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Turismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
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Indice

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Introduzione

Il turismo è la pratica, l' azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione; secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (World Tourism Organization, un dipartimento delle Nazioni Unite), un turista è una persona che si allontana almeno 80 chilometri da casa a scopo ricreativo o conoscitivo. Col termine turismo si può intendere anche, a seconda del contesto, il settore industriale e commerciale che si occupa di fornire (vendere) servizi tangibili come trasporti (in aereo, treno, nave, pullman e così via), servizi di ospitalità (presso alberghi, pensioni, villaggi turistici), strutture ricettive e altri servizi correlati (guide turistiche; ingresso in musei, fiere, parchi naturali e altre attrazioni turistiche; servizi di assicurazione per il viaggiatore; servizi di ristorazione e intrattenimento; e via dicendo). A questo settore appartengono i fornitori ultimi di servizi e gli intermediatori come operatori turistici e agenzie turistiche. Si tratta di un settore economico estremamente ricco, che finanzia grandi manifestazioni (in Italia, si pensi alle fiere annuali della B.I.T a Milano e del T.T.G a Rimini) e il cui volume d'affari ha vissuto una crescita quasi costante dal dopoguerra in poi (con momenti di riflusso legati a contingenze internazionali come gli attentati dell'11 settembre 2001)

 

Piazza San Marco, un luogo amato dal turismo internazionale

Il turismo è una importante fonte di entrate per molti paesi del mondo, e porta denaro alle casse dello stato attraverso la tassazione dei servizi correlati al turismo (per esempio le tasse di soggiorno o le tasse areoportuali), oltre che indirettamente attraverso gli incassi dei fornitori di servizi. Recentemente, molte organizzazioni non governative hanno iniziato a occuparsi di turismo come mezzo per favorire lo sviluppo di nazioni povere; in genere, il turismo in questo contesto viene configurato come turismo responsabile (ovvero vincolato a requisiti di rispetto per l'ambiente e le culture locali). In questo contesto è nata la Carta sull'etica del turismo e dell'ambiente, che definisce il turismo come diritto dell'uomo e importante strumento di pace e di giustizia sociale.

La concezione del turismo responsabile si trova in qualche modo a opporsi al turismo tradizionale, che in genere pone l'enfasi sull'evasione e il relax del turista a scapito di una interazione culturalmente profonda e sostenibile con l'ambiente in senso ampio. Con riferimento a quest'ultimo atteggiamento, l'espressione "turista" viene in alcuni casi usata in senso dispregiativo, a intendere una persona che si reca in un determinato luogo senza sentire la necessità di porsi realmente in relazione con esso e coglierne lo spirito e la cultura.

Il fenomeno del turismo ha subito una notevole intensificazione negli ultimi decenni, fino a venire a rappresentare, insieme ai mass media come la televisione, una delle forme più importanti e diffuse di interazione interculturale. Fra i fattori determinanti nell'evoluzione e nella diffusione di questa pratica ci sono certamente i progressi tecnologici nei trasporti, ma anche certamente fattori economici (in particolare, il crescente divario economico fra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo ha costituito un importante propulsore del turismo internazionale) e, più recentemente, anche l'avvento di sistemi di comunicazione come Internet, che hanno in gran parte ridefinito la natura delle relazioni fra i turisti e i fornitori di servizi turistici.

 

Note storiche

Difficile individuare una data di nascita del turismo. Alcuni autori ne fanno risalire le origini ai pellegrinaggi altomedioevali, in particolare intorno ai tre poli principali d'attrazione: Roma, Gerusalemme (cfr. via Francigena) e Santiago di Compostela (cfr. Cammino di Santiago de Compostela). Verso queste tre località si snodava una rete di santuari, ostelli, mansiones, ospedali, conventi che assistevano i viandanti ed i pellegrini. L'epoca dei grandi viaggi incominciò con le prime esplorazioni del XV secolo, ma in fondo il viaggio, come lo intendiamo noi oggi, si diffuse lungo il corso del Settecento, all'epoca del Grand Tour. Il Grand Tour era una pratica dei figli della ricca borghesia per lo più inglese. Questi giovani iniziavano il loro viaggio dall'Inghilterra e si recavano in Francia, Spagna, Italia e Germania. L'Italia era una meta molto apprezzata anche se nei diari di viaggi si può leggere che i turisti avevano paura a recarsi nel nostro paese (causa brigantaggio). Non esistevano delle vere e proprie strutture ricettive, ma esistevano delle locande a volte sporche e adattate alla miglior maniera, che fungevano da punti di sosta per i borghesi e per i loro cavalli. Il grand tour non si spingeva più a sud di Napoli fino a quando Stendhal scrisse che per cogliere tutta l'essenza del Bel Paese è d'obbligo visitare la Sicilia con le sue meravigliose rovine greche: da allora molti lo seguirono, come per esempio Goethe che scrisse una delle prime guide turistiche ("Italienische Reise").

