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Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Zanzibar
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Zanzibar&action=history

Zanzibar

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Mappa dell'isola principale di Zanzibar

Zanzibar è il nome di un gruppo di due isole della Tanzania chiamate Zanzibar ('Unguja') (1994 - popolazione stimata 800.000 - dimensione 1.554 km²) e Pemba. Esse, insieme a Mafia Island, compongono le Spice Islands (isole delle spezie), sebbene questo termine venga più comunemente associato alle isole Molucche.

La città principale, nonché centro economico, è Stone Town, situata sull'isola di Zanzibar.

I commerci principali delle isole riguardano le spezie (noci moscate, cannella e pepe) e il turismo. Zanzibar è anche habitat per la scimmia Piliocolobus kirkii, presente solo su quest'isola e facilmente avvistabile nella foresta di Jozani.

Indice

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[modifica] Storia

زنگبار Il nome Zanzibar deriva probabilmente dal persiano Zangi-bar ("Costa dei neri") o dall'arabo Zayn Z'al Barr ("Bella è questa terra"). L'isola fu controllata dal Portogallo a partire dal 1503.

Nel 1698 Zanzibar divenne parte dei possedimenti d'oltremare dell'Oman. Il 6 aprile 1861, a seguito di una battaglia per la successione alla carica di sultano dell'Oman, Zanzibar e Oman si divisero in due principati separati. Sayyid Majid bin Said Al-Busaid (1834/5-1870), figlio di Sayyid Said bin Sultan Al-Busaid, divenne Sultano di Zanzibar, mentre suo fratello Sayyid Turki bin Said Al-Busaid (1832-1888) divenne Sultano di Oman.

Tramonto a Zanzibar
Tramonto
Monumento agli schiavi
Palazzo del Sultano

In quel periodo, il Sultano di Zanzibar controllava anche una porzione significativa della costa africana orientale, ovvero la regione allora nota come Zanj, che includeva tra l'altro Mombasa e Dar es Salaam. Nel novembre 1886, una commissione tedesco-britannica stabilì con precisione i confini dello Zanj, identificato con una striscia di terra di 10 miglia nautiche di larghezza ed estesa in altezza da Cape Delgado (oggi in Mozambico) fino a Kipini (Kenya), incluse tutte le isole lungo la costa e diverse cittadine oggi appartenenti alla Somalia. Durante il periodo dal 1887 al 1892, il Sultano perdette tutti questi possedimenti, che passarono a Gran Bretagna, Germania e Italia, sebbene alcune furono formalmente vendute o cedute solo nel XX secolo (per esempio, Mogadiscio passò all'Italia nel 1905 e Mombasa al Kenya nel 1963).

Casa delle Meraviglie

L'Impero britannico gradualmente assunse il controllo della regione e la posizione tra Zanzibar e l'impero stesso venne formalizzata nel 1890 dal Trattato di Helgoland-Zanzibar nel quale la Germania si impegnò a non interferire con gli interessi inglesi nell'isola di Zanzibar, che divenne un protettorato dell'Impero quello stesso anno. Un timido tentativo da parte dei tedeschi di intervenire nel controllo dell'isola in modo indiretto si concluse con il brevissimo conflitto della guerra anglo-zanzibariana, nel 1896.

All'inizio gli inglesi nominarono dei vicari (visir) dal 1890 fino al 1913, e poi dei cosiddetti Residenti inglesi dal 1913 al 1963.

Nel 1896 si scatenò la breve guerra anglo-zanzibariana per la successione del Sultano Hamad bin Thuwaini e terminò con l'ascesa del sultano Hamoud bin Mohammed. Acconsentendo alle richieste inglesi, il sultano pose fine al ruolo di centro per il commercio di schiavi dell'isola iniziato sotto l'occupazione dell' Oman nel diciassettesimo secolo proibendo la schiavitù e liberando gli schiavi nel Paese.

