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Contrade Città di Trento (Tempo libero - Vario) 12/09/2008 - 14/09/2008 Trento 8° Palio delle Contrade Città di Trento (disfida arcieristica medioevale) ? 12-13-14 settembre 2008. Piazza del Duomo ? Trento. Il Palio delle Contrade Città di Trento ha origini antiche: le sue radici risalgono al 1487, anno in cui si svolse la battaglia Indirizzo: Piazza del Duomo Trento (Trento) |
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| Trentino Alto Adige Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Vineyard Vineyard Piotr Machalica Trentino-Alto Adige is a region made up by two provinces: Trentino around the city of Trento, and Alto Adige, or South Tirol, around the city of Bolzano. Alto Adige is officially bilingual: both Italian and German are spoken. Trento was put on the map by the "Consiglio" of Trento the treaty between the papal power and the South german princes resulting in the contra-reformation. The local castle is a reminder of those days, with some nice murals (the best only by appointment) and boring furniture. There is also a cathedral and a diocese museum. But nicer is the modern art museum just outside the centre in a palace next to the river. It has changing exhibitions. Night life in Trento is rather boring, altough it is a university town, only few students sit around in cafes mainly on Via Verdi. The real fun they have is in the discotheques that are, strangely, located in the small villages, or along a minor roads. A car is required for these divertiti. Bolzano has a few things more to offer. Some castles around the town, and Mr. Utschi, the glacier man, from long ago, around which a museum was build to show the life of early hunting-farming-gathering, European civilizations. Other towns to visit are Merano, with baths, which sometimes has exhibitions at the Kurhaus, and Rovereto, with a nice pedestrian centre. First world war museums you can find in many towns, as this was the scene of a harsh mountain war in which many of the local Alpini Corp died. But the real reason to visit Trentino-Alto Adige are the mountains, the Dolomiti, which are spectacular. It is possible to walk from May to half September, and ski from December to end March (give and take). The trains take you to Trento, Bolzano, Bressanone, etc along the main valley, but from there buses are regular and cheap, and will get you virtually everywhere, in the summer. In Trento the regional, blue buses leave from next to the train station. If you are a bit experienced at mountain walking, you could try some via ferrata's which are slightly more difficult walks with steel cables and ladder to secure yourself, bring a harness and perhaps a helmet. (Pictures by Saskia, thanks) |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Trentino Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_autonoma_di_Trento" Cronologia: http://it.wikipedia.org/ Provincia autonoma di TrentoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Redirect da
Trentino)
La Provincia autonoma di Trento, comprendente il territorio della regione storico-geografica parte del Tirolo Trentino, è una delle due province della Regione autonoma Trentino - Alto Adige. Confina a nord con la Provincia autonoma di Bolzano, a est con la Provincia di Belluno e la Provincia di Vicenza, a sud con la Provincia di Verona, a ovest con la Lombardia (Provincia di Brescia, Provincia di Sondrio).