Il turismo organizzato ha invece una data di origine certa ed un inventore ben determinato: Il 5 luglio 1841, Thomas Cook, sfruttando le nuove possibilità offerte dal treno, organizzò un viaggio da Leicester a Loughborough: ben 570 persone vi parteciparono, al costo di uno scellino testa. Il successo fu tale da spingere lo stesso Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più articolati, dando inizio all'industria turistica modernamente intesa.

Da allora molte sono le cose che sono cambiate e la stessa evoluzione del turismo riflette per certi versi l'evoluzione della società: si sono sviluppati i mezzi di trasporto, diversi gruppi sociali si interessano al fenomeno e soprattutto i nuovi mass media hanno cambiato l'accesso alle informazioni (es. internet, pubblicità...).

I termini turista e turismo sono stati usati ufficialmente per la prima volta nel 1937 alla Società delle Nazioni. Turismo fu definito come genti che viaggiano per periodi di oltre 24 ore.

 

Attualità

La televisione e Internet svolgono attualmente un ruolo fondamentale nella comunicazione del turismo. Grazie a sofisticate tecnologie, rispetto al passato oggi è molto più veloce ed agevole l'organizzazione di un viaggio. Esistono in rete portali predisposti per l'organizzazione di viaggi e la ricerca di servizi turistici. D'altro canto esistono sempre più casi di truffe on-line bene orchestrate che, grazie ai mezzi che mette a disposizione Internet, riescono a colpire i navigatori più accorti mediante clonazione di carte di credito, oppure mediante la vendita virtuale di prodotti turistici inesistenti, oppure marcatamente scadenti o altrimenti invendibili.

I motivi che spingono le persone a viaggiare sono molto diversi: vacanze, studio, pellegrinaggi, cure, formazione, affari, attività culturali. Indipendentemente dagli obiettivi e dalle modalità che muovono le persone, un turismo responsabile e rispettoso rappresenta uno degli aspetti più positivi della società dei consumi.

 
 

Automobili ferme in auostrada

Allontanarsi dal proprio centro, superare la frontiera della quotidianità, compiere in un certo senso un rito di passaggio e di crescita interiore: questo è, secondo alcuni, il senso di fare turismo.

"Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi; chi viaggia ha la gioia del vento...pericolo è restare rinchiusi..."

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

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Turismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 

Il turismo è la pratica, l'azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione; secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (World Tourism Organization, un dipartimento delle Nazioni Unite), un turista è una persona che si allontana almeno 80 chilometri da casa a scopo ricreativo o conoscitivo.

Indice

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[modifica] Note storiche

 

Se si tiene presente la definizione appena fornita, è difficile assimilare il turismo moderno - comodo e di massa - ai grandi viaggi che venivano intrapresi fino al XVIII secolo: i pellegrinaggi medioevali o le esplorazioni iniziate nel XV secolo.

Un tipo di viaggiatore più simile al turista di oggi era il giovane che, a partire dal Settecento, si impegnava nel Grand Tour - pratica di educazione all' "uso del mondo" da quell'epoca sempre più frequente per i figli della borghesia ricca, soprattutto inglese. Visitate la Germania e la Francia le mete predilette di questi viaggiatori nordici erano Spagna e Italia, alla scoperta del pittoresco dell'Europa meridionale. In un tempo in cui ben poche case private disponevano di acqua corrente, servizi e igiene degni di questo nome, ciò che oggi chiamiamo "strutture ricettive" consisteva in locande generalmente scomode e poco pulite, che fungevano da punti di sosta e consentivano di cambiare o far riposare i cavalli, e viaggiare rimaneva assai faticoso e non privo di rischi (in alcuni diari di viaggio si può leggere, ad esempio, il timore del brigantaggio italiano). Anche per questo, il grand tour non si spingeva generalmente più a sud di Napoli, fino a quando - ma siamo già nel XIX secolo - Stendhal scrisse che

«per cogliere tutta l'essenza del Bel Paese è d'obbligo visitare la Sicilia con le sue meravigliose rovine greche»
 

da allora molti lo seguirono, come per esempio Goethe, il cui "Italienische Reise" ("Viaggio in Italia"), pubblicato nel 1817, fu utilizzato dai viaggiatori di molti decenni successivi come una vera e propria guida turistica.

