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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Turismo_LGBT
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Turismo_LGBT&action=history
Turismo LGBT

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Il turismo LGBT è una forma di turismo di nicchia rivolto a persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che desiderano viaggiare in destinazioni gay o in strutture selezionate per essere "gay-owned" (cioè di proprietà e/o gestite da gay) o per essere gay-friendly.

Come forma di industria turistica, ha raggiunto un qualche rilievo negli ultimi anni, dal momento che sono sorti, in Italia come nel mondo, agenzie di viaggio, tour operator, linee di crociera e aeree, enti del turismo nazionali o regionali che si sono rivolti a questo target, in maniera esclusiva o come una delle tante nicchie di mercato da scoprire.

Secondo Tourism Intelligence International (2000), circa il 10% dei turisti internazionali sono gay o lesbiche: 70 milioni di turisti che costituiscono ormai un importante segmento di mercato destinato a crescere come risultato della condizione sociale delle persone omosessuali.

Indice

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Destinazioni gay

Le destinazioni gay sono tali presso la comunità gay quando l'offerta di locali e strutture destinate a persone LGBT è ampia e variegata e comprende gay bar, discoteche e locali notturni, ristoranti, hotel e guest houses, media e associazioni, alcune di proprietà e/o gestite da gay, altre semplicemente gay friendly, che diano l'opportunità alle persone di socializzare tra loro e di sentirsi sereni tra altre persone del medesimo orientamento sessuale.

Spesso le destinazioni gay coincidono con grandi città, che a volte hanno pure un quartiere gay.

Gli enti del turismo cittadini o regionali sono spesso attivi per sviluppare la reputazione di destinazione turistica gay-friendly e attirare così ancora più turisti, oltre a far crescere nella popolazione locale un sentimento di accoglienza e ospitalità anche verso questa tipologia di turisti.

Quando il turismo LGBT è esclusivamente o primariamente legato al consumo di sesso, occasionale e/o a pagamento, si parla di turismo sessuale, termine che ovviamente può essere usato anche per il turismo eterosessuale e di persone single.

Il turismo LGBT può coincidere con eventi LGBT come le manifestazioni del gay pride, i festival di cinema gay o gli eventi sportivi, quali gli Eurogames o i Giochi Gay.

 

In Italia

L'Italia è stata una delle principali mete del turismo omosessuale maschile di fine Ottocento e inizio Novecento, anche grazie all'assenza delle leggi antiomosessuali che esistevano nei paesi del Nord Europa, come il paragrafo 175 tedesco. Località come Capri, Taormina o Venezia, dovettero molto del loro successo turistico alla tolleranza con cui accolsero anche i viaggiatori omosessuali, che peraltro all'epoca erano mediamente assai facoltosi. Anche città come Firenze, Roma e Napoli appaiono con frequenza elevata nei diari dei viaggiatori omosessuali dell'epoca.

Questo tipo di turismo è venuto meno nel dopoguerra, sostituito da un turismo "per famiglie", meno "trasgressivo" ed anche meno facoltoso; altre località mediterranee (come Mykonos, Ibiza, Sitges, Touzer, Lesbo) hanno preso oggi il posto di quelle italiane.

Per motivi culturali e religiosi, in Italia il turismo gay non è affatto valorizzato dagli enti preposti, anzi nel decennio scorso si è avuto il caso paradossale del deliberato allontanamento della presenza omosessuale già esistente da località come il Lido di Classe o Riccione (dove era stato per un periodo tanto fiorente che nel 1974 il cantante Dino Sarti gli aveva perfino dedicato una canzone satirica intitolata "Viale Ceccarini, Riccione" nell'LP Tre, Bologna invece!).

Oggi il turismo gay in Italia è un fenomeno principalmente urbano, privo di coordinamento e di promozione all'estero (al contrario di quanto accade in molte metropoli europee), e riguarda principalmente città come Milano (la conurbazione italiana con la maggiore concentrazione di locali gay) e Roma (grande meta turistica, che ogni anno organizza il Gay Village, entrato a fare parte delle manifestazioni dell'Estate romana) o, nella sola estate, le spiagge gay.

Al Sud Catania vede un'imprenditoria gay vivace e in costante espansione.

Infine a Torre del Lago, località vicino a Viareggio, da anni si tiene il Friendly Versilia, l'unico fenomeno turistico in Italia valorizzato da parte degli enti turistici locali, nonostante l'ostilità di alcuni partiti politici, che hanno organizzato manifestazioni e proteste di piazza con la richiesta di proibire l'iniziativa, giudicata "immorale".

