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Sumatra

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Immagine:Sumatra Indonesia.jpg
Sumatra, mappa geografica

Sumatra (a volte pronunciata come Sumatera) è la sesta più estesa isola del pianeta, con una superficie di circa 470.000 km² ed è la terza isola più grande dell'arcipelago Indonesiano dopo Nuova Guinea e Borneo.

Il 28 marzo 2005 è stata colpita da un violento terremoto di intensità fra gli 8,2 e gli 8,7 gradi della scala Richter che ha interessato l'intera area nord-occidentale dell'Indonesia. La medesima zona era stata al centro, il 26 dicembre 2004, del terribile tsunami conseguente al maremoto dell'Oceano Indiano.

Indice

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[modifica] Geografia

L'asse più lungo dell'isola corre approssimativamente da nordovest a sudest, intersecando l'equatore vicino al centro. L'interno dell'isola è dominato da due regioni geografiche: i monti Barisan ad ovest e le pianure paludose ad est.

Il vulcano Sinabung, nella parte settentrionale dell'isola

A sudest di Sumatra si trova l'isola di Giava, da cui è separata dallo stretto della Sonda. A nord vi è la penisola Malese, da cui è separata dallo stretto di Malacca. Ad est, oltre lo stretto di Karimata, si trova il Borneo. Ad ovest si trova l'Oceano Indiano.

La spina dorsale dell'isola è costituita dalla catena montuosa dei monti Barisan. Le frequenti attività vulcaniche rendono i terreni di quest'area particolarmenti fertili e spesso contribuiscono a creare scenari naturali molto spettacolari, come ad esempio attorno al lago Toba, che è in realtà la più grande caldera vulcanica del pianeta, la cui creazione fu a suo tempo determinata da un eruzione tanto immane da aver generato una vera e propria glaciazione planetaria. Tra le risorse naturali il carbone e l'oro.

Grandi fiumi trasportano detriti dalle montagne verso est, formando vaste pianure intermezzate da frequenti paludi, che ne limitano la potenzialità agricola; questa regione è comunque di grande importanza per l'Indonesia, per via delle attività di estrazione petrolifera e per la coltivazione delle palme, da cui si ricavano grandi quantità di olio di palma.

Fino a non molto tempo fa Sumatra era perlopiù ricoperta da foreste tropicali, abitate da specie animali come gli oranghi, i tapiri, le tigri di Sumatra, nonché alcune specie vegetali talvolta uniche, come la Rafflesia. Sfortunatamente, lo sviluppo economico, accoppiato alla corruzione ed al disboscamento selvaggio ed illegale hanno minacciato e minato seriamente questo ecosistema. I tentativi di individuare e difendere dalla distruzione delle aree protette non sono stati molto fruttuosi.

 

[modifica] Storia

Uno dei primi nomi con cui Sumatra venne indicata nell'antichità fu Suvarna Dvipa (in Sanscrito Isola dell'Oro), che probabilmente meritò per via dell'attività estrattiva di minerale aurifero iniziata sin dalla più remota antichità.

Grazie alla sua collocazione strategica sulla rotta commerciale navale tra la Cina e l'India, sull'isola fiorirono numerose città commerciali, specialmente sulla costa orientale, perlopiù influenzate dalla cultura e dalle religioni Indiane. Una delle più notevoli fra queste città fu senza dubbio Srivijaya (probabilmente identificabile con l'odierna Palembang), che dette vita ad una monarchia buddhista che tra il VII ed il IX secolo D.C. governò un impero talassocratico che arrivò ad estendersi nella penisola Malese e nel Borneo Occidentale, ed a cui probabilmente dobbiamo l'estendersi in quest'area della cultura e dell'etnia Malese.

L'influenza di Srivijaya diminuì fino a sparire del tutto nel corso del XI secolo, quando l'isola venne successivamente conquistata dai regni Javanesi di Singhasari e Majapahit. Fu in questo periodo che l'Islam giunse a Sumatra, probabilmente portato dai mercanti Arabi ed Indiani.

Durante il tardo XIII secolo, il monarca del regno di Samudra (corrispondente approssimativamente all'odierna provincia di Aceh) si era già convertito all'Islam. Ibn Battuta, che visitò il regno durante i suoi famosi viaggi, trascrisse la pronuncia come Sumatra, da cui derivò il nome odierno dell'isola. Samudra venne presto rimpiazzata come potenza egemone dal potente Sultanato di Aceh, che sopravvisse fino al XX secolo. Con l'arrivo degli Olandesi, molti piccoli principati in cui era divisa Sumatra caddero uno dopo l'altro nelle loro mani, finché, nel XIX secolo, non si arrivò al confronto finale con il Sultanato di Aceh nel corso della lunghissima e durissima Guerra di Aceh (1870-1905).

Il 26 dicembre 2004, la costa occidentale di Sumatra, tra cui in particolare la provincia di Aceh, è stata colpita e devastata prima da un immane terremoto che ha raggiunto un magnitudo pari a 9,0 punti della scala Richter e quindi da un imponente tsunami, che ha raggiunto in alcuni punti della costa i 25 metri, rendendo quest'area la più colpita dal Maremoto dell'Oceano Indiano.

 

[modifica] Divisione Amministrativa

Sumatra è amministrativamente suddivisa in nove province, che sono:

 

[modifica] Demografia

La densità di popolazione di Sumatra non è molto elevata, dato che è abitata da circa 85 persone per km², per una popolazione totale di circa 40 milioni di abitanti in un territorio grande poco meno di una volta e mezza l'Italia. I maggiori centri urbani sono Medan e Palembang.

