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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org=Lingua_italiana&action=history Lingua italiana Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'italiano ( ascolta▶ (aiuto)) è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Esiste un gran numero di dialetti neo-romanzi. L'italiano moderno è, come tutte le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere, non tanto per ragioni politiche - come spesso capitava - ma per il prestigio culturale di cui era portatore. Il toscano, ed il fiorentino illustre (in quanto arricchito di prestiti dal siciliano, francese e latino) in particolare, era in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati i tre massimi scrittori italiani. Naturalmente, era anche la lingua colta della città di Firenze, stimata per la sua prosperità culturale lungo i secoli e per la sua splendida architettura.
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Influenze linguistichePrima dell'avvento dell'Impero romano, è l'etrusco ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli Ostrogoti e i Longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.
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DialettiMappa dei dialetti italiani. I numerosi dialetti italo-romanzi possono essere classificati in base alle loro comuni origini linguistiche. Alla comune provenienza dal latino si sommano le lingue precedenti alla conquista romana (substrati) e soprattutto i superstrati dovuti ai contatti con vari popoli, che hanno differenziato le diverse parlate locali.[1] All'interno dei dialetti italiani, accomunati da numerose caratteristiche morfologiche come i plurali non sintagmatici, si possono suddividere dialetti settentrionali (romanzi occidentali) e centro-meridionali (romanzi orientali) secondo l'influenza del sostrato celtico.[2] Tale sostrato porta alla presenza di fenomeni specifici nei dialetti del nord Italia, che vengono quindi anche detti "gallo-italici" (Con l'esclusione di Veneto, Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia che presentano caratteristiche differenti).[3]
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Dialetti settentrionali
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Dialetti centro-meridionali
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Presenza nel mondo
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Lingua ufficialeL'italiano è lingua ufficiale in Italia e San Marino sui rispettivi interi territori nazionali. È una lingua ufficiale (insieme allo sloveno) nei quattro comuni costieri della Slovenia (Capodistria, Isola d'Istria, Pirano, Portorose) e in Istria (Croazia) accanto al croato. Al di fuori dell'Italia va anzitutto considerata la Svizzera, dove la lingua italiana è una delle quattro lingue ufficiali con il tedesco, il francese e il romancio, secondo i dati del censimento dell'anno 2000, l'italiano è la lingua principale di 470.961 persone residenti nella Confederazione (pari al 6.5 % della popolazione), di cui 254.997 residenti nel Canton Ticino, dove l'italiano, oltre a essere lingua ufficiale, è considerato la lingua principale dal 83.1 % della popolazione. L'italiano è pure lingua ufficiale - accanto al romancio e al tedesco nel Canton Grigioni, dove è considerato lingua principale dal 10.2 % della popolazione. Sono di lingua italiana le valli meridionali dei Grigioni: Val Mesolcina, Val Calanca, Val Bregaglia e Val Poschiavo. L'italiano è diffuso infine nell'uso per ragioni turistiche nell'alta Engadina. L'unico comune svizzero sul versante settentrionale delle Alpi di lingua italiana (per ragioni risalenti alla riforma religiosa), Bivio, è invece oggi ormai sostanzialmente germanizzato. Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino. Per tale motivo è diventata "lingua franca" della Santa Sede e le gerarchie ecclesiastiche spesso la utilizzano per comunicare tra di loro.
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Diffusione al di là dei Paesi ufficialmente italofoniL'italiano è diffusissimo a Malta, dove moltissimi lo parlano e tutti lo capiscono (il presidente maltese in carica dal 1999 si chiama Guido de Marco), e dove fu lingua ufficiale fino al 1934, nelle zone costiere della Dalmazia (Croazia), in Slovenia, in Albania e in Tunisia, grazie anche ai programmi televisivi italiani che li raggiungono e soprattutto alle numerose minoranze linguistiche italiane. È molto diffusa anche in Francia in Corsica, in quanto il corso è molto simile al toscano, e in Costa Azzurra, soprattutto nel Nizzardo. È molto diffuso anche nel Principato di Monaco. Buona diffusione ha anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia (dove è lingua di lavoro, insieme all'inglese), Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese è stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile). In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane (Stati Uniti, Sud America (specialmente Brasile e Argentina), Australia, Canada, Messico, Francia, Germania e Belgio soprattutto), che oggi cercano di recuperare e tramandare a figli e nipoti la loro cultura e lingua d'origine. Dal sito del Ministero degli esteri [1] risultano presenti forti comunità di cittadini italiani residenti all'estero, esclusa la già citata Svizzera (presenza di oltre 10.000 italiani), si tenga presente che queste cifre indicano solo i cittadini italiani residenti all'estero e non tutte le persone realmente italofone :
Da tali dati risultano, inoltre, 6.631 italiani residenti nel Principato di Monaco (il 21% della popolazione). L'italiano ha influenzato pesantemente lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay grazie alla forte immigrazione. Notiamo infine come la lingua italiana, pur classificandosi solo al 19° posto tra le lingue più parlate al mondo (70 milioni di parlanti circa), è la terza più studiata come lingua straniera, dopo inglese e francese e prima di tedesco e spagnolo. Questo grazie al fascino che l'Italia ha nel mondo e all'opera preziosa degli Istituti italiani di cultura. Nel Canada anglofono è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco. Secondo uno studio dell'Unione Europea, è al secondo posto per numero di parlanti madrelingua in ambito europeo (16%), dopo il tedesco (24%) e accanto a francese e inglese, ma è quarta (18%) come lingua parlata [2]. Secondo studi attendibili, gli italofoni nel mondo sarebbero circa 200 milioni, di cui 70 milioni cittadini italiani o di paesi italofoni o appartenenti a minoranze linguistiche italofone e 65 milioni oriundi italiani(Media e comunicatori italici).
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Fonetica
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Vocali
Nota: È possibile ascoltare anche la vocale [ə], come completamento del suono di una consonante. Essa nella lingua scritta viene o tralasciata o trascritta come 'e'. Esempio:
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ConsonantiTra parentesi quadre gli allofoni di [n] alveolare.
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AlfabetoL'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti k, j, w, x, y esistono solo in parole d'origine straniera, toponimi (Jesi) o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. Si è soliti indicarlo soprattutto nei (pochi) casi in cui vi possa essere ambiguità di tipo omografico. Per esempio la parola "geni" può riferirsi sia a delle menti brillanti (al singolare: "genio") sia ai nostri caratteri ereditari (al singolare: "gene"). Scritta "genî" non può che riferirsi al primo significato. L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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Note
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