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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Petralia_Sottana Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Petralia_Sottana&action=history Petralia SottanaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
[modifica] Geografia e territorio
Petralia Sottana
L'abitato è collocato sul versante meridionale della catena delle Madonie e nell'omonimo parco, in una posizione strategica sull'alta valle del fiume Imera Meridionale, sviluppandosi su un pendio fra i 900 e i 1100 m slm. Il territorio comunale, vasto ben 178 kmq (quasi tutti in zona montana), si estende soprattuto in latitudine, indicativamente dallo spartiacque della catena delle Madonie a Nord fino a raggiungere la provincia di Caltanissetta a Sud. Nella parte settentrionale, ricompresa quasi per intero nel Parco delle Madonie, si trovano estese formazioni boschive di latifoglie (con prevalenza di faggi, quercie e castagni) e di conifere (in gran parte frutto di rimboschimenti), nonché ampie zone destinate al pascolo. Nella parte meridionale prevalgono le coltivazioni seminative di tipo estensivo.
[modifica] Cenni storiciLe prime tracce di insediamento umano risalgono al IV/III millennio a.C. (periodi del neolitico e dell'eneolitico) come testimoniato dai reperti archeologici della vicina Grotta del Vecchiuzzo. In tempi assai più vicini dovette esistere un insediamento indigeno, fortemente influenzato dalla vicina colonia greca di Himera, nei cui scavi è stata rinvenuta una moneta bronzea, il Petrinon che reca appunto il nome della città di Petra. Nel III secolo a.C., con la conquista romana, Petra divenne città "decumana" e centro di una qualche importanza come presidio militare e mercato agricolo, come testimoniato da diversi scritti dell'epoca (tra gli altri Cicerone nelle "Verrine" e Diodoro Siculo) e da pochi ritrovamenti archeologici. Il paese seguì poi le sorti del resto dell'isola subendo le invasioni barbariche prima e la successiva riconquista bizantina. Con la conquista araba, nel IX secolo, venne ribattezzata "Batarliah" o "Batraliah" e divenne centro importante quale piazzaforte militare strategica e mercato. Gli storici Edrisi ed Al-Muqaddasi raccontano di una città murata collocata sotto una rocca, con grande abbondanza di risorse idriche e che ospitava un mercato, un castello, una chiesa ed una moschea, segno della presenza di una pluralità di comunità etnico-religiose. Della presenza araba sono sopravvissute talune espressioni dialettali o denominazioni di contrade e un prezioso candelabro bronzeo, parte del ricco tesoro della Chiesa Madre. I normanni conquistarono Petralia intorno al 1062, fondandovi un Castello. Il centro, dapprima infeudato a tale Maimun Gaito, forse già emiro arabo, fu poi terra demaniale per finire a Gilberto di Monforte (1201) e, durante il periodo svevo, ai Ventimiglia di Geraci. Dopo vennero i Moncada, i Cardona e gli Alvarez de Toledo, fino all'abolizione della feudalità nel 1817. Fino alla fine del XV sec. (prima dell'Editto di espulsione del 1492) vi era insediata una comunità ebraica con una sua "meschita judeorum". In un documento del 1258 appaiono per la prima volta distinte Petra "inferior" (Petralia Sottana) e Petra "superior" (Petralia Soprana) in origine certamente un'unica comunità. Su quale delle due sia la più antica esiste un'antica contesa, a tutt'oggi di difficile soluzione, che s'innesta su una storica rivalità di campanile, superata solo in tempi recenti. Il centro, a partire dalla conquista normanna, acquisì progressivamente i caratteri della "città rurale" con un'economia piuttosto chiusa fondata sull'agricoltura (latifondo cerealicolo) e la pastorizia, con una forte stratificazione sociale che divideva la grande massa di contadini ed allevatori da artigiani, aristocrazia e clero. La Controriforma portò con sé oltre a numerosi insediamenti monastici (alcuni di notevole pregio artistico