La popolazione appartiene perlopiù all'etnia Malese, anche se è piuttosto frammentata, tanto che si arrivano a parlare ben 52 lingue. Sono presenti minoranze etniche Cinesi soprattutto nei centri urbani.

La maggior parte degli abitanti di Sumatra professano la religione Musulmana, ma non mancano minoranze Cristiane (sia Cattoliche che Protestanti), Induiste, Buddiste o che seguano le credenze tradizionali Cinesi.

Grazie  a www.imondonauti.it
Bandiera Indonesia
Guida SUMATRA

A cura di Nicoletta Ciroldi - Foto di Nicoletta Ciroldi e Michele Falzone
Il lago Toba al tramonto - Sumatra
Il lago Toba al tramonto - Sumatra - ©Michele Falzone

Quinta isola del mondo per estensione, e seconda dell'arcipelago indonesiano dopo Kalimantan, Sumatra è una meta particolarmente interessante per chi cerca una natura selvaggia, forte e, per ora, ancora incontaminata dove sopravvivono tradizioni e culture antiche. E' considerata oggi la nuova frontiera dell'Indonesia in quanto le sue enormi ricchezze naturali attraggono molti investitori sia nazionali che internazionali. Molti sono gli indonesiani che si stanno trasferendo qui attratti dal miraggio del guadagno facile. Nuovi insediamenti urbani, imprese commerciali, piantagioni si moltiplicano a vista d'occhio. Lo sfruttamento capitalistico dell'uomo e della natura si ripropone inesorabile con tutte le conseguenze negative per l'ambiente.
Inizio guida

Il Paese

Sumatra in cifre

Capoluogo


Medan

Superficie


437.606 kmq

Abitanti


40.000.000

Abitanti capoluogo


2.000.000

Densità di popolazione


91 ab./kmq

Religione


Musulmana, Cristiana
Geografia e territorio

Click per ingrandire

Lunga 1700 chilometri e larga 380, a nord è separata dalla Malesia dallo stretto di Malacca,a sud-est lo stretto della Sonda la divide da Giava. L'isola è attraversata in tutta la sua lunghezza dai monti Barisan che, ad est, degradano dolcemente verso il mare dando luogo a coste bassericche di approdi naturali mentre il versante ad ovest scende più ripidamente verso la costa. A Sumatra vi sono un centinaio di vulcani, 15 dei quali ancora in attività che spesso superano i 3000 metri di altezza. La zona occidentale di Sumatra è la più montuosa ed è percorsa da numerosi fiumi non molto lunghi ma molto impetuosi. Ci sono poi anche molti laghi, tutti di origine vulcanica, di cui il più noto e interessante è il lago Toba. La regione è ricca di foreste di tek, ebano e bambù, e vi sono piantagioni di caffè, caucciù e palma da cocco. La zona orientale è caratterizzata da vaste pianure paludose dominate da enormi mangrovie che raggiungono altezze vertiginose (a volte superano i 200 metri), vi sono molti fiumi lunghi e navigabili spesso risaliti da grossi battelli. Qui la giungla è fittissima e la natura domina incontrastata tra alberi di legno pregiato, felci gigantesche, liane, orchidee e fiori meravigliosi (tra i quali la gigantesca rafflesia), vivono indisturbati animali di ogni tipo, tra i quali l'orang utang specie in via d'estinzione. La foresta lascia poco spazio allo sfruttamento agricolo e di conseguenza la zona è scarsamente abitata.
Popolazione

La popolazione di Sumatra è tra le più interessanti dell'arcipelago; può essere suddivisa in circa una decina di gruppi etnici diversi e tra questi quelli che senza dubbio vale la pena di conoscere sono i Bataks e i Niassans. Originariamente la vita e l'economia delle tribù di Sumatra era davvero primitiva basandosi sulla semplice appropriazione dei prodotti della ricca foresta vergine e sulla caccia agli animali mentre le loro abitazioni erano solamente dei semplici rifugi dalle intemperie e dagli animali. La maggior parte di queste tribù credeva negli spiriti e figura di grande rilievo era lo sciamano che fungeva da tramite tra gli uomini, i demoni e gli spiriti, ed inoltre era anche guaritore di malattie. Molto importante era ritenuto il culto dei morti e spesso si praticavano anche sacrifici umani. Poi in seguito, con il passare dei secoli, grazie alle forti influenze islamiche e malesi, si cominciò a praticare l'agricoltura. I loro ripari divennero case più complete ed accoglienti e i villaggi assunsero una maggior organizzazione sia sociale che strutturale.
Clima

L'equatore divide quasi esattamente a metà Sumatra per cui il periodo monsonico interessa il nord e il sud con intensità diversa. Anord dell'equatore la stagione umida giunge ad ottobre e si protrae fino ad aprile mentre la stagione secca inizia a maggio e termina a settembre. A sud dell'equatore la pioggia raggiunge il suo culmine nei mesi tra dicembre e febbraio rendendo impossibile lo spostamento all'interno dell'isola.
Ora

Sette ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich e quindi sei in avanti rispetto all'Italia.
Lingua

La lingua ufficiale è, come nel resto dell'Indonesia, il bahasa Indonesia ma sopravvivono comunque i dialetti di ciascuno dei gruppi etnici che vivono sull'isola.
Religione
Pescatori
Pescatori

Anche a Sumatra la religione predominante è la musulmana che approdò nell'isola verso il 1400 d.c. con l'arrivo dei primi mercanti arabi. In precedenza anche questa isola aveva subito la forte influenza della cultura indiana, con le sue due grandi religioni, l'induismo e il buddismo, ma solo l'Islam attecchì profondamente nel cuore degli abitanti di Sumatra tanto che riuscì in seguito a resistere ai ripetuti attacchi sia da parte degli olandesi che dei portoghesi di religione cattolica diventando anche fonte di ispirazione alla resistenza contro gli invasori europei.

