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Bandiera Indonesia
Guida KALIMANTAN (Borneo)

A cura di ...

E' la parte Indonesiana dell'isola del Borneo occupandone circa i due terzi del territorio sud. La parte rimanente appartiene alla Malesia ed al sultanato indipendente del Brunei.
Inizio guida

Il Paese

Kalimantan in cifre

Capoluogo


Pontaniak(Ovest), Banjarsim(Sud), Palangkaraya(Centrale), Samarinda(Est)

Superficie


539.460 kmq

Abitanti


12.000.000

Abitanti capoluogo


450.000 circa

Densità di popolazione


22 ab./kmq

Religione


Musulmana, culti locali
Geografia e territorio

Click per ingrandire

La maggior parte dell'isola è ricoperta da fitte foreste pluviali in gran parte inesplorate, il paesaggio è primordiale composto da alberi maestosi, felci gigantesche, piante incredibili di ogni forma e colore, carnivore e parassite, che fanno di questo luogo uno dei posti più affascinanti e inaccessibili della terra. E' attraversata da imponenti fiumi navigabili, che sono il nucleo vitale dell'isola stessa, in quanto sulle loro sponde vivono le popolazioni dell'entroterra, sulle loro foci sono sorte le più importanti città, e spesso sono le uniche vie d'accesso per l'interno dell'isola. La fauna di Kalimantan è davvero particolare, l'abitante più strano è senza dubbio l'orang utan, la cui impressionante somiglianza con l'uomo sconcertò i primi visitatori europei. Ma non è il solo, qui si possono trovare scimmie con la proboscide, gibboni, coccodrilli, leopardi, farfalle giganti, hornbills, e nelle profonde acque del fiume Mahakam nuotano i delfini d'acqua dolce.
Popolazione

Attualmente convivono a Kalimantan tre gruppi etnici, i malesi-indonesiani, che si sono stabiliti in epoca abbastanza recente nelle città costiere, portando con loro l'Islam, i cinesi, che da secoli controllano i commerci, e i Dayaks, nome un po' generico, con il quale sono indicate le innumerevoli tribù dell'interno dell'isola, cioè i veri, originari abitanti di Kalimantan. I Dayak, anticamente, abitavano sulle coste ma furono respinti nell'interno dalle varie invasioni in particolare da quella malese. Essi hanno un aspetto per certi versi simile ai cinesi, dei quali forse sono discendenti. E' abitudine tra i Dayak, portare enormi orecchini d'oro o di bronzo, un tempo, soprattutto le donne, amavano molto decorarsi con tatuaggi finemente lavorati che riproducevano animali e motivi geometrici. Attualmente queste tradizioni tendono a modificarsi, con l'avanzare della cosiddetta civiltà, portata dai missionari europei e dal governo centrale indonesiano.

L'abitazione tradizionale viene chiamata lamin nelle province est e ovest di Kalimantan, mentre nel sud sono chiamate balai e nel centro betang. Si tratta comunque, sempre di palafitte alte circa 3 metri, costituite da una unica stanza, lunga anche fino a 300 metri che può ospitare una decina di famiglie, con una lunga veranda dove si svolge la vita della comunità.
Clima

Situata all'equatore, l'Indonesia ha un clima caldo umido con temperature medie di circa 28°C tutto l'anno. Vi sono due stagioni distinte: quella secca che va da aprile ad ottobre e quella monsonica che va da novembre a marzo con piogge prevalenti in gennaio e febbraio. La differente altitudine e l'enorme estensione dell'arcipelago influiscono notevolmente sulle caratteristiche del clima: sopra i 1000 m la temperatura non è mai molto elevata e di notte fa freddo. In genere il clima tende ad essere più caldo e umido di giorno, e più temperato la notte.
Ora

Sette ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich e quindi sei in avanti rispetto all'Italia per Kalimantan occidentale, otto avanti rispetto al meridiano di Greenwich e quindi sette in avanti rispetto all'Italia per Kalimantan orientale.
Lingua