Ma si trattava ancora di viaggiatori d'élite. Ciò che oggi chiamiamo turismo - cioè il viaggio organizzato e di massa - ha invece una data di origine certa ed un inventore ben determinato: Il 5 luglio 1841, Thomas Cook, sfruttando le nuove possibilità offerte dal treno, organizzò un viaggio di 11 miglia da Leicester a Loughborough: ben 570 persone vi parteciparono, al costo di uno scellino a testa.
Il successo fu tale da spingere lo stesso Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più articolati, dando inizio all'industria turistica modernamente intesa.

Da questa data, il viaggiare è diventato sempre più "turismo" (cioè un viaggio organizzato prevalentemente da altri), e negli ultimi decenni il turismo è enormemente cresciuto grazie all'evoluzione e alla moltiplicazione dei mezzi di trasporto, all'incremento dei redditi nel mondo occidentale e, ultimamente, anche ai nuovi mass media che hanno cambiato l'accesso alle informazioni (es. internet, pubblicità...): tutti elementi che hanno indotto nelle società industrializzate e ricche nuovi bisogni di mobilità.

I termini turista e turismo sono stati usati ufficialmente per la prima volta nel 1937 alla Società delle Nazioni. Turismo fu definito come genti che viaggiano per periodi di oltre 24 ore.

 

[modifica] Economia

Piazza San Marco, un luogo fin troppo amato dal turismo internazionale

Col termine turismo si può intendere anche, a seconda del contesto, il settore industriale e commerciale che si occupa di fornire (vendere) servizi tangibili come trasporti (in aereo, treno, nave, pullman e così via), servizi di ospitalità (presso alberghi, pensioni, villaggi turistici), strutture ricettive e altri servizi correlati (guide turistiche; ingresso in musei, fiere, parchi naturali e altre attrazioni turistiche; servizi di assicurazione per il viaggiatore; servizi di ristorazione e intrattenimento; e via dicendo). A questo settore appartengono i fornitori ultimi di servizi e gli intermediatori come operatori turistici e agenzie turistiche. Si tratta di un settore economico estremamente ricco, che finanzia grandi manifestazioni (in Italia, si pensi alle fiere annuali della B.I.T a Milano e del T.T.G a Rimini) e il cui volume d'affari ha vissuto una crescita quasi costante dal dopoguerra in poi (con momenti di riflusso legati a contingenze internazionali come gli attentati dell'11 settembre 2001).

Il turismo è una importante fonte di entrate per molti paesi del mondo, e porta denaro alle casse dello stato attraverso la tassazione dei servizi correlati al turismo (per esempio le tasse di soggiorno o le tasse aeroportuali), oltre che indirettamente attraverso gli incassi dei fornitori di servizi. Recentemente, molte organizzazioni non governative hanno iniziato a occuparsi di turismo come mezzo per favorire lo sviluppo di nazioni povere; in genere, il turismo in questo contesto viene configurato come turismo responsabile (ovvero vincolato a requisiti di rispetto per l'ambiente e le culture locali). In questo contesto è nata la Carta sull'etica del turismo e dell'ambiente, che definisce il turismo come diritto dell'uomo e importante strumento di pace e di giustizia sociale.

«Per l'Italia il settore turistico è un comparto economico di prima grandezza con una incidenza nel Prodotto Interno Lordo (ufficiale) del 7% e due milioni di occupati. Ogni anno le strutture ricettive accolgono oltre 80 milioni di persone con circa 350 milioni di pernottamenti. (Fonte: Legambiente
 

 

[modifica] Turismo responsabile

Per approfondire, vedi la voce Turismo responsabile.

La concezione del turismo responsabile si trova in qualche modo a opporsi al turismo tradizionale, che in genere pone l'enfasi sull'evasione e il relax del turista a scapito di una interazione culturalmente profonda e sostenibile con l'ambiente in senso ampio. Con riferimento a quest'ultimo atteggiamento, l'espressione "turista" viene in alcuni casi usata in senso dispregiativo, a intendere una persona che si reca in un determinato luogo senza sentire la necessità di porsi realmente in relazione con esso e coglierne lo spirito e la cultura.