In seguito gli integralisti islamici praticarono una vera e propria battaglia contro i riti animisti praticati dalle varie tribù dell'isola ottenendo un buon successo. Lasciarono ai pochi missionari cristiani che ebbero il coraggio, verso la metà del 1800, di avventurarsi in questi luoghi, solo le primitive e inaccessibili tribù delle zone interne cioè i Batak del lago Toba e gli abitanti dell'isola di Nias.
Storia

Tra il I ed il II secolo d.c. arrivarono gli Indù portando la loro cultura. A Sumatra, come nel resto dell'Indonesia, si svilupparono piccoli regni in costante lotta tra loro dei quali abbiamo notizie storiche solo a partire dal VII secolo. Tra questi presero il sopravvento dapprima quello di Malayu e poi quello di Srivijaya grazie alla loro posizione sulla via marittima tra India e Cina. Il regno di Srivijaya ebbe l'egemonia su quasi tutto l'arcipelago fino al XIV secolo quando furono sconfitti dal regno di Giava.

In seguito, prima dell'arrivo dei portoghesi nel XVI secolo, sulla spinta della religione musulmana l'isola si ribello ai giavanesi e si ricostituirono ben diciotto piccoli stati. Il primo europeo che visitò l'isola fu, nel 1449 circa, l'italiano Niccolò de'Conti poi, dopo il passaggio dei portoghesi furono gli olandesi, alla fine del XVI secolo, a stabilirsi in un punto sulla costa settentrionale. Da allora ebbe inizio un lungo predominio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali che durò fino al 1795.

Tale predominio fu temporaneamente interrotto dall'Inghilterra per poi passare direttamente al governo olandese che fino al 1837 dovette affrontare una lunga guerra con il locale movimento musulmano dei Padris. Con la dominazione olandese Sumatra conobbe un periodo importante di prosperità economica e culturale. Dopo la prima guerra mondiale emersero le prime pretese di indipendenza che si alimentarono in seguito con l'occupazione balise durante la seconda guerra mondiale.

Dal 1945 Sumatra fa parte della Repubblica d'Indonesia.
Costituzione

Sumatra è divisa in otto province tra cui la più importante è Utara al nord con capoluogo Medan la maggiore città e capitale di tutta l'isola.
Economia

Molte consistenti sono le esportazioni di gas e petrolio, la cui produzione è qui pari ai ¾ di quella totale indonesiana; viene anche esportati in grandi quantità gomma e olio di palma. Vi è inoltre una forte produzione di legname con conseguente disboscamento della foresta poi sono da ricordare le grandi piantagioni di tabacco, palme da cocco, tè e soprattutto caucciù che compete con quello malese. Sumatra è inoltre famosa per il pepe nero.
Festival e tradizioni popolari

A Sumatra, come nel resto dell'Indonesia, le feste e le cerimonie sono numerosissime. Queste non cadono quasi mai nella stessa data ogni anno ed è quindi consigliabile rivolgersi all'Ufficio del Turismo per avere un calendario preciso degli avvenimenti più importanti. All'inizio di maggio, nella regione del lago Toba, tra i batak ha luogo l'Horas Festival con gare di cavalli e di barche. A giugno a Parapat si svolge una festa molto importante, il Festival del Lago Toba con esposizione di prodotti artigianali, danze e gare di abilità. Sempre a giugno, verso la metà del mese, sull'isola di Nias si svolge il Ya'howu Festival con antiche danze tradizionali tra cui il salto della pietra. Di particolare interesse è la possibilità di ammirare gli antichi costumi guerrieri dei Niassesi. Alla fine del mese di luglio si svolgono a Sumatra altre due feste di particolare rilievo; nella regione dei Karo il Mejuah-Juah festival con cerimonie religiose, danze e musiche rituali, a Bukitinggi il combattimento dei bufali coinvolge appassionatamente la popolazione che arriva a scommettere anche grosse cifre. All'inizio di dicembre a Pematang Purba si svolge il Rondang Bintang Festival festa tipica dei simalunguncon danze, bellissimi costumi e poesie recitate da donne e bambini.
Links

* www.sumatra-travel.com

Guide

* Indonesia - (I paesi), Milano, Clup, 1991.
Con una parte dedicata a Sumatra.

Inizio guida

Prima del viaggio

Burocrazia e sanità in cifre

Visto


Obbligatorio

Passaporto


Valido per sei mesi dopo la data di uscita

Febbre gialla


Consigliata soprattutto a Nias

Profilassi antimalarica


Consigliata

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare

A causa delle forti piogge, che interessano sia il nord che il sud dell'isola eche impediscono di spostarsi, il periodo migliore per effettuare il viaggio è sempre l'estate nei mesi compresi tra maggio e settembre. In questo periodo anche il mare si presenta calmo permettendo così di fare ottimi bagni e di spostarsi sulle altre isole.
Burocrazia e visti

Per entrare a Sumatra e quindi in Indonesia, il viaggiatore italiano dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese. Il visto è obbligatorio e può essere richiesto all'Ambasciata indonesiana in Italia (38 euro): ne dovranno essere in possesso sia i passeggeri di voli speciali non di linea, sia coloro che viaggiano per affari; gli altri turisti possono ottenere il visto turistico con validità di 1 mese anche al loro arrivo in aeroporto (25 euro). Si raccomanda di non superare il periodo di permanenza previsto dal visto per non incorrere in pesanti sanzioni.
Telefono

