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Pavia

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Nota disambigua - Se stai cercando altri significati di Pavia, vedi Pavia (disambigua).
 Pavia
Stato:  Italia
Regione:  Lombardia
Provincia:  Pavia
Coordinate:
Latitudine: 45° 11′ 0′′ N
Longitudine: 9° 9′ 0′′ E
Altitudine: 77 m s.l.m.
Superficie: 62 km²
Abitanti: 71.486 31-12-04 
Densità: 1146 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Borgarello, Carbonara al Ticino, Certosa di Pavia, Cura Carpignano, Marcignago, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sant'Alessio con Vialone, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Valle Salimbene
CAP: 27100
Prefisso tel: 0382
Codice ISTAT: 018110
Codice catasto: G388 
Nome abitanti: pavesi 
Santo patrono: San Siro 
Giorno festivo: 9 dicembre 

 

Sito istituzionale

Pavia è una città della Lombardia, capoluogo di provincia, con 71.074 abitanti (censimento 2001). Si situa sulla riva del fiume Ticino, un poco a nord dalla confluenza nel Po, a 35 km a sud di Milano. La fondazione risale all'epoca romana con il nome di Ticinum. Fu capitale del regno longobardo. Dal Medioevo è sede di una delle più antiche università italiane. La città era fortificata fino al 1872, quando i bastioni sono stati trasformati in viali e giardini pubblici; gran parte delle mura, però, sopravvisse fino al 1901, quando fu abbattuta per costruire i viali di circonvallazione.

Città dalle antiche origini, offre diversi spunti culturali e turistici. In particolare, sono da visitare, fra gli altri, il Museo situato nel Castello visconteo, San Pietro in Ciel d'Oro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, San Michele Maggiore, San Teodoro ed il famoso Ponte Coperto sul Ticino, oltre che il Palazzo Bottigella. A pochi chilometri dalla città è situata la Certosa di Pavia.

Pavia è il capoluogo di una fertile provincia dedicata soprattutto all'agricoltura (produzione di vino, riso e cereali). Poche sono le industrie; le principali attività della città sono l'Università e il Policlinico San Matteo.

Pavia è una delle tappe importanti sulla via Francigena, cammino di pelegrinaggio per Roma.

Indice

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Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Pavia.

Il primo insediamento nell'area di Pavia si deve ad antiche popolazioni della Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri. La fondazione della città si deve probabilmente ai Romani, a cui si deve la pianta della città, rimasta intatta fino ad oggi, a castrum (accampamento militare) romano; la città aveva il nome di Ticinum. Saccheggiata più volte dai Barbari, venne conquistata dai Longobardi nel 572 che ne fecero la capitale del loro regno, con il nome di Papia, da cui il nome moderno. Il dominio longobardo durò per due secoli, fino al 774 quando venne riconquistata da Carlomagno. Fu ancora importante durante il periodo carolingio: nella chiesa di San Michele Maggiore a Pavia, Berengario del Friuli e i suoi successori fino a Berengario II e Adalberto II, furono incoronati Re d'Italia.

Nel Medioevo la città perse di importanza dal punto di vista politico e fu infine annessa dal 1360 al Ducato di Milano, sotto il dominio della famiglia Visconti.

Nel Cinquecento, famosa è la battaglia di Pavia, tra i Francesi e gli Imperiali, vinta da questi ultimi, perché il capitano di ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re Francesco I di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il soprannome di vincitore di Pavia e la gratitudine dell'imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero.

Dall'inizio del XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo la città fu sotto la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi e austriaci. Divenne nel 1859 parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d'Italia) insieme al resto della Lombardia.

 

Evoluzione demografica

Abitanti censiti
 

 

Chiese di Pavia

 
 

La chiesa di S.Michele Maggiore

 

San Michele Maggiore

Per approfondire, vedi la voce San Michele Maggiore.