Il fenomeno del turismo ha subito una notevole intensificazione negli ultimi decenni, fino a venire a rappresentare, insieme ai mass media come la televisione, una delle forme più importanti e diffuse di interazione interculturale. Fra i fattori determinanti nell'evoluzione e nella diffusione di questa pratica ci sono certamente i progressi tecnologici nei trasporti, ma anche certamente fattori economici (in particolare, il crescente divario economico fra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo ha costituito un importante propulsore del turismo internazionale) e, più recentemente, anche l'avvento di sistemi di comunicazione come Internet, che hanno in gran parte ridefinito la natura delle relazioni fra i turisti e i fornitori di servizi turistici.

 

[modifica] Attualità

La televisione e Internet svolgono attualmente un ruolo fondamentale nella comunicazione del turismo. Grazie a sofisticate tecnologie, rispetto al passato oggi è molto più veloce ed agevole l'organizzazione di un viaggio. Esistono in rete portali predisposti per l'organizzazione di viaggi e la ricerca di servizi turistici. D'altro canto esistono sempre più casi di truffe on-line bene orchestrate che, grazie ai mezzi che mette a disposizione Internet, riescono a colpire i navigatori più accorti mediante clonazione di carte di credito, oppure mediante la vendita virtuale di prodotti turistici inesistenti, oppure marcatamente scadenti o altrimenti invendibili.

Per approfondire, vedi la voce Borsa Internazionale del Turismo.

Esistono inoltre vere e proprie borse del turismo, come la Borsa Internazionale del Turismo di Milano.

I motivi che spingono le persone a viaggiare sono molto diversi: vacanze, studio, pellegrinaggi, cure, formazione, affari, attività culturali. Indipendentemente dagli obiettivi e dalle modalità che muovono le persone, un turismo responsabile e rispettoso rappresenta uno degli aspetti più positivi della società dei consumi.

Allontanarsi dal proprio centro, superare la frontiera della quotidianità, compiere in un certo senso un rito di passaggio e di crescita interiore: questo è, secondo alcuni, il senso di fare turismo.

"Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi; chi viaggia ha la gioia del vento...pericolo è restare rinchiusi..."

 

[modifica] Turismo sostenibile

Turismo di massa a Mont Saint-Michel

Automobili ferme in autostrada

Non si può negare d'altra parte che il turismo di massa, quand'anche economicamente produttivo per le economie locali, possa diventare in alcuni casi problematico - una vera e propria forma di inquinamento umano - per i luoghi a cui si rivolge, tanto che i sindaci di alcune città cominciano a proporre forme di regolazione del numero giornaliero di visitatori ("numero chiuso").

Il fenomeno è particolarmente rilevante in Italia, dove la ricettività delle strutture urbanistiche antiche delle "Città d'arte" come Venezia o Firenze, o di altri centri minori come Assisi per fare un esempio, è messa sempre più a dura prova dall'afflusso di migliaia di visitatori giornalieri.

Le ricadute di questi afflussi incontrollati sono particolarmente negative per la parte di popolazione residente non direttamente beneficiaria dell'economia turistica (cioè spesso la maggior parte di quella popolazione): l'aumento dei prezzi degli immobili e dei servizi pubblici (in particolare dei bar e ristoranti), della rumorosità, del traffico e del connesso inquinamento veicolare (sia a causa dei veicoli privati che dei grandi pullman) possono produrre infatti un complessivo e crescente peggioramento della qualità della vita urbana dei centri interessati.

Un ulteriore risvolto negativo dell'economia turistica - in particolare dell'industria delle vacanze - è la cementificazione disordinata dei luoghi che tocca, come ad esempio le coste italiane, fenomeno peggiorato dall'abusivismo edilizio.

Al problema del turismo responsabile si associa sempre più diffusamente, almeno in Italia, un problema di turismo sostenibile.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

turismo su DMoz (Segnala su DMoz un link pertinente all'argomento turismo)
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Turismo in Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Il turismo in Italia è una delle attività più redditizie del Paese (12% del PIL totale), grazie alle sue bellezze artistiche, storiche, archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche. Il paese era, nel 2004, il quinto più visitato nel mondo con 37 milioni di turisti in arrivo, in calo comunque rispetto al 2002 e al 2003 (39,8 e 39,6 milioni di turisti)[1].