Il 19 dicembre 1963 Zanzibar ricevette la sua indipendenza dal Regno Unito come monarchia costituzionale sotto il sultano. Questa situazione durò poco, il sultano fu rovesciato il 12 gennaio 1964, e il 26 aprile Zanzibar si unì con lo stato del Tanganika per formare la Tanzania, della quale fa parte ancora oggi. La rivolta che seguì l’indipendenza segnò il rovesciamento della classe dirigente araba, al potere da lungo tempo, da parte degli africani, che costituivano la maggioranza della popolazione. Le rivalità tra gli abitanti dell’isola principe, Zanzibar, e la più piccola Isola di Pemba, e il conflitto tra i sostenitori e gli oppositori dell’unità con la terraferma, continuarono a proliferare. Così come sulla terraferma, i due partiti più importanti dell’arcipelago sono il Chama Cha Mapinduzi (CCM) e la parte avversa, il Civic United Front (CUF), che ha la sua roccaforte a Pemba. Le tensioni tra i due partiti raggiunsero l’apice con le elezioni del 1995 con i residenti di Pemba che si sentivano sempre più messi da parte e amareggiati. La violenza etnica contro gli abitanti di Pemba divampata alla vigilia delle elezioni del 1995, aveva inasprito ancora di più gli animi. Il fragile periodo di calma che seguì fu di nuovo sconquassato dalle elezioni del 2000 e dalla conseguente violenza scoppiata a Pemba nel gennaio del 2001. Da allora, rinnovati sforzi al dialogo tra il CCM e il CUF hanno ripristinato un tenue periodo di pace, anche se pochi progressi sono stati fatti per risolvere i problemi esistenti. Il permanere delle tensioni ha portato ad occasionali atti di violenza, con attentati a personaggi di rilievo e ad un hotel frequentato da turisti agli inizi del 2004.

 

[modifica] Politica

Bandiera fino a gennaio 2005

Sebbene Zanzibar faccia parte della Tanzania, elegge un suo proprio presidente che prende decisioni su materie interne all'isola. Amani Abeid Karume fu eletto il 29 ottobre 2000. La correttezza di queste elezioni fu messa in dubbio, e nel gennaio del 2001 almeno 27 manifestanti pacifici furono uccisi dalla polizia [1].

Zanzibar ha anche una sua Camera dei Rappresentanti (con 50 seggi, direttamente eletta tramite suffragio universale, la cui durata di mandato è di 5 anni) per fare legge espressamente per l'isola.

 

[modifica] Sultani di Zanzibar

  1. Majid bin Said di Zanzibar (1856-1870)
  2. Barghash bin Said di Zanzibar (1870-1888)
  3. Khalifah bin Said di Zanzibar (1888-1890)
  4. Ali bin Said di Zanzibar (1890-1893)
  5. Hamad bin Thuwaini di Zanzibar (1893-1896)
  6. Khalid bin Barghash di Zanzibar (1896)
  7. Hamoud bin Mohammed di Zanzibar (1896-1902)
  8. Ali bin Hamud di Zanzibar (1902-1911) (abdicò)
  9. Khalifa bin Harub di Zanzibar (1911-1960)
  10. Abdullah bin Khalifa di Zanzibar (1960-1963)
  11. Jamshid bin Abdullah di Zanzibar (1963-1964)

 

[modifica] Consiglieri del sultano

  1. Sir Lloyd William Matthews, (1890 - 1901)
  2. A.S. Rogers, (1901 - 1906)
  3. Arthue Raikes, (1906 - 1908)
  4. Francis Barton, (1906 - 1913)

 

[modifica] Residenti britannici

  1. Francis Pearce, (1913 - 1922)
  2. John Sinclair, (1922 - 1923)
  3. Alfred Hollis, (1923 - 1929)
  4. Richard Rankine, (1929 - 1937)
  5. John Hall (amministratore coloniale)
Grazie  a www.imondonauti.it
Guida ZANZIBAR

Testi a cura di Gian Andrea Pagnoni; foto di G.A. Pagnoni e Alida Vanni
Tramonto a Zanzibar

Il tramonto a nord di Zanzibar

Zanzibar è un posto mitico che ha affascinato la fantasia occidentale fin dal medioevo. La sua fama, però, è cresciuta nell'Ottocento, quando diventò sultanato e poi capitale dell'Oman. Da Zanzibar, ogni anno, passavano migliaia di schiavi catturati nel continente nero. Essi venivano battuti all'asta nel famoso mercato di Stone Town, e da qui venivano venduti in tutto l'Oceano Indiano. Alla metà dell'Ottocento, grazie al lavoro degli schiavi che lavoravano nelle piantagioni di cocco e di spezie, Zanzibar conquistò il monopolio mondiale per la produzione di chiodi di garofano. La prosperità economica dovuta al commercio di schiavi e avorio, e alla produzione di chiodi di garofano, la rigogliosità delle foreste tropicali, valsero a Zanzibar appellativi quali l'Isola delle Spezie e l'Isola di Smeraldo.

IL PAESE

Zanzibar in cifre

Capoluogo


Stone Town

Superficie


2332 kmq

Abitanti


1.000.000

Abitanti capoluogo


150.000

Densità di popolazione


428.8/kmq

Religione


magg. mussulmani sunniti, min. sciiti, hindu
Geografia e territorio

Click per ingrandire

l nome Zanzibar deriva probabilmente da zandj barr (terra dei neri), nome con il quale i mercanti arabi indicavano tutta la costa orientale africana da loro conosciuta e visitata per i traffici commerciali. L'arcipelago di Zanzibar è nell'Oceano Indiano al largo della Tanzania, di cui fa politicamente parte. L'arcipelago è composto due isole principali, Unguja (comunemente detta Zanzibar Island) e Pemba, e da un insieme d'isole minori che si trovano nelle acque territoriali delle due isole principali, tra cui ricordiamo Tumbatu, Mnemba, Uzi, Mesali, Latham.

