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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Monza Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Monza&action=history MonzaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Monza (pronuncia /ˈmonʦa/; in insubre Munscia) è una città di 121.445 abitanti della Lombardia che sorge a una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo lombardo, a cui comunque è unita in un unico agglomerato urbano attraverso gli adiacenti comuni di Sesto San Giovanni a sud e Cinisello Balsamo a sud-ovest. Fanno parte della conurbazione anche Brugherio e Villasanta . Dall'11 giugno 2004 è ufficialmente il capoluogo della nuova provincia di Monza e della Brianza, comprendente numerosi comuni della Brianza meridionale. La nuova provincia, in fase di attuazione, eleggerà i propri organi amministrativi allo scadere del mandato del Consiglio Provinciale di Milano, previsto per la primavera del 2009.
Geografia [modifica]La città è attraversata in senso nord-sud dal fiume Lambro. Presso il centro storico, il fiume si biforca e crea un ramo secondario noto come Lambretto che si ricongiunge al corso principale più a sud. Parte del centro storico, dunque, è di fatto un'isola. Vi è anche un secondo corso d'acqua, artificiale, che attraversa il territorio in senso est-ovest ed incrocia il Lambro nei pressi della stazione ferroviaria: si tratta del Canale Villoresi.
Clima [modifica]Nel 2000 la temperatura media annuale è stata di 11,6°C. Nei mesi invernali è scesa a 4°C, in primavera è stata di 14°C, in estate di 18,9°C e in autunno di 9,7°C.
La storia della città [modifica]
Origini [modifica]Urne cinerarie dell'età del bronzo (circa II millennio a.C.) sono state scoperte nel territorio monzese sul finire dell'Ottocento: questi ritrovamenti documentano la presenza dell'uomo in zona, in un'epoca in cui egli viveva in insediamenti palafitticoli.
Epoca Romana [modifica]Nel III secolo a.C. i Romani sottomisero un popolo dell'antica Gallia, gli Insubri, i quali, valicate le Alpi, si erano stabiliti intorno a Mediolanum (Milano), suddividendosi in numerosi villaggi. Una tribù gallo-celtica, che faceva parte di quel popolo, aveva fondato un villaggio vicino al fiume Lambro, così i due popoli si fusero. I loro insediamenti sono testimoniati da un ponte sul fiume Lambro detto "Arena", così chiamato perché si trovava nelle vicinanze di un luogo in cui i giovani praticavano attività ginnico-sportive; a Monza ne sono ancora visibili i resti nelle vicinanze del ponte dei Leoni. Al tempo dell'Impero Romano il nome della città era Modicia.
I Longobardi [modifica]L'arrivo dei Longobardi determinò l'importanza storica di Monza (Modoetia). Autari, re dei longobardi, aveva infatti sposato Teodolinda, figlia di re Garibaldo di Baviera. Teodolinda fece costruire sulla riva del fiume Lambro un "oraculum", cioè un luogo di preghiera, le cui vestigia (muri del VI secolo) si trovano tuttora a far parte della Basilica di San Giovanni, e spostò la propria residenza in Monza. Tutto ciò secondo la testimonianza dello storico longobardo Paolo Diacono (VIII secolo), nella sua Historia Langobardorum in cui leggiamo: "[...] Theudelinda regina basilicam costruxerat, qui locus supra Mediolanum duodecim milibus abest, [...]". Più tardi nacque una leggenda riguardo alla costruzione dell'oraculum. Secondo la tradizione infatti Teodolinda, addormentatasi lungo la riva del Lambro durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, avrebbe visto in sogno una colomba, simbolo dello Spirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola modo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. La regina a quel punto avrebbe risposto etiam, indicando la sua accondiscendenza al volere divino. Dall'unione delle due parole modo ed etiam sarebbe poi nato il nome della città: Modoetiam. L'episodio è narrato, insieme ad altri della vita della regina, nel ciclo di affreschi dei fratelli Zavattari che decorano interamente le pareti della Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza.
Il Duomo di Monza
Il Papa Gregorio Magno, attraverso l'opera della regina, verso la fine del 603, ottenne la conversione al cattolicesimo del popolo longobardo, che inizialmente era ariano. La conversione ebbe grande importanza politica e significò garanzia per le comunità cattoliche esistenti nel territorio longobardo. Anche per Gregorio la conversione fu un avvenimento fondamentale, in quanto permetteva alla chiesa di avere come vicino uno stato amico ed alleato. Per questo motivo e per incoraggiare e confermare la fede del popolo appena convertito il papa donò una serie di oggetti di culto, molti dei quali, carichi di valore storico ed artistico, sono ancora oggi conservati nel museo del Duomo, dove si trovano anche numerose oggetti d'arte di questo popolo: tra questi l'evangeliario di Teodolinda, che papa Gregorio Magno donò alla regina dei Longobardi. Dopo Teodolinda la Chiesa monzese assunse sempre più importanza spirituale e temporale. A capo di questa fu posto un "Diacono custode" che venne più tardi nominato "Arciprete" nell'anno 879. In questo periodo la Basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "principi", cioè a feudatari inviati dai re longobardi residenti a Pavia. Più tardi l'Arciprete giunse ad associare il potere temporale a quello spirituale.
Secolo X [modifica]Il duca del Friuli,
Berengario, divenuto re d'Italia e poi anche imperatore del Sacro
Romano Impero, elesse Monza a sede imperiale e da qui emanò molti decreti
per il governo dell'impero.
