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Sardegna

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 Regione Sardegna
Regione autònoma de sa Sardìgna
regione autonoma a statuto speciale
Stato:  Italia
Zona: Italia insulare 
Capoluogo: Cagliari
Superficie: 24.090 km²
Abitanti: 1.655.677  
Densità: 69 ab./km²
Province: Cagliari, Carbonia-Iglesias , Medio Campidano , Nuoro, Ogliastra , Olbia-Tempio, Oristano, Sassari
Comuni: Elenco dei 377 comuni
Presidente: Renato Soru  dal 4.4.04
Sito istituzionale

La Sardegna (in Sardo Sardigna o Sardinnia, in catalano Sardenya, in francese Sardaigne, in inglese Sardinia, in spagnolo Cerdeña, in tedesco Sardinien) è un'isola e una regione autonoma a statuto speciale della Repubblica Italiana.

La Sardegna vista dal satellite

Generalità

Il riconoscimento della specialità statutaria, sancito nella Costituzione del 1948, garantisce alle istituzioni regionali una larga autonomia amministrativa e culturale. Infatti, unitamente alla Corsica, l'isola è depositaria di una millenaria cultura autoctona, con singolari peculiarità etniche e linguistiche, e nel contesto storico e culturale italiano è prettamente considerata un'area a sé stante. Situata al centro del Mediterraneo occidentale, l'accentuata insularità è stata il fattore predominante che ha contribuito a differenziarla dalle altre Regioni d'Italia, anche se, già dall'antichità, esistevano continui rapporti commerciali con il continente, principalmente verso il Lazio e la Toscana.

In epoca moderna, molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato nelle loro opere le bellezze incomparabili dell'isola, immerse in un ambiente in gran parte incontaminato, che ospita un paesaggio botanico e faunistico con specie uniche al mondo e nel quale si trovano poi le vestigia del misterioso periodo nuragico, di quello fenicio e punico, di quello romano. Lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, nel suo pellegrinare all'interno delle Barbagie, scriveva meravigliato nel suo diario di viaggio: «questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo».

Il nome Sardegna deriva da quello dei suoi antichi abitatori: i Sardi. Ben conosciuta nell'antichità sia dai Fenici che dai Greci, fu da questi ultimi chiamata Hyknusa o Icnussa (Ιχνουσσα), che significa impronta, sicuramente perché nella sua forma ravvisavano l'orma di un piede umano. I Latini invece la chiamarono Sandalion, cioè sandalo.

Indice

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Geografia

La Sardegna è, per estensione, la seconda isola italiana e dista circa 180 Km dalle coste della penisola – dalla quale è separata dal Mar Tirreno –, mentre il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine che si trovano 190 Km circa più a Sud. A Nord, per 11 km, le bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e il Mar di Sardegna, ad Ovest, dalla penisola iberica e dalle isole Baleari.

 

La Sardegnaper zone altimetriche

E' una regione prevalentemente collinare ( lo è per il 67,9% del suo terriotorio ), ma presenta anche zone pianeggianti (18,5%) e montuose (13,6%).

Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d'Italia.

 

Geologia

La storia geologica della Sardegna, insieme a quella della Corsica – sua isola gemella – cominciò circa 100 milioni di anni fa, attraverso gli spostamenti e gli scontri tra la grande placca africana, quella eurasiatica e quella nord-atlantica. Tra 35 e 13 milioni di anni fa, questi fenomeni crearono una profonda frattura che correva lungo tutta la costa che attualmente va dalla Catalogna alla Liguria. I relativi lati rocciosi originati da questa frattura sono ancora visibili tra i graniti cristallini che affiorano oggi in Provenza, nel massiccio dell'Esterel – tra Cannes e Frejus – e poi, oltre il Mare di Sardegna, sulla costa sud-occidentale còrsa e su quella nord e nord-occidentale sarda.

Lungo questa spaccatura, circa 30 milioni di anni fa, si originò il distacco di una micro-placca che comprendeva a Nord-Est le attuali Sardegna e Corsica, e più a Sud-Ovest il complesso delle isole Baleari. Conseguentemente, la rotazione della placca sardo-corsa in senso antiorario, nel suo progredire, determinò il sollevamento dal mare della catena degli Appennini e delle Alpi Apuane. Furono queste le cause che portarono la Sardegna e la Corsica a migrare dalla parte continentale. Esse raggiunsero la loro posizione attuale circa 6-7 milioni di anni fa e al fenomeno della migrazione si aggiunse più tardi la tensione di apertura del Mar Tirreno, che creò conseguentemente la conformazione orientale tra le due isole e la penisola italiana.

La Sardegna

 

Geografia fisica

La sua superficie è di 24.090 km² e gli abitanti sono circa 1,65 milioni, per una densità demografica di 68 abitanti per km².

Più dell'80% del territorio è montuoso; per il 68% è formato da colline e da altopiani rocciosi chiamati giare o gollei - se granitici o basaltici - tacchi o tonneri - quelli in arenaria o calcarei. Le montagne sono il 13,5% e sono formate da rocce antichissime, livellate da un lento e continuo processo di erosione. Presentano forme arrotondate e culminano nella parte centrale dell'Isola con Punta La Marmora, a 1.834 m s.l.m, nel Massiccio del Gennargentu. Da Nord, si distinguono i Monti di Limbara (1.362 m), i Monti di Alà (1.090 m), il Monte Rasu, il Monte Albo (1.127 m) e il Supramonte con le Dolomiti di Oliena (1.463 m). Verso Sud i Monti dell'Iglesiente digradano verso il mare con minori altitudini.

Le zone pianeggianti sono il 18,5% del territorio; la pianura più estesa è il Campidano, che separa i rilievi centro settentrionali dai monti dell'Iglesiente, mentre la piana della Nurra si trova nella parte nord-occidentale verso la città di Sassari.

I fiumi hanno carattere torrentizio e i più importanti sono sbarrati da imponenti dighe che formano ampi laghi artificiali utilizzati principalmente per irrigare i campi; tra questi il bacino del lago Omodeo, il più vasto d'Italia. Seguono poi il bacino del Flumendosa, del Coghinas, del Posada. I fiumi più importanti sono il Tirso, il Flumendosa, il Coghinas, il Cedrino. L'unico lago naturale è il lago di Baratz, a nord di Alghero.

Le coste, per complessivi 2.400 Km, sono alte, rocciose e con piccole insenature che a nord-est diventano profonde e s'incuneano nelle valli (rias). Litorali bassi, sabbiosi e talvolta paludosi si trovano nelle parti meridionale e occidentale: sono gli stagni costieri, zone umide molto importanti dal punto di vista ecologico. Le coste si articolano nei golfi dell'Asinara a settentrione, di Orosei a oriente, di Cagliari a meridione e di Oristano a occidente. L'isola è circondata da molte isole ed isolette, tra le quali l'isola dell'Asinara, San Pietro, Sant'Antioco, l'isola di Tavolara, l'arcipelago della Maddalena con Caprera.

 

Città

Le due aree metropolitane, i principali centri fra 50.000 e 25.000 abitanti, e quelli oltre i 10.000 abitanti.

Le città più importanti sono Cagliari, capoluogo regionale, e Sassari.

Cagliari (160.000 abitanti) è al centro di un'area metropolitana di oltre 450.000 abitanti che comprende anche i comuni di Quartu Sant'Elena (69.000 ab.), Selargius (29.000 ab.), Assemini (25.000 ab.), Capoterra (22.000 ab.), Monserrato (21.000 ab.), Sestu (15.000 ab.), Sinnai (15.000 ab.) e Quartucciu (10.000 ab.).

Sassari, unica altra città a superare i 100.000 abitanti (128.000 ab.) possiede un'area urbana, espansa soprattutto verso nord ed il Golfo dell'Asinara, di oltre 200.000 abitanti comprendente anche Porto Torres (21.000 ab.) e Sorso (14.000 ab.).

Le rimanenti città che svolgono funzione di polarità locale hanno tutte una popolazione compresa tra i 10.000 e i 50.000 abitanti: Olbia (50.000 ab.), Alghero (40.000 ab.), Nuoro (37.000 ab.), Oristano (33.000 ab.), Carbonia (31.000 ab.), Iglesias (28.000 ab.), Villacidro (15.000 ab.), Tempio Pausania (14.000 ab.), Guspini (13.000 ab.), Arzachena (12.000 ab.), Sant'Antioco (12.000 ab.), La Maddalena (11.000 ab.), Ozieri (11.000 ab.), Macomer (11.000 ab), Siniscola (11.000 ab.), Tortolì (10.000 ab.) e Terralba (10.000 ab.). Tra i centri minori con meno di 10.000 abitanti troviamo inclusi alcuni capoluoghi di provincia, come Sanluri (8.500 ab.) e Lanusei (6.000 ab.).