La basilica di San Michele Maggiore è il più famoso ed importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro dello stile stile romanico lombardo, la chiesa raccoglie numerose testimonianze del periodo in cui Pavia era la capitale del regno italico. Una prima chiesa di San Michele fu costruita originariamente nel periodo longobardo (a questo periodo risale la parte inferiore del campanile), ma fu distrutta da un incendio nel 1004; la costruzione attuale iniziò verso la fine del XI secolo (a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti) e fu completata nel 1155. La basilica di San Michele è considerata il prototipo delle numerose chiese medievali pavesi: tuttavia, San Michele si discosta dalle altre chiese cittadine per l'utilizzo estensivo, sia per la struttura sia per le decorazioni, della fragile pietra arenaria in luogo del cotto, e anche per la particolare conformazione architettonica, che prevede una pianta a croce latina con un transetto eccezionalmente sviluppato, dotato di una propria facciata sul lato settentrionale, di una propria finta abside nel lato opposto e di una volta a botte sostanzialmente diversa dalle volte a crociera delle restanti parti della chiesa: quasi una seconda chiesa compenetrata a quella principale. La basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie ed incoronazioni; tra queste si cita l'incoronazione di Federico I Barbarossa, nel 1155.

 

Certosa di Pavia

 
 

La facciata della Certosa di Pavia

Per approfondire, vedi la voce Certosa di Pavia.

La Certosa di Pavia è un magnifico complesso di edifici e giardini, comprendente il monastero, con la chiesa e i chiostri, dei frati certosini. È situato a circa 8 km a nord di Pavia. La sua costruzione fu voluta da Gian Galeazzo Visconti e, iniziata nel 1396, continuò con continue aggiunte e nuove decorazioni, fino al XVIII secolo. Il monastero è ancora utilizzato dai monaci ed è comunque aperto quotidianamente alle visite.

 

Duomo

 
 

Il Duomo di Pavia

Per approfondire, vedi la voce Duomo di Pavia.

Il Duomo di Pavia è un imponente costruzione con pianta a croce greca. Il cantiere per la cattedrale fu aperto nel 1488: la struttura rimase per secoli incompleta, fino al 1898, quando la facciata e la cupola furono completate secondo il progetto originale di Giovanni Antonio Amadeo. La cupola centrale, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 ed un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate, è la terza in Italia per dimensioni (ma non per altezza), sorpassata soltanto da San Pietro e dalla cattedrale di Firenze. A fianco del Duomo era situata la Torre Civica, di cui si ha menzione fin dal 1330, ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi e crollata il 17 marzo 1989.

 

San Pietro in Ciel d'Oro

Per approfondire, vedi la voce San Pietro in Ciel d'Oro.

Le origini della chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro sono da ricercarsi all'inizio del VI secolo, tuttavia la costruzione moderna risale al 1132. La facciata, la cupola e il pavimento a mosaico sono simili a San Michele Maggiore, senza però le caratteristiche sculture. San Pietro in Ciel d'Oro, che insieme a San Michele è la più spaziosa tra le basiliche romaniche pavesi, si distingue comunque dall'altra costruzione per l'uso intensivo del cotto in luogo dell'arenaria, per la facciata visibilmente asimmetrica dotata di un solo portale, e internamente per l'assenza dei matronei e per il transetto più corto, non sporgente dalla pianta rettangolare del tempio. L'esterno è decorato con piastrelle di maiolica. All'interno, murata nell'ultimo pilastro della navata destra, si trova la tomba del re longobardo Liutprando (m. 744), le cui ossa furono ritrovate nel 1896. Nella chiesa sono anche conservate le reliquie di Sant'Agostino, portate qui da Liutprando dalla Sardegna. Le reliquie del Santo sono conservate nella famosa Arca di Sant'Agostino, la cui mole marmorea è visibile sull'altar maggiore. L'Arca fu realizzata dai Maestri Campionesi nel 1362 ed è ornata da almeno 150 tra statue e bassorilievi. La chiesa è nominata anche da Dante Alighieri, che, nel X canto del Paradiso (nella Divina Commedia), riporta questi versi: Lo corpo ond'ella fu cacciata giace / giuso in Ciel d'Auro, ed essa da martiro / e da essilio venne in questa pace; ci si riferisce all'anima di Severino Boezio, un Romano consigliere del re ostrogoto Teodorico, fatto da questi giustiziare per questioni religiose. Anche il corpo di Severino Boezio è conservato infatti nella Basilica, e precisamente nella cripta.