Secolo XI [modifica]Nel 1018, Ariberto d'Intimiano, signore di Monza, fu ordinato vescovo di Milano: così la città si ritrovò alle dipendenze di Milano perdendo la propria autonomia, anche se alla sua morte, avvenuta nel 1045, Ariberto fece importanti donazioni alla Basilica e al clero monzese.
Dal XII al XV Secolo [modifica]Nel 1128, a Monza nella chiesa di San Michele, Corrado di Svevia fu incoronato Re d'Italia dall'arcivescovo di Milano Anselmo. Non si ha la certezza di quale corona fu usata in questa cerimonia, poiché la basilica ne possedeva tre: quella di Teodolina, la Corona Ferrea e quella di Agilulfo. Però le prime due si ritengono poco adatte per una incoronazione per le loro dimensioni, troppo piccole; rimaneva la corona di Agilulfo, che viene fatta risalire non al tempo dei Longobardi, ma al secolo XI, e che ora non è più di Monza perché venne fusa a Parigi dove fu portata da Napoleone nel XVIII secolo. Nel 1135 Corrado dovette cedere il proprio regno a Lotario III (secondo un'altra numerazione, Lotario II). Sempre in quest'anno papa Innocenzo II prende la Chiesa di Monza sotto la protezione apostolica, confermandone beni e privilegi. L'anno successivo Lotario garantisce l'indipendenza al clero monzese, così Monza riacquista la propria autonomia che non è solamente limitata al governo feudale di terre e di beni, ma estesa anche al potere spirituale: infatti mentre è negata ad altri, all'arciprete di Monza è confermata la facoltà di ordinare i chierici della sua chiesa (anno 1150); naturalmente tale autonomia non fu mai assoluta, non potendosi slegare completamente dall'autorità del vescovo di Milano. Federico Barbarossa era il nipote di Corrado di Svevia e venne due volte nella città di Monza nel 1158 e nel 1163. In questo periodo la città assunse grande importanza e riacquistò l'indipendenza da Milano, città ostile all'imperatore, il quale dichiarò Monza di sua proprietà. Egli concesse a Monza anche la "curraria" cioè il diritto di riscuotere la dogana sulle strade, diritto di solito concesso solo alle città di "sede regia". Nel periodo delle lotte contro Milano, Monza fu soprattutto un centro amministrativo per Barbarossa . L'indipendenza monzese durò fino al 1185 quando Barbarossa assoggettò di nuovo la città a Milano.
La Corona ferrea
Possiamo far risalire a questo periodo la nascita del
Comune monzese che troverà il suo simbolo distintivo nell'
Arengario, il palazzo civico destinato a contrapporsi idealmente al
Duomo, centro del potere religioso. Già all'inizio del XII secolo, Monza era un luogo fortificato; con il sorgere del libero comune viene a cambiare la stessa struttura medioevale della città. Infatti, all'attività agricola si affianca la lavorazione artigianale dei panni e fuori dalle mura, in grandi cascine, sorse la lavorazione delle lane. In questo periodo il Comune fu soprattutto legato, per le scelte politiche, a quello di Milano che nel 1221 sostenne Monza, il cui podestà era stato scomunicato dall'arcivescovo di Milano Enrico da Settala. Nel 1242 per aiutare i milanesi che erano in lotta contro Federico II, l'arciprete di Monza Alberico da Oreno acconsentì ad impegnare i tesori di Monza, purtroppo alla restituzione mancava un calice d'oro massiccio detto "magno". Per sostenere una seconda guerra contro Federico II, i milanesi chiesero in prestito un calice d'oro monzese; per la restituzione occorse la scomunica che venne nel 1254: il calice fu restituito ma, da un inventario del 1275, risultarono mancanti diciassette gemme. In questo periodo i nemici di Milano furono anche i nemici di Monza. Nel 1255 la città venne saccheggiata dai Ghibellini e nel 1259 Ezzellino da Romano cercò di entrare nel castello di Monza, ma venne respinto mentre il borgo fu messa a ferro e fuoco. Dopo essere stata presidiata da soldatesche milanesi (1275) e da truppe dell'Arcivescovo Ottone Visconti e dal marchese di Monferrato (1278), l'anno dopo la città venne dichiarata possesso del podestà e del popolo milanese. Era comunque destino che il tesoro della basilica passasse di mano in mano come pegno e garanzia dei prestiti avuti: nel 1273 fu presso gli Umiliati di Sant'Agata in Monza e nel 1311 fu impegnato presso alcuni banchieri che lo trasportarono per sicurezza ad Avignone. Tra i membri della delegazione c'è anche Martino Aliprandi, appartenente ad una delle famiglie più importanti di Monza, ma residente a Milano. Solo nel 1319 il tesoro ritornò a Monza per opera di Matteo I Visconti, già vicario imperiale e signore di Milano. Nel 1300, primo Giubileo nella storia della Cristianità, vide l'inizio della ricostruzione del Duomo, promossa da Matteo Visconti. Enrico Aliprandi nel 1322 seguì la fazione dei Torriani, ebbe molti soldati al suo comando e venne acclamato dal popolo signore di Monza. Dopo che nel 1322 Ludovico Visconti e Francesco da Garbagnate fecero spianare i bastioni (che erano baluardo contro gli attacchi provenienti dalla parte di Milano), Azzone Visconti concesse che Monza fosse ancora cinta da mura (inizio lavori nel 1333 fino al 1381). Con la costruzione delle mura alle tre antiche porte del borgo se ne aggiunsero altre, in tutto sette: la porta Nuova (verso Milano), la Carnaia (sempre verso Milano), la porta di San Biagio, quella del Carrobiolo, di Lecco, de Gradi e di Lodi; le porte erano fortificate e munite di ponti levatoi. Nel 1325 Galeazzo I costruì un castello, il terzo, in Monza. La prima costruzione consisteva in una torre altra quarantadue metri, che divenne luogo terribile di prigionia. Il castello di Monza venne successivamente ampliato, tanto che si dovete abbattere una chiesa (Santa Maria d'Ingino), furono costruite altre due torri nel letto del fiume Lambro. Nell'anno 1527 il castello fu semidistrutto da una mina messa dai contadini che odiavano quel triste luogo, la demolizione vera e propria avvenne nel 1807 quando il materiale fu usato per la costruzione della "cinta del Regio Parco". Nell'aprile del 1329 Pinalla Aliprandi, con un manipolo di cavalieri viscontei, riconquistò Monza, già occupata dalle truppe di Ludovico il Bavaro, giovandosi anche dell'aiuto portogli dal fratello Martino, e, nel maggio, respinse un tentativo dello stesso imperatore di impadronirsi della città. La signoria dei Visconti continuò su Monza fino al 1447 quando ad essa seguì, con le vicende del ducato di Milano, quella degli Sforza.
