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La Lomellina è una parte della
Pianura Padana sita nella zona sud-occidentale della
Lombardia compresa tra: il
Sesia ad
ovest, il Po ad
ovest e a sud, il
Ticino ad
est.
Comprende 60 comuni di cui
Vigevano
è il centro più importante. Il suo nome deriva dal comune di
Lomello.
Nella zona è diffusa la coltura del
riso.
Anche se oggi la Lomellina appare come una regione
abbastanza omogenea e ben identificata, la sua formazione come precisa
entità storico-amministrativa fu il frutto di un processo lungo e
complesso, che si poteva dire concluso solo verso la fine del medioevo.
Indubbiamente la Lomellina, nell'ambito della
Pianura Padana, ebbe alcune caratteristiche peculiari. Qui più che
altrove la fitta coltre boscosa che ricopriva la pianura in epoca
preistorica si conservò a lungo: ancora in epoca rinascimentale la zona
aveva ampie foreste, assai rinomate per la caccia, che facevano della
Lomellina il luogo prediletto per gli svaghi dei Signori di
Milano.
Questa situazione probabilmente non era venuta meno neppure in epoca
romana, poiché non si trova traccia in Lomellina della
centuriazione che caratterizza gran parte della Pianura Padana, se non
attorno a
Vigevano (che costituiva un lembo della campagna centuriata di
Novara).
La zona pertanto non vide una deduzione di coloni, e le popolazioni
locali, di origine preromana, subirono un lento e forse pacifico processo
di romanizzazione nel corso del I sec. a.C.. La zona non doveva essere
etnicamente compatta in epoca preromana: se è vero che i popoli antichi
della pianura padana si raccoglievano attorno ai fiumi, principali vie di
comunicazione in assenza di strade, la Lomellina doveva essere il luogo di
confine e forse parziale sovrapposizione dei popoli che vivevano lungo i
fiumi che circondano da tre parti la zona: i
Levi del
Ticino, i
Marici del Po
e i Libicii del
Sesia (fondatori i primi due popoli di
Pavia, e
l'ultimo di
Vercelli).
Questi popoli facevano parte del residuo ethnos
ligure
padano; più a nord, verso Novara, si trovavano popoli di prevalente
origine celtica (Victimuli, Vertamocori).
La regione aveva dunque centri urbani appena fuori dai suoi confini, ma
costituiva un'area singolarmente vasta, per la pianura padana, priva
ancora in epoca romana di centri urbani importanti. Questa situazione
venne parzialmente mutando quando i Romani potenziarono la rete stradale a
nord del Po, verso le Gallie: la Lomellina era attraversata da una
importante strada che da Pavia, attraverso Duriae (Dorno),
Laumellum (Lomello)
e Cuttiae (Cozzo),
portava verso Torino e le Alpi (dunque le valli dei fiume Dora, Duriae, e
la provincia delle Alpi Cozie, Cuttiae). È significativo che gli unici
centri antichi conosciuti, siano noti dagli itinerari e non da testi
letterari o epigrafici (solo Lomello è citata in un testo storico,
piuttosto tardo -355-
e sempre in riferimento alla strada:
Ammiano Marcellino, XV.8.18): per i romani la Lomellina era ancora
solo una zona da attraversare: questo peraltro non significa che la
popolazione locale non avesse dato vita a insediamenti notevoli, anche se
non urbani. In quest'epoca probabilmente la Lomellina era divisa tra i
municipi di Vercelli, Novara e Pavia. La parte sudorientale della
Lomellina si chiamava Aliana: si parla infatti di una regione Aliana inter
Padum Ticinumque amnes (Plinio
il Vecchio, Nat. Hist, XIX, 9), celebre per i lini. In prossimità
c'era anche una regione Retovina il cui nome potrebbe derivare da un luogo
detto Retovium, forse il Redobium del medioevo, ovvero
Robbio.