 

Altre chiese

 
 

La chiesa di S.Maria del Carmine

La chiesa di Santa Maria del Carmine (nella foto) è uno dei più noti esempi di archittettura gotica a mattoni nel nord Italia. È datata al 1273. È, dopo la Cattedrale, la più vasta chiesa della città, con un perimetro rettangolare di metri 80 x 40, entro il quale trova posto una ardita struttura a croce latina a tre navate affiancate da cappelle. La facciata è caratteristica per il grande rosone e le sette guglie. L'elegante campanile, alto oltre settanta metri, è considerato il maggiore e il più bello della città. La chiesa di San Francesco ha una facciata degna di nota, che richiama l'Abbazia di Chiaravalle, nei pressi di Milano. La chiesa di Santa Maria di Canepanova, autentico gioiello rinascimentale, che fu (forse) progettata dal Bramante, ma sicuramente edificata dall'Amadeo dal 1500 al 1507. La chiesa di San Teodoro ha una facciata risalente al XII secolo; al suo interno sono affreschi di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, datati al 1507. Fuori dal centro cittadino sono la chiesa di San Salvatore, le cui origini risalgono al VII secolo, ricostruita dall'Amadeo nel XV-XVI secolo, e la chiesa di San Lanfranco risalente al XII secolo, contenente la tomba del vescovo Lanfranco Beccari (m. 1189), realizzata nel 1498 dallo scultore e architetto Giovanni Antonio Amadeo (1447-1552), nato a Pavia.

 

Altri monumenti della Città

 

Ponte Coperto

Per approfondire, vedi la voce Ponte Coperto di Pavia.

Il centro storico cittadino è situato sulla riva sinistra del Ticino, mentre sulla riva destra è Borgo Ticino, quartiere che era originariamente fuori dalle mura periferiche della città. Il centro storico e Borgo Ticino erano collegati dal Ponte Coperto (detto anche Ponte Vecchio), datato 1351-1354, che fu distrutto durante la seconda guerra mondiale. Una copia del ponte è stata costruita nel dopoguerra a poca distanza dal sito originario.

 

Castello Visconte

 

Veduta laterale del Castello Visconteo

Il Castello di Pavia fu costruito nel 1360 da Galeazzo II Visconti. Il parco del castello si estendeva originariamente per una decina di chilometri, fino alla Certosa di Pavia; oggi parte del territorio del parco è ancora presente, ma non più collegato al castello, e chiamato Parco della Vernavola. Il castello ospita il museo civico.

 

Palazzi

 
 

Palazzo Mezzabarba, sede del municipio

Numerosi edifici storici, abitazioni di potenti famiglie cittadine, sono tuttora presenti nel centro cittadino. Tra questi sono da ricordare il Palazzo Malaspina, il Palazzo Bottigella in corso Cavour, il Palazzo Bottigella in corso Mazzini (entrambi attribuiti all'Amadeo), e il Palazzo Mezzabarba, oggi sede del municipio di Pavia.

 

Piazza della Vittoria e Mercato coperto

 
 

Pavia - Il Duomo e il Broletto, da Piazza della Vittoria

L'ampia piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, anticamente Piazza Grande, ha una forma stretta e lunga. Nei sotterranei della Piazza si estende un grande mercato coperto, costruito nel 1958. Un altro mercato coperto, ma non sotterraneo, si trova poco lontano; si tratta del mercato di Piazza Arnaboldi, ospitato in un cortile aperto al pubblico e coperto da una cupola in ferro, del 1882.

 

Università di Pavia

Per approfondire, vedi la voce Università di Pavia.

