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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Messina Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Provincia_di_Messina&action=history Provincia di MessinaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Provincia di Messina è una provincia della Sicilia di oltre 650 mila abitanti. Situata all'estremità nordorientale dell'isola e affacciata a nord sul Mar Tirreno, ad est sullo Stretto di Messina, che la separa dal continente e sul Mar Ionio, confina ad ovest con la Provincia di Palermo, a sud con la Provincia di Enna e la Provincia di Catania.
Territorio [modifica]Fanno parte del territorio provinciale le Isole Eolie (Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano), tutte situate nel comune di Lipari tranne Salina.
Trasporti [modifica]
È attraversata dalle Autostrade A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo).
Geografia [modifica]Il territorio è prevalentemente montuoso, ad eccezione delle piane alluvionali alle foci dei corsi d'acqua. La pianura più estesa - la Piana di Milazzo - è nel territorio fra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, i due centri più popolosi della provincia (dopo il Capoluogo). La conurbazione del centro urbano del capoluogo, dei due centri suddetti e dei comuni dell'hinterland ionico e tirrenico forma un'area metropolitana che sfiora i 500.000 abitanti ed è una delle maggiori del Sud. Le catene montuose dei Monti Peloritani (fino a 1300mt) e dei Monti Nebrodi o Caronie (fino a 1900mt), con l'omonimo Parco Regionale Naturale, rappresentano la continuazione naturale dell'Appennino continentale in territorio siciliano, e ricadono in parte nella macro-area della Sicilia centrale. La popolazione, nel corso degli anni, si è concentrata prevalentemente sulla costa, abbandonando in buona parte i centri collinari e causando una grande espansione delle borgate marittime degli stessi, via via riconosciute come comuni autonomi dalla fine del secolo XIX in poi. I principali corsi d'acqua sono il Fiume Alcantara (che segna il confine con la provincia di Catania) ed altri corsi d'acqua a regime torrentizio simili alle "fiumare" calabresi. Il Fiume Pollina, ad ovest, è il limite di confine con la provincia di Palermo. La provincia potrebbe perdere 11 comuni che hanno chiesto il passaggio alla provincia di Enna. Si tratta di Santo Stefano di Camastra, Tusa, Caronia, Castel di Lucio, Pettineo, Motta d'Affermo, Mistretta, Reitano, Capizzi, San Teodoro e Cesarò.
Turismo [modifica]Notissime località turistiche sono Taormina e le Isole Eolie che, assieme a Messina e a tutti gli altri centri della Provincia, la rendono, con circa 5 milioni di presenze turistiche annue, la prima in Sicilia e tra le primissime nel meridione d'Italia. In particolare, il porto di Messina accoglie oltre 220.000 croceristi l'anno. Degni di nota sono: la Gola dell'Alcantara sull'omonimo torrente al confine con la provincia di Catania, tra Gaggi e Motta Camastra, tutelate da un Parco Fluviale; gli splendidi scenari naturalistici dei monti Peloritani e del Parco dei Nebrodi, ricchi di boschi; l'intero tracciato costiero, rinomato per la balneazione (Patti, Capo d'Orlando, Gioiosa Marea, Giardini Naxos); le aree archeologiche di Tindari (con il celebre teatro greco)e di Alaesa; la produzione ceramica di S.Stefano Camastra e Patti; i piccoli e medi centri storici (Montalbano, S.Marco d'Alunzio, Novara di Sicilia, ecc.); la ricca offerta museale; le grandi manifestazioni estive (Il festival di Taormina Arte, e le altre rassegne ospitate a Tindari, Villa Piccolo, Castroreale, ecc.).
Agricoltura [modifica]Tra le province siciliane quella di Messina non vanta, a ragione della montuosità, grandi distretti agrumicoli come Catania, né viticoli come Trapani, o serricoli come Ragusa. Nelle valli che si addentrano tra le catene che affiancano il litorale si possono reperire, peraltro, tutte le colture tipiche dell'Isola, tanto arboricole quanto orticole. La Provincia vanta, peraltro, una serie di paesaggi agrari tra i più suggestivi della Sicilia, quali il mosaico dei vivai di Mazzarrà Sant'Andrea, le aree pascolative dei Nebrodi, i noccioleti dei rilievi che si dirigono all'Etna, i piccoli vigneti piantati su candido suolo di pomice delle Lipari.[1].
Comuni principali [modifica]
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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Messina (Missina in siciliano), città "porta della Sicilia" sullo Stretto che ne porta il nome, l'antica Zancle e Messana, con 245.159 abitanti (Istat 01/2007) è la terza città di rango metropolitano della Sicilia (Legge Regionale n.9 del 1986), nonché capoluogo della omonima provincia regionale. Scorcio del porto di Messina con la stele della Madonnina Messina è il tredicesimo comune d'Italia per numero di abitanti e su di esso, e in misura minore sulla dirimpettaia Reggio Calabria, gravita la vasta regione siculo-calabra dello Stretto. L'agglomerato urbano centrale o Urban Morphological Zone è vasto circa 40 Km2 e conta 202.885 abitanti; il resto della popolazione comunale si addensa nei numerosi quartieri collinari.
