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Lingua Spagnola Lingua Araba      
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Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org=Lingua_spagnola&action=history

Lingua spagnola

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Spagnolo (Español o Castellano)
Creato da: {{{creatore}}} nel {{{anno}}}
Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Argentina, Colombia, Cuba, Messico, Spagna ed altri 40 paesi.
Regioni:Parlato in: Gran parte dell'America centrale, vaste aree dell'America meridionale, Messico e minoranze rilevanti in America settentrionale e nei Caraibi; Spagna e enclave di gruppi immigranti in tutti i continenti
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: 330 milioni - 417 milioni[1]
Classifica: 2 - 4 (stime varie)
Scrittura: {{{scrittura}}}
Tipologia: SVO + VSO sillabica
Filogenesi: Lingue indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   
Spagnolo
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              
Statuto ufficiale
Nazioni: Unione europea, Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, El Salvador, Ecuador, Spagna, Stati Uniti d'America, Guinea Equatoriale, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Nuovo Messico (USA), Panama, Paraguay, Perù, Porto Rico (USA), Repubblica Dominicana, Sahara Occidentale, Uruguay, Venezuela (Filippine dal 1987)
Regolato da: Asociación de Academias de la Lengua Española (Real Academia Española)
Codici di classificazione
ISO 639-1 es
ISO 639-2 spa
ISO 639-3 {{{iso3}}}
SIL SPN  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo - Art.1
Todos los seres humanos nacen libres e iguales en dignidad y derechos y, dotados como están de razón y conciencia, deben comportarse fraternalmente los unos con los otros.
Il Padre Nostro
Todos los seres humanos nacen libres e iguales en dignidad y derechos y, dotados como están de razón y conciencia, deben comportarse fraternalmente los unos con los otros.
Traslitterazione
 
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Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica
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Distribuzione geografica dello spagnolo
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Il castigliano, più comunemente detto spagnolo, è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È la seconda lingua (la quarta secondo un’altra classificazione) più parlata al mondo dopo il cinese (mandarino).

L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua.

Si usa il termine castigliano per mettere in evidenza che è la lingua della Castiglia e che in Spagna si parlano altre lingue (le maggiori sono il catalano, il basco e il galiziano).

Indice

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Español o castellano?

Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua español quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il francese o l'inglese), ma è più corretto usare il termine castellano (castigliano). Il termine español infatti è generico e potrebbe essere esteso anche alle zone dell'America Latina. La costituzione spagnola riconosce una lingua ufficiale che è il "castellano" e 3 lingue co-ufficiali: il gallego, l'euskera ed il català. Recentemente anche la Commissione Europea ha stabilito che i cittadini che si rivolgeranno al parlamento europeo mediante testi scritti in queste 3 lingue avranno il diritto di vedersi rispondere nella medesima lingua. I costi di traduzione sono a carico del governo spagnolo. In Centro America la situazione è abbastanza uniforme e il castellano è compreso benissimo da tutti. In ogni stato però, specialmente in Messico, ci sono parole specifiche e d'uso quotidiano che differiscono dal castellano parlato in Spagna o studiato nei corsi di lingua. In Guatemala, Nicaragua ed Honduras una ristretta minoranza ancora si esprime in lingua maya. Nei Caraibi distinguiamo il cubano ed il puertorriqueno che differiscono sia per la pronuncia sia per il significato attribuito a determinati termini. In America meridionale si parla correntemente castellano tranne in Brasile (portoghese) e Argentina, Paraguay e Uruguay. Queste ultime 3 nazioni hanno dei caratteri linguistici peculiari ed uniformi, unificati sotto il termine di Argentino con connotati fortemente distinti dal castellano tanto che possono verificarsi incomprensioni. Nella pronuncia distinguamo tra l'altro la pronuncia delle lettere LL e Y, e anche l'uso del pronome "vos" al posto di "tu", con una coniugazione diversa dei verbi nella seconda persona. In Paraguay, Bolivia e Perù si utilizzano, a lato del castellano, forme espressive che si collocano a metà tra un dialetto ed una seconda lingua ufficiale di origine precoloniale.