Unguja (comunemente detta Zanzibar Island) è l'isola più estesa della costa est africana (ha una superficie di 1464 kmq); si trova a circa 39° di longitudine est, e a 6° di latitudine sud, è lunga 86 km e larga mediamente 20-30 km (36 km nel punto più largo). Il Canale di Zanzibar la separa dal continente africano (Tanzania), dal quale dista circa 40 km (36 nel punto più vicino). L'isola è generalmente piatta e bassa sul livello del mare, ma nella parte centro occidentale sono presenti alcune piccole colline, che a Masingini raggiungono l'altitudine massima di 123 m. Pemba è la seconda isola dell'arcipelago per dimensioni (ha una superficie di 868 kmq); si trova a circa 39° di longitudine est e a 5° di latitudine sud, a 80 km a nord est di Unguja e a 60 km dal continente (Tanzania e Kenya), è lunga circa 58 km, e larga mediamente 22 km. L'isola ha un aspetto collinoso e frastagliato anche se le altitudini sono inferiori rispetto ad Unguja. A Pemba il punto più elevato è 95 m s.l.m. A Pemba le maggiori precipitazioni determinano la presenza di una vegetazione arborea più rigogliosa e, infatti, Pemba è storicamente la maggior produttrice di chiodi di garofano dell'arcipelago.
Popolazione

Donne in abiti tradizionali (kanga) in un
villaggio di Unguja

La popolazione indigena di Zanzibar ha una base genetica africana bantu, nella quale nei secoli sono entrati caratteri persiani (shirazi) e arabi. L'ultimo censimento è stato effettuato nel 1988, e da questo risultò che l'arcipelago aveva una popolazione di 600.000 abitanti. Considerando che Zanzibar ha un incremento demografico annuo del 3%, la popolazione dovrebbe attualmente ammontare a circa 800.000-1.000.000 di abitanti, di cui circa il 70% ad Unguja e il 30 % a Pemba. Il capoluogo Zanzibar Town ha circa 150.000 abitanti.
Clima

A Zanzibar vi sono due stagioni secche e due piovose ogni anno: le stagioni secche (da dicembre a febbraio e da giugno ad ottobre) sono più adatte per gli amanti del caldo, ma è il periodo in cui è massima l'affluenza turistica perché cade nei periodi di alta stagione dei turisti occidentali (luglio-agosto e feste natalizie); le stagioni umide (da marzo a maggio e a novembre) sono più adatte per gli amanti del verde in quanto le piogge mitigano l'arsura della stagione secca inducono un aumento della vegetazione, ma la presenza turistica è inferiore, tanto che durante le grandi piogge (primavera), molti villaggi turistici sono temporaneamente chiusi e molti voli sono soppressi.
Ora

L'arcipelago di Zanzibar ha due ore in più rispetto all'Italia (se in Italia sono le 12.00 a Zanzibar sono le 14.00), questa differenza d'orario si riduce ad un'ora durante il nostro periodo di ora legale.

A Stone Town il conteggio orario è spesso uguale al nostro, ma spesso capita di sentire l'orario swahili che differisce di sei ore dal nostro; quest'orario è conseguenza della giornata equatoriale che è formata sostanzialmente da 12 ore di luce e 12 ore di buio: il giorno inizia alla 6.00 (0.00 swahili) e termina alle 18.00 (12.00 swahili), quindi le nostre 8.00 sono per gli swahili le 2.00, mentre le nostre 15.00 sono le 9.00.
Lingua

Il sorriso delle giovani
zanzibarine

La lingua ufficiale è il swahili. Il swahili è la lingua più parlata in Africa ed è parte integrante della cultura swahili, una cultura endemica della costa orientale dell'Africa nata dalla commistione di elementi culturali locali (africani) e alloctoni (persiani e arabi). La seconda lingua è l'inglese: è molto diffusa, tutte le persone impiegate in settori a contatto con i turisti e tutte le persone scolarizzate la conoscono.
Religione

La religione dominante a Zanzibar è l'islam e tutte le città e i villaggi hanno almeno una moschea. A Zanzibar la maggior parte dei credenti è mussulmana sunnita (85% della popolazione), tra i sunniti ricordiamo la setta degli ibhadi, cui appartenevano i sultani Busaidi, tra gli sciiti ricordiamo la setta degli ismaeliti, cioè i seguaci di sua altezza l'Agha Khan. A Zanzibar Town ci sono anche alcune chiese e templi per le piccole comunità di cristiani e induisti.
Storia

