministrare ugualmente per via intramuscolare (una sola dose, con richiami ogni 2-3 anni).

Questi vaccini conferiscono una protezione pari all'80-90%, della durata presumibile di 2-3 anni; sono indicati in situazioni epidemiche e per viaggiatori diretti in zone endemico-epidemiche, oppure per soggetti maggiormente esposti a rischio per motivi professionali (tecnici di laboratorio, addetti allo smaltimento di rifiuti, etc...).

Precauzioni nei confronti del paziente, di conviventi e di contatti

Nell'assistenza a pazienti affetti da febbre tifoide debbono essere adottate precauzioni enteriche fino a risultato negativo di 3 coprocolture consecutive, eseguite su campioni fecali prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e a non meno di 48 ore dalla sospensione di qualsiasi antibiotico.

In caso di positività anche di una sola coprocoltura, l'intera procedura deve essere ripetuta dopo un mese.

Fino a negativizzazione delle coprocolture i soggetti colpiti da febbre tifoide debbono essere allontanati dalle attività che comportino la manipolazione o distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia.

I conviventi ed i contatti di un caso di febbre tifoide vanno sottoposti a sorveglianza per la ricerca di altri casi di infezione e della fonte di esposizione, con particolare riguardo a storie di viaggi in aree endemiche e alle abitudini alimentari, con loro allontanamento dalle attività che comportino la manipolazione o distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia, fino a risultato negativo di 2 coprocolture e di 2 urinocolture eseguite su campioni prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e dopo sospensione per 48 ore di qualsiasi trattamento antimicrobico.

La vaccinazione antitifica è di valore limitato in caso di esposizione a casi conclamati, mentre può essere utile in caso di convivenza con portatori cronici.

Prevenzione del colera e di malattie a trasmissione fecale-orale:

1) bere soltanto acqua sicura, ovvero acqua che sia stata bollita o disinfettata con cloro o iodio, o acqua minerale imbottigliata la cui bottiglia venga aperta in vostra presenza;

2) evitare il ghiaccio, a meno che non si sia assolutamente sicuri che esso è stato prodotto con acqua sicura;

3) consumare soltanto cibo che sia stato cotto accuratamente e che sia ancora caldo nel momento in cui viene servito; 4) proteggere gli alimenti dagli insetti molesti per mezzo di reticelle, o in appositi contenitori;

5) refrigerare immediatamente dopo la preparazione i cibi che non vengono consumati subito

6) evitare frutti di mare e pesce crudi;

7) evitare di consumare verdure e frutta cruda a meno che non siano state lavate, sbucciate, preparate da voi stessi: ricordando il detto: cuocilo, sbuccialo, o lascialo stare;

8) bollire il latte non pastorizzato prima di consumarlo, evitare gelati e dolci alla crema che potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o avere subìto ricontaminazione;

9) assicurarsi che i cibi acquistati da venditori ambulanti siano stati completamente ed accuratamente cotti in vostra presenza e non contengano parti crude;

10) lavarsi sempre accuratamente le mani dopo essere stati al gabinetto e prima di mangiare.


_________Filaria

Sono una serie di disturbi più o meno gravi causati da vermi Nematodi della famiglia delle filarie diffuse soprattutto in Africa e Sud America.

Le filarie vengono trasmesse da uomo ad uomo o da animale ad uomo, mediante la puntura di insetti (zanzar.. leggi il resto...
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_______Giardia

La giardia è un'altra delle malattie che causano diarrea.

Il parassita che la provoca è presente in acque contaminate.

I sintomi sono crampi e gonfiore di stomaco, nausea, diarrea maleodorante, gas intestinali e ritenzione idrica.

I sintomi possono manifestarsi anche diverse settimane dopo l'esposizione al parassita, possono poi sparire per alcuni giorni e ritornare. Per il trattamento è necessario consultare un medico specializzato.