L'Università fu fondata nel 1361 da Galeazzo II, sul sito di una scuola di legge fondata probabilmente da Lanfranco (m. 1089), anche se un centro di studi a Pavia era presente fin dall'825. L'attuale edificio centrale dell'Università fu costruito sotto Ludovico il Moro nel 1490. Nella biblioteca sono conservate alcune ceneri di Cristoforo Colombo, che fu studente a Pavia. Alessandro Volta fece qui i suoi primi esperimenti con l'elettricità. Numerosi sono i collegi e le residenze studentesche, in parte di costruzione moderna e gestiti dall'ISU. I due collegi storici, gestiti da religiosi, sono stati fondati con lo scopo di ospitare studenti poveri di mezzi e ricchi di intelletto; il Collegio Borromeo fu fondato da San Carlo Borromeo nel 1563; il Collegio Ghislieri fu fondato da Papa Pio V nel 1569. Degno di menzione anche il giardino botanico dell'Università, risalente al 1774.

 

Sport

Eventi sportivi di rilievo:

  • Canottaggio: Sulle acque del Ticino si svolge ad anni alterni, per commemorare gli studenti pavesi e pisani che parteciparono alla battaglia risorgimentale di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848, la celebre regata Pavia-Pisa. La gara si svolge in due manche con imbarcazioni ad otto vogatori (8+). Gli equipaggi (maschili) sono interamente composti da studenti regolarmente iscritti ai due Atenei e alcuni di loro fanno anche parte della nazionale italiana di canottaggio. L'albo d'oro (aggiornato all'edizione del 2006) vede Pavia condurre con 27 vittorie contro le 14 di Pisa.
  • Marzo 2003: partita della nazionale italiana di calcio Under21 contro il Galles (vittoria italiana per 8-1)
  • 26 maggio 2003: la 16^ tappa del Giro d'Italia 2003 si è conclusa a Pavia con la vittoria di Alessandro Petacchi
  • Settembre 2005: partita della nazionale italiana di calcio Under21 contro la Scozia (vinta dall'Italia per 2-1)

 

Personaggi celebri nati a Pavia

 

Galleria fotografica


 

Voci correlate

 

Altri progetti

 

Amministrazione comunale

Sindaco: Piera Capitelli dal 18/04/2005
Centralino del comune: 0382 3991
Email del comune:
direzionegenerale@comune.pv.it

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Certosa di Pavia

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 Nota disambigua - Se stai cercando il comune, vedi Certosa di Pavia (PV).
 
Questo è un monumento nazionale italiano. Per maggiori informazioni, consulta l'elenco specifico.
veduta laterale della chiesa

La Certosa di Pavia è un monastero, situato a circa 8 km a Nord di Pavia, risalente al XIV secolo. Rappresenta uno dei più importanti monumenti tardo-gotici italiani. La posizione originale del monastero era al margine del parco visconteo a nord del castello di Pavia; del parco sono oggi rimaste soltanto alcune parti (il Parco della Vernavola, a nord di Pavia) non più collegate al castello e alla Certosa.

Indice

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[modifica] Storia

L'interno della Certosa
L'interno della Certosa
Il portale della Certosa
 
Bergognone, Pala di Sant'Ambrogio

La costruzione della Certosa di Pavia fu voluta da Gian Galeazzo Visconti, che inaugurò i lavori il 27 agosto 1396, ponendo la prima pietra del cantiere. La posizione era strategica: a metà strada tra Milano, capitale del ducato, e Pavia, la seconda città per importanza, dove il duca era cresciuto e dove aveva sede la corte, nello splendido castello visconteo. Il luogo scelto per la fondazione era un bosco all'estremo nord dell'antico parco visconteo, una vastissima area recintata che collegava il castello pavese con un'ampia area boschiva adibita alle cacce dei signori della Lombardia.

Inizialmente, durante la prima fase dei lavori, i monaci risiedettero nell'antico castello di Torre del Mangano, per poi occupare gli ambienti conventuali, i primi ad essere edificati. Secondo l'ipotesi di Luca Beltrami i primi sostegni dei chiostri, in attesa di più dignitose soluzioni architettoniche, furono dei piloni quadrati in laterizio. Le funzioni religiose venivano provvisoriamente celebrate nel refettorio, l'unico ambiente dalle dimensioni adatte per accogliere l'intera comunità dei Certosini, fatta di monaci e fratelli conversi.

