Abbazie****
Punto d'incontro
Google
 
Web Easyvacanze.net
Brianza Insubria Oltre Po Pavese Naviglio Grande Milano  
Villa Reale Monza      
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Monza

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Monza&action=history

Monza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 


 

 Monza
Stato:  Italia
Regione:  Lombardia
Provincia: Monza e Brianza
Coordinate: 45°35′N 9°16′E / 45.58333, 9.26667
Altitudine: 162 m s.l.m.
Superficie: 33,03 km²
Abitanti:
121.445 31-12-2006
Densità: 3676,81 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Lissone, Vedano al Lambro, Villasanta, Concorezzo, Muggiò, Cinisello Balsamo, Brugherio, Sesto San Giovanni
CAP: 20052
Pref. tel: 039
Codice ISTAT: 015149
Codice catasto: F704 
Nome abitanti: monzesi 
Santo patrono: San Giovanni Battista e San Gerardo dei Tintori 
Giorno festivo: 24 giugno e 6 giugno 
Sito istituzionale
 Visita il Portale Italia

Monza (pronuncia /ˈmonʦa/; in insubre Munscia) è una città di 121.445 abitanti della Lombardia che sorge a una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo lombardo, a cui comunque è unita in un unico agglomerato urbano attraverso gli adiacenti comuni di Sesto San Giovanni a sud e Cinisello Balsamo a sud-ovest. Fanno parte della conurbazione anche Brugherio e Villasanta .

Dall'11 giugno 2004 è ufficialmente il capoluogo della nuova provincia di Monza e della Brianza, comprendente numerosi comuni della Brianza meridionale. La nuova provincia, in fase di attuazione, eleggerà i propri organi amministrativi allo scadere del mandato del Consiglio Provinciale di Milano, previsto per la primavera del 2009.

Indice

[nascondi]

 

Geografia [modifica]

La città è attraversata in senso nord-sud dal fiume Lambro. Presso il centro storico, il fiume si biforca e crea un ramo secondario noto come Lambretto che si ricongiunge al corso principale più a sud. Parte del centro storico, dunque, è di fatto un'isola. Vi è anche un secondo corso d'acqua, artificiale, che attraversa il territorio in senso est-ovest ed incrocia il Lambro nei pressi della stazione ferroviaria: si tratta del Canale Villoresi.

 

Clima [modifica]

Nel 2000 la temperatura media annuale è stata di 11,6°C. Nei mesi invernali è scesa a 4°C, in primavera è stata di 14°C, in estate di 18,9°C e in autunno di 9,7°C.

 

La storia della città [modifica]

 

Origini [modifica]

Urne cinerarie dell'età del bronzo (circa II millennio a.C.) sono state scoperte nel territorio monzese sul finire dell'Ottocento: questi ritrovamenti documentano la presenza dell'uomo in zona, in un'epoca in cui egli viveva in insediamenti palafitticoli.

 

Epoca Romana [modifica]

Nel III secolo a.C. i Romani sottomisero un popolo dell'antica Gallia, gli Insubri, i quali, valicate le Alpi, si erano stabiliti intorno a Mediolanum (Milano), suddividendosi in numerosi villaggi. Una tribù gallo-celtica, che faceva parte di quel popolo, aveva fondato un villaggio vicino al fiume Lambro, così i due popoli si fusero. I loro insediamenti sono testimoniati da un ponte sul fiume Lambro detto "Arena", così chiamato perché si trovava nelle vicinanze di un luogo in cui i giovani praticavano attività ginnico-sportive; a Monza ne sono ancora visibili i resti nelle vicinanze del ponte dei Leoni.

Al tempo dell'Impero Romano il nome della città era Modicia.

 

I Longobardi [modifica]

L'arrivo dei Longobardi determinò l'importanza storica di Monza (Modoetia). Autari, re dei longobardi, aveva infatti sposato Teodolinda, figlia di re Garibaldo di Baviera. Teodolinda fece costruire sulla riva del fiume Lambro un "oraculum", cioè un luogo di preghiera, le cui vestigia (muri del VI secolo) si trovano tuttora a far parte della Basilica di San Giovanni, e spostò la propria residenza in Monza. Tutto ciò secondo la testimonianza dello storico longobardo Paolo Diacono (VIII secolo), nella sua Historia Langobardorum in cui leggiamo: "[...] Theudelinda regina basilicam costruxerat, qui locus supra Mediolanum duodecim milibus abest, [...]".

Più tardi nacque una leggenda riguardo alla costruzione dell'oraculum. Secondo la tradizione infatti Teodolinda, addormentatasi lungo la riva del Lambro durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, avrebbe visto in sogno una colomba, simbolo dello Spirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola modo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. La regina a quel punto avrebbe risposto etiam, indicando la sua accondiscendenza al volere divino. Dall'unione delle due parole modo ed etiam sarebbe poi nato il nome della città: Modoetiam. L'episodio è narrato, insieme ad altri della vita della regina, nel ciclo di affreschi dei fratelli Zavattari che decorano interamente le pareti della Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza.

Il Duomo di Monza

Il Papa Gregorio Magno, attraverso l'opera della regina, verso la fine del 603, ottenne la conversione al cattolicesimo del popolo longobardo, che inizialmente era ariano. La conversione ebbe grande importanza politica e significò garanzia per le comunità cattoliche esistenti nel territorio longobardo. Anche per Gregorio la conversione fu un avvenimento fondamentale, in quanto permetteva alla chiesa di avere come vicino uno stato amico ed alleato. Per questo motivo e per incoraggiare e confermare la fede del popolo appena convertito il papa donò una serie di oggetti di culto, molti dei quali, carichi di valore storico ed artistico, sono ancora oggi conservati nel museo del Duomo, dove si trovano anche numerose oggetti d'arte di questo popolo: tra questi l'evangeliario di Teodolinda, che papa Gregorio Magno donò alla regina dei Longobardi.

Dopo Teodolinda la Chiesa monzese assunse sempre più importanza spirituale e temporale. A capo di questa fu posto un "Diacono custode" che venne più tardi nominato "Arciprete" nell'anno 879. In questo periodo la Basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "principi", cioè a feudatari inviati dai re longobardi residenti a Pavia. Più tardi l'Arciprete giunse ad associare il potere temporale a quello spirituale.

 

Secolo X [modifica]

Il duca del Friuli, Berengario, divenuto re d'Italia e poi anche imperatore del Sacro Romano Impero, elesse Monza a sede imperiale e da qui emanò molti decreti per il governo dell'impero.
Berengario I fu molto generoso con la città donando numerose opere al Duomo, concesse larghi benefici ai 32 canonici ed alle altre chiese. Sotto di lui Monza poté vivere di una certa indipendenza, infatti aveva pesi e misure proprie, poteva confiscare beni e contrassegnare atti notarili con segnature proprie. In questo periodo Monza divenne anche una città fortificata che ospitò Ottone II proveniente dalla Germania nel 980. Nel 1000 Ottone III divenne protettore di Monza e di tutti i suoi possedimenti: Bulciago, Cremella, Lurago, Locate e Garlate.

 

Secolo XI [modifica]

Nel 1018, Ariberto d'Intimiano, signore di Monza, fu ordinato vescovo di Milano: così la città si ritrovò alle dipendenze di Milano perdendo la propria autonomia, anche se alla sua morte, avvenuta nel 1045, Ariberto fece importanti donazioni alla Basilica e al clero monzese.

 

Dal XII al XV Secolo [modifica]

Nel 1128, a Monza nella chiesa di San Michele, Corrado di Svevia fu incoronato Re d'Italia dall'arcivescovo di Milano Anselmo. Non si ha la certezza di quale corona fu usata in questa cerimonia, poiché la basilica ne possedeva tre: quella di Teodolina, la Corona Ferrea e quella di Agilulfo. Però le prime due si ritengono poco adatte per una incoronazione per le loro dimensioni, troppo piccole; rimaneva la corona di Agilulfo, che viene fatta risalire non al tempo dei Longobardi, ma al secolo XI, e che ora non è più di Monza perché venne fusa a Parigi dove fu portata da Napoleone nel XVIII secolo.

Nel 1135 Corrado dovette cedere il proprio regno a Lotario III (secondo un'altra numerazione, Lotario II). Sempre in quest'anno papa Innocenzo II prende la Chiesa di Monza sotto la protezione apostolica, confermandone beni e privilegi. L'anno successivo Lotario garantisce l'indipendenza al clero monzese, così Monza riacquista la propria autonomia che non è solamente limitata al governo feudale di terre e di beni, ma estesa anche al potere spirituale: infatti mentre è negata ad altri, all'arciprete di Monza è confermata la facoltà di ordinare i chierici della sua chiesa (anno 1150); naturalmente tale autonomia non fu mai assoluta, non potendosi slegare completamente dall'autorità del vescovo di Milano.

Federico Barbarossa era il nipote di Corrado di Svevia e venne due volte nella città di Monza nel 1158 e nel 1163. In questo periodo la città assunse grande importanza e riacquistò l'indipendenza da Milano, città ostile all'imperatore, il quale dichiarò Monza di sua proprietà. Egli concesse a Monza anche la "curraria" cioè il diritto di riscuotere la dogana sulle strade, diritto di solito concesso solo alle città di "sede regia". Nel periodo delle lotte contro Milano, Monza fu soprattutto un centro amministrativo per Barbarossa . L'indipendenza monzese durò fino al 1185 quando Barbarossa assoggettò di nuovo la città a Milano.