Dignitari arabi (afro-arabi) con un ufficiale
inglese a fine '800

In generale si ritiene che, già prima dell'arrivo degli arabi (presumibilmente nel II scolo a.c.), la parte centrale e meridionale dell'Africa Orientale (attuali Kenya e Tanzania) fosse abitata da popolazioni africane di stirpe bantu. A Zanzibar, il più vecchio ritrovamento di vasellame è datato attorno al X secolo d.C. presso l'antico insediamento di Unguja Ukuu. Ai primi del XIX secolo, l'Oman viveva un periodo economico negativo e il sultano Seyyid Said decise di puntare molto sulla costa swahili. Nel 1840, Said trasferì la capitale dell'Oman da Mascate a Zanzibar e in pochi anni fece di Zanzibar il più grande mercato della costa orientale dell'Africa. La decisione fondamentale per lo sviluppo di Zanzibar fu lo sforzo intrapreso per stimolare la coltivazione del chiodo di garofano, e nel 1850, ne conquistò il monopolio del mercato mondiale. Nell'Ottocento, l'importanza commerciale e l'influenza politica di Zanzibar aumentarono al punto da eclissare le altre città della costa orientale africana. Nel 1963, Zanzibar divenne un sultanato indipendente, terminando così il periodo coloniale britannico. Le tensioni sociali presenti in questo multietnico arcipelago scoppiarono, però, dopo pochi mesi. Nel 1964, in pochi giorni, Zanzibar fu pervasa da una sanguinaria rivoluzione con la quale, le etnie africane presenti, si liberarono del secolare giogo imposto dai sultani arabi omaniti. Zanzibar diventò così una Repubblica. Sempre nel 1964, il neo eletto presidente Abeid Karume accettò la proposta di Nyerere (Presidente del Tanganika) di unirsi in una confederazione. Nacque così l'Unione delle Repubbliche di Tanzania, il cui nome deriva dalle prime tre lettere dei due paesi interessati: tan da Tanganika e zan da Zanzibar.
Costituzione

Nel 1964, il neo eletto presidente Abeid Karume accettò la proposta di Nyerere (Presidente del Tanganika) di unirsi in una confederazione. Nacque così l'Unione delle Repubbliche di Tanzania, il cui nome deriva dalle prime tre lettere dei due paesi interessati: tan da Tanganika e zan da Zanzibar. La Repubblica di Zanzibar ha un suo presidente (che è anche vicepresidente della Tanzania), un parlamento e ministeri che la rendono indipendente in materia legislativa. I limiti imposti dall'Unione sono che Zanzibar ha solo consolati (le ambasciate sono a Dodoma, capitale della Tanzania), e che i Ministeri degli Esteri, dell'Economia e della Difesa sono in comune con l'Unione.
Situazione politica

Nel 1990 Salmin Amour vinse le elezioni, e nel 1992 permise la nascita del pluripartitismo. Grazie a queste liberalizzazioni si formò l'attuale partito d'opposizione, il CUF (Civic United Front), il cui leader è il precedente primo ministro Sharrif Hamad. Nelle elezioni del 1995 il CCM riuscì a battere il CUF di pochissimo (50,2% contro 49,8%), questo grazie al grande supporto di Hamad a Pemba. Attualmente, nonostante il grande supporto del partito di opposizione (CUF), e l'esistenza di spinte indipendentiste pacifiche, la situazione è politicamente stabile, tanto che il turismo è in continuo aumento. Pemba non ha le grandi spiagge bianche della costa est di Unguja e attualmente è ancora poco turistica. Pemba ha, però, risorse paesaggistiche, archeologiche e naturalistiche superiori ad Unguja, ed esaurita la ricettività turistica di Unguja, è probabile che vedrà l'arrivo d'investitori di settore. Si spera che l'inevitabile perdita delle caratteristiche tradizionali dell'area, conseguente allo sviluppo del turismo di massa, sia accompagnata da una corretta gestione delle risorse e delle ricchezze locali, in modo che la splendida popolazione di quest'arcipelago possa realmente beneficiare di questo rapido sviluppo economico.
Economia

Fiore di chiodo di garofano, simbolo
dell'economia dell'Isola delle Spezie

Anticamente la sopravvivenza delle popolazioni swahili che risiedevano a Zanzibar era basata su coltivazioni di sussistenza, sulla raccolta di prodotti della foresta, sulla pesca e sulla caccia. Nella prima metà dell'Ottocento, con l'insediamento dell'importante sultano Seyyid Said bin Sultan, Zanzibar sviluppò un fiorente mercato basato: a) sull'esportazione di prodotti provenienti dal continente quali avorio, schiavi, copale e pellame; b) sullo sviluppo dell'economia di piantagione (soprattutto chiodi di garofano e cocco) la cui produzione era fondata sulla manodopera a basso costo fornita dagli schiavi importati dal continente.Dopo la rivoluzione del 1964, Zanzibar scelse, come molti stati africani, la via della rottura con l'Occidente, a favore di uno sviluppo basato sul mercato interno e interamente pilotato dallo stato.