 

Clima

Il clima mediterraneo è tipico di gran parte della Sardegna, tranne alcune zone interne contraddistinte da un clima più rigido. Lungo le zone costiere, dove risiede la gran parte della popolazione, abbiamo inverni miti, grazie alla presenza del mare (nevicate rare, all'incirca ogni 5-10 anni e temperatura quasi mai sotto lo zero) ed estati calde e secche; la bassa umidità e la relativa mancanza d'afa, come la notevole ventosità, permette di sopportare più facilmente le elevate temperature estive, capaci di raggiungere normalmente i 35-40°C.

La Sardegna è inoltre una regione molto ventosa (soprattutto grazie al Maestrale), peculiarità che permette una efficace dispersione di tutti gli inquinanti, oltre all'installazione di numerosi impianti eolici sui crinali dei principali rilievi.

 

Storia

Situata strategicamente al centro del mar Mediterraneo occidentale, la Sardegna fu sin dagli albori della civiltà umana un attracco obbligato per quanti navigavano da una sponda all'altra del mare nostrum in cerca di materie prime e di nuovi sbocchi commerciali. Il suo territorio, ricco di boschi, di acque e di importanti minerali, fu luogo di insediamenti importanti, e gli approdi naturali lungo le sue coste si rivelarono essenziali per le navi che transitavano su rotte dirette verso altri porti.

È così che nella sua storia millenaria ha saputo trarre vantaggio sia dal proprio isolamento, che ha consentito lo svilupparsi dell'incredibile e misteriosa civiltà nuragica, sia dalla propria posizione strategica, ostacolo inaggirabile nella rete degli antichi percorsi. Il risultato è che nel suo antico bagaglio storico si trovano segni di solide culture indigene sviluppatesi praticamente immutate nel corso dei secoli, così come i segni delle maggiori potenze coloniali antiche. Sono ricche le testimonianze di queste presenze disseminate dappertutto lungo l'intera isola.

 

I primi abitanti

Per approfondire, vedi la voce Storia della Sardegna preistorica.
 

Baronìa – Tomba dei Giganti de sa Ena 'e Thomes

Le prime tracce di presenza umana in Sardegna, risalenti al Paleolitico, consistono in rudimentali selci, ritrovate nel sassarese, scheggiate in un periodo compreso tra i 500.000 e i 100.000 anni fa per costruire utensili. Per trovare l'uomo più evoluto bisogna risalire a 14.000 anni a.C.: gli scavi della grotta di Corbeddu, a Oliena, oltre a delle pietre sbozzate, hanno restituito anche fossili umani. Le testimonianze dell'uomo Neolitico (6.000 - 2.700 a.C.) sono numerose: i neolitici più antichi incidevano le loro ceramiche con il bordo di una conchiglia, il cardium edule, e la civiltà cardiale si sviluppò fino a 4.500 a.C. La successiva civiltà di Bonu-Ighinu durò fino al 3.500 a.C. circa, mentre l'ultimo periodo è caratterizzato dalla civiltà di San Michele che giunse fino al 2.700 a.C. I neolitici sardi vivevano all'aperto e in grotte, allevavano bestiame, utilizzavano strumenti in selce ed in ossidiana, coltivavano cereali, cacciavano e pescavano. Conoscevano la tessitura, scolpivano statuine stilizzate raffiguranti la Dea Madre accentuando le forme del seno e del bacino, costruivano ciotole e vasi decorati in vario modo. Si svilupparono in quel periodo due forme di architettura funeraria: da una parte strutture megalitiche come dolmen e menhir (pedras fittas), dall'altro le domus de janas (casa delle fate o delle streghe)[1], tombe scavate nella roccia che riproducevano l'intera struttura abitativa e nelle quali venivano seppelliti i morti, colorando con ocra rossa il pavimento, le pareti della tomba e anche il corpo del defunto. Nella fase finale del periodo neolitico (fino al 1.600 a.C.) si succedono altre due civiltà ceramiche (di Ozieri (Monte Claro) e di Bonnanaro), e inizia la lavorazione dei metalli: prima il rame, poi il bronzo.

I costruttori di torri

Per approfondire, vedi le voci Civiltà nuragica e Nuraghe.

Barumini – Su Nuraxi – la reggia nuragica. Il sito è stato classificato dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità. Secondo alcuni studiosi l'isola era molto popolata: si suppone che su una media di 5000 nuraghi semplici, di 3000 fra nuraghi complessi e villaggi, con una media di 10 abitanti per ogni torre isolata e di 100 abitanti per ogni borgo, si poteva contare una popolazione di circa 350.000 unità (la Sardegna raggiungerà nuovamente una simile densità abitativa solo nel Quattrocento).

Più di 7.000 nuraghi, (8.000/12000 secondo altre fonti), uno ogni 4 km², e centinaia di villaggi e tombe megalitiche sono la testimonianza di una delle civiltà mediterranee più misteriose, al punto che anche le interpretazioni più avanzate sulla funzione delle torri nuragiche e sulla vita e struttura sociale di questo popolo mancano di riscontri archeologici certi. Ma allora, i nuragici, i costruttori di torri (Tyrrhenoi, come li chiamavano i Greci), chi erano? [2], Dalle testimonianze delle genti antiche con cui interagivano, sicuramente erano un popolo di guerrieri e di naviganti, di pastori e di contadini, suddiviso in piccoli nuclei tribali (clan). Andavano per mare, commerciavano con Micene, con i Fenici, con gli Etruschi. Furono i padroni assoluti della Sardegna per circa 1000 anni (dal 1.500 al 500 a.C.), su un territorio allora ricchissimo di boschi, di acque, di fertili valli. Il nuraghe era il centro della vita sociale delle tribù, ma oltre alle torri, altre strutture megalitiche caratterizzavano la civiltà nuragica: le tombe dei giganti (luoghi di sepoltura) e i pozzi sacri (luoghi di culto). Le enormi steli centrali delle tombe dei giganti (molte superano i 4 m di altezza) e la straordinaria precisione costruttiva dei pozzi sacri [3] dimostrano la complessità e la raffinatezza raggiunta da questa civiltà. Anche la produzione di bronzetti [4], con raffigurazioni a volte realistiche, a volte immaginarie, aggiunge fascino al mistero dei nuragici, mistero destinato sicuramente a durare ancora per la mancanza di un elemento fondamentale per decifrare le civiltà antiche: la scrittura. Infine furono sconfitti da Cartagine e da Roma. A quel punto la Sardegna si è divisa. Nelle valli e sulla costa ha trionfato la civiltà dei vincitori; in montagna e nelle zone impervie, mai romanizzate (la Barbagia), la cultura nuragica ha resistito tramandandosi nei secoli: per la sua originalità e per i suoi misteri è quella che più di ogni altra simboleggia la Sardegna.

I Sardi

La popolazione sarda appartiene a un gruppo di genti mediterranee arrivate in Sardegna attraverso varie migrazioni. L'isolamento millenario e le difficili condizioni ambientali – dovute a malattie come la malaria – hanno generato nel tempo particolari caratteristiche antropologiche. Queste caratteristiche somato-psichiche si sono sviluppate attraverso i millenni e, per le note vicende preistoriche e storiche, sono dovute oltre che alla marcata insularità, anche alla consanguineità e a originali costumi ed usi propri. Per queste ragioni i Sardi ed i Corsi si differenziano non solo dagli altri europei, ma anche dai vari gruppi mediterranei, ad eccezione dei Baschi, insieme ai quali sono tra le popolazioni più omogenee d'Europa, nonostante le dominazioni succedutesi nel corso dei secoli. Tale omogeneità non è comunque la stessa su tutto il territorio dell'Isola, ma si distinguono chiaramente vari gruppi, in ognuno dei quali gli individui che ne fanno parte presentano una frequenza di caratteri ereditari ed ambientali simili. Le principali varianti sono quella settentrionale e quella centro meridionale. Questa differenziazione risale all'epoca neolitica (circa 5.000 anni fa), ed è continuata nell'eneolitico e nel periodo nuragico, fino ai nostri giorni. Su una popolazione mediterranea, ma pre-indoeuropea per la lingua (come è stato dimostrato dal glottologo L. Wagner), si sono avute infiltrazioni provenienti dall'Eurasia.

Lingue e dialetti della Sardegna

Per approfondire, vedi le voci lingua sarda, dialetto sassarese, dialetto gallurese e dialetto algherese.

Il sardo è una lingua neolatina autonoma appartenente al gruppo delle lingue indo-europee, considerata la più conservativa tra le lingue derivanti dal latino.

Ai tempi di Giulio Cesare, un cittadino romano, prima di partire per un breve viaggio, avrebbe molto probabilmente chiesto alla moglie di preparargli una bisaccia dicendo «pone mihi tres panes in bertula»; esattamente la stessa frase è attualmente ancora utilizzata in sardo per chiedere la stessa cosa. Il sardo è infatti la lingua neo-latina che più di tutte contiene frasi ancora interamente latine. Parlata ovunque nell'isola, sono unanimemente riconosciute dai glottologi due macro-varianti (gruppi) non ancora unificate:

  • A nord il Logudorese (costituisce il tipo più caratteristico e conservativo) comprendente le parlate del Logudoro e del Nuorese. Il dialetto nuorese, nonostante sia di tipo logudorese, si caratterizza per maggiore arcaicità e purezza rispetto al logudorese comune e per questo motivo viene talvolta trattato come una variante autonoma.
  • A sud il Campidanese, maggiormente influenzato dal catalano e dall'antico toscano, parlato nell'intero meridione dell'isola e che costituisce la variante più diffusa.

