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http://www.imondonauti.it/sanita_e_sicurezza/malattie_diffuse.htm#ses19
Sanità e Sicurezza Prima del Viaggio Assicurazione Denti e occhiali Kit medico da viaggio Vaccini Durante il Viaggio Acqua e bevande Bagagli Bambini Cibo Depurazione dell'acqua Fotografare Gravidanza Punture di insetti Sanità in viaggio Malattie diffuse AIDS Colera Dengue Diarrea e dissenteria Difterite Ebola Encefalite balise Encefalite da zecche Epatiti Febbre della Rift Valley Febbre gialla Febbre tifoide Filaria Giardia Laishmaniosi Malaria Malattia del sonno Malattia di Chagas Malattia di Lyme Meningite meningococcica Poliomelite Rabbia Schistosomiasi-Bilharzia Tetano Tifo Tubercolosi (TBC) Vermi intestinali Disturbi e ferite Assideramento Cimici e pidocchi Colpo di calore Colpo di sole Congelamento Disidratazione Ferite ed escoriazioni Idrosi Infezioni fungine Jet Lag Mal di montagna Mal di movimento Meduse, coralli e animali Morsi e punture Sanguisughe e zecche Scottature solari Serpenti Malattie diffuse _________AIDS AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) o Sindrome da immunodeficenza acquisita, è la forma terminale della malattia provocata dallo HIV (Human Immunodeficiency Virus) o virus dell'immunodeficenza umana. L'AIDS è un grosso problema per molti Paesi nel mondo: ogni esposizione a sangue, prodotti del sangue, liquido seminale e fluidi corporei può mettere in pericolo di contagio. La malattia può essere trasmessa, oltre che per trasfusioni di sangue e rapporti sessuali a rischio, anche per agopuntura, tatuaggi e piercing. Se vi trovate in condizioni igienico sanitarie precarie ed avete bisogno di una iniezione assicuratevi che l'ago e la siringa siano sterili. Al momento non esiste alcun vaccino per la malattia. ________Colera Il colera è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Vibrio cholerae. I vibrioni del colera sono diversi e si distinguono in base al sierogruppo, biotipo e sierotipo cui appartengono. Quello maggiormente responsabile della malattia nell'uomo è il Vibrio cholerae sierogruppo 01, biotipo El Tor, sierotipo Ogawa. I sintomi della malattia, che ha un periodo di incubazione di 1-5 giorni, sono diarrea improvvisa e intensa con scariche sempre più liquide e incolori, e conseguente ingente perdita di liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito che aggrava lo stato di disidratazione. Il paziente è ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o addirittura assente (anuria). Se non interviene la cura reidratante, si ha shock irreversibile e morte. A volte però la malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi benigna. Essa è comunque sempre grave quando interessa i bambini, in quanto in questi l'equilibrio idrico ed elettrolitico è molto delicato. L'infezione si contrae con gli alimenti o le bevande inquinati. Gli alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare e il pesce, ingeriti senza adeguata cottura, la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le bevande prodotte con acqua inquinata. La trasmissione avviene in condizioni di scarsa igiene (carenze del sistema di depurazione dei liquami o di potabilizzazione dell'acqua) in cui il vibrione, eliminato con le feci, può arrivare all'uomo sano, attraverso gli alimenti e le bevande. Più rara, ma possibile, la trasmissione da malato a sano nelle condizioni di scadente igiene personale.L La prevenzione, per chi viaggia in Paesi a rischio, si basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso di bevande sicure (imbottigliate o in lattina). L'acqua da bere può essere bollita o trattata con disinfettante a base di cloro (es. Steridrolo, Amuchina, Euclorina). Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze igieniche. Per la prevenzione esiste anche un vaccino: in genere però la vaccinazione non è consigliata, quando ci si reca in Paesi a rischio, tenuto conto della bassa percentuale di protezione che essa offre e delle notevoli controindicazioni. Può essere consigliata in casi particolari: è opportuno quindi chiedere consiglio al proprio medico di fiducia. Attualmente nessun Paese richiede il certificato di vaccinazione anticolerica ai viaggiatori internazionali. _________Dengue E' una malattia di origine virale. Esistono almeno 4 tipi di virus del Dengue che vengono trasmessi mediante la puntura della femmina della zanzara della specie Aedes aegypti. Anche la specie Aedes albopictus (zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore. I sintomi sono febbre alta, mal di testa frontale, dolori alle articolazioni e ai muscoli. A volte c'è vomito, nausea ed eruzioni sulla pelle del torace, delle braccia, delle gambe ed anche del volto. Molti casi sono così lievi da non essere facilmente riconoscibili, ma può presentarsi anche nella forma emorragica che è molto più grave. Il Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno. E' diffusa in centro e sud America, Africa subsahariana, India, Indocina e sud-est asiatico. Non c'è una cura specifica per il Dengue e non esiste un vaccino. Il viaggiatore che si reca nelle zone a rischio dovrebbe evitare le punture di zanzare applicando repellenti sulla pelle, indossando vestiario che copra le braccia e le gambe, dormendo in locali forniti di zanzariere o di aria condizionata. Deve ricordare di avvertire il proprio medico circa il viaggio fatto in caso si manifesti febbre nelle prime 2 settimane dopo il ritorno. In caso di Dengue o di Dengue emorragica non usare Aspirina ma Tachipirina. ________Diarrea e dissenteria E' uno dei disturbi più frequenti nei viaggiatori, un problema che prima o poi deve affrontare la stragrande maggioranza di coloro che viaggiano in Paesi dove l'igiene non è sempre ai massimi livelli. Il rischio di contrarre la cosiddetta diarrea del viaggiatore è infatti moderato nei Paesi dell'Europa mediterranea, del Medio Oriente, in Cina, Russia e Sudafrica; alto nel resto dell'Africa, in America Latina e nella maggior parte dell'Asia (dove si arriva talvolta a raggiungere il 90% di rischio). La diarrea si manifesta con scariche intestinali di feci molto liquide, spesso ripetute nell'arco della giornata ed accompagnate da dolori addominali, talvolta da febbre e vomito. Generalmente è causata da fenomeni banali (es. eccessi alimentari, semplice cambiamento di clima, affaticamento o tensione nervosa), ma può essere anche il segnale di un'infezione intestinale. La trasmissione dei virus, ma soprattutto batteri, avviene per via alimentare attraverso l'ingestione di acqua o cibi infetti. Per prevenire l'infezione è quindi necessario seguire alcune semplici norme: evitare di bere l'acqua che esce dal rubinetto (anche per lavarsi i denti) e bere acqua bollita o imbottigliata, evitare il ghiaccio e i gelati artigianali, non mangiare verdura o frutta che non si possa sbucciare personalmente, evitare i pesci e i crostacei o la carne non perfettamente cotta, evitare anche buona parte dei cibi che si possono comperare nei mercatini lungo le strade, ma anche quelli dei buffet (dove spesso restano esposti per ore senza alcuna protezione). Per la diarrea senza complicazioni, il pericolo maggiore è dato dalla disidratazione: è importante quindi assumere continuamente liquidi - particolarmente i bambini piccoli - che rimpiazzino quelli perduti. Per questo non bisogna arrivare a sentire lo stimolo della sete e nemmeno avere le urine troppo gialle. Per la diarrea pesante è importante assumere anche frutta o reintegratori salini. In tutti i casi bene controllare la qualità dell'acqua e degli alimenti in modo da non peggiorare la situazione. Se la situazione diventa irresistibile è opportuno assumere antidiarroici. Oggi è in commercio un nuovo vaccino (Dukoral) che copre in percentuale molto alta sia dal rischio colera che dalla cosiddetta diarrea del viaggiatore. Il nuovo vaccino si assume oralmente con un bicchiere d'acqua: due dosi da assumere ad una settimana di distanza una dall'altra completando il ciclo possibilmente una settimana prima della potenziale esposizione all'infezione. Può essere somministrato anche alle donne in gravidanza e ai bambini sopra ai 2 anni (tra i 2 e i 6 anni di età sono indicate 3 dosi). La diarrea, nella maggior parte dei casi un disturbo passeggero, può essere un sintomo della dissenteria amebica, una malattia causata da un parassita, l'ameba, graduale nei sintomi con crampi addominali ed eventualmente vomito; la febbre può non