Nel 1986 è nato l' Investment Act, finalizzato a promuovere l'investimento di capitale straniero. Nonostante lo sviluppo economico sta abbracciando un numero sempre maggiore di persone, la maggior parte della popolazione vive ancora di attività tradizionali. Rilevanti sono ancora le esportazioni del chiodo di garofano (prima fonte di valuta estera) di spezie e di frutta.Il reddito medio pro capite è di circa 30 US$ il mese, reddito molto basso e non in grado di contrastare il forte indebitamento che la Tanzania ha con l'estero (circa 35 US$ il mese per persona). Il tasso d'inflazione (dati del 1994) è attorno al 28%. Zanzibar mostri valori economici tipici di un paese in via di sviluppo, ma non mancano gli investitori. Dall'inizio degli anni ‘90, l'industria turistica è aumentata esponenzialmente.
Festival e tradizioni popolari

Pittore di Tinga Tinga (famosa pittura naif) nelle sua bancarella

12 gennaio, Rivoluzione di Zanzibar, merita assistere alla regata di ngalawa che parte di fronte al People's Palace. 5 febbraio, fondazione del CCM (il partito di governo). 26 aprile, Union Day, giorno dell'unione con il Tanganika. 1 maggio, festa dei lavoratori. 7 luglio e 8 agosto, festa degli agricoltori. 9 dicembre, Indipendenza del Tanganika. Vi sono inoltre le festività islamiche quali il capodanno, la fine del Ramadan e dell'Egira, la nascita del Profeta, e il Miranji (un giorno di festa nel decimo mese). Queste festività seguono il calendario lunare mussulmano e avvengono ogni anno 10 o 11 giorni prima, a seconda che l'anno sia bisestile o no.Mwaka Kogwa, capodanno swahili di Makunduchi, imperdibile per coloro che sono a Zanzibar il 23 luglio, molte agenzie turistiche organizzano viaggi in giornata. Il festival, detto anche Mwaka Nairuz, è di origine persiana e segna l'inizio dell'anno nel calendario shirazi.
Links

www.zanzibar.net
sito in inglese, fornisce elementari spiegazioni della storia e delle attività che possono essere svolte nell'arcipelago


PRIMA DEL VIAGGIO

Burocrazia e sanità in breve

Visto


Obbligatorio

Passaporto


Valido per sei mesi dopo la data di uscita

Febbre gialla


Obbligatoria per chi viene da paesi infetti

Profilassi antimalarica


Consigliata

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare

Tutto l'anno al di fuori del periodo delle grandi piogge (da marzo a maggio), a novembre vi sono le piccole piogge, ma non danno particolarmente fastidio, dopo una brevissima ritorna il sole.
Burocrazia e visti

I bagni persiani di Kidichi a Unguja

Per soggiornare a Zanzibar occorre il passaporto valido per un periodo non inferiore a sei mesi dalla data di uscita dall'isola. Il visto d'ingresso è necessario e può essere richiesto presso l'ambasciata Tanzaniana a Roma, presso l'ufficio consolare onorario di Milano o all'aeroporto di Zanzibar quando si entra nel paese (il costo è di 50 euro). Il visto per la Tanzania, richiede passaporto in corso di validità + due fototessera. Costa 50 euro per l'entrata singola con validità di 3 mesi e 100 euro quello per l'entrata multipla (validità oltre i 6 mesi). Per info: visa@tanzania.gov.it. Il visto vale per tutte le isole dell'arcipelago (Unguja, Pemba e isole minori a parte Tumbatu). Per accedere all' isola di Tumbatu serve un permesso speciale che si può avere presso lo Zanzibar Tourist Corp. c/o la Livingstone House. Per quanto ne sappiamo il permesso è gratuito, ma vi verranno richiesti 3000 TSh (trattabili a 1000).
Telefono

Il codice internazionale per la Tanzania è 00255 al quale segue il codice locale di Zanzibar 054, valido per tutto l'arcipelago, inclusa Pemba. Per telefonare in Italia da Zanzibar il codice è 0039.
Vaccinazioni

A Zanzibar non è obbligatoria nessuna vaccinazione. Quella contro la febbre gialla, è obbligatoria solamente per chi entra provenendo da zone notoriamente infette. Per tutti i viaggiatori si consigliano, la vaccinazione orale antitifica e quella per l'epatite A. Consigliata la profilassi antimalarica.