La chiesa, destinata a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano, era stata pensata in dimensioni grandiose, con una struttura a tre navate inusuale per l'ordine certosino e fu edificata per ultima. La navata fu progettata in stile gotico e la sua costruzione fu completata solo nel 1465. Tuttavia nel frattempo l'influenza del primo Rinascimento era divenuta importante in Italia e il resto della chiesa, con le sue gallerie ad archi e i pennacoli (inclusa la piccola cupola), e i chiostri furono riprogettati da Guiniforte Solari, che guidò i lavori tra il 1453 e il 1481, con dettagli in terracotta di rara bellezza e ricchezza. In seguito Giovanni Antonio Amadeo fu capo dei lavori, tra il 1481 e il 1499. Il 3 maggio 1497 la Chiesa venne consacrata. La parte inferiore della facciata fu completata nel 1507.

I monaci certosini, ai quali il monastero era stato lasciato dal fondatore, erano legati ad una clausola che prevedeva l'uso di una parte di loro ricchissimi proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a elargire grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive: perciò la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV, XVI, XVII, XVIII secolo).

I monaci certosini furono espulsi nel 1782 dall'imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti. Il monastero passò quindi nel 1784 ai monaci cistercensi e nel 1789 ai monaci carmelitani. Nel 1810 venne infine chiuso. Nel 1843 i monaci certosini rientrarono nel monastero. Il monastero fu dichiarato dal 1866 monumento nazionale e sequestrato dallo stato, insieme agli altri beni ecclesiastici per risanare il deficit pubblico. Fino al 1880 alcuni monaci certosini continuarono ad abitare il monastero. I monaci che abitano oggi nel monastero sono cistercensi, arrivati negli anni '60 del XX secolo.

 

[modifica] La Chiesa

un dettaglio della facciata
 
l'interno e il coro

La facciata, realizzata sovrapponendo semplici rettangoli, è rivestita da un'esuberante decorazione, tipico procedimento dell'architettura lombarda. Fra gli scultori attivi sulla facciata Cristoforo Mantegazza e Giovanni Antonio Amadeo. Il portale, una sorta di pausa classicistica nell'ornatissima superficie marmorea, è opera di Benedetto Briosco (1501) ed è caratterizzato da colonne binate e bassorilievi con Storie della Certosa. La prima soluzione della facciata, più sobria e di forme genuinamente gotiche, progettata da Boniforte Solari, è visibile in un affresco di Bergognone (Gian Galeazzo Visconti offre alla Vergine il modello della certosa).

La chiesa ha pianta a croce latina divisa in tre navate con abside e transetto, coperta da volte a crociera su archi a sesto acuto, ispirata, seppure in scala ridotta, alle proporzioni del Duomo di Milano. Le volte esapartite sono dipinte alternativamente con motivi geometrici e con un cielo stellato.

Singolari sono le terminazioni dei transetti e della cappella maggiore, costituiti da cappelle a pianta quadrata chiuse su tre lati da absidi semicircolari, secondo una soluzione triconca di probabile ispirazione classica.

All'interno si segnalano alcuni capolavori della pittura dello stesso Bergognone, come la pala di Sant'Ambrogio (1490), quella di San Siro (1491) e la meravigliosa Crocifissione (1490). Altre pale dello stesso artista sono ora disperse tra musei e collezioni private: si segnalano qui il trittico con i Santi Cristoforo e Giorgio, ora a Budapest, la pala delle due Ss. Caterine (1490) circa; Londra, National Gallery) e il Cristo portacroce e certosini della Pinacoteca Malaspina di Pavia (1493circa). La chiesa contiene numerose altre opere d'arte, tra cui il Padre Eterno, unico pannello rimasto in Certosa del polittico di Perugino, pale del Cerano, del Morazzone, del Guercino, di Francesco Cairo e un ciclo di affreschi, nel coro, di Daniele Crespi. Il presbiterio accoglie anche i bellissimi stalli lignei dei monaci, intagliati ed intarsiati. Nel transetto a sud si trova la tomba del fondatore, Gian Galeazzo Visconti; la figura di Galeazzo, sorvegliato da angeli si trova sotto una canapa di marmo, con la Madonna in una nicchia al di sopra; fu iniziata nel 1494-1497 da Giovanni Cristoforo Romano e Benedetto Briosco, ma non fu finita fino al 1562. Nell'abside del transetto destro è collocato un bellissimo affresco di Bergognone con Gian Galeazzo Visconti presenta alla vergine il modello della Certosa tra Filippo Maria Visconti, Galeazzo Maria Sforza e Gian Galeazzo Sforza, eseguito tra il 1490-1495. Altri affreschi (oculi con santi e profeti) si devono ad un gruppo di ignoti maestri di ascendenza bramantesca, tra cui il giovanissimo Bernardo Zenale.

