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| La montagna,
palestra naturale per mantenersi in forma Il clima è ideale per la pratica di tutti gli sport, soprattutto quelli aerobici Una buona strada per conoscere meglio i propri limiti La montagna è una grande palestra naturale che offre infinite possibilità per l’attività fisica sia durante la stagione invernale, sulla neve, sia durante i mesi estivi, quando le temperature non raggiungono i livelli elevati che si registrano in pianura. Praticare sport all’aria aperta, godendosi magari il suggestivo paesaggio montano, diventa quasi uno stimolo naturale per chi trascorre una vacanza in quota. I benefici sono notevoli. «Le migliori condizioni climatiche e l’aria meno inquinata – sostiene il dottor Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e scienza dell’alimentazione - favoriscono la pratica di sport. Inoltre aumentando l’attività fisica si ossigenano meglio il sangue e i polmoni: così tutto l’organismo funziona meglio». In Italia la quota dei sedentari, cioè di coloro che non praticano alcuno sport né una qualsiasi attività fisica, comprende il 41% della popolazione, per un totale di oltre 22.900.000 persone, con notevoli differenze tra le varie regioni: dagli ultimi report il Trentino risulta quella con il minor numero di sedentari e con minore percentuale di soggetti obesi e in sovrappeso. «Il merito, verosimilmente, va attribuito alle caratteristiche di questo territorio – sostiene Mario Cristofolini, dermatologo ed esperto di sport - che è coperto per oltre il 50% della superficie da boschi e pascoli di montagna, è attraversato da una rete notevole di sentieri ed è quindi un luogo ideale sia per la semplice passeggiata, poco impegnativa, sia per attività più sportive come il trekking, l’alpinismo, la mountain bike». Lo sport allunga la vita, da 1,3 a 3,7 anni Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che praticare uno sport migliora le condizioni psico-fisiche, a tutte le età. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Archives of Internal Medicine” l’attesa di vita cresce di 1,3 anni negli uomini ultra cinquantenni con un grado di attività fisica leggera, fino a 3,7 anni per un grado di attività fisica da moderata a elevata. Ulteriore conferma di questi studi arriva dai risultati preliminari di una ricerca condotta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sui fattori di rischio. «Si evidenzia che la sedentarietà è una delle dieci cause principali di morte e di disabilità. Ne consegue che la mancanza di attività fisica (la sedentarietà) è la più importante causa sottovalutata di morte, malattia e disabilità», spiega ancora il dottor Mario Cristofolini. L’arrampicata, da attività sportiva a metodo terapeutico Arrampicare sulle pareti rocciose non è solo un’attività sportiva che regala intense emozioni, ma anche una pratica terapeutica. Questo tipo di movimento in sospensione è, infatti, indispensabile nell’ambito dello sviluppo motorio dell’essere umano. Basta pensare ai bambini: prima di imparare a camminare si esercitano nell’arrampicata orizzontale “gattonando” e tentando di mettersi in piedi. Gli adulti, invece, possono godere di benefici sia nel caso di malattie della colonna vertebrale come la scoliosi, sia per la riabilitazione successiva a traumi articolari e vertebrali. Infine è importante anche sul piano educativo e psicologico sia per gli adolescenti sia per i disabili. I primi cimentandosi con questo sport imparano a superare paure acquisendo sicurezza in se stessi e sperimentando nel contempo i propri limiti; i secondi provando ad arrampicare in gruppo ottengono vantaggi sia sul piano del coordinamento motorio e dell’equilibrio sia su quello relazionale. D, una vitamina preziosa per donne e bambini Praticare attività all’aria aperta, soprattutto d’estate, facilita anche la produzione di vitamina “D”, quella che presiede all’assorbimento del calcio e del fosforo, ed è basilare per la formazione del tessuto osseo e dei denti. Viene sintetizzata dalla cute durante l’esposizione alla luce solare. Passeggiare o pedalare sotto il sole, così come svolgere altri sport, grazie alle temperature non eccessive della montagna, permette di rimanere esposti alla luce solare per un maggior numero di ore, favorendo dunque la produzione di questa importante vitamina. Ad averne bisogno sono soprattutto le donne in fase premenopausa e menopausa e i bambini. 