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Samarkand Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
Folklore show at Tilla Kari

Folklore show at Tilla Kari

Mishkie
The Registan square, reportedly the age old intersection of the trade roads, is the reason why people come to Samarkand. And with good reason. It is one of the most beautiful examples of Islamic architecture you will ever see, right up there with the Alhambra in Spain and the Blue Mosque in Istanbul.

But there are a lot more monuments in Samarakand and around it. Although the old center has not really survived into modern times, you can find reminders of the greatness of the rulers of Samarkand, especially Ulughbek and Tamerlane, all over town. If one wants to enjoy Central Asian nightlife, Samarkand is the place to do it. The city offers most of the options of Tashkent, but at prices that will make one feel like one is still enjoying the budget of Central Asia.

__________Sights
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[Add Sight]
Registan Square
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This is one of the best open air museums in the world. Three enormous Madrassahs, Koranic schools, compose Registan Square. Construction began in the 15th century on the Ulugbek Madrassah. All three are richly decorated in a special style. Don't miss it or you'll be sorry for the rest of your days.
type: Hotspots
World66 rating: [rate it]
address: Samarkand, Uzbekistan
Shah i Zinda
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This small street with tombs has some remarkable examples of the rich decorative tiles. Some of the finest you will ever see. Great colors.
type: general
World66 rating: [rate it]

__________Nightlife and Entertainment
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Oasis beer restaurant in Samarlkand

Oasis beer restaurant in Samarlkand

Mishkie

[Add Entertainment place]
Oasis Beer Garden
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Oasis beer restaurant in Samarlkand
Oasis beer restaurant in Samarlkand
photo by: Mishkie

For a cheap, clean dinner and joint venture beer, go to the Oasis Beer Garden. One can sit on tree stump stools around tree stump tables while the uniformed, English speaking servants bring beers from the log cabin beer house. The grass is nice and a river winds through the park and adjacent to the beer garden. It is a good place to hook up with foreigners and English speaking locals.
type: general
World66 rating: [rate it]
Green Hall
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One of the latest places to open is the indoor/outdoor discoteque The Green Hall. It comes highly recommended.
type: general
World66 rating: [rate it]
Praga Beer Factory
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The Praga Beer Factory has a bar attached. One can walk through a human sized beer keg. Watch out for the waiters. Bills become inflated as the customers drink more and one has to pay for the complementory beer nuts.
type: general
World66 rating: [rate it]
Grazie a www.imondonauti.it 
Uzbekistan

Itinerario 1


Il fascino di terre lontane: Khiva, Bukhara e Samarcanda

Testo di Flavia Daneo

Foto di Ottavia Fortunato

Punto di partenza:


Urgench

Punto di arrivo:


Tashkent

Durata:


10 gg.

Mezzo di trasporto:


auto a nolo con autista

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


circa 1500 euro (compreso il volo aereo da/per l'Italia)

Un viaggio nel cuore dell'Asia centrale alla ricerca di luoghi dai nomi evocativi, carichi di suggestioni e di ricordi di mondi lontani: Khiva, Bukhara e la mitica Samarcanda! Un viaggio in terre antiche e un tempo percorse da Alessandro Magno, Gengis Khan e Tamerlano, da mercanti e predoni, da persiani e turcomanni, ma anche terre che videro personaggi di enorme spessore culturale come il filosofo e medico Avicenna, o al-Biruni (che calcolò il raggio della Terra), o al-Khorezmi (l'inventore dell'algebra).

Primo giorno:

Italia - Urgench (aereo) - Khiva (circa 35 km)
mura di Khiva
Mura di Khiva

Arriviamo a Urgench dopo circa 5 ore e un quarto di comodo volo con la compagnia di bandiera uzbeka Uzbekistan Airlines. Urgench è una comoda base di partenza per il viaggio in Uzbekistan essendo situata a pochi km da Khiva. Proprio per questo motivo è previsto uno scalo a Urgench, poi il volo proseguirà per la capitale Tashkent praticamente vuoto (mentre al ritorno, con partenza da Tashkent, lo scalo a Urgench non è previsto).

All' arrivo, Urgench appare dall'alto in tutto il suo squallore: una tipica città sovietica con grigie case tutte uguali, tetti in lamiera ed eternit a perdita d'occhio, qua e là qualche rado ciuffo di verde. L'aeroporto è piccolo e abbastanza nuovo. Il primo impatto con la burocrazia uzbeka è terrificante: si formano subito lunghissime code di turisti al controllo passaporti mentre altri cercano di capire quanti moduli di Declaration form siano da compilare. La Declaration form è la dichiarazione obbligatoria di valuta e di eventuali macchine fotografiche/cineprese/cellulari ecc. che ogni viaggiatore deve compilare. Se ci riuscite, fatevene dare due copie già durante il volo: le indicazioni saranno scritte in inglese e quindi saranno comprensibili. Se invece, come pare succeda sempre, le copie in inglese non sono sufficienti per tutti i viaggiatori, dovrete compilare quelle che troverete nello stanzone in cui vi faranno entrare appena scesi dall'aereo. Quelle sono scritte in cirillico! Su alcuni tavoli troverete incollate anche alcune copie-guida in inglese, ma non sempre potrete sbirciarle con comodità vista la calca di persone che avranno la vostra stessa esigenza. Quindi armatevi di pazienza e cercate di compilare la Declaration nel miglior modo possibile... Poi dovrete passare il controllo passaporti: i poliziotti uzbeki vi squadreranno da capo a piedi, sospettosi come non mai che voi non siate effettivamente chi dichiarate di essere! Se infatti la foto che avete sul passaporto si discosta dal vostro aspetto attuale (magari avevate la barba e ora non l'avete più, oppure avevate i capelli lunghi/corti/biondi/ricci e ora li avete corti/lunghi/scuri/lisci preparatevi ad un interrogatorio di terzo grado e a dissipare ogni ulteriore sospetto... Passato il controllo potrete ritirare il vostro bagaglio...sempre che sia stato sbarcato dall'aereo. Altrimenti rassegnatevi a passare la prima notte in hotel senza nulla visto che i bagagli saranno rimasti nell'aereo diretto a Tashkent e potrete riaverli solo l'indomani. Vi dovesse succedere, fate immediatamente denuncia al personale del posto (cercando di individuare uno dei rari addetti che comprendono l'inglese) e chiedete con fermezza che il bagaglio vi venga consegnato in albergo (soprattutto se prevedete di pernottare a Khiva e non a Urgench). Ma non è ancora finita. Dovrete passare un ulteriore controllo bagagli, aprirli, e dare spiegazioni sul contenuto ai sempre sospettosi addetti. Terminato il tutto (potete impiegarci anche 1-2 ore), prima di uscire potete cambiare i primi soldi presso lo sportello interno all'aeroporto, giusto per avere un po' di spiccioli a disposizione.

Visti i tempi impiegati, la partenza per Khiva avviene generalmente che è ormai buio. Buio nel senso di notte fonda poichè le strade uzbeke, generalmente, non sono illuminate. In compenso, la strada che collega Urgench a Khiva è abbastanza in buono stato, il traffico è assai ridotto e la strada ampia (così si possono evitare con facilità eventuali buche che si aprono improvvisamente sulla carreggiata). Benvenuti in Uzbekistan!

Dopo una trentina di km si arriva a Khiva e, d'improvviso, si parano davanti ai nostri occhi le magiche mura della città. L'hotel è a due passi dalla porta nord (Bogcha Darvoza). E' l'hotel Islambek (60 Teshpulatov str, Ichan Kala, tel. 8-362 3753023, costo 20 USD la camera doppia compresa la prima colazione. La camera era ampia e pulita, altre lo erano meno e con qualche problema agli scarichi del bagno. Il figlio del proprietario è un ragazzino sveglio che parla un po' di inglese e al quale potete rivolgervi per eventuali info).