essere presente. Molto importante in questo caso la consultazione di medici specialisti perchè la malattia persiste finchè non viene curata con farmaci specifici. Il trattamento è lo stesso della giardia. ___________Difterite La difterite è una malattia infettiva, causata da un batterio e localizzata a livello delle mucose delle prime vie respiratorie, dove il bacillo giunge con l'inspirazione di secrezioni del naso e della faringe dei malati o di portatori: è facilmente diffuso con la saliva, starnuto e tosse. I bacilli della difterite, pur rimanendo fermi nelle prime vie respiratorie, emettono tossine che colpiscono reni, nervi e cuore. Questa malattia colpisce soprattutto i bambini, ma anche gli adulti. Il periodo di incubazione è di 2-7 giorni, dopo i quali si rende nota con un'infiammazione della mucosa colpita. La zona dove il bacillo si è stabilito si arrossa, si gonfia, è dolente e si copre di una patina biancastra che diventa sempre più spessa e dura da asportare. Compaiono febbre, indebolimento, gonfiore delle ghiandole linfatiche che circondano la lesione. Vi sono varie forme dì difterite, indicate secondo l'organo originariamente colpito: il naso, le tonsille o la laringe. La laringite difterica, nota col nome di Croup, è particolarmente grave, perchè porta all'asfissia per occlusione del passaggio dell'aria nella laringe. Malattia un tempo molto diffusa e pericolosa, oggi l'introduzione del vaccino antidifterico ha risolto il problema. La vaccinazione in Italia è obbligatoria per i bambini in età prescolastica. La presenza della malattia va, per legge, denunciata all'autorità Sanitaria e necessita di un rigoroso isolamento dei malati che dura fino a 3 settimane dopo la guarigione e dopo almeno 2 tamponi negativi. Il vaccino è di solito associato al vaccino antitetanico. In generale la vaccinazione non va fatta a soggetti con malattie febbrili in corso. Controindicazione assoluta è invece l'allergia accertata al vaccino. La sieropositività per HIV, in assenza di patologie in atto, non controindica la vaccinazione. Ai viaggiatori adulti che si recano in Paesi a rischio è consigliato un richiamo. _____________Ebola E' una malattia causata da un virus che si trasmette da un individuo malato ad uno sano attraverso il sangue, le secrezioni, il trapianto di organi o i rapporti sessuali. Casi di contagio si sono verificati tra persone venute in contatto con scimpanzè infetti. La malattia ha un'altissima mortalità (50-90% dei malati). Dopo un periodo di incubazione di 2-21 giorni, la malattia si manifesta con rapida insorgenza di febbre, dolori muscolari, stato di prostrazione, mal di testa, mal di gola. In seguito insorgono: vomito, diarrea, eruzioni sulla pelle, emorragie interne ed esterne e complicazioni a carico dei reni e del fegato. Tutti i casi di febbre di Ebola sono stati riscontrati in Africa (Sudan, Zaire, Costa d'Avorio). Una delle ultime epidemie si è verificata in Gabon nel 1996. Nel 2000 un'epidemia si è verificata in Uganda. Non esiste una cura specifica nè un vaccino. Il rischio per i viaggiatori internazionali che si dirigono nei Paesi in cui esistono focolai epidemici è trascurabile. Coloro invece che si recano ad assistere i malati (personale medico o infermieristico, missionari) devono fare massima attenzione. __________Encefalite balise Infezione al cervello di tipo virale causata da un virus del genere Flavivirus e trasmessa da zanzare dele genere Culex. Diffusa in molti Paesi dell'Asia e dell'Estremo Oriente (India, Nepal, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia, Cina, Giappone, Corea), dove si manifesta soprattutto nel periodo estivo-autunnale. In altri Paesi del sud-est asiatico (Indocina, Malesia, Filippine, Singapore, Sri Lanka e Taiwan) si può sviluppare nella stagione delle piogge. La maggior parte delle infezioni avviene in aree rurali dato che il virus è ospitato da maiali e uccelli limicoli. I sintomi sono febbre, mal di testa e alterazione della conoscenza. Necessario il ricovero ospedaliero per una corretta diagnosi e trattamento, la malattia può essere molto pericolosa. Nella maggioranza dei casi, l'infezione nell'uomo decorre in modo silente e si risolve senza alcun sintomo; in altri casi la