Il dominio francese [modifica]Nel 1500 il re di Francia Luigi XII occupa il ducato di Milano e Monza ne segue le vicende. Nel 1522 il generale Lautrec occupa il castello monzese nel quale convengono altri condottieri italiani. Con la battaglia di Pavia (1525) i francesi sono sconfitti dalle forze imperiali di Carlo V, viene ricomposto il ducato di Milano ed è duca Francesco II Sforza. A seguito di un'epidemia di peste Francesco II è costretto a rifugiarsi nel castello di Monza fino a quando la città non è raggiunta dal morbo. Francesco II Sforza muore senza eredi nel 1535, si apre quindi la questione della successione al trono del ducato.
Gli spagnoli (1535-1706) [modifica]Sempre crescente era divenuta in Italia la potenza della Spagna. Nel 1526 Monza sostenne un nuovo assedio, fu poi ancora per poco dominio dei duchi di Milano, poi soggetta ad un capitano e castellano nominato da Carlo V, poi ancora in possesso di Federico II Sforza; infine Antonio de Leyva, governatore di Milano e comandante supremo delle truppe imperiali, nel 1527, saccheggiava la città. Antonio De Leyva divenne signore di Monza nel 1529. Egli si dedicò al governo regolando affare ecclesiastici, controllando imposte e dazi e facendo chiudere alcune porte (di Lecco, di Lodi e di Cesare). Nel 1530 Carlo V, dopo il Congresso di Bologna (1529-1530), fu incoronato a Monza con la Corona Ferrea. Tra il 1537 ed il 1557 il feudo era governato da Luigi de Leyva. Della famiglia de Leyva fu anche la famosa "Monaca di Monza", Marianna o Suor Virginia. Nel 1576 si verficò un'epidemia di peste, la famosa peste di San Carlo, che terminò nel 1577 dopo aver provocato la morte di numerose persone. Due anni dopo San Carlo Borromeo, unificando il rito in tutta la diocesi, impose anche a Monza quello ambrosiano. I Monzesi, che per gli antichi legami con il patriarcato di Aquileia officiavano da secoli un rito romano misto quello patriarchino-aquileiense, si ribellarono e si appellarono a papa Gregorio XIII. Questi, forse per evitare che i Monzesi esasperassero la situazione ai quei tempi di conflitto religioso con il protestantesimo nascente, revocò il provvedimento del cardinale di Milano: dal 24 giugno 1578 a Monza ritornò solo il rito romano. Il ducato di Milano, e quindi Monza, rimasero soggetti alla corona spagnola fino all'inizio del XVIII secolo. Indubbia la decadenza economica della regione (e in generale di tutta Italia), soprattutto nel XVII secolo; le vicende descritte da Alessandro Manzoni ne i "Promessi sposi" narrano del dominio spagnolo e degli eventi del periodo.
Gli Asburgo (1706-1797) [modifica]Alla fine della Guerra di Successione Spagnola, il Ducato di Milano viene assegnato alla casa degli Asburgo d'Austria. L'Imperatrice Maria Teresa fa costruire per il figlio Ferdinando, Governatore di Milano, la Villa Reale (1777-1780). La scelta di Monza era dovuta, oltre che alla bellezza del paesaggio, anche alla posizione strategica e al fatto di essere facilmente collegata a Vienna oltre che per la sua vicinanza con Milano. La costruzione fu compiuta in tre anni dall'architetto Giuseppe Piermarini da Foligno.
Secoli XVIII e XIX [modifica]A seguito della Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, 1796 con le truppe ed i comandanti (fra cui Billot),ai suoi ordini, il Ducato di Milano viene ceduto alla Repubblica Francese e la Villa Reale venduta; due terzi degli ori e degli argenti del famoso tesoro della basilica furono consegnati alla zecca di Milano, che li trasformò in monete per sopperire alle spese militari. Bonaparte si interessò soprattutto dei tesori della basilica, o meglio se ne impossessò, e dei libri della Biblioteca che furono trasferiti alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Invece la Corona Ferrea fu lasciata "provvisoriamente" a Monza: solo nel 1805 fu a Milano, portata per l'incoronazione di Napoleone, che da solo se la mise in capo, proferendo le famose parole "Dio me l'ha data, guai a chi la toccherà". Alla caduta del primo Impero, con il ritorno degli Austriaci, i Monzesi chiesero la restituzione di tutto quanto Napoleone aveva fatto prelevare da Monza; promotore ne fu l'arciprete monsignore Prugnola e la città riebbe il tesoro ed i libri della Biblioteca capitolare, il 2 marzo 1816. I codici ritornarono ed in parte anche ben rilegati; mancò la Corona di Agilulfo, rapita e fusa a Parigi. Per decreto dell'imperatore d'Austria Francesco I nell'anno 1816 Monza divenne ufficialmente una città. Il successivo imperatore d'Austria Ferdinando I fu incoronato a Milano con la Corona Ferrea (1838) e con l'occasione estese benefici alla città.