Insieme al bahasa ngaju, il dialetto più diffuso nel Kalimantan Centrale, esistono diversi altri dialetti per ciascuna tribù dell'isola.
Religione

Convivono sia la religione musulmana, prevalentemente praticata dai malesi/indonesiani, e culti animisti di origine tribale praticati invece da tutte le tribù Dayak. Tra questi ricordiamo il kaharingan culto indigeno delle popolazioni del Kalimantan Centrale.
Storia

Come Sumatra e Giava, anche Kalimantan fu un importante crocevia culturale, in quanto era sulle rotte commerciali tra la Cina e le Filippine. Intorno al quarto secolo dopo Cristo, l'isola subì una forte influenza indù, tuttora visibile in alcuni resti di templi ritrovati nelle regioni a sud. Nel 1400 arrivò anche qui l'Islam, e si radicò profondamente nelle aree costiere. A causa della sua posizione strategica, a partire dal 1600, Kalimantan fu al centro di grosse dispute tra inglesi e olandesi per il controllo delle rotte commerciali tra Cina e India. Tali conflitti continuarono nel tempo, quando l'interesse delle due potenze si rivolse allo sfruttamento delle enormi risorse naturali di questa terra, soprattutto petrolio e gomma. Queste rivalità portarono all'attuale suddivisione politica dell'isola del Borneo tra Indonesia e Malesia.
Costituzione

Kalimantan fa parte della Repubblica di Indonesia ed è attualmente suddivisa in quattro province: Kalimantan Ovest, Kalimantan Centrale, Kalimantan Est e Kalimantan Sud.
Situazione politica

Per l'Indonesia gli ultimi anni sono stati un periodo di grande instabilità politica: scoppiano violenze a Timor Est tra fazioni favorevoli all'indipendenza di Timor e altre favorevoli alla sua unione all'Indonesia (Timor Est diventa indipendente nell'ottobre 1999). La rivolta si estende a Maluku e attualmente la situazione rimane tesa a causa di movimenti separatisti in Papua, e Aceh (Sumatra) e di scontri a sfondo etnico-religioso. In particolare a Kalimantan, nel febbraio 2001, sono scoppiati incidenti tra la popolazione indigena, comunemente chiamata Dayak, e gli immigrati maduresi insediati qui da più di trent'anni. Gli incidenti sono avvenuti nella regione di Sampit, nel Kalimantan centrale, e avrebbero portato alla morte di più di 200 persone perlopiù decapitate e date alle fiamme.

L'odio etnico nel Kalimantan nasce soprattutto da motivi economici e sociali fin da quando i Dayak, nella seconda metà degli anni '70, furono costretti a spostarsi dai loro villaggi lungo i fiumi delle rigogliose foreste, verso i maggiori centri abitati per trovare lavoro dopo che parte delle foreste stesse erano state fatte progressivamente tagliare da Suharto e vendute alle multinazionali. Nelle città hanno dovuto presto confrontarsi con la nuova economia commerciale gestita dai maduresi che Suharto, nel frattempo, aveva aiutato a trasferirsi qui dalle sovraffollate isole di Giava e Madura. Molti maduresi sembrano adesso in fuga precipitosa dopo gli ultimi avvenimenti.
Economia

Le tribù dell'isola vivono essenzialmente di agricoltura, bruciando e tagliando la foresta per trovare spazi coltivabili. Con la cenere vengono così concimati i terreni messi a coltura per un paio di anni. Così facendo però rendono lo stesso sempre meno fertile e di conseguenza sono costretti a smontare e rimontare i loro villaggi cercando nuove aree vergini.
Festival e tradizioni popolari