La Corona ferrea

Possiamo far risalire a questo periodo la nascita del Comune monzese che troverà il suo simbolo distintivo nell' Arengario, il palazzo civico destinato a contrapporsi idealmente al Duomo, centro del potere religioso.
A quegli anni risale il primo stemma della città di Monza: uno scudo azzurro nel quale campeggia una Luna crescente di colore rosso, con un bianco semicerchio al mento.

Già all'inizio del XII secolo, Monza era un luogo fortificato; con il sorgere del libero comune viene a cambiare la stessa struttura medioevale della città. Infatti, all'attività agricola si affianca la lavorazione artigianale dei panni e fuori dalle mura, in grandi cascine, sorse la lavorazione delle lane. In questo periodo il Comune fu soprattutto legato, per le scelte politiche, a quello di Milano che nel 1221 sostenne Monza, il cui podestà era stato scomunicato dall'arcivescovo di Milano Enrico da Settala.

Nel 1242 per aiutare i milanesi che erano in lotta contro Federico II, l'arciprete di Monza Alberico da Oreno acconsentì ad impegnare i tesori di Monza, purtroppo alla restituzione mancava un calice d'oro massiccio detto "magno". Per sostenere una seconda guerra contro Federico II, i milanesi chiesero in prestito un calice d'oro monzese; per la restituzione occorse la scomunica che venne nel 1254: il calice fu restituito ma, da un inventario del 1275, risultarono mancanti diciassette gemme. In questo periodo i nemici di Milano furono anche i nemici di Monza.

Nel 1255 la città venne saccheggiata dai Ghibellini e nel 1259 Ezzellino da Romano cercò di entrare nel castello di Monza, ma venne respinto mentre il borgo fu messa a ferro e fuoco. Dopo essere stata presidiata da soldatesche milanesi (1275) e da truppe dell'Arcivescovo Ottone Visconti e dal marchese di Monferrato (1278), l'anno dopo la città venne dichiarata possesso del podestà e del popolo milanese. Era comunque destino che il tesoro della basilica passasse di mano in mano come pegno e garanzia dei prestiti avuti: nel 1273 fu presso gli Umiliati di Sant'Agata in Monza e nel 1311 fu impegnato presso alcuni banchieri che lo trasportarono per sicurezza ad Avignone. Tra i membri della delegazione c'è anche Martino Aliprandi, appartenente ad una delle famiglie più importanti di Monza, ma residente a Milano. Solo nel 1319 il tesoro ritornò a Monza per opera di Matteo I Visconti, già vicario imperiale e signore di Milano.

Nel 1300, primo Giubileo nella storia della Cristianità, vide l'inizio della ricostruzione del Duomo, promossa da Matteo Visconti.

Enrico Aliprandi nel 1322 seguì la fazione dei Torriani, ebbe molti soldati al suo comando e venne acclamato dal popolo signore di Monza.

Dopo che nel 1322 Ludovico Visconti e Francesco da Garbagnate fecero spianare i bastioni (che erano baluardo contro gli attacchi provenienti dalla parte di Milano), Azzone Visconti concesse che Monza fosse ancora cinta da mura (inizio lavori nel 1333 fino al 1381). Con la costruzione delle mura alle tre antiche porte del borgo se ne aggiunsero altre, in tutto sette: la porta Nuova (verso Milano), la Carnaia (sempre verso Milano), la porta di San Biagio, quella del Carrobiolo, di Lecco, de Gradi e di Lodi; le porte erano fortificate e munite di ponti levatoi.

Nel 1325 Galeazzo I costruì un castello, il terzo, in Monza. La prima costruzione consisteva in una torre altra quarantadue metri, che divenne luogo terribile di prigionia. Il castello di Monza venne successivamente ampliato, tanto che si dovete abbattere una chiesa (Santa Maria d'Ingino), furono costruite altre due torri nel letto del fiume Lambro. Nell'anno 1527 il castello fu semidistrutto da una mina messa dai contadini che odiavano quel triste luogo, la demolizione vera e propria avvenne nel 1807 quando il materiale fu usato per la costruzione della "cinta del Regio Parco".

Nell'aprile del 1329 Pinalla Aliprandi, con un manipolo di cavalieri viscontei, riconquistò Monza, già occupata dalle truppe di Ludovico il Bavaro, giovandosi anche dell'aiuto portogli dal fratello Martino, e, nel maggio, respinse un tentativo dello stesso imperatore di impadronirsi della città. La signoria dei Visconti continuò su Monza fino al 1447 quando ad essa seguì, con le vicende del ducato di Milano, quella degli Sforza.

 

Il dominio francese [modifica]

Nel 1500 il re di Francia Luigi XII occupa il ducato di Milano e Monza ne segue le vicende. Nel 1522 il generale Lautrec occupa il castello monzese nel quale convengono altri condottieri italiani. Con la battaglia di Pavia (1525) i francesi sono sconfitti dalle forze imperiali di Carlo V, viene ricomposto il ducato di Milano ed è duca Francesco II Sforza. A seguito di un'epidemia di peste Francesco II è costretto a rifugiarsi nel castello di Monza fino a quando la città non è raggiunta dal morbo. Francesco II Sforza muore senza eredi nel 1535, si apre quindi la questione della successione al trono del ducato.

 

Gli spagnoli (1535-1706) [modifica]

Sempre crescente era divenuta in Italia la potenza della Spagna. Nel 1526 Monza sostenne un nuovo assedio, fu poi ancora per poco dominio dei duchi di Milano, poi soggetta ad un capitano e castellano nominato da Carlo V, poi ancora in possesso di Federico II Sforza; infine Antonio de Leyva, governatore di Milano e comandante supremo delle truppe imperiali, nel 1527, saccheggiava la città.

Antonio De Leyva divenne signore di Monza nel 1529. Egli si dedicò al governo regolando affare ecclesiastici, controllando imposte e dazi e facendo chiudere alcune porte (di Lecco, di Lodi e di Cesare).

Nel 1530 Carlo V, dopo il Congresso di Bologna (1529-1530), fu incoronato a Monza con la Corona Ferrea. Tra il 1537 ed il 1557 il feudo era governato da Luigi de Leyva. Della famiglia de Leyva fu anche la famosa "Monaca di Monza", Marianna o Suor Virginia. Nel 1576 si verficò un'epidemia di peste, la famosa peste di San Carlo, che terminò nel 1577 dopo aver provocato la morte di numerose persone.

Due anni dopo San Carlo Borromeo, unificando il rito in tutta la diocesi, impose anche a Monza quello ambrosiano. I Monzesi, che per gli antichi legami con il patriarcato di Aquileia officiavano da secoli un rito romano misto quello patriarchino-aquileiense, si ribellarono e si appellarono a papa Gregorio XIII. Questi, forse per evitare che i Monzesi esasperassero la situazione ai quei tempi di conflitto religioso con il protestantesimo nascente, revocò il provvedimento del cardinale di Milano: dal 24 giugno 1578 a Monza ritornò solo il rito romano.

Il ducato di Milano, e quindi Monza, rimasero soggetti alla corona spagnola fino all'inizio del XVIII secolo. Indubbia la decadenza economica della regione (e in generale di tutta Italia), soprattutto nel XVII secolo; le vicende descritte da Alessandro Manzoni ne i "Promessi sposi" narrano del dominio spagnolo e degli eventi del periodo.

 

Gli Asburgo (1706-1797) [modifica]

Alla fine della Guerra di Successione Spagnola, il Ducato di Milano viene assegnato alla casa degli Asburgo d'Austria. L'Imperatrice Maria Teresa fa costruire per il figlio Ferdinando, Governatore di Milano, la Villa Reale (1777-1780). La scelta di Monza era dovuta, oltre che alla bellezza del paesaggio, anche alla posizione strategica e al fatto di essere facilmente collegata a Vienna oltre che per la sua vicinanza con Milano. La costruzione fu compiuta in tre anni dall'architetto Giuseppe Piermarini da Foligno.

 

Secoli XVIII e XIX [modifica]

A seguito della Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, 1796 con le truppe ed i comandanti (fra cui Billot),ai suoi ordini, il Ducato di Milano viene ceduto alla Repubblica Francese e la Villa Reale venduta; due terzi degli ori e degli argenti del famoso tesoro della basilica furono consegnati alla zecca di Milano, che li trasformò in monete per sopperire alle spese militari. Bonaparte si interessò soprattutto dei tesori della basilica, o meglio se ne impossessò, e dei libri della Biblioteca che furono trasferiti alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Invece la Corona Ferrea fu lasciata "provvisoriamente" a Monza: solo nel 1805 fu a Milano, portata per l'incoronazione di Napoleone, che da solo se la mise in capo, proferendo le famose parole "Dio me l'ha data, guai a chi la toccherà".

Alla caduta del primo Impero, con il ritorno degli Austriaci, i Monzesi chiesero la restituzione di tutto quanto Napoleone aveva fatto prelevare da Monza; promotore ne fu l'arciprete monsignore Prugnola e la città riebbe il tesoro ed i libri della Biblioteca capitolare, il 2 marzo 1816. I codici ritornarono ed in parte anche ben rilegati; mancò la Corona di Agilulfo, rapita e fusa a Parigi.