Secondo giorno:

Khiva
statua dell'inventore dell'algebra
Statua dell'inventore dell'algebra

Khiva, uno degli esempi più completi di città tardo-feudale centroasiatica, era un centro commerciale di primaria importanza situato nel cuore dell'antica Corasmia, proprio all'incrocio delle strade che portavano in Mongolia, Russia, Cina e Persia. Seta e schiavi costituivano la ricchezza dei khan di Khiva passati alla storia per le loro gratuite efferatezze. Il centro storico non è molto ampio e si visita comodamente in una giornata. Completamente restaurata (anche se talvolta in maniera eccessiva), pulita, un po' sonnacchiosa, Khiva dà una strana impressione perchè è come un guscio vuoto, una città "non vissuta", una specie di museo all'aperto. Gli unici abitanti che si trovano nella città vecchia sono quelli che si dedicano ad attività legate al turismo: commercianti, venditori di articoli vari, guide, ristoratori. Ciò nonostante la città non si può dire che non affascini, anche perchè ha un certo che di selvaggio, barbarico che fa pensare alle antiche orde che qui scorazzavano in tempi ormai passati. La visita della città interna (Itchan Kala) comprende tutti i monumenti più importanti: l'antica Madrasa di Amin Khan, ora trasformata in albergo di lusso, l'incompiuto minareto Kalta Minor decorato con piastrelle color turchese, l'Ark, il palazzo-fortezza dei sanguinari khan di Khiva, il Mausoleo di Pahlavan Mahmud dove la gente di Khiva ancor oggi chiede, prega e lascia offerte al lottatore-santo-poeta, la Madrasa e il minareto di Islam Khodja, il più alto della città, rivestito da molteplici fasce in maiolica ognuna con motivi differenti, l'affascinante Moschea Juma (o del Venerdì) con le sue centinaia di colonne lignee finemente intagliate, il Palazzo Tosh-Khauli splendida dimora estiva del Khan, delle sue mogli e delle sue concubine impreziosita dalle decorazioni interne più sfarzose di Khiva, un vero trionfo di maioliche turchesi, ghanch (stucchi colorati) e vassà (soffitti con travi a vista dipinti con motivi floreali). Scriveva un visitatore d'altri tempi: "Il lusso, per il nomade mongolo, sono gli ornamenti e i tessuti con i quali tappezza la tenda. Quando si stabilisce in città, tutto quello di cui ha bisogno è che i suoi palazzi e le sue moschee possano ricreare questo effetto con manti di ceramica".

Potete gustare una buona cena tradizionale (zuppa di brodo, shashlik ossia spiedini di carne, plov, verdure varie, frutta secca in abbondanza) nel ristorante che si trova a due passi dalla Madrasa di Islam Khodja, ma prima non perdetevi il tramonto dall'alto del bastione Oq Shihbobo, la torre più alta di Khiva che si trova all'interno dell'Ark. Seduti con la schiena appoggiata alle antiche colonne di olmo, con stormi di rondini che volano nella tiepida sera, avrete davanti ai vostri occhi uno splendido panorama di minareti colorati e cupole blu-azzurre mentre, a lato, le poderose mura di argilla che cingono la città, si illumineranno del caldo colore del sole. Uno spettacolo!

Per tornare in albergo munitevi di una pila: i principali monumenti sono bene illuminati e creano un'atmosfera fiabesca, ma strade e vicoli sono nel buio più completo ( e gli uzbeki hanno l'abitudine di non coprire sempre i tombini lungo le strade!).

Terzo giorno:

Khiva - Topraq - Qala - Ayaz Qala - Qoy Qyrylghan Qala (km 100 circa)
bottega di spezie e di punzoni per il pane
Bottega di spezie e di punzoni per il pane

Avendo una giornata a disposizione si possono visitare alcune fortezze dalle mura di argilla ora in rovina risalenti ai primi secoli della nostra era che si trovano ai margini del deserto di Kyzylkum. Portate con voi una buona scorta di acqua e riparatevi la testa con un cappello perchè il sole picchia forte e non ci sono possibilità di ripararsi all'ombra di qualcosa; inoltre seguite sempre il sentiero perchè in zona vi sono molti serpenti. Le fortezze (e le piste per raggiungerle) non sono indicate in alcun modo e quindi sarà necessario che abbiate con voi un autista del posto o che chiediate informazioni lungo la strada. La cosa più interessante lungo il percorso è data dalla vista e attraversamento dell'Amu Darya, l'antico Oxus. Ai tempi di Alessandro Magno, questo fiume il cui nome odierno significa "fiume-mare" era davvero immenso, pare che quando straripava raggiungesse addirittura gli 8 km di larghezza tra una sponda e l'altra. Adesso è ridotto ad avere un'ampiezza di meno di 1 km, a causa dei dissennati prelievi d'acqua che servono ad irrigare le immense piantagioni di cotone che costellano l'Uzbekistan. Resta comunque affascinante, un fiume "mitico" come possono esserlo il Nilo o l'Eufrate. Comunque, se non avete tempo in più a disposizione potete tranquillamente evitare l'escursione.

Quarto giorno:

Khiva - Bukhara (km 450 circa)

Giornata di trasferimento attraverso il deserto Kyzylkum. Si parte la mattina presto, i km da percorrere sono molti, il paesaggio, dopo un po', è quanto di più uniforme e monotono sia dato da vedere. L'arrivo a Bukhara avviene verso le 5 di pomeriggio, con solo una breve sosta per il pranzo a uno dei rarissimi posti di ristoro che si trovano lungo la strada. L'hotel prescelto si trova a due passi dalla Lyab-hauz, la grande riserva d'acqua destinata a divenire il cuore della città (Hotel Nordibek, Sarafon St. 10, tel. 65-2246017, fax 65-2243446, 45 dollari la camera doppia con prima colazione compresa, camere abbastanza ampie, bagno pulitissimo, aria condizionata e tv. In alternativa, un ottimo B&B è il Sasha & son, Bakhautdin Naqshband, una magnifica casa tradizionale restaurata; le camere con bagno sono ampie e riccamente decorate con stucchi. Il costo è di 50 USD per la camera doppia, colazione, aria condizionata e tv satellitare comprese).

Quinto giorno:

Bukhara
moschea e minareto Kalan
Moschea e minareto Kalan

Bukhara è una città di impronta medioevale conservata eccezionalmente bene. Non tutti sanno che, tra il IX e X sec., la città era un centro culturale di enorme importanza, luogo di ritrovo ed incontro di poeti, astronomi, filosofi, matematici e geografi; la sua biblioteca era famosa e conservava ben 45mila manoscritti, alcuni dei quali di enorme valore.

Cominciamo la visita della città dalla moschea, dal caravanserraglio presto convertito in madrasa e dal khanaka (ostello) che sorgono intorno alla grande vasca (in tagiko hauz) contornata da giganteschi e antichissimi gelsi. Un tempo, di queste vasche ce n'erano circa duecento, ma l'acqua era molto insalubre e apportatrice di gravi malattie. Le costruzioni, volute dal dignitario Nadir Divan Bey nel 1620, costituiscono un complesso di straordinaria valenza urbanistico-architettonica ancor oggi molto frequentato dagli abitanti di Bukhara che qui si radunano per prendere un gelato, chiaccherare all'ombra degli alberi, giocare a domino sui tipici "letti" conviviali uzbeki chiamati sorè. All'interno della madrasa c'è, in caso di necessità, uno sportello bancario per il cambio (orario 9-13, 14-20, chiuso la domenica) e, alla sera alle 19, vi si svolgono canti e balli tradizionali (costo 5 dollari solo per lo spettacolo, ma spendendo un po' di più potete anche cenare in contemporanea ). A due passi dalla moschea si aprono le porte del caravanserraglio (XVII sec.) ora riconvertito in locali per artigiani: qui troverete tessitori, cesellatori, miniaturisti, ricamatrici che vendono i loro prodotti. Proseguendo si arriva al Taqi-Sarrafon, il primo dei tre bazar coperti (gli altri sono il Taqi-Telpak Furushon e il Taqi-Zargaron) che raggruppano ancor oggi venditori di tappeti e di articoli di vario artigianato (sciarpe in seta, strumenti musicali, piatti cesellati, vasi metallici e in terracotta, suzani ricamate, coltelli, spezie, borse e cappelli). Al suo interno, se vi interessa, c'è anche un hamman tuttora frequentato dai bukharioti (sauna+massaggio costano 15.000 sum; le donne possono portarsi il costume da bagno). Uscendo dal Taqi Zargaron, è senz'altro da visitare la Madrasa di Abdul Aziz Khan (1652), dalla facciata incompiuta e non restaurata ma proprio per questo ancora più bella e "vissuta". Di fronte sorge la Madrasa di Ulug Beg (1417) decorata con ceramiche blu, la più antica dell'Asia centrale. Si prosegue in un crescendo di magnificenza fino allo splendido complesso costituito dalla Moschea Kalyan, l'omonimo minareto e dalla Madrasa Mir-i-Arab, frontale alla moschea. Il luogo è estremamente suggestivo: cupole azzurre sfavillanti, facciate decorate con mosaici o piastrelle che brillano al sole, un'atmosfera da Mille e una notte...Il tutto arricchito e vivificato dalla presenza di coloro che qui vengono a studiare o pregare: studenti che escono dalla madrasa con i libri sotto il braccio, vecchi dalle lunghe barbe che, a gruppetti di due o tre, si avviano a pregare nelle sale ombrose della moschea, giovani che scambiano due parole all'ombra dei portici del cortile. Il consiglio è quello di ritornare in questo luogo in diversi momenti della giornata: le cupole e le decorazioni della facciata cambiano colore a seconda di come vengono illuminate dal sole mentre, soprattutto al mattino (meglio se di venerdì), è più facile fare incontri interessanti. La strada che costeggia la Moschea Kalyan è un'arteria animata da un mercato locale e da alcuni ristorantini dove potrete fare tappa se avete la necessità di mangiare qualcosa. Vi porteranno la solita zuppa o degli spiedini di carne accompagnati dal soffice pane locale. Proseguendo si raggiunge , in breve, il Registan e l'Ark, la residenza reale. La prima cosa che noterete sono gli imponenti bastioni d'argilla che la circondano. Arrivati a questo punto, prima di proseguire giratevi...e avrete davanti ai vostri occhi una spettacolare panoramica delle cupole blu e dei minareti di Bukhara! Poi potete pure raggiungere il Registan, ossia il vasto spiazzo dove si tenevano le esecuzioni, e visitare l'interno della fortezza. Attraversando la strada, proprio di fronte all'Ark sorge un'altra moschea, la Bolo-hauz, la cui parte migliore è costituita dalle raffinatissime decorazioni del soffitto sostenuto da 18 colonne in legno d'olmo intagliato.