Per telefonare dall'Italia in Indonesia il prefisso internazionale è 0062. Dall'Indonesia verso L'italia è 00139. Prefissi interni di Sumatra:

Medan, 061;

Samosi, 0625;

Berastagi, 0628;

Padang, 075;

Gunung Sitoli, 0639.
Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che intenda recarsi in Indonesia; se si proviene da zone infette è invece obbligatoria quella contro la febbre gialla. Consigliata è la vaccinazione antitifica e quella contro l'epatite A e B (quest'ultima solo se si intende soggiornare a lungo nel Paese; 5-20% di portatori del virus HBV). Nell'intero Paese e durante tutto l'anno esiste pericolo di malaria. E' segnalata forte resistenza del Plasmodium falciparum alla clorochina e resistenza alla sulfadossina/pirimetamina.
Da mettere in valigia

Abiti leggeri di cotone, un maglione, una giacca a vento leggera, scarpe leggere o sandali per uso quotidiano e un paio di scarpe robuste con suola vibram se pensate di affrontare dei trekking, cappello, creme solari.
Elettricità

L'elettricità è distribuita come corrente alternata a 220 volt nei centri principali mentre nelle località minori si trova a volte quella a 110 volt. Le prese sono di tutti i tipi e quindi conviene munirsi di adattatori multipresa.
Quanto costa

Il costo di un viaggio in Indonesia dipende non solo dal grado di comodità che ci si vuole concedere, ma anche dalle regioni che si intendono visitare perché alcune zone del Paese sono molto più care di altre. Se si vogliono visitare le isole più esterne o le zone più lontane dalla capitale, le spese di trasporto aumentano considerevolmente perché è assai probabile che si debba ricorrere ad un volo aereo e gli alberghi stesi sono più costosi. Nelle zone più turistiche si può prevedere una spesa media di 30-40 dollari al giorno. Per il viaggiatore indipendente: pernottamento medio 20-30 dollari; pasto medio 2-5 dollari; noleggio di una moto 10-13.000 rupie al giorno; noleggio di un'auto 60-110.000 rupie al giorno. La benzina costa 700-920 rupie al litro.
Indirizzi utili

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata e Consolato d’Indonesia in Italia


Via Campania 55, Roma, tel. 06-4200911, 06-42011498, 0642014186; www.indonesianembassy

Consolato onorario d’Indonesia


ViaV. Monti 33, Milano, tel. 02-43983138

Consolato onorario d’Indonesia


Via Roma 8, Genova, tel. 010-6404375

Consolato onorario d’Indonesia


Via Incoronata 20, Napoli, tel. 08-15519694

Consolato onorario d’Indonesia


Via Cognetti 31, Bari, tel. 0805237108

Ambasciata d’Italia in Indonesia


Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat 10310, tel. 21-31937445; fax 31937422; cell. di servizio: 0815 1811344 (per chi chiama t dall'Itali, anteporre lo 0062 e omettere lo 0) www.italambjkt.or.id

Sezione consolare


Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat, tel. 021-323490

Indirizzi utili turismo e cultura

Ufficio Turistico


Medan, JL Ahmad Yani 107, Tel 538101, dalle 7.30 alle 14.30.

Istituto italiano di cultura


l. Jalan Cokroaminoto 117, Jakarta, tel. 021-3927531

Ministero del Turismo e Arti indonesiane


www.indonesia.tourisminfo.com

Assistenza in lingua straniera


Jakarta, tel. 021-4896558

Alitalia


Arcade hotel Indonesia, Jalan Thamrin, Jakarta, tel. 021-31904133

Indirizzi utili sanità

Ospedale Rumah Sakit Gleneagles


Medan, Jl Listrik 6, Tel 566368

Ospedale RS Dr. Reksodiwiryo


Jl Dr. Wahidin, Padang, Tel. 23445.

Ospedale RS. UPTB Manggar


Mangar Kab Belitung

Ospedale RS. Pertamina Plaju


Komp. Portamina Plaju, Palembang, Tel. (0711) 3104

Ospedale RS. Charitas


Jl. Sudirman 809, Palembang, Tel. (0711) 350418

Ospedale RSU Bethesda GKPS


Seribu Dolok Kab, Simalungun
Inizio guida

Il viaggio
Quanto stare

Sumatra è un mondo meraviglioso tutto da scoprire, una meta tra le più avventurose del sud-est asiatico ma presenta anche molte difficoltà e occorre quindi munirsi di tre cose fondamentali: tempo, pazienza e resistenza fisica. Per una adeguata conoscenza dell'isola, viste le difficoltà di spostamento e dato che alcune zone (Lago Toba, le spiagge di Niass) invitano alla sosta prolungata, si consigliano almeno 15-20 giorni.
Come arrivare

E' possibile arrivare a Sumatra da molti posti e con diversi mezzi. Il modo più semplice e più usato è l'aereo. Si può raggiungere Medan (la città principale di Sumatra) con voli regolari da Penang e Kuala Lumpur (Malesia) e da Singapore con le loro rispettive compagnie aeree e anche con la Garuda. Inoltreda Jakarta ci sono voli giornalieri che portano nelle principali località di Sumatra. Chi ha tempo a disposizione può optare per la nave, ci sono collegamenti da Penang, da Kuala Lumpur, da Singapore e dall'isola di Giava per Belawan il porto di Medan.
Tasse di ingresso e di imbarco
didascalia
didascalia

La tassa di imbarco è di 50.000 rupie per i voli internazionali e di 11.000 rupie per i voli nazionali da pagarsi in valuta locale direttamente in aeroporto. Gli importi indicati sono soggetti a variazioni senza preavviso.
Cosa vedere e cosa fare

Qui proporremo solo una traccia dei possibili itinerari, i più collaudati dal turismo che osa spingersi fin quaggiù. Naturalmente spetterà al singolo viaggiatore, con il suo particolare spirito d'avventura e le sue emozioni, scoprire questa terra fantastica e farla in un qualche modo sua.

