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Monopoli

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 Monopoli
Stato:  Italia
Regione:  Puglia
Provincia:  Bari
Coordinate:
Latitudine: 40° 57′ 0′′ N
Longitudine: 17° 18′ 0′′ E
Altitudine: 9 m s.l.m.
Superficie: 156 km²
Abitanti:
49.573 2006
Densità: 313 ab./km²
Frazioni: Assunta, Tavarello, Paglierici, Stomazzelli, Rizzitello, Chiesa dei Morti, Padre Sergio, S.Teresa, Macchia di Monte, Zingarello, Impalata, Cozzana, Gravina, Gorgofreddo, Lamalunga, S.Lucia, Antonelli, Corvino, Capitolo, Santo Stefano, Lamascrasciola, Barcato, S.Oceano, S. Vincenzo 
Comuni contigui: Alberobello, Castellana Grotte, Fasano (BR), Polignano a Mare
CAP: 70043
Pref. tel: 080
Codice ISTAT: 072030
Codice catasto: L219 
Nome abitanti: monopolitani 
Santo patrono: Madonna della Madia 
Giorno festivo: 16 dicembre 
 
Sito istituzionale
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Una cala di Monopoli


Monopoli è un comune di 49.573 abitanti della provincia di Bari.

Indice

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[modifica] Storia

Monopoli (dal greco monos-polis, che significa "città unica", singolare) era un villaggio che, come tanti nella Puglia Peucezia, doveva far da corona a Egnazia, emporium dell'Adriatico. L'etimo di Monopoli, nella sua accezione letterale di "città unica", probabilmente fu coniato dopo il confluire, verso nord, degli abitanti di Egnazia, distrutta da Totila - re dei Goti. Nei secoli successivi, come buona parte dell'Italia meridionale fu governata da Normanni, Bizantini e Svevi.

Interessante è la vicenda storica legata all'approdo dell'icona bizantina della Madonna della Madia il 16 dicembre 1117, mentre era vescovo della città Romualdo, in un periodo in cui il tetto della erigenda nuova Cattedrale non poteva essere completato per mancanza di denaro; le insistenti esortazioni del vescovo Romualdo ai cittadini affinché pregassero la Madonna di aiutarli a completare la chiesa scaturirono nel miracoloso approdo dell'Odegitria, che ancora oggi è la potettrice della città, appunto la Madonna della Madia; l'icona giunse a Monopoli all'alba del 16 dicembre 1117, trasportata da una zattera di travi, che costituirono la copertura del tetto della chiesa. In seguito a questo evento miracoloso la nuova Cattedrale, inizialmente dedicata ai santi Maia e Mercurio, fu intitolata alla Madonna della Madia.

Nel 1484, con l'arrivo dei Veneziani, cominciò per essa un periodo di notevole crescita economica, dovuta in particolar modo allo sviluppo delle attività del suo porto, situato in posizione strategica e considerato unico rifugio sicuro ed attrezzato fra Bari e Brindisi, nonché sbocco di un vasto retroterra, ricco di prodotti richiesti su mercati esteri (olio, mandorle, carrube, vino) e centro importatore di numerose altre merci. È del 1530, con il concludersi della dominazione veneziana, il tentativo di trasformare Monopoli in Baronia o Marchesato; tentativo frustrato dalla decisa opposizione del popolo monopolitano che volle riscattarsi, pagando all'Imperatore 51.000 ducati d'oro.