Una delle cerimonie più pittoresche che si svolgono presso i Dayak è quella chiamata Tiwah. Si tratta di un rito religioso durante il quale vengono riesumate, da tombe temporanee, le salme dei defunti per essere purificate e inviate all'altro mondo. Vengono sacrificati numerosi animali e banchetti, danze rituali e cerimonie varie si susseguono per diversi giorni. La maggior parte dei tiwah si svolgono lungo il corso del fiume Sungai Kahayan, nel Kalimantan Centrale, e ne vengono celebrati un paio all'anno oltre ad uno più importante ogni cinque anni. Lo ijambe rappresenta una variante del tiwah e consiste in cerimonia di cremazione mentre il wara è un rito durante il quale un medium comunica con il morto indicandogli la via per raggiungere l'illuminazione.
Links

* www.asiamaya.com/kalimntan
in inglese con informazioni varie
* www.visitborneo.com/kalimantan
in inglese ben costruito e ricchissimo di informazioni.
* www.kalimantantravel.com
in inglese informazioni turistiche varie.
* www.indonesianmusic.com
sito curioso dedicato alle tradizioni musicali dell'isola.

Inizio guida

Prima del viaggio

Burocrazia e sanità in cifre

Visto


Obbligatorio

Passaporto


Valido per sei mesi

Febbre gialla


Consigliata profilassi

Profilassi antimalarica


Consigliata

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliata
Quando andare

Il periodo migliore è senz'altro quello che va da maggio ad ottobre quando la stagione è più secca. Durante questo periodo l'affluenza minore di turisti si ha nei mesi di maggio e giugno.
Burocrazia e visti

Per entrare a Kalimantan e quindi in Indonesia, il viaggiatore italiano dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese. Il visto è obbligatorio e può essere richiesto all'Ambasciata indonesiana in Italia (38 euro): ne dovranno essere in possesso sia i passeggeri di voli speciali non di linea, sia coloro che viaggiano per affari; gli altri turisti possono ottenere il visto turistico con validità di 1 mese anche al loro arrivo in aeroporto (25 euro). Si raccomanda di non superare il periodo di permanenza previsto dal visto per non incorrere in pesanti sanzioni.
Telefono

Per telefonare dall'Italia in Indonesia il prefisso internazionale è 0062. Dall'Indonesia verso L'Italia è 00139.

Prefissi interni di Kalimantan:

Pontianak, 0561

Banjarmasin, 0511

Palangkaraya, 0514

Balikpapan, 0542

Samarinda, 0541

Per telefonare da Bali in Italia bisogna comporre il 39 preceduto dallo 001 e seguito dal numero dell'abbonato (es. 001-39-0612345678).
Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che intenda recarsi a Kalimantan. Consigliata è la vaccinazione antitifica e quella contro l'epatite A e B (quest'ultima solo se si intende soggiornare a lungo nel Paese; 5-20% di portatori del virus HBV). Nell'intera isola e durante tutto l'anno esiste pericolo di malaria e quindi è consigliata la profilassi antimalarica. E' segnalata forte resistenza del Plasmodium falciparum alla clorochina e resistenza alla sulfadossina/pirimetamina.
Da mettere in valigia

Abiti leggeri di cotone, un maglione, una giacca a vento leggera, scarpe leggere o sandali per uso quotidiano e un paio di scarpe robuste con suola vibram se pensate di affrontare dei trekking, cappello, creme solari.
Elettricità

L'elettricità è distribuita come corrente alternata a 220 volt nei centri principali mentre nelle località minori si trova a volte quella a 110 volt. Le prese sono di tutti i tipi e quindi conviene munirsi di adattatori multipresa.
Quanto costa