8.000 passi al giorno contro il colesterolo L’altitudine rafforza ulteriormente i benefici dell’attività fisica, come dimostra la “Teoria dei 10.000 passi”. Ricerche recenti realizzate in campo medico e cardiologico hanno stabilito che ogni individuo dovrebbe compiere almeno 10 mila passi al giorno, pari a circa 7-8 chilometri. «Questo fa sì che la pressione sanguigna massima e minima scenda di circa 10 mm (di mercurio) e i grassi vengano metabolizzati più velocemente, riducendo l’accumulo di colesterolo e dunque migliorando l’attività cardiaca - spiega il dottor Carlo Gargiulo -. In montagna, proprio a causa della quota, l’impegno medio quotidiano scende a 7-8 mila passi, perché l’organismo compie uno sforzo maggiore e dunque l’attività fisica è più intensa». L’attività aerobica in montagna è un toccasana «In montagna si possono praticare tutte le discipline sportive, ma le più indicate sono quella aerobiche di lunga durata con movimenti ciclici che impegnano molti gruppi muscolari», aggiunge Giampietro. Il clima montano stimola l’esercizio fisico, che si esplica attraverso una notevole gamma di attività motorie aerobiche moderate come ad esempio le passeggiate, il nuoto, le pedalate, l’escursionismo da praticare tutti i giorni e anche attività intense come la corsa, il ciclismo e lo sci di fondo. Inoltre la minore saturazione di ossigeno nell’aria induce un aumento del numero dei globuli rossi nel sangue, senza però aumentarne la vischiosità, perché l’aumento dei globuli rossi è preceduto da un incremento della parte liquida del sangue, proprio per favorire il lavoro muscolare praticato a quote alte. Sangue e tessuti sono ossigenati meglio e la resistenza fisica aumenta. Non è un caso se gli atleti scelgono di allenarsi in montagna. I benefici permangono anche al ritorno in città: la vita media dei globuli rossi infatti è di 120 giorni e dunque per questo periodo il fisico può godere dei vantaggi di una migliore ossigenazione e resistenza alla fatica. È documentato, inoltre, che praticare queste attività riduce notevolmente il rischio di molte patologie gravi quali quelle cardiovascolari, dismetaboliche ed anche alcune forme di cancro. Camminare in salita, un toccasana per le ossa Per mantenersi in forma basta poco. Anche solo camminare. Questa è, infatti, l’attività fisica più semplice e naturale che l’uomo conosce, e può essere praticata in qualsiasi condizione atmosferica. Da lieve salita ad arrampicata estrema, è un’attività a stimolo gravitazionale: attiva il tessuto osseo e produce l’effetto di contrastare la demineralizzazione ossea, dunque fa molto bene alla salute, soprattutto delle donne, anche in menopausa, e degli anziani. È l’attività a maggior dispendio di energia proporzionato alla velocità. Inoltre è rilassante. La montagna educa a conoscersi e aiuta a dire no al fumo Oltre ad essere un ambiente ideale, la montagna è anche un buon educatore: praticare attività fisica in quota impone infatti di confrontarsi con le proprie capacità e i propri limiti senza eccedere. «La montagna non va mai affrontata in modo aggressivo. Tutto va pensato in base all’età, alle condizioni fisiche e psicologiche. Anche sul piano mentale. In questo modo, infatti, si favorisce il rilassamento e un miglior dialogo tra mente e corpo», insiste Giampietro. Infine è un metodo naturale per abbandonare il tabacco: il fumatore che svolge attività fisica in montagna fa più fatica. Praticare