Per decreto dell'imperatore d'Austria Francesco I nell'anno 1816 Monza divenne ufficialmente una città. Il successivo imperatore d'Austria Ferdinando I fu incoronato a Milano con la Corona Ferrea (1838) e con l'occasione estese benefici alla città.

 

Il Risorgimento [modifica]

Durante le cinque giornate di Milano, anche Monza insorse cacciando la guarnigione austriaca del reggimento Geppert. I patrioti monzesi si unirono poi ai Lecchesi ed andarono a Milano per combattere a "porta Tosa", oggi porta Vittoria. Scacciati gli Austriaci, a Monza si formò una "guardia cittadina" alla quale le donne monzesi regalarono il vessillo. Al ritorno degli Austriaci il Generale Radetzky e l'arciduca Massimiliano d'Asburgo, poi imperatore del Messico si insediarono nella Villa Reale.

Monza fu coinvolta anche nella guerra tra il Piemonte e gli Austriaci. La cosa che importava di più era, come al solito, il tesoro della basilica che fu prelevato dal Generale Radetzky e portato a Mantova nel 1849, ma nello stesso anno fu restituito. Nel 1859 riuscirono a portare il tesoro e la Corona Ferrea, dopo una sosta a Verona, fino a Vienna; il tutto ritornò solennemente a Monza il 6 dicembre 1866 e qui la Corona Ferrea rimase definitivamente, con due sole eccezioni: nel 1878, quando , a Roma, fu posta sul feretro di Vittorio Emanuele II e durante le due guerre mondiali quando fu messa al sicuro in Vaticano.

Nel 1862 Giuseppe Garibaldi visitò Monza. Alla morte dell'eroe, dopo venti anni dalla visita, Monza gli dedicò un monumento nella piazza omonima; all'inaugurazione furono presenti numerosissimi garibaldini, tra cui il monzese Achille Mapelli che, abbandonati gli studi, aveva partecipato alla spedizione dei Mille.

 

Secondo '800 [modifica]

Al 31 dicembre1895 Monza contava trentasettemilaquattrocentonovantasei abitanti stabili, con "31 strade interne" della lunghezza di circa 42 km. Intorno a queste strade vi era la campagna che produceva frumento, mais, foraggi, patate, avena, segale ed ortaggi in genere. Altre fonte di ricchezza era l'allevamento dei bachi da seta (i bigatt) i cui bozzoli venivano lavorati delle filande della Brianza. Sul finire del secolo Monza assunse sempre più fisionomia di città industriale, anche per la vicinanza di Milano. Grande importanza aveva assunto l'industria del cappello ed il settore del tessile.

Il 22 agosto 1891 fu costruito il primo ospedale monzese dedicato a San Gerardo, compatrono della città insieme a San Giovanni Battista, grazie anche alla donazione da parte del re Umberto I.

 

Il Regicidio [modifica]

Collabora a Wikiquote « Io non ho ucciso Umberto. Io ho ucciso il re. Ho ucciso un principio. »
 
(La frase pronunciata subito dopo l'omicidio, in risposta alle accuse della folla)

L'anarchico Gaetano Bresci venne dall'America a Monza e prese alloggio il 27 luglio 1900 presso una affittacamere. Essendo il parco reale aperto al pubblico, egli vi andò in carrozza per informarsi delle abitudini del re: infine seppe che Umberto I si sarebbe recato al saggio ginnico organizzato per la sera di domenica 29 dalla società sportiva "Forti e Liberi". Quella sera alle ore 22.30 circa, Bresci sparò al re che, terminato il saggio, dalla carrozza salutava la folla. A ricordo del delitto i monzesi edificarono la Cappella Espiatoria, in via Matteo da Campione.

 

Le guerre mondiali [modifica]

Per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) la storia di Monza è simile alla storia d'Italia; alla fine della guerra i caduti monzesi furono seicento, vennero ricordati dalla popolazione con il grandioso monumento ai caduti di Monza, posto in una delle principali piazze cittadine (piazza Trento e Trieste).

Per quanto riguarda la Seconda Guerra Mondiale, le vicende monzesi furono significative in particolare per la Resistenza partigiana. Nel 1943 era stato fondato il Fronte di azione antifascista capeggiato da Gianni Citterio. Nel 1945, la città era sotto il presidio delle truppe tedesche, allora alcuni monzesi cercarono di tessere rapporti con il comando tedesco per evitare rappresaglie alla popolazione ed ottennero un armistizio a partire dalle ore zero del 25 aprile, mentre si discutevano gli ultimi accordi arrivò l'ordine di capitolazione per i Tedeschi che poi lasciarono la città. Il 25 aprile si insediava la nuova amministrazione comunale. Al termine della guerra, Monza contò ottantacinque partigiani caduti, tra cui Gianni Citterio (medaglia d'oro), Ferdinando Tacoli (medaglia d'argento) ed Elisa Sala unica donna caduta.

 

Monumenti principali [modifica]

L'Arengario di Monza

Villa Reale

La Villa Reale è uno dei monumenti più importanti della città. La villa nacque come simbolo del prestigio e della magnificenza della corte asburgica, voluta dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria per il suo quarto figlio maschio, l'arciduca Ferdinando d'Austria, che in quel tempo risiedeva a Milano e desiderava una villa fuori città per trascorrere la stagione estiva e per andare a caccia. I lavori ebbero inizio intorno al 1777 sotto la guida di Giuseppe Piermarini. È composta da un corpo centrale e due ali che si dipartono ad angolo retto. Ora la Villa è in fase di restauro. Dai Giardini della Villa Reale è possiblile accedere al Parco.

Arengario

L'Arengario si trova nel punto più alto del centro storico, in piazza Roma, punto da cui partono le vie principali dell'area pedonale. Si tratta del palazzo comunale, costruito nel XIII secolo. Inizialmente era privo della torre e della "parlera", il balcone da cui si affacciavano i signori per parlare con la popolazione.

Cappella espiatoria

Cappella voluta da Vittorio Emanuele III sul luogo in cui venne ucciso suo padre, Umberto I, per mano di un anarchico nel 1900. Il viale di accesso si trova in viale Cesare Battisti.

 

Chiese [modifica]

Duomo

Il Duomo si affaccia sulla piazza più bella del centro storico. La tradizione vuole che sia stata la Regina Teodolinda ad ordinarne la costruzione. Il restauro del campanile è stato compiuto tra la fine del XX secolo e i primi anni del XXI secolo.

Museo del Duomo

Il Museo Serpero si trova all'interno del Duomo. Ospita gran parte dei tesori risalenti all'epoca della regina Teodolinda, tra cui la Chioccia con i pulcini, la Croce di Agilulfo e la Corona Ferrea.

Chiesa di Santa Maria in Strada

La Chiesa di Santa Maria in Strada si trova in via Italia. Originariamente faceva parte di un convento dei "frati della penitenza". Al suo interno è presente anche un piccolo chiostro.

Chiesa di San Pietro Martire

La Chiesa di San Pietro Martire si affaccia sulla omonima piazza. Sorta nel XIV secolo, divenne parte di un complesso conventuale e successivamente sede del tribunale dell'Inquisizione.

Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo

La Chiesa di Santa Maria al Carrobìolo venne edificata tra il 1232 e il 1259 su un precedente cimitero pagano, a ridosso del convento degli Umiliati. Il campanile, in stile romanico, risale al 1339.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova in via Montecassino, nelle vicinanze del Lambro e del Parco. Appartenente ai Frati Minori Francescani, fu costruita nel 1463.

Chiesa di San Gerardo

Nella chiesa di San Gerardo si trovano le spoglie del santo a cui è intitolato, patrono della città. Grande e maestoso edificio, nonostante ciò è poco visibile a casa delle ridotte dimensioni della piazza adiacente e dei palazzi a ridosso della chiesa. Si trova in via San Gerardo, nelle vicinanze di via Lecco.

Chiesa di Santa Maria Maddalena e Santa Teresa

La Chiesa di Santa Maria Maddalena e Santa Teresa d'Avila è detta anche "delle Sacramentine" è situata all'angolo tra via Italia e via Santa Maddalena. È stata riedificata nel 1620.

Chiesa di San Maurizio

L'odierna Chiesa di San Maurizio, situata in piazza Santa Margherita, è stata eretta, in origine con altro "titolo", nel 1469 e faceva parte del complesso conventuale delle Umiliate, dove visse la Monaca di Monza, Virginia De Leyva, personaggio realmente esistito citato nei Promessi Sposi.

Chiesa di San Biagio

Crollata negli anni '60 del secolo scorso, è stata ricostruita poco distante su progetto dell'architetto Luigi Caccia Dominioni con forme moderne che ricordano una tenda del deserto.

Chiesa di Santa Gemma

La Chiesa di Santa Gemma è' il più recente edificio religioso della città, costruito sul finire del secolo XX su progetto degli architetti Sandro Gnetti, Carlo Crippa e Pietro Ripa. Gli ingressi principali del complesso sono sul fronte ovest dalla via Lissoni e sul fronte nord dalla via Ramazzotti, in corrispondenza della piazza con la fontana di Giò Pomodoro.


Chiesa di San Gregorio

Chiesa di San Giuseppe

Costruita nel 1976 su progetto dell'architetto svizzero Justus Dahinden è uno dei più recenti edifici religiosi di Monza.