I costi per un viaggio in Kalimantan non si discostano di molto da quelli che troverete nel resto dell'Indonesia. Dovrete chiaramente aggiungere il costo di un volo interno su Samarinda o altra citta del Kalimantan ed eventualmente il costo di una guida se vorrete esplorare zone meno facilmente accessibili. Solitamente il capo-villaggio sarà ben lieto di arrotondare le sue entrate accompagnandovi per qualche giorno. In alternativa si può ingaggiare una guida a Balikpapan o a Samarinda ad un costo che si aggira sulle 900.000 rupie per cinque sei giorni comprensive di tutto. Viaggi-avventura in Kalimantan, della durata di circa 25 gg., a partire da €. 2.340. Diversi tour operator organizzano escursioni di 5/6 giorni a Kalimantan da Bali e dalle altre maggiori località turistiche indonesiane con un costo variabile a partire da €. 520.
Indirizzi utili

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata e Consolato d’Indonesia in Italia


Via Campania 55, Roma, tel. 06-4200911, 06-42011498, 0642014186; www.indonesianembassy

Consolato onorario d’Indonesia


ViaV. Monti 33, Milano, tel. 02-43983138

Consolato onorario d’Indonesia


Via Roma 8, Genova, tel. 010-6404375

Consolato onorario d’Indonesia


Via Incoronata 20, Napoli, tel. 08-15519694

Consolato onorario d’Indonesia


Via Cognetti 31, Bari, tel. 0805237108

Ambasciata d’Italia in Indonesia


Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat 10310, tel. 21-31937445; fax 31937422; cell. di servizio: 0815 1811344 (per chi chiama t dall'Itali, anteporre lo 0062 e omettere lo 0) www.italambjkt.or.id

Sezione consolare


Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat, tel. 021-323490

Indirizzi utili turismo e cultura

Ufficio Turistico


Pontianak, Jl Amad Sood 25, tel. 36172.

Ufficio Turistico


Palangkaraya, Jl Parman, tel. 21416.

Ufficio Turistico


Banjarmasin, Jl Panjaitan 3.

Ufficio Turistico


Banjarmasin, Jl Pasan Baru.

Ufficio Turistico


Samarinda, Jl Suryani 1, tel. 21699.

Ufficio GARUDA/MERPATI


Pontianak, Jl Rahadi Usman 8A, tel. 34142.

Ufficio PELNI (navigazione),


Pontianak, Jl Pak Kasih.

Ufficio GARUDA/MERPATI


Balikpapan, Jl Ahmad Yani 14 , tel. 22301.
Inizio guida

Il viaggio
Quanto stare

Si devono prevedere almeno una ventina di giorni per una soddisfacente esplorazione della regione che verranno trascorsi in difficili spostamenti in battello e a piedi attraverso un'impenetrabile foresta pluviale.
Come arrivare

La compagnia aerea indonesiana Garuda, collega settimanalmente Singapore con le tre principali città di Kalimantan, ovvero Pontianak, Banjarmasin e Balikpapan. Ci sono collegamenti aerei abbastanza frequenti anche dalla Malesia, anzi più precisamente, dalla città principale del Borneo malese, Kuching verso Pontianak. Per quanto riguarda i collegamenti con le altre città indonesiane, le compagnie indonesiane sono abbastanza efficienti, vi sono collegamenti da un po' tutte le principali città, in particolar modo da Jakarta e da Ujung Panadang per Banjarmasin. Kalimantan, è raggiungibile anche via mare, principalmente da Giava e da Sulawesi.
Cosa vedere e cosa fare

E' un'esperienza veramente unica avventurarsi in questi luoghi fantastici, nella foresta vergine e tra le tribù primitive che da sempre la abitano. Qui però, è anche molto difficile viaggiare, non ci sono strutture, non esistono quasi strade, e i disagi da affrontare sono parecchi, come ad esempio la costante presenza delle sanguisughe, i traballanti ponti sospesi in rattan, il caldo e gli insetti, ma ci sono anche miriadi di farfalle multicolori, animali incredibili, e soprattutto un contatto totale con la natura difficilmente ottenibile in altri luoghi della terra.

