****
Ricerca personalizzata
  Condividi le nostre emozioni  
Condividi Follow EventiSpeciali on Twitter    
Link Sponsorizzati
Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Disco Brescia
Castelli e Ville Milano Mantova Pavia Sondrio Disco Varese  
Brianza Insubria Oltre Po Pavese Naviglio Grande Pavia Stelvio
Ville Lombarde Morbegno Saronno Lombardia Rafting Biassono Vigevano
Franciacorta Valsassina Lomellina      
Pubblicità
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lomellina
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lomellina&action=history

Lomellina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Questa voce di Lombardia è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.

La Lomellina è una parte della Pianura Padana sita nella zona sud-occidentale della Lombardia compresa tra: il Sesia ad ovest, il Po ad ovest e a sud, il Ticino ad est.
Comprende 60 comuni di cui Vigevano è il centro più importante. Il suo nome deriva dal comune di Lomello. Nella zona è diffusa la coltura del riso.

 

[modifica] Storia

Anche se oggi la Lomellina appare come una regione abbastanza omogenea e ben identificata, la sua formazione come precisa entità storico-amministrativa fu il frutto di un processo lungo e complesso, che si poteva dire concluso solo verso la fine del medioevo.
Indubbiamente la Lomellina, nell'ambito della Pianura Padana, ebbe alcune caratteristiche peculiari. Qui più che altrove la fitta coltre boscosa che ricopriva la pianura in epoca preistorica si conservò a lungo: ancora in epoca rinascimentale la zona aveva ampie foreste, assai rinomate per la caccia, che facevano della Lomellina il luogo prediletto per gli svaghi dei Signori di Milano. Questa situazione probabilmente non era venuta meno neppure in epoca romana, poiché non si trova traccia in Lomellina della centuriazione che caratterizza gran parte della Pianura Padana, se non attorno a Vigevano (che costituiva un lembo della campagna centuriata di Novara). La zona pertanto non vide una deduzione di coloni, e le popolazioni locali, di origine preromana, subirono un lento e forse pacifico processo di romanizzazione nel corso del I sec. a.C.. La zona non doveva essere etnicamente compatta in epoca preromana: se è vero che i popoli antichi della pianura padana si raccoglievano attorno ai fiumi, principali vie di comunicazione in assenza di strade, la Lomellina doveva essere il luogo di confine e forse parziale sovrapposizione dei popoli che vivevano lungo i fiumi che circondano da tre parti la zona: i Levi del Ticino, i Marici del Po e i Libicii del Sesia (fondatori i primi due popoli di Pavia, e l'ultimo di Vercelli). Questi popoli facevano parte del residuo ethnos ligure padano; più a nord, verso Novara, si trovavano popoli di prevalente origine celtica (Victimuli, Vertamocori).
La regione aveva dunque centri urbani appena fuori dai suoi confini, ma costituiva un'area singolarmente vasta, per la pianura padana, priva ancora in epoca romana di centri urbani importanti. Questa situazione venne parzialmente mutando quando i Romani potenziarono la rete stradale a nord del Po, verso le Gallie: la Lomellina era attraversata da una importante strada che da Pavia, attraverso Duriae (Dorno), Laumellum (Lomello) e Cuttiae (Cozzo), portava verso Torino e le Alpi (dunque le valli dei fiume Dora, Duriae, e la provincia delle Alpi Cozie, Cuttiae). È significativo che gli unici centri antichi conosciuti, siano noti dagli itinerari e non da testi letterari o epigrafici (solo Lomello è citata in un testo storico, piuttosto tardo -355- e sempre in riferimento alla strada: Ammiano Marcellino, XV.8.18): per i romani la Lomellina era ancora solo una zona da attraversare: questo peraltro non significa che la popolazione locale non avesse dato vita a insediamenti notevoli, anche se non urbani. In quest'epoca probabilmente la Lomellina era divisa tra i municipi di Vercelli, Novara e Pavia. La parte sudorientale della Lomellina si chiamava Aliana: si parla infatti di una regione Aliana inter Padum Ticinumque amnes (Plinio il Vecchio, Nat. Hist, XIX, 9), celebre per i lini. In prossimità c'era anche una regione Retovina il cui nome potrebbe derivare da un luogo detto Retovium, forse il Redobium del medioevo, ovvero Robbio.
