|
|
| Link Sponsorizzati |
| Firenze | Arezzo | Grosseto | Livorno |
| Lucca | Massa Carrara | Pisa | Pistoia |
| Siena | Prato | Forte dei Marmi | Versilia |
| Amiata | Lunigiana | Garfagnana | Castiglione della Pescaia |
| Fucecchio | Maremma |
|
|
Maggio e Maggiolate: dalla Val d’Orcia alla Maremma
Un altro weekend magico sta per compiersi sull’Amiata, con l’arrivo del Maggio, stagione della rinascita e della rigenerazione.
L’appuntamento è naturalmente a Castiglion d’Orcia, dove, proprio nella fatidica notte del 30 aprile, i gruppi di cantori detti Maggiaioli si riuniscono per festeggiare l’arrivo della bella stagione cantando e suonando madrigali per le strade e nella campagna circostante, facendo tappa (di solito non senza ricevere in cambio un bicchiere di vino o qualcosa da mangiare) in tutti i poderi della Val d’Orcia. La Maggiolata è una classica festa toscana apotropaica: serve per togliersi di dosso il ricordo del freddo inverno che ci portiamo sulle spalle e per lasciare spazio alle giornate soleggiate primaverili. Canti ormai antichi, rigorosamente interpretati secondo la tradizione, vengono intonati dai cantori per le campagne, fino a tarda notte, in celebrazione dell’arrivo del maggio. |
|
|
La stessa tradizione si celebra anche nella parte maremmana della montagna. Canti del Maggio si innalzeranno, l’ultima notte di aprile, anche a Selva, frazione di Santa Fiora. Per anni, si è cantato il maggio a Castell’Azzara e nelle campagne circostanti. Si terrà in maggio ad Arcidosso il settimo raduno di maggiaioli nell’evento Cantamaggio 2005 e il 30 aprile le antiche melodie verranno intonate dalle corali locali anche per le vie del paese.
Infine, a concludere l’evento di ringraziamento, in numerose piazze si alzerà l’albero del maggio. L’appuntamento più atteso è quello di Santa Fiora, vigilia della grande celebrazione del 3 maggio, quando il crocifisso miracoloso viene portato in processione con i tronchi. La leggenda racconta che il padre di Passitea Crogi, la fondatrice del convento delle cappuccine, avrebbe lui stesso scolpito il crocefisso che in seguito, dalla legnaia in cui si trovava a giacere, più volte si sarebbe rivolto alla suora con voce umana. Nel giorno in cui si celebra la croce, il 3 maggio, viene portato in processione, dopo esser stato esposto ai baci dei fedeli, insieme a tre enormi tronchi nodosi fatti a croce. Anticamente, portare i tronchi era non solo motivo di prestigio, ma significava anche esser pronti a prender moglie. In passato, alla processione si aggiungeva anche una fiera di cedri e i giovanotti offrivano questi preziosi frutti alle ragazze come pegno d’amore, non diversamente da quanto succedeva con lo scambio delle pine ad Arcidosso e a Montelaterone.
Amiata, 27 aprile 2005
APT AMIATA
Agenzia Per Il Turismo Amiata - Via Adua, 25 - 53021 Abbadia San Salvatore (SI) – e-mail: info@amiataturismo.it |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Maremma Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maremma&action=history MaremmaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tratto della costa della
Toscana lungo la Maremma
La Maremma è una vasta regione geografica compresa in Toscana e Lazio che si affaccia sul Mar Tirreno. Dante ne individuava i confini tra Cecina e Tarquinia (VT) (già conosciuta come Corneto):
[modifica] GeografiaConvenzionalmente, il vasto territorio maremmano è suddiviso in tre zone:
[modifica] ClimaIl clima della Maremma presenta caratteristiche mediterranee lungo la costa, mentre assumi caratteri più continentali via via che si procede verso l'interno. Le distanti montagne della Corsica ad ovest e i più vicini rilievi dell'Iisola d'Elba tendono a deviare o ad attenuare le perturbazioni atlantiche: le precipitazioni risultano piuttosto scarse e raramente di lunga durata lungo la costa grossetana e viterbese, toccando i minimi assoluti attorno ai 500 mm annui presso i Monti dell'Uccellina e l'Argentario, mentre nell'interno e lungo la costa livornese i valori sono generalmente compresi tra i 600 e i 700 mm annui, aumentando ancora sui rilievi collinari e montuosi esposti ai venti atlantici. La maggiore piovosità è attestata in autunno, mentre le altre stagioni presentano un regime pluviometrico piuttosto irregolare. Lungo la fascia costiera della Maremma centro-meridionale, l'eliofania (soleggiamento) raggiunge valori medi annui elevati: poco più di 7 ore di sole al giorno, col minimo in dicembre attorno alle 4 ore giornaliere ed i massimi in giugno e luglio con valori di oltre 11 ore di sole al giorno. Le temperature medie annue si aggirano attorno ai 16°C lungo la costa e tendono a diminuire man mano che si procede verso l'interno. Sulla fascia costiera sono rare le temperature invernali sotto zero e le temperature estive oltre i 33°C; nelle vallate interne invece le minime dei mesi più freddi possono essere rigide, mentre le massime estive possono anche raggiungere i 40°C.