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Storia
L'origine dell'unità territoriale del Trentino risale al 1027, quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II il Salico decise di affidare il potere temporale sull'area geografica trentina all'arcivescovo di Trento, creando il Principato Vescovile di Trento. Questa istituzione politica resistette per otto secoli e garantì una certa autonomia di governo al Trentino rispetto prima al Sacro Romano Impero e in seguito all'Impero d'Austria. Il principe-vescovo di Trento era infatti dotato di potere politico e aveva pari dignità rispetto a tutti gli altri principi dell'Impero. L'alto grado di autonomia che derivò da questo tipo di istituzione non godette però sempre del sostegno dei Duchi d'Austria, che più volte tentarono di diminuire il margine di libertà del Principato. Terminata l'esperienza dell'invasione napoleonica (1815), alla quale gli abitanti delle valli trentine si opposero partecipando attivamente alla resistenza guidata dal patriota tirolese Andreas Hofer, il Principato vescovile cessò d'esistere e il Trentino entrò a far parte della Contea del Tirolo, abitata in maggioranza da popolazioni di lingua tedesca. Pur essendo ben amministrato e avendo propri rappresentati alle Diete di Innsbruck e Vienna, nella seconda metà dell'Ottocento si formò in Trentino un movimento filo-italiano (Irredentismo), costituito soprattutto da intellettuali (come Cesare Battisti) e poco sentito dalla popolazione rurale, che sosteneva l'annessione della provincia al Regno d'Italia. Il territorio del Trentino divenne uno dei principali teatri di guerra nel corso del primo conflitto mondiale (1915-1918) tra Regno d'Italia e Austria-Ungheria, che causò distruzioni enormi. Dall’ordine di mobilitazione emanato dall’Imperatore Francesco Giuseppe il 31 luglio 1914, oltre 60.000 trentini combatterono nell’esercito austro-ungarico, prima sul fronte orientale contro russi e serbi (1914-1917) e dal 1915 anche sul fronte meridionale, contro gli italiani. I soldati trentini pagarono un tributo pesantissimo: 10.501 caduti ed altre migliaia di feriti e prigionieri. Decine di migliaia poi i civili, abitanti dei paesi a ridosso del fronte, che furono costretti ad abbandonare le proprie case ed evacuati in campi profughi. Con il Trattato di Versailles (1919) il Trentino venne annesso all'Italia e con la neocostituita provincia di Bolzano entrò a far parte della regione della Venezia Tridentina. Nel secondo dopoguerra, in base all'accordo (1948) fra i ministri degli esteri italiano (il trentino Alcide De Gasperi) ed austriaco (Karl Gruber), venne costituita la Regione Autonoma Trentino Alto Adige. Nel 1972, a causa dell'insoddisfazione altoatesina nei confronti dell'istituto regionale, percepito come centralista e poco attento alla diversità della minoranza tedesca, gran parte delle deleghe venne atttribuite alle due province, che divennero autonome, mentre la regione divenne un semplice organo di raccordo fra le politiche del Trentino e quelle dell'Alto Adige.
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GeografiaLe Dolomiti di Brenta Il territorio della provincia è quasi intermente montuoso ed è caratterizzato da una valle che ne solca la lunghezza, la Valle dell'Adige, da Ala a Salorno, rappresentando quasi una spina dorsale del territorio. Su essa si innestano diverse valli minori, formate da affluenti dell'Adige (come le valli dell'Avisio, Fiemme e Fassa, e del Noce, Non e Sole). Ci sono poi altri fiumi che attraversano valli trentine: il Cismon nella valle di Primiero, il Brenta nella Valsugana, il Sarca e il Chiese nelle Giudicarie. I principali gruppi montuosi sono: il gruppo del Cevedale e dell'Adamello-Brenta nel Trentino occidentale; il massiccio del Lagorai e una parte delle Dolomiti in quello orientale. In particolare, le Pale di San Martino e la Marmolada sono divise fra la Provincia di Trento e la Provincia di Belluno, come del resto il Sella, una parte del quale, poi, appartiene all'Alto Adige. Anche il Sassolungo e il Catinaccio hanno un lato trentino e uno in Alto Adige. Appartiene alla provincia la punta settentrionale del Lago di Garda, i laghi di Levico e Caldonazzo in Valsugana, di Toblino nella Valle dei Laghi. In Trentino sono presenti tre aree naturali protette:
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Economia
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Agricoltura e AllevamentoNonostante le caratteristiche del territorio, prevalentemente montano, il settore agricolo è piuttosto rilevante. Al contrario del vicino Alto Adige, le aziende agricole non sono indipendenti fra loro (struttura del maso chiuso, che pure ha impedito in provincia di Bolzano un eccessivo frazionamento delle proprietà), ma spesso inserite in un'ampia rete di cooperative agricole. Le produzioni più importanti sono le mele (assieme all'Alto Adige viene raggiunta la metà della produzione nazionale), i piccoli frutti (nella Valle dei Mocheni/Bersntol), gli ortaggi (soprattutto nella Val di Gresta). Importante (anche se in termini nazionali quantitivamente modesta) la produzione di uva, da cui si ricavano spumanti e grappe di alta qualità. Significativo l'allevamento, soprattuto bestiame da latte, da cui si ricava una grande varietà di prodotti caseari tipici.