Medan

Situata di fronte a Penang in Malesia è considerata la porta d'ingresso per visitare la parte nord di Sumatra. Medan è una città giovane, caotica, con un traffico assordante, cresciuta troppo in fretta; voluta dagli olandesi alla fine del 1800 divenne rapidamente un centro commerciale ed economico di primaria importanza grazie alla sua fortunata posizione. Si trova infatti al centro delle maggiori piantagioni di caucciù e di tabacco dell'isola ed ha inoltre un porto, Belawan, molto ben strutturato. La città è un centro musulmano di notevole importanza ricco di grandi e sontuose moschee che comunque, dal punto di vista turistico, non presenta particolari attrattive risultando però un punto di riferimento fondamentale per avventurarsi alla scoperta di Sumatra.

Orang Utang Rehabilitation Centre

Questo centro si trova a circa 80 chilometri a nord di Medan nei pressi del villaggio di Bukit Lawang ed è all'interno del Gunung Leuser National Park. E' gestito dalla Società Zoologica di Francoforte la quale si occupa di riportare alla vita selvaggia gli oranghi dopo un periodo passato in cattività. Vedere gli oranghi nel loro ambiente naturale è davvero interessante, ma quando si arriva da queste parti si rimane incantati dalla natura selvaggia, da questa giungla impenetrabile, dalla miriade di farfalle coloratissime che si alzano in volo, dai gibboni con i strani suoni che emettono, dagli enormi pipistrelli alati e da una gran quantità di altri animali.

Le guardie forestali sono anche le guide ufficiali, le quali accompagnano obbligatoriamente i visitatori. Si inizia con circa mezz'ora di cammino e un breve tratto in canoa per raggiungere una radura, dove sono sistemate le abitazioni e i laboratori degli studiosi, poi si prosegue e con un'altra breve camminata si arriva al punto di raccolta degli oranghi, dove è possibile osservarli da vicino in quanto, ad ore prefissate, le guardie portano cibo agli animali (latte e banane). Questi animali sono incredibilmente simili all'uomo tanto che il loro nome di origine malese significa "uomo della foresta" e vivono solamente a Sumatra e nel Borneo. Hanno un lungo pelo rosso, braccia lunghissime e sono molto agili. Vivono quasi sempre sugli alberi, raramente scendono a terra, sono dotati di una grande bocca e forti denti con cui strappano la corteccia degli alberi. Si cibano prevalentemente di noci, frutta, insetti, corteccia, uova, e di piccoli mammiferi.

Le guardie forestali possono anche organizzare dei piccoli trekking nella giungla risalendo a bordo di canoe il fiume Bohorok che attraversa la riserva. Per la visita del parco bisogna munirsi di permesso che si può ottenere sia a Medan, negli uffici del PPA, oppure a Bukit Lawang ed è valido per un massimo di tre giorni. Da Medan si può arrivare qui con gli autobus locali, ma occorre molto tempo a causa del gran numero di fermate effettuate. Invece per chi ha poco tempo a disposizione e non vuole avere inconvenienti di sorta, è possibile farsi organizzare l'escursione dalle agenzie turistiche di Medan, evitando anche il pernottamento.

I Batak

La terra dei Batak si estende a sud di Medan fino ad arrivare al lago Toba. I Batak sono una popolazione davvero interessante, un tempo erano feroci guerrieri e difendevano strenuamente il loro territorio dagli stranieri, pena l'esser mangiati o avere teste e mani appese come trofei di guerra. Grazie all'isolamento quasi totale che sono riusciti a mantenere fino al secolo scorso hanno potuto conservare intatti i loro usi e costumi. I Batak si dividono in diverse tribù linguisticamente differenti ma le principali sono i Karo e i Toba. I Karo Batak occupano la zona a nord del lago Toba, sulle montagne nei dintorni di Brastagi, mentre i Toba Batak popolano la regione circostante il lago Toba e la sua isola, Samosir.

I loro villaggi sono particolarmente interessanti, con le caratteristiche abitazioni costruite su solide palafitte in legno, con la particolare struttura a incastro senza l'uso di chiodi. Hanno uno strano tetto a forma di sella, dalle estremità a punta e ricoperto di paglia. Le facciate sono finemente decorate con disegni geometrici dipinti in vari colori e con simboli per lo più a carattere religioso intagliati nel legno. L'interno è aerato e ampio e a volte è a due piani, la parte sottostante è in genere riservata agli animali domestici. Di fondamentale importanza per i Batak è il culto dei morti e degli antenati, i quali vengono spesso raffigurati con grosse statue di legno scolpito.

Fino alla metà del secolo scorso, il culto dei morti comprendeva anche sacrifici umani, e la giustizia era applicata con un tale rigore tanto da arrivare al cannibalismo. Queste popolazioni sono di religione protestante, le chiese sono tante e frequentate assiduamente, il loro stile è uno strano miscuglio, un po' europeo e molto Batak.

Brastagi e i Karo Batak

E' il centro principale della terra abitata dai Karo Batak, circa settanta chilometri la separano da Medan e si trova ad un altitudine di 1300 metri. Lasciata alle spalle la fitta giungla ci si trova in un mondo totalmente diverso dove il clima è più fresco, la vegetazione un'affascinante miscuglio di flora tipicamente tropicale (palme, banani, bambù), e di flora montana (pini e abeti). La natura è molto generosa, si produce una gran quantità di frutta, fiori, ortaggi, che rifornisce Medan e gran parte di Sumatra, e viene esportata a Singapore e Penang.