Malaria, Tifo, Tetano, Paratifo Epatiti Virali A B e C sono endemici. Si verificano con una certa frequenza epidemie di colera. Frequenti le infezioni oculari, intestinali e urinarie.
Da mettere in valigia

Pantaloni lunghi, creme solari, farmacia da viaggio, repellenti per zanzare.
Elettricità

È, come in Europa, a 220 volt e 50 Hz. Nei villaggi turistici italiani le prese sono del tipo italiano, ma se s'intende viaggiare autonomamente si tenga presente che le prese sono generalmente del tipo inglese a tre fori perciò è opportuno dotarsi dell'adattatore.
Quanto costa

Prendendo un pacchetto "all inclusive"; con tour operator costa mediamente € 1290 per una settimana e € 1810 per due settimane. Fluttuazioni sono possibili secondo il prezzo del dollaro e della stagione. Per viaggiatori indipendenti: Volo aereo per Dar Es Salaam € 698 (bs), € 748 (as), Aereo Dar-Zanzibar € 103 (a/r), Aliscafo Dar-Stone Town € 50 (a/r), pasto medio € 2,60 - 10,30, pernotto con prima colazione € 10,50 - 41,30, affitto fuori strada € 43,90/g (per un Suzuki) ai quali si aggiunge il costo della benzina (10,50/g), spostamento con mezzi locali € 2,50/g.


Indirizzi utili

Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata di Tanzania in Italia


Viale Cortina d'Ampezzo, Roma, tel. 06-33485801, 06-33485802, 06-33485804

Consolato di Tanzania in Italia


Via S. Sofia 12, Milano, tel. 02-58307534, fax 02-58307499

Vice Console Onorario a Zanzibar


PO Box 1043, Vuga, Zanzibar, tel. 233113, cell. 0812-75007

Aeroporto di Zanzibar


tel. 233112

Indirizzi utili turismo e cultura

Zanzibar Tourist Corporation di Zanzibar


PO Box 216 Zanzibar Town, tel. 232344

Zanzibar Tourist Corporation di Pemba


PO Box 18 Chake Chake, tel. 22121

Zanzibar Commission for Tourism


PO Box 1410 Zanzibar Town, tel. 233485, 233486, fax 233448

Pemba Commission for Tourism


PO Box 250, Chake Chake, tel. 252124, fax 252124

Ministry of Information, Culture, Tourism & Youth


Shangani PO Box 772, tel e fax 232321

Indirizzi utili sicurezza

Police Head Office


PO Box 237, Zanzibar, tel. 232447, 230246, fax 232307

Malindi Police Station


Malindi, Zanzibar, tel. 230772



Indirizzi utili sanità

Zamedic


PO Box 1043, Vuga, Zanzibar, tel. 33113, cell. 0812-750040

Mnazi Moya General Hospital


PO Box 672, Vuga, Zanzibar, tel. 231071, 231648

Zanzibar Traditional Medicine Madawa


PO Box 3827, Kibweni, Zanzibar, tel. 0811-338332, fax 231046

Shamshusons Pharmacy


Mkunazini Market, Zanzibar, tel. 232641, fax 231719

Chake Chake Hospital


tel. 22036

Centro Diagnostico di Zanzibar


P.O.Box 1043, Stone Town, tel. e fax :00255-5433113; cell. 00255-742-750040, 00255-747-415638;
e-mail: mario@zanzinet.com
 


IL VIAGGIO
Quanto stare


Ulteriori opzioni di ricerca

Molti scelgono Zanzibar come meta di vacanza esclusivamente balneare, in questo caso il soggiorno è indipendente dalla visita dell'arcipelago. Per una vacanza mista balneare e culturale una settimana da un'idea del paese perché molti posti interessanti sono comunque vicino a spiagge e si può quasi sempre fare mezza giornata di visita e mezza giornata al mare. Per viaggiatori indipendenti che intendano approfondire sono necessari 15 giorni nei quali sono comunque possibili diverse soste balneari. Stone Town necessita di almeno due giorni, Zanzibar Islan d (Unguja) necessita di almeno 5 giorni e Pemba di almeno 4 giorni, i rimanenti 4 giorni per gli spostamenti.
Come arrivare

A meno di comprare pacchetti turistici "all inclusive" acquistabili in agenzie di viaggio non esistono voli diretti per Zanzibar da e per l'Italia. I voli richiedono uno o più scali e sono generalmente costosi. Per gli amanti del “fai da te”, le agenzie Avventure nel Mondo e Nouvelles Frontieres offrono voli da Roma e Milano, via Londra, Arusha, Nairobi o Dar es-Salaam, a prezzi interessanti. Una soluzione comoda è quella di affidarsi completamente ad un'agenzia e prendere pacchetti completi, dato che sull'isola esistono molti villaggi vacanze di buon livello.
Tasse di ingresso e di imbarco