Ricostruita per intero dopo il terribile sisma e maremoto del 1908, e in buona parte nuovamente dopo i bombardamenti prima inglese a partire dal 1941-1942 (con inizio delle incursioni già dal giugno 1940) e poi anglo-americani dal 1943, la città con il suo porto, tra i più grandi e trafficati del Mediterraneo è scalo dei traghetti per il Continente, importante e storica sede universitaria (la seconda in Sicilia) e frequentato centro balneare.
Geografia [modifica]Veduta del porto di Messina con la caratteristica falce e di parte della città pineta sui Peloritani, nel territorio della frazione di Mili San Pietro Lo Stretto di Messina in una antica incisione Situata nell'angolo nord est della Sicilia, sulla sponda occidentale dello Stretto di Messina (Mar Ionio)— altitudine 3 m s.l.m. — ha superficie comunale di 211,73 km² e coordinate geografiche . Per estensione, Messina è la città siciliana più grande. A circa 90 Km da Catania e circa 230 km da Palermo, stretta tra le coste ionica e tirrenica ed i monti Peloritani, si affaccia con il suo grande porto naturale (militare e commerciale), chiuso dalla penisoletta a forma di falce di San Ranieri, di fronte a Villa San Giovanni e poco più a Nord rispetto a Reggio Calabria. La città si sviluppa prevalentemente in senso longitudinale lungo la costa dello Stretto senza soluzione di continuità da Giampilieri Marina a Capo Peloro per 34 kilometri nella fascia jonica. La fascia tirrenica, di 24 km, si estende da Capo Peloro a Orto Liuzzo. L'area urbana centrale, che può essere racchiusa tra i torrenti Annunziata e San Filippo — oggi coperti dal piano stradale, — è lunga circa 12 km, con scarsa propensione verso ovest dovuta ai contrafforti collinari dei Peloritani, che impediscono lo sviluppo di un ampio reticolato urbano geometrico in detta direzione. L'estrema vicinanza dei monti conferisce alla parte occidentale della città una certa pendenza, superata con scalinate e attraversata dalla panoramica circonvallazione a monte. Sono presenti numerose "intrusioni urbane" verso l'interno collinare in corrispondenza delle brevi pianure dei torrenti, che tendono a inglobare come quartieri alcuni dei più antichi casali del territorio cittadino (i cosiddetti "Villaggi", che sono 48). Messina è al centro di una zona agricola, con la produzione di agrumi (tra cui il limone Interdonato, l'arancio, il mandarino e il mandarancio o clementina), frutta, ortaggi e dei vini D.O.C. Faro e Mamertino. La città è sede universitaria dal 1548, dell'Arcidiocesi Protometropolitana di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela ed Archimandritato del Santissimo Salvatore e di un'antica Fiera Internazionale. Il porto è anche sede di un antico Arsenale militare e di cantieri navali civili (Rodriguez e Palumbo).
Storia [modifica]
Messina venne fondata dai Greci intorno al 730 a.C., con il nome di Zancle. I Romani la conquistarono nel 264 a.C. e dopo la caduta dell'impero romano fu prima in possesso dei Bizantini e quindi degli Arabi. Nel 1060 venne conquistata dai Normanni. Sotto i domini svevo angioino aragonese, Messina raggiunse grande prosperità, divenendo capitale del Regno di Sicilia assieme a Palermo (il Regno di Sicilia comprese per lunghi periodi anche tutta l'Italia meridionale) e, grazie al suo porto, uno tra i primissimi centri commerciali e tra le più grandi, fiorenti ed importanti città del mar Mediterraneo. Fu, per lunghi secoli, la città siciliana più ricca, seconda nel Mezzogiorno d'Italia solo a Napoli. Nel 1674 si ribellò alla Spagna e ne subì successivamente la repressione. Fu toccata da un grave terremoto nel 1783. Entrò a far parte del Regno d'Italia dopo la spedizione dei Mille garibaldina del 1860. Nel 1908 subì le distruzioni di un altro terribile terremoto e ancora dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Antichi nomi della città [modifica]
Messina nel 1882
Evoluzione demografica [modifica]La città ha raggiunto una soglia massima di 274.000 abitanti alla fine degli anni ottanta dopo di che, ha cominciato a perdere popolazione (1000 persone l'anno). Ciò avviene soprattutto a causa della cronica crisi occupazionale che attanaglia la città. I risultati del censimento 1991 furono errati per difetto. La contrazione del censimento del 1911 fu dovuta al catastrofico terremoto del 1908; le vittime, in realtà, furono molte di più di quello che potrebbe apparire facendo una semplice sottrazione matematica fra i dati di quel censimento e quello precedente, perché la città, quasi interamente spopolata, venne poi ripopolata da gente proveniente da altre zone. Ad oggi le famiglie messinesi "originali", che cioè abitavano la città da prima del 1908, sono pochissime. Abitanti censiti
Onorificenze conferite alla città [modifica]Messina ha ricevuto per la sua storia ben tre medaglie d'oro:
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]Nel corso dei secoli vari eventi distruttivi, sia ad opera umana che naturali, hanno devastato la città, che oggi presenta un aspetto moderno, frutto soprattutto delle ultime ricostruzioni dopo il terremoto del 1908 ed i bombardamenti dal 1940 al 1943. Molte delle opere d'arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, ma la città conserva ancora esempi monumentali di assoluta rilevanza.