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Industria e TurismoLe industrie sono concentrate nella Valle dell'Adige, in Vallagarina e nella Valsugana e sono spesso di piccole-medie dimensioni. Sono attive nei settori tessile, edilizio, della meccanica, del legno e della carta. Importante è la produzione di energia idro-elettrica. Fondamentale è il turismo, sia invernale che estivo, con una notevole varietà e ampiezza nell'offerta turistica. Le principali stazioni turistiche sono: Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Canazei, Moena e la Val di Fassa, Cavalese e la Val di Fiemme, Folgaria, Folgarida-Marilleva e la Val di Sole, nonché le stazioni climatiche sul lago di Garda (come Riva del Garda e Torbole) e i laghi di Levico e Caldonazzo.
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Trasporti e comunicazioniMappa stradale del Trentino Il Trentino è terra di attraversamento per la comunicazione tra lo spazio germanico e l'Italia settentrionale. Gli assi principali di comunicazione sono l'Autostrada A22 del Brennero e la ferrovia del Brennero, che si sviluppano lungo la Valle dell'Adige. La direzione della società Autostrada del Brennero s.p.a. si trova a Trento, in quanto i principali azionisti della Società sono la Regione Trentino-Alto Adige e le due province di Bolzano e Trento. Poiché l'autostrada si caratterizza per un grande traffico di mezzi pesanti, è obiettivo primario della Provincia e della Regione diminuire pesantemente il traffico su gomma, spostando i veicoli pesanti sulla ferrovia, in futuro potenziata dal tunnel del Brennero tra Alto Adige e Tirolo. É stata proposta più volte la costruzione sul territorio di un'altra autostrada, l' Autostrada A31 (detta Valdastico o PiRuBi), che collegherebbe Trento a Vicenza e Rovigo. La realizzazione di questa infrastruttura è fortemente appoggiata dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Vicenza e dall'ANAS, nonché sostenuta da una buona parte degli abitanti della Valsugana (per decongestionare l'arteria che attraversa la valle). Tuttavia è forte la contrarietà di forze importanti della Giunta provinciale trentina, assolutamente contrarie a creare nuove infrastrutture autostradali nel territorio provinciale. Per giustificare l'opposizione alla PiRuBi vengono di solito addotte motivazioni di carattere ambientale, argomentando che si tratta di un territorio di pregio. Secondo altri la storica avversione per quest'opera dipende dalla volontà della Provincia di non realizzare progetti sostenuti e calati dall'esterno, cioè da Roma o dalla Regione Veneto. In Trentino esistono altre due linee ferroviarie: la Ferrovia della Valsugana, che collega Trento a Venezia e la Ferrovia Trento-Malè-Marilleva, in gestione alla società Trentino trasporti. Trentino trasporti è inoltre concessionaria unica del trasporto pubblico su gomma in tutto il Trentino, urbano a Trento e Rovereto e extraurbano in tutte le valli della provincia.
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Cultura, istruzione e ricercaA Trento è presente l'Università di Trento, istituita nel 1962, di piccole dimensioni (circa quindicimila studenti), ma molto attiva a livello internazionale. Fu la prima università italiana a istituire corsi di laurea in sociologia. Secondo l'indagine Censis-La Repubblica del 2005 è in vetta alla classifica degli atenei di piccole dimensioni. La provincia ha dato vita anche negli anni sessanta all'ITC, Istituto Trentino di Cultura, e all' IRST (Istituto per la Ricerca Scientifica e Tecnologica). Trento, Piazza Duomo Nel territorio della Provincia sono presenti i seguenti musei:
Da segnalare inoltre gli istituti di cultura e i musei dedicati alla tre minoranze della Provincia, l'Istitut cultural Ladin "majon di fascegn" in Val di Fassa e il Kulturinstitut Bersntol - Lusérn per la valorizzazione delle minoranze germanofone mòchene e cimbre. Altri importanti soggetti culturali che operano in Trentino sono la Società Alpinisti Tridentini (SAT), fondata in età asburgica, e la roveretana Accademia degli Agiati. A Trento dalla fine della Seconda guerra mondiale vengono pubblicati due quotidiani, L'Adige e il Trentino (quest'ultimo del Gruppo editoriale L'Espresso); a questi si affianca il Corriere del Trentino, edizione locale del Corriere della Sera. La diffusione di quotidiani è decisamente superiore alla media nazionale.