malattia si presenta con sintomi di una grave encefalite che può portare a morte fino al 30% delle persone colpite o, nei sopravvissuti, determinare delle conseguenze permanenti a carico del sistema nervoso centrale. Il rischio per il viaggiatore è generalmente molto basso; esso può sussistere per coloro che si dirigono nelle zone rurali dei Paesi a rischio e vi soggiornano nel periodo estivo-autunnale (zone temperate), o nel periodo delle piogge (zone tropicali), per diverse settimane. Il rischio è ancora maggiore per coloro che vanno in zone coltivate a risaia o in prossimità di allevamenti di maiali. La prevenzione generica si basa sulla lotta alle punture di zanzara: repellenti sulla pelle, abiti idonei e con maniche lunghe, insetticidi negli ambienti in cui si soggiorna, zanzariere. La prevenzione specifica, nei casi in cui è realmente indicata, può essere fatta, su consiglio del medico, con la vaccinazione. L'indicazione alla vaccinazione esiste per i soggetti che soggiornano per periodi lunghi (oltre 1 mese), in zone rurali del sud-est asiatico (India, Indonesia, Indocina) o, meno frequentemente, in Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea). Devono essere somministrate 2-3 dosi a distanza di 1-2 settimane, più un richiamo ogni 1-4 anni, per via sottocutanea. Il vaccino è controindicato in soggetti con malattie acute in atto di tipo febbrile, con malattie renali, cardiache o epatiche con neoplasie o leucemie; non va somministrato a soggetti con ipereattività allergica ed alle donne in gravidanza. Ai bambini al di sotto dei 3 anni va somministrata una dose pari alla metà di quella degli adulti. L'immunità si raggiunge dopo 2 settimane. __________Encefalite da zecche L'encefalite europea da zecche o meningoencefalite difasica è una malattia di origine virale trasmessa con la puntura della classica zecca (Ixodes ricinus) diffusa in molti paesi dell'Europa centrale, in parte della Scandinavia e nei paesi dell'ex Unione Sovietica. In Italia è segnalata in alcune aree del nord-est. Il virus responsabile della malattia appartiene al gruppo B dei Flavivirus. La trasmissione del virus può avvenire anche attraverso le uova di zecca mediante il latte non pastorizzato di animali infetti (mucche, pecore e capre). Dopo un periodo di incubazione di 1-2 settimane la malattia esordisce con febbre e una sintomatologia di tipo influenzale. Segue un intervallo di 1-3 giorni senza sintomi e infine una fase con sintomi neurologici di encefalite: vertigini, tremori, cefalea. In alcuni casi si possono avere sequele neuropsichiche. La mortalità è di circa l'1%. Non esiste una cura efficace con farmaci. La prevenzione si basa su: educazione sanitaria dei viaggiatori che si recano in zone boschive a rischio, lotta alle punture di zecche mediante repellenti da applicare sulle parti scoperte degli arti, e l'uso di vestiario adatto, pastorizzazione del latte, vaccinazione. Il vaccino va somministrato in 3 dosi: la seconda dose a distanza di 1-3 mesi dalla prima e la terza dose a distanza di 9-12 mesi dalla seconda. Per alcune categorie più esposte è raccomandato anche un richiamo ogni 3-5 anni. Gammaglobuline: sono disponibili in alcuni Paesi e possono essere somministrate, in alcuni casi, a soggetti non vaccinati. ________Epatiti L'epatite virale è una malattia diffusa nel mondo e i virus responsabili oggi conosciuti sono numerosi. Anche in Italia il fenomeno ha una sua consistenza. La disponibilità di vaccini sia contro l'epatite A che contro l'epatite B hanno portato un notevole de.. leggi il resto... torna al menu Febbre della Rift Valley La febbre di Rift Valley è una malattia di natura virale che interessa soprattutto gli animali, ma che talvolta colpisce l'uomo. La malattia fu individuata per la prima volta nella valle del Rift, in Kenia, nel 1930, durante un'epidemia fra gli ovini. Il virus appartiene al genere Phlebovirus e alla famiglia dei Bunyaviridae e viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Aedes, generalmente a bovini, ovini, caprini. L'infezione per l'uomo avviene sia con la puntura di zanzare infette che mediante il contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali o di pazienti infetti. Negli animali la malattia