 

Storia

Lo spagnolo si è evoluto dal latino "volgare" e ha poi subito, nel nord del paese, l'influenza del celtiberico, del basco e dell'arabo. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatilizzazione (latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (latino terra, spagnolo tierra; latino novus, spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti una influenza celtica più forte del francese e dell'italiano, specie nella lenizione.

Con la Riconquista il dialetto del nord si diffuse anche nelle regioni meridionali.

Il primo dizionario dal latino allo spagnolo (Gramática de la Lengua Castellana) fu realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro fu presentato a Isabella I di Castiglia, la regina chiese ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?), al che l'autore rispose Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero).

A partire dal XVI secolo lo spagnolo fu introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole ben poco è rimasto di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin).

Nel XX secolo il castigliano si diffuse anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).

 

Fonologia

Entro il XVI secolo il Castigliano subì delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che determinarono la definitiva differenziazione rispetto alle lingue neolatine confinanti, quali il portoghese e il catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole fu trasformata in /h/.

 

Variante latinoamericana

Nei paesi latinoamericani si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari:

  • Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito dall'ustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale; questo implica che il pronome personal ustedes deve essere usato più frequentemente che nello spagnolo di Spagna, per evitare ambiguità.
  • Il pretérito perfecto (passato prossimo) é quasi completamente sostituito dal pretérito indefinido (passato remoto) anche per le azioni avvenute in un passato recente o non ancora concluse.
  • A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
    • Ha il fenomeno del seseo: il suono interdentale (c seguita da e o i, e z) diventa sempre il suono s aspro.
    • Ugualmente presenta il fenomeno del yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
  • Mantengono arcaismi.

Il vocabolario Ispano-Americano si differenzia da quello iberico per i seguenti aspetti:

  • Manierismos en tierra

I termini che in Spagna erano circoscritti al campo marittimo, vennero ampliati e usati anche nella terra ferma ad esempio venne impiegata una parola come chicote che indicava inizialmente l'estremità di una corda e successivamente venne estesa e usata in America con il significato di 'frusta' (invece in Spagna si preferisce usare azote o látigo).

  • Arcaismi

Alcune forme tradizionali non più usate nella penisola iberica, chiamate arcaismi, sono ancora vivi in America come, ad esempio, la parola lindo vigente nello spagnolo peninsulare del XVII secolo e successivamente sostituita da bonito o hermoso.

  • Neologismi

In America sono vigenti dei neologismi ottenuti ad esempio dalla derivazione con preferenza per determinati affissi come ad esempio il suffisso -ada che forma delle parole come atropellada<atropello, sconosciuta in Spagna.

  • Provincialismi

In Sud America sono estese le voci provenienti dall'Andalusia come, ad esempio, amarrar ('legare', nello spagnolo generale atar) e dalle Canarie come botar ('buttare', nello spagnolo generale tirar).

  • Cambi semantici

Fin dai tempi della colonizzazione in Sud America molte parole subirono un cambio semantico dovuto al fatto che molte voci vennero usate in America per riferirsi a cose, entità e fenomeni simili ma distinti a quelli spagnoli. La parola chula ad esempio ha un diverso significato nei due continenti: una mujer chula in Spagna ha un significato negativo e ascrive un comportamento disinvolto, mentre in alcune zone americane l’aggettivo chula è sinonimo di una donna bella e attraente.

  • Prestiti linguistici

In Sud America vengono adoperati molti prestiti linguistici ovvero termini di un'altra lingua che non sono così diffusi da poter essere incorporati nella norma peninsulare. Ad esempio il termine caporal che è usato in Perù, Colombia, Ecuador, Venezuela, Messico e Guatemala con il significato di 'capace' deriva da 'caporale', termine italiano del linguaggio militare usato in America dal XVI secolo.