[modifica] StoriaPrima degli innumerevoli insediamenti medioevali, la Maremma ha conosciuto presenze preistoriche, etrusche e romane che hanno lasciato importanti testimonianze storico-artistiche sparse nell'intero territorio.
[modifica] Maremma amaraCome la cultura dotta di
Dante,
anche la cultura popolare, attraverso la
canzone popolare, ha fatto un ritratto - ben diverso - della Maremma
della
malaria, del lavoro stagionale malpagato, degli stenti e delle
sofferenze che caratterizzavano la vita in queste terre fino a non
moltissimo tempo fa. ecco il testo della canzone: Maremma Amara
Sia maledetta Maremma Maremma, sia maledetta Maremma e chi l'ama Chi va in Maremma e lassa l'acqua bona Perde la dama e mai piú la ritrova, Chi va in Maremma e lassa la montagna Perde la dama ed altro non guadagna. Sia maledetta Maremma Maremma, sia maledetta Maremma e chi l'ama.
La si può far risalire alla prime metà dell’Ottocento quando, iniziata l’opera di bonifica voluta dal Granduca Leopoldo II dei Lorena, molto terreno si doveva liberare dalla morsa della palude e dalla malaria rendendolo accessibile alla produzione agricola. Si stava compiendo il passaggio dalla pastorizia all’agricoltura, che è poi il passaggio chiave della modernità
[modifica] La bonificaUna delle principali cure di
Ferdinando III di Toscana, granduca del regno di
Toscana,
era la
bonifica idraulica e
agraria della Maremma; spesso vi faceva delle gite per esaminare i
lavori e sollecitarli. Ma il suo nobilissimo zelo e la sua lodevole
preoccupazione gli dovevano riuscire fatali. A Ferdinando III successe il figlio
Leopoldo II che si lasciò sedurre da questa impresa. Intendeva così
emulare il grande avo
Pietro Leopoldo e suo padre che avevano bonificato la
Val di Chiana e che già avevano tentato di bonificare la Maremma.
Frutti della
quercia fotografati in Maremma
Il tratto che si voleva bonificare era la parte che costeggiava il mare, dallo sbocco della Cecina fino al confine pontificio; i vantaggi di tale opera sarebbero stati incalcolabili trasformando tutta quella grossa estensione salmastra in terreni coltivabili. Il conte Fossombroni, consigliere dei sovrani, aveva immaginato di bonificare la Maremma fino dal 1804 e aveva dichiarato apertamente questa sua intenzione con vari scritti. Immaginava di costruire canali, strade ed un porto facendosi aiutare dai cittadini "volenterosi" che volessero investire in questa impresa esentandoli dalle varie gabelle alle porte delle città, dei dazi doganali e dei pedaggi per far diventare in poco tempo tutta quella regione la ricchezza del regno. Ad entusiasmare gli animi dei toscani ci fu nel 1780 la bonifica della tenuta di Bolgheri del conte Cammillo della Gherardesca. Tale tenuta era distante circa settanta chilometri da Pisa e sette dal mare, sulla sponda sinistra della Cecina. Per liberare quella vasta tenuta dalle acque stagnanti e limacciose che rendevano improduttivo il terreno e pestifera l'aria, il matematico Padre Ximenes suggerì al conte Della Gherardesca l'apertura di quella larga fossa che dal nome del proprietario fu perciò detta Cammilla, la quale procurò subito il prosciugamento dei terreni tra Bolgheri, Bibbona ed il mare. Con tali precedenti, con l'esempio dell'avo, con gli
incitamenti del Fossombroni e con le buone disposizioni del suo animo,
Leopoldo II il
27
aprile 1828
emanò l'editto per la bonificazione della Maremma a spese dello
Stato. Il figlio del conte Cammillo, Guido Della
Gherardesca, volle con gli anni continuare la benefica opera del padre; ma
il parere discorde di ingegneri, di periti e di idraulici, fece sì che
egli fu costretto a sospendere l'esecuzione del suo progetto. Il Mazzanti ebbe in riconoscenza dal granduca una medaglia d'oro e il conte Della Gherardesca fu remunerato adeguatamente del servizio.
[modifica] La Maremma oggiVinta la malaria, grazie alla bonifica; vinto il latifondo, con la riforma agraria e l'istituzione dell'Ente Maremma e l'assegnazione delle terre, la Maremma mostra oggi ancora quasi tutta la sua natura di terra aspra, dai forti contrasti, dai colori particolarmente affascinanti. I butteri ora sono custodi della razza del cavallo maremmano che non serve quasi più a seguire le greggi durante la transumanza, ma viene impiegato per lo sport e per l'ippoterapia nei centri attrezzati e nelle molte strutture agrituristiche sorte nella zona. Alcuni territori protetti, tra i quali i più importanti sono il Parco Naturale della Maremma e la zona archeologica di Vulci hanno permesso di mantenere pressoché intatto l'ambiente e quindi la flora e la fauna esistenti.
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
|