Per cenare potete optare per il ristorante che si affaccia sulla Lyab-hauz. E' frequentato da giovani locali (che mangiano seduti sui sorè) ed è di buon livello anche se il menù non si discosta da quello tradizionale. E' comunque piacevole mangiare ai bordi della vasca sotto le fronde degli ulivi centenari.

Sesto giorno:

Bukhara (km 40 circa)

Il giro di Bukhara prosegue, nella mattinata, con la visita di un vero gioiello: il Mausoleo di Ismail Samani. Si tratta di una struttura a pianta quadrata che richiama, nella forma, i templi del fuoco zoroastriani. E' realizzato in mattoni, e mai una materia così "povera" è stata sfruttata con tale vivacità e intensità, tanto da esercitare per secoli un'influenza fondamentale su tutta l'architettura islamica dell'Asia centrale. Dalla parte opposta della città si trova invece il Chor Minar, un piccolo ma molto fotogenico edificio. Il nome significa "quattro minareti", e in effetti colpiscono molto le cupolette blu delle quattro strutture che svettano nel cielo blu di Bukhara (ma non sono minareti perchè l'edificio non è una moschea). Il Chor Minar non è distante dalla Lyab-hauz: lo potete raggiungere anche a piedi in una decina di minuti, ma chiedete più volte la strada perchè si trova all'interno di un labirinto di stradine. Può essere l'occasione per scambiare quattro parole (o gesti, visto che l'uzbeko non è per noi di facile comprensione!)) con le persone del luogo, sempre molto gentili e disponibili.

Appena fuori Bukhara si trova invece il grandioso complesso architettonico di Chor Bakr che ricorda l'imam Sayyed Abu Bakr e i suoi tre fratelli, diretti discendenti di Maometto. Il complesso raccoglie diverse strutture con differenti funzioni: moschea, khanekah, madrasa.

Settimo giorno:

Bukhara - Shakrizabs - Samarcanda (km 370 circa)
bimba di Bukhara
Bimba di Bukhara

Si parte la mattina per Shakrizabs, città natale di Tamerlano. Uscendo dalla città si incontra dapprima la ferrovia (l'emiro di Bukhara non aveva voluto che la ferrovia giungesse fino in città) poi la riserva naturale delle gazzelle di Bukhara, in via di estinzione e ora specie protetta. Il recinto della riserva prosegue per km ma delle gazzelle nemmeno l'ombra...Alla riserva subentrano villaggi e steppa e, dopo circa due ore di viaggio, c'è la possibilità di fare una tappa e sgranchirsi le gambe in un luogo di ristoro affollatissimo di locali, dove è possibile mangiare qualcosa o acquistare pane, acqua e piccoli generi di conforto. L'igiene non è al massimo, ma per lo meno gli alimenti vengono preparati in continuazione davanti a vostri occhi visto che vengono consumati con altrettanta velocità dalla gente di passaggio.

Shakrizabs ( in tagiko "città verde"), all'epoca chiamata Kesh, era la città natale di Tamerlano e probabilmente era importante tanto quanto (se non addirittura di più) Samarcanda. Salito al potere, Tamerlano infatti la arricchì di splendidi monumenti di cui, oggi, non restano che imponenti rovine. Tali sono infatti i resti di quella che era la gigantesca entrata (40 m) dell'Ak Saray, ossia del Palazzo Bianco, la residenza estiva di Tamerlano. E sua è l'enorme statua bronzea che troneggia negli antistanti giardini. Il turismo locale è molto sviluppato in Uzbekistan e anche qui si trovano scolaresche in gita, famigliole con bambini al seguito, sposini che si fanno fotografare ai piedi del loro attuale eroe nazionale, Tamerlano appunto. A due passi dai giardini ci sono vari ristorantini turistici dove potete mangiare i soliti spiedini o gustare dello yoghurt. La visita della città prosegue con il complesso di Khazrati Imam, l'adiacente tomba di Jehanfir, uno dei figli di Tamerlano, e la cripta di Tamerlano medesimo, ritrovata solo nel 1963, dove il condottiero avrebbe voluto essere sepolto (in realtà si trova sepolto a Samarcanda). Attraversando ampi giardini dove fioriscono erbacce e rose, si giunge infine alla bellissima Moschea di Kok-Gumbaz, dalla cupola turchese che brilla nel sole.

Shakrizabs dista circa 2 ore da Samarcanda. Riprendiamo quindi il viaggio e, quasi di colpo, il paesaggio cambia diventando verdissimo: dolci colline, villaggi ben tenuti di pastori, greggi al pascolo, pastorelli che al passaggio delle auto si allineano ai bordi della strada per salutarci con le loro manine. La popolazione è molto cordiale e ospitale, di una semplicità quasi commovente. Anche l'aria diventa più frizzante, le montagne ancora sullo sfondo apportano una temperatura molto più gradevole rispetto a quella caldissima di Bukhara e Khiva. Arriviamo finalmente a Samarcanda, nome evocativo e carico di suggestioni che, più di ogni altro, ci richiama alla mente la favolosa Via della seta.

Pernottiamo all'hotel Tumaris (149 Gagarin st., tel. 66-2335851, 2334003. La camera doppia costa 40 dollari la notte, colazione compresa, ed è davvero stupefacente pur nel suo gusto kitsch di impronta sovietica. In realtà, non si tratta di camere, ma di suite. La nostra era composta da ampio ingresso, ampio bagno e due stanze matrimoniali, il tutto in una profusione di tende di nylon dai colori più improbabili e di mobili stile casa di Barbie! Proprio di fronte all'hotel c'è un ristorante molto frequentato dai giovani di Samarcanda perchè si può anche ballare. I prezzi sono molto abbordabili, è molto pulito, curato e di buon livello: senz'altro consigliabile anche se all'ingresso pendono cordoni di luci colorate tipo fiera paesana...

Ottavo giorno:

Samarcanda
mausoleo nella necropoli di Shah-i-Zinda
Mausoleo nella necropoli di Shah-i-Zinda

Ci avevano parlato di Samarcanda come di una città che ci avrebbe deluso: il Registan è senz'altro bellissimo, ma al di là di quello e di pochi altri monumenti la città si diceva non avere alcun fascino essendo essenzialmente una moderna città di stampo sovietico. Devo dire invece che Samarcanda non è affatto una città priva di fascino: è ricca di ampie strade alberate, di verde, di giovani operosi e tranquilli, di monumenti superlativi. Centro indiscusso di Samarcanda è il Registan: le tre imponenti mederse che scenograficamente lo delimitano costituiscono senza ombra di dubbio uno dei monumenti architettonici più straordinari dell'arte islamica e di tutta l'Asia centrale. Qui, fino al secolo scorso, si organizzavano feste popolari, si annunciavano le ordinanze del khan e si eseguivano le sentenze capitali; più tardi, durante il periodo sovietico, vi si tennero le adunanze di partito e i processi controrivoluzionari. Insomma, la medersa di Ulug Beg (1420), la medersa Sher Dor e quella di denominata Tilla-Kari possono davvero dire di aver visto molte cose... Di fatto sono straordinariamente belle e splendidamente decorate, forse un po' meno suggestive della moschea Kaylan di Bukhara in quanto più "monumenti" e meno vissute. E' senz'altro consigliabile venire qui in diversi momenti della giornata perchè il complesso acquista veramente diverse colorazioni se lo si vede al mattino, a mezzogiorno oppure la sera, quando diventa addirittura dorato sotto gli ultimi raggi del sole.

Se avete tempo, salite verso il tramonto sul minareto della madrasa di Ulug Beg: la salita è un po' faticosa, le prime rampe sono alquanto diroccate, ma il panorama che godrete dall'alto vale davvero la fatica. Per entrare al Registan bisogna pagare un biglietto di entrata di 3 USD, ma è valido per tutta la giornata, quindi potrete tornare in tempi diversi senza problemi (non merita invece affatto lo spettacolo di suoni e luci che viene proposto la sera: andateci solo se non sapete davvero come passare il tempo). La visita di Samarcanda prosegue lungo Tashkent street per arrivare alla grandiosa Moschea di Bibi-Khanym (1399-1405). Il portale d'ingresso misura 35 m di altezza, è largo 18 m, i minareti raggiungono i 50 m: ciononostante le dimensioni non soddisfecero appieno l'ambizione di Tamerlano mentre noi, visitatori del XXI sec., restiamo a bocca aperta. La moschea è tuttora molto frequentata anche dagli uzbeki in quanto, nel cortile, si trova un enorme leggio dove, un tempo, veniva posato il Corano di Osman, il Corano più antico del mondo del peso di 300 kg e ora conservato a Tashkent. Si ritiene infatti che girare intorno al leggio un certo numero di volte porti fortuna, mentre strisciare sotto al medesimo consenta di avere figli e quindi si vede molta gente che compie doverosamente tali operazioni di buon auspicio. A due passi dalla moschea c'è l'animato mercato alimentare di Samarcanda dove i venditori faranno a gara per farvi assaggiare le specialità in vendita: pistacchi e melograni, vari tipi di frutta e verdura, la dolcissima uva passa e le odorose e coloratissime spezie.