Chiesa di Santa Marta

Chiesa di San Pio X

Santuario del Carmelo

Il Santuario del Carmelo si trova in viale Cesare Battisti.

 

Altre attrazioni [modifica]

Il parco della Villa Reale di Monza

Parco

Il Parco di Monza è il più grande parco recintato d'Europa: con una superficie di 688 ettari è grande più del doppio del Central Park di New York. È situato a nord della città, tra i comuni di Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono. Al suo interno scorre il fiume Lambro che si insinua con cascatelle e specchi tranquilli. Sorge su terreno alluvionale trasportato dal fiume: terra argillosa e sabbiosa, ma fertile e ricca di umidità. L'artista Giuliano Mauri, in prossimità della Valle dei Sospiri, tra l'ottobre e il novembre 2006 vi ha costruito la Voliera per umani, tipico suo poetico lavoro di architetture naturali, realizzato valendosi dei legni raccolti nel Parco stesso.

Autodromo

L'Autodromo Nazionale di Monza è un circuito automobilistico situato all'interno del Parco di Monza. Ospita molti eventi motoristici durante tutto l'anno, ma è famoso internazionalmente per ospitare il Gran Premio d'Italia organizzato dall'Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922.

 

Luoghi caratteristici [modifica]

San Gerardino

È un rione caratteristico del centro storico come quello, più a sud del Lambro, detto i Mulini. Presenta una suggestiva veduta prospettica della case che ergono sul fiume, che, una cinquantina di anni fa, qui si divideva in vari rami che servivano a far funzionare i mulini ad acqua (di questi mulini è rimasto un frantoio). In un cortile con loggiato di via Gerardo dei Tintori è la suggestiva chiesetta detta di San Gerardino (che in realtà è la più antica delle due chiese cittadine intitolate al santo copatrono di Monza) con affreschi interni, risalenti al Cinquecento e attribuibili in parte alla scuola luinesca. In questo rione si svolge annualmente, il 6 giugno, la tradizionale sagra di San Gerardo, compatrono della città, con la posa di una statua del santo nel letto del fiume.

Mulino Colombo

Nei pressi del ponte settecentesco detto di San Gerardino sorge il Mulino Colombo. Il mulino, già attivo all'inizio del XVIII secolo, era impiegato in origine per macinare il grano, poi per la follatura della lana ed infine venne utilizzato come frantoio. All'interno, si conservano la macina, il torchio ed altri antichi attrezzi. È utilizzato in brevi periodi dell'anno per mostre a cura del Museo Etnologico di Monza e Brianza.

Ponte dei Leoni

Costruito nel 1842 vicino ai resti del ponte romano d'Arena del I secolo (una cui arcata è tuttora visibile presso un'estremità dell'attuale ponte) in occasione dell'apertura della via Ferdinandea, oggi via Vittorio Emanuele, il ponte è costituito da tre arcate con spalle in granito. Ai lati quattro leoni di marmo, opera dello scultore Antonio Tantardini.

Via Lambro

La via Lambro è ritenuta la più antica di Monza. Situata nel nucleo primitivo della città medioevale, parte da piazza Duomo e si estende sul fianco sinistro della Basilica, scendendo verso il Lambro con tracciato regolare e passando verso la sua fine sotto una "casa torre" medioevale ("Punt Scür" in dialetto). Questa torre duecentesca, detta di Teodolinda, è stata restaurata completamente nell'Ottocento. Ha monofore, trifore e merli guelfi che poggiano sopra una cornice di archetti. All'inizio della strada si notano alcune case a sporto del Trecento e del Quattrocento con balconcini di ferro.

Ponte de la Mariotta

Su questo ponte era situata la Porta De Gradi che fu distrutta nel 1890. Il ponte collega via Bergamo con via De Gradi e prese il nome dall'ortolana Mariotta che aveva la sua bancarella sotto l'arcata della porta.

 

Edifici di interesse pubblico [modifica]

Ospedale San Gerardo

L’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza ha alle spalle otto secoli di tradizione di cura e assistenza. Oggi, considerata di rilievo nazionale e ad alta specializzazione, conta 3.500 dipendenti (fra medici, infermieri, personale tecnico e amministrativo). Comprende due presidi ospedalieri: l’Ospedale San Gerardo di Monza, il quarto ospedale pubblico, per dimensioni, della Lombardia e l’Ospedale E. Bassini di Cinisello Balsamo. L’Azienda Ospedaliera San Gerardo vive in simbiosi con la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano Bicocca, con un corso di laurea specialistica a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e, fra l’altro, due corsi analoghi in Biotecnologie Mediche e Scienze Infermieristiche e Ostetriche. L’Azienda, con i suoi ospedali, è impegnata sempre più a diventare (più di quanto lo sia già oggi) un punto di riferimento di specializzazione avanzata in Italia e in Europa e a moltiplicare le sue eccellenze (fra le altre, ematologia pediatrica, lo studio e la cura per l’ipertensione e lo scompenso cardiaco, l’attività di trapianto di midollo osseo, la chirurgia dell’intestino, il trattamento dei tumori ginecologici, la medicina radiodiagnostica). La sua organizzazione è articolata in 12 dipartimenti sanitari a cui fanno capo 60 unità operative, diverse decine di strutture ambulatoriali, di laboratorio analisi, unità diagnostiche e riabilitative. [[1]]

Stazione Reale

La Stazione Reale fu costruita nel 1884 e conserva intatta la saletta reale d'aspetto che accolse Umberto I e Margherita di Savoia in occasione dei loro soggiorni estivi nella Villa Reale, dal 1884 fino all'ultimo viaggio a Roma della salma del re, l'8 agosto 1900. La sala presenta decorazioni a stucco, boiseries e dipinti di gusto tardo-eclettico; sulla volta è un medaglione a tempera di Mosè Bianchi che rappresenta "Il genio Savoia" (1883-84).

 

Cultura [modifica]

La città di Monza possiede varie sale teatrali:

 

Sagre e fiere [modifica]

I fuochi d'artificio della Villa Reale di Monza

Sagra di San Giovanni

Nelle settimane che precedono il 24 giugno, giorno in cui si festeggia il Patrono di Monza, si svolgono numerose manifestazioni sportive, culturali e folcloristiche che culminano con uno strabiliante spettacolo pirotecnico a ritmo di musica. Durante le celebrazioni si tiene il corteo storico in costumi medievali, ogni anno dedicato ad un evento diverso. Da segnalare inoltre la gara podistica notturna Monza-Resegone.

Sagra della Madonna delle Grazie

Nel giorno dedicato all'Annunciazione della Vergine Maria si tiene la sagra della Madonna delle Grazie. Nelle vie attorno al Santuario della Madonna delle Grazie, a ridosso del Parco, si concentrano bancarelle con dolci, giocattoli, merci di vario genere ed il "firun", un dolce tipico monzese composto da castagne cotte al forno e infilate ad un filo a formare una collana.

Sagra di San Gerardo

Il 6 giugno si commemora la morte del santo co-patrono della città: San Gerardo dei Tintori. La celebrazione di San Gerardo inizia la sera del 5 giugno con la deposizione di una statua del santo nel fiume Lambro vicino al ponte di San Gerardino. In questo modo si vuole ricordare il miracolo di San Gerardo: si narra che il santo volesse portare del cibo ad alcune famiglie che vivevano al di là dal Lambro e, non disponendo di ponti per poterlo attraversare, distese il suo mantello carico di provviste e a bordo di questa zattera improvvisata attraversò il fiume. Un altro miracolo viene ricordato con la sagra delle ciliege.

Mercatino di antiquariato

La seconda domenica di ogni mese (ad esclusione di agosto) si tiene in via Bergamo un mercatino dell'antiquariato dove si possono trovare molti oggetti, mobili, soprammobili d'epoca. Partecipano un centinaio di venditori e di antiquari.

MonzaPiù

La settimana che precede il Gran Premio d'Italia è sempre costellata di eventi che interessano tutta la città. Alcuni di questi, che si ripetono ogni anno, sono il concorso fotografico dedicata alla memoria di Pepi Cereda e la partita di calcio benefica della Nazionale Piloti.

 

Trasporti [modifica]

 

Ferrovia [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Stazione di Monza (FS).

La stazione di Monza è attraversata da quattro linee ferroviarie che fanno capo alle Ferrovie dello Stato: la Milano-Chiasso (elettrificata a doppio binario), la Milano-Bergamo via Carnate (elettrificata a doppio binario nella tratta Milano-Carnate, a binario unico per il rimanente tratto), la Milano-Lecco-Tirano (elettrificata a doppio binario nella tratta Milano-Carnate e Airuno-Lecco, a binario unico per il rimanente tratto) e la Milano-Molteno-Lecco (detta anche "Littorina", non elettrificata a binario unico). La città è dotata di due stazioni: Monza Centrale, in cui fermano tutte le linee, e Monza Sobborghi, solo per la linea Milano-Molteno-Lecco. La Stazione centrale da poco è stata completamente ristrutturata, con l'apertura di un sottopassaggio che la mette in comunicazione direttamente con piazza Castello, facilitando così l'accesso dalla zona est della città e dalla Brianza. Sono stati inoltre completati un nuovo parcheggio da 140 posti e la nuova autostazione, sempre con ingresso da piazza Castello. Sono state proposte altre quattro stazioni (Monza Libertà, Monza S. Alessandro, Monza S. Biagio e Monza Elvezia), ma, tranne per la prima stazione, già progettata, si è ancora molto lontani dalla fase progettuale. Infine è da menzionare la Stazione Reale, situata sul'attuale viale Cesare Battisti, costruita in stile eclettico nel 1884 ad uso della famiglia reale per i suoi spostamenti in ferrovia.