Il Risorgimento [modifica]Durante le cinque giornate di Milano, anche Monza insorse cacciando la guarnigione austriaca del reggimento Geppert. I patrioti monzesi si unirono poi ai Lecchesi ed andarono a Milano per combattere a "porta Tosa", oggi porta Vittoria. Scacciati gli Austriaci, a Monza si formò una "guardia cittadina" alla quale le donne monzesi regalarono il vessillo. Al ritorno degli Austriaci il Generale Radetzky e l'arciduca Massimiliano d'Asburgo, poi imperatore del Messico si insediarono nella Villa Reale. Monza fu coinvolta anche nella guerra tra il Piemonte e gli Austriaci. La cosa che importava di più era, come al solito, il tesoro della basilica che fu prelevato dal Generale Radetzky e portato a Mantova nel 1849, ma nello stesso anno fu restituito. Nel 1859 riuscirono a portare il tesoro e la Corona Ferrea, dopo una sosta a Verona, fino a Vienna; il tutto ritornò solennemente a Monza il 6 dicembre 1866 e qui la Corona Ferrea rimase definitivamente, con due sole eccezioni: nel 1878, quando , a Roma, fu posta sul feretro di Vittorio Emanuele II e durante le due guerre mondiali quando fu messa al sicuro in Vaticano. Nel 1862 Giuseppe Garibaldi visitò Monza. Alla morte dell'eroe, dopo venti anni dalla visita, Monza gli dedicò un monumento nella piazza omonima; all'inaugurazione furono presenti numerosissimi garibaldini, tra cui il monzese Achille Mapelli che, abbandonati gli studi, aveva partecipato alla spedizione dei Mille.
Secondo '800 [modifica]Al 31 dicembre1895 Monza contava trentasettemilaquattrocentonovantasei abitanti stabili, con "31 strade interne" della lunghezza di circa 42 km. Intorno a queste strade vi era la campagna che produceva frumento, mais, foraggi, patate, avena, segale ed ortaggi in genere. Altre fonte di ricchezza era l'allevamento dei bachi da seta (i bigatt) i cui bozzoli venivano lavorati delle filande della Brianza. Sul finire del secolo Monza assunse sempre più fisionomia di città industriale, anche per la vicinanza di Milano. Grande importanza aveva assunto l'industria del cappello ed il settore del tessile. Il 22 agosto 1891 fu costruito il primo ospedale monzese dedicato a San Gerardo, compatrono della città insieme a San Giovanni Battista, grazie anche alla donazione da parte del re Umberto I.
Il Regicidio [modifica]
L'anarchico Gaetano Bresci venne dall'America a Monza e prese alloggio il 27 luglio 1900 presso una affittacamere. Essendo il parco reale aperto al pubblico, egli vi andò in carrozza per informarsi delle abitudini del re: infine seppe che Umberto I si sarebbe recato al saggio ginnico organizzato per la sera di domenica 29 dalla società sportiva "Forti e Liberi". Quella sera alle ore 22.30 circa, Bresci sparò al re che, terminato il saggio, dalla carrozza salutava la folla. A ricordo del delitto i monzesi edificarono la Cappella Espiatoria, in via Matteo da Campione.
Le guerre mondiali [modifica]Per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) la storia di Monza è simile alla storia d'Italia; alla fine della guerra i caduti monzesi furono seicento, vennero ricordati dalla popolazione con il grandioso monumento ai caduti di Monza, posto in una delle principali piazze cittadine (piazza Trento e Trieste). Per quanto riguarda la Seconda Guerra Mondiale, le vicende monzesi furono significative in particolare per la Resistenza partigiana. Nel 1943 era stato fondato il Fronte di azione antifascista capeggiato da Gianni Citterio. Nel 1945, la città era sotto il presidio delle truppe tedesche, allora alcuni monzesi cercarono di tessere rapporti con il comando tedesco per evitare rappresaglie alla popolazione ed ottennero un armistizio a partire dalle ore zero del 25 aprile, mentre si discutevano gli ultimi accordi arrivò l'ordine di capitolazione per i Tedeschi che poi lasciarono la città. Il 25 aprile si insediava la nuova amministrazione comunale. Al termine della guerra, Monza contò ottantacinque partigiani caduti, tra cui Gianni Citterio (medaglia d'oro), Ferdinando Tacoli (medaglia d'argento) ed Elisa Sala unica donna caduta.