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Minoranze linguisticheIl ghiacciaio della Marmolada, in ladino Marmoleda Nella provincia sono presenti tre minoranze linguistiche, tutelate dagli statuti regionale e provinciale. La più numerosa è rappresentata dai Ladini della Val di Fassa, seguiti dalle minoranze germanofone dei Mocheni e dei Cimbri:
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Amministrazione
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L'autonomia provincialeL'autonomia della provincia consiste nel potere di legiferare, previsto da legge costituzionale e dallo statuto regionale: mentre tutte le altre province italiane hanno mere funzioni amministrative, le province autonome di Trento e Bolzano hanno potere legislativo in molte materie normalmente di competenza statale o regionale. Particolarmente importanti sono le deleghe in materia di sanità, scuola, formazione, lavoro, trasporti e viabilità. Il finanziamento della provincia deriva principalmente dalla restituzione da parte dello Stato della quasi totalità dei tributi raccolti nel territorio provinciale. La Provincia può inoltre istituire nuovi tributi. La funzione legislativa spetta al consiglio provinciale, formato da 35 membri, di cui 1 spettante alla minoranza ladina. Il presidente della provincia assume inoltre nel corso della legislatura, a rotazione con il collega altoatesino, il ruolo di presidente del Trentino-Alto Adige.
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La suddivisione amministrativaL'unità amministrativa dei comprensori fu istituita dalla giunta di Bruno Kessler negli anni '70, al fine di garantire una maggiore efficienza nell'amministrazione del territorio provinciale, frazionato in ben 223 comuni, a volte di piccole o piccolissime dimensioni. Non sempre i confini dei comprensori rispettano una tradizione di collaborazione fra comunità vicine e infatti si sono rivelati spesso strumenti poco efficaci, tranne nei casi in cui includessero una comunità di valle ben definita (Val di Fiemme, Primiero, Val di Sole, Val di Fassa). Inoltre la giunta comprensoriale non è eletta direttamente, ma nominata dalle giunte dei diversi comuni. É stata approvata una riforma che prevede l'istituzione di un consiglio delle autonomie e il passaggio nel 2007 all'istituto giuridico delle comunità di valle, il cui numero non è stato ancora definito, più omogenee rispetto ai comprensori. [1].
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Lista dei comprensori trentini
I dati sulla popolazione sono aggiornati al 31 dicembre 2004.