Ecco un elenco delle località del turismo gay in Italia:

 

Turismo LGBT declinante, ma forte nel passato

  • Capri (è ormai quasi del tutto scomparso il tradizionale turismo omosessuale, di élite, anche di artisti e letterati, vivace fino a dopo la Seconda guerra mondiale).
  • Liguria (sparito nel dopoguerra il turismo tradizionale di élite, che faceva perno su realtà come Sanremo o Portofino, l'intera Liguria soffre oggi di una sottorappresentazione nel mercato gay italiano. La stessa Genova, nonostante le sue dimensioni, e la sua bellezza turistica con pochi paragoni, non riesce ad uscire dall'àmbito locale, anzi soffre della concorrenza di Nizza, Marsiglia, Torino, Milano e, d'estate, di Torre del Lago Puccini).
  • Riccione (il turismo gay è stato deliberatamente sradicato dalle autorità locali nello scorso decennio. Persiste un paio di locali notturni, che però si dicono gay-friendly piuttosto che gay).
  • Taormina (oggi quasi esclusivamente una meta per famiglie (eterosessuali), si è vista sostituire nel suo ruolo di meta turistica gay da Catania. Un po' di "struscio" per il Corso Umberto la sera è tutto quanto vi rimane).
  • Venezia (lo spopolamento della città e ancor più l'assenza totale di offerte di vita notturna hanno fatto svanire l'interesse turistico gay di quella che un tempo era forse la più celebre meta del turismo d'élite gay, soprattutto autunnale ed invernale (al punto che gli omosessuali erano chiamati, in loco, "settembrini"). Il declino non è stato compensato dal persistere della popolarità del Lido degli Alberoni, e da qualche attività gay aperta negli ultimi anni a Mestre. Il turismo gay del Triveneto - ivi incluso quello degli studenti delle università di Venezia - , ma anche lombardo ed emiliano, si è pertanto spostato sulla vicina Padova).

 

Turismo LGBT stazionario

  • Bologna (una delle prima città italiane a dotarsi di un centro gay, capitale politica del movimento LGBT, Bologna mantiene oggi le posizioni acquisite nel passato, ma subisce ormai la concorrenza sempre più agguerrita degli altri centri del Centro e del Nord Italia. Ha una vivace vita locale, grazie anche alla numerosa popolazione universitaria, ma la diffusione ad altre città delle proposte aggregative, politiche e culturali che un tempo si trovavano solo qui le ha fatto un po' perdere lo smalto e la collocazione "di avanguardia" degli anni Ottanta e di buona parte degli anni Novanta. Un segnale di tale appannamento è dato dal fatto che qualche celeberrima realtà gay è oggi, addirittura, diventata solo "gay-friendly". Bologna resta comunque una delle mete più affascinanti per il turista).
  • Firenze (già meta del Grand tour gay dell'anteguerra, che oggi è scomparso, Firenze è stata una delle primissime città italiane ad aprire locali gay (uno dei locali di Firenze ha festeggiato i 25 anni ininterrotti di esercizio), all'avanguardia perché direttamente modellati su quelli che i numerosissimi turisti stranieri conoscevano nei loro Paesi e che cercavano anche in Italia. Tuttavia il deliberato contingentamento dell'offerta, dovuto soprattutto alle restrittive politiche turistiche cittadine, ha tarpato le potenzialità di questa città come meta turistica gay; questo fenomeno ha favorito lo sviluppo, al posto di Firenze, soprattutto di Pisa, che nonostante le piccole dimensioni ha una vita gay decisamente vivace, grazie anche alla popolazione universitaria).
  • Grotte di Catullo (Lago di Garda). (Turismo tradizionale, quasi interamente spontaneo e non supportato da una offerta corrispondente).
  • Lido degli Alberoni (Venezia). (Qui c'è quanto resta del turismo gay tradizionale su Venezia, quello che aveva fatto ambientare a Thomas Mann in questi luoghi l'innamoramento omosessuale de La morte a Venezia. Non esistono strutture, il turismo gay è quasi interamente spontaneo, da "sacchetto con i panini e la lattina").
  • Lido di Classe (Ravenna). (Soppiantato negli anni scorsi da Torre del Lago Puccini come meta estiva, anche a causa di una certa ostilità a parte delle autorità verso il turismo LGBT, vede oggi seri tentativi di rilancio da parte degli imprenditori locali, purtroppo svantaggiati dal fatto di non essere per ora sostenuti dalle autorità locali).
  • Napoli (ormai decaduta, a partire dal dopoguerra, come meta del turismo tradizionale omosessuale, Napoli si sta avviando da qualche anno a recuperare il ruolo perduto. Questo grazie all'apertura di locali gay: ancora pochi in rapporto alla popolazione e alle potenzialità del traffico turistico, ma in crescita. Oggi Napoli riesce già ad intercettare buona parte del turismo campano che faceva riferimento, fino a pochi anni fa, a Roma).