Monumenti principali [modifica]
L'Arengario di Monza
Chiese [modifica]
Chiesa di Santa Maria in Strada
Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di Santa Maria Maddalena e Santa Teresa
Altre attrazioni [modifica]
Il parco della Villa Reale di Monza
Luoghi caratteristici [modifica]San Gerardino
Mulino Colombo
Ponte dei Leoni
Via Lambro
Ponte de la Mariotta
Edifici di interesse pubblico [modifica]Ospedale San Gerardo
Stazione Reale
Cultura [modifica]La città di Monza possiede varie sale teatrali:
Sagre e fiere [modifica]
I fuochi d'artificio della Villa Reale di Monza
Sagra di San Giovanni
Sagra della Madonna delle Grazie
Sagra di San Gerardo
Mercatino di antiquariato
MonzaPiù
Trasporti [modifica]
Ferrovia [modifica]
La stazione di Monza è attraversata da quattro linee ferroviarie che fanno capo alle Ferrovie dello Stato: la Milano-Chiasso (elettrificata a doppio binario), la Milano-Bergamo via Carnate (elettrificata a doppio binario nella tratta Milano-Carnate, a binario unico per il rimanente tratto), la Milano-Lecco-Tirano (elettrificata a doppio binario nella tratta Milano-Carnate e Airuno-Lecco, a binario unico per il rimanente tratto) e la Milano-Molteno-Lecco (detta anche "Littorina", non elettrificata a binario unico). La città è dotata di due stazioni: Monza Centrale, in cui fermano tutte le linee, e Monza Sobborghi, solo per la linea Milano-Molteno-Lecco. La Stazione centrale da poco è stata completamente ristrutturata, con l'apertura di un sottopassaggio che la mette in comunicazione direttamente con piazza Castello, facilitando così l'accesso dalla zona est della città e dalla Brianza. Sono stati inoltre completati un nuovo parcheggio da 140 posti e la nuova autostazione, sempre con ingresso da piazza Castello. Sono state proposte altre quattro stazioni (Monza Libertà, Monza S. Alessandro, Monza S. Biagio e Monza Elvezia), ma, tranne per la prima stazione, già progettata, si è ancora molto lontani dalla fase progettuale. Infine è da menzionare la Stazione Reale, situata sul'attuale viale Cesare Battisti, costruita in stile eclettico nel 1884 ad uso della famiglia reale per i suoi spostamenti in ferrovia.
Strade [modifica]Monza è raggiungibile attraverso l'Autostrada A4 Torino-Trieste, la Tangenziale Nord di Milano (A52) e la Tangenziale Est di Milano (A51). La strada statale 36 la collega con Milano, Lecco e Sondrio. Il tratto urbano della statale 36 verrà completamente interrato per risolvere grossi problemi di traffico grazie all'eliminazione di alcuni semafori.
Autobus [modifica]Area Monza - limitrofi
Area Monza - Brianza
Area Monza - Milano
Impianti sportivi [modifica]Lo stadio Brianteo, in viale Stucchi, ospita le partite dell'Associazione Calcio Monza Brianza 1912. È stato inaugurato nel 1988 dopo lunghi e tribolati anni di lavoro. Il Brianteo ha sostituito lo stadio Sada, situato in via Ghilini, che oggi ospita le partite della FiammaMonza, la squadra di calcio femminile della città, campione d'Italia 2006. Ci sono anche piccole squadre di calcio come Gerardiana, Cantalupo, Juvenilia, La Dominante, Pro Victoria, Cederna , Santalbino, San Rocco, Verga e Ges Monza. Adiacente allo stadio Brianteo è il palazzetto dello sport, il PalaCandy, inaugurato da pochi anni, che però resta inutilizzato se non per pochi giorni all'anno. Il basket a Monza, rappresentato dalla Forti e Liberi (serie B2), si gioca nel piccolo palazzetto di viale Cesare Battisti. Nel centro sportivo di via Rosmini gioca il Rugby Monza. Sparse in tutta la città ci sono numerose palestre scolastiche utilizzate da società minori di basket, pallavolo e hockey. Il centro natatorio comunale di Sant'Albino ospita oltre alle piscine anche un centro fitness e un centro benessere. Storico centro sportivo per la pratica dell'atletica è la "Società ginnastica monzese Forti e Liberi", nell'odierno viale Cesare Battisti 30, la cui data di fondazione risale al 1878. La sua storia è legata all'attentato al re Umberto I (29 luglio 1900). In via Ticino si trova il Tiro a Segno Nazionale. La città è dotata anche di un centro per la pratica della scherma nelle sue varie specialità.
Istruzione [modifica]
Cittadini e personaggi illustri nati o legati a Monza [modifica]
Amministrazione comunale [modifica]
Sindaco:
Marco Maria Mariani (Lega
-
CdL) dal 28/05/2007 Giunta In fase di definizione. Consiglio Comunale scadenza: primavera 2012 Difensore Civico: Anna Mocchi
Evoluzione demografica [modifica]Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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La provincia di Monza e Brianza è stata istituita ufficialmente il 12 maggio 2004, con l'approvazione finale da parte del Senato della repubblica. Capoluogo della provincia è Monza, terza città della Lombardia con circa 120.000 abitanti. La popolazione complessiva della nuova provincia sarà di circa 800.000 abitanti. La provincia comprende l'area geografica del Monzese, del Vimercatese e della Brianza meridionale.
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Istituzione della provinciaLa legge (n. 146) è stata firmata l'11 giugno 2004 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Entro sei mesi il Ministero dell'interno nominerà un commissario di governo che gestirà la provincia fino alle prime elezioni del presidente e del consiglio, previste nel 2009. L'istituzione della provincia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 138 del 15 giugno 2004 con il titolo "Istituzione della provincia di Monza e della Brianza". Il 29 giugno 2006, ai 50 comuni già aderenti, si aggiunge quello di Cornate d'Adda, dopo che la Commissione consiliare Affari Costituzionali ha approvato all'unanimità l'atto di adesione presentato dal comune.