Brastagi è un ottimo punto di partenza per visitare i villaggi Karo Batak, molto interessanti e immersi in una natura meravigliosa. Si trovano tutti nel giro di venti chilometri e, con un po' di fortuna, si potrà anche assistere a qualche cerimonia tradizionale come ad esempio matrimoni o funerali. Medan è collegata con Brastagi con autobus di linea abbastanza frequenti e la durata del percorso è di circa due ore, poi per raggiungere i villaggi circostanti ci si può servire sempre di autobus locali oppure di taxi.

Il lago Toba e l'isola Samosir
Resort sul Lago Toba
Resort sul Lago Toba

Occorrono circa 4 ore di viaggio per percorrere i 176 chilometri di strada che separano Medan da Prapat, centro situato sulle rive del lago Toba. Questo grande lago di origine vulcanica si trova ad un' altezza di 800 metri sul livello del mare e, con i suoi 450 metri di profondità, è uno dei laghi più profondi del mondo. La pace e la tranquillità regnano incontrastate in questo luogo veramente magico, nonostante sia diventato una meta ambita dal turismo nazionale e internazionale.

Ma è a Samosir, l'isola situata al centro del lago, dove ci si potrà immergere completamente nella vita batak. Si può raggiungere Samosir da Prapat con circa un'ora di piacevolissima navigazione. L'isola è davvero incantevole, molto verde e rilassante e le acque chiare e calde del lago invitano a lunghe nuotate. I piccoli villaggi batak sono distribuiti lungo le coste dell'isola, anticamente erano quasi tutti fortificati e le abitazioni sono tutte rigorosamente in stile Batak. Essi distano pochi chilometri l'uno dall'altro e una strada in terra battuta li mette in comunicazione tra loro. Questo giro può essere percorso tranquillamente a piedi in una sola giornata.

La popolazione è molto cordiale e gentile, amano molto la musica e spesso può capitare di assistere a piacevoli concerti. Una tradizione puramente batak è il sigalegale, la danza delle marionette che viene portata in scena durante le cerimonie matrimoniali. Le marionette sono di legno intagliato grandi quanto un giovane batak e sono rivestite con abiti tradizionali (un lungo sarong blu e un turbante rosso). Al centro di Samosir c'è un rilievo montuoso di circa 1600 metri ricco di vegetazione che può essere attraversato con due percorsi di lunghezza diversa. Il più lungo parte dal villaggio di Tomok è può essere portato a termine comodamente in 3 giorni, mentre il più breve, che è anche il più frequentato, parte da Ambarita e necessita di 2 giorni di trekking. Lungo il percorso si possono osservare diverse specie di splendidi uccelli, una natura rigogliosa con piante di caffè, fiori di garofano, cannella e strane piante carnivore.

L'isola di Nias

Nias è una splendida isola immersa nelle calde acque dell'Oceano Indiano, situata ad un centinaio di chilometri dalla costa ovest di Sumatra proprio all'altezza di Sibolga. Questa isola dalla particolare forma allungata è montuosa al centro e paludosa sulle coste, ma comunque quasi interamente ricoperta da fitta giungla tropicale. La vita a Nias è ancora primitiva, tutto sembra immutato da secoli. La maggioranza della popolazione, non amando il mare, di cui ne ha un antico timore, si dedica quasi totalmente all'agricoltura. Quello che più colpisce di questa antica cultura sono la conformazione dei villaggi e i grandiosi monumenti megalitici che li costituiscono.

Anticamente questi villaggi erano progettati seguendo criteri religiosi e difensivi, che ne prevedevano la costruzione su di alte piattaforme ripulite dalla vegetazione, raggiungibili con lunghe scalinate. Erano quasi sempre circondati da ciclopiche muraglie di pietra, tuttora visibili, erette, forse a causa della grande bellicosità dei Niassesi, noti anche come spietati cacciatori di teste e per i numerosi sacrifici umani. Il villaggio era arricchito da un gran numero di monumenti in pietra, e ancora oggi se ne possono trovare di ogni forma e dimensione, la maggior parte dei quali posti davanti alla casa del capo villaggio. Molti erano dedicati al culto dei morti come ad esempio i grossi troni, ma tanti altri, invece, erano innalzati a celebrazione dei vivi. Al centro del culto praticato da queste tribù c'era la Luna, unica grande divinità considerata madre di ogni cosa esistente sulla terra che influisce su ogni fase dell'esistenza umana. Attualmente solo gli abitanti dei villaggi costieri sono convertiti all'Islam, mentre quelli dell'interno professano una sorta di cristianesimo (portato dai missionari olandesi) mescolato con le antiche credenze animiste.

Nias non è solamente interessante per i suoi antichi villaggi, ma è anche di estremo di interesse dal punto di vista naturalistico per le sue incontaminate spiagge bianche e per il mare dalle acque azzurre e trasparenti. Come ad esempio Teluk Dalam deliziosa insenatura naturale, con la sua laguna protetta dalla barriera corallina e circondata da grandi palme il tutto dominato da una collina con in cima un' antica missione. Teluk è anche il punto di partenza per una escursione, che si può benissimo effettuare in un solo giorno, ai tre villaggi megalitici più importanti della zona sud di Nias ovvero Bawamataluo, Hhilismaetano e Orahili, i quali possono essere raggiunti con autobus locali oppure più comodamente, noleggiando una Jeep con autista. In questi villaggi davvero belli e interessanti sarà possibile assistere alla tradizionale danza di guerra Tulo-Tulo, con i danzatori vestiti con antichi costumi fatti di piume, al salto della pietra in cui danno prova di coraggio i ragazzi i quali saltano dall'alto di un altare a forma di piramide alto più di 2 metri. Se poi si prosegue per i villaggi più interni nella giungla, i meno visitati dai turisti, si potrà ancora osservare un tipo di vita arcaico dove la medicina è praticata unicamente dallo sciamano e dove gli uomini vestono con abiti tradizionali muniti di arco, frecce e lancia, e le donne sono a seno nudo.