sport, infatti, impone di fare i conti con il numero di sigarette fumate, che aumentano il bisogno di ossigeno dell’organismo, imponendo un maggiore sforzo. Dunque i fumatori vengono a contatto con i limiti imposti dal fumo e sentono un minore desiderio della sigaretta proprio perché distratti dall’attività fisica. Inoltre il monossido di carbonio contenuto nelle sigarette si lega con grande facilità all’emoglobina, prendendo di fatto il posto dell’ossigeno. Si tratta di un fenomeno dannoso, che diventa maggiormente evidente in montagna dove l’organismo è spinto ad una maggiore produzione di globuli rossi, i veri “trasportatori” dell’ossigeno. Trento, febbraio 2007 Trentino S.p.A. – Ufficio Stampa |
| Camminare in
montagna, un vero toccasana Passeggiare in quota sui sentieri del Trentino fa bene alla salute e all’umore Con Fitness in Nature la vacanza attiva è adatta a tutti La montagna è una ricarica naturale Per mantenersi in forma non occorre fare grandi sforzi, basta semplicemente camminare. Il Trentino, così ricco di sentieri e itinerari adatti a tutte le capacità, è senza dubbio il luogo ideale per dedicarsi a lunghe passeggiate, immersi nella natura. Pur essendo l’attività fisica più semplice, camminare in quota, affrontando lievi salite o trekking impegnativi, è l’esercizio che ha un maggior dispendio di energia proporzionato alla velocità: l’altitudine e la minore concentrazione di ossigeno nell’aria, favoriscono una migliore ossigenazione del sangue e dei tessuti muscolari. Camminare in montagna giova decisamente all’umore, se si trascorre del tempo in un contesto naturale bello e incontaminato. Non c’è che dire, la montagna è una vera ricarica naturale: al ritorno in città l’organismo è più allenato ed efficiente, in grado di affrontare la vita di tutti i giorni. Fitness in nature Per immergersi nella natura e recuperare nuove forze fisiche e psichiche, praticando ogni giorno uno sport diverso, c’è “Fitness in Nature”, la proposta più adatta per costruire la vacanza adatta ai propri gusti e alle proprie esigenze. È la stuzzicante offerta estiva per chi desidera mantenersi in forma senza farsi mancare nulla e si può scegliere fra alcune stimolanti località dolomitiche: la Val di Fiemme, l’Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, il Garda Trentino e la Val di Sole. Qui si possono trovare servizi e attrezzature di ultima generazione, istruttori e hotel selezionati, che propongono anche attività complementari al nordic walking, come il trekking, le escursioni tematiche, la bike, il rafting, la vela, il surf e il canyoing. Il Nordic Walking è l’attività più in voga nell’estate trentina, che consiste nel camminare con i bastoncini simulando la tecnica più classica dello sci di fondo: il passo alternato. Uno sport meno impegnativo della corsa, ma più efficace della semplice camminata, perché consente di mantenersi in forma impegnando il 90% dei muscoli del corpo. E può essere praticata da chiunque senza limiti di età. In Trentino, al momento, ci sono quattro Nordic Walking Park. Ne troviamo uno in Val di Fiemme, dove grandi sono le possibilità di itinerari praticabili fino a ottobre, fra il bosco del Cermis e il Lago di Tesero e in tutti i comuni della valle, per un totale di 80 chilometri. Un parco di nordic walking si trova anche sull’Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna: una rete di 16 itinerari per oltre 100 chilometri. Un altro parco si trova nell’area del Garda: in estate i percorsi a Passo San Giovanni e sul Monte Stivo garantiscono un clima fresco. Anche la Val di Sole è un vero e proprio eden per la pratica di questa disciplina, con 2 parchi e 120 chilometri di percorso segnalati, costruiti nelle Valli di Pejo e Rabbi, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. E per concludere in bellezza la giornata, l’ideale è un tuffo rilassante nelle acque delle Terme di Pejo e Rabbi. I Trekking Tematici Un paio di scarponcini e