A Samarcanda c'è un altro monumento davvero imperdibile. E' il mausoleo di Gur-i-Mir (= tomba dell'emiro), ossia la tomba di Tamerlano. Originariamente era stato edificato per il figlio prediletto di Tamerlano, ma l'improvvisa morte del sovrano e l'impossibilità di trasportarlo nella sua città natale,fecero sì che venisse sepolto in questo luogo. All'interno del Mausoleo si trovano infatti i sarcofagi di Tamerlano, del suo maestro spirituale, di due suoi figli e del nipote Ulug Beg . Le tombe vere e proprie, molto semplici, si trovano però nella cripta sottostante, attualmente chiusa al pubblico (se però capitate la sera tardi, il custode, dietro una buona mancia, vi accompagnerà a vederle alla luce di una torcia. La cosa non manca di suggestione). Un capolavoro assoluto è la cupola del mausoleo: 64 costoloni color azzurro-turchese che svettano dall'alto tamburo su cui campeggia una scritta in caratteri bannai.
Shah-i-Zinda: soffitto
Shah-i-Zinda: soffitto

Per raggiungere la necropoli di Shah-i-Zinda conviene prendere l'auto perchè è leggermente fuori del centro città. Shah-i-Zinda è un complesso molto suggestivo composto da una quindicina di edifici monumentali funebri il più antico dei quali risale al 1350 circa mentre il più recente è dei primi anni del XV sec. Il tutto è di una bellezza così perfetta da togliere il fiato: tutte le possibili forme e sfumature del blu, del celeste, del turchese, del bianco e del verde ricoprono le facciate delle tombe, alcune delle quali in fasi di ristrutturazione. In cima alla salita si trovano alcuni dei mausolei più antichi, di altissimo livello tecnico ed estetico: la moschea e il mausoleo di Tuman Aka, giovane moglie di Tamerlano, il mausoleo di Kodja Ahmad e quello di Kutlug Aga. Poco oltre l'ingresso sorge invece il mausoleo di Shadi Mulk Aga in cui è sepolta la giovane nipote di Tamerlano, magnifico sia esternamente che internamente, nel ricco e complesso mosaico della cupola. Passeggiate lentamente lungo la strada che attraversa la necropoli, riuscirete ad assaporare la bellezza allo stato puro... Un' altra breve tratta in auto e si arriva all'osservatorio di Ulug Beg, posto sulla sommità di una piccola collina. Del maestoso osservatorio originario fatto erigere da questo nipote di Tamerlano più scienziato che amante delle battaglie e per questo fatto uccidere dal figlio durante un pellegrinaggio alla Mecca, non resta che una parte del grandioso sestante con cui Ulug Beg osservava il cielo e calcolava la posizione delle stelle. Interessante anche l'adiacente Museo sull'astronomia in cui viene ricostruita brevemente la storia dell'astronomia e il grande apporto che ad essa fu dato dagli scienziati dell'Asia centrale.

Nono giorno:

Samarcanda - Urgut - Samarcanda (km 80 circa)

Avendo una giornata supplementare si può dedicare la mattinata alla visita del mercato di Urgut e il pomeriggio ad un'ulteriore visita dei luoghi più suggestivi di Samarcanda lasciando al tramonto la salita al minareto della madrasa di Ulug Beg in modo da poter dare un ultimo sguardo alla città dall'alto.

La strada che consente di raggiungere Urgut attraversa dapprima la periferia e i sobborghi di Samarcanda per poi attraversare campi coltivati fino a che non si cominciano a vedere le cime innevate dei monti. Il mercato di Urgut è frequentatissimo dalla gente del luogo che vi arriva sia a piedi che a bordo di scassatissime auto o taxi collettivi che fanno andirivieni tra Urgut e Samarcanda. Una parte del mercato vende roba moderna come un qualsiasi nostro mercato rionale, l'altra parte invece è un mercato tradizionale, un vero paradiso per gli amanti della fotografia e del colore locale. Se vi interessano abiti tradizionali, suzane, tagli di seta, accessori vari qui trovate di tutto e di più a costi estremamente convenienti, in un trionfo di colori e folle di compratori che indossano i loro variopinti costumi.

Decimo giorno:

Samarcanda - Tashkent (300 km circa)
giovanissima mamma al mercato di Samarcanda
Giovanissima mamma al mercato di Samarcanda

La strada che congiunge Samarcanda a Tashkent non attraversa paesaggi degni di nota, ma è ampia e in buono stato divenendo quasi un'"autostrada" man mano che ci si avvicina alla capitale.

Tashkent è una moderna città in stile sovietico ricostruita dopo il devastante terremoto del 1966 che la rase praticamente al suolo. Ad accogliere chi arriva nella capitale troverete ampi viali alberati che un tempo videro le parate con cui il regime sovietico esaltava se stesso e ora sono solo la cornice di fatiscenti edifici di non più di 50 anni. Ma a Tashkent vi sono anche giardini e teatri, alberghi moderni e grattacieli, monumenti celebrativi e sfarzosi edifici pubblici. Sopravvive anche il vecchio quartiere islamico dove si trova la Biblioteca che conserva il Corano più antico del mondo, quello di Osman, macchiato dal suo sangue.

Pernottiamo al Rovshan hotel (118 Mirabad str., tel./fax 71-1207747. E' un hotel senza grandi pretese, ma pulito, forse un po' difficile da trovare (è vicino all'Ambasciata russa) ma comodo se l'indomani dovrete partire all'alba per raggiungere l'areoporto).

Per coloro che volessero organizzare in proprio il viaggio indichiamo il nominativo di alcune guide disponibili sia per alcune ore sia per l'intera giornata o l'intero tour programmato. Sono ragazzi giovani, molto volonterosi, con una buona preparazione.

Abdurachman Bekchianov, Tashkent, cell. 1687764, tel. 646336; parla un buon italiano, chiede 5 USD per ora, prezzo trattabile per l'intera giornata o per più giorni.

Saodat Primkulova, Bukhara, tel. 2239969 (casa), 2242377 (uff.), e-mail: felicita_79@yahoo.com; parla in italiano, è gentile, molto disponibile ed ha una buona conoscenza dei luoghi.
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Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uzbekistan&action=history

Uzbekistan

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 Uzbekistan
Motto: 
Informazioni
Nome completo: Repubblica dell'Uzbekistan
Nome ufficiale: O‘zbekiston Respublikasi
Lingua ufficiale: Uzbeco
Capitale: Tashkent  (2.148.000 ab. /  )
Politica
Governo: Repubblica
Presidente: Islom Karimov
Primo Ministro: Shavkat Mirziyoyev
Indipendenza: 1 settembre, 1991
Ingresso all'ONU: 2 marzo, 1992
Area
Totale: 447.400 km²  (55°)
% delle acque: 4,9 %
Popolazione
Totale (2002): 25.563.441 ab.  (41°)
Densità: 57 ab./km²  
Geografia
Continente: Asia
Fuso orario: UTC +5
Economia
Valuta: Som uzbeko
PIL (PPA)  (2005): 50.395 milioni di $  (74°)
PIL procapite (PPA)  (2005): 1.920 $  (146°)
HDI  (2004): 0,696 (medio)  (113°)
Energia: 1985  kW/ab.
Varie
TLD: .uz
Prefisso tel.: +998
Sigla autom.: UZ
Inno nazionale: Inno nazionale della Repubblica dell'Uzbekistan
Festa nazionale: 1 settembre

La Repubblica dell'Uzbekistan è uno stato (447.400 km², 25.563.441 abitanti, capitale Tashkent) dell'Asia centrale. Confina a nord e ad ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan. La lingua ufficiale è l'uzbeko.

Indice

[nascondi]

 

[modifica] Geografia

 
il delta dell'Amu Darya nel lago d'Aral

Esteso per 1500 km da nord-ovest a sud-est, con una larghezza media che non supera i 300 km, l'Uzbekistan si allunga dalle falde occidentali del massiccio dell'Alaj (a est), che inquadrano la valle del Fergana (una fossa di sprofondamento), sino alle rive del vastissimo lago d'Aral (a ovest), residuo di un antico mare, a soli 53 m di altitudine. Nel territorio si distinguono due zone geomorfologiche e climatiche.