Il sardo, oltre che in queste 2 varianti, è frammentato in una certa quantità di dialetti (sono state individuate 67 varietà interne, corrispondenti a variazioni fonetiche e lessicali) che però non ne impediscono la comprensione reciproca all'interno di ciascun gruppo.

I dialetti gallurese e sassarese, di tipo còrso, appartengono linguisticamente al gruppo dei dialetti italiani e non sono dunque a rigore linguisticamente ascrivibili alla lingua sarda se non geograficamente e per varie influenze lessicali. Il gallurese è particolarmente affine ai dialetti del sud della Corsica e conosciuto dai linguisti anche col nome di còrso-gallurese.

Ad Alghero è parlato un dialetto della lingua catalana (algherese) mentre nelle isole del Sulcis, a Calasetta e Carloforte, è parlato un dialetto di tipo ligure arcaico (tabarchino) portatovi dai coloni di origine genovese esiliati dall'isola di Tabarka (Tunisia) nel XVIII secolo. A Isili è inoltre in via di estinzione il gergo di origine zingara dei ramai ambulanti locali (Romaniska);

Sono tutte lingue romanze derivate dal latino e dai precedenti substrati preistorici, e appartenenti alla famiglia delle lingue indo-europee. Più di un milione e mezzo di Sardi parlano una di queste lingue, che dopo l'italiano sono le lingue più parlate in Italia. Nell'ambito delle iniziative per l'ufficializzazione dell'uso della lingua sarda, la Regione ha avviato dei progetti denominati LSU (Limba Sarda Unificada) e LSC (Limba Sarda Comuna) al fine di definire e normalizzare trascrizione e grammatica di una lingua unificata che comprenda le caratteristiche comuni delle varianti logudorese, nuorese, e campidanese. Nell'aprile del 2006 la Limba Sarda Comuna è diventata lingua ufficiale dell'amministrazione regionale sarda.

Per approfondire, vedi la voce launeddas.

La musica tradizionale sarda, sia cantata che strumentale, è una delle più antiche e ricche del Mediterraneo: basti pensare che in un vaso risalente alla cultura di Ozieri – circa 3000 anni a.C. – si documenta un tipico "ballo sardo". È impossibile sapere quali strumenti musicali suonassero gli artisti di allora insieme alle launeddas ma, presumibilmente, si trattava di quello più antico di tutti e cioè la voce, con la quale molto probabilmente i nuragici si sono esercitati a lungo, visto che sono riusciti ad elaborare un incredibile coro polifonico, i tenores (su concordu, su tenore, su contrattu o s'aggorropamentu attualmente tipici dell'area barbaricina), dimostrando di conoscere bene i principi dell'armonia nella polifonia. Nel 2005, l'Unesco li ha classificati come patrimonio orale e immateriale dell'Umanità.

Da questo suono indigeno, migliaia di anni fa, ha originato uno strumento musicale polifonico unico nel suo genere, le launeddas, formato da tre canne palustri: alla più lunga, detta tumbu, è legata sa mancosa manna e poi sa mancosedda. Per poterlo suonare si utilizza una tecnica di respirazione molto particolare chiamata respirazione circolare (espirazione e inspirazione) grazie alla quale è possibile per il suonatore fornire fiato senza interruzione per diversi minuti. Altri strumenti tipici, oltre all'organetto, sono: la serraggia - costituita da una grossa canna, una sacca rigonfia ed una corda tesa che viene sfregata con un archetto di lentischio-, su pipiolu - uno zufolo fatto di canna palustre - e su tumbarinu, uno strumento a percussione tipico di Aidomaggiore e di Gavoi.

 

Le feste popolari

Mamoiada – I Mamuthones

Per approfondire, vedi la voce Le principali sagre in Sardegna.

Le feste scandiscono da sempre la vita delle comunità isolane e oggi più che mai, soprattutto con la rivalutazione di molte sagre minori, esse sono legate al desiderio (ed alla necessità) di riaffermare la propria unica identità culturale.

In Sardegna, andare per feste significa immergersi in una cultura antica alla scoperta di suoni e di armonie sconosciute, di balli ritmici con ricchi costumi tradizionali, di gare poetiche fuori dal tempo, di sfrenate corse di cavalli, di sfilate folcloristiche – a piedi o a cavallo – con preziosi e coloratissimi abiti d'altri tempi.

Spesso le feste durano diversi giorni e coinvolgono tutta la comunità; molte volte, per l'occasione, vengono preparati dolci speciali ed organizzati banchetti con pietanze tradizionali a cui tutti possono partecipare.

 

La cucina sarda

Per approfondire, vedi la voce Cucina tradizionale sarda.

La cucina sarda si basa su ingredienti molto semplici derivati dalla tradizione pastorale e contadina e dalla tradizione marinara lungo le coste. È molto varia e cambia da regione a regione non solo nel nome delle pietanze ma anche negli ingredienti. Come antipasti sono molto apprezzati i prosciutti di cinghiale, le salsicce di Irgoli e i prosciutti di Aritzo accompagnati da olive e funghi, mentre per i piatti a base di pesce si possono scegliere vari antipasti di mare. Primi piatti tipici sono i malloreddus (gnocchetti di semola conditi con sugo e salsicce), i culurgiones (fagottini ripieni di ricotta e menta oppure con un ripieno a base di patata, formaggio fresco e menta), i cui ingredienti variano da regione a regione, il pane frattau (pane carasau bagnato nel brodo con salsa di pomodoro e uovo in camicia), la suppa cuata o suppa gadduresa (pane raffermo, formaggio fresco (casgiu spiattatu), spezie, pecorino, il tutto ammorbidito con brodo di carne vaccina e cucinato al forno), sa fregula (minestra di brodo di carne con pasta di semola lavorata a piccoli grumi come il cus-cus).

 

I pani votivi e i dolci

Legata a particolari ricorrenze, la lavorazione del pane e la preparazione dei dolci in certe regioni dell'isola può diventare un'arte. Gli ingredienti sono semplici e vanno dalla farina di grano duro alle mandorle e al miele. A gennaio, per i falò di Sant'Antonio, vengono preparate sas Cozzuleddas, sos Pirighitos e su Pistiddu (una focaccia molto decorata con un ripieno di buccia d'arancia, miele e vino cotto), a seconda delle regioni. Per Carnevale si preparano sas Frisolas (li Frisgioni in sassarese) e sas Cattas (Zippulas in campidanese), che sono delle frittelle dolci. Per la festa di San Marco sono tipici i pani votivi artistici, gialli per la presenza dello zafferano, decorati con delle particolari fantasie floreali che sono delle vere e proprie effimere opere d'arte. A Nuoro per la Pasqua si preparano sas pizzinnas de ovu, figure antropomorfe fatte con la pasta dolce e decorate con un uovo, simbolo di fecondità. Un altro dolce tipico del periodo pasquale sono sas Casadinas (Pardulas in campidanese), fatte con formaggio, e sa Pischedda, aromatizzato con finocchio selvatico e buccia d'arancio. Per Ognissanti il dolce caratteristico è il pane èsapa, preparato con vino cotto, mandorle e noci, e poi tutta una varietà di Papassinos, da quelli semplici a quelli con la glassa. Da non dimenticare il tipico torrone di Tonara e gli altri dolci conosciuti anche nel continente come sas Sebadas (Seadas a secondo delle regioni) e sos Rujolos, preparati con Casizzolu e miele. Molto variegati sono i dolci per i matrimoni che vanno dai Gattò, a sos Coros, a s'Aranzada, sas Urigliettas, sos Sospiros, sas Tiriccas, sos Amarettos....

 

I formaggi

Per approfondire, vedi la voce Formaggi sardi.

La Sardegna, grazie alla sua atavica tradizione pastorale, offre la più vasta produzione di formaggi pecorini d'Europa. Sono esportati ed apprezzati ovunque, ma soprattutto in Nord America. Vi si trovano i canestrati (pecorini stagionati in cesti di vimini), le Paste di pecorino (simili alle creme di formaggio), la Frue (antenata della Feta greca), i pecorini a pasta molle (Friscu) e quelli a pasta dura (DOP), su Brotzu (Brocciu nelle Gallure), ricotta di antichissima tradizione (ottima quella stagionata su legni aromatici), su Gioddu, una sorta di yogurt di pecora (molto buono con miele amaro), e su Casizzolu (o casu conzeddu), fatto con latte vaccino, buonissimo se mangiato alla sarda (sulla brace, con legna di macchia mediterranea e bacche di mirto).

 

Vini e liquori

Pianta di Mirto. Dalle foglie e dalle bacche si ricava un liquore dal gusto inconfondibile e molto apprezzato

Per approfondire, vedi la voce Vini della Sardegna.