 

Strade [modifica]

Monza è raggiungibile attraverso l'Autostrada A4 Torino-Trieste, la Tangenziale Nord di Milano (A52) e la Tangenziale Est di Milano (A51). La strada statale 36 la collega con Milano, Lecco e Sondrio. Il tratto urbano della statale 36 verrà completamente interrato per risolvere grossi problemi di traffico grazie all'eliminazione di alcuni semafori.

 

Autobus [modifica]

Area Monza - limitrofi

  • z201 S.Albino - Monza centro - S.Alessandro;
  • z202 D'Annunzio - Monza Centro - Libertà;
  • z203 Monza (FS) - Brugherio - Cologno Nord (M2);
  • z204 Vedano - Monza - Taccona - Cinisello Balsamo;
  • z205 Varedo - Nova M. - Muggiò - Monza FS;
  • z206 Pellegrini - Stazione FS - Monza Centro - Ospedale S.Gerardo;
  • z207 Libertà - Foscolo - Stazione FS - Monza Centro;
  • z208 Monza (S. Fruttuoso) - Villasanta - Arcore (FS);
  • z209 Monza (FS) - Muggio - Desio - Bovisio M. - Cesano M. (FNM);
  • z219 Paderno D./Palazzolo (FNM) - Nova Milanese - Muggio - Monza.

Area Monza - Brianza

  • z221 Sesto S. G. (MI-FS)-Monza-Carate B.-Giussano-Mariano C.;
  • z226 Besana B.(FS)-Biassono-Monza(Ospedale San Gerardo);
  • z228 Meda - Seregno - Lissone - Monza (FS);
  • z230 Desio (FS) - Cesano M. - Limbiate - Senago - Varedo - Bovisio M.;
  • z231 Carate B. - Giussano (Robbiano) - Seregno - Desio;
  • z232 Desio - Seregno - Carate B. - Renate/Besana B. (FS);
  • z233 Triuggio - Albiate - Seregno (FS).
  • z234 Vedano - Lissone - Muggio.

Area Monza - Milano

  • z218 Sesto S.G. (MI-FS) - Cinisello B. (Ospedale Bassini) - Muggiò - Monza (Ospedale San Gerardo);
  • z222 Monza FS - S. Fruttuoso - Sesto S. G. (M1-FS);
  • z223 Milano - Cinisello B. - Monza FS (Celere);
  • z224 Milano - Sesto S.G. - Monza (Ordinaria);
  • z225 Sesto S. G. (M1 - FS) - Nova M.se;
  • z227 Muggiò - Sesto S. G. (M1 - FS);
  • z229 Palazzolo (FNM) - Paderno D. - Cinisello B. - Sesto S.G. (M1-FS).

 

Impianti sportivi [modifica]

Lo stadio Brianteo, in viale Stucchi, ospita le partite dell'Associazione Calcio Monza Brianza 1912. È stato inaugurato nel 1988 dopo lunghi e tribolati anni di lavoro. Il Brianteo ha sostituito lo stadio Sada, situato in via Ghilini, che oggi ospita le partite della FiammaMonza, la squadra di calcio femminile della città, campione d'Italia 2006. Ci sono anche piccole squadre di calcio come Gerardiana, Cantalupo, Juvenilia, La Dominante, Pro Victoria, Cederna , Santalbino, San Rocco, Verga e Ges Monza.

Adiacente allo stadio Brianteo è il palazzetto dello sport, il PalaCandy, inaugurato da pochi anni, che però resta inutilizzato se non per pochi giorni all'anno.

Il basket a Monza, rappresentato dalla Forti e Liberi (serie B2), si gioca nel piccolo palazzetto di viale Cesare Battisti.

Nel centro sportivo di via Rosmini gioca il Rugby Monza. Sparse in tutta la città ci sono numerose palestre scolastiche utilizzate da società minori di basket, pallavolo e hockey. Il centro natatorio comunale di Sant'Albino ospita oltre alle piscine anche un centro fitness e un centro benessere.

Storico centro sportivo per la pratica dell'atletica è la "Società ginnastica monzese Forti e Liberi", nell'odierno viale Cesare Battisti 30, la cui data di fondazione risale al 1878. La sua storia è legata all'attentato al re Umberto I (29 luglio 1900).

In via Ticino si trova il Tiro a Segno Nazionale.

La città è dotata anche di un centro per la pratica della scherma nelle sue varie specialità.


 

 

Istruzione [modifica]


 

 

Cittadini e personaggi illustri nati o legati a Monza [modifica]

 

Amministrazione comunale [modifica]

Sindaco: Marco Maria Mariani (Lega - CdL) dal 28/05/2007
Centralino del comune: 039 2372111
Email del comune:
urp@comune.monza.mi.it

Giunta In fase di definizione.

Consiglio Comunale

scadenza: primavera 2012

Difensore Civico: Anna Mocchi

 

Evoluzione demografica [modifica]

Voci correlate [modifica]

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

  Monza su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento Monza)
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Monza
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Provincia_di_Monza_e_Brianza&action=history

Provincia di Monza e Brianza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Redirect da Provincia di Monza)

Questa voce è solo un abbozzo (stub), per ampliarla segui quanto suggerito nel WikiProject Province.
Per l'elenco completo delle province ancora da sviluppare, vedi la relativa categoria.


 

 Provincia di Monza e Brianza
Stato:  Italia
Regione:  Lombardia
Capoluogo: Monza
Superficie: 363,80 km²
Abitanti: 766.941 2005 
Densità: 2.108 ab./km²
Comuni: Elenco di 50 comuni
Targa: MB
CAP: 200xx
Prefisso tel: 039, 0362
Codice ISTAT: xxxxxx
Presidente: Luigi Piscopo (commissario)  xx-xx-xx
Sito istituzionale

La provincia di Monza e Brianza è stata istituita ufficialmente il 12 maggio 2004, con l'approvazione finale da parte del Senato della repubblica. Capoluogo della provincia è Monza, terza città della Lombardia con circa 120.000 abitanti. La popolazione complessiva della nuova provincia sarà di circa 800.000 abitanti.

La provincia comprende l'area geografica del Monzese, del Vimercatese e della Brianza meridionale.

Indice

[nascondi]

 

Istituzione della provincia

La legge (n. 146) è stata firmata l'11 giugno 2004 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Entro sei mesi il Ministero dell'interno nominerà un commissario di governo che gestirà la provincia fino alle prime elezioni del presidente e del consiglio, previste nel 2009.

L'istituzione della provincia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 138 del 15 giugno 2004 con il titolo "Istituzione della provincia di Monza e della Brianza".

Il 29 giugno 2006, ai 50 comuni già aderenti, si aggiunge quello di Cornate d'Adda, dopo che la Commissione consiliare Affari Costituzionali ha approvato all'unanimità l'atto di adesione presentato dal comune.

Divisione amministrativa

La legge indica che il capoluogo della provincia è Monza e che ne fanno parte i comuni di Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina, Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Bovisio-Masciago, Briosco, Brugherio, Burago di Molgora, Camparada, Carate Brianza, Carnate, Cavenago di Brianza, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Concorezzo, Cornate d'Adda, Correzzana, Desio, Giussano, Lazzate, Lesmo, Limbiate, Lissone, Macherio, Meda, Mezzago, Misinto, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Renate, Ronco Briantino, Seregno, Seveso, Sovico, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta, Vimercate.

Fino alla data delle elezioni per la nuova provincia gli organi della provincia di Milano continuano ad esercitare le loro funzioni nell'ambito dell'intero territorio della circoscrizione come delimitato dalle norme vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge.

Curiosità

Con la nascita della nuova Provincia di Monza e Brianza, il comune di Lentate sul Seveso che ha scelto di non aderirvi rimarrà compreso tra le provincie di Como e Monza, ma isolato dalla Provincia di Milano pur facendone parte.

 

Commissario di governo della nuova provincia

Il 9 dicembre 2004 viene nominato come commissario del governo della nuova provincia Luigi Piscopo. La nomina è stata firmata dal ministro dell'interno Giuseppe Pisanu. Luigi Piscopo si è insediato il 13 dicembre 2004.

Nel gennaio 2005 il Ministero dell'Interno dispone l'istituzione della circoscrizione elettorale di Monza e Brianza.

Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 133 del 15 febbraio 2006 è stata formalizzata la sigla automobilistica della nuova provincia: MB.