uno zaino; il resto lo si trova in Trentino, il luogo ideale per chi ama fare trekking su itinerari appositamente preparati. Da qualsiasi punto dell’itinerario, è possibile scendere a valle e rientrare velocemente alla località di partenza con l’impiego di mezzi pubblici e transfer organizzati. È così possibile realizzare tutto il percorso a tappe scegliendo di pernottare presso gli hotel selezionati, piuttosto che nei rifugi alpini. Oltre all’alloggio, gli alberghi sono pronti a fornire all’escursionista tutto il supporto necessario: dalle informazioni al “packed lunch”, dall’anticipo della colazione alle 6 del mattino al transfer bagagli. L’escursionista trova qui un’accoglienza calda e soprattutto utile alle sue esigenze, avendo anche a disposizione il materiale e le informazioni necessarie per affrontare le camminate in sicurezza e la possibilità di scaricare mappe digitali direttamente sul proprio palmare. In tutti i casi i territori propongono un programma settimanale garantito. Chi vuole può scegliere semplicemente un’escursione quotidiana, sempre con transfer e guida alpina. Di sicura utilità è anche il computer palmare studiato per guidare i turisti nelle escursioni. Il progetto “Sentieri Vivi”, in Val di Fiemme, a San Martino di Castrozza, nel Primiero, nel Vanoi e a Madonna di Campiglio, consente di scegliere gli itinerari più interessanti sul pc dell’albergo o dell’ufficio turistico, e di scaricare i dati sul “palmareamico”, che durante l’escursione illustrerà in video o in audio i passaggi più interessanti sfruttando la tecnologia del GPS. Il Trekking delle Leggende è il primo grande anello escursionistico che collega tra loro tre delle più belle e interessanti aree delle Dolomiti, Val di Fiemme, Val di Fassa e San Martino di Castrozza-Primiero-Vanoi, caratterizzate da splendidi paesaggi e natura incontaminata. Nove tappe nella mitologia delle Dolomiti, lungo sentieri preesistenti collegati tra loro, per un totale di quasi 200 chilometri. Seguendo il tragitto si possono ammirare cime maestose di straordinaria bellezza: quelle del Lagorai, delle Pale di San Martino, della Marmolada, del Piz Pordoi, delle Torri del Sella, del Catinaccio e del Latemar. Quest’anno è nato il Trekking della Storia, attraverso il Monte Altissimo, il Pasubio, Rovereto e la Vallarsa, gli Altipiani di Folgaria Lavarone e Luserna, i laghi di Levico, Caldonazzo e l’Alta Valsugana: un grande itinerario escursionistico che si snoda lungo il Sentiero della Pace, e che fa da cerniera tra zone diverse per morfologia, cultura e tradizioni, seguendo il filo conduttore della storia. Le possibilità di praticare trekking in Trentino sono davvero innumerevoli, anche grazie alle proposte delle guide alpine e dei gestori dei rifugi. Non mancano poi i grandi itinerari come il Sentiero Europeo E5, il Sentiero del Dürer, l’Alta via delle Dolomiti, l’Alta Via del Granito, e la Via Alpina, che nel suo itinerario giallo prevede il passaggio tra le Dolomiti di Fassa. Per chi invece ama l’alpinismo, praticarlo su un territorio che ha fatto la storia di questa entusiasmante disciplina ha un significato particolare. Affrontare una via o una parete conquistata dai primi pionieri inglesi che si innamorarono delle vette dolomitiche e successivamente dai grandi scalatori è un’esperienza senza uguali. Solo un alpinista sa cosa si prova dopo aver affrontato una montagna e le Dolomiti, dal Brenta alla Marmolada, per non parlare del Lagorai e degli altri gruppi, sono un vero e proprio paradiso per chi ha scoperto il fascino dell’ascensione. Quando poi l’alpinismo diventa gesto sportivo, fatto di tecnica e rapidità, si trasforma nel free climbing, disciplina giovane e dinamica che trova in Trentino le proprie palestre naturali e artificiali ideali. La patria dell’arrampicata sportiva è sicuramente Arco nell’Alto Garda, che ospita ogni estate il Rock Master. Trento, febbraio 2007 Trentino S.p.A. – Ufficio Stampa |