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Personalità legate al TrentinoQuesto è un elenco di alcune personalità che per nascita o per la loro storia personale hanno instaurato un solido legame con il territorio trentino. L'elenco è in ordine alfabetico e comprende personaggi attivi nei più diversi settori, dalla politica alla cultura, dalla scienza allo sport.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
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Strade del Vino e dei Sapori Sette itinerari per andare alla scoperta del meglio dell’enogastronomia locale, incontrare i produttori e conoscere la storia e le tradizioni di questa terra Sette percorsi per andare alla scoperta del patrimonio enogastronomico trentino assaggiando sapori, sentendone i profumi, conoscendo gli uomini e le donne che li producono con passione e rispetto delle tradizioni. Queste sono le Strade del Vino e dei Sapori del Trentino, itinerari che si snodano sull’intera provincia dove si intrecciano gusto, storia, natura e cultura. Grazie a un’apposita segnaletica e a cartine ricche di dettagli è molto facile scoprire le peculiarità di ogni territorio, trovare un ristorante o una trattoria di qualità, magari contrassegnati dal marchio “Osteria Tipica Trentina”, e infine fermarsi in un bed&breakfast, in un agritur o in una delle strutture aderenti. Sono molte le sistemazioni semplici e a contatto con la natura in ogni zona. Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina Chi arriva da sud risalendo la Valle dell’Adige incontra la Vallagarina, terra a grande vocazione vitivinicola. È proprio in quest’area, che comprende anche le zone di Aldeno e Cimone, che prende vita la Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina: qui si trova circa il 40% del vigneto dell’intera provincia. Simbolo di questa produzione è senza dubbio il Marzemino, vitigno autoctono che regala un vino rosso, con fragranze di frutti di bosco e dal sapore morbido ed invitante, perfetto per accompagnare pietanze non troppo speziate e formaggi. Completano l’offerta enologica il Merlot, l’Enantio, il Rebo per i rossi e il Nosiola per i bianchi. In questa zona si trovano 13 agritur e una decina di bed and breakfast. Gli Ortaggi della Val di Gresta si coltivano in modo biologico o integrato in piccoli orti disseminati sui pendii della valle, a un’altitudine compresa tra i 250 e i 1.400, che conferisce un sapore fragrante e intensi profumi a carote, cavoli cappucci, patate, sedano e altre varietà. Il Vezzena è un formaggio antico, come i pascoli che ricoprono gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, che conserva in ogni periodo di stagionatura una burrosità eccezionale e aromi unici che spesso richiamano con precisione il periodo di pascolo in cui è stato raccolto il latte per realizzare questo fiore all’occhiello della produzione casearia trentina. I Marroni di Castione si producono nei dintorni del borgo medievale di Castione a 528 metri d’altitudine. I tremila castagni della zona regalano un frutto dalle grandi dimensioni con una tipica forma a cuore, un gusto dolce e saporito e dalla grana fine. Strada del Vino e dei Sapori dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta A pochi chilometri di distanza dalla Vallagarina si trova il Lago di Garda: è da qui che parte la Strada del Vino e dei Sapori dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta, un variegato itinerario che in una lunghezza di 35 chilometri in linea d’aria passa dall’ambiente mediterraneo a quello tipicamente alpino. In mezzo un territorio denso di storia e tradizioni contrassegnato dai numerosi edifici storico-artistici, caratterizzato da una natura superba e incontaminata e da una straordinaria ricchezza di sapori. Eccellenza della produzione enologica è il Trentino D.O.C - Vino Santo, che si ottiene dalle uve del vitigno autoctono Nosiola. Ha un colore giallo, da dorato ad ambrato, un profumo intenso, ampio e fragrante, con netti ricordi di passito, frutta, confettura e un gusto rotondo, dolce e piacevole. Accanto a questo il Rebo e il Nosiola, e la Grappa di Padergnone. Ed è solo l’inizio di un più ampio panorama che va dai prodotti dell’ortofrutta alla gastronomia. La Spressa delle Giudicarie D.O.P è tra i prodotti principi di questa zona. È un formaggio da pasto, che in passato si produceva solo negli alpeggi