e architettonico) anche un discreto numero di condanne emanate dall'Inquisizione. Il XIX secolo portò una notevole vivacità economica, sociale e culturale: dopo l'impresa garibaldina (cui il paese partecipò con un gruppo di volontari) vi s'insediarono gli uffici pubblici a servizio del comprensorio delle Alte Madonie ed opifici vari, facendola diventare un po' il capoluogo (era sede anche del collegio elettorale) ed "il centro più progredito" della zona (come ricorda lo scrittore polizzano Giuseppe Antonio Borgese). Sulle sue strade passava il percorso della Targa Florio. Già prima della Grande Guerra iniziò un consistente flusso di emigrazione diretta dapprima verso le Americhe, poi (secondo dopoguerra) verso l'Europa centro-settentrionale ed il Nord Italia e, per altri versi, verso Palermo e le città della fascia costiera, che hanno ridotto gli abitanti dagli oltre 10.000 dei primi del '900 (comprendendo allora anche l'attuale comune di Castellana Sicula) ai numeri odierni. Dopo la Liberazione, avvenuta ad opera degli anglo-americani nel 1943 a seguito di importanti operazioni militari nella zona, e la fine della seconda guerra mondiale esplose il conflitto sociale: la battaglia per la riforma agraria, con l'occupazione delle terre, costò la vita al sindacalista Epifanio Li Puma, nella vicina Raffo, ucciso dalla mafia al soldo dei baroni.
[modifica] Principali monumenti
[modifica] Chiesa MadreLa principale chiesa del paese, comunemente definita come "Madrice", sorge, probabilmente già nel IX secolo. Dell'antico tempio, che aveva per lunghezza l'attuale larghezza, sopravvive solo il portale secondario trecentesco in stile gotico-catalano. L'attuale struttura, a tre navate ed impianto basilicale, venne realizzata fra il 1632 ed il 1790, assieme all'attiguo campanile in pietra bianca con sottopasso a sesto acuto. Ospita opere dello Zoppo di Gangi e dei Gagini, nonché un pregevole trittico opera di Gaspare da Pesaro, allievo del più famoso Gentile da Fabriano. Nella stessa Chiesa Madre si trova la statua di San Calogero, patrono del paese, opera di Frate Umile da Petralia e numerose statue e tele di un arco temporale che va dal '600 all'800. La Chiesa conserva un notevolissimo "tesoro", comprendente opere di oreficeria ed argenteria barocche e neoclassiche, ed un interessante ed antico archivio, recentemente riordinato.
[modifica] Chiesa di San Francesco d'AssisiSorta, assieme all'annesso Convento (oggi sede del Museo Civico), nel '400, la sua attuale configurazione risale al XVII secolo. Adornata da pregiati affreschi barocchi, ospita tele dello Zoppo di Gangi e della scuola del Novelli, oltre ad un pregevolissimo pulpito barocco in legno dorato.
[modifica] Chiesa della SS.Trinità (Badia)Sorge dopo il 1531 assieme all'attiguo Convento delle Domenicane di Clausura (oggi Istituto Magistrale). Ospita una grande ancona marmorea di Giandomenico Gagini, tele del Visalli e del D'Antona ed un rarissimo organo barocco.
[modifica] Chiesa di Santa Maria la FontanaSorta nel '600 sul luogo che un tempo, probabilmente, era occupato dalla sinagoga, alle spalle della rocca che attraversa il paese. Ospita pregevoli sculture seicentesche e tele di scuola siciliana.
[modifica] Museo CivicoOspitato nei locali dell'ex-convento dei PP.Minori francescani, al centro del paese, è costituito da una collezione geologica ed è in avanzata fase di realizzazione la parte archeologica, che accoglierà la preziosa collezione Collisani.
[modifica] Palazzo del Giglio (Municipio)Sorge nel XIX secolo sul luogo dell'antico Ospedale. Custodisce affreschi ottocenteschi, tele dello Zoppo di Gangi ed un notevole archivio storico.
[modifica] ex Convento dei RiformatiLa sua notevole struttura, posta nella parte più alta del paese, viene realizzata nel XVII secolo. Passato dal XIX secolo nel patrimonio del Comune, è diventato per lunghi decenni caserma militare. Ospita oggi una sede dell'Università di Palermo.