Ridiventata città libera sotto il governo spagnolo, nel 1545, sempre con pubblico denaro, Monopoli ampliò le sue mura di cinta e nel 1552 fu ingrandito e restaurato l'antico Castello di Enrico IV e Federico II, ad opera del marchese don Ferrante Loffredo su ordine di Carlo V. Alla dominazione spagnola che si concluse nel 1713 subentrò quella austriaca che terminò nel 1734, quando i Borboni si insediarono a Napoli per cingere la corona meridionale. Successivamente la città seguì tutte le vicissitudini che interessarono il Regno di Napoli, fino a quando nel 1860 fu annessa al regno d'Italia, seguendo le sorti di tutta la nazione. Durante la Prima guerra mondiale la Città di Monopoli si estendeva fino ai bordi dell'attuale snodo ferroviario, vi furono due bombardamenti da mare nel 1916 che produssero ingenti danni alle arterie comunicazionali municipali facendo registrare anche un morto. Il secondo conflitto bellico vide la presenza, nei quartieri della città, delle milizie naziste tedesche. Avevano il controllo della stazione, del IV Deposito Carburante dell'allora Regio Esercito Italiano, nonché del porto ma non delle prinicipali vie d'accesso al centro urbano, a causa del loro esiguo numero. In seguito ai fatti dell'8 Settembre del '43 i tedeschi si diedero alla fuga mentre su Monopoli, sino a quel giorno, erano imperversati i bombardamenti aerei delle truppe alleate provocando distruzioni, morti e miracoli ad opera della protettrice cittadina, la Madonna della Madia. Ottenuto lo status di cobelligerante, il regio esercito italiano riottenne il controllo della città sotto l'egida del Comando di guerra inglese per il sud Italia. Il comando alleato in Monopoli fu sede, nel 1944, del corso di Sabotaggio per il Servizio Operativo Organizzato dalla Special Force N° 1. La popolazione monopolitana non fraternizzerà mai a pieno titolo con il comando e con le truppe inglesi presenti in Città: poco prima dell'abbandono del Comune da parte del comando inglese, nel Palazzo di Città fu indetto un gran ballo tra i militari d'oltremanica e la parte più ricca della città di Monopoli. Data la presenza, nei giorni a ridosso dell'armistizio, di residui delle truppe tedesche il trasferimento della Capitale del Regno d'Italia non fu trasferita a Monopoli. Il marconista presente sulla nave che conduceva lungo la costa adriatica la reggenza fuggente provò a contattare i porti di Barletta, Molfetta, Bari, Mola di Bari e Monopoli stesso, ma la risposta fu che tutti erano in mano alle truppe tedesche, l'attracco fu così effettuato nel porto di Brindisi. Con il termine del secondo conflitto la città di Monopoli seguirà le sorti del resto dello Stato. Si suppone che la municipalità di Monopoli raggiunga entro Dicembre 2006 il numero di 50.000 abitanti residenti. La città di Monopoli è gemellata con il comune svizzero di Lyss e con il comune rumeno di Lugoj.

 

[modifica] Geografia

La città di Monopoli sorge a 9 metri s.l.m. lungo il litorale adriatico a 45 Km a sud di Bari, e si estende su una superficie di 156 km quadrati. Il suo territorio è costituito da una fascia costiera pianeggiante, denominata "marina", che sale velocemente verso le colline murgiane fino a raggiungere un'altitudine massima di 380 metri, nei pressi della cosiddetta "Loggia di Pilato", spettacolare balcone naturale affacciato sulla "marina".

La costa, lunga circa 13 km, bassa e frastagliata, con oltre 25 stupende cale ed ampie distese sabbiose e molti tratti di spiaggia libera, si rende particolarmente adatta alla balneazione.

L'attracco pubblico ed il relativo scivolo a mare è situato nella Cala Batteria, ricadente nel Porto; vi sono inoltre altri attracchi ceduti in concessioni ai cantieri navali e alla Lega Navale Italiana - Sezione di Monopoli.

La campagna è costituita da 99 contrade (Monopoli è anche denominata "La città delle cento contrade"), molte delle quali oramai incluse all'interno del centro abitato - ad es. c.da Chianchizza - caratterizzate dalla presenza di antiche masserie fortificate (centri di conduzione di attività agricole), chiese e insediamenti rupestri, trulli, ville patrizie neoclassiche e case coloniche. La coltivazione predominante è costituita da ulivi e mandorli, ma non mancano alberi da frutta e soprattutto ampie coltivazioni di ortaggi. La macchia mediterranea, ancora presente in diverse zone dell'agro, è protetta; di particolare pregio naturalistico è l'oasi faunistica del Monte di San Nicola, con la presenza di preziose specie botaniche.