Collegamenti esterni

Parlamento Italiano - Legge istitutiva della provincia

Provincia di Monza e Brianza - Sito Istituzionale

  Italia | Province della regione Lombardia  
Bergamo | Brescia | Como | Cremona | Lecco | Lodi | Mantova | Milano | Pavia | Sondrio | Varese
Istituita e di prossima attuazione: Monza e Brianza
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Monza
Cronologia: http://it.wikipedia.org/=Monza&action=history

Monza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 


 

 Monza
Stato:  Italia
Regione:  Lombardia
Provincia:  Milano
Coordinate:
Latitudine: 45° 35′ 0′′ N
Longitudine: 9° 16′ 0′′ E
Altitudine: 162 m s.l.m.
Superficie: 33,03 km²
Abitanti: 121.961 31-12-2005 
Densità: 3704 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Biassono, Lissone, Vedano al Lambro, Villasanta, Concorezzo, Muggiò, Agrate Brianza, Cinisello Balsamo, Brugherio, Sesto San Giovanni
CAP: 20052
Prefisso tel: 039
Codice ISTAT: 015149
Codice catasto: F704 
Nome abitanti: monzesi 
Santo patrono: San Giovanni Battista 
Giorno festivo: 24 giugno 

 

Sito istituzionale

Monza (122.000 abitanti circa) è una città della Lombardia che sorge a una quindicina di km a nordest del capoluogo lombardo, a cui comunque è unita in un'unico agglomerato urbano attraverso gli adiacenti comuni di Sesto San Giovanni a sud e Cinisello Balsamo a sud-ovest. Fanno parte della conurbazione anche Muggiò e Lissone a ovest e Villasanta a nord-est.

Dall'11 giugno 2004 è ufficialmente il capoluogo della nuova provincia comprendente numerosi comuni della Brianza meridionale. La nuova provincia, in fase di attuazione, eleggerà i propri organi amministrativi allo scadere del mandato del Consiglio Provinciale di Milano attualmente fissato per la primavera del 2009.

Indice

[nascondi]

 

Geografia

 

Geologia

L'area comunale poggia su depositi alluvionali ghiaiosi e sabbiosi contemporanei di epoca successiva alle tre glaciazioni del quaternario.

 

Idrografia

Il territorio è attraversato dal fiume Lambro da nord a sud, che in prossimità del centro forma un'isola. Il ramo secondario è chiamato Lambretto.
Monza è anche attraversata da un canale artificiale, il Villoresi, da ovest verso est, che incrocia il Lambro in prossimità della stazione ferroviaria

 

La storia della città

 

Origini

Urne cinerarie dell'età del bronzo (circa duemila anni a.C.) furono scoperte nel territorio monzese sul finire del 1800: questi ritrovamenti documentano la presenza dell'uomo in questa zona, in un'epoca in cui egli viveva in insediamenti palafitticoli.

 

Epoca Romana

Nel III secolo a.C. i Romani sottomisero un popolo dell'antica Gallia, gli Insubri; i quali, valicate le Alpi, già si erano stabiliti intorno a Mediolanum (Milano), suddividendosi in numerosi villaggi.
Una tribù gallo-celtica, che faceva parte di quel popolo, fondò un villaggio vicino al fiume Lambro, così i due popoli si unirono.
I loro insediamenti sono testimoniati da un ponte sul fiume Lambro detto "Arena", così chiamato perché si trovava nelle vicinanze di un luogo in cui i giovani praticavano attività ginnico-sportive; ancora visibili i resti nelle vicinanze del ponte dei Leoni.

Al tempo dell'Impero Romano il nome della città era Modicia.

 

I Longobardi

L'invasione dei Longobardi determinò l'importanza storica di Monza (Modoetia). Il re Autari, re dei longobardi, sposò infatti Teodolinda, figlia di re Garibaldo di Baviera e famosa regina dei longobardi. Questa fece costruire sulla riva del fiume lambro un "oraculum", un luogo di preghiera, le cui vestigia (muri del VI secolo) si trovano tuttora a far parte della Basilica di San Giovanni, e spostò la sua residenza in questa città. Tutto ciò è testimoniato dalle parole di Paolo Diacono, uno dei maggiori cronisti dell'XVIII secolo, autore della maggiore opera di storia longobarda (Historia Longobardorum) in cui leggiamo: "[...] Theudelinda regina basilicam costruxerat, qui locus supra Mediolanum duodecim milibus abest, [...]" In seguito nacque anche una leggenda riguardo alla creazione dell'oraculum. Secondo la tradizione infatti teodolinda, addormentatasi lungo la riva del Lambro durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, avrebbe visto in sogno una colomba, simbolo dello Spirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola modo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. la regina a quel punto avrebbe risposto etiam, indicando la sua accondiscendenza al volere divino. Dall unione delle due parole modo ed etiam sarebbe poi nato il nome della città: Modoetiam. In seguito, intorno a questo luogo, fece erigere la città.

Papa Gregorio, attraverso l'opera della regina, ottenne, verso la fine del 603, la conversione del popolo longobardo,inizialmente ariano, al cattolicesimo. La conversione ebbe importanza politica e significò garanzia per le chiese cattoliche esistenti nel territorio longobardo e pian piano il popolo abbandonò gli antichi costumi barbari. Anche per Gregorio la conversione fu un avvenimento fondamentale, in quanto permetteva alla chiesa di avere come vicinbo uno stato amico ed alleato, per questo e per accrescere la fede del popolo appena convertito il papa donò una serie di oggetti di culto, molti dei quali, carichi di valore storico ed artistico, sono oggi contenuti nel museo della chiesa dove si trovano anche numerose opere di questo popolo: tra questi l'evangeliario di Teodolinda, un'opera orientale, che papa Gregorio Magno donò alla regina dei Longobardi.

Dopo Teodolinda la Chiesa monzese assunse sempre più importanza spirituale e temporale. A capo di questa fu posto un "diacono custode" che venne più tardi nominato "Arciprete" nell'anno 879. In questo periodo la basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "principi", cioè a feudatari inviati dai re longobardi residenti a Pavia; in seguito, al potere spirituale, l'arciprete associò quello temporale.

 

Secolo X

Il duca del Friuli, Berengario, elesse Monza a sede imperiale ed qui emanò molti decreti per il governo dell'impero.
Egli fu molto generoso con la città donando numerose opere al Duomo, concesse larghi benefici ai 32 canonici ed alle altre chiese.
Sotto di lui Monza poté vivere di una certa indipendenza, infatti aveva pesi e misure proprie, poteva confiscare beni e contrassegnare atti notarili con segnature proprie.
In questo periodo Monza divenne anche una città fortificata che ospitò Ottone II proveniente dalla Germania nel 980.
Nel 1000 Ottone III divenne protettore di Monza e di tutti i suoi possedimenti: Bulciago, Cremella, Lurago, Locate e Garlate.

 

Secolo XI

Nel 1018, Ariberto d'Intimiano, signore di Monza, fu ordinato vescovo di Milano e così la città si trovò alle dipendenze di Milano perdendo la sua autonomia; anche se alla sua morte (1045) fece donazioni alla basilica e al clero monzese.

 

Secolo XII

Nel 1128 fu incoronato re d'Italia a Monza nella chiesa di San Michele Corrado di Svevia dall'arcivescovo di Milano Anselmo.
Non si ha la certezza di quale corona fu usata in questa cerimonia, poiché la basilica ne possedeva tre: quella di Teodolina, la Corona Ferrea e quella di Agilulfo. Però le prime due si ritengono poco adatte per una incoronazione per le loro dimensioni, troppo piccole; rimaneva la corona di Agilulfo, che viene fatta risalire non al tempo dei Longobardi, ma al secolo XI, e che ora non è più di Monza perché venne fusa a Parigi dove fu portata nel XVIII secolo.
Nel 1135 Corrado dovette cedere il proprio regno a Lotario II.
Sempre in quest'anno papa Innocenzo II prende la Chiesa di Monza sotto la protezione apostolica, confermandone beni e privilegi.
L'anno successivo Lotario garantisce l'indipendenza al clero monzese, così Monza riacquista la propria autonomia che non è solamente limitata al governo feudale di terre e di beni, ma estesa anche al potere spirituale: infatti mentre è negata ad altri, all'arciprete di Monza è confermata la facoltà di ordinare i chierici della sua chiesa (anno 1150); naturalmente tale autonomia non fu mai assoluta, non potendosi slegare completamente dall'autorità del vescovo di Milano.

Federico Barbarossa era il nipote di Corrado di Svevia e venne due volte nella città di Monza nel 1158 e nel 1163.
In questo periodo la città assunse grande importanza e riacquistò l'indipendenza da Milano, città ostile all'imperatore, il quale dichiarò Monza di sua proprietà.
Egli concesse a Monza anche la "curraria" cioè il diritto di riscuotere la dogana sulle strade, diritto di solito concesso solo alle città di "sede regia".
Nel periodo delle lotte contro Milano, Monza fu soprattutto un centro amministrativo per Barbarossa .
L'indipendenza monzese durò fino al 1185 quando Barbarossa assoggettò di nuovo la città a Milano.

 
 

Il Duomo di Monza

Possiamo far risalire a questo periodo la nascita del Comune monzese che troverà il suo simbolo distintivo nell' Arengario, il palazzo civico destinato a contrapporsi idealmente al Duomo, centro del potere religioso.
Già all'inizio del XII secolo, Monza era un luogo fortificato; con il sorgere del libero comune viene a cambiare la stessa struttura medioevale della città. Infatti, all'attività agricola si affianca la lavorazione artigianale dei panni e fuori dalle mura, in grandi cascine, sorse la lavorazione delle lane.
In questo periodo il Comune fu soprattutto legato, per le scelte politiche, a quello di Milano che nel 1221 sostenne Monza, il cui podestà era stato scomunicato dall'arcivescovo di Milano Enrico da Settala.