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Divisione amministrativaLa legge indica che il capoluogo della provincia è Monza e che ne fanno parte i comuni di Agrate Brianza, Aicurzio, Albiate, Arcore, Barlassina, Bellusco, Bernareggio, Besana in Brianza, Biassono, Bovisio-Masciago, Briosco, Brugherio, Burago di Molgora, Camparada, Carate Brianza, Carnate, Cavenago di Brianza, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Concorezzo, Cornate d'Adda, Correzzana, Desio, Giussano, Lazzate, Lesmo, Limbiate, Lissone, Macherio, Meda, Mezzago, Misinto, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Ornago, Renate, Ronco Briantino, Seregno, Seveso, Sovico, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta, Vimercate. Fino alla data delle elezioni per la nuova provincia gli organi della provincia di Milano continuano ad esercitare le loro funzioni nell'ambito dell'intero territorio della circoscrizione come delimitato dalle norme vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge.
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CuriositàCon la nascita della nuova Provincia di Monza e Brianza, il comune di Lentate sul Seveso che ha scelto di non aderirvi rimarrà compreso tra le provincie di Como e Monza, ma isolato dalla Provincia di Milano pur facendone parte.
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Commissario di governo della nuova provinciaIl 9 dicembre 2004 viene nominato come commissario del governo della nuova provincia Luigi Piscopo. La nomina è stata firmata dal ministro dell'interno Giuseppe Pisanu. Luigi Piscopo si è insediato il 13 dicembre 2004. Nel gennaio 2005 il Ministero dell'Interno dispone l'istituzione della circoscrizione elettorale di Monza e Brianza. Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 133 del 15 febbraio 2006 è stata formalizzata la sigla automobilistica della nuova provincia: MB.
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Collegamenti esterniParlamento Italiano - Legge istitutiva della provincia Provincia di Monza e Brianza - Sito Istituzionale
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Monza (122.000 abitanti circa) è una città della Lombardia che sorge a una quindicina di km a nordest del capoluogo lombardo, a cui comunque è unita in un'unico agglomerato urbano attraverso gli adiacenti comuni di Sesto San Giovanni a sud e Cinisello Balsamo a sud-ovest. Fanno parte della conurbazione anche Muggiò e Lissone a ovest e Villasanta a nord-est. Dall'11 giugno 2004 è ufficialmente il capoluogo della nuova provincia comprendente numerosi comuni della Brianza meridionale. La nuova provincia, in fase di attuazione, eleggerà i propri organi amministrativi allo scadere del mandato del Consiglio Provinciale di Milano attualmente fissato per la primavera del 2009.
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Geografia
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GeologiaL'area comunale poggia su depositi alluvionali ghiaiosi e sabbiosi contemporanei di epoca successiva alle tre glaciazioni del quaternario.
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IdrografiaIl territorio è attraversato dal fiume
Lambro da
nord a sud, che in prossimità del centro forma un'isola. Il ramo secondario è
chiamato Lambretto.
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La storia della città
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OriginiUrne cinerarie dell'età del bronzo (circa duemila anni a.C.) furono scoperte nel territorio monzese sul finire del 1800: questi ritrovamenti documentano la presenza dell'uomo in questa zona, in un'epoca in cui egli viveva in insediamenti palafitticoli.
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Epoca RomanaNel
III
secolo a.C. i
Romani sottomisero un popolo dell'antica
Gallia, gli
Insubri; i
quali, valicate le
Alpi, già si erano stabiliti intorno a Mediolanum (Milano),
suddividendosi in numerosi villaggi. Al tempo dell'Impero Romano il nome della città era Modicia.
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I LongobardiL'invasione dei Longobardi determinò l'importanza storica di Monza (Modoetia). Il re Autari, re dei longobardi, sposò infatti Teodolinda, figlia di re Garibaldo di Baviera e famosa regina dei longobardi. Questa fece costruire sulla riva del fiume lambro un "oraculum", un luogo di preghiera, le cui vestigia (muri del VI secolo) si trovano tuttora a far parte della Basilica di San Giovanni, e spostò la sua residenza in questa città. Tutto ciò è testimoniato dalle parole di Paolo Diacono, uno dei maggiori cronisti dell'XVIII secolo, autore della maggiore opera di storia longobarda (Historia Longobardorum) in cui leggiamo: "[...] Theudelinda regina basilicam costruxerat, qui locus supra Mediolanum duodecim milibus abest, [...]" In seguito nacque anche una leggenda riguardo alla creazione dell'oraculum. Secondo la tradizione infatti teodolinda, addormentatasi lungo la riva del Lambro durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, avrebbe visto in sogno una colomba, simbolo dello Spirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola modo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. la regina a quel punto avrebbe risposto etiam, indicando la sua accondiscendenza al volere divino. Dall unione delle due parole modo ed etiam sarebbe poi nato il nome della città: Modoetiam. In seguito, intorno a questo luogo, fece erigere la città. Papa Gregorio, attraverso l'opera della regina, ottenne, verso la fine del 603, la conversione del popolo longobardo,inizialmente ariano, al cattolicesimo. La conversione ebbe importanza politica e significò garanzia per le chiese cattoliche esistenti nel territorio longobardo e pian piano il popolo abbandonò gli antichi costumi barbari. Anche per Gregorio la conversione fu un avvenimento fondamentale, in quanto permetteva alla chiesa di avere come vicinbo uno stato amico ed alleato, per questo e per accrescere la fede del popolo appena convertito il papa donò una serie di oggetti di culto, molti dei quali, carichi di valore storico ed artistico, sono oggi contenuti nel museo della chiesa dove si trovano anche numerose opere di questo popolo: tra questi l'evangeliario di Teodolinda, un'opera orientale, che papa Gregorio Magno donò alla regina dei Longobardi. Dopo Teodolinda la Chiesa monzese assunse sempre più importanza spirituale e temporale. A capo di questa fu posto un "diacono custode" che venne più tardi nominato "Arciprete" nell'anno 879. In questo periodo la basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "principi", cioè a feudatari inviati dai re longobardi residenti a Pavia; in seguito, al potere spirituale, l'arciprete associò quello temporale.