_______Laishmaniosi

Gruppo di malattie causate da protozoi del genere Leishmania e trasmesse da mosche generalmente presenti sulla sabbia appartenenti al genere Phlebotomus.

Benché si conoscano centinaia di specie di flebotomi, solo una trentina sono responsabili della trasmissione della malat.. leggi il resto...
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_______Malaria

E' una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium. I principali sono: Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale, P. malariae.

I sintomi della malattia sono molto variabili: essi dipendono dalla specie di Plasmodio responsabile (la forma più grave è causata da P. falciparum) e dalle condizioni del soggetto.

Generalmente assomigliano ad un'influenza: è generalmente presente febbre, spesso episodica e ad intervalli, a volte preceduta da brividi, mal di testa, dolori muscolari, talvolta si aggiunge anemia ed ittero (colorazione giallastra della pelle). I sintomi però possono essere molto lievi e non destare apprensione nel viaggiatore.

Le recidive si possono verificare anche dopo anni dall'infezione primaria.

La malaria da P. falciparum, se non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.
 

Trasmissione della malattia

Tali protozoi vengono trasmessi da un individuo malato ad uno sano attraverso la puntura della femmina di zanzare del genere Anofele. A volte la trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza.

Il rischio di contrarre la malaria è molto variabile in relazione al Paese a rischio che si visita, all'area (urbana o rurale) in cui si soggiorna, alle condizioni degli ambienti in cui si vive.

La gravità della malattia è in relazione al Plasmodio responsabile (la mortalità per malaria è, di solito, legata al Plasmodium falciparum), alla resistenza del Plasmodio alla Clorochina o ad altri antimalarici, alla precocità della diagnosi e del trattamento, oltre che alle condizioni del paziente.

Prevenzione

La prevenzione della malaria è basata sulla prevenzione meccanica (impedire la puntura della zanzara) e sulla prevenzione con farmaci: profilassi e, in caso di infezione già avvenuta, diagnosi precoce e trattamento immediato.

La prevenzione meccanica ha lo scopo di impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare.

Il viaggiatore dovrà adottare le seguenti misure:

1) dormire in stanze con reti alle finestre o con aria condizionata, oppure usare zanzariere, specialmente per i bambini, abbastanza ampie da poter le rimboccare sotto il materasso; sarebbe bene anche impregnarle con insetticidi;

2) usare un insetticida al piretro per eliminare eventuali zanzare;

3) chi sta fuori dopo il tramonto dovrebbe indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi, ecc.); preferire abbigliamento di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare;

4) spalmare o spruzzare le parti del corpo che rimangono scoperte con insetto-repellenti (da evitare il contatto con le mucose o con gli occhi), tenendo presente che il sudore riduce l'effetto di tali preparati;

5) ricordare infine che le zanzare sono molto attive al buio, all'umido e al caldo.

La prevenzione con farmaci è una profilassi e non un vaccino. Ciò vuol dire che la prevenzione con farmaci prevede la somministrazione di sostanze farmacologiche ad intervalli precisi che diminuiscono la possibilità di contrarre la malattia.

Tale tipo di prevenzione deve assolutamente essere indicata dal medico (possibilmente specializzato in malattie tropicali) caso per caso, tenuto conto che:

1) in molti Paesi esiste la resistenza alla Clorochina;

2) i farmaci antimalarici a volte sono controindicati (vedi sotto);

3) nei bambini piccoli e nelle donne in gravidanza sono necessarie speciali precauzioni;

4) l'associazioni di antimalarici con altri farmaci può essere sconsigliabile;

5) l'autotrattamento deve essere riservato ai casi in cui il viaggiatore si dirige in località lontane da strutture sanitarie e deve essere limitato al tempo necessario a raggiungere un servizio sanitario per il trattamento più adeguato;

6) gli antimalarici possono dare effetti collaterali indesiderati.

Controindicazioni per i farmaci antimalarici

Per le indicazioni e controindicazioni di un farmaco, il viaggiatore deve consultare il proprio medico di fiducia il quale, conoscendo le condizioni di ogni suo assistito, può dare i consigli più adeguati.