Chiese [modifica]
Duomo La Badiazza Santa Maria di Mili
Palazzi [modifica]
Altri monumenti [modifica]Il monumento a Don Giovanni d'Austria. Statua dell'Immacolata Concezione.
Statue di Ferdinando II e di Carlo III di Brobone
Fontane monumentali [modifica]La fontana di Orione ed il Duomo di Messina.
Cimitero monumentale [modifica]
Il Cimitero monumentale è il secondo maggior cimitero d'Italia, dopo quello di Genova.
Principali castelli e fortificazioni [modifica]Statua della Madonna della lettera sulla torre "Campana" Forte Gonzaga
composto da batteria costiere e dislocato lungo le sponde dello Stretto ed in parte sul versante tirrenico dell'aea peloritana
direzioni del tiro ecc , utili alla difesa costiera, antisom e contraerea del terriorio della città.
Parchi e giardini [modifica]
Cultura [modifica]
Musei [modifica]Particolare del polittico di S. Gregorio di Antonello Particolare degli spazi espositivi del Tesoro del Duomo
Museo Regionale [modifica]
Il Museo Regionale di Messina, già "Museo Nazionale", passato alla Regione Siciliana in applicazione dell'autonomia isolana, fu concepito dopo il 1908 nei locali di un'antica filanda di seta, nella spianata di San Salvatore dei Greci (all'incrocio tra viale della Libertà e viale Annunziata) per accogliere quanto di artistico era stato possibile recuperare dalle macerie della città. Le sezioni museali sono organizzate in modo da offrire, attraverso le testimonianze artistiche, un quadro cronologico della ricca storia culturale di Messina attraverso i secoli. Ospita, tra le opere più importanti, quelle dei numerosissimi artisti messinesi e poi Il Polittico di San Gregorio ed un'altra tavoletta bifronte di Antonello da Messina e due tele di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, la Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei Pastori. Il Museo ospita inoltre una ricca mostra permanente degli argenti messinesi, a testimoniana delle straordinarie capacità artistiche degli argentieri messinesi. È attualmente in corso il trasferimento nei moderni locali del nuovo Museo, adiacenti ai vecchi.
Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani [modifica]Il Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani[1], inaugurato nel 1996 in uno stabile di proprietà comunale della frazione "Gesso" della zona Nord della città, è stato allestito ed è attualmente gestito dall'associazione culturale "Kyklos" con il sostegno del Comune di Messina e con la consulenza dell'etnomusicologo dott. Mario Sarica. Unico nel suo genere in Sicilia, basa l'allestimento museale sul criterio della multidisciplinarietà: video, ipertesti, ascolto digitale, animazione con suonatori e cantori della tradizione, supporti letterari, fotografici, iconici, didascalici e didattici. Custodisce tutti gli strumenti musicali della tradizione peloritana, tra cui le zampogne (ciarameddi in dialetto), i flauti in canna (friscaletti), tamburi e tamburelli, scacciapensieri, conchiglie ed una ricca documentazione fotografica.cc
Archivio - mostra permanente su Salvatore Quasimodo "La vita non è un sogno" [modifica]Raccoglie in una mostra permanente manoscritti, documenti, fotografie, pubblicazioni, onorificenze provenienti dall'Archivio Quasimodo, acquisito dalla Provincia regionale di Messina. La mostra, finalizzata ad esaltare gli aspetti fondamentali della vita e delle opere di Salvatore Quasimodo (che visse gran parte della sua vita nella città dello Stretto), si articola in nove sezioni dove sono esposte alcune opere significative del poeta ma anche del traduttore, del critico d'arte, del critico teatrale e perfino del librettista di opere musicali. A corredo dell'importante patrimonio artistico vi sono numerose fotografie, autografi ed illustrazioni. Si trova all'interno dei locali della Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea di via XXIV Maggio.
Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea [modifica]Aperta nel 1998, è attiva presso la sede della Provincia Regionale di Messina (con ingresso da via XXIV Maggio) la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea nella quale sono esposte 43 opere di noti artisti come Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Felice Casorati, Lucio Fontana, Giò Pomodoro, Liberman, Angeli, Agostino Bonalumi, Mimmo Rotella, Corrado Cagli, Giuseppe Santomaso, Toti Scialoja, Hodkin, Mario Mafai, Alighiero Boetti.