 

Turismo LGBT in crescita

  • Bergamo e Brescia (grazie alla loro posizione, attirano turisti da Lombardia e Piemonte da un lato, e dal Triveneto e dall'Emilia-Romagna dall'altro, oltre che dal Canton Ticino. Ciò spiega come mai questi due centri di media grandezza abbiano un'offerta di locali gay pari a quella dei grandi centri metropolitani. Il turismo gay qui ha luogo per tutto l'anno, con un calo nel periodo estivo, quando le mete balneari acquistano una maggiore attrattiva).
  • Catania (la città del Sud con il massimo sviluppo dell'intrattemento gay, ha per ora un bacino di utenza regionale, che comprende anche la Calabria. D'estate si è però ormai, di fatto, sostituita a Taormina quale meta per il turismo internazionale. Nel 2005 ha visto il primo esperimento di spiaggia gay).
  • Milano (la città più ricca di offerte commerciali LGBT in Italia, sia per qualità che per quantità, ha un turismo gay vivace e sostenuto per tutto l'anno, grazie al fatto che la città può contare su cospicue presenze straniere (che contribuiscono molto a sprovincializzarne la scena gay). Grazie alle attività imprenditoriali non gay e alle fiere Milano è infatti una delle città italiane con il maggior numero di pernottamenti alberghieri. La città però fatica a considerarsi come meta turistica, al punto che nel mese di agosto anche le imprese commerciali gay chiudono, nonostante le presenze dei turisti stranieri).
  • Padova (di fatto la "capitale gay" del Veneto, ha preso il posto che fino al dopoguerra era stato di Venezia, anche grazie alla vivace popolazione universitaria e alle presenze turistiche, specie estive. Attira clienti da tutto il Nord Italia).
  • Roma (il declino del turismo omosessuale tradizionale è stato qui più che compensato dalla nascita di locali gay e di iniziative di successo come Muccassassina o il Gay Village, i cui modelli sono stati esportati (anche se non sempre con pari successo) ad altre città italiane. Roma attira turisti gay da tutto il Centroitalia, da Firenze fino a Napoli. Tuttavia la tipologia dell'offerta è spesso tradizionale, a causa della mentalità locale: pochi i locali decisamente e apertamente gay, al punto che l'offerta non riesce a soddisfare la domanda, mentre abbondano le realtà "gay-friendly" e "miste", ed esiste esclusivamente in questa città una presenza di locali per incontri omosessuali destinati alla clientela... "eterosessuale").
  • Torre del Lago Puccini e la vicina Viareggio (soprattutto da aprile a settembre, in corrispondenza con le iniziative di Friendly Versilia).

 

All'estero - Elenco di destinazioni turistiche gay

 

Africa

 

Asia e Oceania

  •  
    • Bangkok, Thailandia.
    • Melbourne, Australia.
    • Phuket, Thailandia. (In parte si tratta di turismo sessuale, sia eterosessuale che gay).
    • Sydney, Australia: una delle capitali gay del mondo, Sidney ospita, il primo sabato di marzo di ogni anno, il Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras, il Gay Pride australiano, che è in assoluto il più grande evento turistico d'Australia (centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo).

 

Europa (eccetto l'Italia)

 

Americhe (eccetto gli Usa)

 

Usa

 

Gli Enti del turismo gay-friendly

Sono ormai molti gli enti del turismo nazionali, regionali o cittadini che nel mondo hanno effettuato campagne di comunicazione anche importanti, per sottolineare la caratteristica di gay-friendly e di ospitalità di loro destinazioni. Tra queste, gli enti turistici nazionali di Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna (che ha anche un sito internet in italiano), Svizzera o gli enti turistici regionali e cittadini di Atlanta (USA), Dallas (USA), Ft. Lauderdale (USA, una delle località oggi più attive sotto questo aspetto), Miami (USA), Philadeplhia (USA), Vancouver (Canada), Key West (USA, sotto questo aspetto la prima al mondo a promuoversi come località gay-friendly, Ottawa (Canada), Tasmania (territorio dell'Australia), Quebec (Canada), Barcellona (Spagna), Vienna (Austria), Washington DC (USA).
L'unica esperienza in tal senso in Italia è della Regione Toscana, che nel 2005 ha finanziato il progetto Friendly Versilia per una campagna di comunicazione in Italia e all'estero.

 

Le associazioni di settore

L'IGLTA, l'associazione turistica gay e lesbica internazionale, è il punto di riferimento per quanti si muovono in questo specifico settore turistico. L'associazione è stata fondata nel 1983 e oggi conta oltre 900 aderenti. Ha sede a Fort Lauderdale, in Florida.

 

Bibliografia

 

Voci correlate

Collegamenti esterni