Generalmente l'A.S.L. più vicina ha un centro vaccinazioni anche per malattie tropicali che può dare consigli adeguati. Meflochina (Lariam): è' il farmaco più potente, ma anche il più pesante. E' controindicato: a) nei soggetti ipersensibili alla Meflochina o al chinino; b) in soggetti con precedenti di epilessia o di disturbi psichiatricio convulsioni; c) in gravidanza. Non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 3 mesi.

Inoltre il Lariam non va somministrato in concomitanza con Clorochina, Chinidina o Chinoloni e particolare attenzione va posta alla somministrazione di Lariam in soggetti che assumono beta bloccanti, calcioantagonisti, digitalici.

Il farmaco può dare nausea, vomito, disturbi intestinali, vertigini.

Le vaccinazioni con vaccini batterici vivi dovrebbero essere completate almeno 3 giorni prima di iniziare ad assumere il Lariam.

Clorochina: è controindicata nei soggetti che in precedenza hanno mostrato ipersensibilità al farmaco.

La Clorochina non dovrebbe essere somministrata a soggetti con storia di epilessia o grave psoriasi.

Il farmaco può dare disturbi intestinali, cefalea, vertigini.

Paludrin: è controindicato nei soggetti che in precedenza hanno manifestato ipersensibilità al farmaco.

Può dare raramente nausea, vomito, ulcere orali.

Doxiciclina: è controindicata: a) nei bambini al di sotto degli 8 anni di età ; b) in gravidanza; c) nei soggetti con precedenti di ipersensibilità alfarmaco.

Attenzione va posta nell'esporsi alla luce solare per il rischio di fotosensibilizzazione: usare creme filtro ad alta protezione o scegliere un altro farmaco per la prevenzione della malaria.

Possibili effetti indesiderati sono: nausea, vomito, diarrea.



Nel Paese meta del mio viaggio c'è la malaria! ... che fare?

Dato che non esistono vaccini contro alcuna forma di malaria, la profilassi antimalarica consta di una terapia antibiotica specifica.

I farmaci antimalarici hanno spesso forti controindicazioni ed alcune persone non riescono a sopportarli, per questo molti rinunciano alla profilassi.

Si tenga presente che: 1) i centri per malattie tropicali invitano sempre ad effettuare la profilassi antimalarica, e vi consigliamo di chiedere la consulenza di questi centri specializzati;

2) qualora si decidesse di partire senza profilassi, sappiate che la malaria è una malattia pericolosa ma curabile. Tenetevi controllati per un mese dopo il vostro rientro e non sottovalutate piccole febbriciattole e malesseri diffusi: sono nella stragrande maggioranza dei casi semplici mal di testa, ma potrebbero essere il campanello d'allarme della malattia in atto; a quel punto un ricovero in ospedale risolverà la situazione in breve tempo.

Dato che nemmeno i farmaci più moderni danno la totale garanzia di non contrarre la malaria, la migliore profilassi antimalarica è, ovviamente, il non farsi pungere dalle zanzare.

Per questo consigliamo di indossare abiti lunghi soprattutto nei periodi delle piogge (primavera e autunno) e durante le ore serali, e di usare abbondantemente repellenti per insetti, e soprattutto le zanzariere sul letto.


__________Malattia del sonno

Si conoscono 2 tipi principali di tripanosomiasi: la Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas e la Tripanosomiasi africana o malattia del sonno.

Malattia presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud.

I protozoi (Tripanosoma spp.), responsa.. leggi il resto...
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_______Malattia di Chagas

Si conoscono due tipi principali di tripanosomiasi: la Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas e la Tripanosomiasi africana o malattia del sonno.

La malattia di Chagas è una malattia diffusa in centro e sud America e causata da un protozoo flagellato (Tripanosoma cruzi) che viene trasmesso all'uomo attraverso le feci di cimici alate della famiglia Triatomine che trovano generalmente rifugio nelle crepe dei muri, dei tetti di frasche delle capanne e nelle fronde delle palme.