Mostra dei tesori della Cappella Palatina in San Giovanni di Malta [modifica]Allestito nei locali della chiesa di San Giovanni di Malta, storica sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta, custodisce numerosi esempi di arte sacra negli ambiti soprattutto dell'argenteria e dell'oreficeria (campi in cui Messina fu tra le principali città d'Italia in passato) e dei paramenti liturgici in seta, riccamente ricamati.
Tesoro del Duomo [modifica]
Il Tesoro del Duomo di Messina, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, è una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta "Manta d'oro", preziosissimo rivestimento del quadro della Madonna della Lettera nelle grandi feste, tutta d'oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici; è opera dell'orafo fiorentino Innocenzo Mangani, che la eseguì nel 1668. Il Tesoro custodisce inoltre una ricchissima collezione di paramenti e oggetti sacri; anche qui spiccano i lavori di famosi orafi ed argentieri messinesi del passato.
Museo "Sant'Annibale Maria Di Francia" [modifica]Realizzato nei pressi del Santuario-Basilica di S. Antonio di Padova, nell'annesso Istituto dei Padri Rogazionisti, è stato realizzato su progetto dell'arch. Livio Lucà Trombetta e inaugurato nel 2000 da mons. Ignazio Cannavò, Arcivescovo emerito di Messina. Il museo riproduce, in scala 1/2, il quartiere "Avignone", il più malfamato della Messina preterremoto, luogo d'azione del messinese Sant'Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004. Il Museo custodisce anche oggetti provenienti dal quartiere, tutti i ricordi e le vesti del Santo.
Acquario comunale [2] [modifica]Sito sul lato settentrionale della centrale "villa Mazzini", fu costruito verso la fine degli anni cinquanta dall'Istituto talassografico del CNR di Messina. L'acquario, successivamente passato alla proprietà comunale, oggi ospita in 22 vasche mediterranee ed 8 acquari che riproducono ambienti acquatici del mondo circa 100 specie ittiche. Vi è annesso un museo della fauna marina.
Museo zoologico "Cambria" [modifica]Il museo zoologico "Cambria", di pertinenza del Dipartimento di Biologia animale ed ecologia marina della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Ateneo messinese, è sito nei locali del dipartimento nel polo universitario di contrada Sperone, nella zona Nord della città. Di notevole interesse naturalistico, vi si possono ammirare ricche collezioni di vertebrati, insetti e molluschi, con particolare riferimento alla fauna dello Stretto di Messina.
Orto botanico "Pietro Castelli" [modifica]Fondato nel 1638, è uno dei tre orti botanici siciliani.
Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messina [modifica]Il Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messina, fondato nel 2003 conil patrocinio del Comune di Messina e dell'UNESCO e gestito dall'Associazione "Comunità Zancle" - ONLUS, è ospitato nei locali del Forte umbertino "gen. Cavalli", uno dei tanti costruiti su entrambe le sponde dello Stretto intorno al 1890 per difendere il braccio di mare da una paventata invasione francese. Il percorso espositivo, partendo dagli studi balistici del generale Giovanni Cavalli, inventore della rigatura dei cannoni, racconta la storia della difesa dello Stretto dal periodo post-unitario alla seconda Guerra Mondiale mediante tavole iconografiche ed oggetti appartenenti alla struttura. Il forte custodisce anche il più grande cannone italiano della seconda Guerra Mondiale (16 tonnellate per 10 metri di lunghezza), donato dal Ministero della Difesa e dichiarato Monumento ai Caduti di tutte le Guerre. All'interno è inoltre attivo il "Laboratorio per la pace", rivolto alle nuove generazioni.aperto due ore ogni mese
Biblioteche [modifica]
Tradizioni [modifica]
La Madonna della Lettera, patrona della Città [modifica]Secondo una pia tradizione, San Paolo, nel corso delle sue peregrinazioni per il Mediterraneo alla volta di Roma per diffondere la Buona Novella, sarebbe approdato nell'anno 41 d. C. a Messina, città già allora molto fiorente dal punto di vista economico grazie al suo porto. Qui egli, predicando la dottrina cristiana, avrebbe infiammato subito i cuori di molti messinesi e, tra essi, dei Senatori cittadini del tempo, i quali, saputo dall'Apostolo delle Genti dell'esistenza, a Gerusalemme, della Madre del Signore, decisero subito di recarvisi per chiedere la sua benedizione sulla Città. La Madonna scrisse di suo pugno e consegnò agli ambasciatori messinesi una Lettera, in cui Ella benediceva la Città ed i suoi abitanti e si costituiva sua perpetua Protettrice. L'8 settembre del 42 d.C. la nave recò gli ambasciatori nella città dello Stretto con la Lettera di Maria, che la stessa Celeste mittente aveva arrotolato e legato con alcuni dei suoi capelli. Secondo una leggenda, Maria avrebbe scelto di essere la patrona dei messinesi e non il contrario. Questa tradizione ha contribuito molto a radicare nella città il culto mariano.