Da sempre la Sardegna è stata considerata un vigneto in mezzo al mare. Alcune ricerche archeologiche hanno evidenziato che già al tempo della civiltà nuragica si coltivava la vite [6] e si produceva vino. Tale tradizione è continuata con i Romani e poi, attraverso le varie occupazioni straniere, si è ancora arricchita. Tra i vini rossi il Cannonau è il più importante, insieme alla Monica, al Carignano, al Turriga, al Girò, mentre tra i bianchi i più rinomati sono il Vermentino di Gallura (DOCG), la Malvasia di Bosa, il Nasco, il Torbato, il Nuragus, il Moscato, l'Angialis, senza dimenticare la tipica Vernaccia. Vista la lunga tradizione, molti vini sono D.O.C., come il Cannonau, e variano di gusto e di gradazione a secondo delle regioni in cui vengono prodotti: quello di Jerzu è uno dei più conosciuti insieme al Nepente di Oliena. Il liquore di Mirto (sia bianco che rosso) è molto conosciuto insieme alla fortissima grappa filu è ferru ed al Villacidro.

Ambiente naturale

Più del 50% delle rocce sarde è costituito da granito. Il forte vento di maestrale, insieme alla pioggia, ha creato le incredibili sculture del vento, sparse su tutta l'isola: l' orso di Palau, l' elefante di Castelsardo, il grande ombrello di granito del fungo di Arzachena, sono opere di particolare suggestione

Per approfondire, vedi la voce Parchi e riserve naturali in Sardegna.

La Sardegna è, per estensione, la terza regione italiana e la seconda isola del Mediterraneo. Per la varietà dei suoi ecosistemi è da molti considerata come un micro-continente costituito da un alternarsi di paesaggi montuosi e di foreste, di zone completamente disabitate, di lagune, di corsi d'acqua tumultuosi, di lunghissime spiagge sabbiose e di falesie a strapiombo sul mare. Gruppi rocciosi calcarei, popolati da ginepri contorti dal vento, si possono ammirare nel Supramonte e nel Monte Albo. Le rocce frastagliate e affilate, le doline, le voragini, le arcate pittoresche e le guglie, fanno di questi posti le Dolomiti sarde.

Corallo rosso nella Grotta del Nereo, proprio sotto il promontorio di Capo Caccia, si possono ammirare intere pareti di roccia ricoperte di corallo rosso

Complessivamente le formazioni calcaree costituiscono il 10% della superficie dell'isola e sono interessate da particolari fenomeni carsici che formano grotte, voragini con laghetti sotterranei e sorgenti carsiche come quelle de Su Gologone di Oliena. Le grotte più famose sono quelle litoranee del Bue Marino, a Cala Gonone, e quelle di Nettuno ad Alghero, nel cui interno si trova uno dei più grandi laghi sotterranei d'Europa. Molto belle sono pure quelle di Is Zuddas a Santadi, Su Mannau a Fluminimaggiore, San Giovanni a Domusnovas e Su Marmuri a Ulassai, e la voragine di Ispinigoli vicino a Dorgali. Numerose poi sono quelle sommerse, tra le quali una delle più famose è la Grotta del Nereo, proprio sotto il promontorio di Capo Caccia, dove si possono ammirare intere pareti di roccia ricoperte di corallo rosso.

Più di 600.000 ettari di territorio sardo sono sotto protezione ambientale. Anche se con qualche difficoltà per quanto riguarda il Parco Nazionale del Gennargentu, sono sotto tutela alcuni dei più affascinanti tratti della costa sarda: da La Maddalena all'Asinara, dalla penisola del Sinis a Capo Carbonara.

 

Il Muflone – su muvrone –: specie autoctona, è l'emblema della fauna sarda.

Immerse in questo ambiente in gran parte incontaminato, che ospita un paesaggio botanico e faunistico con specie uniche al mondo, si trovano poi le vestigia del periodo nuragico, fenicio-punico e romano; la Regione Autonoma della Sardegna, per conservare e valorizzare questo patrimonio unico, con la legge n. 31 del 7/06/1989 ha definito le aree protette sottoposte a tutela che si trovano sull'isola; complessivamente si contano:

 

Flora e fauna terrestri

Il cervo sardo. Alla fine degli anni '80 alcuni esemplari di Cervo Sardo sono stati trasferiti in Corsica, dove la specie si era già estinta a metà degli anni '60.

Aspri, selvaggi e ricchissimi di fauna, i rilievi dell'Isola sono stati modellati dall'azione del vento e degli agenti atmosferici. Alcuni ambienti sono da primato come l'immensa dolina de su Suercone (Orgosolo), dal contorno perfettamente circolare e poi sul Supramonte - tra Orgosolo ed Urzulei - nascosta tra calcari bianchissimi, graniti erosi e ginepri secolari, si trova una delle gole più spettacolari d'Europa, con pareti alte fino a 300 metri: l'orrido di Su Gorropu. Il muflone si è perfettamente adattato a questi luoghi, così come l'aquila reale, la varietà sarda dell' astore, il gracchio corallino, il cervo sardo, il daino. Tra le foreste di aceri, lecci, agrifogli e castagni, numerosissimi sono i cinghiali, così come i gatti selvatici, la martora, le lepri, la donnola, il tasso. Un tempo erano presenti il grifone, l'avvoltoio monaco ed il gipeto, ma di tutti questi è sopravvissuto solamente il grifone, del quale esistono un centinaio di esemplari, gli unici rimasti allo stato naturale su tutto il territorio italiano. Nell'isola dell'Asinara sono presenti i caratteristici asinelli bianchi, esclusivi dell'isola, ma vi si trovano anche mufloni, capre selvatiche, cinghiali, diversi tipi di uccelli e di insetti, mentre la flora è costituita da specie di inestimabile valore botanico, ed in certi spazi, talvolta da essenze forestali plurisecolari.

Le pianure sono altrettanto ricche di flora e di fauna, come il Campidano, gli altopiani di Campeda e di Chilivani, le piane della Nurra a nord e di Orosei sulla costa orientale. I grandi pascoli bradi, ricoperti anche da vegetazione cespugliosa, sono ricchi di tante specie selvatiche. Vi si possono trovare pernici rosse, gruccioni, upupe, pivieri, pavoncelle, galline prataiole, gli aironi, e numerosi rapaci come il gheppio, la poiana e le albanelle, il falco pellegrino ed una grande varietà di rettili.

Cala Mariolu

Le coste si sviluppano per 2.400 km di costa, solo il 24% è formato da litorali sabbiosi, altrimenti è un continuo alternarsi di spiagge, costoni, calette, scogliere e falesie, molte delle quali ancora incontaminate. La costa rocciosa è in larga parte alta sul mare ed è circondata da una grande quantità di piccole isole, per lo più deserte. Quelle di dimensioni maggiori sono più di 160, principalmente[7] concentrate nell' arcipelago della Maddalena (più di 54) e nella zona di San Pietro e Sant'Antioco. Le zone costiere e le isole hanno flora e fauna molto particolari ed esclusive. Sulle pareti rocciose fioriscono il garofanino, varie specie del genere limonium, la centaurea horrida e la filiformis. La palma nana cresce insieme alle altre piante della macchia mediterranea, e nei litorali sabbiosi fioriscono il giglio di mare, la violacciocca di mare, l' armeria e il ginepro fenicio. L'aspetto faunistico più importante sono gli uccelli marini: il marangone dal ciuffo, che forma colonie di centinaia di unità; il gabbiano corso, uno degli uccelli più rari del mondo, esclusivo del Mar Mediterraneo; si trovano anche le sterne, i fraticelli e i cavalieri d'Italia, e nidificano a migliaia le procellarie.

 

Flora e fauna acquatiche

Nello stagno di Sale èPorcus (Oristano) ogni anno svernano oltre 8000 fenicotteri; altre numerose colonie preferiscono gli stagni di Molentargius (Cagliari).

Nelle zone umide, lungo tutto il perimetro dell'isola, dove le pianure sfociano sul mare, sono distribuiti stagni e lagune: circa 12.000 ettari di zone umide pari al 10% di tutto il patrimonio nazionale. Sono aree ad alta produttività naturale ed ancora oggi utilizzate dall'uomo per la pesca. Quelle di maggiore importanza naturalistica sono protette da convenzioni internazionali. Sono il paradiso dell'osservazione degli uccelli, specialmente d'inverno e in primavera. Nonostante la ricchezza di zone umide, l'unico lago naturale è quello di Baratz, nei pressi dell' Argentiera, dove l'ambiente lacustre ospita varie specie di uccelli acquatici e sulle cui rive nidifica il gruccione.

Gorgonia – Grazie alla trasparenza delle acque, i fondali sono molto colorati.

Lo spettacolo di migliaia di fenicotteri negli stagni di Sale èPorcus, nel Sinis o negli stagni di Cagliari, è indimenticabile. Assieme al fenicottero, un altro simbolo della fauna sarda è il pollo sultano; nell'Italia continentale è una specie molto rara mentre in Sardegna si riproduce anche nei canneti di piccoli stagni.