Nel transetto a Nord si trova la tomba di Ludovico il Moro e di sua moglie; le sculture sulle tombe furono portate qui da Santa Maria delle Grazie nel 1564, quando il monumento al principe in quella chiesa fu rotto e i pezzi venduti singolarmente. Queste statue sono considerate tra i capolavori di Cristoforo Solari. Nell'abside un altro affresco di Bergognone con l'Incoronazione di Maria tra Francesco Sforza e Ludovico il Moro, con cui quest'ultimo voleva celebrare la propria successione dinastica, ottenuta non senza polemiche dopo la morte del nipote Gian Galeazzo Sforza.

 

[modifica] Vetrate, oreficerie, arti minori

La certosa possiede anche un importante (e poco studiato) corpus di vetrate, realizzate su cartoni di importantissimi maestri attivi nel XV secolo in Lombardia, quali Zanetto Bugatto, Vincenzo Foppa, Bergognone e il savoiardo Hans Witz. Numerosissime sono anche le opere di intaglio, intarsio di legni (il bellissimo coro dei monaci) e marmi (i paliotti di numerosi altari). Un capolavoro di marmi, bronzi e pietre dure è il bellissimo altar maggiore, risalentea l tardo XVI secolo. Nella sacrestia vecchia è conservato lo splendido trittico in avorio e dente di ippopotamo, opera di Baldassarre degli Embriachi, donato alla Certosa da Gian Galeazzo Visconti. Non mancano neppure i capolavori di scultura bronzea, come i bellissimi candelabri di Annibale Fontana e la cancellata che divide la chiesa dei monaci da quella dei fedeli (XVII secolo).

 

[modifica] Il Chiostro piccolo

La chiesa vista dal chiostro piccolo

Un portale elegante, con sculture sia all'esterno dei fratelli Cristoforo e Tommaso Mantegazza e all'esterno di (Giovanni Antonio Amadeo) conduce dalla chiesa al chiostro piccolo, uno degli ambienti più spettacolari della Certosa, al cui centro si trova un elegante giardino. Il chiostro piccolo era il fulcro della vita comunitaria dei padri, collegando con portici ambienti come la chiesa, la sala capitolare, la biblioteca ed il refettorio. Da esso si gode di una stupenda vista del fianco e del transettto della chiesa, con guglie, loggette quasi dal sapore neoromanico e lo spettacolare tiburio. Un tempo tutti i tetti erano ricoperti di rame, sequestrato durante le guerre napoleoniche per costruire cannoni. Gli ornamenti in terracotta sormontanti i sottili pilastri di marmo sono stati eseguiti da Rinaldo de Stauris tra il 1463 e il 1478; alcune delle arcate sono decorate da begli affreschi di Daniele Crespi, oggi in parte illeggibili. Sempre appartenente al complesso è il bellissimo lavabo in pietra e terracotta, con la rappresentazione della scena della Samaritana al Pozzo (terzo quarto del XV secolo).

 

[modifica] Il Chiostro grande

le celle e il chiostro grande

Decorazioni simili, opera degli stessi scultori, sono presenti anche nel chiostro grande, lungo circa 125 metri e largo circa 100. Si affiaccino sul chiostro grande le elegantissime celle o casette, abitazioni di 24 monaci, ognuna costituita da tre stanze e un giardino. Di fianco all'ingresso delle celle, siglate da lettere dell'alfabeto, è collocata una piccola apertura entro cui il monaco riceveva il suo pasto giornaliero nei giorni feriali, in cui era prescritta la solitudine. Per i pasti comunitari, ammessi solo nei giorni festivi, ci si riuniva nel refettorio. Le colonne delle arcate, decorate da elegantissime ghiere in cotto, con tondi e statue di santi, profeti ed angeli, sono alternativamente in marmo bianco e marmo rosa di Verona. Sono purtroppo scomparsi i dipinti con profetis [...] et certis altris figuris, che ornavano un tempo il chiostro, per cui il grande Vincenzo Foppa fu pagato nel 1463.