Da allora Messina divenne città mariana per eccellenza, essendo stata scelta direttamente dalla sua Patrona. La prima attestazione storica di tale epocale avvenimento è quella dello storico Flavio Lucio Destro, del II secolo. Nel Duomo è custodita la reliquia del capello della Madonna, che viene portata in processione su un artistico vascelluzzo d'argento il giorno del Corpus Domini. La Città ha sperimentato innumerevoli volte nel corso della sua storia la valevole protezione di Maria. Si riporta il testo della lettera che la tradizione vuole sia stata scritta dalla SS. Vergine Maria:
Manifestazioni [modifica]
Festa della Madonna della Lettera [modifica]Messina celebra il 3 giugno di ogni anno la Madonna della Lettera, patrona della città e patrona principale dell'Arcidiocesi, con una partecipata processione del Vascelluzzo d'argento cesellato con la statuetta argentea della Madonna, modellata da Lio Gangeri nel 1902 e la reliquia del Capello di Maria contenuta in un prezioso ostensorio (la Lettera è andata perduta in uno dei tanti incendi che devastarono il Duomo nel corso della sua travagliata storia).
Mezzagosto: processione della "Vara" e dei "Giganti" [modifica]Processione della Vara I giganti Mata e Grifone La festa più importante è, però, quella che si svolge a Mezzagosto di ogni anno: viene portata in processione da quasi duemila fedeli, vestiti di bianco ed a piedi scalzi, un'antica macchina votiva: la Vara, raffigurante le fasi dell'Assunzione della Vergine Maria al cielo. La processione richiama una folla di visitatori sempre crescente, che superano le 200.000 unità. La Vara, alta circa 13,50 metri, poggia su grandi scivoli metallici e presenta numerose figurazioni in materiali diversi di angeli, le due grandi sfere rotanti del Sole e della Luna e, in cima, la statua del Cristo che, con una mano, sorregge Maria, in atto di portarla all'Empireo; i fedeli la trascinano tirando le lunghe gomene (230 m ciascuna, spessore 5 cm) che vi sono attaccate alla base lungo il selciato precedentemente bagnato del corso Garibaldi, da piazza Castronovo a via I Settembre e poi da via I Settembre, arteria storica della Città, fino a Piazza Duomo, dove la processione si conclude a sera. La Vara è una macchina trionfale, costruita per la prima volta nel 1535, in onore dell'Imperatore Carlo V, in quell'anno in visita a Messina; la sua processione, sicuramente la più imponente delle feste di tutta la Sicilia, richiama a Messina, nel pomeriggio del 15 agosto, oltre centocinquantamila fedeli dalla Sicilia. In Calabria, a Palmi (RC) si svolge la Varia, festa uguale,(nata in seguito alla gratitudine della Città di Messina per l'aiuto prestato dai palmesi ai messinesi sfuggiti ad una pestilenza) con l'unica differenza che mentre a Messina i bambini sono stati sostituiti da puttini in cartapesta in seguito ad un grosso incidente, a Palmi invece viene mantenuta la tradizione delle creature animate. Nei giorni precedenti il 15 agosto, le vie della città sono percorse dalla processione festante dei due Giganti e del Cammello, assieme a numerosi gruppi folkloristici. In particolare, le due colossali statue a cavallo raffigurano i leggendari fondatori della città, la messinese Mata ed il moro Grifone (detti "u giganti e a gigantissa"). Non si hanno notizie certe sull'origine di questi ultimi due apparati festivi, mentre il Cammello ricorda l'ingresso trionfale a Messina, all'inizio della conquista della Sicilia sottratta agli Arabi, del normanno Conte Ruggero d'Altavilla, che secondo la tradizione avvenne proprio a dorso di cammello.
Fiera Internazionale [modifica]Presso il quartiere fieristico si svolgono la grande campionaria internazionale (ogni anno, dal 1 al 15 agosto) e numerose altre manifestazioni fieristiche di settore nel corso dell'anno. La Fiera di Messina è la più antica del mondo: fu fondata il 2 Aprile 1296 da Federico II d'Aragona il quale consentì che i messinesi, per quindici giorni l'anno, aprissero una fiera sravata dagli obblighi tributari.
Altre manifestazioni [modifica]Il Venerdì Santo si snoda per le principali vie della città la processione delle Barette, risalente al 1610 e composta da undici gruppi statuari raffiguranti episodi della Passione di Cristo.