 

[modifica] Evoluzione demografica

 

[modifica] Economia e trasporti

Monopoli è situata lungo la S.S. 16 e dista 58 Km dall'aeroporto di Bari-Palese e 70 Km da quello di Brindisi. La stazione ferroviaria fa parte della direttrice litoranea adriatica Bari-Lecce. Alcuni siti limitrofi, di indubbio richiamo turistico, sono raggiungibili mediante servizi di autolinee regionali.

Il suo flusso economico è garantito prevalentemente da prodotti agricoli che hanno favorito lo sviluppo di una crescente industria olearia e conserviera. Discreto il movimento del porto e dell'industria peschereccia che favorisce una nota e qualificata attivita' cantieristica. Non mancano opifici tessili, d'abbigliamento e confezioni. Di tutto rispetto è lo sviluppo di insediamenti industriali e commerciali: sintomatica la presenza di ben tredici banche. Non a caso, negli ultimi tre anni, si è sviluppato a ridosso della tangenziale SS 16 (E55), in zona Baione, un polo industriale di discreto valore produttivo.


Confortevole ed efficiente la capacità ricettiva garantita da oltre dieci strutture alberghiere e villaggi turistici, dislocati nei pressi del mare e dell'agro.

 

[modifica] Sport

L'Associazione Calcio Monopoli milita in Serie C2.

L'Assiciazione Sportiva Dilettantistica Virtus Monopoli Calcio a 5 milita nella serie C1 di calcio a 5

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Ginnastica Adriatica è società di appartenenza di Marinella Falca, vincitrice della medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004 e della medaglia d'oro ai Mondiali di Baku 2005, nella disciplina della Ginnastica Ritmica.

La squadra del Monopoli Scacchi (Associazione Dilettantistica Scacchi Monopolitana Botvinnik) di Monopoli milita in serie A2.

La squadra femminile Vis Nova Pallacanestro Monopoli milita nel girone D della serie B d'Eccellenza.

La squadra maschile Adria Pallacanestro Monopoli milita in serie C2.

La squadra maschile Action Now Monopoli milita in serie D.

 

[modifica] Turismo

La costa, lunga circa 13 km, è bassa e frastagliata, con oltre 25 stupende calette e insenature, ampie distese sabbiose e molti tratti di spiaggia libera, si rende particolarmente adatta alla balneazione.

Vi sono numerosi stabilimenti balneari tra cui si ricordano: S.Stefano (contrada S. Stefano, adiacente all'Abbazia di S. Stefano), Lido Pantano, Lido Sabbia d'Oro, Torre Cintola, Porto Giardino, Porto Ghiacciolo, Torre Egnatia, Le Macchie, Baia del Sol. Molti di questi stabilimenti si trovano nell'ormai rinomata località balnerare "Capitolo", famosa per la sua frizzante vita notturna, a circa 6 Km dal centro della città.

Tra i principali monumenti: il Castello Carlo V (XVI secolo), l'Ospedale Gerosolomitano (fondato nel 1350 dal Sovrano Militare Ordine di Malta come Commenda di San Giovanni di Monopoli, sito nel centro storico in largo San Giovanni con omonima chiesa.), Palazzo Palmieri (sec. XVIII), Palazzo Marinelli con i suoi archi in stile veneziano ma di fattura fascista, la biblioteca comunale "Prospero Rendella" chiusa per restauro sino al prossimo Dicembre 2009, l'Abbazia di Santo Stefano, i resti delle Mura di Cinta, Piazza Vittorio Emanuele (XIX secolo), tra le più grandi di Puglia e d'Italia nonché la Villa Comunale appena ristrutturata. Da non dimenticare le numerose cripte e chiese del centro storico, i musei (museo Meo-Evoli, museo Egnazia, museo diocesano) e le numerose masserie fortificate e ville patrizie nell'agro monopolitano. Di non minor valore artistico risulta essere Piazza XX Settembre, sede del quotidiano mercato ittico ed ortofrutticolo; come ogni piazza o via italiana intitolata al 20 Settembre 1870, data della breccia di Porta Pia, conduce al Duomo cittadino. Ma la sua particolarità, che la contraddistingue in tutta la Puglia, è la presenza, in tutta la sua superficie, di sole mattonelle di colore rosso. Nell'agro, in contrada L'Assunta, è stato scoperto un insediamento bizantino, di datazione incerta, ma di sicuro interesse storico-artistico. In contrada Baione sono visibili, a cielo aperto, i resti di una villa patrizia romana utilizzata come villa per i soggiorni estivi sino al XVIII sec.