Queste cimici pungono la persona infetta per alimentarsi del suo sangue assumendo il parassita, il quale si moltiplica nel loro intestino venendo poi esecreto con le feci. Le feci infette di queste cimici, a contatto con piccolissime lesioni della pelle dell'uomo, possono consentire al tripanosoma di penetrare nell'organismo umano.

Il tripanosoma può essere trasmesso anche con trasfusioni di sangue.

Nella forma acuta, la malattia si presenta con edema sulla zona cutanea infetta, febbre ed infiammazione ghiandolare. A volte si ha scompenso cardiaco, aritmie, meningoencefalite.

Nella forma cronica si può avere cardiopatia, megaesofago, megacolon e bronchiettasie.

Se non trattata può condurre alla morte.

La prevenzione per il viaggiatore consiste nell'evitare di pernottare in abitazioni fatiscenti dove possono annidarsi le cimici alate, e nell'usare insetticidi e zanzariere da letto.

In caso di trasfusione di sangue in aree infette è necessario accertarsi che il sangue sia stato testato anche per le tripanosomiasi.

Non esiste un vaccino nè una profilassi a parte il cercare di evitare i morsi della mosca. Esiste una cura con farmaci.


________Malattia di Lyme

La malattia di Lyme è una infezione trasmessa dalle zecche, che può essere contratta nel Nord America, Europa e Asia.

La malattia inizia tipicamente con ampie eruzioni cutanee attorno al punto in cui la zecca ha perforato la pelle accompagnate da febbre, mal di testa, estrema debolezza, giunture doloranti e irrigidimento dei muscoli del collo.

Se non curati, questi sintomi si risolvono dopo alcune settimane, ma nei mesi successivi si possono sviluppare disordini al sistema nervoso, al cuore, e alle giunzioni muscolari.

Le cure ottengono i loro risultati migliori se condotte nel primissimo periodo della malattia. Per questo motivo, ai primi sintomi bisogna affidarsi al più presto ad un controllo medico.


_________Meningite meningococcica

Malattia batterica che attacca il cervello ed altre parti del sistema nervoso. E' molto pericolosa e può essere fatale.

Il meningococco di tipo A è il maggiore responsabile delle epidemie, ma anche il tipo B ed il tipo C possono, più raramente, causare episodi epidemici.

I Paesi a rischio in cui avvengono epidemie ricorrenti sono l'Africa sub-sahariana, la Mongolia, il Vietnam, il bacino amazzonico brasiliano, l'India del nord e il Nepal, dove i rischi maggiori avvengono per contatto ravvicinato con persone affette.

I sintomi sono febbre, mal di testa, fotosensibilità, dolori muscolari al collo ed eventualmente chiazze violacee sulla pelle.

La meningite può essere fulminante, con morte entro poche ore, per cui è assolutamente necessario il ricovero immediato.

Il trattamento viene fatto con antibiotici per endovena.

Il vaccino può essere consigliato al personale militare ed ai viaggiatori che si recano nell'Africa sub sahariana ove si verificano spesso piccole epidemie nella stagione secca (dicembre-giugno).

Il vaccino è costituito da antigeni polisaccaridici capsulari. La vaccinazione va fatta in dose unica per via sottocutanea.

Esistono diversi tipi di vaccino, seconda la loro composizione antigenica.

L'efficacia del vaccino è più bassa nei bambini di età inferiore ai 2 anni e non è dimostrata nei bambini al di sotto dei 3 mesi di vita. L'immunità si raggiunge dopo 2 settimane.

Effetti collaterali: possibile eritema in zona di iniezione.

Controindicazioni: allergia accertata verso il vaccino e gravidanza.

Per i pellegrini che si recano alla Mecca, l'Arabia Saudita richiede un certificato di vaccinazione antimeningite di data non superiore ai 2 anni e non inferiore alle 3 settimane.