Si può arrivare a Nias con l'aereo da Medan, ed atterrare a Gunungsitoli, la poco interessante capitale dell'isola, da dove si può immediatamente imbarcarsi per Teluk Dalam. Il viaggio solitamente dura 6 ore, ed è molto piacevole, in quanto il traghetto naviga costeggiando l'isola e si può così godere di un paesaggio meraviglioso, fatto di spiagge solitarie contornate di giungla fittissima. Naturalmente questo tragitto può essere fatto anche via terra con bus di linea ma può risultare molto faticoso in quanto la strada è solo in parte asfaltata. E' possibile raggiungere Nias anche via mare con regolari traghetti da Sibolga che portano sia a Teluk Dalam che a Gunungsitoli. Inoltre occorre ricordare al viaggiatore più avventuroso, che da Teluk Dalam, con traghetti meno frequenti si può salpare alla volta di Sumatra, più precisamente per Padang, facendo scalo alle splendide isole Mentawi, in particolare a Siberut, ancora intatte e praticamente sconosciute al turismo.

Siberut
Tramonto sul Lago Toba
Tramonto sul Lago Toba

E' una piccola ma affascinante isola, che insieme a Sipora, Pagai Utara e Pagai Selatau costituisce l'arcipelago delle Mentawi. Queste isole sono situate a circa 150 chilometri dalla costa ovest di Sumatra. Sono da tempo immemorabile isolate in quanto non è mai stato molto facile raggiungerle, e non lo è tuttora. Infatti un forte vento e la fitta barriera corallina rendono questo tratto di mare difficile alla navigazione.

Il villaggio principale di Siberut è Muara ed è qui che generalmente approdano tutte le imbarcazioni provenienti da Padang (16 ore di navigazione), oppure da Nias (dopo diversi giorni di navigazione). Ultimamente la compagnia aerea Merpati ha istituito un volo settimanale che collega Padang a Siberut. Certo, sia il viaggio che la permanenza nell'isola non sono facili, qui non vi sono losmen e neanche ristoranti. L'unica possibilità, che rimane ai viaggiatori temerari che osano avventurarsi fin qui, consiste nel chiedere ospitalità alla missione cristiana o alla resthosue governativa, dove le condizioni di vita sono estremamente spartane.

Qui non esistono strade che colleghino i vari villaggi tra loro, per raggiungerli occorre risalire i fiumi in canoa verso l'interno dell'isola oppure via mare per quelli che sorgono sulle coste ma l'opportunità che viene offerta a chi sopporterà tutto ciò è unica. Potrà infatti osservare e venire a contatto con una delle ultime popolazioni ancora socialmente e culturalmente intatte di questa terra. I piccoli villaggi mentawiani sorgono in luoghi nascosti tra la fitta vegetazione tropicale dell'isola, sono costituiti da palafitte con il tetto a spiovente e piuttosto grandi, dette uma, dove possono convivere fino a dieci famiglie. La struttura sociale è fondata sulla comunità dove vige la comunione dei beni a tutti i livelli, anche i figli vengono allevati da tutte le donne del clan.

Fisicamente i mentawiani sono magri e agili, vestiti con abiti di corteccia, la loro pelle è chiara e generalmente ricoperta da molti e raffinati tatuaggi che vengono effettuati in varie occasioni della vita di un uomo. L'arte del tatuaggio è particolarissima e molto dolorosa è rappresenta una prova di grande coraggio per i giovani adolescenti il sottoporsi a questo trattamento che li fa entrare direttamente nel mondo degli adulti. L'etnia mentawiana è davvero particolare e unica, completamente diversa dalle altre popolazioni di Sumatra con linguaggio, usi, costumi, e religione propri. Il loro credo religioso è fondato sull'attribuzione di un anima, oltre che a ogni elemento della natura, anche agli oggetti di uso comune, naturalmente queste anime sono immortali e ritornano periodicamente sulla terra sotto varie forme. Oltre a queste avventurose escursioni Siberut offre spiagge bellissime e una meravigliosa barriera corallina ancora incontaminata.
Dormire

A Medan, la capitale, nessun tipo di problema nel trovare un alloggio confacente alle proprie esigenze, si può andare dalle 15.000/20.000 rupie per una doppia in un albergo di basso costo fino alle 35.000/60.000 rupie in alberghi di standard più elevato e così via. Nella regione del lago Toba si può trovare alloggio sia a Prapat, dove molti sono gli alberghi e i ristoranti sull'isola di Samosir, nei vari villaggi di Tomok, Ambarita o nella penisola di Tuk Tuk, passando dalle 7.000/8.000 alle 60.000/80.000 rupie. A Bukit Lawang (Orang Utang Rehabilitation Centre ) si può pernottare presso la rest house governativa oppure in altri complessi aperti di recente i quali sono tutti abbastanza ben organizzati, con bungalow e ristorante. A Brastagi è possibile trovare alloggio in molti losmen generalmente economici, puliti e con ottimi ristoranti. Nonostante Teluk Dalam sia il maggiore centro della parte sud di Nias, non sono molti i losmen dove è possibile trovare alloggio. Conviene quindi percorrere altri 12 chilometri e arrivare a Langudi un piccolo ma suggestivo villaggio, situato in una baia meravigliosa con spiagge di sabbia bianca finissima, un mare cristallino e con alcuni losmen dovepoter alloggiare e farsi cucinare il pesce pescato dai bambini locali. A Siberut l'unica possibilità che rimane ai viaggiatori che si avventurano fin qui, consiste nel chiedere ospitalità alla missione cristiana o alla rest hosue governativa dove lo standard è estremamente spartano.
Mangiare