Nel 1242 per aiutare i milanesi che erano in lotta contro Federico II, l'arciprete di Monza Alberico da Oreno acconsentì ad impegnare i tesori di Monza, purtroppo alla restituzione mancava un calice d'oro massiccio detto "magno".
Per sostenere una seconda guerra contro Federico II, i milanesi chiesero in prestito un calice d'oro monzese; per la restituzione occorse la scomunica che venne nel 1254: il calice fu restituito ma , da un inventario del 1275, risultarono mancanti diciassette gemme.
In questo periodo i nemici di Milano furono anche i nemici di Monza.
Nel 1255 la città venne saccheggiata dai Ghibellini e nel 1259 Ezzellino da Romano cercò di entrare nel castello di Monza, ma venne respinto mentre il borgo fu messa a ferro e fuoco .
Dopo essere stata presidiata da soldatesche milanesi (1275) e da truppe dell'Arcivescovo Ottone Visconti e dal marchese di Monferrato (1278), l'anno dopo la città venne dichiarata possesso del podestà e del popolo milanese.
Era comunque destino che il tesoro della basilica passasse di mano in mano come pegno e garanzia dei prestiti avuti: nel 1273 fu presso gli Umiliati di Sant'Agata in Monza e nel 1311 fu impegnato presso alcuni banchieri che lo trasportarono per sicurezza ad Avignone.
Solo nel 1319 il tesoro ritornò a Monza per opera di Matteo I Visconti, già vicario imperiale e signore di Milano.

Nel 1300, primo Giubileo nella storia della Cristianità, vide l'inizio della ricostruzione del Duomo, promossa da Matteo Visconti.

Dopo che nel 1322 Ludovico Visconti e Francesco da Garbagnate fecero spianare i bastioni (che erano baluardo contro gli attacchi provenienti dalla parte di Milano), Azzone Visconti concesse che Monza fosse ancora cinta da mura (inizio lavori nel 1333 fino al 1381).
Con la costruzione delle mura alle tre antiche porte del borgo se ne aggiunsero altre, in tutto sette: la porta Nuova (verso Milano), la Carnaia (sempre verso Milano), la porta di San Biagio, quella del Carrobiolo, di Lecco, de Gradi e di Lodi; le porte erano fortificate e munite di ponti levatoi.

Nel 1325 Galeazzo I costruì un castello, il terzo, in Monza.
La prima costruzione consisteva in una torre altra quarantadue metri, che divenne luogo terribile di prigionia.
Il castello venne successivamente ampliato, tanto che si dovete abbattere una chiesa (Santa Maria d'Ingino), furono costruite altre due torri nel letto del fiume Lambro.
Nell'anno 1527 il castello fu semidistrutto da una mina messa dai contadini che odiavano quel triste luogo, la demolizione vera e propria avvenne nel 1807 quando il materiale fu usato per la costruzione della "cinta del Regio Parco".

La signoria dei Visconti continuò su Monza fino al 1447.
 

 

Il dominio francese

Nel 1500 il re di Francia occupa il ducato di Milano e l'occupazione non offre fatti di qualche importanza neppure per Monza.
Nel 1522 il generale Lautrech occupò il castello monzese nel quale convennero altri condottieri italiani.
Quattro anni dopo, per sfuggire alla peste, Francesco II Sforza si rifugiò nel castello di Monza fino a quando la città non fu raggiunta dal morbo.

 

Gli spagnoli

Sempre crescente diveniva in Italia la potenza degli spagnoli. Nel 1526 Monza sostenne un altro assedio, fu poi ancora per poco dominio dei duchi di Milano, poi soggetta ad un capitano e castellano nominato da Carlo V, poi ancora in possesso di Federico II Sforza; infine Antonio de Leyva, governatore di Milano e comandante supremo delle truppe imperiali, nel 1527, saccheggiava la città.
Antonio De Leyva divenne signore di Monza nel 1529 , egli si dedicò al governo regolando affare ecclesiastici, controllando imposte e dazi e facendo chiudere alcune porte (di Lecco, di Lodi e di Cesare). Nel 1530 Carlo V, dopo il Congresso di Bologna (1529-1530) fu incoronato a Monza con la Corona Ferrea. Tra il 1537 ed il 1557 il feudo era governato da Luigi de Leyva. Della famiglia de Leyva fu anche la famosa "Monaca di Monza", Marianna o Suor Virginia.
Nel 1576 si ebbe la famosa peste di San Carlo che finì nel 1577 con la morte di numerose persone.
 

Due anni dopo San Carlo Borromeo, unificando il rito in tutta la diocesi, impose anche a Monza quello ambrosiano.
I Monzesi, che per gli antichi legami con il patriarcato di Aquileia officiavano da secoli un rito romano misto quello patriarchino-aquileiense, si ribellarono e si appellarono a papa Gregorio XIII.
Questi, forse per evitare che i Monzesi esasperassero la situazione ai quei tempi di conflitto religioso con il protestantesimo nascente, revocò il provvedimento del cardinale di Milano: dal 24 giugno 1578 a Monza ritornò solo il rito romano.

 

Secolo XVIII

In questi anni Monza fu dominata di nuovo dai francesi e per questo il tesoro fu nuovamente nascosto.

In seguito la Lombardia venne invasa dagli austriaci ed il governatore Ferdinando d'Austria fece costruire la Villa Reale.
La scelta di Monza fu dovuta, oltre che al paesaggio, soprattutto alla posizione strategica ed alla vicinanza con Milano.
La costruzione fu compiuta in tre anni da Giuseppe Piermarini da Foligno.

Ritornarono i francesi con Napoleone Bonaparte nel 1796: la Villa Reale fu venduta; due terzi degli ori e degli argenti del famoso tesoro della basilica furono consegnati alla zecca di Milano, che li trasformò in monete per sopperire alle spese militari.

 

Napoleone

Bonaparte si interessò soprattutto dei tesori della basilica, o meglio se ne impossessò, e i libri della Biblioteca portandoli alla Biblioteca Nazionale di Parigi.
Invece la Corona Ferrea fu lasciata "provvisoriamente" a Monza: solo nel 1805 fu a Milano, portata per l'incoronazione di Napoleone, che da solo se la mise in capo, proferendo le famose parole "Dio me l'ha data, guai a chi la toccherà".

 

Prime vicende del secolo XIX

Con il ritorno degli Austriaci, i Monzesi chiesero la restituzione di tutto quanto Napoleone aveva fatto prelevare da Monza; promotore ne fu l'arciprete monsignore Prugnola e la città riebbe il tesoro ed i libri della Biblioteca capitolare, il 2 marzo 1816.
I codici ritornarono ed in parte anche ben rilegati; mancò la Corona di Agilulfo, rapita e fusa a Parigi.
Si dimostrò invece benefattore di Monza l'imperatore d'Austria Ferdinando I, quando venne a Milano per essere incoronato con la Corona Ferrea (1838).

 

Il Risorgimento

Durante le cinque giornate di Milano, anche Monza insorse attaccando e vincendo la guarnigione austriaca del reggimento Geppert.
Poi si unirono con i Lecchesi ed andarono a Milano per abbattere "porta Tosa", oggi porta Vittoria.
Scacciati gli Austriaci, a Monza si formò una "guardia cittadina" alla quale le donne monzesi regalarono il vessillo.
Al ritorno degli Austriaci il Generale Radetzky e l'arciduca Massimiliano d'Asburgo, poi imperatore del Messico si insediarono nella Villa Reale.
Monza fu coinvolta anche nella guerra tra il Piemonte e gli Austriaci, la cosa che importava di più era, come al solito, il tesoro della basilica che fu prelevato dal Generale Radetzky e portato a Mantova nel 1849, ma nello stesso anno fu restituito.
Nel 1859 riuscirono a portare il tesoro e la Corona Ferrea, dopo una sosta a Verona, fino a Vienna; il tutto ritornò solennemente a Monza il 6 dicembre 1866 e qui la Corona Ferrea rimase definitivamente, con le seguenti eccezioni: nel 1878 fu posta, a Roma, sul feretro di Vittorio Emanuele II; durante le due guerre mondiali fu messa al sicuro in Vaticano.

 

I Garibaldini

Nel 1862 Giuseppe Garibaldi visitò Monza.
Alla morte dell'eroe, dopo quattro anni dalla visita, Monza gli dedicò un monumento nella piazza omonima ed all'inaugurazione furono presenti numerosissimi garibaldini, tra cui il più famoso fu il monzese Achille Mapelli che abbandonati gli studi partecipò alla spedizione dei Mille.

 

Secondo '800

Per decreto di Francesco I nell'anno 1816 Monza divenne ufficialmente una città, contava al 31 dicembre 1895 trentasettemilaquattrocentonovantasei abitanti stabili, con "31 strade interne" della lunghezza di circa 42 km.
Intorno a queste strade vi era la campagna che produceva frumento, mais, foraggi, patate, avena, segale ed ortaggi in genere.
Altre fonte di ricchezza era l'allevamento dei bachi da seta (i bigatt) i cui bozzoli venivano lavorati delle filande della Brianza.
Sul finire del secolo Monza assunse sempre più fisionomia di città industriale, anche per la vicinanza di Milano.
Grande importanza aveva assunto l'industria del cappello ed il settore del tessile.