può avere un'alta mortalità e ha un'alta incidenza di aborto. Dopo un periodo di incubazione di 2-6 giorni si ha comparsa rapida di sintomi simili all'influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari e mal di schiena. In una percentuale più bassa si manifestano quadri clinici diversi e più gravi quali: retiniti emorragiche che esitano in parziale perdita della vista, sindromi neurologiche quali meningoencefalite e sindromi emorragiche con vomito, diarrea ematica, petecchie sulla pelle, itterizia. La mortalità è più elevata nei pazienti con sindrome emorragica (circa il 50%). In totale la mortalità è però inferiore all'1% dei casi. Non esiste una terapia specifica, ma solo una terapia sintomatica e di supporto. La prevenzione si basa su programmi di vaccinazione degli animali e sulla prevenzione dalle punture di insetto. Esistono due tipi di vaccino per uso veterinario, per l'uomo è stato approntato un vaccino inattivato, ma esso non è ancora disponibile. Misure di prevenzione sono: evitare il contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali o persone infetti, lotta alla puntura delle zanzare. _________Febbre gialla Malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia dei Flavivirus, il quale viene trasmesso all'uomo dalla puntura di zanzare della specie Aedes aegypti. Il periodo di incubazione, dopo la puntura della zanzara, è di 3-6 giorni. I sintomi della febbre gialla sono: brividi, febbre, mal di testa, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito appare una leucopenia ed emorragie. L'ittero, inizialmente modesto, si intensifica gradualmente. La malattia può evolvere con sintomi di albuminuria e, in casi gravi, anuria. La trasmissione del virus, può avvenire mediante il cosiddetto ciclo della giungla e il ciclo urbano. Il ciclo della giungla (cosiddetto perché l'habitat specifico è la giungla) si verifica tra zanzare e alcuni primati. Quando l'uomo viene punto, nella giungla, da tali zanzare infette, può innescare il ciclo urbano se, spostandosi in zone urbane, viene punto dalle zanzare di tipo domestico (Aedes aegypti). La prevenzione è basata su: 1) lotta alle punture delle zanzare mediante insetticidi, repellenti sulla pelle, zanzariere, abbigliamento adeguato; 2) vaccinazione. Diffusione e vaccinazione La vaccinazione antiamarillica contro la febbre gialla è consigliata a tutti i viaggiatori che si recano nei Paesi dell'Africa sub-sahariana e nei Paesi che si affacciano sul bacino amazzonico. Nei pazienti non vaccinati la mortalità può essere superiore al 50%. La vaccinazione è obbligatoria per coloro che partono dall'Italia e si dirigono verso i seguenti Paesi: Benin, Burkina Faso, Camerun, Congo, Costa d'Avorio, Gabon, Ghana, Guyana Francese, Liberia, Mali, Niger, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Togo, Repubblica Democratica del Congo. Per la Mauritania, l'obbligo sussiste qualora vi si soggiorni per oltre 2 settimane. Molti Paesi richiedono un certificato di vaccinazione per viaggiatori che provengono da zone infette; indicazioni specifiche sono riportate nei singoli Paesi nella sezione Vaccinazione delle guide. Il vaccino è costituito da una sospensione di virus viventi attenuati del ceppo 17 D. Si somministra per via sottocutanea in un'unica dose. La vaccinazione antiamarillica è controindicata in soggetti con allergie verso le proteine dell'uovo, malattie neurologiche, malattie infettive in atto, insufficienza renale, malattie del sistema immunitario, immunosoppressione, cardiopatie scompensate, gravidanza, età inferiore ai 6 mesi. L'immunità ha una durata di 10 anni. ___________Febbre tifoide E' una malattia batterica che coinvolge l'intero organismo (sistemica) caratterizzata da esordio insidioso, febbre elevata, cefalea, malessere generale, anoressia (mancanza di appetito), rallentamento delle pulsazioni (bradicardia relativa), esantema papuloso localizzato al tronco, tosse secca e disturbi gastrointestinali (costipazione o diarrea). L'infezione può decorrere in forma sub-clinica. E' frequente la possibilità dell'instaurarsi dello stato di portatore cronico, che può essere anche molto prolungato nel tempo. La febbre tifoide, anche detta tifo addominale, è provocata da un