L'ovest è dominato dalla steppa arida del Kyzylkum (300.000 kmq, in parte nel Kazakistan), che arriva sino all'Aral. L'Amudar'ja, che segna per un lungo tratto il confine con il Turkmenistan, divide questa zona semidesertica, ricca di giacimenti di gas naturale, dall'altopiano desertico del Karakumy (in territorio turkmeno) e dal deserto dell'Ustjurt, che si estende a ovest dell'Aral sino al Caspio. Le pianure che circondano il lago d'Aral appartengono alla Repubblica autonoma dei Caracalpachi. In tutta la regione occidentale il clima è continentale secco, con temperature minime in gennaio di -29 °C e massime estive di +45 °C; le precipitazioni sono inferiori a 100 mm annui.

Nell'est, i bacini fluviali del Zeravšan, dell'Amudar'ja e del Syrdar'ja sono separati dalle estreme propaggini dei Tian Shan, dell'Alaj e del Pamir, catene montuose giovani e fortemente sismiche. Tra le catene dell'Alatau e dell'Alaj si estende la già menzionata pianura del Fergana, bacino tettonico lungo 300 km e largo 100, bagnato dal Syrdar'ja e dai suoi affluenti, in cui si concentra una parte rilevante della popolazione. La frontiera con il Tagikistan taglia queste catene e le valli che le separano in modo assai complesso: la valle del Fergana, per esempio, è separata dalla capitale Taškent da un'enclave tagika. Il controllo dei corsi d'acqua, essenziale per la vita economica, crea rivalità tra i due paesi. Nelle valli fluviali e sulle pendici montuose la continentalità del clima si attenua e aumentano le precipitazioni (da 300 mm annui nelle pianure a più di 1000 sui rilievi).

Il 4,6% del territorio è costituito da aree protette.

 

[modifica] Storia

I territori dell'attuale Uzbekistan furono compresi nelle satrapie di Sogdiana e Khorazmia dell'impero Achemenide, fino alla conquista di Alessandro Magno. Successivamente la regione entrò a far parte degli stati Partico e Sasanide.

Per secoli la regione fu contesa fra gli emiri uzbeki e i sovrani persiani. Nel XIX secolo, l'impero russo cominciò la sua espansione nell'Asia centrale. Il periodo del "great game" si fa solitamente iniziare nel 1813 e finire con la convenzione anglo-russa del 1907. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917 seguì una seconda fase, meno intensa. All'inizio del XIX secolo circa 2000 miglia separavano l'India britannica e le regioni periferiche della Russia zarista. Gran parte di quelle terre non era neanche tracciata sulle mappe. Entro l'inizio del XX secolo, tutto il Turkestan occidentale era saldamente nelle mani della Russia. In seguito, malgrado alcune prime resistenze ai bolscevichi, l'Uzbekistan entrò a far parte dell'Unione sovietica.

Il primo settembre 1991 l'Uzbekistan, seppur riluttante, dichiarò l'indipendenza. Mentre gli stati baltici guidarono la battaglia per l'indipendenza, quelli dell'Asia centrale ne ebbero timore. "Le forze indipendentiste che spingevano per la separazione dall'Unione (Sovietica) erano molto deboli in Asia centrale. Dopo il tentativo di colpo di stato dell'agosto 1991, tutte le nazioni dell'Asia centrale ritennero che l'Unione fosse qualcosa da preservare", scrisse Michael McFaul nella sua "Russia's Unfinished Revolution".

Il 13 maggio 2005, violente proteste sono scoppiate nella città di Andijan in seguito all'arresto di 23 cittadini accusati di essere integralisti islamici. I soldati hanno cominciato a sparare sulla folla, uccidendo almeno nove persone. I protestatari, di conseguenza, hanno reagito prendendo in ostaggio 30 persone. Nello stesso giorno a Tashkent, un sospetto kamikaze è stato ucciso fuori dall'ambasciata israeliana.

 

[modifica] Demografia

Per approfondire, vedi la voce Uzbeki.

L'Uzbekistan è lo stato più popoloso dell'Asia centrale. I suoi 25 milioni di abitanti, concentrati nel sud e nell'est del paese, costituiscono infatti circa la metà della popolazione totale dell'area. L'Uzbekistan, al tempo dell'Unione Sovietica, era una delle repubbliche più povere; gran parte della popolazione era occupata nella coltivazione del cotone in piccole comunità rurali. Ancora oggi, buona parte degli abitanti vive nelle campagne e dipende dall'attività agricola per la propria sussistenza.

Gli uzbeki costituiscono il gruppo etnico principale. Vi sono poi russi (5,5%), tagiki (15%), coreani (4,7%), kazaki (3%), caracalpachi (2,5%) e tatari (1,5%).

Gli abitanti sono per l'88% musulmani sunniti, seguono gli ortodossi (9%). L'uzbeko è la lingua ufficiale anche se, di fatto, il russo è usato per la comunicazione fra le varie etnie e per gran parte delle attività commerciali e governative.

Il sistema educativo ha consentito di avere una percentuale di alfabetizzazione della popolazione del 97%, e la maggior parte delle persone (di entrambi i sessi) ha un livello di istruzione di almeno 11 anni. In realtà, a causa di ristretti vincoli economici ed altri problemi dovuti al collasso dell'Unione Sovietica, i testi ed il materiale scolastico in generale, i metodi di insegnamento, il curricula e le istituzioni scolastiche sono antiquati, inappropriati e trascurati; in aggiunta, la percentuale di persone iscritte in età scolare si sta abbassando. Benché il governo sia in apprensione per questo fenomeno, il budget rimane limitato. Allo stesso modo, nel campo della sanità, la stima di durata media della vita è lunga, ma, in seguito alla separazione dall'Unione Sovietica, sono diminuite le risorse dedicate alla salute, riducendo la qualità, l'accessibilità e l'efficienza del servizio sanitario.

 

[modifica] Economia

Un'industria principale è produzione delle lane. L'Uzbekistan importa acqua dal Kirghizistan e dal Tajikistan.

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Altri progetti

 

[modifica] Collegamenti esterni

Grazie  a www.imondonauti.it
Guida UZBEKISTAN

A cura di Flavia Daneo - Foto di Michele Falzone
Panoramica dell'imponente Registan - Samarcanda
Panoramica dell'imponente Registan - Samarcanda
©Michele Falzone

La Repubblica dell'Uzbekistan si trova nel cuore dell'Asia, nel territorio anticamente noto col nome di Battriana, Maverannahr (Transoxiana) e, successivamente, Turkestan. Di qui passava la favolosa Via della Seta e ancor oggi il Paese, il cui nome sembra derivare da Ozbek Khan, sovrano dell'Orda d'oro nella I metà del XIV sec., è la più affascinante delle repubbliche dell'Asia centrale.
Inizio guida

Il Paese

Uzbekistan in cifre

Capitale


Tashkent

Superficie


447.400 kmq

Abitanti


26.851.195 (2005)

Abitanti capitale


2.155.400 (3.457.500 area metropolitana)

Religione


Musulmana sunnita, ortodossa
Geografia e territorio

Click per ingrandire

L'Uzbekistan confina a N con il Kazakistan, a E con il Kirghistan e il Tagikistan, a S con l'Afghanistan e a O con il Uzbekistan. La parte orientale è prevalentemente montuosa con cime che superano i 5000 m. e si estende sulle propaggini occidentali dei monti di Gissar, sulla catena del Nura-tau, del Zerafsan e sui monti del Turkestan, comprendendo più di metà della conca di Ferghana. La parte occidentale, pianeggiante, è occupata a nord-ovest dal deserto del Kyzylkum.

Le vallate abbondantemente irrigate e quindi fertilissime, in modo particolare le conche di Ferghana e di Tashkent, sono densamente popolate mentre nelle aridissime regioni di nord-ovest l'uomo si è potuto insediare soltanto nelle oasi. Tre grandi fiumi, con i loro affluenti, solcano l'Uzbekistan: il Sir Darya, l'Amu Darya e il Zeravsan che si divide in un'infinità di canali irrigatori nella pianura di Samarcanda. I laghi principali sono il Lago d'Aral (41.000 kmq. in fase di progressiva desertificazione) e il lago di Aydarkul.
Popolazione

Gli uzbeki, che rappresentano l' 80% della popolazione, discendono da genti turco-mongole molto mescolate con l'antico substrato europide della zona. Il resto della popolazione è costituito da russi, tagichi, kazaki, karakalpaki, tatari, kirghisi e coreani, oltre a piccole comunità di ucraini e turchi meskhetiani. Circa il 40% della popolazione vive nelle città, il rimanente nelle campagne; oltre un terzo degli uzbechi vive nella valle di Ferghana, la regione più densamente popolata di tutta l'Asia centrale. Il tasso di crescita della popolazione è tra i più alti del mondo e oltre metà ha meno di 15 anni.
Clima