Oltre al visto di ingresso (burocrazia e visti) le tasse areoportuali sono di 20 US$ per i voli internazionali e 10 US$ per i nazionali. Le tasse portuali di imbarco sono di 5 US$.
Cosa vedere e cosa fare
Bimba che seleziona la alghe

La raccolta delle alghe

Oltre alle bellissime spiagge in cui è possibile rilassarsi o fare passeggiate, Zanzibar offre moltissime opportunità di approfondimento, che vanno dagli aspetti storico architettonici di Stone Town a quelli archeologici delle rovine sparse in tutto l'arcipelago, dall'ambiente naturale e forestale alla visita delle piantagioni di spezie, dalle spiagge in cui passare ore di relax alle barriere coralline per immersioni in snorkeling o con bombole.

A Stone Town si può vagare liberamente tra i vicoli stretti, soffermarsi presso le principali strutture architettoniche e visitare i musei di storia e cultura locale. Nell'arcipelago esistono moltissimi siti archeologici, i più importanti dei quali si trovano a Pemba. Ad Unguja, da un punto di vista folcloristico, sono importanti: i portali intarsiati di Zanzibar, il mercato Darajani (Creek Rd., Stone Town), il mercato del pesce di Mkokotoni i cantieri navali di Nungwi, la raccolta delle alghe a Paje. Nelle zone centrali dell'isola di Unguja e in tutta Pemba vi sono ancora oggi estese piantagioni e i tour operator delle maggiori città propongono percorsi standard di visita alle piantagioni. Da non perdere la Jozani Natural Forest (Unguja), Ngezi Forest a Pemba e Mesali Island a Pemba. Per gli amanti del sole e delle spiagge Zanzibar è certamente una meta molto ambita, le spiagge sono molto belle e suggestive e sono generalmente vicino a piantagioni di cocco.

Per chi non intende rinunciare alle comodità occidentali, consigliamo di stabilirsi a Stone Town e visitare l'isola con escursioni in giornata, oppure di sostare nei villaggi turistici di fascia alta generalmente distribuiti lungo la costa est. Per i viaggiatori indipendenti, anche se un po' ovunque è possibile trovare cibo e bevande, è consigliabile avere sempre il mangiare al sacco e almeno un litro d'acqua a disposizione.
Dormire

Ad Unguja (Zanzibar Island) esistono molte possibilità di alloggio di tutte le fasce di prezzo e qualità, a Pemba la disponibilità è inferiore sia come quantità che come qualità, anche se la bassa affluenza turistica vi permetterà di trovare sempre posto. Livelli qualitativi alti si trovano solamente a Stone Town o nei villaggi turistici occidentali sulla costa. Molto comuni dappertutto sono le Guest House, alberghetti a conduzione famigliare in cui potete trovare ottimi rapporti qualità/prezzo. Molti ristorantini o guest house sulla costa danno la possibilità di campeggiare e di usufruire della toilette, ma la polizia non risponde di eventuali furti perché a Zanzibar il campeggio è illegale.

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Mangiare



Colobo dorso rosso
(Colobus kirkii), una
scimmia endemica di
Zanzibar

Come per l'alloggio, anche per il mangiare non vi sono problemi a Zanzibar; il viaggiatore indipendente si dovrà però adattare man mano che esce dagli ambienti cittadini. A Stone Town vi sono molti ristoranti di buona qualità per turisti in cui si possono trovare piatti locali e internazionali. Vi sono anche ristorantini con menu meno elaborati e prezzi inferiori, molti dei quali sono utilizzati dai locali e offrono quindi buone possibilità per fare incontri.
Posta e telefono

L'ufficio postale principale di Zanzibar Town è nella via che conduce all'Amani Stadium (8.00-16.30 e 8.00-12.30 la domenica), ma molto più pratico è l'Old Post Office in Kenyatta Rd. nel quartiere Shangani a Stone Town (8.00-16.30 e 8.00-12.30 il sabato, chiuso la domenica). Per la posta celere, il corriere internazionale DHL ha un ufficio in Creek Rd. Pemba ha un ufficio postale in tutte le tre città principali.
Telefono

Il codice internazionale per la Tanzania è 00255 al quale segue il codice locale di Zanzibar 054, valido per tutto l'arcipelago, Pemba inclusa. Per telefonare in Italia da Zanzibar il codice è 0039.
Moneta, carta di credito e cambio