batterio, la Salmonella typhi, appartenente al numerosissimo genere Salmonella di cui fanno parte anche le S. paratyphi A e B, responsabili dei paratifi e le cosiddette salmonelle minori, responsabili di infezioni e tossinfezioni a trasmissione alimentare. Come si trasmette La febbre tifoide rientra nell'ambito delle malattie a trasmissione fecale-orale; può quindi essere contratta in seguito all'ingestione di acqua o alimenti (mitili, frutta, verdura, latte non pastorizzato) contaminati da materiali fecali contenenti Salmonelle. Le Salmonelle sono dotate di una notevole resistenza nell'ambiente esterno, soprattutto se contenute in materiali organici e possono persistere per mesi nei liquami e nel fango; resistono a lungo anche nell'acqua e nel ghiaccio. Gli insetti, in particolar modo le mosche, possono fungere da vettori passivi dei germi patogeni. L'uomo, malato o portatore, è l'unica sorgente di infezione. Periodo di incubazione Il periodo di incubazione può variare da 3 giorni a 3 mesi a seconda della dose infettante, ma abitualmente è di 1-3 settimane. Periodo di contagiosità I pazienti affetti da febbre tifoide sono infettanti fintanto che S. typhi è presente nelle feci, ovvero dalla prima settimana di malattia per tutta la durata della convalescenza. Il 2-5% dei pazienti diviene portatore cronico, potendo eliminare le salmonelle del tifo per molti mesi e, in casi estremi, per anni. Come si previene Come per tutte le malattie a trasmissione fecale, lo scrupoloso rispetto di elementari norme igieniche è fondamentale, a livello individuale, per la prevenzione della febbre tifoide (vedere a fondo pagina le 10 regole d'oro). A livello collettivo la prevenzione delle malattie a trasmissione fecale-orale si realizza attraverso il corretto smaltimento ed allontanamento dei rifiuti solidi e liquidi e la disponibilità di acqua per uso umano sicura e controllata. Le salmonelle delle tifo presentano una notevole resistenza nell'ambiente esterno ma sono comunque sensibili all'azione dei comuni disinfettanti. Una buona soluzione disinfettante ad uso domestico può essere ottenuta diluendo 1 cucchiaio da tavola di comune varechina in 1 litro d'acqua. La soluzione così ottenuta può essere utilizzata per la disinfezione di posate, stoviglie ed altri utensili, di servizi igienici e di biancheria. Può essere usata anche per disinfettare frutta e verdura da consumare crude, che dovranno successivamente essere abbondantemente risciacquate con acqua sicura (bollita o altrimenti disinfettata). La comune varechina può essere usata anche per disinfettare l'acqua da bere: in questo caso, per evitare sapori sgradevoli, il quantitativo da usare è un cucchiaino da tè in un litro d'acqua. La soluzione così preparata deve essere lasciata riposare per circa un'ora prima del consumo. In commercio sono disponibili preparati già pronti per la disinfezione in ambito domestico di acqua e altri potenziali veicoli di infezione. Nei confronti della febbre tifoide sono disponibili diversi vaccini contenenti germi uccisi, da somministrare per via intramuscolare (due dosi a distanza di un mese), germi viventi attenuati, da somministrare per via orale (tre capsule da assumere a giorni alterni) e vaccini contenenti l'antigene polisaccaridico Vi della S. typhi, da somministrare ugualmente per via intramuscolare (una sola dose, con richiami ogni 2-3 anni). Questi vaccini conferiscono una protezione pari all'80-90%, della durata presumibile di 2-3 anni; sono indicati in situazioni epidemiche e per viaggiatori diretti in zone endemico-epidemiche, oppure per soggetti maggiormente esposti a rischio per motivi professionali (tecnici di laboratorio, addetti allo smaltimento di rifiuti, etc...). Precauzioni nei confronti del paziente, di conviventi e di contatti Nell'assistenza a pazienti affetti da febbre tifoide debbono essere adottate precauzioni enteriche fino a risultato negativo di 3 coprocolture consecutive, eseguite su campioni fecali prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e a non meno di 48 ore dalla sospensione di qualsiasi antibiotico. In caso di positività anche di una sola coprocoltura, l'intera procedura deve essere ripetuta dopo un mese. Fino a negativizzazione