Messinesi illustri [modifica]
Pietro Gori "Ritratto d'uomo" di Londra di Antonello, ritenuto suo autoritratto La facciata juvarriana di Palazzo Madama a Torino Salvatore Todaro Papa Leone II
Letterati e scrittori [modifica]
Filosofi [modifica]
Artisti [modifica]
Attori e registi [modifica]
Scienziati [modifica]
Politici [modifica]
Giuristi [modifica]
Eroi [modifica]
Sportivi [modifica]
Santi [modifica]
Messina nella letteratura [modifica]Molti scrittori hanno ambientato le loro opere letterarie a Messina, tra questi:
Economia [modifica]
Commercio e servizi [modifica]È il terziario ad essere storicamente il "settore trainante" dell'economia cittadina. Ciò è dovuto in parte alla presenza del porto, che in passato era un'importante scalo d'esportazione per i prodotti locali (vino, seta, e, su tutto, i derivati agrumari e ancora oggi è un'importante scalo merci (in particolare, materie prime e materie lavorate da/per le industrie di trasformazione del territorio). Altissime sono le percentuali dei cittadini impiegati nei servizi, specie in quelli pubblici con istituzioni quali gli enti locali e l'università. Il settore commerciale è particolarmente vivo sia nelle zone del centro cittadino, specie nell'area del viale San Martino, frequentatissimo "centro commerciale naturale" della città, sia nella periferia sud lungo la Strada Statale 114.
Industria e artigianato [modifica]Il settore secondario non è particolarmente sviluppato in città, dove è imperniato sulle industrie di medie dimensioni, in diverse sedi:
Un capitolo a parte è invece il settore della cantieristica navale, vivo e presente nella zona falcata del porto cittadino (storica sede della Rodriquez, dove fu costruito il primo aliscafo al mondo e di altri grandi cantieri).
Turismo [modifica]Il magnifico scenario delo Stretto e di Capo Peloro con il caratteristico pilone, una delle zone balneari più frequentate della città Il settore turistico vede da alcuni anni la presenza annuale in città di oltre 200.000 croceristi, risollevando Messina da una grave crisi nel settore dovuta alla vicinanza dei grandi poli di attrazione in Provincia di Taormina, di Milazzo e delle Isole Eolie (che fanno della provincia la seconda più visitata del Meridione d'Italia dopo Napoli e la prima in Sicilia). A questa va sommato almeno lo stesso numero di presenze non legate al crocerismo. È tuttavia da precisare che il crocerista è da definirsi "visitatore" e "non un turista "in quanto non risiede nella città per motivi di svago per almeno 24 ore. questo grossolano errore sfalsa notevolmente i dati e le statistiche del settore. Con le dovute distinzioni tra turisti e non turisti, le statistiche danno il settore turistico in netta crescita rispetto agli anni passati, soprattutto per quanto riguarda le presenze di turisti stranieri, attratti dalle bellezze artistiche (centro storico e monumenti, Museo Regionale con le famose opere di Antonello e Caravaggio) e da quelle naturalistiche (Capo Peloro, laghi di Ganzirri, monti Peloritani). Particolarmente vivo il settore balneare, che registra un notevole interesse da parte di cittadini e turisti, in particolare per le coste della zona Nord, intorno a Capo Peloro(il punto più vicino alla costa calabrese,in cui sorge il famoso faro), che si affacciano sul Mar Ionio (e dunque sullo Stretto) e sul Mar Tirreno.Anche qui è necessaria una netta distinzione tra turisti ed i cittadini che risiedono fuori per motivi di lavoro e che ritornano in città per le vacanze estive, aumentando certamente i consumi, ma non potendo essere definiti turisti nel senso tecnico della parola. La "riscoperta" turistica di Messina apre la via ad un possibile ma mai attuato sviluppo nel campo, soprattutto in considerazione dell'amplissima gamma di paesaggi che la stessa sola città può offrire: dal mare della zona portuale a Capo Peloro, alla città con i suoi storici monumenti, dalle riviere alle colline, costellate dai numerosi villaggi del Comune, fino alle vette dei monti Peloritani, che giungono proprio sopra la città ai 1127 m d'altezza di Antennammare o Dinnammare, sede di un famoso santuario mariano, da dove si gode un incomparabile panorama sulla città e sullo Stretto. È in fase di avvio il servizio di autobus turistici scoperti della City Sightseeing, già presente nelle principali località turistiche internazionali.