Nell' ambiente marino la straordinaria limpidezza dell'acqua è la prima qualità che distingue il mare della Sardegna dalla maggior parte del Mediterraneo.

La maggior quantità di luce che raggiunge il fondale consente alla posidonia [8] di crescere ben più profonda che il suo limite naturale. Proprio le posidonie sono il primo indicatore della buona salute di questo mare. L'enorme polmone verde produce ossigeno e ospita un'infinità di forme di vita che crescono e si riproducono nelle immense praterie del fondo.

I paesaggi sommersi sono molto complessi e ricchi di colori e richiamano sull'isola schiere di appassionati di immersioni subacquee, per ammirare, in ambienti straordinari, cernie, dentici e riciole, oppure coloratissime specie di gorgonie, di anemoni gioiello, di spugne e di gialle margherite di mare, o restare stupefatti davanti a intere pareti ricoperte di corallo rosso.

 

Gli endemismi

La Foca Monaca, uno dei mammiferi più rari al mondo, si pensa ormai estinta in Sardegna anche se ogni tanto vengono fatti avvistamenti certi.

Ampie distese di territorio sono appena sfiorate dalla presenza dall'uomo e contengono una elevata diversità di flora e di fauna, nonché un alto numero di endemismi.

La foca monaca, uno dei mammiferi più rari del pianeta, rappresentava fino agli anni Novanta un simbolo della fauna selvatica dell'isola; è stata a lungo perseguitata dai pescatori che la accusavano di rubare il pesce rompendo le reti, ma anche il turismo ha contribuito a scacciarla: nei mesi estivi i vacanzieri invadevano le spiagge e le grotte nelle quali si riproduceva.

Sull'isola si possono trovare almeno 50 specie di orchidee selvatiche.

Si pensa che sia ormai estinta ma ogni tanto vengono fatti avvistamenti certi (con tutta probabilità giovani in fase di dispersione). Sull'isola di Tavolara l'ultima riproduzione documentata risale al 1978, mentre nel 1991 ci furono degli avvistamenti a Cala Gonone. Molti avvistamenti sono stati fatti anche all'Asinara, dove si pensa di reintrodurla.

Molte piante, grazie all'isolamento dovuto all'insularità, hanno sviluppato nel tempo caratteristiche uniche. Gli endemismi botanici sono oltre 220 (il 10% di tutta la flora sarda) e alcuni sono delle vere rarità; solamente per le orchidee selvatiche, 50 delle 120 specie presenti sul territorio italiano sono in Sardegna. Alcune sono molto piccole e misurano appena 5 cm e molte hanno un'altezza che varia dai 20 agli 80 cm, ma il primato spetta alla Dacthyloriza elata sesquipedalis, i cui esemplari arrivano a un metro di altezza: in Sardegna è la specie più rara ed è presente in un unico sito, nascosto nelle montagne dell' Ogliastra.

Assolutamente unici sono il cavallino selvatico della Giara di Gesturi e l'asinello bianco dell'Asinara.
 

 

Economia

I metalli, l'agricoltura e la pastorizia furono nell'antichità le tre principali risorse che portarono l'isola al centro di intensi traffici commerciali. Prima l'ossidiana, poi l'argento, lo zinco e il rame sono stati per molto tempo una vera ricchezza per la Sardegna. Dopo il secolare sfruttamento, attualmente, le prospettive per le miniere sarde sono molto limitate e le zone minerarie (tra le quali spicca il Sulcis-Inglesiente) si stanno convertendo sempre di più al turismo. E infatti, oltre al commercio e al pubblico impiego, l'attività trainante dell'economia è il turismo, sviluppatosi inizialmente lungo le coste settentrionali e orientali dell'isola. Il terziario è il settore che occupa il maggior numero di addetti; gli occupati sono ripartiti nei tre settori nelle seguenti percentuali:

 

Turismo

Per approfondire, vedi la voce Località turistiche della Sardegna.

Gallura – Capriccioli – la costa gallurese comprende tutta la parte nord-orientale della Sardegna. È prevalentemente rocciosa e dominata dalle forme levigate del granito e dal verde scuro della macchia mediterranea.

Grazie al clima mite, caratterizzato da scarse precipitazioni concentrate nei mesi invernali, e grazie ai paesaggi incontaminati, alla purezza della acque marine, all'interesse storico e archeologico di tante località, la Sardegna è motivo di grande richiamo e attira ogni anno un gran numero di vacanzieri. Palau, Santa Teresa, Porto Cervo, Olbia, La Maddalena, Alghero, Porto Rotondo, Villasimius, San Teodoro, Dorgali, Stintino, la Costa Smeralda, sono rinomate località di fama internazionale. Ovunque, lungo la costa ma anche sulle isole, sono sorti villaggi turistici e alberghi esclusivi. Si iniziò a costruirli nei primi anni Sessanta in Costa Smeralda: nacque così Porto Cervo, con il porto e le prime ville; seguirono poi Porto Rotondo, Romazzino, Cala di Volpe, Porto Raphael. Sin dagli inizi si caratterizzò principalmente come turismo di lusso, basato sulla qualità degli spazi abitati, di quelli urbani e sulla qualità indiscussa dell'ambiente circostante. In questi ultimi anni, però, pian piano si sta diversificando; non solo mare turchese e spiagge bianchissime, ma anche varietà dell'offerta che va dall'archeologia, alla storia, all'arte, a tutte le attività che portano a contatto con l'ambiente naturale. Ormai si parla sempre più di turismo subacqueo, di golf, di turismo equestre, di escursionismo, di osservazione degli uccelli, di vela, di agriturismo – attività che si possono praticare quasi tutto l'anno e sono quindi una fonte di reddito più costante.

 

Agricoltura e Allevamento

In Sardegna si trova circa un terzo dell'intero patrimonio ovino e caprino italiano

L'agricoltura sarda è oggi legata a produzioni specializzate come quelle vinicole e quelle del carciofo, unico prodotto agricolo di esportazione. Le bonifiche e l'irrigazione hanno permesso di estendere comunque le colture e di introdurre alcune coltivazioni specializzate quali ortaggi, primizie e frutta, accanto a quelle tradizionali dell'ulivo e della vite che prosperano nelle zone collinose. La piana del Campidano produce frumento, orzo e avena, della quale è una delle principali produttrici italiane. Tra gli ortaggi, oltre ai carciofi, primeggiano e sono di un certo peso la produzione di barbabietole e di arance. Il patrimonio boschivo è stato sostanzialmente smantellato da pisani e genovesi ed è oggi sostanzialmente limitato alla quercia da sughero, che cresce spontanea favorita dall'aridità del terreno. La maggior parte del sughero italiano viene prodotto in Sardegna.

Per secolare tradizione, la percentuale degli addetti alle attività primarie è alta e l'allevamento rappresenta una fonte di reddito molto importante. Attualmente nell'isola si trova circa un terzo dell'intero patrimonio ovino e caprino italiano. Oltre alla carne, dal latte ricavato si produce una grande varietà di formaggi; basti pensare che la metà del latte ovino prodotto in Italia viene dalla Sardegna e viene in gran parte lavorato dalle cooperative dei pastori e da piccole industrie. L'altra forma di allevamento molto diffusa è quella del cavallo, principalmente razza anglo-arabo. Prima regione in Italia per numero di puledri nati (circa l'80% del totale nazionale). La Sardegna vanta una tradizione secolare nell'allevamento dei cavalli sin dalla dominazione Aragonese in cui la cavalleria attingeva dal patrimonio equino dell'isola per rimpinguare il proprio esercito o per farne ambito dono ai sovrani d'Europa.

 

Pesca

Resa insicura, in passato, dalle frequenti scorrerie saracene, la pesca è oggi un'attività che i Sardi stanno riscoprendo sempre di più, vista la pescosità di alcune zone marine e le lunghissime coste dell'isola. È molto sviluppata a Cagliari, ad Alghero e nelle coste del Sulcis: da queste zone proviene la maggior parte del pescato sardo. Tale attività ha una certa rilevanza anche in Gallura e soprattutto nell'Oristanese, dove i pescatori lavorano nei vasti stagni e nelle peschiere e si pescano in grandi quantità anguille e cefali. Ottima è anche la produzione di mitili, specialmente ad Olbia. Nelle zone di Alghero e di Santa Teresa è molto attiva la pesca alle aragoste insieme alla raccolta del corallo.

Di antica tradizione e mai abbandonate, nonostante la rarefazione del tonno, sono ancora molto importanti le tonnare di Carloforte e di Portoscuso. Costituiscono un pezzo di storia e di tradizione dei pescatori sardi, e certi riti, insieme a particolari tecniche di pesca, sono rimasti immutati nel tempo, come la lavorazione stessa delle bottarghe e delle frattaglie. Gran parte dei tonni vengono esportati direttamente in Giappone, dove sono consumati entro 72 ore dalla pesca.