_______Poliomelite


La poliomielite è una malattia, causata da 3 tipi di virus intestinali, che si trasmette da uomo a uomo per via alimentare attraverso feci e saliva. In circa il 95% delle persone infettate dai virus della polio non si manifesta alcun disturbo.

Sintomi minori possono comprendere mal di gola, febbre moderata, nausea e vomito. In alcuni casi (1-2%) si può manifestare rigidità di collo, della schiena o delle gambe, ma senza paralisi.

Invece, in meno dell'1% dei casi (all'incirca in uno ogni 1000 infezioni) si verifica la paralisi.

In talune circostanze i virus poliomielitici possono causare anche paralisi respiratorie rendendo così impossibile la respirazione autonoma.

Alcune persone possono recuperare la funzionalità muscolare in modo completo, ma sono anche possibili ricadute dopo 30-40 anni con dolori muscolari e progressivo indebolimento.

Prima dell'avvento della vaccinazione antipolio, annualmente in Italia si verificavano alcune migliaia di casi di polioparalisi (un picco fu registrato nel 1958 con più di 8.000 casi) ai quali si associavano centinaia di decessi. Erano colpiti per lo più bambini in età scolare e per tale motivo la malattia veniva anche chiamata paralisi infantile.

Dopo l'introduzione della vaccinazione avvenuta in Italia prima con il vaccino Salk (nel 1957) e poi con il vaccino Sabin (nel 1964), la malattia subì una drastica riduzione fino alla definitiva scomparsa di casi avvenuta all'inizio degli anni '80. Oggi la poliomielite, per effetto dell’alto numero di vaccinati, risulta eliminata in tutti i Paesi industrializzati.

In alcuni Paesi in via di sviluppo, dove la copertura vaccinale è inadeguata, si registra ancora qualche migliaio di casi di poliomielite paralitica. Tuttavia, grazie alle attività per l’eradicazione della poliomielite, il numero dei casi di poliomielite è diminuito, anche in questi Paesi, di oltre l’85% in poco più di un decennio.
La vaccinazione antipolio è indicata per soggetti mai vaccinati o vaccinati da oltre 10 anni.

Ai viaggiatori che si recano in Paesi in cui la poliomielite è ancora endemica (Africa sub sahariana ed altri Paesi in via di sviluppo) è consigliabile 1 richiamo se hanno fatto la prima vaccinazione nell'infanzia, oppure possono fare la serie completa di inoculazioni, come nell'infanzia.

I vaccini possono avere controindicazioni: si consiglia pertanto di informarsi presso la ASL più vicina.


___________Rabbia

Infezione virale diffusa in molti Paesi e a decorrenza mortale se non trattata in tempo.

La rabbia viene generalmente trasmessa dalla saliva (morso o lecco) di animali infetti come cani, gatti, pipistrelli, scimmie.

La vaccinazione pre-esposizione è consigliata solo a quei viaggiatori che vanno per svolgere attività o professioni a rischio (veterinari, addetti all'allevamento o alla macellazione di animali, cacciatori, guardie forestali) in Paesi ove la rabbia fra gli animali esiste in forma enzootica (Africa, sud America, Asia).

La vaccinazione pre-esposizione non è consigliabile in gravidanza o in corso di malattie febbrili. In ogni caso è necessaria una valutazione del rischio effettuata da personale medico competente.

Tenuto conto della gravità della rabbia, in caso di morsi in situazioni a rischio, la vaccinazione post-esposizione dovrebbe essere sempre effettuata perchè la necessità del trattamento immediato generalmente prevale sulle controindicazioni della vaccinazione.

Molto importante è individuare con certezza l'animale che ha causato il morso: l'analisi dell'individuo permette di evitare il vaccino in caso di sanità.


___________Schistosomiasi-Bilharzia

La schistosomiasi o bilharzia è una malattia trasmessa in acqua e causata da minuscoli vermi Platelminti Trematodi.