Agricoltura e allevamento [modifica]Particolarmente rilevante in passato, quando annoverava pregiatissime produzioni derivate come la seta ed i derivati agrumari, ancor oggi l'agricoltura riveste un ruolo importante nell'economia messinese. Le attività agricole e d'allevamento sono ancor oggi praticate nelle campagne dei villaggi del Comune di Messina. Tra le produzioni agricole, spiccano:
Diffuso è anche l'allevamento di vari tipi di animali da carne rossa in particolare di ovini, di cui è tradizione in città mangiarne le carni cotte in forno a legna, ma soprattutto di bovini le cui interiora vengono arrostite sulla brace e vendute anche per strada, piatto che in dialetto messinese viene chaimato "tajuni" ed il latte, venduto fresco o utilizzato per la caseificazione, con la produzione di:
Trasporti [modifica]
Trasporto marittimo [modifica]
Messina, sede di Autorità portuale, possiede il più grande porto naturale attrezzato della Sicilia, utilizzato sia come porto commerciale che militare (nel porto ha sede uno storico arsenale militare) e che, con il movimento annuo di circa 10 milioni di passeggeri, è il primo porto italiano nel settore. È collegata al continente (e con essa l'intera Sicilia) con traghetti e aliscafi sia per Villa San Giovanni che per Reggio Calabria. Soprattutto i collegamenti con Villa San Giovanni permettono il trasporto dei convogli ferroviari, sia merci che passeggeri. Dal 7 ottobre 2001 è stata attivata la prima "autostrada del mare" con la nave Cartour del Gruppo Franza, che collega il molo Norimberga con il porto di Salerno. Una seconda nave, la Cartour Beta, è entrata in servizio sulla stessa linea nel maggio del 2006 ed una terza, Cartour Gamma, nel novembre. Il porto di Messina è l'ottavo in Italia per attività crocieristica, con oltre 200.000 croceristi arrivati nel 2006 e la previsione di circa 300.000 per il 2007. Da poco la città si è dotata di un secondo porto, costituito da due invasature per le navi traghetto che trasportano camion verso la Calabria. Il nuovo porto sorge nella periferia meridionale, nel sobborgo di Tremestieri, ed è agevolmente raggiungibile grazie al collegamento con lo svincolo Messina Sud - Tremestieri della tangenziale di Messina. Il nuovo porto mira ad assorbire la gran parte del traffico gommato pesante in attraversamento liberandone il centro cittadino. In progetto è anche il trasferimento nel nuovo approdo, opportunamente ampliato, delle "autostrade del mare". Tuttavia, nonostante le ipotesi fatte finora, il problema dell' attraversamento urbano risulta ancora critico.
Trasporto su ferro e su strada [modifica]l'Autostrada A18 Messina è il più importante snodo ferroviario e stradale della Sicilia: sia con Palermo che con Catania è collegata dall'autostrada (Messina-Palermo e Messina-Catania) e dalla strada ferrata. Le stazioni ferroviarie principali sono quelle di Messina Centrale (seconda in Sicilia per traffico passeggeri) e Messina Marittima (per i collegamenti con la linea ferroviaria del continente). Le stazioni ferroviarie minori, che dal 2007 espleteranno servizio metropolitano, sono site tutte lungo la tratta Messina-Catania, e sono quelle di Contesse, Tremestieri, Galati, Giampilieri. La tangenziale autostradale di Messina è parte della A20 per Palermo e attraversa il territorio urbano da sud alla zona centro-nord. Ci sono attualmente 5 svincoli: Tremestieri, San Filippo, Gazzi, Centro, Boccetta. Altri due sono in costruzione dal 1990 ma, frutto ed emblema della cattiva amministrazione messinese, non sono ancora terminati: Giostra e Annunziata. In futuro prossimo, poi, dovrebbe essere collegato lo svincolo di Annunziata con la Nuova Panoramica dello Stretto che è una grande arteria che raggiunge Ganzirri e Capo Peloro, attraverso due altri svincoli, Pace e Curcuraci, completando così l'infrastrutturazione autostradale di tutto il territorio comunale. Messina è sede del Consorzio per le Autostrade Siciliane.
Trasporto urbano: tram, bus e ferrovia metropolitana suburbana [modifica]La città dal 3 aprile 2003 è servita per circa 7,7 chilometri dello sviluppo longitudinale del centro urbano da una tramvia la cui costruzione era stata voluta dall'amministrazione Providenti alla metà degli anni novanta. Sono in servizio 15 vetture climatizzate del tipo Cityway da 131 posti fornite dalla Alstom ferroviaria. Le fermate sono 18: Bonino - Curvone Gazzi - Provinciale - Villa Dante - San Martino/Don Orione - San Martino/Trieste - San Martino/Camiciotti - Cairoli - Repubblica - Palazzo Reale - Municipio - Boccetta - Alighieri - Trapani - San Francesco - Brasile - Ringo - Annunziata (chiamata Museo). In fase di costruzione è il capolinea sud che sarà collegato alle linee bus dirette al versante meridionale. I tempi attuali di passaggio sono di circa 10 - 15 minuti. Tale sistema tranviario avrà a regime caratteristiche di trasporto rapido di massa. Tutto il territorio comunale è collegato da 81 linee di autobus gestite, come il tram, dall'ATM (Azienda Trasporti Messina). È in corso la costruzione ad opera di RFI e Comune di una metropolitana ferroviaria di superficie (Metroferrovia) di 16 kilometri che dal dicembre 2007 collegherà al centro della città i sobborghi della fascia costiera meridionale utilizzando i binari della linea Messina-Catania. Le stazioni saranno 11: Giampilieri - San Paolo - Ponte Schiavo - Ponte Santo Stefano - Galati - Mili Marina - Tremestieri - Contesse - Fiumara Gazzi - Santa Cecilia - Messina Centrale. In fase progettuale è invece la realizzazione, per i sobborghi settentrionali che si spingono fino a Capo Peloro, di una metropolitana marittima. C'è da dire che l'insieme della mobilità pubblica e dei parcheggi è gestito dall'ATM, azienda con grossi problemi di bilancio e da molti ritenuta non in grado di offrire una gestione moderna ed efficiente del servizio. Suo presidente è, con l'amministrazione Genovese, l'ex sindaco Franco Providenti.