[modifica] Archeologia industriale
[modifica] Centrale IdroelettricaCompletata nel 1909, è sita in contrada Catarratti, non lontano dal paese. La struttura, oggi non più in produzione, conserva architetture e macchinari dei primi del Novecento.
[modifica] PastificioSorto nei primissimi anni del '900 come Pastificio "Pucci e Calascibetta", opera a tutt'oggi come Pastificio "Castagna".
[modifica] Produzione del gessoLa rocca "Balate", di fronte al paese, è luogo di estrazione della pietra da gesso, attività proseguita fino agli anni '50. Dell'attività estrattiva permangono diverse tracce, specialmente nei piccoli fabbricati dei primi del '900 impiegati per la cottura e la macinazione.
[modifica] Economia e societàAttualmente l'economia del paese, che mantiene un'importante posizione di centralità nel comprensorio madonita, si regge su un forte apporto dell'impiego pubblico, su modeste attività agricole e commerciali con un settore turistico in crescita, anche grazie alla stazione turistica di Piano Battaglia. Dal punto di vista sociale vi è una forte incidenza della popolazione anziana, nonostante ciò i tassi di scolarizzazione e d'istruzione superiore sono al di sopra della media nazionale.
[modifica] Cittadini illustri
[modifica] Folklore e tradizioni popolari
[modifica] Ballo della CordellaIl Ballo della Cordella è rievocazione di antichissime tradizioni contadine, di origine pre-cristiana. Si fondono infatti il ringraziamento per il raccolto e l'augurio di fecondità rivolto alla terra e agli sposi. In antico il ballo doveva essere dedicato alla dea pagana Cerere, protettrice delle messi e dei raccolti, poi sostituita con l'avvento del cristianesimo dalla Madonna dell'Alto (venerata nel vicino Santuario). Il ballo è preceduto da un corteo nuziale e da uno sposalizio simbolico. Le dodici coppie di ballerini, simboleggianti i mesi dell'anno, ballano intorno ad un palo sormontato da spighe di grano reggendo dei nastri di vari colori, che vengono intrecciati a simboleggiare le stagioni. Canti ed invocazioni accompagnano il tutto. La manifestazione, rievocata fin dagli anni '30, si tiene la terza domenica d'agosto di ogni anno.
[modifica] Festa della CastagnaLa Festa della Castagna si tiene, di solito, nell'ultima settimana del mese di ottobre di ogni anno. La manifestazione, che prende il via negli anni '70, più che una sagra legata ad un prodotto tipico (la castagna, che pure abbonda nei boschi intorno alla località) è espressione dell' "essere pungenti" come il riccio che accoglie la castagna. Sfilata di carri allegorici, distribuzione di prodotti tipici e spettacoli di satira locale. [modifica] Frazioni
[modifica] Piano BattagliaFrazione di Petralia Sottana collocata a circa 1600 metri sul livello del mare in un'ampia conca carsica nel cuore della catena montuosa delle Madonie. Ospita strutture per la pratica degli sport invernali (impianti di risalita) ed è una frequentata stazione turistica, con numerose strutture ricettive. È inserita in una pregevole cornice naturalistica, circondata da un'antica faggeta.
Sindaco: Roberto Ardizzone
dal 28/05/2002
[modifica] Stemma civicoLo stemma civico è il Giglio di roccia ricollegato, alla probabile origine della denominazione del paese (Lilium Petrae). Lo stemma è sormontato dalla corona di città.
[modifica] Amministrazione in caricaAlle elezioni del 27 maggio 2002 è stato eletto sindaco Roberto Ardizzone, esponente della Margherita, sostenuto dalla lista civica di centro-sinistra "Insieme per Petralia".
[modifica] Giunta comunaleDella Giunta comunale, oltre al Sindaco, fanno parte:
[modifica] Consiglio ComunaleIl Consiglio comunale è composto da 15 membri. Di cui i 9 della maggioranza sono:
L'opposizione è divisa nel gruppo misto di cui sono componenti:
e nel gruppo "per la Nuova Petralia", di centro-destra, composto da:
[modifica] Evoluzione demografica |
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