Il clima ha carattere nettamente continentale con inverni rigidissimi ed estati caldissime, forti escursioni diurne e, nella zona pianeggiante, venti violenti. Tempeste di polvere possono verificarsi anche durante l'inverno ma sono più frequenti in primavera ed estate. Le temperature hanno punte estreme di 50° in estate (Termez) e -15°C. in inverno.
Ora
L'entrata della Kalon Mosque
L'entrata della Kalon Mosque
©Michele Falzone

Al suo arrivo in Uzbekistan il turista italiano deve spostare il proprio orologio avanti di 4 h (quando in Italia sono le 12 in Uzbekistan sono le 16). Il Paese non adotta l'ora legale.
Lingua

Lingua ufficiale è l'uzbeko, molto diffuso il russo, meno il tagiko. L'inglese è parlato nella capitale, ma non nei dintorni.
Religione

La religione predominante è quella musulmana sunnita (e la grande maggioranza dei praticanti sono hanafi, ossia appartengono a una delle quattro principali scuole di diritto religioso); il 9% della popolazione è cristiano ortodosso orientale. Vi sono poi altre 14 confessioni religiose tra cui piccole minoranze di cattolici, luterani battisti ed evangelici, buddisti. La comunità ebraica è in rapida estinzione.
Storia

La storia dell'Uzbekistan ha più di 2500 anni. Situata in posizione strategica lungo la grande Via della Seta, la regione ebbe un ruolo importante nell'ambito di civiltà diverse pur mantenendo abbastanza costanti, nel corso dei secoli, strutture sociali, usi e costumi. Nel IV sec. a. C. passò attraverso questi luoghi Alessandro Magno che sposò la figlia di uno dei capi locali.

Successivamente fiorirono l'Impero di Kashan e il Regno dei Seleucidi, il Regno dei Parti e quello di Kharazm, lo Stato dei Samanidi e quello di Temur (Tamerlano), l'Emirato di Bukhara e il Canato di Qoqand. Nel VII-VIII sec. lo zoroastrismo, ampiamente diffuso nella zona, fu soppiantato dall'islamismo.

Con la scoperta della via marittima per l'India e la Cina, la Via della Seta decadde e la regione perse la sua importanza economica e strategica trovandosi fuori dallo sviluppo mondiale per quasi tre secoli. L'annessione coloniale dell'Asia centrale alla Russia zarista (1860) legò il Turkestan alla Russia dal 1890 al 1917. Nel 1924 il Turkestan fu diviso nelle repubbliche sovietiche nazionali: milioni di uzbeki, kazakhi, kirgyzi e turkmeni furono separati in altrettanti Stati. Il crollo dell'URSS creò le condizioni che il popolo dell'Uzbekistan stava aspettando da tempo: il 31 agosto 1991 il Parlamento proclamò l'indipendenza statale della Repubblica dell'Uzbekistan; il 29 dicembre 1991 questa decisione fu sostenuta da un referendum. Attualmente l'Uzbekistan è una Repubblica presidenziale con a capo Islam Karimov.
Costituzione

La Repubblica dell'Uzbekistan fu proclamata nel 1991; l'anno successivo fu promulgata la Costituzione. L'Uzbekistan è una Repubblica presidenziale: il capo dello Stato è eletto in forma diretta dai cittadini, resta in carica per 5 anni e può al massimo avere due mandati. Il governo, nominato dal Presidente, deve ricevere la fiducia del Parlamento (Ali Majilis), supremo organo legislativo. Attualmente il presidente della Repubblica è Islam Karimov. Amministrativamente il Paese è diviso in 12 province oltre alla Repubblica del Karakalpakstan.
Situazione politica

Il crollo dell'URSS creò le condizioni che il popolo uzbeko stava aspettando da tempo: il 31 agosto 1991 il Parlamento proclamò l'indipendenza dell'Uzbekistan confermata, di lì a pochi mesi, da un referendum. Attualmente l'Uzbekistan è una Repubblica presidenziale con a capo I. Karimov. Ufficialmente è una democrazia multipartitica ma in realtà i gruppi di opposizione hanno un'esistenza infelice: nel 1995 Karimov partecipò incontrastato alle elezioni politiche. Nel 1999 vi sono stati scontri tra il governo e gruppi di militanti islamici.
Economia
La via dei carpentieri a Bukhara
La via dei carpentieri a Bukhara - ©Michele Falzone

Base della vita economica del Paese è l'agricoltura; attualmente l'Uzbekistan è il terzo produttore al mondo di cotone grezzo con più di 1,5 milioni di tonnellate annue. Importante è anche la produzione di cereali mentre l'allevamento riguarda principalmente le pecore e i bachi da seta.

L'industria ha avuto un notevole sviluppo in seguito alla scoperta di giacimenti di petrolio e di rame per cui sono sorte diverse centrali elettriche oltre a stabilimenti tessili e fabbriche di macchine agricole. Resta il fatto che più dei quattro quinti dei commerci dell'Uzbekistan avviene con i paesi appartenenti all'ex Unione Sovietica. Stando alle Nazioni Unite, l'Uzbekistan è uno dei Paesi meno sviluppati del mondo, con un reddito mensile di appena 50 dollari.
Festival e tradizioni popolari

In Uzbekistan vengono osservate le principali festività islamiche quali la fine del Ramadan, la Festa del Sacrificio . Esse seguono il calendario lunare islamico il che significa che cadono ogni anno in momenti diversi. Festività civili sono il 1° gennaio, l'8 marzo, il 21 marzo (Festa primaverile di Navrus, adattamento islamico delle cerimonie pre-islamiche che festeggiavano l'equinozio di primavera; per 2 giorni si tengono gare, rappresentazioni teatrali e musicali, colorati mercati; uno dei luoghi migliori per parteciparvi è Samarcanda), il 1° e il 9 maggio (Festa della vittoria), il 1° settembre (Giorno dell'Indipendenza), il 1° ottobre (Festa di tutti gli insegnanti) e l'8 dicembre (Giorno della Costituzione). In dicembre, a Karakalpak, si tiene la Festa del raccolto (Pakhta-Bairain). E' questa una delle poche occasioni al mondo per poter assistere a una gara di ylaq oyyny, una forma di gioco del polo tipica dell'Asia centrale con i giocatori che devono colpire una carcassa di capra.
Links

* www.mfa.uz
ministero degli Affari Esteri uzbeko in lingua inglese; informazioni generali sul Paese e notizie di rilevanza per i turisti

Guide

* Mayhew - Plunkett, Richmond. Asia centrale - Torino, Edt, 2000.
Ricca di notizie e informazioni pratiche relative a tutte le Repubbliche dell'Asia centrale.

Inizio guida

Prima del viaggio

Burocrazia e sanità in cifre

Visto


Obbligatorio

Passaporto


Valido per sei mesi dopo la data di uscita

Febbre gialla


Obbligatoria per chi proviene da paesi infetti

Profilassi antimalarica


Non necessaria

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare

Il periodo migliore per intraprendere un viaggio in Uzbekistan va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. Le temperature medie oscillano in primavera (marzo-aprile) tra i 14° e i 21° C, in estate (maggio-agosto) tra i 27° e i 45° C., in autunno (settembre-ottobre) tra i 28° e i 21° C, in inverno (novembre-febbraio) tra i 16° e i -15°C.
Burocrazia e visti
Un cammello nella citta' storica di Khiva
Un cammello nella citta' storica di Khiva - ©Michele Falzone

Per entrare in Uzbekistan è necessario il passaporto con validità fino a sei mesi dopo la data del viaggio. Il visto è obbligatorio e va richiesto all'Ambasciata dell'Uzbekistan, Via Tolmino 12, Roma. Per il visto turistico individuale (1 ingresso) si pagano 60 dollari fino a 7 gg. di permanenza, 70 dollari per 15 gg. e 80 dollari per 1 mese di permanenza; per ottenerlo è sufficiente compilare il relativo modulo (che può essere spedito anche via fax accompagnato da una copia del passaporto) e passare a ritirare il visto all'ambasciata una volta che è pronto (dopo 2-3 giorni). Il visto di gruppo per 15 gg. di permanenza costa 15 dollari a persona.

Per coloro che soggiornano per più di 5 gg. in Uzbekistan obbligatoria anche la registrazione presso l'Ovir entro 3 gg. dal loro ingresso nel Paese. In mancanza della registrazione viene ritirato il passaporto.
Telefono

Per telefonare in Uzbekistan dall'Italia bisogna comporre lo 00998 seguito dal prefisso della località senza lo 0 e dal numero desiderato.