La valuta locale è lo scellino tanzaniano (Tanzanian Shilling o TSh abbreviato). Il valore di 1 US$ era di 650 TSh nel 1998 e di 800 TSh nel 1999. La valuta straniera più diffusa è il dollaro (US$), altre valute europee forti possono essere accettate. Il cambio in valuta locale è di circa 650 TSh per 1 US$ e può essere facilmente effettuato presso i numerosi Bureau of Change di Stone Town. La carta di credito è utilizzabile nei grandi alberghi, nei grossi negozi di Stone Town e, in alcuni Bureau, per ritirare denaro. Ovunque la carta deve essere del tipo tradizionale (con i numeri in rilievo).
Spostarsi
Bassa marea a Bu Bu Bu

Bassa marea a Bu Bu Bu

Dalla dalla e matatu sono autobus a linea urbana (dalla dalla) o extraurbana (matatu). Partono di fronte a Darajani Market in Creek Road o dietro al nuovo ufficio postale (Mwembe Ladu). Per gli spostamenti urbani o nelle vicinanze delle città, vi sono molti dalla dalla che sono abbastanza affidabili e puntuali, e vanno fino a notte fonda; una corsa costa circa 100-200 TSh. Gli spostamenti extraurbani sono molto meno frequenti, l'ultimo della giornata parte generalmente verso le 16.00.

È possibile noleggiare bicicletta, moto o auto. Si viaggia a sinistra dando la precedenza a destra. La patente italiana non è valida a Zanzibar, per guidare un'auto si dovrà quindi avere la patente internazionale o richiedere un permesso temporaneo agli uffici della Motorizzazione Civile Zanzibarina.

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Sanità

Ad Unguja (Zanzibar Island) l'acqua che si trova in giro è generalmente buona, mentre a Pemba la qualità è inferiore. A Pemba sono segnalati casi di avvelenamento da carne di tartaruga e infezioni specifiche dovute a parassiti quali la filaria. In ogni caso la prudenza non è mai troppa, e come in tutti i paesi non industrializzati l'acqua è una delle principali cause di diarrea ed epatite A.

Per chi ha intenzione di sostare a lungo o avere rapporti sessuali a rischio si consiglia anche la vaccinazione per l'epatite B. A questo proposito si ricorda che, sebbene Zanzibar non abbia particolari problemi, l'Africa Orientale è uno dei posti a maggior concentrazione di sieropositivi al virus dell'AIDS.

Per gravi emergenze mediche si consiglia, prima di prendere decisioni sull'ospedalizzazione o l'evacuazione di un paziente, di
consultare il dr. Mario Mariani, vice-console onorario e direttore del Centro Diagnostico di Zanzibar (vedi sezione Indirizzi Utili). Il Dr.Mariani, se necessario, potrebbe preparare il paziente per il trasporto e/o ospedalizzazione nella sua struttura per una notte (gli aerei non possono atterrare o decollare nell'isola nelle ore notturne).
Sicurezza

Una ragazza di Zanzibar

Zanzibar è un posto abbastanza sicuro. Purtroppo negli ultimi anni c'è stato un aumento di ragazzi nullafacenti (alcuni dei quali si definiscono rasta e si riconoscono dal caratteristico copricapo), fanno uso di droghe leggere e si arrabattano per terminare la giornata. La maggior parte è innocua, ma abbiamo conosciuto persone che avevano subito piccoli soprusi o addirittura borseggi. Purtroppo donne sole possono avere qualche problema in più, anche se spesso basta la presenza di un uomo a scongiurare ogni eventuale disturbo. A Zanzibar è, infatti, abbastanza sviluppato il turismo sessuale femminile, per cui si incontrano spesso (soprattutto ai giardini Forodhani, nelle spiagge di Nungwi, Paje o Jambiani) dei ragazzi che tentano la vita del gigolò.

Dal 17 gennaio 2003 l'Unità di Crisi della Farnesina, sconsiglia ufficialmente la destinazione Tanzania - Zanzibar perché "Appare possibile che possano verificarsi di attacchi terroristici nelle due isole che compongono Zanzibar (Unguja e Pemba) od anche in località costiere vicine. Abbiamo preso informazioni localmente e non ci risulta tale stato di emergenza tant'è vero che attualmente (13 febbraio 2003) turisti continuano ad arrivare da tutto il mondo.
Comportamenti

Zanzibar è un paese musulmano quindi comportamenti libertini o vestiti succinti sono vissuti più negativamente che da noi. Portare abiti succinti non comporta alcun rischio pratico, ma è certamente molto irrispettoso delle usanze del paese. Vi sono aree più abituate ai turisti, in cui è possibile vestirsi all'occidentale (senza esagerare), ed aree (come a Pemba) in cui potete più facilmente offendere la sensibilità locale. Indossando pantaloni lunghi ma leggeri, e una maglietta a mezze maniche, siete sicuri di non sbagliare.