La parte che forse è più facilmente visitabile, è Kalimantan Est, la provincia più popolata e sviluppata. Le città principali sono Samarinda e Balikpapan, centri commerciali noti per il legname e l'estrazione del petrolio. Samarinda è anche un ottimo punto di partenza per escursioni all'interno della giungla, dove la deforestazione su scala commerciale non è ancora iniziata. La popolazione, nella media di un abitante per chilometro quadrato, è sparsa in piccoli villaggi comunicanti tra loro solo attraverso i fiumi o seguendo sentieri nella fitta giungla, noti solamente ai nativi. Il viaggio si può effettuare risalendo i fiumi in longboats, particolari battelli motorizzati sui quali è possibile dormire e mangiare. Il viaggio è lento e rilassante e permette di immergersi completamente nella natura da cui si è circondati. Risalendo il fiume Mahakam, il più importante della regione, si incontrano luoghi di particolare interesse. Dopo circa 15 ore di viaggio si raggiunge il villaggio di Tanjung Isuy sulle rive del lago Jempang, dove è possibile vedere le lamin, tipiche abitazioni dayak. Poi proseguendo il viaggio si giunge a Melak, famosa per la sua foresta di orchidee di circa 5000 acri, dove crescono 27 differenti specie di questo bellissimo fiore, tra cui la ormai rarissima orchidea nera. Successivamente si arriva a Long Iram, villaggio ormai diventato molto noto a causa del ritrovamento di giacimenti d'oro.

Per molti il viaggio termina qui, in quanto le condizioni di navigabilità del fiume peggiorano notevolmente, ma per i più temerari che vogliono proseguire, si possono incontrare altri interessanti villaggi Dayak, fino ad arrivare a Long Bagun, dove dopo 3 giorni, termina il servizio regolare di navigazione dei battelli, e dove si possono organizzare dei trekking nella foresta vergine. Altre escursioni interessanti e avventurose si possono effettuare lungo i fiumi Kedang Kepala e Belayan, affluenti del Mahakam. Per chi non volesse avventurarsi da solo in queste zone, può rivolgersi all'ufficio turistico governativo o alle agenzie turistiche di Samarinda, che organizzano diversi tipi di tour con guida.

Merita certamente una visita il Parco Nazionale di Tanjung Puting dove, nei centri di Tanjung Harapan e Camp Leakely, vengono rieducati e reinseriti nel loro habitat naturale gli orang-utan che hanno vissuto in cattività o sono rimasti orfani. Il parco si estende su una superficie di 350.000 ettari ricoperti da foresta pluviale, mangrovie e paludi ed oltre all'orang-utan è possibile osservare nasica, gibboni, pitoni, macachi granchivori, buceri, coccodrilli, delfini. Tra le città la più interessante è sicuramente Banjarsmin, una delle tante "Venezie" sparse nel mondo, edificata completamente sull'acqua. Qui è possibile, ingaggiando qualcuno che vi porti in giro per i canali, vedere la città e i suoi vari mercati galleggianti.
Dormire

Nelle città non vi sono particolari problemi nel trovare un albergo di qualsiasi categoria ma anche nelle zone interne, lungo i fiumi, non vi sono difficoltà a trovare alloggio in un albergo alla buona o in una longhouse.
Mangiare

A Pontianak numerosi sono i warung e tutti servono del buon cibo a prezzi economici. Una particolarità qui è il buonissimo e aromatico caffè locale. Potete trovare anche la cucina cinese visto il gran numero di cinesi che qui vivono. Troverete anche, seppure non a buon mercato, i sapori occidentali in un paio di posti. Anche a Palangkaraya si può trovare la cucina indonesiana e quella cinese in diversi ristoranti della città. Se volete spendere poco, nei dintorni di Jalan Jawa si svolge un mercato notturno con bancarelle che servono piatti economici a base di spaghetti e riso. Nel Kalimantan Sud si può trovare un gran assortimento di dolci ma la specialità della cucina locale sono il pesce e il gambero d'acqua dolce. Un altro piatto tipico è il ayam panggang a base di pollo con salsa di soia. Naturalmente non mancano fast food e ristoranti di cucina occidentale.
Posta e telefono

Ufficio Postale, Pontianak, JL Sultan Abdurrakam 49.