Per telefonare in Italia dall'Uzbekistan bisogna comporre lo 0039 seguito da numero dell'abbonato.
Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che si rechi in Uzbekistan. Restano consigliate l'antitifica e l'antiepatite A e B (endemica con alta percentuale di portatori); attenzione agli animali rabidi.
Da mettere in valigia

Si consiglia di portare capi comodi, ampi e non trasparenti, scarpe comode e sandali, una pila elettrica, posate, borraccia, coltello a serramanico, un tappo universale per lavandini perché quasi sempre manca, foto tessera e fotocopie del passaporto, farmacia da viaggio completa di tutto ciò che può essere indispensabile ma non facilmente reperibile.
Elettricità

L'elettricità è a 220 volt a 50 Hz; le prese sono di tipo europeo con due fori rotondi. E' sempre utile avere a portata di mano una pila elettrica e un adattatore a lamelle piatte.
Quanto costa

Una premessa è d'obbligo: il governo dell'Uzbekistan non ama i viaggiatori indipendenti. Già l'ottenimento del visto è problematico (vedi Burocrazia), viaggiare poi senza l'appoggio dell'ente statale per il turismo Uzbektourism significa mettere in conto che il viaggio possa trasformarsi in un'infinità di intoppi burocratici e problemi di varia natura. La maggior parte dei (pochi) turisti che decidono di recarsi in Uzbekistan acquista uno dei pacchetti offerti da un tour operator. Il costo per un soggiorno di 8 gg. parte da 1430 euro; in abbinamento con un altro Paese (Iran, Uzbekistan, Pakistan) la spesa va da 2400 a 3700 euro in su per un viaggio di 12-15 gg.

Per viaggiatori individuali: volo aereo a partire da 580 euro (a/r in classe turistica comprensivo di tasse aeroportuali); pernottamento medio 30-50 euro in camera doppia; pasto medio 5-10 euro; il noleggio di un'auto con autista costa a partire da 10 dollari l'ora; la benzina , quando si trova, costa 14-16 sum al litro, circa il 60% in più al mercato nero.
Indirizzi utili

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata dell'Uzbekistan in Italia


Via Tolmino 12, Roma, tel. 06-8542456, 06-8542569; (orario 10-12; chiuso sab.); www.uzbekistanitalia.org

Ufficio consolare (visti)


tel. 06-84240603 (orario 10-12 da lun. a ven.)

Ambasciata d'Italia in Uzbekistan


Uliza Yusuf Khos Khojib 40, Tashkent, tel. 71-1521119, 1521120, 1521121, 1521123; fax 71-1206606

Indirizzi utili turismo e cultura

Uzintour


115 Bujuk Ipack Yuli, Tashkent, 712-686828; www.uzintour.uz

Uzbektourism (*)


Horezm Skaya st. 47, Tashkent, tel. 71-1335414, fax 1367948; www.uzbektourism.uz

(*) è l'Ente statale del Turismo ma non è di alcun aiuto ai turisti indipendenti

Indirizzi utili sicurezza

Polizia


tel. 02

Indirizzi utili sanità

Ambulanza


tel. 03

Clinica internazionale


Taras Shevchenko 4, Tashkent, tel. 71-560606, 560433 (con personale specializzatosi in Occidente, aperta 24 ore su 24)

Drugstore (Farmacia)


Navoi st. angolo Yusupov st., Tashkent

IL VIAGGIO
Quanto stare

8-10 giorni sono il tempo minimo necessario per un soggiorno in Uzbekistan considerando che la visita di Khiva richiede almeno 1 giorno e quella di Bukhara e Samarcanda almeno 2 giorni ciascuna. Alcuni tour operator propongono abbinamenti con l'Iran, il Uzbekistan o il Pakistan nel qual caso il soggiorno necessariamente richiede almeno 2 settimane.
Come arrivare
Partenza da: Expedia Travel
Destinazione:
Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA)

Ulteriori opzioni di ricerca

L’aereo è senz’altro il modo più comodo e veloce per arrivare in Uzbekistan. Tra i voli di linea in classe turistica il più comodo e affidabile è quello offerto da Lufthansa che parte da Roma per Taskent via Francoforte il lunedì, giovedì e domenica. La Uzbekistan Airways (Roma, Via XX settembre 58a int. 6, tel. 0642014811) vola da Roma a Tashkent (6 ore circa di viaggio) il lunedì e il giovedì; altri voli su Tashkent sono proposti da Turkish Airlines e da Aeroflot (durata del volo tra le 9 h e le 11.30 h a seconda del volo prescelto). I prezzi sono variabili e partono da 580 euro per la compagnia di bandiera.

In treno è possibile arrivare alla capitale uzbeka partendo da Mosca via Samara o via Urgench, Charjou, Bukhara e Samarcanda; il viaggio dura circa 56 ore. I treni migliori sono quelli dotati di un nome, ad esempio l’Uzbekistan: sono più puliti, fanno meno fermate, hanno orari più comodi e ristorante funzionante. Entrare in Uzbekistan con un mezzo proprio può trasformarsi in un incubo e probabilmente non ne vale lo sforzo.
Tasse di ingresso e di imbarco
Esplorando l'antica Bukhara, uno dei centri principali sulla via della seta
Esplorando l'antica Bukhara, uno dei centri principali sulla via della
seta - ©Michele Falzone

Il visto di ingresso individuale costa dai 40 ai 60 dollari a seconda del periodo di permanenza se individuale, 15 dollari se si fa parte di un gruppo. 10 dollari di tasse aeroportuali uzbeche sono inclusi nel costo del biglietto aereo.
Cosa vedere e cosa fare

Il viaggiatore motivato e curioso, impegnato e culturalmente preparato troverà più di un motivo di interesse nella visita del Paese. Urgench , città di stampo sovietico non ha particolari attrattive ma la base di partenza per la visita di Khiva, suggestiva città ricca di edifici monumentali splendidi: moschee, minareti, palazzi, madrase e magnifiche mura. Di qui a Bukhara , antica città carovaniera famosa nel mondo per i suoi bellissimi tappeti. I suoi monumenti testimoniano l'antico splendore: piazza Registan con la moschea Kalijan, una delle maggiori dellAsia centrale, la madrasa di Ulug-Beg, la moschea Bolo-haus e il mausoleo di Ismail Samani con i suoi magnifici ricami di terracotta.

Nulla più evocativo del nome di Samarcanda dove si ha la sensazione di essere al centro del mondo: una città magica con i suoi meravigliosi monumenti di epoca timuride e le tre madrase che si affacciano su piazza Registan, uno dei complessi architettonici più famosi del mondo. Da non perdere una visita a Shakrisabz per la visita al Ak Saray, il palazzo di Tamerlano. Tashkent una tappa obbligatoria, con l'unico aeroporto intercontinentale del Paese. La città moderna ha uno stile sovietico mentre poco resta della vecchia città carovaniera. Interessante una visita al bazar Chorsu dove si possono incontrare molte persone provenienti dalle campagne circostanti e vestite con i costumi tradizionali.

Tra le mete non si può non includere la valle di Fergana (Kokhand, Margilan con la sua fabbrica di seta, Fergana city e Andijan), il vero cuore non solo dell'Uzbekistan ma di tutta l'Asia Centrale. Se poi volete farvi un'idea della straordinaria capacità che ha l'uomo di devastare scientemente l'ambiente in cui vive, andate a vedere il lago d'Aral o, meglio, ciò che ne resta. Volendo ci si può arrivare in elicottero da Urgench (il noleggio si aggira sui 1000 dollari per 6 persone). Nella sua tragicità la visita è estremamente istruttiva. Il cosiddetto "cimitero delle navi", decine e decine di barche arenate in ciò che una volta era il lago d'Aral si trova a Moynaq. Il modo migliore per arrivarci è senz'altro via taxi da Urgench (circa 100 $ con un taxi locale) o Nukus (circa 50 $).
Dormire
Le mura di Khiva
Le mura di Khiva - ©Michele Falzone

L’offerta alberghiera del Paese non è molto ampia: si va dagli alberghi rimasti dall’epoca sovietica dove si ha sempre di meno di quello che si paga (50-60 euro la camera doppia; contrattare sul prezzo) a nuove pensioni piuttosto costose, B&B confortevoli (28-35 euro, prima colazione inclusa) a un sempre maggior numero di case private dove le camere per gli ospiti sono state trasformate in fonti di guadagno. Alcuni alberghi accettano solo ospiti che abbiano prenotato in anticipo anche se la maggior parte attualmente accoglie anche clienti occasionali, spesso alzando i prezzi.

I prezzi sono suscettibili di modifiche improvvise: approssimativamente una camera doppia in un hotel economico costa 20-40 euro nelle città maggiori, 10-20 in quelle più piccole; in un hotel medio 40-50 euro, in un hotel di categoria elevata 70-110 euro. Confortevoli sistemazioni da privati in camera doppia con prima colazione costano circa 25-40 dollari per notte ma anche molto meno, solo pochi dollari (a Khiva, Bukhara e Samarcanda, più difficili da trovare a Tashkent). A Tashkent è possibile dormire in stanze presso l’università a circa 10 dollari a persona.