 

L'industria

Raffineria

La nascita del settore industriale sardo contemporaneo (escludendo quindi il settore minerario) è principalmente dovuta all'apporto di finanziamenti statali, concentrati soprattutto negli anni 60-70. La politica economica finalizzata all'accrescimento industriale nell'Isola si è caratterizzata in quel periodo con la formazione dei cosiddetti "poli di sviluppo" industriali, a Cagliari, Porto Torres e in un secondo momento ad Ottana. Sono sorti così i complessi petrolchimici e le grandi raffinerie per la lavorazione del greggio, che si collocano attualmente tra le maggiori d'Europa.

Nell'Ogliastra e nel Nuorese si trovano stabilimenti specializzati nella produzione di fibre tessili sintetiche e industrie della carta (Arbatax). Di portata modesta sono invece le industrie manifatturiere.

L'energia viene prodotta, in misura anche superiore al fabbisogno, da centrali idroelettriche alimentate dai bacini che raccolgono le acque dei fiumi e da centrali termoelettriche alimentate a carbone di importazione estera.

 

L' Artigianato

L'artigianato tradizionale sardo è un insieme di arti popolari estremamente vario, sviluppato in campi molto diversi, ricco di gusto e originalità. Alcune di queste forme artistiche sono di origine molto antica ed hanno subito l'influenza delle diverse culture che hanno segnato la storia dell'isola.

La ceramica è diffusa in diverse zone [9], ma i maestri più noti operano ad Assemini, Decimomannu, Dorgali, Oristano, Pabillonis, Siniscola, Villaputzu.

La tessitura in lana, cotone e lino di tappeti, arazzi, cuscini e tende [10] è in larga parte ancora praticata a mano con telai di concezione molto antica, ma molte delle produzioni meccanizzate mantengono le caratteristiche della tradizione. Le più famose sono quelle di Bonorva, Dorgali, Nule, Nuoro, Osilo, Samugheo, Sarule, Sedilo e Tonara.

I lavori tradizionali di oreficeria, dal gusto molto raffinato, sono in filigrana. I gioielli rappresentano una delle testimonianze artigianali più autentiche dell'isola. Costituiscono parte integrante dei costumi tradizionali, e la scelta di spille e bottoni in filigrana e di collane arricchite con corallo, pietre dure e perle è molto vasta. Gli orafi [11] e gli argentieri più apprezzati sono quelli di Bosa, Iglesias, Oristano, Nuoro, Sassari, Sinnai e Oliena, nota anche per la produzione di scialli neri [12], con ricami in colori vivaci e fili d'oro e d'argento. Ad Alghero, insieme alle produzioni in filigrana, viene lavorato anche il corallo.

La lavorazione del legno è caratterizzata da prodotti molto originali e tipicamente sardi, come le cassapanche intagliate, le sedie impagliate di Assemini, le bisere dei Mammuthones (ossia le maschere [13], tradizionali di Mamoiada e Ottana) e le produzioni in sughero di Calangianus. A Castelsardo, Ollolai, Olzai, San Vero Milis, Tinnura e Sinnai, l'artigianato più tipico è la lavorazione di cestini [14], in fibre vegetali.

Altra antica tradizione artigianale sarda è quella della leppa (coltello a manico fisso), e della resolza (coltello a serramanico). Esistono diverse scuole tra le quali quella di Pattada è una delle più rinomate, seguita da quella di Arbus e Santu Lussurgiu. I manici sono generalmente in corno di montone o di muflone e sono intarsiati a mano: quelli con le lame damascate sono molto ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.

 

Le miniere

Per approfondire, vedi la voce Storia mineraria della Sardegna.

La Sardegna è la regione italiana con il sottosuolo più ricco di minerali. Conosciuti sin dall'antichità, alcuni centri minerari erano sfruttati per l'estrazione di piombo, zinco, rame e argento (la galena argentifera conteneva fino a 10 kg d'argento per tonnellata di minerale). A partire dal 1800, furono aperte miniere di carbone, antimonio e bauxite: i giacimenti più importanti si trovano nell'Iglesiente, nel Sulcis, nel Sarrabus, nella Nurra e nella zona dell'Argentiera.

Attualmente l'attività estrattiva sta attraversando un periodo di grave crisi e molte miniere sono state chiuse perché poco competitive: l'economia dell'Iglesiente si sta legando non più alle miniere ma al turismo e allo sviluppo del Parco Archeologico Minerario, sotto il patrocinio dell'Unesco, con la salvaguardia del patrimonio storico e architettonico delle miniere e utilizzando la bellezza incontaminata delle sue coste come sua altra grande risorsa.

 

Demografia

Per approfondire, vedi la voce Demografia della Sardegna.

Nonostante una civilizzazione plurimillenaria e una popolazione residente quasi triplicatasi negli ultimi 140 anni, la Sardegna è una delle poche regioni europee in cui un'economia moderna e diversificata convive con un ecosistema ancora intatto, se non vergine, per larga parte del territorio. Questo demograficamente ha sostanzialmente una sola causa principale: la bassissima densità abitativa, pari a 66 ab./km². Il milione e seicentomila sardi risiede infatti nella seconda isola del Mediterraneo per estensione, fatto che consegna il loro territorio al terzultimo posto per la densità fra le regioni italiane, preceduto solo dalla Valle d'Aosta con 37 ab./ km² e dalla Basilicata con 60 ab./km². Inoltre questa densità si ritrova equamente distribuita fra le province che presentano tutte valori simili (42, 88, 70, 30, 40, 55, 76 ab./ km² per le province di Nuoro, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano e Sassari rispettivamente), tranne nel caso della Provincia di Cagliari che tocca i 119 ab./ km², dato comunque sempre sensibilmente inferiore alla densità media italiana (194 ab./km²).

 

Immigrazione

Per approfondire, vedi la voce I flussi migratori in Sardegna.

La sua particolare posizione geografica, inserita al centro del Mediterraneo, le sue ricchezze minerarie e le sue fertili pianure, hanno fatto della Sardegna, sin dall'antichità, un'isola molto ambita a cui le potenze coloniali antiche non potevano rinunciare.

Sempre in guerra con i Sardi dell'interno, mai assoggettati, sia i Cartaginesi che i Romani deportarono nell'Isola un vasto numero di schiavi, utilizzati per lavorare nelle miniere e nelle pianure come agricoltori, per la produzione intensiva di cereali.

Importante fu anche l'afflusso di genti iberiche durante la dominazione aragonese e spagnola, mentre in epoca moderna, nel XIX secolo, furono molteplici gli insediamenti di pescatori Campani provenienti da Ponza e Torre del Greco, che si stabilirono nei centri marinari della costa nord orientale. Arrivarono poi popolazioni venete, chiamate da Mussolini ad insediarsi nelle bonifiche dell'oristanese e che fondarono Mussolinia (1928), chiamata poi Arborea. Molti minatori giunsero da diverse parti d'Italia per popolare il grosso centro minerario di Carbonia, nel Sulcis (1935). Gli ultimi arrivi di popolazioni in ordine temporale, furono i Giuliano-Dalmati nel 1947, scampati all'epurazione etnica perpetrata in Dalmazia e nell' Istria: si stabilirono a Fertilia, presso Alghero, nella Nurra.

In questi ultimi anni si assiste ad un flusso di immigrazione dai paesi del Maghreb e dall' Est Europa. Da terra di emigrazione, la Sardegna sta diventando terra di immigrazione. È notizia recente quella che nel comune di Arzachena, su una popolazione di 11.000 abitanti, più di 1000 persone sono di origine extracomunitaria e trovano lavoro nell'industria turistica, nel commercio e nell'agricoltura, una media molto più alta di quella nazionale.

 

Emigrazione

I Sardi che vivono al di fuori della Sardegna, secondo le ultime statistiche, sono circa 500.000. Benché sia sempre esistito un debole flusso migratorio, la grande diaspora si originò negli anni del dopoguerra con la fine dei lavori per la costruzione di grandi opere pubbliche (dighe, strade, riforestazione), avviate congiuntamente dallo Stato e dai privati al fine di ammodernare l'Isola. Molti pastori e contadini, divenuti operai e muratori, si trovarono ben presto senza lavoro, mentre il piano di rinascita economica, promesso da vari governi, tardava a concretizzarsi. Si creò così una corrente migratoria che si diresse principalmente verso le aree industriali del Nord Italia, dove si stabilirono più di 200.000 Sardi. Lasciarono l'Isola in tanti, fuggendo la crisi delle zone interne e degli agglomerati urbani, trovando lavoro in tutte le attività produttive, negli impieghi pubblici, nelle fabbriche, negli ospedali , nelle università. Molti, benché emigrando, non rinunciarono alla loro antica tradizione pastorale ed insieme alle greggi, si trasferirono in Toscana, nel Lazio e nelle Romagne, rivitalizzando territori ormai in via d'abbandono. Quelli che lasciarono l'Isola per andare in Europa, circa 150.000, si stabilirono in Germania (60.000), altrettanti in Francia, in Belgio (30.000), in Svizzera (28.000), meno numerosi in Inghilterra (circa un migliaio).