A Medan si va dai tipici mie, punti di ristoro che offrono spaghetti o riso, ai ristoranti, di tutti i livelli, balisi, cinesi, occidentali. Sul lago Toba nessun problema in quanto si tratta di una zona di villeggiatura per gli indonesiani e quasi tutti gli alberghi hanno un proprio ristorante. Lo stesso vale per Brastagi, mentre Nias e Siberut, più lontane dalle mete turistiche, sono di conseguenza meno attrezzate.
Posta e telefono
Strada di campagna
Strada di campagna

Ufficio Postale, Medan, P.zza Tamam Kebawan dalle 8.00 alle 20.00. Per telefonare dall'Italia in Indonesia il prefisso internazionale è 0062. Dall'Indonesia verso L'italia è 00139. Prefissi interni di Sumatra: Medan, 061; Samosi, 0625; Berastagi, 0628; Padang, 075; Gunung Sitoli, 0639.
Moneta, carta di credito e cambio

L'unità monetaria dell'Indonesia è la rupia indonesiana (1 rupia = 0,0004 euro). Il dollaro è la moneta più facilmente convertibile sempre che le banconote non siano troppo usurate nel qual caso possono essere anche rifiutate. Le banche sono aperte da lunedì a venerdì con orario 8-14.30; al sabato e alla domenica restano chiuse. Gli uffici di cambio autorizzati offrono, nelle regioni più turistiche, tassi competitivi; gli sportelli osservano orari diversi e sono aperti fino alle 18, domenica inclusa. I tassi praticati dagli hotel sono invece in genere poco convenienti. Le carte di credito sono accettate negli esercizi turistici e consentono di prelevare contanti presso alcune banche. Ultimamente, soprattutto a Medan, si sta diffondendo l'uso del bancomat.
Spostarsi

Viaggiare all'interno di Sumatra può essere a posteriori un'esperienza memorabile, le poche strade esistenti non sono ben asfaltate, sono tortuose e spesso dissestate. La rete viaria si riduce a una lunga asse stradale che porta da nord a sud mentre la zona est non ha quasi vie d'accesso se non delle piste spesso impraticabili. Questa esigua rete stradale è comunque battuta da ogni tipo di autobusGuidati da audaci autisti che si destreggiano abilmente per queste vie. Naturalmente le compagnie aeree nazionali indonesiane assicurano i collegamenti tra le principali città ma il passaggio aereo ha però il grosso limite di non permettere il contatto con la stupenda natura di Sumatra. In questo caso, infatti, la fatica sopportata con un viaggio via terra è ampiamente ripagata dalle emozioni provocate da questa terra meravigliosa così varia e interessante.
Sanità

Al fine di evitare malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua è bene rispettare le più elementari norme sanitarie ed igieniche: bere solo acqua imbottigliata, non mangiare verdura cruda e sbucciare la frutta, prestare attenzione ai frutti di mare (possono manifestarsi colera e altre diarree acquose, dissenterie amebiche e bacillari, febbre tifoide, epatite A ed E). Le filarosi sono endemiche in gran parte delle zone rurali del Paese; possono verificarsi epidemie di dengue, anche di tipo emorragico, tanto nelle zone urbane che rurali mentre casi di febbre fluviale del Giappone sono stati segnalati nelle zone disboscate della maggior parte dell'Indonesia. È bene prestare attenzione ai morsi di serpente e agli animali rabidi.
Sicurezza

Data l'instabilità che ancora caratterizza la situazione politica e sociale dell'Indonesia si raccomanda di evitare assembramenti di persone, dimostrazioni e luoghi in cui si svolgono manifestazioni di protesta e di prestare particolare attenzione in vicinanza di ambasciate e uffici pubblici. L'Ambasciata Italiana consiglia di segnalare sempre la propria presenza in Indonesia indirizzando alla medesima Ambasciata un fax con generalità e numeri telefonici. In generale è bene ricordare che, se si affrontano itinerari impegnativi al di fuori dei normali circuiti turistici, è prudente informare circa la propria destinazione e gli orari di arrivo previsti; se possibile conviene viaggiare in convoglio e portare con sé un telefono cellulare. Uso e commercio di droghe sono equiparati penalmente e la legge indonesiana prevede per i trasgressori pene fino a 20 anni di reclusione.
Comportamenti
Fiore di Rafflesia Arnoldii
Fiore di Rafflesia Arnoldii

Benché i comportamenti degli occidentali vengano entro certi limiti tollerati è bene conoscere alcune regole di "buona educazione" indonesiana: mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate; non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, né porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, né esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe, né rimanere in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto mai toccare la testa dei bambini (la testa infatti è la parte più importante del corpo perché è in essa che entra la divinità che porta la vita); per accedere ai templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano; i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa.
Curiosità

La rafflesia

E' un singolare tipo di fiore parassita, i cui petali, di colore arancio raggiungono il metro di diametro.

Prende il nome dal suo scopritore Sir Stamford Raffles, il fondatore di Singapore che era anche un noto botanico. La rafflesia fiorisce tra agosto e dicembre, può essere ammirata in una riserva dedicatale a Batang Palupuh, un piccolo villaggio situato nella parte ovest di Sumatra nei pressi di Bukittinggi.

Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2005