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Mangiare

La cucina locale è buona e semplice a base di riso, zuppe con verdure e carne di agnello, involtini di carne in crosta di pane accompagnati da grandi pizze bianche che spesso la gente del posto offre per le strade in segno di ospitalità e che è educato accettare. Gli unici locali pubblici che restano aperti oltre il tramonto sono i ristoranti di lusso ma si può mangiare anche in ristoranti più economici, nelle bettole a basso prezzo e nei banchetti lungo le strade. I prezzi ovviamente variano di conseguenza: si possono spendere 1-2 dollari per un pranzo a base di piatti uzbeki o pagarne anche a 30 nei ristoranti internazionali. Mediamente, con 10 dollari si mangia ottimamente. A Tashkent c'è un supermercato dove si possono acquistare confezioni di cibi occidentali a prezzi ragionevoli.
Posta e telefono

Le poste uzbeke non sono certo un campione di celerità; se c’è qualcosa che dovete assolutamente ricevere è senz’altro meglio rivolgersi a un corriere internazionale (DHL o UPS) mentre se dovete assolutamente comunicare forse fareste meglio mandare un messaggio di posta elettronica (Nuron Relcom, Buyuk Ipak Yuli 42, Tashkent). Per le cartoline ci si può recare all’ufficio postale centrale della città o consegnarle alla reception dell’albergo.

Per telefonare in Italia dall’Uzbekistan bisogna comporre lo 0039 seguito dal numero dell’abbonato; l’operazione viene sempre eseguita da un addetto. Si può telefonare dall’ufficio telefonico di Tashkent (Navoi 28) o dai principali uffici postali ricordando che il sistema telefonico uzbeko è totalmente inadeguato. L’albergo Uzbekistan di Tashkent dispone di rapidi ed efficaci servizi satellitari che costano circa dieci volte di più di quello che si pagherebbe all’ufficio telefonico.

Ricordate di informarvi prima presso l'hotel da cui intendete effettuare la telefonata se dovete pagare anche nel caso di mancata risposta: molti hotel infatti, dopo i primi 20 secondi di squilli a vuoto, fanno pagare comunque tariffe minime di 3-4 $ al minuto!
Moneta, carta di credito e cambio
Una giovane ragazza uzbeca per le vie di Bukhara
Una giovane ragazza uzbeca per le
vie di Bukhara - ©Michele Falzone

La moneta ufficiale è il sum il cui cambio risulta molto aleatorio in quanto viaggia ad un'inflazione pari al 70% annuo. Si possono cambiare euro, ma conviene cambiare dollari in piccole quantità e possibilmente banconote delle serie più recenti e di taglio minore, anche se, più si cambia, migliore è il tasso di cambio. Le banconote da 100 $ anteriori al 1992 non vengono accettate. Vi sono molti uffici di cambio che praticano il cambio al tasso ufficiale (conservate con cura le ricevute di cambio in quanto vi verranno richieste al momento di lasciare il Paese), ma potete cambiare anche in banca, hotel, stazioni e aeroporti; il mercato nero ormai è quasi pari al cambio ufficiale ma molto più rischioso perché molti cambiavalute sono in realtà agenti di polizia che intascheranno i vostri soldi senza darvi alcun controvalore, facendovi pagare una forte multa ed eventualmente anche incarcerandovi.

La carta di credito può risultare indispensabile per pagare il conto degli alberghi di lusso (VISA ed American Express sono le più accettate), ma altrove non è molto diffusa per cui il denaro contante risulta indispensabile. E' comunque possibile ritirare contanti senza problema presentando il passaporto non solo nella capitale, ma anche a Bukhara e Samarcanda, l'importante è rivolgersi alla NBU (National Bank of Uzbekistan). L'unico problema è che a volte potrebbero rifiutare di darvi dollari, ma è comunque sempre possibile ritirare contanti in sum. Chi invece possiede traveller's cheque deve ricordarsi di elencarli nella Declaration Form al momento dell'ingresso in Uzbekistan, altrimenti potrebbe avere problemi nel cambiarli e decisamente non vi sarà consentito di cambiarli in dollari (in questo caso viene infatti richiesta la Declaration Form compilata appropriatamente).
Disabili

Facilitazioni per disabili ed abbattimento delle barriere architettoniche sono pratiche sconosciute in Uzbekistan; c'è anzi un proliferare di scale per raggiungere anche i posti più banali e l'installazione degli ascensori non sembra essere stata l'idea guida nemmeno nel nuovo aeroporto internazionale di Tashkent.
Spostarsi

Da Tashkent la compagnia aerea nazionale Uzbekistan Airways (Shota Rustaveli 9, Tashkent) prevede voli giornalieri per Samarcanda, Bukhara, Urgench, Ferghana , Nukus sul lago d'Aral e altre città di un certo rilievo; il servizio è spartano e i vettori sono lontani dagli standards internazionali di sicurezza. I biglietti si pagano in dollari.

Molte corse giornaliere di autobus collegano Tashkent alle principali città uzbeche; i biglietti si possono acquistare fino a 10 giorni prima della partenza ma solo con l'autorizzazione dell'ufficio passaporti (per es., la corsa Tashkent-Samarcanda costa sui 4 dollari e dura 4 h). Più veloci e più cari i minibus privati.

Dalla stazione sud di Tashkent partono i treni diretti a Samarcanda, Buckhara, Urgench Termez; il costo del biglietto è di circa 10 dollari per Samarcanda, 25 per Khiva. Per l'acquisto si va direttamente all'ufficio biglietti presentando il passaporto, viene controllato il visto, e (se sono fiscali) eventuali registrazioni dell'albergo, che comunque dovreste avere, e viene rilasciato il biglietto normalmente senza pagare alcuna commissione. I biglietti si possono pagare in sum senza problemi (ovviamente i dollari sono sempre ben accetti).

Se si prende un taxi è sempre meglio rivolgersi a quelli autorizzati, più economici ed affidabili rispetto a quelli privati. In entrambi i casi, contrattate sempre il prezzo prima di partire. Non esistono agenzie per il noleggio di un'automobile, ma si può affittare un'auto con autista presso l'hotel Uzbekistan a partire da 10 dollari l'ora. Ricordate comunque che, ad es., la distanza tra Tashkent e Khiva è di 1000 km e richiede almeno 14 ore di viaggio. Le strade sono discrete, il fondo stradale è in genere un po' sconnesso. Si consiglia di non viaggiare mai di notte anche per il fatto che camion e auto viaggiano spesso senza luci e che le carreggiate possono essere invase da animali (pecore, cammelli) di ritorno dai pascoli. Attenzione anche nelle strade di città in quanto è diffusa l'abitudine di non coprire i tombini. La benzina, di pessima qualità, è difficile da reperire e i benzinai sono spesso chiusi per mancanza di carburante.Prenota il noleggio auto con Expedia.it
Sanità
didascalia
Una scultura per ricordare le antiche
carovane - Samarcanda
©Michele Falzone

E' buona norma seguire le più elementari norme di igiene e sicurezza: non bere l'acqua del rubinetto (anche se i locali dicono che è potabile) e bere solo acqua imbottigliata, non mangiare verdura cruda, sbucciare la frutta.

Il livello qualitativo e quantitativo delle strutture sanitarie locali è appena sufficiente nella capitale e insufficiente altrove; a parte il poliambulatorio dell'ONU e qualche clinica privata nella capitale tutti gli altri ospedali sono sprovvisti di attrezzature adeguate e di medicinali. In mancanza di collegamenti aerei diretti giornalieri con l'Europa occidentale è consigliabile stipulare un'assicurazione per eventuali rimpatri sanitari urgenti. Nelle farmacie locali non è reperibile la maggior parte delle specialità medicinali.
Sicurezza

Le condizioni generali di sicurezza del Paese sono buone. La polizia è molto attiva e frequenti sono i controlli lungo le strade, in ogni stazione ferroviaria o di autobus incontrerete uno o due poliziotti che vorranno vedere i vostri documenti e sapere dove siete diretti; attenzione però perché talvolta questi possono essere l'occasione per abusare del proprio potere ed estorcervi del denaro!

Sono in aumento i piccoli furti e i borseggi e questo è un buon motivo per essere accorti specialmente in situazioni di affollamento. A questo proposito è buona norma non viaggiare di notte e fare attenzione durante i tragitti più lunghi. Zone a rischio da evitare sono solo quelle al confine con l'Afghanistan e il Tagikistan, cautela nella zona di Ferghana dove, nel caso, conviene avventurarsi affidandosi a qualche esperta guida locale. Pene severissime (compresa la pena di morte) sono previste per uso e possesso di droga e per abusi su minori.
Comportamenti

L'Uzbekistan è un paese musulmano moderato: l'abbigliamento, soprattutto femminile, dev'essere tale da non creare imbarazzi reciproci ed evitare sgradevoli molestie. E' senz'altro bene evitare pantaloni corti e vestirsi con indumenti lunghi, ampi e non trasparenti soprattutto se vi allontanate dalle normali mete turistiche.

E' sempre buona norma domandare il permesso prima di fotografare qualcuno e non fotografare possibili obiettivi strategici (lo è anche la metropolitana di Tashkent!)

Si raccomanda la massima prudenza se si è avvicinati dalla polizia: evitare gli atteggiamenti di non cooperazione, dimostrarsi amichevoli ma anche decisi.
Ringraziamo per segnalazioni e aggiornamenti alla guida:
Selene Capodarca (sez. Burocrazia e Visti, Quanto costa, Cosa vedere, Moneta)