Un vero cambiamento si ebbe solo nella tarda antichità e nel primo
medioevo, a seguito dello straordinario aumento di importanza di Pavia,
divenuta capitale dei
Goti, dei
Longobardi e dei
Franchi
in Italia. Come vedremo, il rapporto con Pavia fu decisivo per la
Lomellina, anche se fu un rapporto contraddittorio e spesso conflittuale.
Indubbiamente il primo effetto fu l'aumento di importanza di Lomello, che
divenne in epoca franca sede di contea. Lomello fu un primo centro urbano
in grado di invertire la condizione di perifericità della Lomellina: sorto
sull'Agogna,
che era verosimilmente l'antico confine tra Pavia e Vercelli, riunì una
vasta area dell'attuale Lomellina, anche se la parte orientale continuò a
far capo a Pavia e altre zone marginali a Novara e Vercelli. Il rapporto
di questa contea con Pavia ebbe un rapido e contraddittorio sviluppo: i
Conti di Lomello divennero Conti del Sacro Palazzo di Pavia e Conti di
Pavia; ma questo predominio 'lomellino' si invertì quasi subito: Pavia
prima scacciò i Conti, poi li combatté e infine li sottomise (1146).
D'altra parte la Lomellina assoggettata assunse i connotati odierni,
poiché Pavia diede il nome di Lomellina a tutti i suoi domini a occidente
della città, comprendenti sia l'antica contea di Lomello, sia le terre
adiacenti già pavesi, sia infine lembi del territorio vercellese e
novarese che il potente comune pavese aveva conquistato. In tal modo
possiamo dire che la Lomellina secondo il nostro concetto ha senso solo in
quanto dominio pavese, lo stesso che si deve dire per esempio dell'Oltrepò
Pavese; ma mentre quest'ultimo si definisce semplicemente come le
terre situate a sud del Po, prima prive di qualunque unità, che Pavia
unificò conquistandole, la Lomellina presentava un nucleo indipendente di
aggregazione che rende riduttivo vederla semplicemente come un 'pezzo' del
dominio pavese. Si aggiunga che la vicinanza di altri centri urbani
(Vercelli, Novara,
Alessandria e Milano) rese meno forte la presa del capoluogo sulla
regione, specie quando la potenza di Pavia cominciava a declinare.
Dopo la conquista viscontea del territorio pavese la Lomellina veniva
confermata alla Contea di Pavia, poi elevata a Principato. Ma nel XVII
secolo, sempre nell'ambito delo Stato di Milano, la Lomellina comincio' ad
avere una maggiore autonomia amministrativa (per esempio ebbe una propria
Congregazione indipendente da quella cui faceva capo il resto del
Principato), e nel
1707,
conquistata dai
Savoia durante la
Guerra di successione spagnola (possesso confermato nel 1713 con la
pace di Utrecht), divenne una provincia autonoma (l'Oltrepò fu a sua volta
annesso nel 1743
e separato da Pavia, ma continuò a chiamarsi pavese; qualunque riferimento
all'antico capoluogo mancava invece nel caso della Lomellina). Già nel
1532 una
parte della Lomellina, comprendente Vigevano,
Robbio e
i paesi vicini, era stata staccata da Pavia e costituita in provincia a
sé, col nome di Contado di Vigevano o
Vigevanasco: anch'esso passò ai Savoia nel 1743, dunque dopo la
Lomellina. In tal modo nell'età moderna si ebbe un'idea più ristretta
della Lomellina. Solo nel
1818 le
province di Lomellina, con capoluogo Mortara, e di Vigevano, furono
riunite, e il nome Lomellina ricominciò a indicare l'intero territorio
noto oggi con questo nome.
Nel 1859,
ormai all'alba dell'unità nazionale, la riforma amministrativa promossa da
Urbano Rattazzi stabilì la riunione della Lomellina e dell'Oltrepò
Pavese, già piemontesi, con la Provincia di Pavia tolta all'Austria, nella
nuova Provincia di Pavia, che divenne poco dopo una provincia del Regno
d'Italia.
Informazioni più precise sulle variazioni territoriali in
Provincia di Pavia (storia)
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Collegamenti esterni