  • Termini dimenticati o ristretti alla lingua letteraria

Sono stati dimenticati o ristretti alla lingua letteraria un certo numero di parole che furono portate in America dalla Penisola Iberica e che fino ad oggi sono usate in Spagna. Ad esempio il termine cocer con il significato di cucinare venne sostituito da cocinar per evitare l’omofonia con coser ('cucire').

Particolarmente diversa ed arcaica, anche nel vocabolario, risulta essere la versione argentina in cui:

  • valgono le regole di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se il suono risulta molto più pulito e cantilenato
  • è stato mantenuto, al posto del tú, il vos, e conseguentemente la relativa forma verbale in seconda persona singolare è stata mantenuta nella forma arcaica; nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes.
  • i suoni di ll e y si interconfondono e suonano come lo sc italiano di sci tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.

 

Distribuzione geografica

Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana. Gran parte dei parlanti risiede nell’emisfero occidentale (Europa, America centrale e meridionale, territori spagnoli in Africa).

Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Seguono poi la Colombia e la Spagna (entrambe con 44 milioni), l’Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo non è lingua ufficiale ma è usato da una folta comunità di immigrati).

Lo spagnolo è la lingua ufficiale di più di 20 paesi:

  1. Argentina
  2. Bolivia (insieme al quechua e all’aymara)
  3. Cile
  4. Colombia
  5. Costa Rica
  6. Cuba
  7. Ecuador
  8. El Salvador
  9. Guatemala
  10. Guinea Equatoriale (insieme al francese)
  11. Honduras
  12. Messico
  13. Nicaragua
  14. Panamá
  15. Paraguay (insieme al guaranì)
  16. Porto Rico
  17. Perù (insieme al quechua e all’aymara)
  18. Repubblica Dominicana: caratteristiche proprie
  19. Sahara Occidentale (insieme all’arabo)
  20. Spagna (insieme al catalano, al basco e al galiziano)
  21. Uruguay
  22. Venezuela

Lo spagnolo riveste inoltre una certa importanza nei seguenti paesi:

  1. Andorra
  2. Belize, dove l'inglese rappresenta la lingua ufficiale, con lo spagnolo che però è largamente diffuso per ragioni storiche e geografiche
  3. Brasile (lingua di studio)
  4. Filippine (ormai lingua di cultura in disuso)
  5. Gibilterra
  6. Israele e Marocco (in questi due paesi sono presenti importanti comunità di ebrei sefarditi che parlano sia lo spagnolo che il ladino).
  7. Stati Uniti, dove rappresenta la seconda lingua più diffusa dopo l'inglese
  8. Trinidad e Tobago (per ragioni storiche e geografiche)

Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l’inglese rimane l’unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Nella zona si parla inoltre lo llanito, misto di inglese e spagnolo.

Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da circa ¾ della popolazione ispanica. Sta inoltre diventando un’importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il castigliano è la lingua ufficiale del Nuovo Messico (insieme all’inglese) e del territorio americano di Porto Rico.

In Brasile, dove il portoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con Stati Uniti ed Europa e aumentare invece quelli con i vicini paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò si aggiungono i continui scambi culturali con molti paesi dove il castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l’apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. In Brasile esiste inoltre una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di ebrei sefarditi (parlanti sia il castigliano standard che il ladino) sia di immigrati da altri paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l’Uruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come portognolo.

In Europa, al di fuori di Spagna e Andorra, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un’importante comunità a Londra).

In Asia l’uso della lingua spagnola è invece in costante declino. Dal 1987 lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e, ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Tuttavia, lo 0,4% dei filippini usa un creolo-spagnolo noto come chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l’importanza storica del castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua). Esistono poi piccolissime comunità di “ex-immigrati” in vari paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone.

Anche in Oceania lo spagnolo non riveste grande importanza. E’ parlato da circa 3.000 persone nelle Isole Orientali (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 parlanti stando al censimento del 2001). A Guam, Palau, nelle Marianne, nelle Isole Marshall e negli Stati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali.