Verso la fine dell' Ottocento, un'importante flusso migratorio si diresse poi nelle Americhe ed in Australia. Ancor oggi, nella sola Argentina, si contano più di centomila persone di origini sarde. Proprio in quel lontano paese, secondo varie e contestate ricerche storiche, si stabilì colui che i Sardi considerano il più illustre degli emigrati isolani: Juan Peron [15], alias Giovanni Piras da Mamoiada.

In epoca recente, dal 1987 al 1999, secondo le più recenti statistiche, sono emigrati 15.647 isolani (82% in Europa, 16% nelle Americhe), mentre ne sono rientrati 12.869, con una differenza di 2.598 unità. La maggior parte degli emigrati degli ultimi anni proviene dalla provincia di Cagliari ed hanno lasciato l'Isola diretti per il 70% verso i grandi paesi europei (Francia, Inghilterra, Germania, Svizzera), mentre il 30% verso nazioni minori come Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Argentina e Venezuela.

 

Trasporti e comunicazioni

 

Santa Teresa di Gallura - Capo Testa. Da Santa Teresa partono i traghetti che collegano la Sardegna con la Corsica (Bonifacio).

In Sardegna si arriva sia in aereo che in nave, con l'auto al seguito oppure no: per evitare spiacevoli inconvenienti, bisogna tener conto che nei mesi estivi l'afflusso di vacanzieri verso l'isola è maggiore. Gli spostamenti nelle località interne richiedono tempo e spesso le strade sono tortuose (a parte le principali direttrici), con tante curve e saliscendi a secondo l'orografia del territorio: andare piano è d'obbligo. Ecco come raggiungere i porti principali e come muoversi:

 

Navigazione

Per mare la Sardegna è collegata con i porti di Civitavecchia, Genova, Livorno, La Spezia, Piombino, Napoli, Trapani, Bonifacio, Tolone, Marsiglia, Tunisi.

In estate aumentano il numero delle corse ed entrano in funziona anche traghetti veloci che compiono il tragitto in quattro ore circa. I porti di arrivo sono: Cagliari, Arbatax, Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres. Il porto passeggeri (Olbia-Isola Bianca) negli ultimi 30 anni è cresciuto tanto da far diventare lo scalo gallurese il primo porto passeggeri in Italia.

Visto il richiamo esercitato dall'Isola sui turisti, soprattutto nei mesi estivi, i mezzi di trasporto viaggiano sempre a pieno regime, tanto che può essere difficile trovare un posto per i vacanzieri che sono perciò costretti a prenotare, mentre nei periodi di bassa stagione i traghetti viaggiano mediamente liberi.

 

Trasporti aerei

 

La sala d'attesa per l'imbarco del nuovo Olbia-Costa Smeralda: recentemente ampliato è considerato oggi uno dei più all'avanguardia in Italia.

La Sardegna ha ricorso da sempre al trasporto aereo per contrastare gli effetti dell'insularità, fatto che l'ha portata a sviluppare una buona rete di servizi ed impianti ben distribuiti sul territorio. Specialmente negli ultimi anni, il traffico aeroportuale ha registrato forti incrementi sul numero di voli e di passeggeri, confermando come la Sardegna sia un mercato fra i più attivi ed interessanti del mercato italiano ed europeo.

Per approfondire, vedi la voce Trasporti aerei in Sardegna.

 

Trasporti su rotaia

Trenino Verde. Alcuni trenini sono mossi da locomotive a vapore: la più antica è del 1893

La rete ferroviaria, costruita sul finire del XIX secolo, è considerata insieme alla costruzione della ferrovie del Regno di Sardegna in Piemonte, come una delle cause principali del disboscamento dell'isola. Si sviluppa per 600 km e si limita a congiungere le città principali e i porti. Le Ferrovie dello Stato collegano Cagliari con Sassari (3 ore), con Olbia e Golfo Aranci (4 ore e mezza). Chilivani è lo snodo ferroviario da dove ripartono i due tronchi verso Sassari e verso Olbia-Golfo Aranci. Un'altra linea collega Cagliari con Iglesias (1 ora). L'intera rete non è elettrificata (se non in alcuni tratti legati alla zone metropolitane, come per la Metropolitana di superficie di Sassari), e presenta visibilmente decenni di mancati investimenti in innovazione, oltre all'inutilità ed assurdità di alcuni fra i pochi investimenti effettuati.

Il Trenino verde è un modo particolare per visitare alcune zone interne dell'Isola; il Trenino verde penetra in aree assolutamente prive di strade ed altrimenti irraggiungibili. È un viaggiare d'altri tempi, sia per la velocità sia per i percorsi che attraversano zone impervie e incontaminate nell'interno dell'isola. Alcuni trenini sono mossi da locomotive a vapore, veri pezzi di antiquariato, perfettamente funzionanti: la più antica è del 1893. I principali percorsi sono: Cagliari - Mandas; Arbatax - Mandas; Sadali - Arbatax; Isili - Sorgono; Palau - Tempio Pausania; Macomer - Bosa. I paesaggi sono mozzafiato e si scopre una Sardegna quale mai si potrebbe immaginare.

 

Trasporti su gomma

La rete stradale è abbastanza sviluppata e si sta ampliando ulteriormente, spesso però le strade sono tortuose e non consentono una elevata velocità.

Una superstrada (SS131bis e SS131, Carlo Felice) attraversa l'Isola collegando Cagliari, Oristano, Sassari, Porto Torres, Olbia, San Teodoro, Siniscola, Nuoro, Macomer; da essa si diramano strade secondarie che collegano tutte le varie località.

Tra le varie strade statali, la SS 125, meglio conosciuta come l'Orientale Sarda, è considerata come una delle più belle d'Italia; parte da Palau ed arriva a Cagliari attraversando i paesaggi spettacolari della costa orientale.

L'Azienda Regionale Trasporti Sarda (ARST) collega quasi tutti i centri della Sardegna con almeno una corsa giornaliera. Gli autobus sono presenti nei porti in coincidenza con l'arrivo dei traghetti.

Le strade dell'Isola, piene di curve e molto panoramiche, generalmente in buone condizioni, sono molto frequentate dagli appassionati delle due ruote, e la moto sembrerebbe il mezzo ideale per spostarsi nei mesi estivi.

 

Amministrazione

Per approfondire, vedi la voce Le nuove province sarde.

La Sardegna è una delle cinque regioni autonome a statuto speciale d'Italia ed è l'unica Regione d'Italia (assieme al Veneto) ai cui abitanti il Parlamento Italiano riconosce ufficialmente la dicitura di «popolo».

Causa e testimonianza della forte identità sarda, per alcuni autonoma e diversa da quella italiana, sono presenti diversi gruppi politici indipendentisti, fra cui si citano Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna e Sardigna Natzione, oltre ai principali due partiti autonomisti Partito Sardo d'Azione e Progetto Sardegna (cui fondatore è Renato Soru, presidente della Regione Sardegna dal 2003), alleato con l'Unione nelle elezioni amministrative del 2005. A questo si aggiunga che la gran parte delle sezioni locali dei partiti nazionali italiani gode di uno status particolare e considera fra i propri valori l'autonomismo ed il federalismo: ad esempio la sezione locale dei Democratici di sinistra prende il nome di Sinistra Federalista Sarda.

 

Personaggi famosi

Per approfondire, vedi le voci Lista di Sardi celebri e Presidenti della Sardegna.

 

Note

  1.        (EN) Le origini del vino Cannonau secondo i risultati delle più recenti scoperte.
  2.        Immagini della spiaggia rosa. La spiaggia si trova nell'arcipelago de La Maddalena sull'isola di Budelli.
  3.        Le praterie di posidonia e la loro importanza per il mare.
  4.        Immagini delle tipiche ceramiche sarde.
  5.        Immagini dei lavori in filigrana tipici dell'artigianato sardo.
  6.        Immagini sui caratteristici arazzi sardi.
  7.       Immagini sui famosi scialli di Oliena.
  8.        Immagini di tipici cestini prodotti dall'artigianato sardo.
  9.        Immagini di alcune maschere sarde.
  10.        Le tesi dei sostenitori dei nuraghi come osservatori astronomici.
  11.        Notizie sui Pozzi Sacri si trovano quì e quì.
  12.        Le misteriose tombe preistoriche conosciute come Domus de Janas.
  13.        Immagini dei bronzetti, tipica espressione della civiltà nuragica.
  14.        Le supposte origini sarde di Juan Domingo Peron.
  15.        Approfondimento sui Nuragici Costruttori di torri e sui "metallari" sardi.