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Secolo XIl duca del Friuli,
Berengario, elesse Monza a sede imperiale ed qui emanò molti decreti per
il governo dell'impero.
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Secolo XINel 1018, Ariberto d'Intimiano, signore di Monza, fu ordinato vescovo di Milano e così la città si trovò alle dipendenze di Milano perdendo la sua autonomia; anche se alla sua morte (1045) fece donazioni alla basilica e al clero monzese.
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Secolo XIINel 1128 fu
incoronato re d'Italia
a Monza nella chiesa di
San Michele
Corrado di Svevia dall'arcivescovo di Milano Anselmo.
Federico Barbarossa era il nipote di
Corrado di Svevia e venne due volte nella città di Monza nel
1158 e nel
1163. Il Duomo di Monza Possiamo far risalire a questo periodo la nascita del Comune monzese che
troverà il suo simbolo distintivo nell'
Arengario, il palazzo civico destinato a contrapporsi idealmente al
Duomo, centro del potere religioso. Nel 1242 per
aiutare i milanesi che erano in lotta contro
Federico II, l'arciprete di Monza
Alberico da Oreno acconsentì ad impegnare i tesori di Monza, purtroppo
alla restituzione mancava un calice d'oro
massiccio detto "magno". Nel 1300, primo Giubileo nella storia della Cristianità, vide l'inizio della ricostruzione del Duomo, promossa da Matteo Visconti. Dopo che nel 1322
Ludovico Visconti e
Francesco da Garbagnate fecero spianare i bastioni (che erano baluardo
contro gli attacchi provenienti dalla parte di Milano),
Azzone Visconti concesse che Monza fosse ancora cinta da mura (inizio
lavori nel 1333
fino al 1381). Nel 1325
Galeazzo I costruì un castello, il terzo, in Monza. La signoria dei Visconti continuò su Monza fino al
1447.
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Il dominio franceseNel 1500 il re
di Francia
occupa il ducato di Milano e l'occupazione non offre fatti di qualche
importanza neppure per Monza.
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Gli spagnoliSempre crescente diveniva in
Italia la
potenza degli
spagnoli. Nel
1526 Monza sostenne un altro assedio, fu poi ancora per poco dominio dei
duchi di Milano,
poi soggetta ad un capitano e castellano nominato da
Carlo V, poi ancora in possesso di
Federico II Sforza; infine
Antonio de Leyva, governatore di Milano e comandante supremo delle truppe
imperiali, nel 1527,
saccheggiava la città. Due anni dopo
San Carlo Borromeo, unificando il rito in tutta la diocesi, impose anche a
Monza quello ambrosiano.
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Secolo XVIIIIn questi anni Monza fu dominata di nuovo dai francesi e per questo il tesoro fu nuovamente nascosto. In seguito la Lombardia venne invasa dagli
austriaci
ed il governatore
Ferdinando d'Austria fece costruire la
Villa Reale. Ritornarono i francesi con Napoleone Bonaparte nel 1796: la Villa Reale fu venduta; due terzi degli ori e degli argenti del famoso tesoro della basilica furono consegnati alla zecca di Milano, che li trasformò in monete per sopperire alle spese militari.
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Napoleone
Bonaparte si interessò soprattutto dei tesori della basilica, o meglio se
ne impossessò, e i libri della Biblioteca portandoli alla Biblioteca Nazionale
di Parigi.
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Prime vicende del secolo XIXCon il ritorno degli Austriaci, i Monzesi chiesero la restituzione di tutto
quanto Napoleone aveva fatto prelevare da Monza; promotore ne fu l'arciprete
monsignore Prugnola e la città riebbe il tesoro ed i libri della Biblioteca
capitolare, il
2 marzo 1816.
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Il RisorgimentoDurante le
cinque giornate di Milano, anche Monza insorse attaccando e vincendo la
guarnigione austriaca del reggimento Geppert.
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I GaribaldiniNel 1862
Giuseppe Garibaldi visitò Monza.
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Secondo '800Per decreto di
Francesco I nell'anno
1816 Monza
divenne ufficialmente una città, contava al
31
dicembre 1895
trentasettemilaquattrocentonovantasei abitanti stabili, con "31 strade
interne" della lunghezza di circa 42 km. Il 22 agosto 1891 fu costruito il primo ospedale monzese dedicato a San Gerardo, compatrono della città insieme a San Giovanni Battista, grazie anche alla donazione da parte del re Umberto I.
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Il Regicidio
Gaetano Bresci venne dall'America
a Monza e prese alloggio il
27 luglio
1900 presso una
affittacamere.
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Le guerre mondialiPer quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) la storia di Monza è simile alla storia d'Italia, alla fine della guerra i caduti monzesi furono seicento e vennero ricordati dalla popolazione con un grandioso monumento posto in una delle principali piazze cittadine (Piazza Trento e Trieste). Mentre per la
Seconda Guerra Mondiale le vicende monzesi furono significative per quanto
riguarda la Resistenza partigiana.