con il latte “smagrato”; ha infatti un basso contenuto di grassi e un sapore ora dolce, ora intenso o piccante in dipendenza dalla sua stagionatura. L’Olio extravergine D.O.P. del Garda Trentino è un prodotto di gran pregio, leggero e dalla bassissima acidità. Ha un colore dorato e limpido, con riflessi tendenti al verde. Unico il suo sapore fruttato e piccante con aromi di mandorla e fieno. La Farina gialla di Storo, coltivata nella Valle del Chiese, si ricava da una particolare varietà di mais risultato di incroci e reincroci tra diverse qualità locali. Viene raccolto agli inizi di ottobre, fatto asciugare ai secchi venti di montagna e macinato lentamente per conservarne le peculiarità nutrizionali, l’aroma e il sapore. Da citare inoltre la Susina di Dro dal colore violaceo e polpa molto consistente di colore giallo-verde di sapore dolce e acidulo; la Carne Salada, ricavata dalla fesa di manzo e sottoposta a uno speciale processo che la rende particolarmente aromatica; i Marroni di Drena e Darzo, dal sapore intenso; le Noci del Bleggio, essiccate come un tempo su graticci posti nelle soffitte arieggiate delle case; la Ciuìga del Banale, preparato con le parti meno nobili del maiale e le rape bianche lesse; la Lucanica Trentina, insaccato di carne di maiale mista a pepe macinato, aglio tritato e sale, che si può consumare cruda, stagionata dai quaranta ai novanta giorni, oppure cotta, base di numerosi piatti tipici. Infine da sottolineare che in questa zona l’allevamento di Trote e Salmerini vanta una tradizione secolare grazie proprio alla qualità delle acque trentine, fresche e molto ossigenate. L’acqua e i tempi di crescita, più lenti che in pianura, permettono di ottenere pesci dalla carne facilmente digeribile, più saporita e magra con una maggiore consistenza. Strada del Vino e dei Sapori di Trento Città del Concilio La Strada del Vino e dei Sapori di Trento Città del Concilio è un itinerario di sapori che si trasforma in un viaggio alla scoperta del cultura trentina. Questo percorso comprende istituzioni culturali e museali d’eccellenza, fra cui Palazzo Roccabruna, casa di tutti i prodotti di qualità del territorio, ma anche il Castello del Buonconsiglio, il Museo Tridentino di Scienze Naturali e il Museo Diocesano. La città è circondata da ampie distese di vitigni, specialmente di uva Chardonnay da cui si ricava il Trento D.O.C Metodo Classico, fiore all’occhiello della produzione enologica trentina e vanto della spumantistica italiana. Lo spumante, dal profumo delicato ed elegante con note fruttate, gusto secco e fine viene realizzato con un complesso e rigoroso processo di produzione seguendo le rigide regole fissate dal Disciplinare Trento D.O.C. . Strada del Vino e dei Sapori della Piana Rotaliana Per chi ama il vino è d’obbligo una tappa sulla Strada del Vino e dei Sapori della Piana Rotaliana, un’ampia e fertile area pianeggiante ricoperta di viti. È qui che si coltiva il Teroldego, vitigno autoctono da cui si ricava il Teroldego Rotaliano D.O.C., un vino rosso unico, dotato di un profumo delicato, personalissimo, fragrante, e un gusto secco, deciso, corposo e austero. Dalle vinacce del Teroldego si ottiene una Grappa dal sapore ancora ricco delle fragranze e degli aromi di quest’uva. Accanto alla produzione enologica, in questa zona, si coltiva anche l’Asparago di Zambana. È un asparago completamente bianco, che cresce in un terreno ricco di sabbia, lungo le rive dell’Adige. Le notizie su questo ortaggio risalgono all’inizio dell’800; oggi come allora la raccolta si fa a mano o con attrezzi tradizionali. Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra È ancora la vite l’elemento caratterizzante del paesaggio lungo la Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra. Qui la tenacia del contadino ha vinto i ripidi pendii della valle che oggi si mostrano ricoperti di terrazzamenti dove si coltiva principalmente il vitigno a bacca bianca Müller Thurgau. Se ne ricava il Trentino D.O.C. Müller Thurgau, un vino dalla fragranza aromatica e dai profumi che richiamano note di salvia, gelsomino e fieno, ma anche pesca e mela golden. È sempre in questa zona che la produzione della Grappa raggiunge l’eccellenza; il tradizionale distillato si ricava dalle vinacce dei vitigni più pregiati. Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole La natura incontaminata dei Parchi naturali dell’Adamello Brenta e dello Stelvio, le maestose Dolomiti del Brenta accanto alle superbe vette dell’Adamello, della Presanella e dell’Ortles Cevedale, e un’infinita distesa di meli. È questo il paesaggio che attende chi percorre la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, un itinerario suggestivo dal punto di vista ambientale, ma anche denso di testimonianze storiche con i numerosi castelli, i santuari di montagna e le fortificazioni della Grande Guerra. Questa splendida cornice naturale e storica oggi è arricchita dalla presenza di numerosi e particolarissimi prodotti come frutta, formaggi e insaccati. È la mela il prodotto simbolo di questo percorso e dell’intera frutticoltura locale. Golden Delicious, Stark Delicious e Renetta sono le tre qualità più diffuse e quelle che dal 2003 possono vantare la D.O.P. La coltivazione della Golden Delicious ha trovato in queste valli il suo ambiente naturale diffondendosi a tal punto da costituire oltre 70% della produzione totale. Dolce e croccante, deve le sue straordinarie caratteristiche organolettiche al clima montano; infatti, le escursioni termiche fra il giorno e la notte favoriscono la comparsa sulla buccia di sfumature rossastre che ne costituiscono garanzia di provenienza e sapore unici. Accanto alla Golden vanno ricordate la Stark Delicious, conosciuta come la mela rossa di montagna, dal sapore dolce e delicato, e la Renetta Canada, di antica origine francese, con sentori sofisticati, antichi e aromatici che la rendono insuperabile per usi in cucina, succhi e distillati. Sul fronte della produzione casearia l’eccellenza è rappresentata dal Trentingrana, fatto solo con latte proveniente da mucche di piccoli e medi allevamenti a conduzione familiare, cresciute all’aria di montagna e alimentate in maniera sana con foraggi naturali e mangimi “non Ogm”. Un formaggio che viene stagionato per 18-24 mesi prima di essere immesso sul mercato ed essere amato per le sue caratteristiche di dolcezza, salubrità, gusto e aroma. Il Casolèt, particolarissimo formaggio della Val di Sole, si caratterizza per grande morbidezza al palato, con sentori erbacei e lattei. Si consuma fresco o semistagionato e un tempo veniva prodotto con il poco latte delle mucche al rientro dagli alpeggi. Nella versione a latte crudo è un presidio Slow Food. Non va poi dimenticata la Mortandèla affumicata della Val di Non, ora presidio Slow Food e il Groppello, vitigno storico della valle, un tempo diffuso e ora limitato a piccole zone, soprattutto intorno a Revò. Strada dei Formaggi delle Dolomiti Infine lungo le Valli di Fassa, Fiemme e del Primiero si sviluppa la Strada dei Formaggi delle Dolomiti. Un itinerario nel cuore del Trentino caratterizzato dalla bellezza delle Dolomiti e delle foreste di abeti e larici; una terra piena di fascino e di mistero, scenario di tante leggende. Denominatore comune qui è la produzione casearia di alta qualità e un ambiente naturale dalla bellezza impareggiabile. Scoprire questo angolo di Trentino vuol dire anche conoscerne la sua cucina tradizionale con influssi veneti, ladini e tedeschi. Il Puzzone di Moena, presidio Slow Food, è il formaggio principe di questa valle, preparato ancora oggi in modo artigianale. Dall’odore pungente e dal sapore intenso, deriva da una lunga tradizione contadina. Ha una crosta color giallo ocra o rosso mattone, fatto con latte crudo ed è pronto da gustare dopo una stagionatura di almeno 80 giorni. Le sue note diventano più intense se consumato dopo 6-7 mesi. La Tosèla è un formaggio a pasta fresca e cruda, prodotto con latte di giornata dagli allevatori del Primiero che non avevano a disposizione grandi quantità di latte. È una delle peculiarità gastronomiche dell’intera area specialmente quando è proposto rosolato in padella o cotto alla piastra, abbinato alla polenta. Completano l’offerta il Caprino di Cavalese, il Nostrano del Primiero, e il Nostrano di Fassa. Accanto al salato il dolce del Miele, autentica essenza dei profumi e della flora del territorio. Tra le varietà il Millefiori con le sue fantasiose fusioni di sapori, il delicato miele di rododendro, un’autentica rarità; il miele di abete bianco, dal colore nero verdastro, dolce e aromatico e, infine, quello di abete rosso dal colore ambrato e dal sapore molto gradevole. Febbraio 2007 Trentino S.p.A. – Ufficio Stampa |