L'ospite intermedio è costituito da lumache acquatiche nelle quali il parassita di moltiplica e poi esce nell'ambiente acquatico.

Il parassita entra nell'uomo attraverso la pelle annidandosi nell'intestino o nella vescica.

Il primo sintomo può essere un rossore nell'area di ingresso attraverso la cute, accompagnato da una sensazione di malessere e alcune settimane dopo si sviluppa una febbre elevata.

I segni più evidenti dello stabilirsi del parassita sono dolori addominali e sangue nelle urine; questi segni possono manifestarsi anche mesi dopo l'esposizione.

Il miglior metodo per prevenire la bilharzia è di evitare di bagnarsi in laghi, pozze, piccole dighe nei Paesi in cui è presente il parassita.


__________Tetano

Il tetano è una malattia acuta, spesso mortale, prodotta dalla tossina del batterio Clostridium tetani.

Si contrae con ferite e graffi su materiale sporco.

Il rischio di contrarre l'infezione sussiste praticamente ovunque, le spore sono infatti m.. leggi il resto...
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_____Tifo

Il tifo viene diffuso da zecche, topi, pidocchi.

I primi sintomi sono febbre, brividi, mal di testa e forti dolori muscolari seguiti in pochi giorni da eruzioni cutanee estese su tutto il corpo. Spesso è presente una estesa piaga dolorante nel punto di ingresso del patogeno (zona in cui si è stati morsi o punti) con i linfonodi circostanti gonfi e dolenti.

Il tifo può essere curato se ci si affida ad un accurato controllo medico.

Fate riferimento agli avvisi delle autorità sanitarie locali per cautelarvi nelle aree in cui le zecche costituiscono un pericolo in questo senso.

Durante e subito dopo la permanenza in aree a rischio (es. una escursione in una foresta tropicale), controllate spesso la vostra cute (compresi i capelli) per verificare la presenza di zecche.

Un repellente per insetti può essere di aiuto nella prevenzione, e gli escursionisti più intraprendenti che preparano itinerari di più giorni in aree a rischio zecche, potrebbero impregnare i loro stivali e calzoni con i principi attivi benzil-benzoato e dibutilftalato.


__________Tubercolosi (TBC)



La tubercolosi è una infezione batterica che viene tipicamente trasmessa da persona a persona attraverso i colpi di tosse, ma può diffondersi anche attraverso il consumo di latte non pastorizzato. Il latte bollito non espone a rischi di contagio e anche l'acidificazione cui viene esposto il latte per ricavare lo yoghurt o il formaggio uccide i batteri.

I viaggiatori generalmente non sono esposti a rischi molto elevati di contrarre la malattia dato che è richiesto un contatto famigliare abbastanza stretto e continuato con le persone ammalate perchè il patogeno si trasmetta.

Cause e modalità d'infezione

La tubercolosi è dovuta al Mycobacterium Tubercolosis o bacillo di Kock, che appartiene al genere Mycobacterium, ordine Actynomicetaceae, classe Schizomycetae.

Si tratta di batteri a forma di bastoncino, Gram positivi, aerobi, asporigeni, immobili e privi di ciglia.

La via d'infezione più comune è quella aerogena: i micobatteri emessi per lo più con la tosse e la fonazione passano dall'ambiente al soggetto sano depositandosi a livello degli alveoli, nelle parti più aerate del polmone, e dando luogo al complesso primario (malattia visibile alla radiografia del torace).


_______Vermi intestinali



Sono parassiti del tubo digerente appartenenti ai taxa dei Nematodi e dei Plateminti, molto comuni in aree tropicali. Le differenti specie hanno modalità diverse di infezione e di patologia: alcuni possono essere ingeriti, altri entrare attraverso la pelle o per l'orifizio anale.

Le infestazioni non sono generalmente molto serie, ma vanno assolutamente riconosciute e trattate perchè se sottovalutate possono portare a problemi realmente seri nel tempo.