Indice

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Dati e statistiche [modifica]

 

Capacità ricettiva in Italia [modifica]

Riportiamo i dati emersi da uno studio dell'ISTAT condotto dal 2002 al 2005 sulla capacità ricettiva in Italia[2].

Tracciando un quadro generale, l'Italia è dotata di oltre 33.000 alberghi, dalle 5 stelle lusso a 1 stella; nel 2002, vi erano 33.411 alberghi, cresciuti in 3 anni di un centinaio di unità fino a toccare quota 33.527 nel 2005. Tali strutture, sempre al 2005, offrono 2.028.000 posti letto, distribuiti in 1.020.000 camere (con prevalenza dunque di doppie e in minor misura triple) e 1.003.000 bagni.

Oltre agli alberghi, esistono altre strutture ricettive: il villaggio turistico ed il campeggio, pensati per ricevere più ospiti in una sola struttura rispetto invece agli hotel. I villaggi e i campeggi sono 2.411, ed offrono 1.344.000 posti letto.

Si segnalano infine 11.700 strutture di agriturismo con una capacità complessiva di 140.000 letti, e 10.000 bed and breakfast (questi ultimi hanno avuto un tasso di crescita eccezionale, passando dai 4.000 del 2002 agli oltre 10.000 del 2005) con 53.000 letti.

In totale, se si aggiungono anche gli alloggi in affitto, l'Italia al 2005 dispone di 130.000 strutture ricettive e 4.350.000 posti letto.

Di seguito, i dati si riferiscono ai vari tipi di alberghi, classifiati per numero di stelle da 5 a 1.

 

Alberghi [modifica]

 

5 stelle e 5 stelle lusso [modifica]

Nel 2005, in Italia erano presenti 232 alberghi a 5 stelle o di lusso. Tali strutture, classificate come le migliori per qualità e servizi nel Paese, offrono 43.150 posti letto distribuiti su 20.686 camere, dato che conferma la netta prevalenza delle camere doppie in questo tipo di esercizi alberghieri. I bagni sono di più rispetto alle camere, e cioè 21.233.

 

4 stelle [modifica]

I 4 stelle sono quasi 3.700, con 502.000 letti distribuiti in 247.000 camere.

 

3 stelle [modifica]

I 3 stelle sono i più numerosi, rientrando nella media sia come servizi che come costi: sono 14.500, quasi metà di tutti gli alberghi d'Italia, 940.000 sono i posti e letto distribuiti in 483.000 camere.

 

2 stelle [modifica]

I 2 stelle sono 5.000, con 116.000 posti letto.

 

1 stella [modifica]

Gli alberghi ad una stella sono 2.000, con 157.000 posti letto.

 

Attrazioni turistiche [modifica]

L'Italia offre una vasta gamma di attrazioni turistiche: città d'arte, località balneari e montane sono quelle che richiamano più visitatori.

 

Città d'arte [modifica]

Ecco un elenco delle principali città d'arte d'Italia da nord a sud con tra parentesi i monumenti simbolo, che richimano maggiori visitatori o che sono più noti nell'immaginario collettivo:

 

Nord [modifica]

L'Italia settentrionale, che concentra il maggior numero di grandi città del Paese, è per questo ricca di città d'arte: prima fra tutte Venezia, visitatissima per i suoi palazzi e le sue chiese, che si affacciano su canali navigabili incrementando il fascino del luogo; Milano, inoltre, ospita il capolavoro dell'arte gotica in Italia, il suo famoso Duomo.

 

Centro [modifica]

L'Italia centrale è ricca di città d'arte nonché rinomate mete turistiche; dalla capitale, uno dei crogioli dell'arte mondiale dall'antichità all'arte moderna, a Firenze, capitale dell'arte rinascimentale.

 

Sud e Isole [modifica]

L'Italia meridionale presenta città d'arte e famose mete turistiche; da Napoli, che possiede tra i più vasti patrimoni artistici-architettonici del mondo. L' Italia insulare, che custodisce un immenso patrimonio archeologico tramandato dalla colonizzazione greca, araba, normanna.

 

Località balneari [modifica]

 

Nord [modifica]

 

Centro [modifica]

 

Sud [modifica]

 

Località di montagna [modifica]

 

Nord [modifica]

 

Centro [modifica]

 

Sud [modifica]

 

Note [modifica]

Turismo in Europa
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