Ufficio Postale, Pontianak, JL Diponegoro.

Ufficio Postale, Pontianak, JL Ragadi Usman.

Ufficio Postale, Banjarmasin, JL Lambung Magkurat.

Ufficio Postale, Samarinda, Jl Gajah Mada.

Ufficio Postale, Balikpapan, JL Sudirman.
Moneta, carta di credito e cambio

A Pontianak facilità nel cambiare dollari statunitensi e malesi in contati difficile per le altre valute. Diverse banche presenti in Jl Rahadi Usman e cambiavalute lungo Jl Tanjungpura. Anche nelle altre città nessun particolare problema per cambiare dollari in contanti, i tassi più favorevoli sono generalmente praticati dalla Bank Dagang Negara. Anche presso gli alberghi più grandi è possibile cambiare ma a tassi generalmente meno convenienti. Per quanto riguarda il bancomat sono state introdotte ultimamente alcune macchine nelle città che servono il circuito Cirrus e MasterCard.
Spostarsi

Per muoversi all'interno di Kalimantan, si può usare l'aereo per andare da una città all'altra, in quanto le strade sono veramente poche, qui la giungla la fa da padrona. Unica alternativa valida, per addentrarsi all'interno dell'isola, è risalire i fiumi, che qui rappresentano le vere vie di comunicazione. Con battelli, traghetti e lance a motore, che abitualmente vi navigano, mettendo in contatto i vari villaggi che sorgono sulle rive, sarà possibile spostarsi verso l'interno per raggiungere i villaggi e le cittadine dei Dayak.
Sanità

Al fine di evitare malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua è bene rispettare le più elementari norme sanitarie ed igieniche: bere solo acqua imbottigliata, non mangiare verdura cruda e sbucciare la frutta, prestare attenzione ai frutti di mare (possono manifestarsi colera e altre diarree acquose, dissenterie amebiche e bacillari, febbre tifoide, epatite A ed E). Le filarosi sono endemiche in gran parte delle zone rurali del Paese; possono verificarsi epidemie di dengue, anche di tipo emorragico, tanto nelle zone urbane che rurali mentre casi di febbre fluviale del Giappone sono stati segnalati nelle zone disboscate della maggior parte dell'Indonesia. E' bene prestare attenzione ai morsi di serpente e agli animali rabidi.
Sicurezza

Data l'instabilità che ancora caratterizza la situazione politica e sociale dell'Indonesia si raccomanda di evitare assembramenti di persone, dimostrazioni e luoghi in cui si svolgono manifestazioni di protesta e di prestare particolare attenzione in vicinanza di ambasciate e uffici pubblici. L'Ambasciata Italiana consiglia di segnalare sempre la propria presenza in Indonesia indirizzando alla medesima Ambasciata un fax con generalità e numeri telefonici. In generale è bene ricordare che, se si affrontano itinerari impegnativi al di fuori dei normali circuiti turistici, è prudente informare circa la propria destinazione e gli orari di arrivo previsti; se possibile conviene viaggiare in convoglio e portare con sé un telefono cellulare. Uso e commercio di droghe sono equiparati penalmente e la legge indonesiana prevede per i trasgressori pene fino a 20 anni di reclusione.
Comportamenti

Benché i comportamenti degli occidentali vengano entro certi limiti tollerati è bene conoscere alcune regole di "buona educazione" indonesiana: mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate; non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, né porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, né esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe, né rimanere in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto mai toccare la testa dei bambini (la testa infatti è la parte più importante del corpo perché è in essa che entra la divinità che porta la vita); per accedere ai templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano; i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa.

Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2005