Enti, istituzioni di rilevanza nazionale e ospedali [modifica]Messina è sede di: Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Territorio [modifica]
Circoscrizioni municipali [modifica]Mappa del territorio comunale suddiviso nelle sei circoscrizioni Municipalità esistenti dal 2005:
Gli originari 14 quartieri o circoscrizioni sono stati soppressi dal Commissario Prefetto Bruno Sbordone nel 2005, accorpandone i territori per formare le nuove 6 municipalità. Fino alle elezioni amministrative del 27 e 28 novembre 2005 il territorio comunale di Messina era suddiviso nelle seguenti 14 circoscrizioni municipali: I: Pilieri (zona Sud) - II: Santo Stefano (zona Sud) - III: Normanno (zona Sud) - IV: Della Calispera (zona Sud) - V: Gazzi (centro urbano - zona Sud) - VI: Mata e Grifone (centro urbano) - VII: Castel Gonzaga (centro urbano) - VIII: Dina e Clarenza (centro urbano) - IX: San Leone (centro urbano) - X: San Salvatore Dei Greci (centro urbano - zona Nord) - XI: Peloro (zona Nord) - XII: Montemare (zona Nord) - XIII: Dei Basiliani (zona Nord) - XIV: San Pantaleone (zona sud)
Sport [modifica]
Sport di squadra [modifica]Il calcio è lo sport più seguito a Messina: Il Football Club Messina Peloro è la principale società e milita in Serie B. Nella storia del calcio messinese, la massima espressione cittadina ha disputato 5 campionati di Serie A, 32 di serie B, 32 di serie C (23 di C1 e 9 di C2) e 5 di serie D. Disputa le partite interne nello Stadio San Filippo. Nella pallacanestro Messina ha avuto con la Pallacanestro Messina una breve apparizione nella serie A, nella stagione 2003-04. Il campionato si è però concluso con una retrocessione e la società è stata costretta a chiudere per fallimento. Oggi l'Amatori Messina milita nel campionato nazionale di serie C1. In campo femminile, la Rescifina ha militato per diversi anni in serie A1, arrivando sino alle semifinali scudetto. Oggi milita in serie B. Nel baseball il CUS Messina milita nel campionato nazionale di serie B e gioca nel diamante di contrada Conca d'Oro. Nell'hockey su pista il CUS Messina milita nella serie B e disputa le gare presso il polo sportivo dell'Annunziata. Nella pallamano Messina è rappresentata nei massimi campionati nazionali femminili dall'Handball Club Messana, che milita con la prima squadra in serie A1 e con la seconda in serie A2. A livello maschile la Pallamano Messina ha militato per un anno in serie A1, prima di iscriversi in serie B per problemi economici. Nella pallanuoto la Waterpolo Fontalba Messina milita nel campionato di serie A1 femminile. Nel rugby l'Amatori Messina Rugby ha disputato diversi campionati di B, sfiorando più volte la A2. Oggi milita nel campionato maschile nazionale di serie C. Il campo di gioco è situato a Sperone, nella zona nord della città. La squadra femminile, il CUS Messina, gioca nella massima serie. Nel tennistavolo maschile il Club 99 è stato più volte campione d'Italia.(più volte campione d'Italia). Il CUS Messina mantiene una squadra maschile e una femminile, entrambe militano in serie A2.
Ciclismo [modifica]Messina è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
Motori [modifica]L'ACI Messina organizza annualmente il Rally Internazionale di Messina, valido per il campionato nazionale. La corsa automobilistica si snoda su percorsi interamente asfaltati, per un totale di oltre 500 km, su strade della città e della provincia.
Impianti sportivi [modifica]
Curiosità e primati [modifica]
Film girati a Messina [modifica]Anna Magnani in una scena de "Il Vulcano" di William Dieterle (1950) Messina, città del mito e tragico scenario del terremoto del 1908 che rase al suolo la città, è una delle più «gettonate» città del cinema siciliane.
Cucina [modifica]Le specialità sono i piatti a base di pesce e frutti di mare: pesce spada, pesce stocco, cozze, costardelle, neonata e tonno. A base di carne, le braciole (taglio unico e diverso dal resto d'Italia) e il falsomagro. Dolce tipico messinese è la pignolata. Tipici anche i rustici (arancini, pidoni, mozzarelle e sfoglie) e la granita, dai gusti vari.
Amministrazione comunale [modifica]
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Voci correlate [modifica]
Altre risorse [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Turismo, monumenti, musei e tradizioni [modifica]
Istituzioni culturali [modifica]
Giornali locali [modifica]
Sport [modifica]
Note [modifica]
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