Nelle vicinanze, di notevole interesse turistico: Polignano a Mare con la sua stupenda scogliera; Alberobello capitale dei Trulli e patrimonio dell'Unesco; Castellana Grotte famosa in tutto il mondo per la bellezza delle vicine Grotte; Ostuni detta "La città bianca" per il candore del suo meraviglioso centro storico; Putignano con il caratteristico Carnevale con sfilate di carri allegorici in cartapesta; Fasano con lo zoo e parco divertimenti "Fasanolandia"; i resti della città messapico-romana di Egnazia; altri centri degni di nota per i bellissimi centri storici e le prelibatezze culinarie (Conversano, Locorotondo, Martina Franca, Cisternino).

 

[modifica] La storia del porto

La storia del Porto di Monopoli si perde nella notte dei tempi e si può affermare che è la storia della città di Monopoli. Intorno al porto si insediarono gli abitanti della zona che abitavano grotte naturali e grotte scavate e che avevano il nome di Pediculi. Numerosi sono i ritrovamenti di tombe messapiche databili 1500 A. C. Poco più a nord e propriamente nella attuale zona prospiciente la Masseria Spina-Torre Dorta vi era un altro insediamento al tempo dei Romani chiamato Dertum, una stazione postale sulla Via Appia Antica e sulla via Via Traiana per Brindisi; l'insediamento era prospiciente le Cale dei Monaci di Susca e Pantano. Con la caduta dell'impero romano d'occidente gli abitanti dei due insediamenti si riunirono in un'unica città che chiamarono Monopoli. Successivamente la città si arricchì di una parte degli abitanti di Egnatia, ormai in rovina. L'esame della costa, da Egnatia a Torre Incina, ci indica che alcune cale sono state usate fino al secolo XIX come attracchi sicuri, perfettamente ridossati dai venti, eccezion fatta per il greco ed il greco-levante. La Cala del porto antico, era l'unica protetta dai venti ed aveva un bacino naturale importante, superiore a quello artificiale di Egnatia. Sembra fuori di dubbio che questo bacino protetto sia stato l'elemento generatore della Monopoli urbana. Nel 1049 iniziò l'insabbiamento del porto per ordine del normanno Toute-Bone, preoccupato di difendere meglio la città da un attacco della potente flotta bizantina. Scelta che costrinse la città ad adattarsi ad uno scalo marittimo limitato e pericoloso: da porto vero e proprio decadde a rada malamente ridossata, tanto da meritarsi il nome di "Porto Aspro". Il porto scomparso era un approdo sicuro e lo testimonia la splendida chiesa di S. Maria degli Amalfitani; costruita per devozione di alcuni marinai amalfitani rìfugiatisì per scampare ad una tempesta. In realtà il porto era costituito da un primo bacino ampiamente protetto al quale seguiva un lungo canale navigabile che si addentrava sino all'attuale Palazzo Vescovile. Gli abitanti di Monopoli erano marinai ma anche proprietari delle imbarcazioni. Gli scambi commerciali con tutto il bacino mediterraneo sono esistiti da sempre. Uno dei marinai dell'impresa della traslazíone Nicolaiana era un monopolitano. Una nave fu armata per la battaglia di Lepanto. I commerci riguardavano l'esportazione via mare dei prodotti del ricco e vasto territorio (grano, mandorle, ciliegie, olio di oliva) flno agli anni cinquanta. Monopoli e il suo territorio non è mai appartenuta ad alcun feudo. Ha subito, come tutto il meridione, il dominio dei vari re e vicere che si sono alternati nel corso dei secoli, ed anche per un breve periodo fu soggetta a Venezia (primo cinquantennio del 1500). Quando i venti non permettevano altri approdi si usavano le due cale di S.Stefano, tanto che, verso le fine del 1700, il porto di Monopoli presso il Re di Napoli fu rappresentato dalla Cala a sud del Castello di S. Stefano. Il problema di avere un porto sicuro ed adeguato era molto sentito dai monopolitani e nella prima metà del 1800 tentarono invano di ottenere la costruzione del porto a spese dello Stato. Non ci fu verso di ottenere un finanziamento fino a dopo l'unità. Sicché tutte le opere portuali realizzate a Monopoli fino alla Seconda guerra mondiale furono finanziate dalle casse cittadine. Il progetto del porto fu dell'Ing. Lauria del Genio Civile del Regno di Napoli, successivamente passato a quello del Regno d'Italia. I lavori ebbero inizio nel 1836 e furono completati nel 1864. Il progetto vennne ripreso dall'Ing. Lamberti succeduto al Lauria deceduto. Nel frattempo la municipalità già da qualche anno aveva accantonato la somma di 170.000 Lire preventivate per la realizzazione dell'opera. Nel 1866 venne aggiudicato l'appalto per Lire 460.000 alla Ditta Fiocca di [[Napoli] ed il 16 aprile 1867 venne posta la prima pietra per la costruzione del molo in prosecuzione del Castello e della banchina della Solfatara. Nella stessa data la Giunta intitolò l'opera alla Principessa Margherita di Savoia. Contemporaneamente vennero richiesti 40 "cannoni vecchi di ferraccio da utilizzare come bitte": se ne ottennnero soltanto 25 provenienti della città di Gallipoli e Gaeta. Nel maggio del 1869 il Comune di Monopoli, che non sapeva come reperire i fondi per ultimare i lavori del porto, si trovò improvvisamente a doversi accollare una spesa di ben Lire 51.000 quale quota spettante per gli oneri che la Provincia ed i Comuni dovevano sobbarcarsi per la costruzione del porto di Bari. Quindì nel 1875 il molo del Castello era ancora da completare. I lavori ripresero con la sostituzione dell'impresa Fiocca con l'impresa Pinto, che nel frattempo si era dichiarata disponibile ad anticipare la somma per l'intera opera al tasso annuo dell'8 per cento. Nello stesso anno l'impresa Pinto cedeva il credito derivante dai lavori per il Municipio di Monopoli e Cav. Giuseppe Diana di Bari. Soltanto nel 1877 si poté sapere che per il porto si era sopportata una spesa di ben 1.000.000 di Lire, senza che peraltro fosse stata completatata la banchina della Solfatara. Sicché gli esportatori erano costretti o ad astenersi da fare commerci oppure a spedire le merci a Bari o a Brindisi, incontrando così non poche spese. I lavori procedettero sempre tra mille difficoltà, essenzialmente di ordine economico. Nel 1903 fu posta la prima pietra della diga di Tramontana, che fu completata nel 1922. Nel 1905 fu collaudato il Molo Margherita.

