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| Belgioioso | Mortara |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Mortara Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mortara&action=history MortaraDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Municipio
Fu fino al 1860 capoluogo della provincia di Lomellina ed è perciò ricca di palazzi e costruzioni ottocentesche quali il Palazzo Comunale (1857) ed il Teatro dedicato a Vittorio Emanuele II (1845).
[modifica] StoriaLa storia della città resta legata alla leggenda
secondo cui l'attuale centro abitato avrebbe mutato il nome da Pulcra
Silva a Mortis ara, cioè altare della morte, dopo la sconfitta inflitta da
Carlomagno al longobardo
Desiderio. dato l'elevatissimo numero di morti caduti nella battaglia
La sanguinosa battaglia fu combattuta il
12
ottobre 773
appena fuori dalla città dove ora sorge l'Abbazia
di Sant'Albino (V
secolo)costruita subito dopo l'evento per onorare gli eroi franchi
Amico ed
Amelio, più volte ricordati nei romanzi epici di trovatori e
menestrelli medievali. Appartenente alla Contea di Lomello, nel 1164 è da Federico I sottoposta al dominio di Pavia, e diviene sede di podesteria. Assai contesa da Milano, passa sotto il dominio prima dei Visconti e poi degli Sforza; Mortara attraversa allora un periodo felice della sua storia: luogo di caccia e di svago per la corte ducale, Gian Galeazzo Visconti concede al borgo l'autorizzazione per cambiare il proprio nome in Beldiporto, denominazione che manterrà fino al 1402. Sotti gli Sforza è feudo personale di Ludovico il Moro. Caduti gli Sforza nel 1499, diviene signoria di Gian Giacomo Trivulzio e poi di Obicino Caccia; al ritorno degli Sforza, viene infeudata a Matteo Beccaria di San Gaudenzio, che non lascia discendenza maschile; la signoria è concessa a Cristina di Danimarca. Ritornato libero tra il 1580 e il 1613, sotto il governo spagnolo (1535-1706) il comune di Mortara è ancora infeudato: diviene Marchese di Mortara il governatore spagnolo Rodrigo Orozco, ai cui discendenti Mortara appartiene feudalmente fino al 1706, anno del definitivo affrancamento. In quest'epoca Mortara diventa un'importante piazzaforte a difesa dei confini occidentali del ducato milanese. Nel 1706 Vittorio Amedeo II di Savoia conquista Mortara elevandola al rango di città regia (affrancata dunque dal feudalesimo) e di capoluogo della provincia di Lomellina. Questi importanti cambiamenti vennero ratificati con il Trattato di Utrecht nel 1713.
[modifica] Luoghi notevoliMortara è ricca di belle chiese, colme di opere d'arte: il grandioso Duomo in stile gotico lombardo dedicato a San Lorenzo (1375-80) con importanti opere pittoriche e scultoree dei secoli XV, XVI e XVII, la cinquecentesca chiesa di Santa Croce con l'annesso coevo Palazzo Lateranense, la chiesa di Santa Veneranda, eretta per voto nel 1633, e la chiesa di Santa Maria del Campo, edificata in campagna in forme gotico-lombarde.
[modifica] EconomiaMortara è oggi un moderno centro agricolo ed industriale, ma la sua fama rimane legata ad un prodotto gastronomico genuino e prelibato, famoso fin dall'epoca sforzesca: le specialità culinarie legate all'oca come i salami, i prosciutti ed i patè di fegato che i salumai cittadini, riuniti in consorzio, preparano ancora con la cura di un tempo. Rarissima specialità culinaria è in particolare il salame d'oca; è stato recentemente insignito del marchio I.G.P (Indicazione Geografica Protetta) ed a suo nome è celebrata una delle più amate feste folcloristiche della Lombardia: la Sagra del Salame d'Oca, appunto, che si svolge l'ultima domenica di settembre e culmina con un maestoso corteo storico seguito dal Palio disputato dalle sette Contrade (San Cassiano, Braide, Torre, Sant'Albino, Moro, San Dionigi e Dosso); famoso a livello internazionale è il gruppo Sbandieratori Gioco dell'Oca.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giorgio Spadini
dal 28/05/2002
[modifica] Evoluzione demografica
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