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Monumenti principaliIl parco della Villa Reale di Monza
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Musei
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Edifici religiosi
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Altri edifici
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Parchi e giardini
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Luoghi caratteristici
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Via LambroLa via Lambro è ritenuta la più antica di Monza e situata nel nucleo
primitivo della città
medioevale.
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San GerardinoÈ un rione caratteristico del centro storico come quello, più a sud del
Lambro, detto
i Mulini.
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Ponte de la MariottaSu questo ponte era situata la Porta De Gradi che fu distrutta nel
1890.
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Mulino ColomboNei pressi del ponte settecentesco detto San Gerardino sorge il Mulino
Colombo.
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Ponte dei LeoniCostruito nel 1842 sui resti del ponte romano d'Arena del I secolo(una cui arcata è tuttora visibile presso un'estremità dell'attuale ponte) in occasione dell'apertura della via Ferdinandea, ora via Vittorio Emanuele, il ponte è costituito da tre arcate con spalle in granito. Ai lati quattro leoni di marmo, opera dello scultore Antonio Tantardini.
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Torre di via LambroNei pressi del ponte dei Leoni, sorge una torre duecentesca detta di
Teodolinda.
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Stazione FerroviariaLa Stazione fu costruita nel
1884 e conserva
intatta la saletta reale d'aspetto che accolse
Umberto I
e
Margherita di Savoia in occasione dei loro soggiorni estivi nella
Villa Reale, dal 1884 fino all'ultimo viaggio a
Roma della salma
del re, l'8
agosto 1900.
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Impianti sportiviIl comune di Monza vanta un patrimonio di impianti sportivi di prim’ordine. Alcuni impianti sono di rilevanza nazionale ed internazionale. Il nome di alcuni di questi impianti è legato indissolubilmente alle origini della loro realizzazione (Forti e Liberi, Golf Club Milano, Sias-Autodromo, ecc.). Le palestre comunali sono 34, quasi tutte facenti parte di complessi scolastici, classificate secondo tipologie funzionali. Le palestre più grandi consentono la pratica di attività sportiva di squadra (pallacanestro, hockey, pallavolo, ecc.), mentre quelle di dimensioni più ridotte sono utilizzate da società sportive o di altro genere (discipline motorie, danza, ecc.). Alcune palestre fanno parte di centri polisportivi e non sono collegate a strutture scolastiche.
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Impianti polisportiviIl principale centro sportivo cittadino è il N.E.I (via Enrico da Monza, 6), dotato di palestre, pareti per arrampicata, piscina coperta, pista di pattinaggio e campo da tennis. L'impianto è stato realizzato negli anni settanta ed ospita, oltre ad un bar ristoro, anche una biblioteca di quartiere. Il Centro Sportivo Ugo Forti(via sant'andrea 14) offre una struttura di 6 campi, 5 dei quali coperti durante la stagione invernale, utilizzabili sia per il tennis che per il calcetto.Da notare i tornei interni, di rilevanza nella brianza. Il nuovo Palazzetto dello Sport (via Tognini, 13) ospita fino a 4.000 spettatori a sedere. Attualmente gestito dall'amministrazione comunale, può ospitare pallacanestro, pallavolo, hokey e pattinaggio. Il Centro Polisportivo Forti e Liberi (via Cesare Battisti) è il più antico e prestigioso della città. Ereditato dal comune, viene gestito dalla Società Forti e Liberi. Vi viene praticata la pallacanestro, la ginnastica artistica e l'atletica leggera. Nel Centro polisportivo (via. A. Rosmini) sono ospitati un campo di rugby (A.S. Rugby Monza 1949), due campi da calcio, una pista per atletica leggera e un bocciodromo al coperto.
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AutomobilismoL'Autodromo di Monza, situato nel Parco di Monza, fu realizzato nel 1922. Ospita gare motoristiche, come il Gran Premio d'Italia di Formula 1. E' il circuito non ovale più veloce al mondo.
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CalcioLo Stadio Brianteo (viale Stucchi), ultimato nel 1987, è affidato in concessione alla Associazione Calcio Monza Brianza 1912, che lo utilizza per le partite del campionato italiano professionisti. Lo Stadio Sada (via Guarenti,1) è il vecchio impianto del Calcio Monza. Ora è in gestione alla società di calcio femminile Fiamma Monza. Il complesso calcistico del Monzello raccoglie 4 campi da gioco regolamentari gestiti dall'Associazione Calcio Monza Brianza 1912 (3) e dalla società Cantalupo.
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GolfIl Golf Club Milano è situato all'interno del Parco di Monza. Ha una superficie di 94 ettari con 27 buche. L'ingresso è posto presso la Porta San Giorgio nell'omonima frazione di Biassono.
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PugilatoIl pugilato a monza negli anni trenta e succesivi prodotto diversi campioni ,e personaggi degni di nota basta ricordare i vari Erba-Codeleoncini-Desio-brambilla ecc.
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Pesca sportivaNel parco della Boscherona è situato un laghetto artificiale progettato per la pesca sportiva. Ha una superficie di 8.000 m² e una profondità massima di 4 m.
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SchermaIl Palazzo della Scherma (via della Birona, 56) è un complesso privato realizzato su un'area pubblica dedicato alla scherma.
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Amministrazione comunale
Sindaco:
Michele Francesco Faglia dal 11/06/2002
Evoluzione demograficaAbitanti censiti
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Voci correlate
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Collegamenti esterni |
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