Il 22 agosto 1891 fu costruito il primo ospedale monzese dedicato a San Gerardo, compatrono della città insieme a San Giovanni Battista, grazie anche alla donazione da parte del re Umberto I.

 

Il Regicidio

Gaetano Bresci venne dall'America a Monza e prese alloggio il 27 luglio 1900 presso una affittacamere.
Essendo il parco reale aperto al pubblico, egli vi andò in carrozza per informarsi delle abitudini del re: infine seppe che Umberto I si sarebbe recato al saggio ginnico organizzato per la sera di domenica 29 dalla società sportiva "Forti e Liberi".
Quella sera alle ore 22.30 circa, il Bresci sparò al re che, terminato il saggio, dalla carrozza salutava la folla.
Per questo motivo i monzesi costruirono la Cappella Espiatoria.

 

Le guerre mondiali

Per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) la storia di Monza è simile alla storia d'Italia, alla fine della guerra i caduti monzesi furono seicento e vennero ricordati dalla popolazione con un grandioso monumento posto in una delle principali piazze cittadine (Piazza Trento e Trieste).

Mentre per la Seconda Guerra Mondiale le vicende monzesi furono significative per quanto riguarda la Resistenza partigiana.
Nel 1943 era stato fondato il Fronte di azione antifascista capeggiato da Gianni Citterio.
Nel 1945, la città era sotto il presidio delle truppe tedesche, allora alcuni monzesi cercarono di tessere rapporti con il comando tedesco per evitare rappresaglie alla popolazione ed ottennero un armistizio a partire dalle ore zero del 25 aprile, mentre si discutevano gli ultimi accordi arrivò l'ordine di capitolazione per i Tedeschi che poi lasciarono la città.
Il 25 aprile si insediava la nuova amministrazione comunale.
Al termine della guerra, Monza contò ottantacinque partigiani caduti, tra cui Gianni Citterio (medaglia d'oro), Ferdinando Tacoli (medaglia d'argento) ed Elisa Sala unica donna caduta.

 

Monumenti principali

 
 

Il parco della Villa Reale di Monza

 

Musei

 

Edifici religiosi

 

Altri edifici

 

Parchi e giardini

 

Luoghi caratteristici

 

Via Lambro

La via Lambro è ritenuta la più antica di Monza e situata nel nucleo primitivo della città medioevale.
Parte da Piazza Duomo e si estende sul fianco sinistro della basilica, scendendo verso il Lambro con tracciato regolare, e passando in fondo sotto una "casa torre" medioevale ("Punt Scür" in dialetto).
Questa torre è stata restaurata completamente nell'Ottocento.
Ha monofore, trifore e merli guelfi che poggiano sopra una cornice di archetti.
Si notano in principio della strada le case a sporto del Trecento e del Quattrocento con balconcini di ferro battuto del Settecento.

 

San Gerardino

È un rione caratteristico del centro storico come quello, più a sud del Lambro, detto i Mulini.
Presenta una suggestiva veduta prospettica della case che ergono sul fiume, che, una cinquantina di anni fa, qui si divideva in vari rami che servivano a far funzionare i mulini ad acqua (di questi mulini è rimasto un frantoio).
In un cortile, con loggiato, di via Gerardo dei Tintori vi è una suggestiva chiesetta con affreschi interni risalenti al 1500, attribuibili in parte alla scuola luinesca.
In questo rione si svolge annualmente, il 6 giugno, la tradizionale sagra di San Gerardo, compatrono della città, con la posa di una statua del santo nel letto del fiume.

 

Ponte de la Mariotta

Su questo ponte era situata la Porta De Gradi che fu distrutta nel 1890.
Il ponte collega via Bergamo con via De Gradi e prese il nome dall'ortolana Mariotta che aveva la sua bancarella sotto l'arcata della porta.

 

Mulino Colombo

Nei pressi del ponte settecentesco detto San Gerardino sorge il Mulino Colombo.
Il mulino, già attivo all'inizio del XVIII secolo, era impiegato in origine per macinare il grano, poi per la follatura della lana ed infine venne utilizzato come frantoio.
All'interno, si conservano la macina, il torchio ed altri antichi attrezzi.

 

Ponte dei Leoni

Costruito nel 1842 sui resti del ponte romano d'Arena del I secolo(una cui arcata è tuttora visibile presso un'estremità dell'attuale ponte) in occasione dell'apertura della via Ferdinandea, ora via Vittorio Emanuele, il ponte è costituito da tre arcate con spalle in granito. Ai lati quattro leoni di marmo, opera dello scultore Antonio Tantardini.

 

Torre di via Lambro

Nei pressi del ponte dei Leoni, sorge una torre duecentesca detta di Teodolinda.
Questa porta fortificata, che si trovava sull'arteria dell'antico borgo medioevale, si sviluppa su tre piani scanditi da caratteristiche finestre.

 

Stazione Ferroviaria

La Stazione fu costruita nel 1884 e conserva intatta la saletta reale d'aspetto che accolse Umberto I e Margherita di Savoia in occasione dei loro soggiorni estivi nella Villa Reale, dal 1884 fino all'ultimo viaggio a Roma della salma del re, l'8 agosto 1900.
La sala presenta decorazioni a stucco, boiseries e dipinti di gusto tardo-eclettico; sulla volta è un medaglione a tempera di Mosè Bianchi con "Il genio Savoia" (1883-84).

 

Impianti sportivi

Il comune di Monza vanta un patrimonio di impianti sportivi di prim’ordine. Alcuni impianti sono di rilevanza nazionale ed internazionale. Il nome di alcuni di questi impianti è legato indissolubilmente alle origini della loro realizzazione (Forti e Liberi, Golf Club Milano, Sias-Autodromo, ecc.).

Le palestre comunali sono 34, quasi tutte facenti parte di complessi scolastici, classificate secondo tipologie funzionali. Le palestre più grandi consentono la pratica di attività sportiva di squadra (pallacanestro, hockey, pallavolo, ecc.), mentre quelle di dimensioni più ridotte sono utilizzate da società sportive o di altro genere (discipline motorie, danza, ecc.). Alcune palestre fanno parte di centri polisportivi e non sono collegate a strutture scolastiche.

 

Impianti polisportivi

Il principale centro sportivo cittadino è il N.E.I (via Enrico da Monza, 6), dotato di palestre, pareti per arrampicata, piscina coperta, pista di pattinaggio e campo da tennis. L'impianto è stato realizzato negli anni settanta ed ospita, oltre ad un bar ristoro, anche una biblioteca di quartiere.

Il Centro Sportivo Ugo Forti(via sant'andrea 14) offre una struttura di 6 campi, 5 dei quali coperti durante la stagione invernale, utilizzabili sia per il tennis che per il calcetto.Da notare i tornei interni, di rilevanza nella brianza.

Il nuovo Palazzetto dello Sport (via Tognini, 13) ospita fino a 4.000 spettatori a sedere. Attualmente gestito dall'amministrazione comunale, può ospitare pallacanestro, pallavolo, hokey e pattinaggio.

Il Centro Polisportivo Forti e Liberi (via Cesare Battisti) è il più antico e prestigioso della città. Ereditato dal comune, viene gestito dalla Società Forti e Liberi. Vi viene praticata la pallacanestro, la ginnastica artistica e l'atletica leggera.

Nel Centro polisportivo (via. A. Rosmini) sono ospitati un campo di rugby (A.S. Rugby Monza 1949), due campi da calcio, una pista per atletica leggera e un bocciodromo al coperto.

 

Automobilismo

L'Autodromo di Monza, situato nel Parco di Monza, fu realizzato nel 1922. Ospita gare motoristiche, come il Gran Premio d'Italia di Formula 1. E' il circuito non ovale più veloce al mondo.

 

Calcio

Lo Stadio Brianteo (viale Stucchi), ultimato nel 1987, è affidato in concessione alla Associazione Calcio Monza Brianza 1912, che lo utilizza per le partite del campionato italiano professionisti.

Lo Stadio Sada (via Guarenti,1) è il vecchio impianto del Calcio Monza. Ora è in gestione alla società di calcio femminile Fiamma Monza.

Il complesso calcistico del Monzello raccoglie 4 campi da gioco regolamentari gestiti dall'Associazione Calcio Monza Brianza 1912 (3) e dalla società Cantalupo.

 

Golf

Il Golf Club Milano è situato all'interno del Parco di Monza. Ha una superficie di 94 ettari con 27 buche. L'ingresso è posto presso la Porta San Giorgio nell'omonima frazione di Biassono.

 

Pugilato

Il pugilato a monza negli anni trenta e succesivi prodotto diversi campioni ,e personaggi degni di nota basta ricordare i vari Erba-Codeleoncini-Desio-brambilla ecc.

 

Pesca sportiva

Nel parco della Boscherona è situato un laghetto artificiale progettato per la pesca sportiva. Ha una superficie di 8.000 m² e una profondità massima di 4 m.

 

Scherma

Il Palazzo della Scherma (via della Birona, 56) è un complesso privato realizzato su un'area pubblica dedicato alla scherma.

 

Amministrazione comunale

Sindaco: Michele Francesco Faglia dal 11/06/2002
Centralino del comune: 039 23721
Email del comune:
urp@comune.monza.mi.it


 

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Voci correlate

Collegamenti esterni