 

[modifica] Altri ambienti

La biblioteca ed il refettorio visti dal chiostro piccolo

La cosiddetta Sagrestia Nuova, l'antica sala capitolare, contiene un ciclo di vivaci affreschi dei fratelli Sorri, tardi esponenti del manierismo senese. Alle pareti sono appesi dipinti di artisti di alta qualità, come Francesco Cairo, Camillo Procaccini, il Passignano e Giulio Cesare Procaccini. Da ricordare anche, sempre nella Sacrestia Nuova, la splendida pala d'altare di Andrea Solario (1524), terminata cinquant'anni dopo da Bernardino Campi. Va ricordato anche il grandioso refettorio, che nei primi anni del cantiere fu utilizzato come chiesa, e che conserva un affresco con l'Ultima Cena (1567), opera di Ottavio Semino e, nella volta una Madonna con Bambino (completata da Profeti nelle lunette) di Bergognone. Negli ambienti dell'antica Foresteria, nota anche come Palazzo Ducale, opera del XVII secolo di Francesco Maria Richino, oltre alla presenza di calchi e frammenti scultorei provenienti dalla Certosa, si segnalano alcuni ambienti affrescati (come lo Studiolo e l'Oratorio del Priore) e dipinti di Vincenzo Campi (lo splendido Cristo inchiodato alla croce), Bernardino Campi, Bartolomeo Montagna, il Bergognone, Bernardino Luini.

 

[modifica] Referenze

 

[modifica] Fonti

  • La fonte documentaria più usata per la ricostruzione dello sviluppo artistico della Certosa sono le cosiddette "memorie" del priore Matteo Valerio, con una serie di annotazioni sparse sugli artisti che lavorarono in Certosa tra il XIV e il XVII secolo, trascritte in un manoscritto oggi alla Biblioteca Braidense di Milano.

 

[modifica] Bibliografia

  • L. Beltrami, La Certosa di Pavia, Milano 1911
  • La Certosa di Pavia, a cura di R. Bossaglia, M. G. Albertini Ottolenghi, F. R. Pesenti, Milano, Cariplo, 1968
  • R. V. Schofield, J. Shell, G. Sironi, Giovanni Antonio Amadeo/ I documenti, Edizioni New Press, Como 1989
  • R. Battaglia Le "memorie" della Certosa di Pavia, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia", 3.Ser. 22.1992 No. 1, p. 85-198
  • La Certosa di Pavia tra devozione e prestigio dinastico: fondazione, patrimonio, produzione culturale atti del convegno a cura di A. A. Settia, in "Annali di Storia Pavese", 1997
  • Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, un pittore per la Certosa, catalogo della mostra a cura di Gianni Carlo Sciolla, M. G. Albertini Ottolenghi, Milano, Skira, 1998
  • La Certosa di Pavia e il suo Museo. Ultimi restauri e nuovi studi, atti del convegno (Certosa di Pavia, Maggio 2005), in corso di stampa
  • Certosa di Pavia, atlante fotografico, Parma, CaRiParma e Piacenza, 2006

 

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Pavia Travel Guide
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Pavia is in the southern-west corner of Lombardy and also the capital of the province which is devoded to agricolture (rice and wine). Is seat of one of the most important and ancient University of the country.

Pavia has been the Capital Regni Italici during the 12th century under the Longobards.

The city is in the plain known as "Pianura Padana" dominated by the Po river. One of its branch, the river Ticino divides the city into two parts connected by few bridges: the most famous are the "Ponte Coperto" (covered bridge) built during the Roman Empire and destroyed during the II world war but reconstructed in the following years, trying to preserve the style of the original manufact, and the "Ponte dell' Impero" (Empire Bridge).