 

[modifica] La cantieristica

Nella metà del XIX secolo erano presenti a Monopoli molte navi da carico i cui proprietari ed armatori furono anche monopolitani. Per esempio se ne possono nominare alcuni:

- Brick "Belle eglise", 2 alberi ed una camera. Armatore: Don Florindo Gigante; Capitano al comando: Luigi Tito di Giovanni;

- Bragozzo "Esmeralda", 2 alberi a vela, un ponte ed una camera; Armatori: al 50% Don Michele De Martino e Luigi Tito di Giosuè;

- Trabaccolo "Santissimo Crocifisso”, Armatori: Stanisci e Mandriota;

- Pielago "Buon Figlio"; Proprietari: Don Domenico Boggiano che vende poi a Don Agostino Giangrande; da questi poi a Don Giuseppe Navach; da quest'ultimo a Michele Marasciulo ed al Cap. Alessio Guida,

- Trabaccolo "Madia Carmela"; Proprietari ed armatori: Don Girolamo Ippolito per 12 Carati; Giovanni Carbonelli per 6 e Donato Fiume per 6; Capitano: Andrea Ippolito;

- Trabaccolo "Fortunato"; proprietario: Domenico Vadalà;

- Scooner "San Luigi'; proprietario: Don Luigi Gigante.

La lista dovrebbe essere molto più lunga per comprendere le imbarcazioni dei vari Marasciulo Calderaro , Di Roma, le prime navi della Armatrice Giusppe Dormio e così via.