Un vero cambiamento si ebbe solo nella tarda antichità e nel primo medioevo, a seguito dello straordinario aumento di importanza di Pavia, divenuta capitale dei Goti, dei Longobardi e dei Franchi in Italia. Come vedremo, il rapporto con Pavia fu decisivo per la Lomellina, anche se fu un rapporto contraddittorio e spesso conflittuale. Indubbiamente il primo effetto fu l'aumento di importanza di Lomello, che divenne in epoca franca sede di contea. Lomello fu un primo centro urbano in grado di invertire la condizione di perifericità della Lomellina: sorto sull'Agogna, che era verosimilmente l'antico confine tra Pavia e Vercelli, riunì una vasta area dell'attuale Lomellina, anche se la parte orientale continuò a far capo a Pavia e altre zone marginali a Novara e Vercelli. Il rapporto di questa contea con Pavia ebbe un rapido e contraddittorio sviluppo: i Conti di Lomello divennero Conti del Sacro Palazzo di Pavia e Conti di Pavia; ma questo predominio 'lomellino' si invertì quasi subito: Pavia prima scacciò i Conti, poi li combatté e infine li sottomise (1146). D'altra parte la Lomellina assoggettata assunse i connotati odierni, poiché Pavia diede il nome di Lomellina a tutti i suoi domini a occidente della città, comprendenti sia l'antica contea di Lomello, sia le terre adiacenti già pavesi, sia infine lembi del territorio vercellese e novarese che il potente comune pavese aveva conquistato. In tal modo possiamo dire che la Lomellina secondo il nostro concetto ha senso solo in quanto dominio pavese, lo stesso che si deve dire per esempio dell'Oltrepò Pavese; ma mentre quest'ultimo si definisce semplicemente come le terre situate a sud del Po, prima prive di qualunque unità, che Pavia unificò conquistandole, la Lomellina presentava un nucleo indipendente di aggregazione che rende riduttivo vederla semplicemente come un 'pezzo' del dominio pavese. Si aggiunga che la vicinanza di altri centri urbani (Vercelli, Novara, Alessandria e Milano) rese meno forte la presa del capoluogo sulla regione, specie quando la potenza di Pavia cominciava a declinare.
Dopo la conquista viscontea del territorio pavese la Lomellina veniva confermata alla Contea di Pavia, poi elevata a Principato. Ma nel XVII secolo, sempre nell'ambito delo Stato di Milano, la Lomellina comincio' ad avere una maggiore autonomia amministrativa (per esempio ebbe una propria Congregazione indipendente da quella cui faceva capo il resto del Principato), e nel 1707, conquistata dai Savoia durante la Guerra di successione spagnola (possesso confermato nel 1713 con la pace di Utrecht), divenne una provincia autonoma (l'Oltrepò fu a sua volta annesso nel 1743 e separato da Pavia, ma continuò a chiamarsi pavese; qualunque riferimento all'antico capoluogo mancava invece nel caso della Lomellina). Già nel 1532 una parte della Lomellina, comprendente Vigevano, Robbio e i paesi vicini, era stata staccata da Pavia e costituita in provincia a sé, col nome di Contado di Vigevano o Vigevanasco: anch'esso passò ai Savoia nel 1743, dunque dopo la Lomellina. In tal modo nell'età moderna si ebbe un'idea più ristretta della Lomellina. Solo nel 1818 le province di Lomellina, con capoluogo Mortara, e di Vigevano, furono riunite, e il nome Lomellina ricominciò a indicare l'intero territorio noto oggi con questo nome.
Nel 1859, ormai all'alba dell'unità nazionale, la riforma amministrativa promossa da Urbano Rattazzi stabilì la riunione della Lomellina e dell'Oltrepò Pavese, già piemontesi, con la Provincia di Pavia tolta all'Austria, nella nuova Provincia di Pavia, che divenne poco dopo una provincia del Regno d'Italia.
Informazioni più precise sulle variazioni territoriali in
Provincia di Pavia (storia)

 

[modifica] Collegamenti esterni