In Antartide, lo spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.

 

Spanglish

Cosa è: Lo spanglish non è una lingua perché mancano delle regole grammaticali fisse e condivise a contraddistinguerlo. Si può definire una modalità di espressione linguistica orale e scritta. Si ottiene quando, in una frase con una struttura lessicale spagnola, sostituiamo alcuni termini con quelli della lingua inglese o viceversa. Nella forma scritta comprende anche la ispanizzazione di parole inglesi ad es. Write = rait, night = nait, teenager = tineller; comprende l’adozione nella lingua inglese di termini come taco,tapas,enchillada; l’adozione nella lingua spagnola di E-mail per correo electronico e link per enlace; il coniare neologismi attraverso una sommaria traduzione dall'inglese come typear o cliquear invece di pulsar, emailear invece di escribir correo electronico, reportear invece di informar, remover invece di sacar, educacion invece di pedagogia o computadora invece di ordenador. Esistono quindi 2 punti di vista attraverso i quali analizzare il fenomeno: quello dell’inglese, soprattutto negli U.S.A. contaminato dagli ispanismi portati dal flusso di latinoamericani provenienti dalla frontiera col Messico e quello dello spagnolo in Spagna ed America Latina contaminato da anglicismi entrati soprattutto attraverso l’uso delle nuove tecnologie informatiche o la fruizione dei mass-media o dovuto alle questioni di Gilbilterra e del canale di Panamà.


Chi lo parla: Il fenomeno è in espansione soprattutto negli U.S.A. Durante le prime ondate migratorie gli ispanici, soprattutto portoricani e messicani, avevano alcune difficoltà nell’apprendimento della nuova lingua e sopperivano alle lacune completando le frasi con parole spagnole. Ciò era causato dal contrasto tra una educazione familiare avvenuta in un contesto ispanico ed il contatto con una nuova realtà che richiedeva l’adeguamento ad un nuovo linguaggio. Oggi le cose sono cambiate. Le tv e radio passano le frontiere attraverso i satelliti e arrivano nelle case di tutti. I corsi di lingua sono alla portata di moltissimi utenti. La contaminazione linguistica è reciproca e continua. L’educazione dei figli di ispanici di prima e seconda generazione avviene in un contesto bilingue, eppure le statistiche dicono che questi nuovi alunni hanno difficoltà con l’inglese più di quante ne avessero i loro genitori. Sono nati negli U.S.A. ma si sentono parte della cultura e della popolazione posta a sud del confine col Messico. Allora ecco come il linguaggio diviene rappresentante di questa duplice appartenenza. Esistono diversi motivi per parlare spanglish e diversi sono i gruppi sociali che lo utilizzano. Alcuni, pochi in verità, lo fanno ancora oggi per sopperire alle lacune di conoscenza di termini corrispettivi inglesi; altri sono anglofoni che vogliono semplicemente farsi capire meglio dalla comunità latina; altri lo parlano per rivendicare il loro orgoglio di essere ispanici e con la voglia di resistere all’omologazione in una cultura che non li rappresenta e nella quale non si riconoscono; altri ancora hanno voglia di distinguersi. In particolare nell'isola di Puerto Rico esiste una mentalità molto legata al concetto di nazione portoricana portata avanti soprattutto dagli indipendentisti. L'idioma nazionale è ufficialmente l'inglese ma in famiglia e per le strade quasi tutti parlano portoricano (diverso dal castellano). Poiché nelle scuole e negli uffici pubblici è obbligatorio l'uso dell'inglese mentre nelle strade c'è il dominio del portoricano, ecco che le nuove generazioni cresciute in questo tipo di bilinguismo fanno nascere con molta spontaneità lo spanglish.

 

Note

  1.        Lo spagnolo è parlato da circa 330 milioni di persone come prima lingua; 417 milioni se si contano anche coloro che lo utilizzano come lingua secondaria.

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

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