 

[modifica] L'industrializzazione dello scalo marittimo

L'importanza dello scalo di Monopoli nell'ultimo secolo si evince dalla presenza della Cementeria (di proprietà monopolitana fino alla fine della Seconda guerra mondiale), dall'insediamento dello stabilimento petrolifero della Società Italo Americana per il Petrolio (Esso); dalla presenza dell'altro deposito petrolifero del gruppo SAROM. La GIGOM, attiva fino alla metà degli anni '70, nonché il IV Deposito carburanti, di grande capacità, dell’Esercito Italiano (tutt'ora attivo). Ma le attività facenti capo al porto comprendevano anche numerosi stabilimenti industriali quali la Gaslini (sita a ridosso della Cementeria), gli Oleifici: De Martino, Pirrelli, Melpignano, Salerno; i Mulini Pugliese, Rossani e Meo Evoli; gli stabilimenti per la lavorazione delle ciliegie solforate: Pareto e Penna Mastronardi. Queste ultime aziende spedivano regolarmente via mare le ciliegie solforate in fusti di legno per gli Stati Uniti fino alla Seconda guerra mondiale usando le navi di linea della American Export Lines. Per tutti gli anni '50, la Ditta Santostasi spediva cipollacci selvatici ad aziende farmaceutiche austriache ed inglesi. La Cementeria, fíno agli '70, ha regolarmente ricevuto via mare pietra marna e pozzolana e spedito cemento in sacchi sia in cabotaggio che da e per paesi terzi. La città, sviluppatasi intorno allo stabilimento, ne ha decretato la chiusura sul finire degli anni '80, con le ovvie perdite occupazionali. Per diversi decenni lo scalo di Monopoli è stato preferito per lo sbarco di fertilizzanti, di legumi, di lampascioni, di carrube, dì legname in tronchi e segati. I quantitativi di merci secche movimentate nel porto hanno oscillato (a seconda dell'andamento annuale delle campagne e dei mercati, tra le 200 e le 400 mila tonnellate annue. La riapertura dei mercati al di là dell'Adriatico, le industrie ed i commerci relativi hanno spinto le autorità competenti a porre mano ai lavori di riqualificazione e miglioramento delle strutture portuali; terminati nel 2004 i lavori di rinnovamento del Molo di Tramontana, il Porto di Monopoli ha ora a disposizione un nuovo attracco per le navi mercantili che si aggiunge ai due creati nei secoli passati. Al vaglio della Giunta Comunale Monopolitana vi è un progetto per la creazione di un vero e proprio porto turistico che rilevi i servizi, dati sino ad oggi, dai cantieri Dormio e dalla locale Lega Navale Italiana.

 

[modifica] Manifestazioni

1° fine settimana di giugno - Festa in onore dei SS. Medici Cosma e Damiano La festa sebbene non riguardi i santi patroni della città, riveste comunque le connotazioni di una grande festa patronale. Monumentali le luminarie in corso Umberto e in piazza Vittorio Emanuele. Sanciscono la solennità della festa, che trova il suo momento tipico durante la processione in onore dei Santi Medici. Le loro statue, insieme a quella di San Cataldo, vengono seguite dal clero, autorità e fedeli con candele accese in segno di devozione e riconoscenza per i prodigi che ancora oggi compiono i fratelli medici che intercedono verso Dio per guarire i malati.

14 agosto ore 21.00 - Rievocazione del miracoloso approdo della zattera con sopra l'icona della Madonna della Madia. L'appuntamento estivo riprende e completa quello del 16 dicembre (data effettiva della rievocazione del primo approdo) che in estate, oltre al programma religioso, prevede l'allestimento delle luminarie in piazza e l'esibizione di gruppi musicali di musica leggera e di concerti bandistici di musica classica.

16 dicembre ore 5.00 - Sagra a mare, con arrivo al porto di Monopoli della zattera miracolosa della Madonna della Madia (icona bizantina raffigurante una Madonna Odegitria -colei che mostra la Via- che, secondo la tradizione, approdò in città la notte del 16 dicembre del 1117 e le cui travi della zattera servirono per completare l'allora costruenda cattedrale).

 

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