 

Bibliografia

  • Alziator F. Folclore Sardo. Cagliari: 1957.
  • Dessì A. Raccolta di usi e consuetudini della provincia di Cagliari Cagliari: 1957.
  • Piras P.G. Aspetti della Sardegna bizantina. Cagliari: 1966.
  • Lilliu, G. La civiltà dei Sardi dal neolitico all'età dei nuraghi. Torino: Edizioni ERI, 1967.
  • AA.VV. La civiltà in Sardegna nei secoli. Torino: Edizioni ERI.
  • A. Boscolo, L Bulfaretti, L. Del Piano. Profilo storico-economico della Sardegna. Padova: 1972.
  • F.Tassi, F. Pratesi. Guida alla natura della Sardegna. Roma, 1985.


 

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

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Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss40
***
Billionaire 

Indirizzo: Loc. Guelfo Pevero
Telefono: +39078994192
Località: Porto Cervo
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss16
****
B.I.G. 

Indirizzo: La Ricciolina
Telefono: +390789730021
Località: La Maddalena
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale
Codice SMS: SS32
 
+++
Black hole 

Indirizzo: loc. Cugnana
Telefono: +39078933535
Località: Sassari
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Underground, techno
Codice SMS: ss39
+++
Black Sun 

Indirizzo: Loc Ladunia
Telefono: +39078932852
Località: Porto Rotondo
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss20
 
+++
Black Moon 

Indirizzo: Vill. Ladunia Porto Rotondo
Telefono: +39078932852
Località: Olbia
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss33
Descrizione: -
+++
Cactus Club

Indirizzo: Via Zara, 1
Telefono: +39333438010
Località: San Pantaleo
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: House
Codice SMS: ss24
Descrizione: -

+++
Country Club (estivo) 

Indirizzo: Loc. P.to Rotondo
Telefono: +39078934294
Località: Olbia
Provincia: Sassari
Genere: Dicoteca, bar, ristorante
Musica: Commerciale
Codice SMS: ss21
Descrizione: -
+++
El Jem - Stella del Mediterraneo 

Indirizzo: S.S. 131 Bivio per Bancali
Telefono: +39079390604
Località: Sassari
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss25
Descrizione: -
+++
Estasi's (estivo) 

Indirizzo: Loc. La Ruda
Telefono: +3903397630967
Località: Santa Teresa di Gallura
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Latino amer, animazione spagnola
Codice SMS: ss23
+++
Il Ruscello

Indirizzo: Località Angeli Custodi
Telefono: +39079953168
Località: Alghero
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss03
+++
Pepero 

Indirizzo: Località Piccolo Pevero
Telefono: +39078994434
Località: Porto Cervo
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca, live music
Musica: Musica live e disco dance
Codice SMS: ss17
+++
Mantra Portorotondo 

Indirizzo: - n.d. -
Telefono: +3903287394372
Località: Portorotondo
Provincia: Sassari
Genere: - n.d. -
Musica: - n.d. -
Codice SMS: ss22
Descrizione: - n.d
+++
Smaila' s 

Indirizzo: Poltu Quatu
Telefono: +39078999753
Località: Porto Cervo
Provincia: Sassari
Genere: - n.d. -
Musica: - n.d. -
Codice SMS: ss18
Descrizione: -
+++
Sahara 

Indirizzo: Capo D'Orso, 94
Telefono: +390789708190
Località: Palau
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss15
Descrizione: - n
++++
Sopravento Club

Indirizzo: Loc. Golfo Pevero
Telefono: +39078994717
Località: Porto Cervo
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca, ristorante
Musica: Commerciale, house
Codice SMS: ss19
Descrizione: -
+++
Sottovento 

Indirizzo: Via Golfo Pevero
Telefono: +39078992443
Località: Arzachena
Provincia: Sassari
Genere: Discoteca
Musica: Commerciale, revival
Codice SMS: ss06
Descrizione: - n

Billionaire: Porto Cervo (Sassari) - Località Golfo Pevero - Infoline: 078 8994192 - Il Billionaire è il locale di Flavio Briatore, patron della scuderia di formula 1 BENETTON! Pullulano i vip, soprattutto calciatori e personaggi della televisione , feste super esclusive a tema e serate musicali

Black Sun: Punta lada, loc.la Dugna - Infoline 078 932852 - Il Black Sun è un altro di quei locali che danno la possibilità di scatenarsi nella pista da ballo. Domenica schiuma party, le altre sere concerto pop e feste a tema. La direzione artistica è del milnese Daniele Sector
1. DISCOTECA RISTORANTE SOTTOVENTO CLUB SOPRAVENTO CLUB
CONDOMINIO SOTTOVENTO 07020
ARZACHENA PORTO CERVO SS
Tel. 078992443
2. RISTORANTE DISCOTECA SOTTOVENTO CLUB SOPRAVENTO CLUB
CONDOMINIO SOTTOVENTO 07020
ARZACHENA PORTO CERVO SS
Tel. 078992443
BAR DISCO PUB
VIA CAIO DUILIO 07024
LA MADDALENA SS
Tel. 0789735565
ALBERGO RISTORANTE DISCOTECA IL GRILLO
132, V. CARMINE 09032
ASSEMINI CA
Tel. 070946350
2. DISCOTECA KILTON (S.R.L.)
5, P. DON BOSCO 09032
ASSEMINI CA
Tel. 070940538
3. DISCOTECA WOODSTOCK
15, VIA SICILIA 09032
ASSEMINI CA
Tel. 070945153
4. EURO DANCING S.A.S
15, V. SICILIA 09032
ASSEMINI CA
Tel. 070945153
5. WOODSTOCK DISCOTECA
15, VIA SICILIA 09032
ASSEMINI CA
Tel. 070945153
1. RISTORANTE PIZZERIA ONE WAY DISCOTECA GELATERIA
15, PIAZZA ITALIA 09043
MURAVERA CA
Tel. 070991373
1. RISTORANTE DISCOTECA EL PEYOTE
LOCALITA' S. MARIA 09049
VILLASIMIUS CA
Tel. 070791416
2. RISTORANTE DISCOTECA FORTESA
LOCALITA' S. MARIA 09049
VILLASIMIUS CA
Tel. 070791416
3. RISTORANTE DISCOTECA FORTESA
LOCALITA' SU PRANU 09049
VILLASIMIUS CA
Tel. 070791793
1. PATA PATA DISCOBAR
1, LOC. AGRUSTOS 08020
BUDONI NU
Tel. 0784846241
1. BAR DANCING DI MURA M. ROSARIA
39, V. ITALIA 08020
OTTANA NU
Tel. 078475220
1. MEREU E DEPAU S.N.C. PIZZERIA BAR DISCOTECA
1, LOC. SARRALA 08047
TERTENIA NU
Tel. 078290015
DISCOTECA AVVENTURA
SNC, V. S. CATERINA 07100
SASSARI SS
Tel. 079395529
1. DISCOTECA RISTORANTE PEPERO CLUB
LOCALITA' PICCOLO PEVERO 07021
ARZACHENA SS
Tel. 078994434
2. ROXY RECORDS VIDEO DISCOTECA HI FI
18, VIALE COSTA SMERALDA 07021
ARZACHENA SS
Tel. 078981958
3. ROXY RECORDS VIDEO DISCOTECA HI FI
27, CORSO GARIBALDI 07021
ARZACHENA SS
Tel. 078981038
1. DISCOTECA RISTORANTE SOTTOVENTO CLUB SOPRAVENTO CLUB
CONDOMINIO SOTTOVENTO 07020
ARZACHENA PORTO CERVO SS
Tel. 078992443
2. RISTORANTE DISCOTECA SOTTOVENTO CLUB SOPRAVENTO CLUB
CONDOMINIO SOTTOVENTO 07020
ARZACHENA PORTO CERVO SS
Tel. 078992443
1. RITUAL DISCOTECA
SNC, LOC. LA CRUCITTA - B.SARDINIA 07020
ARZACHENA BAIA SARDINIA SS
Tel. 078999032
1. BAR DISCO PUB
VIA CAIO DUILIO 07024
LA MADDALENA SS
Tel. 0789735565
1. DISCOTECA CAPRICORNO CLUB
2, VIA CATELLO PIRO 07026
OLBIA SS
Tel. 078924700
2. DISCOTECA CAPRICORNO CLUB
30, VIA PICCINNA 07026
OLBIA SS
Tel. 078926999
1. POLDOS DISCO PUB PANINOTECA BAR CAFFE MUSICA DAL VIVO APERTO FINO A TARDA NOTTE
4, VIA GARIBALDI 07028
S. TERESA GALLURA SS
Tel. 0789755860
1. RISTORANTE SA LICIA MANNA CON SALA PRIVATA BALERA CERIMONIE
LOCALITA' LU GRANIATOGGIU 07020
LOIRI PORTO SAN PAOLO SS
Tel. 0789480990
1. LA DISCOTECA DI FADDA GIOVANNA & C. S.N.C.
4, P. MUNICIPIO 07041
ALGHERO SS
Tel. 079983069
1. DISCOTECA AIRPORT DI CHESSA SALVATORE
100, V. ANGIOY 07045
OSSI SS
Tel. 079349964

LA CAPANNA RISTORANTE DISCOTECA
1, LOCALITA' TORRE DEL POZZO 09073
CUGLIERI OR
Tel. 078538038