delle coprocolture i soggetti colpiti da febbre tifoide debbono essere allontanati dalle attività che comportino la manipolazione o distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia. I conviventi ed i contatti di un caso di febbre tifoide vanno sottoposti a sorveglianza per la ricerca di altri casi di infezione e della fonte di esposizione, con particolare riguardo a storie di viaggi in aree endemiche e alle abitudini alimentari, con loro allontanamento dalle attività che comportino la manipolazione o distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia, fino a risultato negativo di 2 coprocolture e di 2 urinocolture eseguite su campioni prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e dopo sospensione per 48 ore di qualsiasi trattamento antimicrobico. La vaccinazione antitifica è di valore limitato in caso di esposizione a casi conclamati, mentre può essere utile in caso di convivenza con portatori cronici. Prevenzione del colera e di malattie a trasmissione fecale-orale: 1) bere soltanto acqua sicura, ovvero acqua che sia stata bollita o disinfettata con cloro o iodio, o acqua minerale imbottigliata la cui bottiglia venga aperta in vostra presenza; 2) evitare il ghiaccio, a meno che non si sia assolutamente sicuri che esso è stato prodotto con acqua sicura; 3) consumare soltanto cibo che sia stato cotto accuratamente e che sia ancora caldo nel momento in cui viene servito; 4) proteggere gli alimenti dagli insetti molesti per mezzo di reticelle, o in appositi contenitori; 5) refrigerare immediatamente dopo la preparazione i cibi che non vengono consumati subito 6) evitare frutti di mare e pesce crudi; 7) evitare di consumare verdure e frutta cruda a meno che non siano state lavate, sbucciate, preparate da voi stessi: ricordando il detto: cuocilo, sbuccialo, o lascialo stare; 8) bollire il latte non pastorizzato prima di consumarlo, evitare gelati e dolci alla crema che potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o avere subìto ricontaminazione; 9) assicurarsi che i cibi acquistati da venditori ambulanti siano stati completamente ed accuratamente cotti in vostra presenza e non contengano parti crude; 10) lavarsi sempre accuratamente le mani dopo essere stati al gabinetto e prima di mangiare. _________Filaria Sono una serie di disturbi più o meno gravi causati da vermi Nematodi della famiglia delle filarie diffuse soprattutto in Africa e Sud America. Le filarie vengono trasmesse da uomo ad uomo o da animale ad uomo, mediante la puntura di insetti (zanzar.. leggi il resto... torna al menu _______Giardia La giardia è un'altra delle malattie che causano diarrea. Il parassita che la provoca è presente in acque contaminate. I sintomi sono crampi e gonfiore di stomaco, nausea, diarrea maleodorante, gas intestinali e ritenzione idrica. I sintomi possono manifestarsi anche diverse settimane dopo l'esposizione al parassita, possono poi sparire per alcuni giorni e ritornare. Per il trattamento è necessario consultare un medico specializzato. _______Laishmaniosi Gruppo di malattie causate da protozoi del genere Leishmania e trasmesse da mosche generalmente presenti sulla sabbia appartenenti al genere Phlebotomus. Benché si conoscano centinaia di specie di flebotomi, solo una trentina sono responsabili della trasmissione della malat.. leggi il resto... torna al menu _______Malaria E' una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium. I principali sono: Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale, P. malariae. I sintomi della malattia sono molto variabili: essi dipendono dalla specie di Plasmodio responsabile (la forma più grave è causata da P. falciparum) e dalle condizioni del soggetto. Generalmente assomigliano ad un'influenza: è generalmente presente febbre, spesso episodica e ad intervalli, a volte preceduta da brividi, mal di testa, dolori muscolari, talvolta si aggiunge anemia ed ittero (colorazione giallastra della pelle). I sintomi però possono essere molto lievi e non destare apprensione nel viaggiatore. Le recidive si possono verificare anche dopo anni dall'infezione primaria. La malaria da P. falciparum, se non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte. Trasmissione della malattia |